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– PALAZZO SCARDINO – UNO SPACCATO DI STORIA MESSINESE

di Alessandro Fumia, da antoniocattino.blogspot.it

In una città che si rispetti, il patrimonio monumentale deve essere valorizzato, tutelato e difeso. Messina non può fare eccezione alla regola, perché fra le altre cose, ha perduto gran parte della sua memoria storico-monumentale pertanto, deve percorrere tutte le strade che portano alla difesa di ogni arredo urbano proveniente dal suo passato.  Il Palazzo La Rosa – Scardino, antica memoria del patrimonio architettonico di Messina, distinto nella fase della ricostruzione, dopo il sisma del 1783 dagli edifici innalzati durante il regno delle due Sicilie, fonda le sue basi d'opera durante la prima decade dalla fondazione del regno d'Italia. Poi nella seconda metà dell'ottocento, i volumi edili dei nuovi edifici furono programmati nella legge del 1865, trasformando il nuovo recinto municipale della Città dello Stretto esteso verso mezzogiorno, per trovare una nuova dimensione degli arredi architettonici sperimentati in quella fase storica. Messina accorpa nei piani di sviluppo progettati dall'ingegner Spadaro, la nuova chiave residenziale rispetto alla città borbonica, sperimentando nel moderno quartiere alle Moselle, quelle trovate urbanistiche necessarie a favorire lo sviluppo del quartiere. Infatti, con l'elaborazione di quelle isole, furono trovate soluzioni architettoniche specifiche, favorendo la costruzione dei fabbricati con un'intelaiatura a mattoni portanti lineare, sagomando i prospetti dei fabbricati in una sorta di corrente filosofica, capace di lasciare un'impronta marcata in tutti quegli edifici che furono costruiti dal 1869 al 1908. Le tipologie costruttive legate a quel periodo storico presentano una chiave di lettura architettonica precisa, che unisse nello stesso corpo sia l'abitazione per la residenza, sia la bottega per l'attività commerciale, facilitando il passaggio dalle produzioni mercantili, un tempo concentrate verso la costa o nelle sue immediatezze, verso l'interno di Messina e il relativo circondario agricolo, in passato circoscritto ai suoi villaggi collinari. Le residenze costruite nel Piano Spadaro si aprivano verso uno scambio di attività lavorative concentrate nei relativi nuovi spazi insediati.

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