sez. 2.4.12 Eugenio Di Rienzo Unità d’Italia made in London (video) http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=nZersj4_g5c ——————- Comunicazione per i residenti di Palermo e provincia Da Roberto Di Giovanni riceviamo e volentieri pubblichiamo: Comunico che dopo l’incontro che ho avuto giorno 4/4 presso Radio Time con Mario Caminita presentatore della stessa e dopo averlo informato e sensibilizzato su tutti i progetti di Arcipelago Scec www.scecservice.org/wp/?page_id=3558, NoiNet www.noinet.eu/on/ Sargo www.sargo.it e non solo, abbiamo concordato un ciclo d’interviste da trasmettere ogni venerdì mattina, che farà con Pierluigi Paoletti per informare i palermitani e non solo su i nostri progetti dando così visibilità al nostro lavoro di volontariato. Questo Venerdì si parlerà di crisi economica, dalla sua comparsa alle soluzioni. Per tanto vi invito a seguire Radio Time da questo venerdì 6 Aprile alle ore 10.30 , le frequenze le troverete in questo link www.radiotime.it/frequenze mentre chi vuole può seguire la radio via web http://www.radiotime.it/player.phpUn saluto a tutti da Roberto Di Giovanni. ———————

Da Daunia Due Sicilie riceviamo e volentieri pubblichiamo:

SUD: COSÌ FARANNO MORIRE LA BANCA DEL MEZZOGIORNO

Cancellarla non si poteva, perché la Banca del Mezzogiorno era prevista nella Finanziaria 2010 del governo Berlusconi, con tanto di fondi già stanziati, ma il governo Monti, dove gli uomini di Intesa-San Paolo, con in testa l’ex amministratore delegato Corrado Passera e l’ex vicepresidente del Comitato di Sorveglianza Elsa Fornero, sono presenti in forze, stanno facendo di tutto per soffocare sul nascere l’Istituto di credito pensato per finanziare le imprese del Sud ed avviare un processo di riequilibrio nell’unica delle 81 regioni dell’Ue priva di banche di dimensioni medio-grandi. La Banca del Mezzogiorno (Bdm) è partita a fari spenti, nel silenzio della stampa, il 2 febbraio scorso ed ha cominciato ad operare in appena 113 sportelli postali sparsi nelle 8 regioni meridionali. Entro la fine di marzo – annuncia un comunicato – diventeranno 250. Ma nelle regioni del Mezzogiorno di sportelli postali ce ne sono 4mila 500. La ragione sociale del nuovo Istituto è diventato Banca del Mezzogiorno – Medio Credito Centrale s.p.a. Il logo, che dovrebbero richiamare, secondo i realizzatori dell’agenzia torinese di design “Carrè Noir”, le regioni del Sud – è del tutto anonimo. Il progetto originario di una Banca del Sud dell’ex ministro dell’Economia Giulio Tremonti, (portato avanti, però, con esasperante lentezza) prevedeva 7mila 500 sportelli e la presenza tra i soci delle Banche di Credito Cooperativo e delle Popolari. Nell’attuale Banca del Mezzogiorno, invece, di soci privati non ce ne sono. Il capitale sociale è di appena 132 milioni. La sede – come avveniva per le società della Cassa per il Mezzogiorno – è a Roma, in via Piemonte 51, la stessa del Medio Credito Centrale (Mcc), che è stato acquistato da Poste Italiane per dare vita al nuovo Istituto. Al Sud, la Banca del Mezzogiorno non dispone neanche di un ufficio. Nel suo Consiglio di amministrazione, guidato dal presidente di Poste Italiane Massimo Sarmi, nato in provincia di Verona, non c’è neanche un meridionale. L’amministratore delegato, Piero Luigi Montani, si è dimesso quattro mesi dopo la nomina per passare alla Banca Popolare di Milano. Tra i consiglieri figura l’ex presidente del Milan degli anni ’70 ed ex sindaco di Roma Franco Carraro. La Banca del Mezzogiorno non potrà erogare finanziamenti a nuove imprese ma solo sostenere investimenti a medio e lungo termine, la stessa attività svolta dal Medio Credito Centrale. Tra il 2012 ed il 2014 – secondo le previsioni – potrà erogare finanziamenti (da 10 a 200 mila euro) ad imprese che abbiano sede in una delle regioni del Sud per 1,5 miliardi complessivi grazie all’emissione di obbligazioni con un regime fiscale agevolato al 5%, contro il 12.5% dei titoli di Stato ed il 20% delle obbligazioni emesse da aziende private. Ma anche sull’acquisto dei bond è sceso il silenzio e non c’è traccia di informazioni sullo scarno sito Internet della Bdm (http://www.mcc.it/), che è ancora quello del Medio Credito Centrale. Che cosa potrà fare concretamente la Bdm per l’economia del Sud? Ben poco, con queste premesse. Monti, Passera, la Fornero, e tutti gli esponenti di rilevo del governo dei banksters, hanno disertato il 9 febbraio scorso, al Senato, la presentazione ufficiale della nuova Banca. Un segnale chiarissimo. Per salvarla dalla morte annunciata per soffocamento, alla quale l’ha condannata il governo Monti, servirebbe una battaglia dei presidenti delle Regioni e dei politici meridionali. Ma sono gli stessi che finora, nella lunga gestazione della Banca del Mezzogiorno, come in precedenza nella vicenda della (s)vendita del Banco di Napoli, sono rimasti in silenzio. Chi ha parlato, lo ha fatto per difendere gli interessi dei grandi Istituti di credito del Nord, come Intesa-San Paolo, proprietaria del Banco di Napoli, che al Sud dispone di quasi 1000 sportelli. (LN50/12). da: lettera napoletana (editoriale il giglio)

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