– Undiemi: UE e BCE, invece di salvare le banche con l’ESM, date euro ai terremotati

da youtube.com


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– La Repubblica Italiana non è legittima

di Enzo Trentin, da l’indipendenza.com

Il principio su cui si basano le “Fonti essenziali del potere politico” è semplice. I dittatori (quindi anche la partitocrazia italiota che di democratico ha poco o nulla) necessitano della collaborazione del popolo su cui dominano. Senza questa collaborazione non possono conquistare e mantenere il potere. Tali fonti includono:

  1. autorità: la convinzione popolare che il regime sia legittimo e che obbedire sia un dovere morale;
  2. risorse umane: la quantità e l’importanza degli individui e dei gruppi che obbediscono, collaborano o forniscono assistenza al regime;
  3. capacità e conoscenza: forniti dai collaborazionisti singoli e dai gruppi, sono necessari al regime per compiere azioni specifiche;
  4. fattori intangibili: fattori psicologici e ideologici che possono indurre gli individui a obbedire e aiutare le autorità;
  5. risorse materiali: il grado in cui le autorità controllano o hanno accesso a proprietà, risorse naturali e finanziarie, sistema economico e mezzi di comunicazione e trasporto;
  6. sanzioni: punizioni, minacciate o praticate, contro i disobbedienti e coloro che non collaborano, per assicurare la sottomissione e l’appoggio necessari alla sopravvivenza del regime.

Tutte queste fonti dipendono comunque dal consenso di cui gode il regime, dalla sottomissione e dall’obbedienza della popolazione e dal sostegno dei numerosi strati sociali e delle varie istituzioni. E non sono garantite. La piena collaborazione, l’obbedienza e il sostegno aumenteranno la disponibilità delle risorse e, di conseguenza, espanderanno il potere di qualsiasi governo. D’altro canto, l’assottigliarsi del consenso popolare e istituzionale verso gli aggressori e i dittatori inficia (al punto da poterla ridurre drasticamente) la disponibilità delle fonti di potere da cui questi dipendono. Naturalmente, i dittatori – anche quelli partitocratici – sono sensibili alle azioni e alle idee che minacciano la loro capacità di fare ciò che vogliono, perciò sono inclini a minacciare e punire quanti disobbediscono, scioperano o si rifiutano di collaborare. La storia però non finisce qui. La repressione, persino quella più brutale, non sempre riesce a ristabilire il grado di sottomissione e collaborazione necessario perché il regime continui a funzionare.

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http://www.lindipendenza.com/la-repubblica/

 

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– Mentre si parla di terremoto avvengono alcune cose di cui ben poco si parla o che vengono distorte dai media

di Corrado, da lascienzamarcia.blogspot.it

Mentre consiglio a tutti di leggere l’ultimo dettagliato articolo sul terremoto in Emilia apparso sul sito nwo-truthresearch dal titolo Terremoto in Emilia cosa succede?, vi invito a osservare cosa succede in questi giorni in cui la nostra attenzione è dirottata sul disastroso terremoto (e magari dalla truffa del calcio-scommesse e la strage di Brindisi). Ecco alcune notizie passate sotto silenzio o distorte dai mass media ufficiali. Dal sito francese http://www.lesechos.fr grazie alla traduzione di http://www.informarexresistere.fr apprendiamo che:

L’ex presidente della BCE stima che l’Unione Europea deve poter gestire il budget di uno stato membro in caso di stallo.

Jean-Claude Trichet ha proposto giovedì che l’Unione Europea possa gestire il budget di uno stato membro se essa constata la sua incapacità di mettere in ordine le proprie finanze, come parte delle misure da prendere per preservare l’Euro dalla crisi greca.

L’ex presidente della Banca Centrale Europea, il cui mandato è terminato a novembre, propone, in assenza di un’unione federale politicamente difficile da attuare, l’attivazione di un meccanismo eccezionale, quando la politica fiscale di un paese minaccia l’insieme dell’unione monetaria.

Insomma appare chiaro che con la scusa di una crisi economica si va a minare la sovranità nazionale.

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http://scienzamarcia.blogspot.it/2012/05/mentre-si-parla-di-terremoto-avvengono.html

 

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– Monti possibile indagato? “Manipolazione di mercato pluriaggravata e continuata”

da ilsimplicissimus.wordpress.com

Sembra incredibile, ma basta andare su questa pagina della New York University, per avere conferma di qualcosa su cui tutti i media tacciono pur essendo di fatto una bomba: il premier italiano è membro del Senior European Advisory Council of Moody’s. Vale a dire è tra coloro che contribuiscono a dare giudizi sulle aziende e sugli stati europei che poi l’agenzia di rating diffonde, causando a volte sfracelli. Siamo già molto oltre il conflitto di interessi, siamo al dramma e alla farsa di una democrazia.

Quanto alla possibilità di essere indagato deriva dall’inchiesta portata avanti dalla Procura di Trani fin dal 2010, su denuncia dell’Adusbef e della Federconsumatori: le due associazioni si decisero a coinvolgere la magistratura dopo un report di Moody’s del 6 maggio 2010 che concludeva etichettando l’ Italia come “Paese a rischio”. L’inchiesta si è allargata poi alle altre agenzie di rating Fitch e Standars e Poor’s , anch’esse coinvolte in giudizi che hanno portato poi al degradarsi della situazione economica. Proprio in questi giorni l’inchiesta su S&B si è chiusa con l’ipotesi di reato di manipolazione di mercato continuata e pluriaggravata a carico di cinque persone: il presidente di Standard & Poor’s financial service Deven Sharma, il managing director del rating di Londra Yann Le Pallec, Eileen Zhang (di S&P Europe); Frankiln Crawford Gill e Moritz Kraemer della direzione europea del rating sui debiti sovrani. Secondo i magistrati queste persone, “attraverso descritti artifici, a carattere informativo – costituenti condotte solo in apparenza lecite, ma effettivamente illecite per come combinate fra loro, con modalità e tempi accuratamente pianificati – fornivano intenzionalmente ai mercati finanziari, quindi agli investitori, un’informazione tendenziosa e distorta (come tale anche “falsata”) in merito all’affidabilità creditizia italiana ed alle iniziative di risanamento e rilancio economico adottate dal governo italiano, per modo di disincentivare l’acquisto di titoli del debito pubblico italiano e deprezzarne, così, il valore”.

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http://ilsimplicissimus2.wordpress.com/2012/06/04/monti-possibile-indagato-manipolazione-di-mercato-pluriaggravata-e-continuata/

 

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– Minacce a Gianni Lannes che non riesce ad aggiornare il suo blog

di Corrado, da scienza marcia.blogspot.it

Gianni Lannes ha denunciato le scie chimiche e ha parlato di terremoti artificiali. Gainni Lannes viene minacciato, non riesce più ad aggiornare il suo sito … chiedetevi come mai. Se dicesse delle stupidaggini chi gli impedirebbe di scriverle? Di sciocchezze è pieno il web, ma nessuno viene bloccato o minacciato perchè scrive cose ridicole …
Scrive Gianni Lannes nel suo ultimo articolo:

Qualcuno si chieda ancora come sia possibile il silenzio globale dei media su certe questioni “sensibili” (a fronte di sconcertanti evidenze). In realtà non è difficile intuirne la ragione se si prende atto che chiunque tocchi certi argomenti (anche a livello di ipotesi) è immediatamente destinato alla “morte civile“, sottoposto a pressioni, estromissioni, ridicolizzazioni, quando non aperte minacce.

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http://scienzamarcia.blogspot.it/2012/06/minacce-gianni-lannes-che-non-riesce-ad.html

 

 

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– Maria Rita D’ Orsogna – No all’ Italia petrolizzata

da beppegrillo.it

 

 

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Beppe Grillo, Casaleggio e il M5S

da sollevazione.blogspot.it

Lo sfondamento elettorale del Movimento cinque stelle (M5S) ha gettato il “grillismo” al centro del dibattito politico, e sotto la luce dei riflettori dei media di regime. Una domanda cruciale, per capire la natura del movimento, da dove viene e dove vuole andare a parare, è il legame tra i due guru fondatori: Grillo e Casaleggio.

Se fino a ieri questo problema era dibattuto in una piccola nicchia sul web, ora è al centro dell’attenzione. Molti i quotidiani che se ne sono occupati, ad esempio Marco Alfieri, su LA STAMPA del 26 maggio [Grillo e l’ombra inquietante di Casaleggio]. La cosa ha obbligato Gianroberto Casaleggio a venire allo scoperto, con una lettera indirizzata al Corriere della Sera [Casaleggio: “Ho scritto io le regole del M5S”] e da questo quotidiano messa in bella mostra, sia sulla versione stampata che quella sul web. Una lettera interessante, poiché Casaleggio, pur dicendo che egli non sta “dietro” ma “accanto” a Grillo, conferma alla grande di essere non solo un consigliere di Grillo per quanto attiene alla comunicazione, ma un vero e proprio mentore politico e l’architetto di tutta l’operazione politica. Non si può dribblare la questione di quale sia, se c’è, il disegno politico e culturale. Il M5S è quel che sembra, o è solo un veicolo e una maschera di una conventicola che ha un disegno strategico? Possiede una sua idea di società? E se ce l’ha, qual é? E che giudizio darne? E’ in questo quadro che ha una notevole importanza vedere e ascoltare il videoclip (“Gaia: un nuovo ordine mondiale è nato oggi”) con cui la Casaleggio associati, nel 2008, ben quattro anni dopo il sodalizio tra Casaleggio e Grillo, si presentò al suo pubblico.

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– La Banca d’Inghilterra ha venduto l’oro venezuelano che avrebbe dovuto custodire

da stampa libera.com

La Banca di Inghilterra ha venduto tutto il suo oro, anche quello che il Venezuela le aveva affidato in custodia. Secondo l’analista Max Keiser la Banca di Inghilterra non ha l’oro venezuelano e per questa deve rivolgersi al mercato per poterlo consegnare al Venezuela.

Oggi il Venezuela chiede giustamente il rimpatrio delle sue 211 tonnellate d’oro che erano state inviate in Inghilterra e in altre banche di tutto il mondo, come garanzia per i prestiti erogati dal Fondo Monetario Internazionale ai governi di Jaime Lusinchi nel 1988 e di Carlos Andrés Pérez nel 1989.

Il Venezuela ha cancellato tutti i suoi debiti da vari anni, ma l’oro dato in garanzia rimane nei forzieri delle banche di vari paesi: il 17,9% in Inghilterra, il 59,9% in Svizzera , l’11,3% negli Stati Uniti, il 6,4% in Francia e lo l 0,8% a Panamá; mentre solo il 3,7% delle sue riserve d’oro si trovano nelle casseforti del Banco Central de Venezuela.

Oggi Hugo Chávez ha richiesto il rimpatrio del suo oro e risulta che la Banca di Inghilterra, pure percependo un compenso per custodire l’oro venezuelano, nella realtà l’aveva venduto.

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http://www.stampalibera.com/?p=46633

 

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