Ecco il vergognoso spot con il quale la tim offende la memoria di tanti valorosi soldati Duosiciliani, “rei” di avere difeso la loro Patria ed onorato spesso fino alla morte il loro giuramento di fedeltà, vinti in realtà solamente attraverso l’inganno e la corruzione di alcuni generali.

INVITIAMO TUTTI I CITTADINI DEL SUD ED I CONOSCITORI DELLE VERITA’ STORICHE A BOICOTTARE TUTTI I PRODOTTI TIM ed ecco la risposta…. ———————

– Eppure Ferdinando II non aveva studiato alla… Bocconi

di Ubaldo Sterlicchio, da istitutoduesicilie.blogspot.it

TELESE TERME – L’8 novembre 1830, all’età di appena vent’anni, Ferdinando II di Borbone (1810-1859) cingeva la corona del Regno delle Due Sicilie. Parve quasi che un mondo finisse ed un nuovo ordine di cose iniziasse per la rapidità e la fermezza con la quale un re così giovane caratterizzò, attraverso i suoi primi atti, la nascita del suo regno. Lo stesso giorno dell’insediamento, il sovrano indirizzò alla nazione un energico proclama, definito dai contemporanei un «monumento di sapienza civile»,([1]) attraverso il quale tracciava le linee guida del suo programma di governo: «Avendoci chiamato Iddio ad occupare il Trono de’ nostri Augusti Antenati […] faremo tutti gli sforzi per riammarginare quelle piaghe che già da più anni affliggono questo regno». Tre erano i punti che Ferdinando aveva individuato per caratterizzare l’opera di miglioramento. Il primo era la conservazione e la difesa della religione cattolica, il secondo era la retta ed imparziale amministrazione della giustizia, il terzo era il risanamento delle finanze dello Stato.([2]) In materia di giustizia affermò e promise: «Noi vogliamo che i nostri tribunali siano tanti Santuari, i quali non debbono mai essere profanati dagli intrighi, dalle protezioni ingiuste, né da qualunque umano riguardo o interesse. Agli occhi della legge tutti i nostri sudditi sono eguali e procureremo che a tutti sia resa imparzialmente la Giustizia». Sulle finanze assicurò: «Noi non ignoriamo esservi in questo ramo delle piaghe profonde, che vanno curate, e che il nostro popolo aspetta da noi qualche sollievo dai pesi ai quali è stato sottoposto». Continua a leggere su:

http://istitutoduesicilie.blogspot.it/2012/05/eppure-ferdinando-ii-non-aveva-studiato.html

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– Briganti Regno delle Due Sicilie

da youtube.com ———————-

– L’autonomia siciliana compie 66 anni

di Giulio Ambrosetti, da linksicilia.it

Sessantasei anni fa la Sicilia conquistava l’Autonomia. Per ricordarlo – nel caso in cui qualcuno se ne dimentichi – i governanti hanno chiuso le scuole. Almeno a noi risulta così. Ben fatto: forse è l’unico modo per ricordare – o per far sapere – alle giovani generazioni della nostra Isola (ma non soltanto a loro) che la nostra è una Regione Autonoma. Che dire? Ieri abbiamo pubblicato un comunicato del Fronte nazionale siciliano. Dove si dicono alcune, importanti verità. A cominciare dal fatto che, oggi, c’è veramente poco da ‘festeggiare’. Perché l’Autonomia siciliana è stata tradita dagli ‘ascari’. Cioè da chi ha svenduto gli interessi della Sicilia a destra e a manca. Continua a leggere su: http://www.linksicilia.it/2012/05/l%E2%80%99autonomia-siciliana-compie-66-anni/#more-18424 ———————

– L’ira degli operai Fiat: “Uccisa la nostra dignità”

da blogsicilia.it ——————– – Anon – Ayo visto lo mappamondo da youtube.com

da recmusic.org

Ayo visto lo mappamundi
É la carta dei naviguari,
Ma Sicilia me pari
La più bella d'aquesto mundi.

Tres Sicilias son no piùi;
Tota tri son coronati:
Rey Alfonso 'n té la duy,
Citrafarum et Ultrafarum.

La terç a no lo calendari.
Non se parla de la quarta
Que non se trobar en carta.
E venuta del otro mundi.

Vidi Corsica e Sardinia,
E la isola de Medea;
Non sia nullo qui m'ensenya
Cipra, Candia, la Moreya,

Ay cercato con la galleya
La nov' isola de Castella;
Ma Sicilia è tanto bella,
Que pensando me confundi.

Ayo visto lo mappamundi
É la carta de naviguari,
Ma Sicilia me pari
La più bella d'aquesto mundi

———————- – L ‘Aquila da youtube.com

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