– I Borbone e l’indipendenza del Regno: Carlo III Tratto dal libro ” Napolitania, Storia affascinante, ricca e crudele del Sud, di Antonio Paganoda positanonews.it

Nel 1731, quando muore Antonio Farnese, Duca di Parma e Piacenza, senza lasciare eredi, Carlo Sebastiano di Borbone di appena 15 anni, figlio di Filippo V, Re di Spagna, e d’Elisabetta Farnese, il 20 ottobre lascia i suoi genitori per prendere possesso del Ducato di Parma e Piacenza, di cui è erede per parte materna. Vengono con lui il marchese di Montealegre, il conte di S. Esteban ed il marchese Fogliani, con circa un centinaio di veterani dell’Armata spagnola, che formano il primo nucleo di un esercito al comando di don Lelio Carafa. Continua a leggere su: http://www.positanonews.it/articoli/84359/i_borbone_e_lindipendenza_del_regno_carlo_iii.html#.UHMFgD4Modw.facebook ——————– – Se Garibaldi fece l’Italia… con la peggio gente del Suddi Alessandro Camilli, da blitz quotidiano.it

PALERMO – Dalla meglio gioventù alla peggio gente. O anzi, più correttamente, dalla peggio gente alla meglio gioventù. Già, perché proprio dalla peggio gente cominciò la storia d’Italia, almeno quella meridionale, molto tempo prima della Meglio Gioventù raccontata da Marco Tullio Giordana. Molte infatti le ombre sulla spedizione dei Mille che il nostro Paese contribuì a far nascere. Opportunismo, criminalità, calcolo politico e personale sarebbero il terreno su cui le camicie rosse poterono contare, senza saperlo, per il successo della loro impresa. I Mille avrebbero trionfato anche grazie all’aiuto, diretto o meno, delle parti peggiori della società dell’allora Regno delle Due Sicilie: dai delinquenti non ancora divenuti mafiosi, sino ai corrotti e agli opportunisti. Tutti in aiuto dei garibaldini e tutti improvvisamente filo piemontesi e filo italiani non per passione politica o ideale unitario, ma per semplice, mero calcolo opportunistico. Continua a leggere su: http://www.blitzquotidiano.it/opinioni/alessandro-camilli-opinioni/garibaldi-italia-sud-gente-1358052/ ——————- Dall’Istituto Richerche Storiche Due Sicilie riceviamo e volentieri pubblichiamo: – XV Commemorazione della Battaglia del Volturno, l’omaggio del Regno ai caduti

CAPUA – E’ stata un grande successo di pubblico la XV Commemorazione dei Caduti del Regno delle Due Sicilie nella battaglia del Volturno che si è celebrata sabato 6 ottobre a Capua. A contribuire al successo è stata non solo la presenza della Principessa Beatrice di Borbone delle Due Sicilie e delle maggiori cariche del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio ma la grande affluenza di patrioti giunti da ogni parte del Sud per rendere omaggio ai nostri soldati caduti nel 1860. Padrone di casa ineccepibile e organizzatore da 15 anni dell’evento è stato il Commendatore Giovanni Salemi che, assieme al Sindaco di Capua, Carmine Antropoli, ha accolto gli ospiti e la Principessa Beatrice. La manifestazione è entrata nel vivo con l’avvio della commemorazione e dell’apposizione della corona d’alloro alla lapide che ricorda la battaglia. A rendere gli onori militari è stato un drappello del Corpo Militare Volontario proveniente da Napoli e comandato dal Sottotenente Commissario Di Guida e, in tenuta storica, un drappello di marinai – cannonieri dell’Armata di Mare del Regno delle Due Sicilie al comando del siciliano Agostino Polizzy in tenuta da Capitano di Vascello facenti parte del Centro Studi di Rievocazioni storiche “a-storia” di Savona. Continua a leggere su: http://istitutoduesicilie.blogspot.it/2012/10/xv-commemorazione-della-battaglia-del.html ——————— – PAOLO BARNARD E LA GRANDE LEZIONE CHE VIENE DALLA CALABRIA. PER TUTTI NOI.di Sergio Di Cori Modigliani, da come donchisciotte.org

(foto tratta da pckline.it) …E adesso veniamo ai diversi punti del post di oggi. Gira un vento nuovo per l’Italia, come confermato da più parti e da più persone. E’ un vento tiepido, silenzioso, sotterraneo, che è un autentico sintomo rivoluzionario di un iniziale profondo e radicale cambiamento delle coscienze collettive. Questo vento viene dal meridione, e vi invito ad andare a leggere i commenti di lettori meridionali comparsi su questo blog negli ultimi giorni per averne il sentore. Il meridione comincia a muoversi eccome. Non si tratta di un partito, non si tratta di un movimento, di una organizzazione, di una entità specifica. Per questo vale di più. Da Catania, Palermo, Crotone, Cosenza, Taranto, Benevento, Caserta, arrivano forti segnali di presa d’atto e di coscienza individuale che si stanno manifestando in termini operativi, pratici. C’è chi comincia, con fatica, entusiasmo, sacrificio, in alcuni casi vera e propria abnegazione, a organizzarsi con micro-imprese locali che rifiutano la logica delle mafie locali ma allo stesso tempo rifiutano anche la logica clientelare partitico-statalista. I meridionali stanno iniziando a operare una furibonda rivoluzione esistenziale perché stanno tentando di creare “una realtà alternativa”. Hanno lo svantaggio di operare in un territorio dove ancora la presenza criminale è molto forte ed è reale, e ne sono consapevoli. Hanno lo svantaggio di non poter contare su grandi capitali né su referenti attendibili, perché i partiti politici (nessuno escluso, e quando dico nessuno, intendo dire nessuno) negli anni e nei decenni hanno finito per intervenire nel territorio e sul territorio scendendo a patti e compromessi con la mafia locale, e quindi sono ormai caratterialmente e strutturalmente incapaci e inabili nel riuscire anche “soltanto a pensare” a una qualsivoglia attività che presupponga il non coinvolgimento del malaffare. Hanno il grande vantaggio (che i settentrionali non hanno) di aver alchemizzato nelle ultime quattro generazioni la costante, criminale e asfissiante presenza delle mafie locali che li ha portati a capire (e quindi comprendere dentro di sé) che la mafia produce sempre e soltanto miseria. Non si tratta soltanto di un fatto etico. E’ un fatto soprattutto economico. Le mafie affamano, depauperizzano, espoliano. E nel meridione la gente l’ha capito. Ma non perché qualcuno glie lo ha spiegato alla tivvù o perché è venuto il Dott. Ingroia o Caselli o Fava sotto elezioni a ricordarglielo. L’hanno capito perché l’hanno pagato con la memoria collettiva sulla loro pelle, perché sono stati testimoni muti, sofferenti e spaventati, per 60 lunghi anni, di ciò che le mafie facevano e di ciò che facevano i partiti i cui funzionari si accordavano con tali mafie. Oggi, la situazione sta cambiando. Tanti e diversi segnali ci stanno annunciando (e la considero una splendida notizia rivoluzionaria che induce davvero a un forte ottimismo) che da quelle parti il cambiamento è già iniziato…. Continua a leggere su: http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&thold=-1&mode=flat&order=1&sid=10907#119052 ——————— – Sabato (6.10.12 n.d.r.) a Niscemi erano in migliaia contro il MUOSdi Dario Lo Scalzo, da il cambiamento.it

Un corteo pacifico composto da cittadini comuni, comitati popolari spontanei, associazioni, organizzazioni ma anche studenti, famiglie con bambini che, accompagnati da pentole, casseruole, fischietti, striscioni e bandiere hanno attraversato le stradine di campagna del niscemese, per lunghi tratti decorate da filo spinato, reti ed antenne, per giungere a poche decine di metri dalla base militare americana in contrada Ulmo, protetta da un nutrito cordone di forze dell’ordine. Continua a leggere su: http://www.ilcambiamento.it/territorio/migliaia_contro_muos_niscemi_6_ottobre.html ——————— – Sicily, colonia militare degli Statesdi Lino Bottaro ed Ernesto ferrante, da stampa libera.com

Lo Zio Sam, con i forzieri vuoti, affina le sue strategie belliche. Con base mediterranea nell’Isola. Lo Zio Sam vuole sempre di più dalle sue colonie. I suoi forzieri semi-vuoti richiedono nuove guerre e fervono i preparativi per le prossime predazioni da affidare alla servile manovalanza a libro paga. E poco importa se i servigi prestati dovessero costare tanto ai paesi di provenienza dei braccianti di morte. L’industria della guerra non ammette deroghe. La fila agli sportelli dell’Impero è lunga, ma con una bella asta al ribasso la partita può essere chiusa in tempi rapidi, a scavalco, come fa da tempo il nostro paese con i suoi ministri della Difesa e degli Esteri in conto terzi… La questione MUOS, occultata dai media di regime, ne è un esempio emblematico. Il Mobile User Objective System è un sistema di comunicazioni satellitari (SATCOM) ad altissima frequenza (UHF) e a banda stretta, composto da quattro satelliti e quattro stazioni di terra in primo luogo al servizio del DoD (Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti). Continua a leggere su: http://www.stampalibera.com/?p=53589#more-53589

Pages: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71