– Un referendum per dire no all’euro è possibile?

di Paolo Becchi, da byoblu.com

Il picco di caldo raggiunto in questa estate che sta volgendo al termine è stato segnato dalle voci di una possibile iniziativa referendaria diretta a chiamare i cittadini italiani ad esprimersi sulle sorti dell’euro. È stato Roberto Maroni che, per primo, il 16 agosto ha annunciato di voler presentare «in Cassazione una proposta di legge di iniziativa popolare per abbinare alle politiche del 2013 un referendum consultivo nel quali i cittadini italiani possano esprimersi sull’euro».

Tipica provocazione leghista, dettata dalla necessità, per un partito in profonda e forse irreversibile crisi, di rinserrare le fila? Forse. Eppure, inaspettatamente, la proposta viene rilanciata direttamente da un rappresentante del governo, il ministro per gli Affari Europei Enzo Moavero Milanesi, il quale dichiara che «sulla nuova Europa bisogna consultare i cittadini». Applausi bipartisan. Dal PD, Arturo Parisi insiste: «ha ragione il Ministro Moavero. Il futuro dell’Unione dovrà essere deciso da un voto popolare». Poi la prudenza del governo: con l’arrivo del vento freddo, la questione passa nuovamente sotto silenzio.

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http://www.byoblu.com/post/2012/09/06/Usciamo-allo-scoperto!.aspx

 

 

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– 2013: Obbligatorio accettare bancomat per spese da 50 euro in su

di Franco Possenti, da lindipendenza.com


Dal primo luglio 2013 varrà l’obbligo di accettare i pagamenti con moneta elettronica, bancomat e prepagate, per gli importi superiori ai 50 euro. Lo prevede una bozza del dl crescita contenente misure per l’Agenda digitale italiana e le start up innovative. “I soggetti che effettuano l’attività di vendita di prodotti e di prestazione di servizi, anche professionali, per gli importi superiori a 50 euro – si legge nel testo- sono tenuti ad accettare pagamenti effettuati attraverso carte di debito”. Inoltre con successivo regolamento del ministro dello sviluppo economico di concerto con il ministero dell’economia e delle finanze, d’intesa con la Banca d’Italia “sarà disciplinata l’estensione anche a importi inferiori” a 50 euro e “anche a strumenti di pagamento con tecnologie mobili”.

Così ha sentenziato il decreto sviluppo, o crescita che sia, approvato ieri.

Sarà un caso, ma proprio ieri è giunta alle redazioni questa mail da “Report”, nota trasmissione di Rai, la cui conduttrice è altrettanto notoriamente impegnata in una battaglia contro il denaro contante.

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http://www.lindipendenza.com/bancomat-oblligatorio-contante/

 

 

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– I sindacati di Polizia chiedono il ritiro dalla Val Susa? Che peccato…

da infoaut.org

Negli ultimi giorni, a più riprese, i sindacati di polizia Sap e Siap si sono fatti portavoce di istanze, anzitutto presso il Viminale, che hanno attirato l’attenzione dei media locali e nazionali. Il Siap in particolare ha comunicato l’iniziativa finora più paradossale: ha annunciato di voler denunciare (sic!) il Ministero dell’Interno per non aver disposto le misure sufficienti (ovvero quelle da loro richieste) per assicurare l’incolumità degli agenti che presidiano la Maddalena. Il riferimento, in questo caso, è agli scontri avvenuti presso l’area archeologica nella notte tra il 31 agosto e il 1 settembre, dove New Jersey e cancelli sono stati distrutti dal Movimento No Tav.

Che persone pagate per fare violenza sulla popolazione di una valle intera (giacché l’occupazione della valle è di per sé una violenza) si lamentino con il proprio datore di lavoro delle conseguenze del compito (piuttosto infame) che hanno scelto, non è che una delle tante cose patetiche che possono forse accadere soltanto in Italia, come l’idea di denunciare i propri comandanti supremi a un’autorità che dipende dallo stesso governo della Cancellieri. E si potrebbe fare dell’amara ironia sulla sproporzione che esiste tra le conseguenze che affrontano questi soggetti (qualche livido, o qualche “distorsione” a dir poco sospetta, ottime scuse per qualche giorno di ferie a spese dei contribuenti) e quelle che da anni affrontano i No Tav: lacrimogeni sparati in testa ai manifestanti, uso di gas cs, lancio indiscriminato di pietre contro i manifestanti, pestaggi con spranghe e bastoni, ecc. ecc.

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http://www.infoaut.org/index.php/blog/no-tavabenicomuni/item/5463-i-sindacati-di-polizia-chiedono-il-ritiro-dalla-val-susa?-che-peccato

 

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– Ieri (6.9.12 n.d.r.) l’Unione Europea ha imposto all’Italia di permettere la coltivazione del mais OGM

di Maria, da blogeko.iljournal.it

L’Unione Europea impone all’Italia di permettere la coltivazione di Ogm. E’ il succo di una sentenza pronunciata ieri dalla Corte di Giustizia dell’Ue: alla faccia dell’autodeterminazione, alla faccia della promessa mai attuata di concedere agli Stati il potere decidere da sè sugli Ogm e alla faccia, soprattutto, del fatto che il 61% degli europei è contrario agli Ogm (rilevazione Eurobarometro del 2010, la più recente).

Eppure, niente da fare: il meccanismo con il quale l’Unione Europea approva la coltivazione di un Ogm è un’inarrestabile, pervasiva reazione a catena innescata dal parere favorevole emanato dall’Efsa, l’autorità per la sicurezza alimentare, anche se sulle procedure di questo parere ci sarebbe molto da ridire. E’ come un carro armato che passa su tutto e su tutti.

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http://blogeko.iljournal.it/2012/ieri-lunione-europea-ha-imposto-allitalia-di-permettere-la-coltivazione-del-mais-ogm/70460

 

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– Nigel Farage: Usciamo dall’Euro e restauriamo la dignità umana
da youtube.com


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– Letterina dalla Grecia: per uscire dalla crisi, lavorate come schiavi

di Debora Billi, da come donchisciotte.org

Ecco i punti salienti di una missiva ricevuta da Samaras e inviata da BCE, Fmi e Commissione Europea con dei “suggerimenti” per far uscire il Paese dalla crisi. Comune denominatore: spezzate la schiena ai cittadini.

A) Incremento della flessibilità degli orari di lavoro: in tutti i settori si dovrebbe passare da cinque a sei giorni lavorativi per settimana.

B) Ridurre il riposo minimo giornaliero a un massimo di 11 ore: le ore occupabili dal lavoro diverrebbero, così, 13.C Eliminare qualsiasi restrizione di orario massimo tra mattina e pomeriggio.

A seguito, “Crisi Grecia: e ora l’ignobile Europa pretende che lavorino 6 giorni su 7″(Debora Billi, Crisis);

D) Ridurre a una sola tipologia (e cifra) il salario minimo: non si dice quale sarebbe l’ammontare “ideale”, ma si sottolinea che in un Paese come la Grecia, nel quale la disoccupazione è così alta, bisogna disincentivarla, rendendola meno “conveniente”.

da Rai News 5.09.2012

www.ilribelle.com
Crisi Grecia: e ora l’ignobile Europa pretende che lavorino 6 giorni su 7

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http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=10769

 

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