– La Villa Giulia, Palermo

 

da palermomania.it

 

Nel 1777, essendo viceré Marcantonio colonna e pretore della città il marchese Regalmici, ebbero inizio i lavori per la costruzione della Villa Giulia o flora, estesa circa 62.500 metri quadrati e progettata dall’architetto regio Nicolò Palma sul piano di S. Erasmo, fuori della cinta muraria della città. Concepita secondo un rigoroso e classico disegno geometrico, la villa, nonostante la sua notevole regolarità, si rivelò esteticamente gradevole e agevolmente accessibile da quattro ingressi, posti ognuno al centro di ogni lato, dei quali il più importante era quello che guardava il mare.

Il suddetto ingresso, progettato da Vincenzo Di Martino è realizzato tra il 1787 e il 1788 con un arco monumentale porticato e con colonne tuscaniche, sarà poi sostituito, nel suo ruolo di ingresso più importante della villa, da un ottocentesco ingresso con colonne di ordine dorico, prospettante sullo stradone di S. Antonino (attuale via Lincoln). La villa denominata “Giulia” in onore di donna Giulia d’Avalos, moglie del viceré Marcantonio Colonna, venne inaugurata l’11 giugno 1778 dal pretore della città, marchese di Regalmici, dalle più importanti autorità religiose e dai rappresentanti del Senato palermitano, con spari di mortaretti e con la “calata della tela”, che copriva l’ingresso della villa orientato verso il mare. La villa, a pianta perfettamente quadrata, ha al suo centro un ampio piano circolare da cui si dipartono a raggiera viali orientati secondo gli assi meridiani e le diagonali del giardino e intersecati da quattro viali ubicati sul perimetro di un quadrato ruotato di 45°, mentre tutti i viali, delimitati da alberi di alto fusto e da siepi, costituiti da otto viali maggiori e da sedici minori avente funzione di raccordo dei primi, originano, intersecandosi, aree triangolari e quadrilatere impiantate ad aiole e a boschetti. Tutto il giardino è delimitato da tre lati da una cancellata che si sviluppa lungo il Foro Italico, sul confine dell’Orto Botanico e lungo la via Lincoln, mentre dal quarto lato è delimitato da un muro confinante con le officine per la produzione del gas di città. L’ampio piano circolare, posto al centro della villa, ha funzione di fulcro pluridirezionale e fa da cornice ad una scenografica fontana, dal cui centro emerge un basamento, a guisa di scoglio, che sostiene un puttino in marmo che, con funzione di atlante, sostiene a sua volta un dodecaedro progettato da Lorenzo Federici ed avente la funzione di orologio solare.

Il perimetro del suddetto piano è delimitato da sedili in marmo e da panchine in ferro, ai quali fanno da coronamento quattro esedre armoniche a pianta semicircolare e in stile neoclassico pompeiano, progettate dall’architetto capuano Giuseppe Damiani Almeyda, aventi la copertura costituita da una volta a botte e da un bacino emisferico, sormontate ognuna da una lira in ferro e precedute da un portico delimitato lateralmente da due loggette con colonne e lesene di ordine ionico.

Sul fondale del viale d’ingresso dal mare, in prossimità del cancello di comunicazione con l’Orto Botanico, si trova una bellissima fontana dal cui scoglio centrale si erge la gigantesca statua del “Genio di Palermo”, scolpita nel 1778 da Ignazio Marabitti e delimitata perimetralmente da pregevoli statue allegoriche disposte in semicerchio, rappresentanti la “Gloria che abbatte l’Invidia”, l’”Abbondanza che scaccia la Carestia”, l’”Eresia”, l’”Islamismo”, lo “Scisma d’Oriente”, l’”Intemperanza”, l’”Orgoglio”, la “Superbia”. Di ispirazione ottocentesca è un’ampia zona del giardino destinata a “sepolcreto” e con un boschetto di cipressi intorno, in cui si trovano urne commemorative dedicate ai siciliani illustri dell’antichità e a storici, filosofi e poeti greci classici, quali Archimede Syracusano, Diodoro Siculo, Empedocle Agrigentino, a cui fanno riscontro i monumenti dedicati a Vincenzo Bellini, Gioacchino Rossini, Gaetano Donizetti, Giovanni Pacini, Pietro Novelli, Ciullo D’Alcamo, Giacomo Leopardi, Enrico Petrella, Giuseppe De Spuches, Padre Messina, Diogene, Il Pescatore (ubicato al centro della fontana dei cigni e scolpito da Benedetto Civiletti). Mentre sul lato meridionale della villa si trovano recinti per molti animali e voliere per uccelli rari, la vegetazione del “Giardino” è costituita da una notevole varietà di siepi della macchia mediterranea e da alberi di alto fusto, costituiti da cipressi, pini, ficus, palme, lecci, robinie, e da un unico esemplare di tasso.

Fonte:

http://www.palermomania.it/news.php?id=20917#_

 

 

 

 

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