– Siracusa 1837 da briganti.blogspot.it Dopo aver imperversato in Europa, nell’aprile del 1837, il colera si diffuse a Napoli e, nel successivo mese di giugno, in Sicilia. In quegli anni, anche nell’ambiente medico, erano assai poco chiare l’origine e le modalità di propagazione della malattia: “i medici erano divisi tra epidemisti e contagionisti“. Secondo l’ipotesi del contagio, il colera si sarebbe propagato attraverso il miasma, descritto, dai medici che sostenevano tale tesi, come una “specie di fumetto”, emesso dal malato, che, quindi, si propagava nell’ambiente, aggredendo e contagiando gli altri individui. La diffusione del colera in interi quartieri o città, invece, era spiegata, sempre dai contagionisti, con la propagazione, sul territorio, di una sorta di nuvola infetta, composta dalla somma dei miasmi di più individui. Un tentativo di confutare le tesi contagioniste fu fatto direttamente dal sovrano Ferdinando II. A Napoli, infatti, si erano verificati momenti di tensione dovuti alla fantasiosa teoria secondo la quale il “contagio” fosse causato da un veleno che era stato portato in città e diffuso attraverso il pane. Il sovrano, così, si recò a piedi nei vicoli della capitale “a stretto contatto con il suo popolo […] e mangiò con essi il calunniato pane“. Anche in Sicilia, attecchì l’ipotesi che il male sarebbe stato provocato da un veleno, ma la teoria fu abilmente sfruttata dai liberali per fini politici o per perseguire dei fini strettamente personali. Voci sediziose, intatti, approfittando di paure inconsce ed autosuggestione, diffusero la notizia che tale veleno sarebbe stato portato e diffuso dal governo borbonico. In conseguenza di ciò, si verificarono diversi tumulti in varie zone dell’isola; i più gravi si ebbero a Siracusa. Continua a leggere su: http://gruppobriganti.blogspot.it/2012/05/siracusa-1837.html ———————- – Area depressa, dunque, il Mezzogiorno”? No, colonia!da briganti.blogspot.it

In molti conoscono gli scritti di Nicola Zitara sulla condizione di colonia interna cui il “mezzogiorno” è stato assoggettato a seguito dell’annessione al Piemonte e della nascita del Regno D’Italia, prima, e della Repubblica Italiana, poi. Ma quanti hanno letto la vibrante denuncia pubblica del deputato Giorgio Amendola in merito al processo di colonizzazione imposto al “mezzogiorno” nel dopoguerra? Ve ne proponiamo uno stralcio. “Area depressa, dunque, il Mezzogiorno? Questo è il termine assunto e non a caso nella relazione governativa. Noi abbiamo respinto l’applicazione al Mezzogiorno di questa terminologia di origine keynesiana.[……] Lo sviluppo della teoria delle aree depresse coincide con gli sforzi compiuti dai gruppi capitalistici monopolisti per cercare nuove zone di espansione interne ed esterne che garantiscano un maggiore saggio di profitto. E’ un processo di colonizzazione, in definitiva, che si verrebbe ad operare dove l’azione statale, sul piano tecnico ed economico, ma anche su quello politico e militare, precorre i tentativi espansionistici dei gruppi monopolistici, la cui azione finanziaria è fortemente intrecciata con quella dello Stato. [……] Continua a leggere su: http://gruppobriganti.blogspot.it/2012/05/area-depressa-dunque-il-mezzogiorno-no.html ——————– L’Aquila, al via il restauro del Forte Spagnolo da cityrumors.it

L’Aquila. Con la consegna del cantiere alla ditta incaricata, parte il restauro dell’asse principale del Forte Spagnolo dell’Aquila. La sezione sud – est, che ospitava il Museo Nazionale d’Abruzzo, le sale espositive temporanee e l’Archidiskodon Meridionalis Vestinus (noto come “mammuth”) nel bastione Est, tornerà ad essere di nuovo fruibile nel giro di pochi anni. Continua a leggere su: http://www.cityrumors.it/laquila/cultura-a-spettacolo/laquila-restauro-forte-spagnolo-47592.html

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