– Non solo la Reggia: le sette meraviglie di Caserta e provincia

da www.campaniasuweb.it

Uno dei territori più estesi della Campania, dalle vestigia normanne di Aversa ai territori del Matese. Una città che, con la sua provincia, racconta millenni di storia e cultura nazionale

Caserta, per molti campani e la quasi totalità dei turisti, significa “Reggia”. Sono in parecchi (purtroppo) a fermarsi alla superficie, a non andare al di là dello splendido complesso vanvitelliano, forse troppo sfarzoso e noto per lasciare spazio a qualsiasi altra cosa non siano i suoi viali, le sue sale monumentali, le fontane o il giardino inglese. Eppure Caserta, con la sua provincia, racconta millenni di storia locale e nazionale, dall’Ager Campanus degli antichi romani alle splendide vallate del Matese che si estendono fino al Molise. In questo piccolo viaggio ci proponiamo di far luce su alcuni di questi territori, troppo spesso dimenticati o “sfruttati” dal turismo mordi e fuggi, giusto il tempo di un pic-nic o di una gita fuori porta.

A Santa Maria Capua Vetere  sorge il secondo anfiteatro più grande d’Italia dopo il celeberrimo Colosseo di Roma (165 metri sull’asse maggiore, 135 su quello minore). Costruito tra il I e il II secolo dopo Cristo, su di un anfiteatro più piccolo d’epoca graccana, l’edificio si divide nelle canoniche ima, media e summa cavea, attico. Le ottanta facciate sono realizzate in blocchi di calcare, ognuno di uguale ampiezza, a eccezione di quelle poste in corrispondenza dei quattro punti cardinali, più grandi perché costituivano gli ingressi alla struttura. L’anfiteatro era adibito, come di consueto, perlopiù a spettacoli gladiatori, con tavoloni di legno cosparsi di sabbia per consentire al sangue dei contendenti di assorbirsi senza provocare troppi disagi alle successive operazioni di pulizia, che avvenivano grazie a una cisterna in opus reticulatum posta nel lato orientale della struttura. Durante il dominio gotico e longobardo l’edificio continuò ad avere funzione di arena; poi, dopo la distruzione della città nell’841 d.C. ad opera dei Saraceni, venne trasformato in una fortezza. A partire dal periodo della dominazione sveva divenne cava di estrazione di materiali lapidei reimpiegati nella costruzione degli edifici della città. Parzialmente scavato tra il 1811 ed il 1860, fu definitivamente liberato dagli enormi ammassi di terra tra il 1920 ed il 1930, con numerosi successivi interventi di restauro conservativo nel tempo.

 

L’articolo continua con la descrizione di:

– Real Casa Santa e Arco dell’Annunziata – Aversa

 

– Casale di Teverolaccio – Succivo

– Borgo di Casertavecchia – Caserta

– Teatro romano – Teano

– Lago del Matese – San Gregorio Matese e Castello del Matese

– Borgo medievale – Prata Sannita

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