– La Casa baraccata

Prototipo di architettura antisismica in epoca borbonica

da una segnalazione di Pompeo De Chiara, Segretario del Parlamento delle Due Sicilie – Parlamento del Sud®

Nota di Giovanni Maduli

Da architetto che da anni si occupa di edilizia e restauri monumentali non posso non evidenziare, seppur brevemente, le avanzatissime soluzioni costruttive che traspaiono dalla disamina dei disegni di progetto di seguito riportati, nonché dagli altri presenti all’interno dell’articolo segnalato. E’ infatti impressionante rilevare come già allora con il progetto di che trattasi si proponesse fra l’altro:

– il ricorso alla struttura in legno che è caratterizzata da un elevatissimo coefficiente di elasticità di gran lunga superiore a quello della muratura, del cemento armato ed anche dell’acciaio, con un evidente vantaggio in relazione alla risposta simica;

– il ricorso alle controventature, utilissime per contrastare le lesioni a 45° dei paramenti murarii, tipiche dei fenomeni sismici;

– la ricerca della quasi totale coincidenza, nella pianta del fabbricato, fra baricentro delle masse e baricentro geometrico; elemento questo fondamentale per scongiurare la potenziale nascita del braccio di rotazione ( eventuale distanza fra baricentro delle masse e baricentro geometrico, qualora fossero distinti), che tanti danni arrecherebbe alla struttura;

– il ricorso alle murature amrmate;

– il ricorso ai pali in fondazione.

Elementi questi che evidenziano l’avanzato stato delle ricerche tecniche di allora finalizzate al contrasto delle conseguenze su un fabbricato da evento sismico. Concetti  che a tutt’oggi sono giustamente ritenute imprescindibili nella redazione di un serio progetto di edificio antisismico.

—————

L’insediarsi della dinastia dei Borboni a Napoli con Carlo III, verso la metà del

XVIII secolo, segnò l’avvio di un importante rinnovamento istituzionale ed orga-

nizzativo del Regno, le cui riforme erano finalizzate ad esercitare un’azione

conoscitiva del territorio ed a rafforzare le autonomie culturali. Ciò favorì nuovi

progetti di formazione della classe dei tecnici, ingegneri militari e cartografi pre-

posti alla riorganizzazione e al controllo del territorio. Il tema della pianificazio-

ne e dell’assetto territoriale fu uno degli argomenti cardine della politica di Carlo

III che riscontrò conferme in un ambiente sollecitato ed attento alle innovazioni

introdotte anche dalla nuova cultura illuminista.

Continua a leggere attraverso il seguente link, da pag. 46

http://eprints.adm.unipi.it/1232/1/69_NIGLIO.pdf

 

——————

– Le migliori norme antisismiche? Sono borboniche e risalgono al 1783

di Cristian Fruschetto, da denaro.it

Settembre 2013

N.B.: Sull’argomento si veda anche l’articolo “La casa baraccata” a pag. 16 della sez. “ARCHITETTURE DEL REGNO”, sulla sinistra del video, oppure cliccando su:

https://www.regnodelleduesicilie.eu/wordpress/architetture-del-regno/16/

 

 

Le norme antisismiche dei Borbone sono ancora all’avanguardia. Nessuna operazione nostalgica, tutt’altro. A confermare l’affidabilità di regolamenti redatti alla fine del ’700 è il Cnr, che seguendo le indicazioni del regolamento edilizio imposto all’epoca in Calabria ha certificato caratteristiche di resistenza ai terremoti giudicate “eccellenti”. La tecnologia borbonica verrà sottoposta ai più autorevoli studiosi del mondo in occasione del meeting internazionale  “H.Ea.R.T 2013” (Historic Earthquake-Resistant Timber Frames in the Mediterranean Area) in programma a Cosenza i prossimi 4 e 5 novembre.

Primo regolamento in Europa – Anche se ancora poco noto, il primo regolamento edilizio pensato per contrastare i terremoti elaborato e attuato in Europa fu imposto dai Borboni subito dopo il catastrofico terremoto che nel 1783 distrusse gran parte della Calabria meridionale, con circa 30.000 vittime. Fu, allora, redatto un codice per la costruzione degli edifici che raccomandava l’utilizzo di una rete di legno all’interno della parete in muratura. L’efficacia di questo sistema costruttivo è stata messa alla prova, in particolare, due volte durante: nel 1905 e nel 1908 (circa nove gradi di intensità sulla scala Mercalli, magnitudo 6.9 sulla scala Richter), dimostrando in tutti e due i casi danni significativi con limitate porzioni di muratura collassate e in nessun caso crolli totali. Allo stesso modo si comportò anche il palazzo del Vescovo di Mileto, ricostruito dopo il 1783 adottando gli accorgimenti antisismici contenuti nel regolamento borbonico. L’edificio è ora completamente abbandonato e in evidente stato di degrado, ma la sua struttura ha attraversato oltre 200 anni di storia senza cedimenti.

Il test del Cnr  – L’Istituto per la valorizzazione del legno e delle specie arboree del Cnr di San Michele all’Adige ha provato così a testare, stavolta in laboratorio, questo tipo di strutture. I ricercatori hanno costruito una parete con le caratteristiche indicate dal regolamento borbonico in collaborazione col Dipartimento di Scienza della Terra dell’Università della Calabria (Unical), al fine di ottenere  oltre alle analisi chimiche e petrografiche anche caratteristiche dimensionali e di apparecchio della muratura intelaiata. “Si tratta – spiega Nicola Ruggieri, ricercatore dell’Unical – di una riproduzione pressocché identica di una parete dell’edificio vescovile a Mileto, in scala 1:1, costituita da muratura rinforzata da un’intelaiatura lignea”. La specie legnosa utilizzata è stata identificata nei laboratori Ivalsa come castagno calabrese. “Per le prove – spiega Ario Ceccotti, direttore di Ivalsa e responsabile scientifico del progetto insieme a Raffaele Zinno dell’ateneo calabrese – abbiamo imposto alla sezione una serie di spostamenti alternati nelle due direzioni via via crescenti, così da simulare il comportamento alle azioni sismiche, anche le più importanti, della parete intelaiata”.

Telai completamente integri – La parete ha mostrato un eccellente comportamento antisismico, evidenziando una buona duttilità garantita dal riempimento interno dei telai, con qualche piccola espulsione di muratura, mentre gli stessi telai di legno (sia le aste sia i nodi) sono rimasti quasi completamente integri. “Già nel 1908, in seguito al catastrofico terremoto che distrusse Reggio e Messina – continua Ruggieri – il geografo Mario Baratta, fondatore della sismologia storica, rilevava le buone qualità sismiche dell’edificio di Mileto. Oggi al Cnr-Ivalsa abbiamo ne avuto conferma”.

La presentazione alla comunità internazionale – Alla prova ha assistito una delegazione del “Cost Action FP 1101 Assessment, Reinforcement and Monitoring of Timber Structures”, composta da circa cinquanta studiosi provenienti da tutto il mondo. “L’esito del test – conclude Ceccotti – ha dimostrato chiaramente che un sistema costruttivo ideato a fine Settecento come quello borbonico è in grado di resistere a eventi sismici di una certa rilevanza e che questa tecnologia, una volta compiuti i dovuti approfondimenti e adottando sistemi di connessioni innovativi, potrebbe essere favorevolmente applicata a edifici moderni garantendone stabilità e dando sicurezza alle persone che li abitano”. I risultati sperimentali del progetto saranno presentati in occasione dell’incontro internazionale H.Ea.R.T 2013 (Historic Earthquake-Resistant Timber Frames in the Mediterranean Area) organizzato da Unical e Cnr-Ivalsa, in collaborazione con Università di Minho, Atene e Istanbul e ICOMOS Wood Scientific Committee, che si terrà a Cosenza il 4 e 5 novembre. Il convegno ha già raccolto contributi da molti paesi del Mediterraneo (Marocco, Portogallo, Albania, Grecia, Turchia, Egitto, Italia, Usa, Giappone e Cina) che si contraddistinguono per la presenza sul territorio di edifici caratterizzati da pareti in muratura con intelaiature lignee simili a quelle realizzate in Calabria alla fine del ‘700.

Fonte:

http://denaro.it/blog/2013/09/04/cnr-le-migliori-norme-antisismiche-sono-borboniche-e-risalgono-al-1783/

 

 

Pages: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54