Spett.le redazione,

ho letto con moltissima  attenzione quanto pubblicato dal Vostro sito : tutto di estremo interesse, ben curato e documentato, veramente: complimenti . Se mi consentite, una cosa mi ha lasciato molto perplesso ed è la inutile e del tutto fuori luogo , almeno a mio giudizio, precisazione :"questo sito non è " monarchico". La storia e quella dei Borbone e del Sud in particolare, è un'inno all'ideale monarchico, i fatti  sottolineano l'amore, l'attaccamento al popolo ed alla "terra" di tutti i Sovrani, di questa o quella Dinastia, che si sono succeduti nel tempo. I tanti vituperati Borbone , hanno lasciato tracce indelebili della loro lungimiranza e capacità di Governo che secoli di falsità e di oblio non hanno potuto cancellare. Il contenuto del sito parla da solo e  quella precisazione suona quantomeno inopportuna, si poteva anche evitare, dal momento che, ovviamente, ognuno ragiona con la propria testa  e la Storia, con la "S" maiuscola  , non ha bisogno di aggettivazione : i fatti vanno  riportati onestamente, così come da Voi fatto, e poi, ognuno tragga  le considerazione che meglio crede. C'è da vergognarsi ad essere monarchici? non è chic? si è oscurantisti ?  Io sono MONARCHICO, NON me ne vergogno .di che, poi !!!  Ho quasi 70 anni  e sono monarchico da quando avevo 13 anni e non ho mai avuto alcun tentennamento nelle mie convinzioni . Credo di  essere un buon cittadino  ed un sincero democratico , come lo sono  ,generalmente, tutti i monarchici. Se dopo 154 anni ,  il sentimento Monarchico e borbonico , esiste e si rafforza,piaccia o meno, significa pure che  qualche cosa di positivo c'è . Il fascino sottile della Monarchia , colpisce anche molti giovani, più di quanti si creda , a dimostrazione del bisogno di radici e punti di riferimento e del resto, le nazioni europee più civili ,democratiche e progredite, hanno come Capo dello Stato, un Re o una Regina (Gran Bretagna, Spagna, Lussemburgo, Belgio, Olanda , Leichstein , Monaco, Svezia, Norvegia, Danimarca )   Apprezzo il Vostro lavoro e rispetto le Vostre convinzioni, qualsiasi esse siano, ma consentitemi queste osservazioni  , perchè non ho sinceramente compreso una puntualizzazione che mi è parsa come una giustificazione a priori . Spero veramente di sbagliarmi .Comunque, trattare eventi storici e fatti come da Voi fatto, è lodevole  e dimostra serietà e competenza e questo, certamente, Vi fa onore. Vi saluto molto cordialmente , con l'augurio di buon lavoro

Luigi Ferone  – Monfalcone (Go)

N.B. Se  lo ritenete, autorizzo la pubblicazione.

 

 

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La nostra risposta:

 

Gent.mo Sig. Ferone,

nel ringraziare per le cortesi parole di apprezzamento che ha voluto riservare a questo sito e nello scusarci per il ritardo con il quale Le rispondiamo (ritardo dovuto ad assenza per motivi di lavoro), siamo a evidenziare quanto segue.

Come si evince facilmente da quanto spesso qui pubblicato, la nostra stima e rispetto nei confronti del Real Casato dei Borbone e del loro operato nei confronti del Popolo Duosiciliano è più che evidente e fuori discussione. Casato che, per quelle che sono le nostre conoscenze in ambito monarchico europeo, riteniamo uno dei più illuminati, se non addirittura il più illuminato in senso assoluto. Stima e rispetto che, fra l’altro, sono ampiamente evidenziati in apposito paragrafo del volume “Rinascita di una Nazione”, da poco pubblicato a firma dello scrivente. Ciò che hanno fatto i Borbone per le Due Sicilie è ormai a conoscenza di molti e solamente chi non conosce la vera storia del Regno delle Due Sicilie e dei suoi sovrani di allora ardisce ancora definire come “borbonico e quindi spregevole”, quello che invece e certamente è stato uno dei periodi più nobili della nostra trimillenaria storia.

Premesso che abbiamo il massimo rispetto per chi è di fede monarchica, così come anche per chi, in buona fede, professa altre idee politiche o istituzionali – fedi che ognuno legittimamente proclama in funzione ed in relazione alle proprie conoscenze e convinzioni – noi dichiariamo la nostra fede democratica e repubblicana, in quanto profondamente convinti che solamente il Popolo, (sempre che ne abbia la effettiva e non fittizia opportunità…), debba godere del diritto di governare su se stesso e nessun altro. Possono essere idee discutibili ed opinabili certo, ma sono le nostre idee.  Su tale argomento non crediamo sia il caso di spingerci oltre, anche perché la Sua garbata lettera poneva l’accento su di una questione particolare  e cioè sul fatto che, a Suo avviso inopportunamente, sul sito è riportata in evidenza la dicitura: “Questo sito non è monarchico”.

Ci permettiamo di far notare che il fatto di essere democratici e repubblicani non crediamo sia, possa o debba essere motivo per non riconoscere la grandezza di un Casato che per più di un secolo ha tanto ben governato il suo Regno: sarebbe profondamente scorretto storicamente e culturalmente.

Tuttavia in diverse circostanze ci siamo resi conto che, proprio a seguito di quanto spesso pubblicato, il sito è stato scambiato per un sito monarchico. Addirittura siamo stati contattati dall’estero nella convinzione che il sito fosse quello ufficiale del Casato dei Borbone. Al fine quindi  di evitare questi equivoci, ma anche perché i Lettori abbiano ben chiare le idee di fondo di coloro che gestiscono il sito, abbiamo ritenuto doveroso, oltre che corretto e opportuno, chiarire la nostra posizione attraverso quella dicitura che, in ogni caso, non intende minimamente urtare la sensibilità di chi repubblicano non è.

Per come evidenziato nelle sezioni “Chi siamo”, “Scopi del sito” e “Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur”, scopo del sito non è quello di esaltare il casato dei Borbone, che fra l’altro non abbisognerebbe certo del nostro modesto ancorché sincero contributo, ma quello di portare avanti una necessaria e fondamentale divulgazione storica e dare l’avvio ad una sorta di analisi comparativa fra l’allora e l’oggi e, se possibile, fra l’oggi ed i possibili e diversi domani; e in questa battaglia riteniamo i monarchici Duosiciliani nostri preziosi alleati.

 

Grati per l’attenzione, cordiali saluti,

Giovanni Maduli.

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