– A proposito di terremoti… di Mariolina Spadaro, da duesicilie.info – stralcio di articolo pubblicato in tre puntate sul settimanale “La Riviera”, il 9, il 16 ed il 23 dicembre 2007 …Francesco, Re – Sposo dei suoi popoli, invece non cessò mai di preoccuparsi delle loro necessità, nella buona come nella cattiva sorte: l’11 gennaio 1862 riusciva ad inviare la somma di 800 scudi all’Arcivescovo di Napoli Riario Sforza, per venire in soccorso della popolazione di Torre del Greco, colpita dal terremoto. “Tutte le lagrime dei miei sudditi – scriveva in quell’occasione – ricadono sopra il mio cuore, e non mi sovviene della mia povertà che allora soltanto che, in simili circostanze, m’impedisce di fare tutto quel bene, al quale mi sento per natura trasportato… Sovrano esiliato, non posso slanciarmi in mezzo a’ miei figli per alleviarne i mali. La potenza del Re delle Due Sicilie è paralizzata, e le sue risorse son quelle di un sovrano decaduto che non ha trasportato seco, lungi dal suolo ove riposano i suoi antenati, che l’imperituro amore per la patria assente. Ma comunque grande sia la mia catastrofe e meschine le mie risorse, io sono Re, e come tale io debbo l’ultima goccia del sangue mio e l’ultimo scudo che mi resta ai popoli miei”. Continua a leggere su: http://www.duesicilie.info/Francesco%20II.htm ———————- – Messina e il risentimento “Voi non potete giudicare.- Voi non aveste visto” (da corrispondenze di Claudio Treves, per il “Tempo”, sul terremoto del 1908) da madonnadelfuoco.it Si narra come l’Italia soccorse la città: “ dallo stato d’assedio proclamato dal Gen. Mazza, forte di “diecimila fucili e cento cannoni”, all’imboscamento delle trentamila tende e trentamila coperte destinate ai superstiti dalla Francia e dall’Inghilterra; dalle ruberie di denaro e preziosi che i soldati al comando del Gen. Mazza spedivano ai parenti (i loro parenti, non quelli delle vittime), al mancato soccorso delle centinaia di feriti lasciati a morire; dalla immensa quantità di generi alimentari chiusi nei magazzini della Cittadella, alla distribuzione ai superstiti di “pane nero e pasta ammuffita”; dalla negazione perfino di un sorso d’acqua agli scampati, all’assassinio del figlio del Prof. Melle, sorpreso dai soldati mentre scavava con le mani in Via Cardines alla ricerca della sua famiglia.- E che diamine: i soccorritori derubano i terremotati e sparano ai superstiti!, Sapevo, ma l’avevo presa come una sorta di macabra battuta, che qualcuno, in Parlamento, propose di bombardare le rovine della città (fa niente se sotto c’erano migliaia di sepolti vivi) e cancellarla dalla storia e dalla geografia, spartendone la provincia fra quelle di Catania e Palermo.- Sarebbe bastato cannoneggiarla una mezza giornata dal mare.- Dicevano sul serio (ancora venti giorni dopo, dalle macerie sarebbero estratti vivi dei superstiti).- Il Governo fece fallire il progetto e il Primo Ministro, Giolitti (che aveva persino concesso una proroga delle cambiali ai sopravvissuti!), “fu così convinto della eroicità del suo merito, da porre in marzo (tre mesi dopo il disastro) la candidatura in due collegi della città, sicuro di ottenervi…un plebiscito”, scrive Francesco Mercadante, nell’introduzione a Il terremoto di Messina la r accolta di testimonianze e articoli dell’epoca, pubblicate un secolo dopo dall’Istituto di Studi Storici Gaetano Salvemini (il professore pugliese insegnava nell’Università messinese; sopravvisse, ma perse tutta la sua famiglia).- Continua a leggere su: http://www.madonnadelfuoco.it/index.php?codice=139 ————————- – Fratelli!di Alfonso Cav. Marra – Napoli, 6 giugno 1861, da ilnapolitano.com

——————— – Mariano Ferro è il consenso degli avolesi da youtube.com ——————— – Il Meridionalismo: l’inferiorità del meridione da napolitania.myblog.it e da “La rotazione di Norfolk e la questione meridionale”, di Giuseppe Corona. La situazione ultima dei rifiuti e delle discariche nel mezzogiorno sanciscono la situazione meridionale come irreversibile e non deve scandalizzare che tale pensiero scaturisce per lo più da arguti opinionisti di origine meridionale e magari vivendo nello stesso mezzogiorno. Se così fosse e nulla si ergesse a confutazione di questo giudizio di condanna, sarebbe giocata e persa per sempre la causa del Mezzogiorno. Ma è da sollevare un’obiezione a questo giudizio, dando per accettata una sconfitta, ma non quella del “Mezzogiorno” bensì dichiarando fallito il meridionalismo. Infatti ci si deve porre l’obiettivo di spazzare via il meridionalismo dalla testa e dal cuore dei meridionali, facendo capire che esso non è mai stata la soluzione del problema, ma il problema, che in fondo costituisce una malattia quasi mortale del Mezzogiorno, del quale ha fiaccato le forze, mettendolo in condizione indubitabile di inferiorità e configurando, come ogni malattia, in maniera conforme al malato, l’uomo meridionale che l’antropologia definisce inferiore. Continua a leggere su: http://napoilitania.myblog.it/archive/2012/06/10/al-neomeridionalismo.html ———————- – Se il Sud fa crescere l’economia al Norddi Lino Patruno, da sud magazine.it

Analisi. Il rapporto di Banca d’Italia sull’integrazione economica ribalta alcuni luoghi comuni Bankitalia analizza il divario fra Norde Sud: quando i consumi crescono, è sempre a vantaggio dell Settentrione L’aumento della domanda di manifatture nelle regioni del Mezzogiorno fa lievitare la produzione a Settentrione mentre l’incremento è molto più contenuto quando i consumi si innalzano oltre il Po. I numeri del divario economico tutti da “rileggere” Si fa presto a dire Sacco del Nord, cioè quanta ricchezza prodotta dai settentrionali il Sud saccheg-gerebbe normalmente. È il titolo di un libro di Luca Ricol?, docente torinese di Analisi dei dati, adottato dalla Lega come una Bibbia. Continua a leggere su: http://www.sudmagazine.it/economia/se-il-sud-fa-crescere-leconomia-al-nord/2795/

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