– L’IMU in Sicilia è anticostituzionale di Santo Trovato, da mis1943news.wordpress.com Con due sentenze, del 21 e del 28 marzo 2012, la corte Costituzione ha affermato il diritto della Regione Siciliana di esigere le imposte riscosse sul territorio dell’Isola. La regione aveva impugnato alcune norme statali e la Corte ha dichiarato infondato il ricorso perché… le norme statali in materia finanziaria NON SI APPLICANO IMMEDIATAMENTE IN SICILIA, perché si deve passare per forza dalla Commissione paritetica. E’ come se avesse detto “che impugnate a fare leggi dello Stato che non si applicano a voi?” lasciando lo Stato scornato. Lo Stato in una delle due ha tentato di resistere, ma è stato bocciato. Continua a leggere su: http://mis1943news.wordpress.com/2012/04/24/limu-in-sicilia-e-anticostituzionale/ ———————— – L’ insorgenza palermitana del “Settemezzo” del 1866. Una storia poco conosciuta di Enzo Bonsangue (di Domenico Bonvegna) , da Siciliainformazioni.com Così come il 1862 anche il 1863 si caratterizza all’insegna della repressione degli stati d’assedio e delle nuove tasse. L’anno finanziario si chiude con deficit di 446.000.000 che il Tesoro cercò di colmare ricorrendo al prestito forzoso, con nuove tasse e pesanti balzelli. Sembra l’Italia di oggi dell’era Monti-Napolitano. L’Italia prima del 1860 era il museo delle arti, ora è diventato il museo delle tasse. Dal 1860 al 1862, la Sicilia ha subito un’autentica “spremitura”, senza contraccambi per la Sicilia, anche attraverso i “contributi diretti”. Le quote individuali di contribuzione fiscale dell’erario passarono da 18 lire annuali al 4 aprile 1860, a 48 lire con il nuovo Regno, con un aumento del 166%”. Giuseppe Marino descrive il 1862, un paradosso della libertà illiberale per la Sicilia. Sostiene che “dal 1862, la Sicilia era stata praticamente governata con lo stato d’assedio, col bell’effetto di un crescendo delinquenziale che a sua volta provocava un crescendo di interventi repressivi (…)Le pagine dei giornali ed opuscoli del tempo sono piene di denunce contro la crudeltà delle autorità governative e di polizia. Rispetto al passato borbonico, scriveva qualcuno, la libertà aveva marciato a ritroso”. Continua a leggere su: http://archivio.siciliainformazioni.com/politica/linsorgenza-palermitana-del-sette-e-mezzo-del-1866-una-storia-poco-conosciuta/ ———————- – Le solite bugie sul Sud Italia di Antonella Sferrazza, da Linksicilia.it Quando il pregiudizio fa comodo, debellarlo è difficile. E’ il caso, ad esempio, di quello che disegna il Mezzogiorno d’Italiacome il regno incontrastato dello spreco, dove malgrado le ingenti risorse provenienti da Roma, si fa poco e male. Se a smentire una simile fantasia è un cittadino comune, lo si taccia di essere campanilista e poco obiettivo, o anche peggio.

Ma si dimentica di dire che, anche al Sud, si sanno fare i conti. I numeri parlano chiaro. Specialmente se sono elaborati da economisti di provata esperienza. Come quelli della Svimez, l’Associzione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno, fondata da grandi meridionalisti, tra i quali spicca il nome di Pasquale Saraceno, il quale, come si ricorderà, negli anni 50 si batteva affinché anche il Mezzogiorno d’Itaila fosse dotato dello stesso tessuto infrastrutturale del Nord. Solo così, per Saraceno, si sarebbero create le condizioni favorevoli per lo sviluppo imprenditoriale. Così non è stato. E cosa dicono oggi alla Svimez? “L’Ecclesiaste ci ha insegnato che c’è “un tempo per tacere e un tempo per parlare. Dopo tanti silenzi sul Mezzogiorno, sui suoi ritardi, sui fattori della sua crisi e sulla problematicità del suo futuro, a noi della Svimez questa sembra un’occasione per non tacere” si legge in una relazione presentata al Senato dall’Associazione. Che spiega bene come l’arretramento del Sud sia stato determinato da un progressivo disinteresse dello Stato centrale verso la questione meridionale: “Se nel 1861, il Pil tra le due aree era simile, cioè pari a 100 per entrambi, dopo 150 anni, nel 2009, i redditi del Mezzogiorno risultavano pari solo al 59% del Centro-Nord”. Continua a leggere su: http://www.linksicilia.it/2012/04/le-bugie-sul-sud-italia/ ———————- – La questione siciliana all’ ONUdi Antonella Sferrazza, da Linksicilia.it

Una denuncia all’Onu contro la Repubblica italiana “per violazione della propria Costituzione, dello stato di diritto e dei diritti delle minoranze in relazione alla ‘Questione Siciliana“. Non si arresta la marcia di tutti quei siciliani che non sono più disposti ad accettare passivamente ‘il sequestro di Stato’ dello Statuto autonomistico siciliano. Che è parte integrante della Costituzione italiana, ma che da 60 anni a questa parte, viene sistematicamente ignorato se non vilipeso, soprattutto quando si tratta di risorse economiche che Roma trattiene illegittimamente (vedi il caso dell’articolo 37, ad esempio). Una vicenda storica mai risolta che da sempre agita il dna di tanti siciliani doc. Come un fuoco che arde sotto la cenere. Continua a leggere su: http://www.linksicilia.it/2012/04/la-questione-siciliana-allonu/ ——————– – La Sicilia? Una colonia italiana di Giuseppe Scianò, Corrado Mirto e Giovanni Basile, da Linksicilia.it Il 14° Congresso di lu Frunti Nazziunali Sicilianu “Sicilia Indipinnenti” si svolgerà a Palermo, nei giorni 15 e 16 Settembre del 2012. La data di inizio dell’assise indipendentista – non a caso – coinciderà con la ricorrenza del 146° Anniversario della grande rivoluzione indipendentista esplosa, appunto, il 15 Settembre del 1866 e denominata del “SETTE E MEZZO” (per la sua durata di sette giorni e mezzo). Continua a leggere su: http://www.linksicilia.it/2012/04/la-sicilia-una-colonia-italiana/ ——————— – La piazza negata a Grillo finisce in tribunale(Palermo) da Linksicilia.it

“Abbiamo saputo ieri – dice Riccardo Nuti, il candidato sindaco del movimento Cinque Stelle che improvvisamente si è materializzata al Suap (lo sportello unico per le attività produttive del Comune) una richiesta di assegnazione della piazza per una manifestazione delle Acli, avanzata prima della nostra. Di questa richiesta, stranamente, però, mai nessuno al Comune aveva fatto menzione, né quando abbiamo fatto istanza, né nelle numerosissime volte che abbiamo chiesto lumi sull’iter della pratica. Anzi, più volte ci hanno ripetuto che l’unica richiesta che il Suap aveva in carico per quel giorno per piazza Politeama era la nostra. L’errore non è stato quindi della Soprintendenza, come ci avevano fatto credere in un primo tempo, ma del Comune”. Continua a leggere su: http://www.linksicilia.it/2012/04/la-piazza-negata-a-grillo-in-tribunale/

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