– Italia, luglio 2012 – Proposte del governo censurate dai media

da youtube.com


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– Smascherare una indecente lugubre bugiarda e distruttrice.

di Palo Barnard, da paolobarnard.info

L’asse Monti-Fornero vende all’opinione pubblica la flessibilità selvaggia e i conseguenti disastri sociali come necessità essenziali per rendere il Paese competitivo. Il teorema è: abbiamo un mercato del lavoro troppo regolamentato, soffoca la competitività, cioè da noi non investono e con paghe/regole troppo rigide non siamo competitivi all’estero. Confindustria dell’ignorante Squinzi approva. Ok.

Il World Economic Forum di Davos è la massima assise mondiale della finanza e dell’industria, più in alto di così non si va. Pubblicano ogni anno un rapporto sulla competitività dei Paesi nel mondo, il Global Competitiveness Index. Ogni Stato ha una pagella. Nelle pagelle di ogni nazione c’è la parte con la scritta in azzurro The most problematic factors for doing business, cioè quali sono gli ostacoli più problematici per investire in quei Paesi, e per quei Paesi per essere competitivi all’estero. Nelle pagelle di Svizzera, Svezia, Finlandia, e Germania, fra gli ostacoli più problematici ci trovate sempre la voce Restrictive Labour Regulations, cioè un mercato del lavoro troppo regolamentato. In Svizzera, Svezia, Finlandia, Germania il mercato del lavoro NON è flessibile a sufficienza. Ok.

Secondo il teorema Monti-Fornero, il World Economic Forum Global Competitiveness Index dovrebbe bocciare la competitività di Svizzera, Svezia, Finlandia, Germania, tutte piagate da troppa poca flessibilità del mercato del lavoro, e anche, vi si legge, da poca efficienza e da troppa burocrazia. Addirittura nel caso della Svizzera, il WEF lamenta una “insufficiente formazione del personale al lavoro”. Peggio di così…

Ok, andiamo a vedere chi sono i Paesi giudicati dal World Economic Forum come i più competitivi al mondo nel 2011:

Primo posto: Svizzera

Terzo posto: Svezia

Quarto posto: Finlandia

Sesto posto: Germania

su 193 Paesi

Nei primi sei posti ci sono proprio Svizzera, Svezia, Finlandia e Germania, i Paesi con altissima regolamentazione del mercato del lavoro, troppa burocrazia e anche inefficienze. Possibile? Ma la rigidità del mercato del lavoro non era la causa prima della perdita di competitività?

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http://paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=404

 

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– Sotto sotto, zitto zitto

Ecco come, spiegato in punta di sottile diritto, sotto sotto, zitto zitto, Giorgio Napolitano ha cambiato de facto la nostra Costituzione.

di Paolo Becchi, docente di Filosofia del Diritto all’Università di Genova

da byoblu.com

… Vorrei soffermarmi, in particolare, su due aspetti, emersi in questi ultimi mesi. Il primo attiene alla prassi, imposta da Napolitano, relativa alla disciplina costituzionale dei decreti-legge. Nel corso del tempo – ed a partire, in particolare, dalla Presidenza Pertini – si è consolidato in via di prassi il potere, da parte del Capo dello Stato, di esercitare un controllo preventivo sull’emanazione dei decreti-legge approvati dal Governo. Sono stati, peraltro, a lungo discussi i presupposti e le modalità di detto controllo, non previsto dal testo della Costituzione (che parla soltanto del potere di rinvio presidenziale in sede di promulgazione delle leggi). Napolitano, sin dall’inizio del proprio mandato, aveva impresso una forte accentuazione al potere di controllo preventivo all’emanazione dei decreti-legge da parte del Capo dello Stato: «ricordo infine – scriveva in una nota del 6 febbraio 2009, che si inscriveva nella nota vicenda relativa ad Eluana Englaro – che il potere del Presidente della Repubblica di rifiutare la sottoscrizione di provvedimento di urgenza manifestamente privo dei requisiti di straordinaria necessità e urgenza previsti dall’art. 77 della Costituzione o per altro verso manifestamente lesivo di norme e principi costituzionali discende dalla natura della funzione di garanzia istituzionale che la Costituzione assegna al Capo dello Stato».

Ma Napolitano, a partire dagli ultimi mesi del Governo Berlusconi, si è spinto ancora oltre.

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http://www.byoblu.com/post/2012/07/10/Sotto-sotto-zitto-zitto.aspx

 

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– Mettetevi l’anima in pace…che abbiamo ragione noi!

di Moreno Pasquinelli, da sollevazione.blogspot.it

«Per dimensionare il salasso serve forse ricordare che la famosa stangata del Governo Amato (autunno 1992) fu di 93mila miliardi di lire: la somma delle manovre Monti equivale a quasi cinque volte tanto. (…) Tenuto conto che degli effetti recessivi crescenti delle misure montiane —esse sono programmate e avranno il massimo impatto sociale tra il 2103 e il 2014— una domanda sorge ineludibile: potranno l’esercito di gioventù precaria, i lavoratori licenziati e disoccupati, i milioni di piccolo-borghesi gettati sul lastrico, i pensionati alla fame, restare inermi? Noi riteniamo di no, pensiamo che siamo alle porte di una impetuosa rivolta popolare di massa, destinata a sconvolgere il panorama sociale, politico e istituzionale».

Era una facile profezia quella che il Vertice del 28-29 giugno si sarebbe risolto in un flop. Era sufficiente stare ai fondamentali. Quel che non hanno fatto, per spirito di servizio, il branco dei giornalisti addomesticati. Non è passata una settimana che i medesimi commentatori che cantavano le lodi del salvifico Accordo del Vertice parlano ora, con sfrontata disinvoltura, di fallimento.

«Non ti curar di loro, ma guarda e passa».

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http://sollevazione.blogspot.it/2012/07/mettevi-lanima-in-pace.html#more

 

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– Come in Grecia – La criminalità economica governa

di Giorgio Cremaschi, da megachip.info

La truffa più grande che stiamo subendo è quella che ci vuol far credere che le misure che il governo Monti ha preso, prende e prenderà, hanno lo scopo di evitare di finire come la Grecia. È vero esattamente il contrario.

Le misure sono come quelle che hanno portato la Grecia alla catastrofe economica e al disastro sociale. Magari vengono scaglionate nel tempo, in modo da evitare un impatto complessivo ed immediato che forse avrebbe costretto i sindacati più tremebondi d’Europa – Cgil, Cisl e Uil – a lottare. Ma le misure sono le stesse. Prima il massacro sulle pensioni, aggravato dalla manifesta incompetenza del ministro Fornero, a cui Bersani, Berlusconi e Casini non han fatto mancare la fiducia, alla faccia degli esodati. Poi la controriforma del lavoro, che ha liberalizzato precarietà e licenziamenti mentre la crisi economica avanza.

Ed ora la manovra correttiva di tagli sociali, ipocritamente coperta dal solito trucco dell’uso dell’inglese. Ma quale spending review del cavolo!

Assisteremo sicuramente a qualche operazione di facciata, che verrà esaltata dalla sempre più insopportabile stampa di regime per coprire i tagli veri. Che come in Grecia saranno su tre fronti.

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http://www.megachip.info/tematiche/fondata-sul-lavoro/8503-come-in-grecia-la-criminalita-economica-governa.html

 

 


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