– La rivolta del Sud contro Monti. I meridionalisti unanimi: ci schiaccia di Mario Di Mezza, da ilvostro.it Con una intervista al prof. Vincenzo Gulì, Presidente dei Neo Borbonici Attivisti Napoli – Politiche che schiacciano il Sud quelle del governo Monti. Il giudizio è unanime. Ad esprimerlo, le varie associazioni e movimenti del Sud che, soprattutto in queste ore, quando un provvedimento esclude la Campania dalla compensazione tra debiti e crediti delle imprese nei confronti della Pubblica amministrazione, sparano ad alzo zero sull’ Esecutivo dei professori. IL SUD CAPRO ESPIATORIO – Vincenzo Gulì è il presidente dell’Associazione Attivisti Neoborbonici con sede a Napoli, si definisce «un attivista del Sud, impegnato a riportare la Storia al presente per prepararci al futuro, accettando ogni aiuto, accordo e sfida per il bene del Sud». Per Gulì si sta radicalizzando la politica anti-Sud che esiste da 151 anni. «E questo comporterà un aggravamento della situazione. Il Sud non ha più voce né rappresentanza, viene additato come capro espiatorio della crisi». Il Sud da solo? «Basta tornare con la mente al periodo bellico, nel ’43, quando l’Italia era di fatto divisa in due, al Nord con tedeschi e fascisti e al Sud con gli americani: in quei due anni il Sud ha raggiunto il Nord con il Pil azzerando di fatto il gap. È stato possibile grazie a due anni divisi». Ecco perché, sostiene il professore Gulì, «il Sud da solo ce la può fare, addirittura riusciremmo ad azzerare finanche il debito pubblico che non abbiamo contratto noi bensì il Piemonte nel 1861». Continua a leggere su: http://www.ilvostro.it/politica/la-rivolta-del-sud-contro-monti-i-meridionalisti-unanimi-ci-schiaccia/15660/ ———————- – Marina Valensise a Reggio “Il sole sorge sorge al sud – Viaggio contromano da Palermo a Napoli via Salento”da calabriaora.it

(foto Borruto, da calabriaora.it) Immerso nel paesaggio marittimo della Calabria e delle terre vicine, il libro di Marina Valensise ha come protagonista proprio questa terra, ricostruita attraverso i suoi ricordi e con uno spirito di rivalsa. Lo scorso sabato, il Centro internazionale scrittori della Calabria e la libreria Culture hanno ospitato Marina Valensise, autrice del libro e giornalista per “Il Foglio”, per la presentazione del suo nuovo libro “Il sole sorge al sud – viaggio contromano da Palermo a Napoli via Salento”. Il percorso del libro è appunto un “viaggio contromano”, perché interpreta il meridione con una chiave di lettura nuova, propositiva. Continua a leggere su: http://portale.calabriaora.it/dettaglio.asp?id=4975 ———————— – Per i giornali il Sud non esiste di Piero Sansonetti, da Eleaml.org e portalecalabriaora.it Ieri il nostro giornale vi ha offerto un riassunto del rapporto dell’Istat che denuncia – esponendo una impressionante mole di dati – le grandi disuguaglianze in Italia. E spiega molto bene come gli studiosi ritengano che esista una relazione sempre più stretta tra aumento delle diseguaglianze e decadenza di un paese, e – viceversa – tra aumento dell’equità e crescita. L’Istat individua tre ordini di diseguaglianza. Quello più evidente, e cioè tra ricchi e poveri. Quello tra uomini e donne. E quello tra Nord e Sud. La seconda di queste diseguaglianze – quella di sesso – è molto alta ma è in decrescita. Le altre due sono in aumento. La diseguaglianza tra Nord e Sud – denuncia l’Istat, smentendo tutti i luoghi comuni nordisti – è determinata, tra l’altro, dal fatto che la spessa pubblica nazionale premia il Nord. Il dato più eclatante è quello che riguarda la sanità e i servizi sociali: lo squilibrio a favore del Nord nella distribuzione delle risorse pubbliche è clamoroso e in aumento. Arriva fino a 10 a 1. Una mostruosa ingiustizia. Mostruosa ma ignorata dall’opinione pubblica. C’è una cosa che ieri mi ha colpito, sfogliando i grandi giornali nazionali: questa notizia non appariva. Continua a leggere su: http://www.eleaml.org/sud/stampa/ps_calabriaora_sud_giornali_2012.html ———————— – Equitaliadi Antonio, da Fronte di liberazione della Napolitania

Molti credono ancora che lo Stato siamo noi, rifiutandosi di vedere la realta’ delle cose. Il drenaggio di risorse che lo stato italiano ha applicato sulle popolazioni del Mezzogiorno d’Italia e’ avvenuto ininterrottamente dal 1861 ad oggi. Equitalia e’ oggi solo uno dei nuovi strumenti oppressivi che lo stato italiano usa ed ha usato in questi 151 anni di malaunita’. Da sempre i napolitani, i siciliani ed i sardi, pagano all’erario, alle banche, alle lobbies economiche ed alle assicurazioni del nord molto di piu’ di quello che ricevono in forma di investimenti, infrastrutture e servizi funzionanti. Questo evidente squilibrio tra il dare e il ricevere, non e’ una semplice ed arbitraria ingiustizia ma parte integrante del sistema coloniale italiota, un sistema che mantiene la Napolitania, la Sicilia e la Sardegna colonie interne. Continua a leggere su: http://fln.eu.com/archives/386

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