– La prova del GOLPE: E’ stata la troika

da byoblu.com

 

 

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– Il Fondo Rapina-Stati: stiamo arricchendo tedeschi, olandesi, finlandesi e austriaci

da byoblu.com

 

 

 

 

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– Economia e finanza per il benessere dei popoli, Fernando Rossi

da youtube.com

 

 

 

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– Loretta Napoleoni: le origini della crisi economica (e il contributo di Arcipelago Scec)

da youtube.com

 

 

 

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– La politica della carenza

di Paolo Barnard, da poalobarnard.info

(foto tratta da sauraplesio.bolgspot.com)

Io qui parlo di ciò che colpisce al cuore i diritti umani e la dignità umana riscattati dopo 5.000 anni di abietta schiavitù in Europa. E quanto segue è terribilmente importante, per chi sa capire. Non sono molti questi ultimi. Il fatto è che la stragrande maggioranza degli intellettuali sceglie di ignorare gli aspetti più micidiali della recente evoluzione storico-economica europea per un motivo, che non è sempre convenienza o asservimento a un Potere, ma è qualcosa di molto più umano: terrore. Quando posti di fronte a ricerche molto ben documentate come la mia, o, molto più autorevoli sono quelle degli studiosi che mi accompagnano, essi, gli intellettuali, si fanno prendere dal panico, un terrore incontenibile e intimo causato dal fatto che in effetti le cose stanno veramente come noi diciamo. Essi non sono equipaggiati per affrontarle, e la violenza della loro reazione – siamo complottisti, pagliacci, prezzolati, dementi ecc. – è proporzionale a quel terrore. Per voi pochi capaci di reggere la realtà, eccola.

Il saggio politico di fama mondiale più scentrato dell’epoca moderna è di certo La Fine Della Storia di Francis Fukuyama. Se c’è una cosa che si è evoluta in aspetti inediti, e agghiacciati se si vuole, negli ultimi 20 anni è proprio la Storia. Fukuyama, un Neoconservatore americano, pensò che col crollo dell’Unione Sovietica la partita della Storia fosse stata vinta del capitalismo del libero mercato, quello dei consumi in veste democratica, e che in effetti non vi sarebbe stata altra significativa evoluzione. A parte l’aver clamorosamente mancato il cosiddetto Scontro della Civiltà (Samuel P. Huntington) insorto dopo la nascita dell’islamismo radicale negli tardi anni ‘80, Fukuyama non ha saputo vedere quale abisso di oscurantismo si stava aprendo in Europa, che avrebbe portato all’attuale Eurozona e alla crisi di cui tutti siamo preda. Questo, credo con quasi certezza, è accaduto perché l’intellettuale americano vive in quella parte del mondo, e come quasi tutti gli americani non capisce niente di Europa, proprio non ce la fanno a capirci.

Lascio Francis, di cui ci interessa poco, e vengo al punto. Ciò che tutti voi state osservando come crisi dell’euro, crescente disoccupazione, pressione per aumentare la produttività diminuendo i redditi, tagli alle spese sociali e aumenti delle tasse, fallimenti aziendali a catena, montante insicurezza economica, crescente e inaudita povertà, perdita di sovranità di Stati e parlamenti – le Austerità in altre parole – non è altro che la veste attuale di un’evoluzione micidiale del Vecchio Continente che io chiamo la Politica della Carenza. Essa trova le sue radici nel lavoro di uomini legati a doppia mandata al Vaticano negli anni ’30, e oggi è fermamente nelle mani dell’Opus Dei e dei maggiori ‘rentiers’ europei, coi favori vaticani non troppo distanti, anche se traballanti (vedi la corrente gesuita). La Politica della Carenza è un mostro, di gran lunga peggiore del fascismo, perché essa ha compiuto il prodigio dell’essere supinamente accettata da 27 Stati sovrani e da milioni di persone senza necessitare l’uso di armi o di squadre della morte, e i danni che sta portando sono immensamente superiori al fascismo (si pensi solo che le perdite finanziarie della disoccupazione negli ultimi 20 anni superano quelle di tutte le guerre della Storia). Infine, mentre le dittature erano facilmente identificabili e quindi colpibili, la Politica della Carenza no, anzi, è vista e propagandata come virtù economica. E la gente ci casca.

Continua a leggere su:

http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=460

 

 

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– Referendum sull’euro

da liberoquotidiano.it

Cosa pensano gli italiani dell’euro?

http://www.liberoquotidiano.it/sondaggi/1082312/Referendum-sull-euro–voi-cosa-votate-.html?refresh_ce

 

 

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– E adesso ci siamo giocati anche la Corte Costituzionale

di Fabrizio Tringali, da megachip.info

 

Eh già, grazie al peggior presidente della Repubblica della storia d’Italia, sta per ricoprirsi di ridicolo anche l’ultima Istituzione che poteva godere di un qualche rispetto. Del resto lo avevamo già anticipato: pur sapendo l’ovvio, e cioè che, nella vicenda delle intercettazioni telefoniche della procura di Palermo, Napolitano ha torto marcio, l’Alta Corte troverà il modo di dargli ragione.

In questo modo ***[1] che occupa il Colle completa la distruzione della Costituzione Italiana. Proprio lui, che dovrebbe esserne custode, ed invece si è reso protagonista di una incredibile serie di attacchi alla Carta che ne hanno sostanzialmente smantellato i fondamenti.

Continua a leggere su:

http://www.megachip.info/tematiche/legalita/8946-e-adesso-ci-siamo-giocati-anche-la-corte-costituzionale.html

 

 

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– E la polizia in Spagna picchia tutti: W la troika

da byoblu.com e youtube.com

 

 

 

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– La bomba Catalana

di Funny King, da come donchisciotte

Immaginate che un organo ufficiale delle forze armate italiane minacci pubblicamente la Sardegna di una azione militare e prometta la corte marziale a tutti i responsabili pubblici (politici compresi) che minaccino l’unità nazionale.

Ebbene è appena successo in Spagna, il casus belli è la secessione della Catalogna (Barça compreso).

Se in Grecia la miseria e la mancanza di speranza e di fiducia sta producendo il nazismo, in Spagna sta producendo il separatismo. I Catalani non ne vogliono più sapere di essere spagnoli, vogliono essere catalani e basta.

Continua a leggere su:

http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=10864

 

 

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– Portogallo. Un milione di persone (e l’esercito) chiedono le dimissioni del governo.

da stampa libera.com

Portogallo: un milione di persone in 32 città, stanno costringendo il governo a ritirare le misure di austerity. La richiesta delle masse è quella, inoltre, delle dimissioni complete del governo.

NOTIZIA TRADOTTA DAL GRECO da Vasiliki Stylianou trovata su http://www.informarexresistere.fr/2012/09/23/portogallo-un-milione-di-persone-e-lesercito-chiedono-le-dimissioni-del-governo/#axzz27IETQrHK
Il sindacato dei militari in Portogallo (che rappresenta l’intero esercito), entrò in un periodo di tempo senza precedenti per l’annuncio, che richiede il primo ministro Coelho di lasciare il paese, altrimenti porterà a un movimento per rovesciare, la difesa della democrazia e I diritti democratici.

Continua a leggere su:

http://www.stampalibera.com/?p=52753

 

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– E intanto in Grecia…

di Argiris Panagoloupos, da come donchisciotte.org

…Lo tsunami dei nuovi tagli prevede tra l’altro l’abolizione di ogni traccia di tredicesima e quattordicesima, l’aumento dell’età pensionabile da 65 a 67 anni, tagli sulle pensioni integrative e quelle basse, tagli sui benefici per i disabili e i malati con problemi renali, tagli alle pensioni degli agricoltori e alle loro prestazioni sanitarie; aumento degli anni di lavoro per avere la pensione minima e tagli sulle indennità di disoccupazione temporanea nel settore delle costruzioni, degli alberghi ed altri, nuovi tagli sulla spesa farmaceutica e ospedaliera. E ancora, riduzione del 12% in media degli stipendi di militari, poliziotti e giudici…

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http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=10865

 

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– In India 50 milioni in piazza contro l’invasione degli Iper

di Marco Cedolin da stampalibera.com

Anche se la notizia alberga solamente in un articoletto del Corriere e viene praticamente ignorata dalla maggior parte del circo mainstrem, l’intera India é semi paralizzata a causa di uno sciopero generale che sta portando in strada 50 milioni di persone. La protesta riguarda un disegno di legge che intende aprire le porte del paese alle multinazionali straniere del largo consumo, Carrefour, Tesco e Wal – Mart in primis, ridisegnando in prospettiva il mondo del commercio al dettaglio in chiave occidentale e condannando alla chiusura decine di milioni di piccoli commercianti…

Continua a leggere su:

http://www.stampalibera.com/?p=52659

 

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