Da Mario Diotallevi (Palermo), riceviamo questa pacata ma determinata e bella lettera inviata al direttore de “Il Mattino” di Napoli.

Novembre 2012

 

Carissimo Direttore,

l’italia di cui purtroppo facciamo parte è una repubblica fondata sul sangue, la falsità, lo sterminio ed il malaffare.

Intanto si dovrebbe prendere atto, finalmente, che il fallimento nazionale è una cosa ormai acclarata a livello internazionale.

Parlo di fallimento morale, politico, economico e nazionale.

L’anniversario dei 150 anni non ha coinvolto nessuno. Da nord a sud solo tiepida accoglienza.

Non siamo nazione, non siamo un popolo, non abbiamo le stesse radici ma soprattutto non abbiamo gli stessi ideali.

Noi del Sud siamo stati invasi, depredati, derubati, stuprati e poi svenduti alle varie mafie.

Mafie che vennero portate al potere dai garibaldi di turno e dai politici che allora come ora pensavano solo al loro tornaconto.

Un territorio grande e fecondo come quello del Regno delle Due Sicilie è stato ridotto a colonia, a serbatoio di voti, a terra del nulla, a terra di confino. Casa e base della delinquenza come sistema amministrativo e di governo.

Alcune delle nazioni che ci circondano, hanno il pregio di avere fatto i conti con la loro storia.

La rivoluzione francese, la guerra di spagna, la distruzione della Germania nelle 2 guerre, l’eterna lotta nei balcani ed altri ancora, sebbene eventi cruenti hanno permesso a quei popoli di fare chiarezza.

Quegli eventi hanno posto una base di partenza da cui cominciare per ricostruirsi come nazioni, senza se e senza ma.

Una prova di quanto affermo è sotto gli occhi di tutti.

Quando i politici, altrove, pensano solo ai fatti loro…in Francia scendono in piazza, in Grecia scendono in piazza, in Spagna scendono in piazza e potrei continuare…

In italia non accade nulla di tutto ciò.

Perchè?

Perchè non siamo nazione. Non abbiamo un anima. Non abbiamo una storia.

La storia che ci viene raccontata da secoli, quella scritta dai vincitori, è una storia falsata.

E’ una storia raccontata da piccoli uomini che hanno avuto paura di dire la verità.

E’ una storia che nega il confronto con altre verità.

Verità come quella di Fenestrelle.

Perchè non consentire un sereno e proficuo confronto?

Noi meridionalisti siamo pronti.

Potrebbe essere finalmente un punto da cui partire per fare chiarezza su diversi capitoli di storia che non convincono nessuno.

Ne noi, nè voi.

A tutti noi manca una base di partenza. Un punto da cui costruire una coscienza unitaria.

Continuiamo a sentirci i migliori.

Siamo i più creativi, siamo i più intelligenti e capaci, i più fantasiosi e su tutto quello che ci riguarda, per nasconderlo, diamo una spolverata di italian style…

Che pochezza. Che meschinità.

I Romani dicevano che “mentre a Roma si discuteva Sagunto veniva espugnata”…

Continuiamo a discutere, a cantarcele e a raccontarcele fra di noi, nel nostro piccolo cortile di casa.

Faremo ancora tanta strada…come quella fatta fin qui e presto ci accorgeremo che questa non ci porterà da nessuna parte.

 

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