IL PROCESSO DI UNIFICAZIONE: REALTA’ STORICA O INATTENDIBILITA’?

di Francis Allenby

 

Gentili Signori.

Le critiche che vengono mosse, la maggior parte delle volte, a coloro i quali vogliono proporre un punto di vista storico diverso da quello ufficiale non differiscono molto le une dalle altre. Specie per quello che riguarda l’annessione del Sud al Regno d’Italia di solito hanno sempre un punto in comune: perché, se ciò che si afferma corrisponde alla realtà, nessuno ne ha mai parlato prima? Ed a questa antitesi non posso fare altro che restare basito.

Certo, i libri di storia (quella ufficiale) che si sono susseguiti fino ad oggi si sono affannati a partire dal detto e ridetto teorema di base: il Sud era povero ed arretrato e con la liberazione dal giogo dei Borbone i Savoia portarono sviluppo e progresso.  Non mi soffermerò su questo teoria, da sempre proposta dai fautori della storia da tutti accreditata, perché è già stata ampiamente dibattuta ed anche confutata.

Quello che vorrei approfondire, invece, è la documentazione che dimostra come il processo di annessione del Meridione sia stato un fenomeno più complesso di quello proposto notoriamente.

Tanto per cominciare vi sono le documentazioni ufficiali, che sono le più importanti ed a cui si deve fare riferimento in maniera fondamentale. Vi sono gli atti dell’allora neonato Parlamento del Regno d’Italia i quali contengono interpellanze, atti i quali forniscono degli interessanti fascicoli comprovanti ciò che si verificò durante e dopo la spedizione dei mille.

Recentemente sono state reperite anche delle lettere, un carteggio fra Garibaldi e qualcuno dei suoi uomini più fidati, i quali si dilungavano con dovizia di dettagli su fatti, persone, eventi che coinvolsero le genti del Sud in maniera tragica e devastante.

Ma non vi sono solo le carte dell’epoca a cui rifarsi. Anche la Letteratura più avvalorata dalla cultura italiana ed internazionale  è riuscita a trovare il modo di raccontare di quei fatti e di quelle circostanze senza neanche ricorrere alla autocensura, ma presentandoli così come erano, restituendoli nella loro cruda consistenza.

È il caso de L’ALTRO FIGLIO, una celebre novella di Luigi Pirandello, in cui si narra di come Garibaldi liberò dalle carceri i criminali comuni, facendoli divenire patrioti, e di come questi ne approfittarono per compiere indisturbati razzie, saccheggi e violenze.

Ancora potremmo citare il celebre libro di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, IL GATTOPARDO, dove non si fa mistero del percorso di adeguamento forzato, ma soprattutto voluto, della nobiltà Borbonica per preservare i propri privilegi di casta e continuare ad esercitare il proprio potere anche con il Regno dei Savoia.

Un altro grande affresco storico lo si ha nel capolavoro di Federico De Roberto, I VICERÉ, che è, a mio modesto parere, la più completa e ricca raffigurazione di un’era, di un tempo che ha segnato per sempre l’identità di un popolo.

Recentemente anche LO STOLTO DI CARDIZZINI, piccolo omaggio a Verga ed al Verismo, ha trattato gli stessi motivi in maniera più modesta.

In conclusione tutti i volumi scritti dagli storici, se scritti in buona fede, hanno egual valore agli occhi di chi legge. Tuttavia per ognuno di loro si può trovare una obiezione, una critica, una contestazione, come è nell’ordine normale delle cose. Lo stesso non si può fare con la documentazione strettamente ufficiale dell’epoca e, aggiungo, con la narrativa verista e post-verista, che ebbe, in generale, caratteristica di contemporaneità con quegli accadimenti.

 

Gentile Sig. Allenby,

non possiamo che condividere la sua articolata e documentata nota.

E’ certamente vero che non è possibile trovare obiezioni, critiche e contestazioni quando si tratta di documenti ufficiali, specie se redatti di pugno della “parte avversa”; ci preme tuttavia sottolineare, come da lei giustamente osservato,  che non si può attribuire a tutti i volumi scritti dagli storici eguale peso in quanto non tutti gli scritti sono stati redatti in buona fede o, quanto meno, in maniera obiettiva ed equidistante, come ad esempio le “testimonianze” di A.Dumas (padre) pubblicate in “Les Garibaldiens” o il fazioso “Cuore” di E. de Amicis.

Cordiali saluti, Giovanni Maduli.

 

 

 

 

 

 

Pages: 1 2 3 4 5 6