– Passannante: attentato a Umberto I di Savoia da youtube.com ——————— – MUOS: cervelli fritti siciliani da byoblu.com ——————— – Mafia e massoneriada sudpress.it

Per quanto concerne i rapporti tra l’organizzazione e la massoneria, della quale ultima io non faccio parte, posso dire che, oltre al Tommaso di cui ho già parlato in un precedente interrogatorio, ne faceva parte ‘Mirenda’ di Paternò perché so che egli si rifiutava di avere rapporti con Zuccaro Maurizio e Zuccaro Rosario perché aveva saputo dalla cerchia dei Massoni, cui egli apparteneva, che essi erano dei confidenti. Ho saputo da Enzo Santapaola, il figlio di ‘Nitto’, che l’avvocato che lo difese nel processo per l’omicidio del figlio di Riela e che era stato pagato dal padre della vittima era massone al pari di Riela, fratello della vittima, attualmente detenuto. In quella occasione Enzo Santapaola mi fece capire che l’avvocato avrebbe potuto aiutarlo nella vicenda giudiziaria anche in ragione delle sue conoscenze derivanti dall’appartenenza alla Massoneria”. Queste parole sono state pronunciate dal collaboratore di giustizia Santo La Causa ai Pubblici Ministeri della Direzione Distrettuale Antimafia di Catania che lo stanno interrogando. Continua a leggere su: http://www.sudpress.it/reportage/mafia-e-massoneria/ ——————— – Il petrolio, il mare e l’opzione scozzese di Angelo D’Ambra, da eleaml.org Nel 1974 il Partito nazionale scozzese (SNP) ha iniziato la sua propaganda indipendentista sostenendo che la Scozia possiede fino al 90% delle riserve di greggio del Mare del Nord. Gli scozzesi calcolano che con l’indipendenza il loro paese da colonia interna britannica diverrebbe il sesto paese più ricco dell’Ocse, mentre il Regno Unito scivolerebbe alla quindicesima posizione. Oggi l’SNP guida la Scozia verso il referendum per l’indipendenza e qualora l’obbiettivo dovesse essere colto gli scozzesi direbbero addio alla disoccupazione, all’emigrazione ed allo sfruttamento incontrollato della loro terra per giunta senza ricavi. Il petrolio italiano è estratto per il 70% in Lucania (regione più povera d’Italia e col più alto tasso di disoccupazione) e per la restante parte in Sicilia, senza alcun vantaggio per gli abitanti di queste regioni. Qui non c’è un SNP, qui ci sono Vendola, De Magistris, Lombardo e Miccichè. Il Mediterraneo è assalito dalle compagnie perché le royalties sono tenute bassissime dal governo (il 4% contro il 37% della media mondiale) e non si pagano imposte per i primi 300.000 barili di petrolio all’anno; queste stesse compagnie ora vorrebbero trivellare i Campi Flegrei per sfruttare una quantità di energia geotermica pari 10-15 GW, l’equivalente di 15 centrali nucleari. Tutto ciò sarà ulteriormente aggravato dal decreto per lo sviluppo che ancora una volta fa pagare alle Due Sicilie lo sviluppo dell’Italia. Si pensi che in materia di trivellazioni petrolifere addirittura si era inizialmente ventilata la possibilità di abbattere il limite della distanza di 12 miglia come richiesto dalle compagnie e come prospettato dall’ex Ministro all’Ambiente Prestigiacomo in un decreto del 26 agosto 2010. Continua a leggere su: http://www.eleaml.org/nicola/economia/ada_petrolio_2012.html ———————- – Ex FIAT Termini Imerese. Monti e le dichiarazioni fallaci … le dimissioni un atto di serietà “da docente” di Eugenio Preta, da osservatorio-sicilia.it La vicenda di Termini Imerese è paradigmatica del menefreghismo statale verso l’Isola, per questo L’ALTRA SICILIA chiede le dimissioni immediate del presidente Monti e del ministro Passera per palese incapacità governamentale, per le fallaci dichiarazioni e per lo scarso impegno profuso in un serio piano di salvataggio dell’ex stabilimento fiat di Termini Imerese. L’attacco all’esecutivo nella sua interezza, è ancora più deciso, visto il misero fallimento del piano del governo presentato già da tre anni e considerato il fatto che in questo momento non sono solo i costosissimi macchinari ad essere abbandonati alla ruggine ma soprattutto lo sono il quotidiano e l’avvenire di oltre 3500 famiglie in sospeso tra fame e cassa integrazione in deroga, ormai arrivata agli sgoccioli. Dopo un anno di discussione e tre di ricerca, questi governi italici che a tutto pensano meno che allo sviluppo della Sicilia, avevano trovato, tramite una società compartecipata, un partner, a dir loro affidabile, il signor Di Risio, fallimentare costruttore di “carrucole”. Se il governo italico fosse stato un governo serio, avrebbe dovuto ben accorgersi che il signor Di Risio riesce a malapena, e con forti interventi statali, a tenere in vita il suo stabilimento abruzzese, altro che subentrare alla Fiat savoiarda, in una realtà come quella siciliana. Ma in gioco ci sono gli interessi di 3500 famiglie e per di più siciliane, non la banca di Passera né quelle degli altri compartecipati al governo, quindi nessun problema per Monti e Passera e tutti quei mascalzoni che speculano sulla Sicilia dal 1860. Continua a leggere su: http://www.osservatorio-sicilia.it/2012/06/21/ex-fiat-termini-imerese-monti-e-le-dichiarazioni-fallaci-%E2%80%A6-le-dimissioni-un-atto-di-serieta-da-docente/#more-20293 ——————— – Invasione di droni nei cieli della Siciliadi Antonio Mazzeo, da stampalibera.com

Droni, droni e ancora droni. Sarà intensissimo, in estate, il via vai di aerei militari senza pilota sui cieli siciliani. Decine di decolli ed atterraggi nella base USA e NATO di Sigonella che faranno impazzire il traffico aereo nel vicino scalo civile di Catania Fontanarossa. Grandi aerei spia del tipo Global Hawk e i Predator e i Reaper carichi di bombe e missili che sorvoleranno l’isola e solcheranno i mari, pregiudicando la sicurezza dei voli e delle popolazioni. Le notificazioni ai piloti di aeromobili (NOTAM) emesse lo scorso 4 giugno lasciano presagire tragici scenari di guerra in Siria e nell’intero scacchiere mediterraneo e mediorientale. Tre riguardano lo scalo di Fontanarossa e sono distinti dai codici B4048, B4049 e B4050. Impongono la sospensione delle procedure strumentali standard nelle fasi di accesso, partenza e arrivo degli aerei, tutti i giorni sino al prossimo 1 settembre, “causa attività degli Unmanned Aircraft”, i famigerati aerei senza pilota in dotazione alle forze armate statunitensi e italiane. “Le restrizioni sopra menzionate verranno applicate su basi tattiche dall’aeroporto di Catania”, specificano i NOTAM. Che le operazioni dei droni riguardino la stazione aeronavale di Sigonella, lo si apprende da un altro avviso, codice M3066/12, che ordina la sospensione di tutte le strumentazioni standard al decollo e all’atterraggio nel Sigonella Airport, dal 4 giugno all’1 settembre 2012, “per l’attività di Unmanned Aircraft militari”. Continua a leggere su: http://www.stampalibera.com/?p=47724#more-47724

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