– I tedeschi non sono scemi come noi
di Claudio Messora, da byoblu.com

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– Perché chi compra titoli di stato commette reato

di Antonio Miclaves, da comedochisciotte.org

Moody’s ha dichiarato che è contenta del risultato ottenuto dal nuovo Governo italiano; vuol dire che la fine è vicina, che lo sporco lavoro a vantaggio delle banche è stato fatto, che l’industria è a terra e quindi cedibile a pochi soldi, che l’Italia è decotta ed è pronta per essere venduta, servita su un piatto d’argento, alle banche che Moody’s, Standard & Poors e gli altri compagni di merende rappresentano. Pardon: ad essere “privatizzata”, come ci si dice dando ad intendere che il Cittadino, il Privato, avrà la possibilità di comprare un’azienda che lo Stato non ha ben gestito per poi metterla a disposizione della Comunità con più efficienza, togliendo una perdita dal settore pubblico e scrivendo qualche cifra a nove zeri nel bilancio statale. Scordatevelo: nessuno di noi mortali potrà mai comprare nulla: ci sono già le multinazionali e il cartello bancario pronti a mangiare: fà parte del piano di “salvataggio” Monti!

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http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=10780

 

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– Moneta elettronica: l’era del controllo di massa è alle porte.

di Italo Romano

da informarexresistere.fr

I contanti hanno le ore contate. Già, perché dal primo luglio del 2013, per gli importi superiori a 50 euro potrebbe diventare obbligatorio il pagamento con il bancomat.

E’ una misura a cui sta lavorando il governo Monti da inserire nel decreto Sviluppo due a cui sta lavorando l’esecutivo. Lo scopo del provvedimento sarebbe quello di semplificare la vita della gente e tenere sotto controllo l’illegalità, anche perché con la moneta elettronica si pagheranno pure le prestazioni professionali, occasione principe di evasione fiscale.

Spingeremo per una diffusione sempre più ampia della moneta elettronica perchè poche cose contrastano illegalità ed evasione, però naturalmente questa diffusione dev’essere tollerabile in termini di costi e gestita in maniera saggia in termini di tempistica“, ha spiegato il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera rispondendo in commissione Finanze della Camera a una domanda sul tema.

…Insomma una imposizione per gradi. Fino all’obiettivo finale di convertirci definitivamente alla moneta elettronica…

…C) Il controllo della massa. La vita dei consumatori sarà registrata in appositi database. Con il denaro elettronico sarà possibile spiare ogni acquisto, capire i gusti delle persone, seguire i movimenti sul territorio, studiare le preferenze, tutto il loro agire, semplicemente grazie alla tracciabilità dei pagamenti. Questi dati saranno oro colato per le società dedite alle ricerche di marketing, che potranno scegliere l’apposita strategia da adottare per ogni singolo consumatore.

D) Il controllo dell’individuo. Semplicemente premendo un bottone potranno bloccare le nostre fonti di sostentamento (la carte di credito), per qualsiasi motivo da loro ritenuto valido, impedendoci di acquistare i beni di prima necessità
Vi sembra poco? Credete non sia uno straordinario sistema di controllo? Siete disposti a sacrificare una parte consistente della vostra libertà per risolvere un falso problema creato ad arte? Procediamo per gradi.

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http://www.informarexresistere.fr/2012/09/08/moneta-elettronica-lera-del-controllo-di-massa-e-alle-porte-2/#axzz25zevDcer

 

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– Grillo e Maroni: “Referendum sull’Euro”

da linksicilia.it

Si va allargando sempre più l’area politica che sostiene la necessità di un referendum sull’euro. A toccare questo tema sono Beppe Grillo, leader del Movimento 5 Stelle, e Roberto Maroni, leader della Lega.

Grillo, dal suo blog, rispondendo a Romano Prodi, l’ex presidente dell’Iri nominato dalla Dc, poi diventato leader del centrosinistra italiano con poche fortune, dice: “Prodi non ha capito. Se si tenesse un referendum per l’euro, io avrei già vinto. Il mio obiettivo – aggiunge – è che siano gli italiani a decidere su temi fondamentali come l’euro e non delegare le decisioni e il loro futuro a un gruppo di banchieri e di politici”.

Il leader del Movimento 5 Stelle tocca un punto delicato: la democrazia che in Italia, negli ultimi anni, ha subito colpi durissimi. Basti pensare alla perdita della sovranità monetaria che il nostro Paese ha consegnato nelle mani di una massoneria finanziaria che ha poco o nulla a che vedere con l’Europa Unità sognata da Altiero Spinelli e Gaetano Martino. Un’Unione Europea finita nelle grinfie di banchieri e massoni che fanno rigorosamente i cavoli loro.

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http://www.linksicilia.it/2012/09/grillo-e-maroni-referendum-sulleuro/

 

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– Un paese in ostaggio

di Ferdinando Imposimato, da lavocedellevoci.it

E’ questo il periodo piu’ buio della storia d’Italia, con una classe politica corrotta e incapace di governare ed una giustizia che non riesce a colpire i responsabili delle stragi e dei fenomeni degenerativi criminali piu’ pericolosi che riguardano Cosa Nostra, la corruzione diffusa, l’evasione fiscale, l’aggressione all’ambiente e al territorio e la distruzione del patrimonio paesaggistico e artistico culturale.
Intanto la giustizia sociale, voluta dalla Costituzione, ha subito un gravissimo vulnus dalla riforma delle pensioni, che ha consentito il risparmio di 300 miliardi di euro. Con lavoratori e pensionati si e’ agito in maniera drastica, mentre non si e’ fatto nulla di concreto per ridurre gli enormi privilegi del ceto politico, che invece sono cresciuti a dismisura. C’e’ una contraddizione palese e intollerabile tra le promesse di Monti al momento del suo insediamento, quando indico’ come priorita’ del governo il rigore, lo sviluppo e l’equita’ sociale, e la condotta concreta tenuta dall’esecutivo. Sul rigore, Monti ha dimostrato una durissima attenzione solo verso i lavoratori, gli operai, i pensionati, e una resa totale verso i piu’ abbienti, con l’evasione che si allarga a scapito dello sviluppo e della equita’. Quanto alla giustizia sociale, essa ha subito ulteriori attacchi con aumenti del costo dei beni primari e della benzina, che colpiscono soprattutto i titolari di redditi piu’ bassi.
Sono 33 i voti di fiducia che il governo, imposto dal Colle, ha chiesto e ottenuto in un tempo relativamente breve, ma nessun voto di fiducia Monti ha avuto il coraggio di chiedere per ridurre gli enormi privilegi della classe politica che sta dissanguando il Paese.

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http://www.lavocedellevoci.it/inchieste1.php?id=540

 

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– Bersani pensa solo col permesso del FMI

di Davide, da come donchisciotte.org

Pierluigi Bersani manifesta apparentemente una visione chiara del nemico da battere. Tutto ciò che lo contraria viene fatto rientrare nel contenitore del “populismo”, un’etichetta che gli consente di accomunare fenomeni come Grillo, Di Pietro, Ingroia o il Buffone di Arcore. Nel Bersani-Pensiero, “populismo” è quindi tutto ciò contro cui è lecito, anzi doveroso, battersi. Angela Merkel sembra essere venuta in suo soccorso, poiché poche settimane fa anche la cancelliera tedesca aveva dato fiato ai timori di una possibile vittoria elettorale dei populismi in Europa. Questo però prima di convertirsi anche lei al “tremontismo”, cioè all’espediente retorico di rifarsi una verginità grazie alla denuncia generica dei mali del dominio della finanza, salvo poi continuare ad obbedire, punto per punto, ai dettami del Fondo Monetario Internazionale. Potrebbe darsi infatti che Bersani e la Merkel, in fatto di esecrazione del populismo, abbiano avuto un ideologo in comune, in questo caso proprio il FMI. La categoria “populismo” è infatti quella che dagli anni ’80 serve ad individuare e screditare tutte le opposizioni alla politica del FMI in America Latina. Il populismo ha come termini contrari “pragmatismo” o “modernità”. L’opposizione proposta in questi termini non è affatto simmetrica, dato che non si capisce perché non possa esistere anche un populismo moderno e pragmatico; ma il senso propagandistico di questa opposizione di termini è invece evidente; vuole cioè suggerire che una politica economica seria non può che basarsi su provvedimenti impopolari. Almeno questo è ciò che ci assicurano gli ideologi del FMI sul sito della stessa organizzazione. [1]

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http://www.comedonchisciotte.org/site//modules.php?name=News&file=article&sid=10775

 

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– Spagna: manifestazioni per indipendenza Catalogna

da it.euronews.com

Catalogna, nuovo Stato d’Europa. Con questo slogan, migliaia di cittadini hanno manifestato a Barcellona favore dell’indipendenza dalla Spagna. Questo 11 settembre, festa nazionale dei catalani, ha assunto un significato di rottura, nel momento in cui la Catalogna, che produce un quinto del Pil spagnolo, accusa Madrid di reinvestire troppo poco nella regione.

Le autorità locali chiedono un nuovo patto fiscale. “Se non ci sarà un accordo sulla questione economica – avverte il presidente della Catalogna, Artur Mas, – la strada per l’indipendenza della Catalogna sarà aperta.” Ma la regione contribuisce anche al deficit del Paese e ha chiesto a Madrid finanziamenti per 5 miliardi di euro.

Il 51% della popolazione sarebbe favorevole alla secessione. “Vogliamo essere un Paese d’Europa – dichiara un manifestante – e che tutto il denaro rimanga qui. Abbiamo la nostra lingua, la nostra cultura. Siamo stufi. Basta.”

Benché ricca, la Catalogna è anche la regione più indebitata del Paese. Secondo il premier spagnolo Mariano Rajoy, il patto fiscale non risolverebbe nulla e l’unica strada, anche in questo caso, è il rigore.

Fonte:

http://it.euronews.com/2012/09/11/spagna-manifestazione-per-indipendenza-catalogna/

 

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– Ancora sul black-out prossimo venturo

di Paolo Franceschetti, da paolofranceschetti.blogspot.it

Premessa.

Ho deciso di scrivere questo articolo per parlare l’ennesima volta del blackout previsto per fine anno, per rispondere alle innumerevoli domande che mi giungono ogni giorno via facebook o per posta, sempre del seguente tenore: ma secondo te in quale data si farà? Ma alla fine il blackout ci sarà o no?

Le fonti della notizia e il problema di fondo.

Iniziamo col dire che l’idea di un blackout prossimo venturo non è un’idea mia o una teoria, ma una notizia ormai ufficiale che può essere tratta da diverse fonti. Anzitutto la notizia parte dalla Nasa, che ha annunciato ormai da qualche anno il pericolo di una tempesta solare, che potrebbe bruciare tutti i generatori di corrente elettrica alternata. Una tempesta solare già ci fu nel 1859; le linee elettriche si interruppero per ore, e alle due di notte i testimoni dell’epoca raccontano che ci fu un chiarore come se fosse mezzogiorno; a quell’epoca però l’umanità non dipendeva come oggi dall’elettricità e quindi i danni furono quasi nulli. Attualmente invece un’ipotesi del genere significa una vera catastrofe; impossibilità di rifornirsi di benzina, impossibilità di scambiare merci con denaro per via del blocco di carte di credito, bancomat e altro, impossibilità di accedere ai conti correnti anche recandosi nella sede della banca, dato che oggi è tutto elettronico e automatizzato, impossibilità di reperire cibo nelle grandi città, blocco del traffico e delle telecomunicazioni.

La notizia è stata ripresa anche dai principali quotidiani, da Repubblica a Il Sole 24 ore, fino ai settimanali pseudo-scientifici come Focus.

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http://paolofranceschetti.blogspot.it/2012/09/ancora-sul-blackout-prossimo-venturo.html#more

 

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– Strage in una raffineria in Venezuela. 7 buoni motivi per credere ad un complotto

di James Petras, da comedonchisciotte.org

“Non si può escludere alcuna ipotesi…E’ praticamente impossibile che ci sia un impianto petrolifero come questo, completamente automatizzato, con migliaia di addetti presenti su turni per 24 ore al giorno, sia civili sia militari, e che per 3 o 4 giorni ci sia una fuga di gas e nessuno intervenga. E’ impossibile.”

Il Presidente Chavez rispondendo ai canali d’informazione statunitensi e alle accuse dell’opposizione secondo cui l’esplosione e l’incendio alla raffineria di petrolio sono da attribuirsi alla negligenza del governo. 26 Agosto 2012. Solo 43 giorni prima dell’elezione presidenziale in Venezuela e con il Presidente Chavez in testa con un margine sostenuto del 20%, un’esplosione e un incendio alla raffineria Amuay ha ucciso per lo meno 48 persone – metà delle quali membri della Guardia Nazionale – e distrutto istallazioni petrolifere che producono 645,000 barili al giorno. Immediatamente dopo l’esplosione e l’incendio, tutti i canali d’informazione statunitensi e Britannici , oltre all’opposizione conservatrice in Venezuela, hanno lanciato all’unisono un’accusa contro il governo di essere il primo responsabile del disastro, attribuendogli “una gravissima negligenza” e di “non aver investito sufficientemente negli standard di sicurezza”.

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http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=10783

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