– PIO IX e il 20 settembre 1860 – La breccia di Porta Piadi Vincenzo Gulì, da parlamentoduesicilie.eu

Nell’infausto anniversario del 20 settembre, pubblichiamo alcune pagine tratte dall’opera in tre volumi di Mons. Giuseppe Sebastiano Pelczar, “Pio IX e il suo pontificato”. Alcune ore dopo, alle 5,15 del 20 settembre, una prima palla dei Piemontesi colpiva le mura di Roma dando principio ad una vera grandine di proiettili lanciati da 60 cannoni, a cui rispondevano appena 18 pezzi dell’artiglieria pontificia. Il nerbo dell’attacco era rivolto contro Porta Pia, Porta Maggiore e contro le caserme del Macao, che porgevano più facile accesso; ma si sparava pure contro le porte Salaria, S. Pancrazio, S. Giovanni e S. Sebastiano. Al rombo dei cannoni i cardinali Patrizi, Antonelli, Berardi, Bonaparte ed altri come pure tutti i membri del Corpo Diplomatico allora presenti in Roma s’affrettarono al Vaticano indossando le uniformi di gala. Il Papa celebrò secondo il solito la S. Messa alle ore 7,30; il Corpo Diplomatico ebbe l’onore di assistervi, e verso le ore 9 fu introdotto in presenza di S. S. nella sala della biblioteca privata., le cui finestre mettono sulla piazza di S. Pietro. Continua a leggere su: http://parlamentoduesicilie.eu/wordpress/index.php/stemma-legittimo-parlamento-del-sud/ ——————– Dall’Istituto ricerche storiche Due Sicilie riceviamo e volentieri pubblichiamo: – La battaglia di Caiazzo; 19 – 21 settembre 1860di Roberto della Rocca, da istitutoduesicilie.blogspot.it

Tra il 19 e il 21 settembre 1860, si scontrarono a Caiazzo le armate garibaldine e parte dell’Esercito del Regno delle Due Sicilie, ritiratosi, dopo l’abbandono di Napoli (6 settembre), lungo la linea del Volturno. A fronteggiarsi furono anche due uomini, Giovan Battista Cattabeni (al comando delle camice rosse) e il Tenente Colonnello Ferdinando La Rosa (in testa alle forze delle Due Sicilie). Caiazzo rappresentava, per entrambi gli eserciti contrapposti, un elemento strategico fondamentale che avrebbe potuto decidere chi avesse vinto o perso nel corso della ormai imminente battaglia finale che si sarebbe combattuta tra i due schieramenti. Il 19 settembre, giorno di San Gennaro, patrono di Napoli, fu per miracolo sventato il tentativo garibaldino di occupare la città grazie alla complicità di alcuni esponenti della borghesia caiatina. Il La Rosa con soli 600 uomini respinse le camice rosse del Cattabeni grazie soprattutto al sostegno attivo della popolazione che prese d’assalto le abitazioni dei “notabili” liberali e contribuì ad innalzare le batticate che, da Porta Pace a Port’Anzia, contribuirono a difendere la maggior parte del centro abitato mentre poco più di 600 Regi, impedivano ai garibaldini di occupare la strada per Capua, dove erano arroccati il Re, lo Stato Maggiore e la maggior parte dell’Esercito. Continua a leggere su: http://istitutoduesicilie.blogspot.it/2012/09/la-battaglia-di-caiazzo-19-21-settembre.html ——————– – Sessa Aurunca, la città delle meraviglie archeologiche abbandonateStato di incuria ai siti monumentali del teatro romano-criptoportico e del ponte ‘Ronaco’ di Giulia Lettieri, da interno18.it

C’era una volta, a Sessa Aurunca, il teatro romano, il criptoportico ed il ponte degli Aurunci, detto ponte Ronaco. Sì, è proprio il caso di dirlo: “C’era una volta”. Parliamo dei tre fiori all’occhiello di una Città alla quale le fonti letterarie attribuiscono origini antichissime mettendo addirittura in relazione la sua fondazione con le leggende epiche elleniche. Ma come si presentano, oggi, i siti archeologici del Comune agli occhi del turista ed anche agli occhi del cittadino, figlio della stessa terra che diede i natali a Caio Lucilio, ad Agostino Nifo, a Galeazzo Florimonte (ispiratore del “Galateo” di Giovanni della Casa e dal quale addirittura ne prese il nome)? Passeggiando per la città, in un caldo pomeriggio di un sabato settembrino, non si può non andare ad ammirare, sebbene dall’alto visto che le porte dei monumenti sono chiuse, la storia dell’antica Suessa Aurunca. (TEATRO ROMANO E CRIPTOPORTICO: ) Ed ecco che scendendo da via XXI Luglio, immediatamente ci si imbatte nel belvedere che affaccia sul teatro romano: un vasto complesso archeologico che negli anni passati ha ospitato manifestazioni culturali, eventi musicali, ma che quest’anno ha visto spegnere i riflettori per ogni sorta di evento a causa di problematiche legate alle nuove normative in materia di agibilità, in particolar modo relative alla scala di accesso che conduce alle sedute. Un motivo questo che ha impedito alla Città di far parte, come ogni anno, della più importante rete per la valorizzazione dei teatri antichi e dei patrimoni monumentali: ‘Teatri di Pietra’. Di fatti, quest’anno, tre erano gli appuntamenti previsti per Sessa Aurunca nel segmento casertano, come emerse in una nota stampa redatta dagli organizzatori il 19 luglio( http://interno18.it/culturaspettacolo/25885/teatri-di-pietra-campania-napoli-e-caserta ) ma nulla da fare: il teatro quest’anno è stato oggetto solo di visite guidate. Continua a leggere su: http://interno18.it/attualita/27287/sessa-aurunca-la-citta-delle-meraviglie-archeologiche-abbandonate ——————– – Io sono cittadino messinese e la mia patria è il mio orgoglio di Alessandro Fumia, da zancleweb.wordpress.com

Un motto famoso, reso da uno dei tanti messinesi orgogliosi di essere figli di Messina; rammentarlo oggi più di ieri, mette in risalto la condizione di una città sempre in emergenza, sempre in difficoltà nelle contingenze della storia. Ma se un tempo era una conseguenza della politica siciliana, negli ultimi cinquanta anni, è una regola, da cui i suoi cittadini non riescono ad allontanarsi, accettando un destino niente affatto figlio dei tempi. L’esperimento ancora valido, di recuperare la memoria degli uomini illustri di Messina, tende a ricordare ai più distratti, che Messina è stata una città del mondo; i cui cittadini si sono fatti valere, lasciando memorie ragguardevoli. Continua a leggere su: http://zancleweb.wordpress.com/2012/09/15/io-sono-cittadino-messinese-e-la-mia-patria-e-il-mio-orgoglio/ ——————– – 17 avvisi di garanzia ai No Muos: stesso destino dei No Tav?di Antonella Sferrazza, da linksicilia.it

(Foto tratta da speradisole.wordpress.com) Colpevoli di avere protestato davanti alla base militare Usa di Niscemi. Armati, niente poco di meno che, di pentole, mestoli e padelle: 17 militanti dei Comitati No Muos, nei giorni scorsi, sono stati raggiunti da roboanti avvisi di garanzia notificati dalla questura di Caltanissetta. Tra i destinatari c’è anche il giornalista Antonio Mazzeo. A quanto pare i reati contestati sono: la riunione in luogo pubblico senza preavviso all’Autorità di P.S.; il danneggiamento in concorso su cose destinate alla Difesa; la radunata sediziosa. Non sappiamo cosa sia stato danneggiato, se qualcosa è stata danneggiata, ma la sensazione è che si voglia usare in Sicilia la stessa filosofia applicata ai no Tav, in Val di Susa. Ovvero: tolleranza zero con chi dissente. Continua a leggere su: http://www.linksicilia.it/2012/09/17-avvisi-di-garanzia-ai-no-muos-stesso-destino-dei-no-tav/

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