– Villino Florio: in Sicilia alla scoperta di uno dei gioielli del Liberty europeo

di Kasia Burney Gargiulo, da famedisud.it

E’ uno dei primi e più pregevoli esempi di quella che in Europa fu chiamata Art Nouveau, e in Italia Stile floreale o Liberty, ossia la corrente estetica che nei decenni a cavallo fra Otto e Novecento caratterizzò arti figurative, architettura e arti applicate. E’ il Villino Florio all’Olivuzza, (a Palermo n.d.r.), l’edificio con annesso giardino che la ricchissima famiglia Florio, di origini calabresi, commissionò al celebre architetto palermitano Ernesto Basile. Concepito come un divertissement, ossia come una eccentrica variante rispetto alle più austere abitazioni palermitane dei Florio, il Villino fu ideato e progettato fra il 1900 e il 1901 e costruito a poca distanza dal palazzo normanno della Zisa, quale “padiglione di delizia” in mezzo ad un parco romantico di vaste dimensioni di cui oggi purtroppo persiste solo una parte. Insieme al serraglio, al laghetto, alla serra per le orchidee, al chioschetto siculo-normanno e al tempietto neoclassico, l’edificio aveva la funzione di rappresentare gli splendori di una delle più potenti famiglie italiane dell’epoca, titolare di un impero economico che comprendeva una flotta di un centinaio di navi e spaziava dalla chimica al vino, al turismo e all’industria del tonno. Durante la Belle Epoque il villino fu frequentato dal jet set del tempo, ospitando personaggi di primo piano come il kaiser Guglielmo II di Prussia e Germania.

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