ARCHITETTURE DEL REGNO

 

 

L’Arsenale Borbonico di Palermo

di Giovanni Maduli
Luglio 2010
L’Arsenale Borbonico di Palermo, che potrebbe inquadrarsi anche come splendido esempio di “architettura industriale” dell’epoca, è ubicato nella parte terminale della via Cristoforo Colombo a Palermo. Venne edificato fra il 1621 e il 1630 dalla Monarchia Spagnola impegnata in quel tempo nella fortificazione delle più importanti città del suo regno, ed in particolare di quelle marinare.
Sorge sulla ex via del Molo, strada allora prospiciente il mare e caratterizzata appunto da un imponente molo denominato “Muraglia d’argento”, in riferimento alle spese esorbitanti che erano state necessarie per la sua realizzazione avvenuta fra il 1567 e il 1590.
L’Arsenale, oggi destinato a Museo del Mare e lodevolmente gestito dal “Comitato pro Arsenale Borbonico”, fu eretto su progetto dell’architetto palermitano Mariano Smiriglio e dai suoi caratteri stilistici si rileva una notevole influenza del manierismo italiano. A pianta pressoché rettangolare, l’edificio si sviluppa in altezza secondo due ordini; l’inferiore occupato da grandi ambienti un tempo adibiti alla costruzione dei navigli ed alla loro riparazione; il superiore occupato da grandi ambienti dove oggi trovano sistemazione sale per mostre, proiezioni, etc.. Lungo la fascia marcapiano che separa i due ordini correva un ballatoio sul quale prestava servizio una guardia armata. Al centro della facciata principale è presente lo stemma di Casa Borbone che riporta la seguente iscrizione:

PHILIPPI. IV
HISPANIARV
VTRISQ. SICILIAE
REGIS III
AVSPIC: AVGVS: NAVALE
ARMAMENTARIVM
INCHOATVM
PERFECTVM
AN: SAL: MDCXXX”

(Vedi foto 1, 2 e 3)
L’aspetto architettonico che maggiormente colpisce l’osservatore sono certamente le grandi arcate della facciata del piano terra, oggi murate. Esse lasciano già intuire che l’edificio in questione, proprio in funzione delle mansioni che era chiamato ad assolvere, e cioè la costruzione e riparazione di navigli, doveva essere in grado di ospitare imbarcazioni di notevoli dimensioni. Ed infatti l’intero piano terra, oggi suddiviso in diversi ambienti, grazie ad un sapiente uso di volte a botte ed a crociera era suddiviso in quattro grandi ambienti longitudinali e perpendicolari alla facciata, ove è facile immaginare numerose maestranze affaccendate nelle rispettive occupazioni (v. foto 4 e 5). Queste ultime erano costituite in gran parte da galeotti che erano impiegati nelle mansioni più svariate, sotto la guida di maestranze particolarmente esperte.
Qui si costruivano e si riparavano navigli di vario genere:

  • lo sciabecco: veloce trialbero con stazza compresa in genere fra le 150 e le 200 tonnellate ed armato con circa venti cannoni;
  • la feluca: bialbero basso e leggero;
  • il bertone: trialbero a vela quadra per il trasporto delle merci;
  • l’alalungara: nave a quattro remi e vela latina di lunghezza pari a circa dodici metri;
  • la barca cannoniera: monoalbero a vela latina con un cannone a prua.

Attraverso appositi scivoli le navi venivano quindi varate o rimesse in mare dopo le riparazioni.
Oggi il piano terra dell’edificio è occupato, come si è detto, dal Museo del Mare. In esso si trovano i modellini di alcune delle navi qui prodotte, alcuni motori marini dei primi del ‘900 ed alcuni cannoni risalenti al periodo borbonico (v. foto 6, 7 e 8). Al primo piano trovano ubicazione dei grandi saloni destinati a mostre di vario genere (v. foto n. 9 e 10).
Nel corso della sua lunga vita l’Arsenale vide ospite l’Ammiraglio della flotta inglese O. Nelson che, per avere riportato i Borbone da Napoli a Palermo durante i moti napoletani del 1799 relativi alla nascita della Repubblica Napoletana , venne insignito della cittadinanza onoraria. Si racconta che durante questo periodo Nelson alloggiò nell’ala ovest del palazzo prospiciente la villa dei Marchesi Di Gregorio, residenza di Lady Hamilton, per poterla ammirare mentre ella consumava il thè sulla terrazza di quella casa.

Dal 1861, dopo l’annessione del sud d’Italia da parte delle truppe piemontesi, l’edificio fu adibito ad Ufficio delle Poste.
L’area intorno, un tempo molto più vasta, ed occupata dal lato nord – est dalla chiesa di S.Maria del Popolo oggi non più esistente, è in gran parte occupata dagli odierni cantieri navali della Fincantieri.
Un recente intervento di restauro ha consentito il recupero e la conservazione dell’edificio che è ritornato ad far bella mostra di sé accogliendo, in occasione di svariate mostre, visitatori e scolaresche. E’ tuttavia auspicabile che un analogo intervento sia posto in essere anche per l’area circostante di modo che l’edificio possa tornare a quella magnificenza che un tempo lo distingueva.

La pubblicazione delle foto degli interni è stata possibile grazie alla gentile autorizzazione della Direzione del Museo

______________________________________

 

Foto fuori testo:
Alcune delle imbarcazioni prodotte all’ Arsenale di Palermo:

 

 

Pages: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54