La verità è per chiunque la voglia cercare…

Questo sito non è monarchico

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N.B.: Si partecipa ai Sig.ri fruitori di questo sito che alcuni articoli riportati sulla pagina iniziale possono rimanere in visione per molto tempo, mentre altri vengono aggiornati con maggiore frequenza e senza alcuna periodicità. Si invita pertanto a prendere sempre visione  dell’intera pagina.

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APPELLO

 

…alla luce di quanto sta avvenendo non è più pensabile continuare a dividersi in sicilianisti, napolitanisti, duosiciliani, borbonici, antiborbonici, meridionalisti, federalisti, autonomisti e via dicendo: ciò non farà altro che favorire il gioco di quelle oligarchie mondialiste che hanno causato ciò che stiamo subendo; la posta in gioco è troppo alta per non comprendere che solo una identità di intenti può porsi come elemento determinante per la riuscita di un qualunque progetto di riscatto. E’ indispensabile, anzi vitale, il superamento di quelle pur legittime diversità di vedute e propugnare, tutti insieme e nel rispetto delle specifiche idee, quanto meno un forte riavvicinamento delle varie componenti identitarie, nella convinzione e nella consapevolezza che se ciascuno farà un piccolo passo indietro, tutti insieme si farà un enorme passo avanti.

(Tratto da “Rinascita di una Nazione”, pag. 127)

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Si invitano i sig.ri lettori a dare attenta lettura dell’articolo seguente. Anche dalla sua lettura è possibile comprendere la deriva verso la quale, indipendentemente dai vari “credo” politici, siamo tutti volutamente trascinati.

– Perchè non si possa dire "Io non lo sapevo…" e la conseguente scelta indipendentista.

di Giovanni Maduli, 19.2.2016.

https://www.regnodelleduesicilie.eu/wordpress/page/2/

 

 

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FUORI TESTO

 

Questa è l’italia…

– La strage degli alberi – Massimo Mazzucco

di Luogocomune2, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=17pohG0Z0Q0

 

 

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NOTIZIE DAL REGNO – STORIA                                        

 

Grazie alla cortesia dell’Autore Gian Pio Mattogno e dell’Editore Claudio Mutti (Edizioni all’insegna del Veltro), iniziamo da oggi la pubblicazione a puntate di uno stralcio di un raro testo che molto bene delinea gli scenari sociali, politici ed economici dai quali scaturirono le “rivolte” pre-unitarie.

Le varie parti saranno via via raccolte in un unico documento che sarà possibile consultare alla pagina 3.

LA RIVOLUZIONE

BORGHESE IN ITALIA

(Dalla Restaurazione ai moti del 1831)

di Gian Pio Mattogno

Edizioni all’insegna del Veltro

(1993)

la-rivoluzione-borghese-in-italia-dalla-restaurazione-ai-moti-del-1831

INTRODUZIONE

 

Borghesia, massoneria, ebraismo e l’equivoco della restaurazione.

 

PARTI GIA' PUBBLICATE:

I, II, III, IV, V, VI, VII, VIII, IX, X, XI, XII, XIII, XIV, XV, XVI…

 

Per leggere il testo si vada a pag. 3 (v. fondo di questa pagina)

 

 

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– La vera storia dell’impresa dei Mille 29/ La battaglia del Ponte dell’Ammiraglio: Garibaldini, inglesi e i generali felloni del Borbone perdono la dignità!

di Giuseppe Scianò, da inuovivespri.it


Come in quasi tutte le altre battaglie, anche a Palermo i Garibaldini subiscono pesanti sconfitte. Le prendono nella battaglia del Ponte dell’Ammiraglio, vengono sbaragliati al Ponte delle Teste e, pur tatticamente in vantaggio, sono costretti a fuggire anche da Piazza della Fiera Vecchia. Anche i picciotti di mafia, asserragliati alla Flora – oggi Villa Giulia – se la danno a gambe. Garibaldi sta per fuggire da Palazzo Pretorio, ma… Ma arriva l’incredibile ‘armistizio’ voluto dagli inglesi e firmato dai generali felloni del Borbone!  

I soldati Duosiciliani sconfiggono i Garibaldini

I soldati Duosiciliani, reduci dalla vittoriosa battaglia di Corleone, sconfiggono i Garibaldini negli scontri del Ponte dell’Ammiraglio e del Ponte alle Teste, sfondano le fortificazioni di Porta Termini, entrano da trionfatori in Piazza della Fiera Vecchia. Ma il Lanza provvede ancora una volta a… «salvare Garibaldi».

Anche se il Generale Lanza non la vuole vedere né sentire, alle prime ore dell’alba, tutta la brigata del Von Mechel è schierata sulla destra del fiume Oreto. È stata già avvistata dai Garibaldini che si sono, a loro volta, affrettati a rafforzare le posizioni in tutta l’area di Porta Termini (compresa una parte dell’attuale corso dei Mille), essendo questa la zona dalla quale si prevede che arriverà l’attacco. Alla Flora, l’attuale Villa Giulia, peraltro si erano, nei giorni precedenti, comodamente insediate le squadre dei picciotti di mafia facendone un campo rafforzato.

Continua su:

https://www.inuovivespri.it/2019/07/08/la-vera-storia-dellimpresa-dei-mille-29-la-battaglia-del-ponte-dellammiraglio-garibaldini-inglesi-e-i-generali-felloni-del-borbone-perdono-la-dignita/

 

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– Il ruolo di Cavour nella conquista della Sicilia con la farsa dell’impresa dei Mille

da inuovivespri.it


Come stiamo raccontando pubblicando, a puntate, il libro di Giuseppe Scianò “… e nel mese di maggio del 1860 la Sicilia diventò colonia”, nella conquista della Sicilia ad opera dei Savoia, oltre al ruolo centrale degli inglesi, c’è anche la corruzione operata dai piemontesi con Cavour, “i cui emissari militari, vestiti da merciaiuoli girovaghi, percorrevano l’isola e compravano a prezzo d’oro le persone più influenti”. Altro che rivoluzione dei siciliani contro il Borbone!

 

Giuseppe La Farina all’amico Pietro Sbarbaro, in data 14 ottobre 1860:

“V’è una parte della mia biografia completamente sconosciuta, ed è forse la più importante, voglio dire le mie relazioni col conte di Cavour: relazioni intime, e pur tenute segretissime dal ‘56 al ‘59, e non sospettate né anco dagli amici stretti del Conte di Cavour. Io vedeva il conte di Cavour quasi tutti i giorni prima dell’alba […] fui io che gli feci conoscere Garibaldi, e che l’indussi ad adoperarlo nella guerra d’indipendenza che si apparecchiava […] Le potrò dare notizia della parte presa da me e dalla Società Nazionale alla spedizione di Sicilia; ed Ella vedrà che il concetto fu mio; che Garibaldi esitava (e ne ho documenti)”, che ” armi e munizioni furono somministrate a Garibaldi da me: egli non aveva nulla”.

Giuseppe La Farina sull’Espero del 24 gennaio 1862:

“Per quattro anni lo scrittore di questi articoli vide, quasi tutte le mattine, il conte di Cavour, senza che qualcuno de’ suoi intimi amici lo sapesse, andando sempre due o tre ore prima di giorno, e sortendo spesso da una scaletta segreta, ch’era contigua alla sua camera da letto, quando in anticamera v’era qualcuno che lo potesse conoscere!”.

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https://www.inuovivespri.it/2019/07/11/il-ruolo-di-cavour-nella-conquista-della-sicilia-con-la-farsa-dellimpresa-dei-mille/

 

 

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– Soverato (CZ): L'Italia prima della Magna Grecia secondo Salvatore Mongiardo

da infooggi.it

 

SOVERATO (CZ) 27 MARZO – L’Università delle Generazioni invita a leggere e considerare il quesito posto qui di sèguito (nella lettera alla docente universitaria Michela Nocita) dal filosofo di Soverato, Salvatore Mongiardo (www.salvatoremongiardo.com) che è anche scolarca della Nuova Scuola Pitagorica di Crotone. Come erano il territorio e la popolazione dell’attuale Calabria (la terra che era denominata già “Italia” per suo saggio re Italo ben 16 generazioni prima della guerra di Troia, cioè attorno al 1500 a.C.) prima dello sbarco e della “conquista” dei colori greci … vale a dire prima dell’ottavo secolo avanti Cristo?… 

Anni fa ha cercato di immaginarlo il prof. Felice Càmpora di Amantea (CS) con il suo romanzo “Italo”. Tuttavia, gli storici nostri contemporanei sono alquanto restii ad occuparsi seriamente di un periodo che Aristotele e altri antichi “intellettuali” hanno descritto come Terra dalle grandi risorse e da una sublime civiltà.

L’Università delle Generazioni invita, perciò, tutti i lettori della seguente lettera “Questione Italia” a dare un riscontro che sarà comunque gradito al dottore Salvatore Mongiardo, …

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https://www.infooggi.it/articolo/soverato-czl-l-italia-prima-della-magna-grecia-secondo-salvatore-mongiardo/105782?fbclid=IwAR3ab3U2-bi1sBdpSrW5AS20LPu3rHktOXpWPCreq_sjbr51ehGUHvgHPRk

 

 

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– Un grande Schifano sull'Unità d'Italia … le va a cantare al Senato della Repubblica

di Davide Brandi, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=t1tzpCOPPys&fbclid=IwAR3zavs4JHv6-QjOPXxYyYui3J3Qq6LtZjn88ACCiQgyVRWt6MI569YV8s4&app=desktop

 

 

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– La vera storia dell’impresa del Mille 28/ A Palermo Garibaldi e i suoi picciotti (di mafia) sono spacciati. Li salveranno i traditori del Borbone…
da inuovivespri.it
 
Siamo sempre a Palermo. La storia – totalmente falsa – ci ha tramandato di una città “in fiamme” accanto a Garibaldi e ai suoi “valorosi”. I “valorosi”, in realtà, a parte i mercenari ungheresi, erano i picciotti di mafia. Ma tutti – Garibaldi, garibaldini e mafiosi, come ci racconta Giuseppe Scianò – erano spacciati. Sono i generali borbonici, traditori senza ritegno, che, d’accordo con gli inglesi, impongono una grottesca tregua per salvare Garibaldi e i suoi degni compari mafiosi. E poi si chiedono perché in Italia la mafia vince sempre…
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https://www.inuovivespri.it/2019/07/04/la-vera-storia-dellimpresa-del-mille-28-a-palermo-garibaldi-e-i-suoi-picciotti-di-mafia-sono-spacciati-li-salveranno-i-traditori-del-borbone/

 

 

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– La vera storia dell’impresa dei Mille 27/ I garibaldini liberano gli assassini del carcere della Vicaria che diventano subito ‘rivoluzionari’
da inuovivespri.it

In un modo o nell’altro Garibaldi e le bande di ‘picciotti’ di mafia sono entrati a Palermo. In attesa che i generali borbonici si ‘arrendano’ a Garibaldi (pur avendo un numero di militari dieci volte superiore ai ‘Mille’: e questo sarà il vero capolavoro truffaldino degli inglesi), i mafiosi liberano i loro amici, criminali come loro, che si trovano nel carcere cittadino della Vicaria. E, insieme, picciotti di mafia e assassini messi in libertà diventeranno i ‘liberatori’ di Palermo…
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https://www.inuovivespri.it/2019/06/24/la-vera-storia-dellimpresa-dei-mille-27-i-garibaldini-liberano-gli-assassini-del-carcere-della-vicaria-che-diventano-subito-rivoluzionari/

 

 

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“DEL BRIGANTAGGIO NEL REGNO DI NAPOLI – 1^ parte

altaterradilavoro.com

LA CIVILTÀ CATTOLICA -ANNO DECIMOQUINTO-ROMA COI TIPI DELLA CIVILTÀ CATTOLICA…….1864 “DEL BRIGANTAGGIO NEL REGNO DI NAPOLI Fuor d’ogni dubbio una delle piaghe più cancrenose del preteso regno d’Italia è il cosi detto brigantaggio, che da quattro anni infierisce nelle province meridionali. Esso non pure corrode a poco a poco le viscere dell’inferno; ma col puzzo, che esala, avverte eziandio i lontani delle misere condizioni in cui quegli versa e dell’impossibilità di durarla a lungo. Il perché gli spasimati d’Italia si arrabattano in ogni guisa, per travolgere il significato e menomare il valore di un fallo sì eloquente, e suggerire al Governo rimedii opportuni a cessarlo. Ma che volete? Causa patrocinio non bona peiorerit: La causa cattiva si peggiora col difenderla.

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https://www.altaterradilavoro.com/del-brigantaggio-nel-regno-di-napoli/

 

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– “DEL BRIGANTAGGIO NEL REGNO DI NAPOLI”…..2° parte

altaterradilavoro.com

 

Per contrario appena avvenuta l’invasione, e tosto apparvero in tutti i punti del regno bande reazionarie, a combattere le quali da quattro anni vi è stato uopo adoperare un intero esercito, con a capo i più feroci condottieri,porre in istato d’assedio permanente quasi tutte le province, spendervi, oltre il denaro dell’erario, quello altresì raccolto da una questua universale fatta per tutta Italia, venire a misure non solo extra-costituzionali ed extra-legali, ma tiranniche ed inumane.

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https://www.altaterradilavoro.com/del-brigantaggio-nel-regno-di-napoli-2-parte/

 

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– Calvi e la guerra franco-napoletana del 1798 – 1799

da altaterradilavoro.com


Calvi si trovò direttamente coinvolta per la sua eccellente posizione strategica nei tragici eventi della guerra franco-napoletana del 1798 – 1799.
Nonostante l’accordo di pace tra il Regno delle Due Sicilie e la Francia sancito il 5 giugno 1796 a Brescia e firmato il giorno dopo a Milano, il 23 ottobre del 1798 il Regno di Napoli entrò ancora una volta in guerra contro i francesi appoggiato dalla flotta inglese al comando del lord Horatio Nelson, l’ammiraglio britannico più famoso di tutti i tempi. L’esercito napoletano, affidato alla guida del generale austriaco Karl Mack, barone di Leiberich, e composto da 70.000 uomini reclutati in poche settimane, invase la Repubblica Romana con la dichiarata intenzione di ristabilire l’autorità papale.

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https://www.altaterradilavoro.com/calvi-e-la-guerra-franco-napoletana-del-1798-1799/

 

 

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– NOTE SUL VICE REGNO AUSTRIACO DI NAPOLI (1707-1734)

di Vincenzo Gul’, da parlamentoduesicilie.eu

 

All’inizio del XVIII sec. l’ultrasecolare vice regno spagnolo entra in una crisi irreversibile per il forte scontento che monta nella capitale sebezia. La morte di Carlo II a Madrid riappicca le tensioni tra le due super potenze continentali Spagna e Austria con l’appoggio degli altri stati che temono un eccessivo ingrandimento di una di esse a seguito dell’interessamento di Re Luigi XIV che vuole suo nipote Filippo sul trono di Madrid. Da Vienna l’imperatore Leopoldo decide di usare la forza. A Napoli i nobili captano la possibilità di liberarsi degli spagnoli appoggiando gli Austriaci per migliorare i propri affari ultimamente alquanto conculcati.  Leopoldo nomina suo figlio Carlo quale possibile sovrano partenopeo ma abortiscono vari tentativi di sedizione per l’atteggiamento scettico e distaccato del popolo.

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http://www.parlamentoduesicilie.eu/wordpress/?page_id=10191&fbclid=IwAR1PGrSdwCBJMRxfGYgzw0sDFYHlkPvnmlr6edMwIIkOK4qU2HGqJp6tRhM

 

 

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– 1799: PROVE TECNICHE D’ANNESSIONE

1860: Unità d’Italia scontro tra Massonerie

di Lucia Di Rubbio, da altaterradilavoro.com

 

Fu una breve stagione, quella della “Primavera Napoletana”. 

Il termine “Rivoluzione”, giunse a Roma nel 1798, insieme alle truppe francesi.

S’insinuò nelle strade, tra i nobili palazzi di Napoli; deflagrando il 17 gennaio 1799.

I giacobini presero d’assalto il Castello di Sant’Elmo, che domina la città da un colle.

Il 21, con un Decreto del Generale Championnet, fu istituito un Governo Provvisorio; era nata ufficialmente, la Repubblica Napoletana.

Dal suddetto Castello, in quattro giorni, caddero sotto le palle di cannone, circa ottomila napoletani e “eroici Lazzari” come riconobbe lo stesso Championnet, ad opera di giacobini locali, e francesi.

Senza l’ausilio dei traditori locali, “il potente esercito francese, non avrebbe mai avuto la meglio, sulla resistenza popolare”, ammise Thiebault nelle sue “Memorie”.

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http://www.altaterradilavoro.com/1799-prove-tecniche-dannessione-1860-unita-ditalia-scontro-tra-massonerie/?fbclid=IwAR1cbaSkDxKg9ITkCYd-OvO6kMATglQ8z8299_P8K5Ih3RqG0hyUYCmzUrk

 

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PER NON DIMENTICARE…

(immagine tratta da madreluna.altervista.com)

 

– Luglio 1861: Tumulti a Messina

Tumulti a luglio sono scatenati a Messina dagli operai per le basse paghe. La città riverrà privata del porto franco. Il giornale anticlericale di Palermo “L’Arlecchino Oppositore” il 29 novembre 1861 accusò il clero di borbonismo elencando ben sedici ecclesiastici, arrestati la notte precedente con l’accusa  di cospirazione contro il governo. Essi erano: padre Matteo Adragna di S. Francesco d’Assisi, scoperto con “carte sorprese”; con la stessa imputazione furono arrestati anche il canonico Pollara, il canonico Agostino da Trapani, maestro di cerimonie mons. Ciccoli, padre Banaventura di Sambuca, frà Ferdinando Favaloro accusato di essere spia, padre Pasquale e padre Lorenzo del convento del SS. Salvatore, padre Costantino di San Giovanni, padre Celestino Arcangelo Raffaele, padre Raffaele e padre Pietro si S. Michele, infine padre Pipitone.

– Tommaso Romano, Sicilia 1860 – 1870, una storia da riscrivere, ISSPE Edizioni, pag. 62

 

 

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– Palermo, 8 luglio 1960: La strage di Palermo

L’otto luglio 1960, nel corso di una normale manifestazione organizzata dalla CGIL a Palermo (come pure a Genova e Reggio Emilia), a seguito della brutale carica della polizia che spara sulla folla inerme si avranno quattro morti, trentasei feriti, settantuno arrestati e trecentosettanta fermati.

I caduti furono:

– Andrea Cangitano di anni 14;

– Giuseppe Malleo di anni 16;

– Francesco Vella di anni 42;

– Rosa La Berbera di anni 53.

Quest’ultima raggiunta da uno dei tanti colpi sparati all’impazzata dalla polizia mentre si apprestava a chiudere la finestra di casa.

Fonte:

http://www.inuovivespri.it/2016/07/08/anniversario-da-ricordare-56-anni-fa-a-palermo-la-strage-del-governo-tambroni/#_

 

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– 12 luglio 1861: L'incendio di Belvedere Spinello

a cura di Corrado Macrì, da altaterradilavoro.com

La memoria cancellata emerge dal passato grazie alla passione di tanti meridionali che pongono il loro tempo e le loro energie per sentirsi uomini e non dei quaquaraqua. E solo chi riconosce il proprio passato riacquista la dignità: gli altri sono destinati ad essere servi dei padroni di turno.

Ringraziamo l’amico Franco da Gioiosa Jonica, che ci ha segnalato questo episodio a noi sconosciuto riguardante l’incendio – nel 1861 – del paese di Belvedere Spinello, oggi facente parte della provincia di Krotone. Un episodio riportato alla luce dal farmacista dott. Salvatore Scaramuzzino, appassionato studioso della storia della Calabria e in particolare della  storia di Belvedere Spinello

Esiste una storia nascosta – quella che riguarda l’opposizione al nuovo regime piemontese – fatta di morti e di persecuzioni violente che aspetta di essere indagata. 

E’ una storia di cui non ci dobbiamo vergognare: è la storia del Regno delle Due Sicilie, un regno che la “modernità” sabauda ha spazzato via togliendo ai suoi nove milioni di abitanti tutto ciò che essi possedevano,anche la memoria di se stessi come popolo.

Continua su:

https://www.altaterradilavoro.com/belvedere-spinello-ricorda-lincendio-del-paese-avvenuto-il-12-luglio-1861/?doing_wp_cron=1562955182.8241889476776123046875&fbclid=IwAR2NJuGRycupsR7i7QcdpHV5kzMv3Pst0JHaf7liVAQf4K2QA61H4EjOy5M

 

 

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– Palermo, 19 luglio 1992

 

Cadeva sotto i colpi dell’affarismo, degli interessi e dei grandi connubi malavitosi il

Giudice Paolo Borsellino

A lui il nostro imperituro rispetto.

Ai familiari il nostro più sentito cordoglio.

https://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/1/1f/Paolo_Borsellino.jpg

 

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– 21 luglio 1861, la strage di Nola

Dalle memorie del bersagliere Carlo Margolfo,

Una colonna mobile guidata dal generale Pinelli, dopo un rastrellamento, fa fucilare duecento persone.

 

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– Somma Vesuviana – 22, 23 luglio 1861

Fucilati: Francesco Mauro, Saverio Scozio, Angelo Granato, Giuseppe Iervolino, Luigi Romano, Vincenzo Fusco.

Era la notte tra il 22 e il 23 luglio 1861, le strade erano buie e silenziose a Somma Vesuviana. La compagnia dei bersaglieri guidata dal Capitano Federico Bosco, conte di Ruffina, ruppe la quiete notturna facendo irruzione nel paese alla ricerca dei briganti della banda Barone.

Il Capitano aveva con sé una lista di nomi conferitagli dal Dicastero di Polizia. Seguendo le indicazioni della suddetta lista i bersaglieri arrestarono otto persone con l’accusa di “compromissione” coi briganti. Presi con la forza gli otto sommesi vennero subito legati ed imbavagliati. Venne istituito un Consiglio di Guerra in fretta e furia, guidato dal Capitano Bosco. Vi facevano parte anche: il sindaco dell’epoca, Domenico Angrisani, il Giudice Regio, un ufficiale dei bersaglieri e il comandante della caserma locale dei carabinieri. Questi uomini furono chiamati a giudicare i malcapitati.

Pur se il verdetto non fu unanime, in quanto il Giudice Regio non diede il proprio consenso, seppur in assenza di prove schiaccianti contro gli accusati e senza il coinvolgimento degli alti organi di Giustizia, si decise che gli otto arrestati dovevano essere fucilati. Il giorno successivo, il 23 luglio, a largo Mercato vennero giustiziati Francesco Mauro, Saverio Scozio, Angelo Granato, Giuseppe Iervolino, Luigi Romano, Vincenzo Fusco. Solo due sacerdoti vennero risparmiati, all’ultimo momento, dal plotone d’esecuzione.

Successivamente vennero fatte delle indagini e si appurò che nessuno dei fucilati appartenesse alle famiglie compromesse col brigantaggio, od avesse mai avuto rapporti con gli stessi briganti, anzi in una nota ufficiale delle autorità civili di Somma Vesuviana venne reso noto che il Granato e lo Iervolino erano sempre stati “veri liberali e attaccati all’unità italiana”.

Fonte e, per approfondire:

https://www.vesuviolive.it/cultura-napoletana/storia/230926-leccidio-somma-vesuviana-6-innocenti-fucilati-nome-dellunita-ditalia/?fbclid=IwAR3Eu11RSiPGTLMs309HPV8iSC4UPMMs1Sy3uaLQBT3gXTZS_xxGEDpIjoA

 

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– Palermo, 29 luglio 1983 – Cadeva il

Giudice Rocco Chinnici

“Prima di occuparci della mafia del periodo che va dall’unificazione del Regno d’Italia alla prima guerra mondiale e all’avvento del fascismo, dobbiamo brevemente, ma necessariamente premettere che essa come associazione e con tale denominazione, prima dell’unificazione, non era mai esistita, in Sicilia.”

 http://www.associazionemagistrati.it//gallery/In-memoria-di/Rocco-Chinnici.jpg

A lui il nostro ricordo e la nostra stima.

 

 

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– 30 luglio 1861 – La strage di Auletta

Il massacro di Auletta, avvenuto il 30 luglio 1861, fu una strage compiuta dall'Esercito italiano da un contingente di bersaglieri affiancati da una squadra della Legione ungherese, ai danni della popolazione civile del piccolo centro del salernitano.
Espugnato il piccolo centro, al mattino del 30 luglio e messi in fuga i guerriglieri, i militari si accanirono sulla popolazione civile, uccidendo, saccheggiando e bruciando.
Tra le 45 vittime accertate vi fu il parroco Giuseppe Pucciarelli, mentre altri quattro religiosi furono pestati a sangue in piazza e costretti ad inginocchiarsi davanti al tricolore sabaudo. Uno di loro, settuagenario, cercò di rialzarsi, ma venne ucciso da un sergente a colpi di calcio di fucile alla testa. Secondo altre fonti i morti «sembra fossero 130». I luoghi di culto furono saccheggiati e duecento cittadini vennero arrestati e tradotti nel carcere di Salerno con l'accusa di rivolta e di cospirazione.

 

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SCHEGGE DI STORIA                                                        

 

SCHEGGE DI STORIA 7/2019

 

La borghesia italiana, specie quella agrario – mercantile, era uscita dall’esperienza napoleonica notevolmente rafforzata, sia sul piano politico che su quello economico. Per la prima volta era divenuta classe di governo e forza sociale egemone, pur nell’ambito dell’asservimento ai disegni imperialistici della borghesia francese e di Napoleone. …

La conseguente redistribuzione delle terre e la successiva privatizzazione dei demani appartenenti alla comunità favorirono il rapido affermarsi nel campo economico della borghesia terriera. Il tradizionale equilibrio della vita sociale nelle campagne viene sconvolto all’improvviso. Si assiste ad un peggiorarsi del tenore del ceto contadino e ad uno sviluppo del bracciantato agricolo. Il mutarsi dei rapporti di produzione crea in fatti una minore stabilità nei legami con la terra da parte degli stesi contadini, dovuto in parte alla pressione esercitata dalla nuova borghesia terriera sui coltivatori, in parte allo stesso aumento della popolazione ed alla specializzazione delle colture. Mentre nei secoli precedenti l’applicazione della piccola coltura permetteva al contadino di provvedere al consumo della propria famiglia, ora, la maggiore soggezione al proprietario e la tendenza alla specializzazione lo legano più ancora che nel passato al mercato, che comincia lentamente a svilupparsi nelle campagne, in dipendenza alla introduzione di sistemi capitalistici nell’agricoltura”.

– Gian Pio Mattogno, La rivoluzione borghese in Italia – Dalla Restaurazione ai moti del 1831, Edizioni All’insegna del Veltro, pag. 5.

 

 

          Il barone Ricasoli, capo del ministero a’ 3 gennaio 1862 con una circolare diplomatica strombazzava in Europa: …

“una numerosa leva viene ordinata nelle provincie meridionali e tosto le reclute si affrettano ad accorrere quasi con entusiasmo sotto la bandiera italiana!” I seguenti fatti hanno però incontra stabilmente pruovata la insussistenza di codesta assertiva:

  1. Benchè in Castellammare di Stabia si fosse ufficialmente imposto il giubilo durante le operazioni della leva nel gennaio 1862, pure de’ molti usciti al sorteggio trasportati al deposito di Napoli, tutti hanno preso la fuga, meno DUE. (Il giornale Veritiero, de’ 14 gennajo).
  2. De’ 53 sorteggiati per la leva nel villaggio di Posillipo presso Napoli, soli due possono essere arestati, essendo scomparsi gli altri 51.
  3. La nuova provincia annessa di Benevento, che sotto il governo Pontificio non aveva mai conosciuto il peso della coscrizione militare, ora ne risente vivamente, e non sa adattarvisi. I sorteggiati de’ vari comuni, che dovevano presentarsi al Consiglio reclutandone nel mattino degli 11 gennaio, non si presentano affatto: ed il Prefetto per non ismentire le solite notizie di entusiasmo per la leva, prende il ripiego di dire, che i municipii non hanno ancora pronte le carte necessarie, e regolari.  (Idem de’ 15 gennaio).
  4. Parimenti i coscritti di leva delle isole Eolie non si presentano al consiglio di rivalutazione non avendo mai soggiaciuto a questo obbligo della leva forzosa militare sotto il governo borbonico. Il nuovo governo ordina una spedizione militare per ridurre i contumaci recalcitranti all’obbedienza. Capo della spedizione è il maggiore Achille Caimi, che con un buon numero di carabinieri, con una compagnia del 21., bersaglieri, e parecchie altre compagnie del 32. fanteria, si reca in quelle isole: fa improvvisamente circondare dalle truppe i vbillaggi di Lipari, di Stromboli, di Alicuri, di Folicuri, di Panaria, e delle saline; ed arresta què renitenti, che può rinvenire, e che conduce sotto scorta al 5. deposito in Messina: rimane porzione della truppa per continuare le misure coattive contro i nascosti, (Giornale Ufficiale di Sicilia de’ … marzo 1862.

– Francesco Durelli, Le condizioni del reame delle Due Sicilie nel corso dell’anno 1862, Ripostes Edizioni, pag. 29, 30.

 

          (Sul “bombardamento” di Messina del 1848)

          La realtà dei fatti non sempre è stata raccontata nuda e cruda, bensì, si è data alla cronaca siciliana una piega surreale, se non addirittura fantastica per accrescere lo sdegno della gentew negli stati europei,  inorridite dalla barbarie che leggevano in alcuni giornali; invero gli eccessi furono davvero tanti, enumerati nei giornali dell’epoca, lo confermano molte fonti emendate sulle rivoluzioni dello stesso periodo in tutta Italia. Come sia stato possibile, che i morti fermentassero dal terreno non è dato saper, da chè, le fonti del Municipio di Messina, cui ogni cronosta si richiamava, come a celebrare la verità, invece segnalavano poco meno di ottanta morti tra i messinesi. E quelle bocche da fuoco della Citttadella ora segnalate in duecento, poi aumentate a trecento, se non che accresciute a 500, mentre il Mazzini che manco s’è visto in quelle lande ne annumerava addirittura mille, sono il metro di paragone con cui la propaganda dava il ritmo alla sua campagna diffamatoria sul conto degli aggressori napoletani. Gli inglesi che funsero da consiglieri premurosi del governo reazionario di palermo, e ruffiani della stampa risorgimentale, in rapporto ai cannoni della pioazza di Messina controllata dai regi di Napoli, negli atti ufficiali osservatio nella loro camera dei comuni, parlavano di meno di 150 cannoni. Meno di 150 visto che, almeno venti cannoni posti sul forte Lanterna sparavano verso la Calabrtia per intercettare eventuali battelli nemici. I rimanenti 130 erano impegnati a rispondere limitatamente dal forte San Salvatore verso ovest sul litorale di Porto Salvo, incontrati dalle artiglieire del Forte Realbasso in mano dei siciliani in rivolta, e sul versante opposto di mezzogiorno le artiglierie della Real Cittadella e del forta Don Blasco, erano incontrati dal Forte Sicilia; mentre gli oltre 170 cvannoni dei siciliani, dislocati a corolla sulle alture delle colline in tutta Messina, cercavano di impegnare da ogni anfratto le stesse artiglierie napoletane, finendo per devastare le case vicine asl territorio costiero. Questa segnalazioni provengono da analisi storiche, che furono prodotte dai liberali impegnatiin prima perona sul fronte, non dietro una scrivania distanti centinaia di miglia dal teatro guerreggiato di Messina. Eppure oggi si raccontano le cronache farlocche delle anime perse ovvero, di quei giornalisti di stampo liberale, che con le loro fesserie hanno intinto col sangue degli sciagurati figli i prati italiani. Sngue che scompariva improvvisamente come sintesi di inchiostro simpatico dal campo di battaglia, quando in realtà di simpatico non c’era niente.

– Alessandro Fumia, Messina la capitale dimenticata, Magenes Edizioni, pag. 236, 237.

 

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Per prendere visione delle altre “Schegge di Storia”, si veda la sezione omonima del menù verticale, in alto, alla sinistra del video.

 

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EVENTI

 

– Fenestrelle, 6 e 7 luglio 2019

In onore dei martiri duosiciliani

Sabato 6 luglio: Torino, Piazza V. Veneto 22, dalle ore 16:00 alle 19:30

Domenica 7 luglio: Torino, Piazza V. Veneto 22, dalle ore 11,00 alle ore18,30

Fonte:

https://www.facebook.com/events/406360300175151/

 

 

 

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NOTIZIE DAL REGNO – ATTUALITA’                                   

 

– No autonomie, il Sud chieda la secessione!

di Luca Antonio Pepe, da quotidianonapoli.it

Ci siamo! Il dibattito sulle autonomie entra nuovamente nel vivo e piomberà sul tavolo del Consiglio dei Ministri la prossima settimana. Allo stato attuale non trapela un testo definitivo che possa smentire il piano originario del Ministro Stefani, un testo ufficioso che aveva sollevato molte preoccupazioni. Dunque, negli ultimi giorni le autonomie tornano alla ribalta e “Il Napoli” intende offrire ai suoi lettori un’attenta disamina della questione, proponendo un dossier dettagliato ma fondamentale per capire lo stato dell’arte.

Autonomie: cosa sta accadendo

L’accelerazione del processo di autonomia differenziata rappresenta una forte novità  nel panorama nazionale, tant’è che tutte le iniziative regionali passate (Toscana, Veneto, Lombardia, Piemonte) finalizzate all’ottenimento di una maggiore autonomia non sono mai andate a buon fine stante il fermo parere negativo di tutti i precedenti Governi.  Negli ultimi mesi il Veneto, la Lombardia e l’Emilia Romagna si sono attivate al fine di ottenere maggiori risorse e poteri, come previsto dall’articolo 116 della Costituzione. La Lombardia e l’Emilia richiedono l’autonomia su 15 materie, mentre il Veneto ha chiesto di avere potere esclusivo su  materie quali:

strade, autostrade, porti e aeroporti (inclusa una zona franca), l’offerta formativa scolastica, la programmazione dei flussi migratori, le Soprintendenze, le concessioni per l’idroelettrico e lo stoccaggio del gas, le autorizzazioni per elettrodotti, gasdotti e oleodotti, la protezione civile, i contratti con il personale sanitario, i fondi per il sostegno alle imprese, le valutazioni sugli impianti con impatto sul territorio,i contributi alle scuole private, i fondi per l’edilizia scolastica, il diritto allo studio e la formazione universitari, la cassa integrazione guadagni, la previdenza complementare, i Vigili del Fuoco, la partecipazione alle decisioni relative agli atti normativi comunitari, la promozione all’estero, l’Istat, il Corecom al posto dell’Agcom, le professioni non ordinistiche.

Pechè vogliono le autonomie? La truffa del residuo fiscale

Continua su:

https://www.quotidianonapoli.it/2019/07/04/no-autonomie-il-sud-chieda-la-secessione/?fbclid=IwAR23YSdHvpCxfohODQ_EJnmNIS_9H0XL_59K40d_HcwLu6OgHAKY8Bm7irM

 

 

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– Patria e costituzione – L’intervento, illuminante, di Marco Esposito

VIDEO

https://www.facebook.com/patriaecostituzionelombardia/videos/439736106868951/

 

 

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 – “I Pronto Soccorso della Sicilia sono stati abbandonati dalle istituzioni”

dainuovivespri.it

 

Lo denuncia il presidente regionale della Società italiana medicina d’emergenza urgenza (Simeu), Antonio Giovanni Versace. “Questo è un vero sos che lanciamo… prima che accada qualche evento fatale”. Intanto la UE dell’euro, ha sì bloccato la procedura d’inflazione, ma ha imposto all’Italia nuove penalizzazioni che pagheranno sanità e scuola. Ma questo non si deve dire perché bisogna sempre parlare bene della UE.

Continua su:

https://www.inuovivespri.it/2019/07/04/i-pronto-soccorso-della-sicilia-sono-stati-abbandonati-dalle-istituzioni/

 

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– Sicilia: ISTAT, in Sicilia, da dieci anni, più decessi che nuovi nati

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https://palermo.repubblica.it/cronaca/2019/07/04/news/fuga_dalla_sicilia_e_poche_nascite_l_isola_scende_sotto_i_5_milioni_di_abitanti-230306985/?fbclid=IwAR1mQjravvP_amI-kJcpEBHjvdMSe0FgFwzxMmPl3zQNj0LRp7hb1w1oaEs

 

 

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– Sicilia: disoccupazione quasi al 42% – Rallenta l’economia dell’isola.

Leggi su:

https://gds.it/articoli/economia/2019/06/24/rallenta-leconomia-della-sicilia-la-disoccupazione-giovanile-sfiora-il-42-7c88f69f-37e4-4f40-92b5-e9aa84548332/?fbclid=IwAR0YFKqvosjVAG3Hika-_KsSgZ2OHuTICXtm04_J_pxCvnHIa-pusqzxXYg#.XRKYqx3cyPo.facebook

 

 

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– Napoli, la frutta resta sugli alberi: «È troppa, non vale nulla»

di Gristina Liguori, da ilmattino.it

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https://www.ilmattino.it/napoli/citta/napoli_frutta_resta_alberi_troppa_non_vale_nulla-4587110.html?fbclid=IwAR3w-i4cGZjX-ZlmLZUXrcslGCDchux2q7vluDvm_bJLWqUOq-xCQEefpaU

 

 

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– Dopo il rifiuto di Reggio Calabria, Dugin sceglie Gioia Tauro

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http://www.stampalibera.it/2019/06/11/anche-reggio-chiude-le-porte-a-dugin-lideologo-di-putin-opta-per-gioia-tauro/

 

 

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– Il vero mostro che divora il Sud. Breve saggio

di Gioacchino Criaco, da corrierelocride.it

 

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https://corrierelocride.it/libriscrittori-ia/il-vero-mostro-che-divora-il-sud-breve-saggio?fbclid=IwAR1LckcNrrU20ecrUyngExdqROZnR4BRWb2noAKxtLKSh5saZUpjg0WKWNo

 

 

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– Mezzogiorno, “colonia estrattiva” senza rappresentanza. Che fare?

da vesuvianonews.it

 

Nelle settimane decisive per l’eventuale firma delle Intese Governo-Regioni sull’autonomia differenziata, il problema della totale mancanza di rappresentanza politica del Mezzogiorno rimane drammaticamente aperto, soprattutto se lo si raffronta alla sovrarappresentazione dei territori settentrionali grazie all’esistenza del “Grande Partito Trasversale del Nord”, che, nel solo triennio 2014/2016, grazie al “trucchetto” della spesa storica, non solo ha drenato dalle regioni meridionali verso quelle settentrionali la “modica” cifra di 183 miliardi di euro di spesa pubblica allargata, soldi che, come hanno dimostrato i Rapporti della SVIMEZ e il Quotidiano del Sud, oltre a finanziare l’istruzione, i trasporti, i servizi sanitari e quelli assistenziali, hanno alimentato nel “virtuoso” e “laborioso” Nord anche un vasto circuito affaristico-clientelare ed in alcuni casi persino criminale, ma, in deroga al vincolo del 34%, dal 2007 al 2017 ha sottratto al Sud anche 25 miliardi di investimenti pubblici produttivi. Un’altra espropriazione indebita che è costato al Mezzogiorno una mancata crescita del Pil del 5%, corrispondenti a 300 mila posti di lavoro in meno.

Continua su:

https://www.vesuvianonews.it/mezzogiorno-colonia-estrattiva-senza-rappresentanza-che-fare/

 

 

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– Calabria Greca: la Tabella di Bronzo

da sudsenzaeta.it

 

Altra ennesima scoperta. Altra ennesima conferma che siamo stati la culla della civiltà greca.
E dobbiamo essere orgogliosi di tutto ciò che è accaduto e soprattutto trovare ispirazione dalla nostra storia

A quasi quindici anni dall’inizio delle campagne di scavi, il bilancio delle scoperte è notevole, come testimonia il ritrovamento di una tabella in bronzo con una lunga dedica votiva che contiene il testo più lungo in alfabeto acheo della Magna Grecia.

Sul campo degli scavi di Kaulonia  , è stato ritrovato un documento eccezionale che rivela nuove informazioni sull’antica città magno-greca: ltabella di bronzo

Continua su:

http://www.sudsenzaeta.it/2019/06/06/calabria-greca-nuove-scoperte/?fbclid=IwAR32YIujX7CnCXWfAaHvTAfYpr7LU-f9FRadAamjDmD9vONuPz-fpMwjn5g

 

 

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– Il Sud sta morendo e non ci saranno redditi di cittadinanza o altri marchingegni a salvarlo.

di Enzo C. Delli Quadri, da enzodelliquadri.com

Una classe politica meridionale cialtrona, ingorda e inconcludente.  Un Nord imprenditoriale feroce

Da una    lettura sommaria del libro “Se muore il Sud”  di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella, si evince che il SUD è stato terreno degli esperimenti più nefandi, neri e arretrati da 150 anni a questa parte. Una classe dirigente meridionale cialtrona, ingorda e inconcludente, un Nord imprenditoriale aggressivo e feroce, un Governo del Paese, prima monarchico, poi democratico, poi fascista, poi di nuovo democratico ma sempre pervaso da una cultura pur essa cialtrona sul modo di intendere società, mercato, concorrenza e produttività, hanno fatto di questa terra meravigliosa baciata da Dio un territorio di lacrime e sangue in cui chi riesce a sopravvivere è un eroe ma tanti, troppi non hanno avuto neanche la possibilità di dimostrare il loro eroismo, costretti ad abbandonare la loro terra.

Continua su:

https://enzodelliquadri.com/2019/05/29/il-sud-sta-morendo-e-non-ci-saranno-redditi-di-cittadinanza-o-altri-marchingegni-a-salvarlo/?fbclid=IwAR0YClsfZW8ZhUGz7VFDqu2EJTdtShocEOQ_arMShIZ5byFd4cAU8j0TxsU

 

 

 

 

 

 

 

 

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ARCHITETTURE DEL REGNO                                               

 

– Palermo:

C’era una volta il "Real Teatro Ferdinando II".

di Giovanni Maduli

12.4.2019

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      Dal bel libro del compianto Nino Aquila e di Lino Piscopo, “Il teatro di prosa a Palermo. Luoghi, spettacoli, persone e memorie dal XVII secolo“, edito nel 2001 da Guida Edizioni, sappiamo che a Palermo, in pieno centro storico, in via Merlo 8, a pochi passi dall’attuale Piazza Marina, esisteva il Teatro San Ferdinando.

          Secondo quanto riportato nel testo, la storia dell’edificio ebbe origine verso la fine del XVIII secolo, quando un certo Antonio Carini, con il patrocinio della Regina Maria Carolina, ottenne di trasformare, su terreni del Principe Resuttano, alcuni antichi casotti in teatro stabile.

          Redattore del progetto fu l’architetto Antonio Cariglini e nel 1801 l’edificio venne solennemente inaugurato. Dopo appena pochi mesi dalla sua inaugurazione, Re Ferdinando concesse che allo stesso fosse attribuito il proprio nome che, da allora, fu denominato Teatro San Ferdinando.

          Il sipario del teatro fu dipinto da Vincenzo Riolo e rappresentava il “Trionfo della virtù sul vizio”. Abbate e Migliore, nella “Nuova Guida di Palermo” edita nel 1844, informa che in questo teatro venivano rappresentati drammi buffi e commedie in dialetto siciliano e pare potesse ospitare fino a quattrocento spettatori. Dalla Guida di Palermo di Gaspare Palermo del 1859, sappiamo che “ha quattro ordini di palchi, leggiadramente dipinto, e nella chiave dell'arco del palcoscenico è un orologio per comodo.”

          Nel 1859 Don Giovanni Carini chiese al Re di potere modificare il nome del teatro aggiungendovi il numero ordinale II e la qualifica di “Reale”. Il Re acconsentì e Palermo ebbe quindi il Real Teatro Ferdinando II.

          Per altro, da altre fonti, sappiamo che pochi anni prima del 1860, nonostante Palermo fosse ben fornita di teatri, era intenzione dell’amministrazione cittadina indire un concorso internazionale per la realizzazione di un nuovo grande teatro da intitolare a Ferdinando II; teatro che sarebbe sorto nell’attuale Piazza Marina.  

          Purtroppo, a seguito dei tristi eventi del 1860, non solo non fu più realizzato il nuovo teatro ma il Real Teatro Ferdinando II venne intitolato al principe Umberto. Con successivo decreto del 1882 il teatro assunse il nome di Real Teatro Umberto I; intitolazione che, come si evince dalla foto, campeggia ancora sulla facciata dell’edificio, nascondendo così agli ignari cittadini quale era il suo nome originario.

          Il successivo decadimento politico e culturale che investì tutto il Sud dal 1860 in poi portò ad un progressivo degrado dell’edificio fin quando esso, non più usato per rappresentazioni teatrali, fra il 1920 e 1930 venne rilevato dal Dopolavoro Postelegrafonico che a seguito di lavori di ristrutturazione e restauro rivalutò l’edificio destinandolo nuovamente a rappresentazioni teatrali, in particolare della Filodrammatica Stabile Postelegrafonica.

          Purtroppo i bombardamenti della seconda guerra mondiale hanno cancellato completamente e definitivamente quelle che erano le nobili strutture murarie della fabbrica, oggi sostituita da un normale edificio in condominio.

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Oggi di quelle strutture non rimane che un indizio sul portone di accesso. Indizio non del tutto veritiero ma che testimonia, a chi ha voglia si “sapere”, cosa si celi dietro la storia di quella iscrizione.

Per prendere visione delle altre “Architetture del Regno”, si veda la sezione “Architetture del Regno”, in alto, sulla sinistra del video.

 

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LUOGHI DEL REGNO                                                         

 

Basilicata: Viggianello

di videosistemsbroadcas, da youtube.com

 

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=C3ebvx4effg

 

Per prendere visione degli altri “Luoghi del Regno”, si veda la sezione “Architetture del Regno”, in alto, sulla sinistra del video, pag 2.

 

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CULTURE DEL REGNO                                                         

 

– Villanella ch'all'acqua vaje – Vesuvius Ensemble –

di Vesuvius Ensemble

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=K7st81XymUo&list=PL7FwKaoe0zPVcq8Y5zEXlSH7AzYcc0n0y&index=1

 

Per prendere visione delle altre “Culture del Regno”, si veda la sezione “Architetture del Regno”, in alto, sulla sinistra del video, pag 3.

 

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TESTI CONSIGLIATI                                                            

 

CRISTIANI E MUSULMANI NEI SECOLI…

di Michele Antonio Crociata

Dario Flaccovio Editore – Palermo

Siamo lieti di segnalare questo importante testo che affronta “l’incontro / scontro” fra Cristiani e Musulmani, senza tralasciare importantissime riflessioni sulla “laicità” dello Stato.

Dall’introduzione dell’Autore riportiamo il seguente stralcio.

Questa pubblicazione intende altresì dimostrare, alla luce della storia, che il tempo attuale è un’epoca tra le più difficili di quelle che l’Italia e l’Occidente siano stati mai chiamati ad affrontare, un’epoca nella quale i segni del travolgimento e della disfatta sono già sotto gli occhi di tutti. Però potrebbe esserci qualche segno di speranza in grado di favorire l’istinto di conservazione capace di garantire la rinascita di una patria, che appare agli occhi dei più , purtroppo, sul viale del tramonto.

          E poiché dietro a tutto questo sta, ci si vuol credere o no, lo smarrimento delle identità nazionali dei Paesi occidentali, dovuto in primis al nichilismo e al relativismo, frutti amari del laicismo e del secolarismo, oggi è indispensabile la ripresa consapevole di ciò che è stato ed è il Cristianesimo e di ciò che può significare “civiltà cristiana”.

Dalla durissima ma con divisibilissima prefazione del Prof. Bartolomeo Sammartino riportiamo alcuni stralci.

…Come capire, altrimenti, l’attuale condizione di prostrazione spirituale, etica e morale di un Occidente incapace di ritrovare le ragioni del proprio essere e di riconoscere e difendere i valori universali (grassetto dello scrivente), che fino a ieri lo avevano reso faro di civiltà per tutto il mondo? Viviamo, infatti, in un’epoca segnata da un’azione lucidamente condotta e finalizzata all’annientamento  dello spirito dei popoli, provocato da un’ideologia che ha la pretesa di volere azzerare  i principi tradizionali e nel contempo zittire ogni voce contraria, in quanto l’unica dimensione esistenziale permessa  è quella in cui non si ammettono ideali più alti se non quelli dei profitti di un mercato ideologico altamente consumistico e fine a se stesso.

          …

          Sotto questo profilo bisogna dire, subito e senza equivoci, che il concetto di libertà, di cui oggi si dibatte nei circoli “illuminati e illuministici” dell’intellighenzia occidentale, è un concetto ormai degradante. Siamo, infatti, di fronte a un’idea di libertà che si è costruita sull’anarchia  e sulla licenziosità, surrogati velenosi e ostili a ogni senso di appartenenza  a un’unità organica e gerarchica di un tutto.

Il tutto si verifica in connessione  con l’avanzata incontrollabile della presenza musulmana sotto una regia politica  internazionale di spirito massonico (grassetto dello scrivente), che fa del Cristianesimo il bersaglio privilegiato da colpire nel tentativo di favorire l’espansione e l’affermazione dell’ideologia ateista e materialista.

Ernest Wolfgang Bockenforde, grande giurista tedesco, negli anni ’60 del secolo scorso scriveva che “lo Stato secolare vive di premesse  che esso stesso non è in grado di per sé di garantire”. Lo Stato, quindi, a suo giudizio non può “esso stesso” riprodurre per via giuridico amministrativa  i valori etici e morali che lo sostengono, ma può solo garantire le condizioni entro le quali essi possono esprimersi e riprodursi (grassetto dello scrivente).

Quest’opera di Crociata, allora, appare una fondamentale occasione per interrogarsi sul senso di laicità dello Stato e del rapporto tra quest’ultimo e i valori prepolitici che ispirano le sue istituzioni, il suo ordinamento giuridico e la sua attività normativa (grassetto e sottolineatura dello scrivente).

 

 

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– Quello stretto (ignorato) legame tra massoneria e fascismo

di Angela Pellicciari, da altaterradilavoro.com

 

I libri di storia ben scritti hanno fascino. E quello scritto da Gerardo Padulo ne ha. E molto. Innanzitutto per il tipo di scrittura che, documentata alla virgola, non è né pedante né noiosa. Poi per la novità e l’autorevolezza con cui disegna del fascismo e del suo rapporto con la massoneria un quadro tanto diverso da quello conosciuto da farlo risultare inedito e insieme ovvio. Sto parlando di L’ingrata progenie. Grande Guerra, Massoneria e origini del Fascismo (1914-1923), edito da Nuova Immagine (208 pagine, 30 euro).

Continua su.

http://www.altaterradilavoro.com/quello-stretto-ignorato-legame-tra-massoneria-e-fascismo-2/?fbclid=IwAR2sswkPia5cb4zDR3muGCR2sQaKM5xKBECFlOnRotiGQkDNtMEIMEOrdZY

 

 

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– Messina, la capitale dimenticata

di Alessandro Fumia, Magenes Edizioni

UN LIBRO CHE TUTTI I DUOSICILIANI DOVREBBERO LEGGERE.

IN PARTICOLARE I SICILIANI.

In questo corposo volume di 339 pagine Alessandro Fumia rende partecipe il lettore di “cosa divenne” Messina subito dopo l’investitura di Carlo III della corona di “Utriusque Siciliae”. Ci ricorda che questa gloriosa città fu un tempo crogiuolo di iniziative industriali, economiche, finanziarie, commerciali, culturali e scientifiche di primissimo piano, tanto che tutte le maggiori potenze europee vollero colà i propri Consolati. Un fermento di iniziative e di progetti che la portarono presto ad essere fra le più importanti città del Regno seconda, forse, solo a Napoli. Una città che, da sola, forniva allo Stato una rendita fiscale superiore a quello di tutta la restante Sicilia nel suo insieme. Una città più volte capitale dell’Isola e che in più occasioni fu aspra rivale di Palermo. Una rivalità che sfocerà infine nella strenua e tenace difesa dei diritti del legittimo Governo contro la ribellione della capitale dell’isola, fomentata ad arte da liberali, massoni e profittatori guidati dalla nobiltà capitolina che vedeva ogni giorno diminuire i suoi illegittimi profitti a causa dei continui interventi dei Borbone in favore del popolo Siciliano. Ci guida infine nella disamina, quasi ora per ora, di ciò che esattamente avvenne nel corso della rivolta del ’48; chi ne furono i veri artefici, quali ne furono le vere cause, come e dove si svolsero esattamente i combattimenti ma, soprattutto, come ad essere i veri artefici del cosiddetto bombardamento di Messina, non furono le milizie Duo Siciliane, bensì gli “indipendentisti Siciliani”. E lo fa non attraverso sottili disquisizioni di ordine filologico o ideologico, bensì attraverso la pubblicazione di documenti, spesso inediti, quasi sempre di sponda “indipendentista”. E’ così smentita inequivocabilmente e ancora una volta la vigliacca invenzione per la quale, secondo alcuni sprovveduti, ma anche secondo quanto ancora si legge in certi libri scolastici, che sarebbe stato il “Re Bomba” (nomignolo vilmente affibbiato successivamente a Ferdinando II), ad operare quel bombardamento. Per la verità già altre fonti avevano avanzato questa versione, ma il merito del Fumia sta nel fatto di avere dimostrato che quanto raccontato nel testo non è, appunto, una “versione”, ma quanto realmente avvenne sulla base di prove documentali inappellabili.

Un testo quello del Fumia che contribuisce in modo determinante al disvelarsi di verità volutamente e vigliaccamente occultate, travisate e manipolate che però, ormai, risplendono in tutto il loro abbagliante fulgore.

G.M.

 

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– …e nel mese di maggio 1860 la Siclia diventò "Colonia"

di Pippo (Giuseppe) Scianò

Pitti Edizioni, pag. 415

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Così si esprime Pippo (Giuseppe) Scianò a pagina 376 della sua ciclopica opera presentata oggi (7.4.’18) a Palermo intitolata “…e nel mese di maggio 1860 la Sicilia diventò <<Colonia>> – ciclopica non tanto per il numero delle pagine, che comunque sono ben 415, quanto per contenuti densi di documenti, testimonianze e circostanze, spesso inedite, e relativi “solamente” al periodo maggio/ottobre 1860 – riferendosi alle opere di Gustavo Rinaldi, storico e studioso, ed in particolare a quella intitolata “Il Regno delle Due Sicilie. Tutta la verità”:

          “A questo punto del nostro lavoro, sentiamo quindi il dovere di esprimere la nostra sincera gratitudine per l’opera meritoria che – non senza sacrifici – sta portando avanti  con successo e che contribuisce  in modo determinante a riaffermare il diritto dei Popoli dell’ex Regno delle Due Sicilie alla rispettiva memoria storica, all’identità nazionale, che dal 1860 sono state calpestate, prima dall’occupazione militare di stampo imperialista voluta dalla gran Bretagna e successivamente dai partiti unitari dominanti e dagli ascari locali e dai regimi e dalle istituzioni da questi dipendenti.

          Tutto e tutti al servizio dell’imperialismo interno delle regioni del nord e del loro Stato. E il diritto alla propria memoria storica – tanto per parlare di uno solo dei diritti negati – è, per ogni Popolo, la condizione essenziale per acquisire la consapevolezza di sé.

          Anche per uscire da quella alienazione culturale in forza della quale i popoli oppressi si identificano con i loro oppressori. E tanto più avviene questa identificazione quanto più gli oppressori sono stati spietati, assassini, feroci e canaglie.

          Come è accaduto, appunto dal 1860 in poi in Sicilia, in Calabria, in Basilicata, in Puglia, in Abruzzo, nel Molise, in Campania ed, in una parola, in tutto quanto il territorio del soppresso Regno delle Due Sicilie.

Qui il VIDEO della presentazione

https://www.youtube.com/watch?v=Mq-kCl_xgMs&feature=youtu.be

 

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– Rinascita di una Nazione

di Giovanni Maduli

Presentazione di Vincenzo Gulì

Introduzione di Ignazio Coppola

Pitti Edizioni

 

 

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NOVITA' EDITORIALI                                                          

 

Da Contrtocorrente Edizioni riceviamo e volentieri pubblichiamo:

Napoli Spagnola 6

di Francisco Elías de Tejada

Con scritti di Miguel Ayuso, Maurizio Di Giovine

Gianandrea de Antonellis e Giovanni Turco
 

 

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– VIAGGIO TRA LE MERAVIGLIE DELLE DUE SICILIE 1735-1860

di Salvatore Carreca

viaggio

Una cronaca anno per anno, da Carlo di Borbone a Francesco II, dal 1735 al 1860, un elenco cronologico e dettagliato  degli atti di governo di cinque Re borbonici, desunto da fonti ufficiali, da bibliografia e da documenti raccolti dall’autore, ricostruisce lo sviluppo, sul continente ed in Sicilia, del più importante Stato italiano durato 126 anni, fino al momento in cui la sua storia fu spezzata dall’invasione piemontese che aprì l’epoca dello sottosviluppo e della subalternità del Sud.

Corredano il libro numerose immagini d’epoca, foto, disegni, tratti da collezioni private e dal “Poliorama Pittoresco”, il prestigioso periodico edito a Napoli in quegli anni.

Continua su:

http://www.editorialeilgiglio.it/viaggio-tra-le-meraviglie-delle-due-sicilie-1735-1860/

 

 

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– Fiorire nel vento

di Antonio Lombardi

Dal profilo Fb. di A.L.

"Fiorire nel vento" propone l’educazione alla identità come pratica liberatrice in grado di affrontare il trauma identitario, prospettando interrogativi ed obiettivi per costruire piani educativi strutturati, ma molto utili anche nelle relazioni quotidiane: per andare verso una comunità consapevole della propria storia e del proprio valore, pronta a lottare per la dignità e l’equità, rifiutando di collaborare con la pesante emarginazione che la opprime a partire dalla conquista del 1860.

Fonte:

https://www.facebook.com/antonio.lombardi.92372446/posts/675945819501854

 

 

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NOTIZIE DAL MONDO – ECONOMIA, POLITICA              

 

– EUROLAGER: DOV’E’ L’USCITA?

di Marco Della Luna, da marcodellaluna.info

 

Il Governo Conte fa bene a piegarsi alle richieste di Bruxelles e ad evitare la procedura di infrazione (che comporterebbe un esproprio delle funzioni politico-economiche in favore degli eurocrati). E’ il male minore. Oggi.

L’Euro ha un effetto tecnico inevitabile: deindustrializzare l’Italia trasferendone le risorse e gli assets migliori a paesi più efficienti e dominanti entro la UE; lo scopo fondativo dell’UE è esattamente questo (non solo nei confronti dell’Italia).

Se l’Italia resta nell’Euro e nell’UE è destinata a una fine certa e miseranda, ma non a un tracollo immediato, perché, mentre è in corso il suo svuotamento, viene mantenuta in vita finanziariamente. La gente non si ribella perché la gente ha paura dei tracolli e dei sacrifici immediati e non pensa al lungo termine (ed è per questo che la si può portare dove si vuole, quindi le si concede la “democrazia”).

Rompere la gabbia dell’Euro e dell’UE sarebbe pertanto un obiettivo da perseguire anche a costo di sacrifici, ma può farlo soltanto un governo unito, guidato da grandi economisti, sostenuto dal consenso popolare. Un governo capace di resistere alle pressioni, ai ricatti e alle ritorsioni dell’UE e al contempo di rimpiazzare l’Euro e di ricollegare l’economia nazionale ai fornitori e clienti esteri di cui necessita, essendo la nostra un’economia di trasformazione molto dipendente dagli scambi internazionali.

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http://marcodellaluna.info/sito/2019/06/28/eurolager-dove-luscita/

 

 

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– L’era della grande usura – Stefano Massaro

da byoblu.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=x-OInWydzq0

 

 

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– Malvezzi: "Lo Stato non si finanzia con le tasse ma emettendo moneta"

di Radio Radio TV

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https://www.youtube.com/watch?v=htAuC0fDA3Q

 

 

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KONARÈ: SEA WATCH PARLIAMO CHIARO

di informaltv, da youtube.com

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https://www.youtube.com/watch?v=UcClhn3hseE

 

 

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– IL NUOVO POTERE …CUI NON REAGIREMO PIÙ! – Edoardo Gagliardi

di byoblu, da youtube.com

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https://www.youtube.com/watch?v=g9EnlL925VY

 

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– Benito Li Vigni – Il Crimine delle Privatizzazioni.

di l’anticonformista, da face book.com

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https://www.facebook.com/Lanticonformista/videos/2022123334729939/

 

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– L'era della Fake Economy – Fabio Dragoni

di byoblu, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?time_continue=223&v=uLHqLPeSJtQ

 

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– Prima casa pignorabile, in Grecia ora è legge. L’Ue premia Tsipras con un miliardo di euro

da secoloditalia.it

Atene versa nuove lacrime e sangue grazie al compagno Tsipras. L’Europa incassa con soddisfazione la resa del governo greco, che ha approvato la legge che autorizza il pignoramento della prima casa. Risultato? Quasi un miliardo di euro concesso alla Grecia

Continua su:

https://www.secoloditalia.it/2019/04/prima-casa-pignorabile-in-grecia-ora-e-legge-lue-premia-tsipras-con-un-miliardo-di-euro/?utm_source=dlvr.it&utm_medium=facebook

 

 

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Il liberismo è la morte della libertà.

Mettiamocelo bene in testa, oggi l’uomo vale meno dei mercati.

di Giuseppe Matranga, da lintellettualedissidente.it

Leggi su:

https://www.lintellettualedissidente.it/societa/liberismo-mercati-europa-italia-lavoro/

 

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– Chi ha paura dei minibot?

di byoblu, da youtube.com

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https://www.youtube.com/watch?v=tG7kaOy5pVw

 

 

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– La sinistra ridotta a pensiero unico delle élites

di Carlo Freccero, da ilmanifesto.it

Leggi su:

https://ilmanifesto.it/la-sinistra-ridotta-a-pensiero-unico-delle-elites/

 

 

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– Italiani sempre più migranti. In Ue ci battono solo romeni e polacchi

da europa.today.it

 

Sempre più italiani emigrano all'estero, soprattutto in un altro Paese dell'Unione europea. E in quanto a movimenti 'intra-Ue' siamo dietro solo a romeni e polacchi per numeri assoluti. Lo rileva la fondazione Ismu (Iniziative e studi sulla multietnicità) sulla base dei dati Eurostat.

Tra il 2016 e il 2018, i nostri concittadini che hanno scelto di vivere in altro Paese europeo sono cresciuti del 14,3%, passando da 1 milione e 435mila a 1 milione e 640mila residenti in Ue. Come dicevamo, siamo il terzo gruppo di cittadini europei che vive in un altro Stato membro, dopo i rumeni e i polacchi.

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http://europa.today.it/lavoro/italiani-estero-migranti.html?fbclid=IwAR3v_zoOZoypfnj_oQBbTTURL5Q2KvJNZrs7HPBGKrXJPGbaNMuHSgd_zOg

 

 

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– L'euro per distruggere l'Italia

di Francesco Amodeo, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=jKpv4y_8qy8

 

 

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CULTURA – COSTUME – SOCIETA'                                  

 

– SALUS  TELLURIS  SUPREMA  LEX

di Marco Della Luna, da marcodellaluna.info

Primo: a chi li governa, i popoli servono per produrre ricchezza e di forza politico-militare, sicché l’unificazione globale delle classi dominanti e altri processi che ora passerò a indicare hanno reso i popoli superflui.  I popoli come moltitudine di lavoratori e consumatori sono stati resi superflui dalla finanziarizzazione dell’economia, dall’intelligenza artificiale, dall’automazione. I popoli come moltitudine di combattenti sono stati resi superflui dalla unificazione globale del potere capitalista finanziario ed alla sostituzione delle guerre di conquista tradizionali con guerre finanziarie. I popoli come colonizzatori sono stati resi superflui dal completamento della occupazione delle terre di questo pianeta e dalla mancanza di tecnologie per colonizzare altri pianeti. Sono ancora utili i popoli affamati e minacciati come masse di penetrazione migratoria per frantumare i popoli storicamente consolidati e renderli più passivi e meno capaci di resistere.

Secondo: l’esaurimento delle risorse planetarie e l’insostenibilità dell’attuale processo di inquinamento esigono, per la salvezza della biosfera, la radicale riduzione dei consumi e delle emissioni, cioè della popolazione.

Terzo: esistono le tecnologie per realizzare tale riduzione senza che la popolazione se ne accorga.

La somma di questi tre fattori punta in una direzione chiarissima.

Dal fatto che la popolazione terrestre è divenuta il contempo superflua e insostenibile e che è praticamente possibile ridimensionarla, consegue che con tutta verosimiglianza già si sta lavorando a questo fine e che, invece di proporre metodi per un impossibile rilancio della produzione, possiamo guardarci intorno per individuare come -con che mezzi fisici, chimici, legislativi si realizza quel ridimensionamento. Le analisi che non tengono conto di quanto sopra, hanno poco senso e ancor meno utilità.

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http://marcodellaluna.info/sito/2019/07/05/salus-telluris-suprema-lex/

 

 

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– Il fallimento della complementarietà: dal multiculturalismo al culto del diavolo

di DMITRY ORLOV, da come donchisciotte.org

Nelle scorse settimane c’è stato un picco di rinnovato interesse per un saggio che avevo scritto un anno fa, I barbari si scatenano nel Cimitero Europa, in cui avevo descritto come il costante degrado dei paesi occidentali venga accelerato dall’arrivo di migranti appartenenti a gruppi etnici incompatibili. Ciò che ha provocato questo rinnovato interesse è stato un post di Paul Craig Roberts, dove l’autore parlava del mio saggio come del “necrologio dell’Europa e dell’America.”

Ovviamente confermo tuto quello che avevo scritto (indipendentemente da quanti possano averlo interpretato nel modo sbagliato) ma, nell’anno appena trascorso, ho fatto alcune ricerche che mi hanno aiutato a capire le motivazioni del fallimento del progetto occidentale e, a quanto pare, sembra che io abbia qualcos’altro da dire sull’argomento.

C’è una tendenza popolare nel denigrare quello che viene definito “determinismo biologico.” Fattori come il nostro sesso biologico (non il genere, intendiamoci), le nostre modalità riproduttive (il risultato delle pressioni ambientali a cui sono stati sottoposti i nostri progenitori), il nostro istinto, le reazioni e le pulsioni organiche (che le nostre menti coscienti cercano di giustificare creando storie fittizie ed inventando logiche a fatto compiuto) vengono screditati.

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https://comedonchisciotte.org/il-fallimento-della-complementarieta-dal-multiculturalismo-al-culto-del-diavolo/

 

 

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– C’è qualcuno dietro la promozione dell’ideologia gender ?

da itresentieri.it

 

Su un tema che -ahinoi!- non passa mai di moda, e di cui abbiamo fatto cenno anche in una sosta recente, riproponiamo un interessante articolo pubblicato nel maggio 2016 dal sito europaoggi.it.

Oggi assistiamo tutti con stupore – che rischia però di cedere il posto all’assuefazione e alla rassegnazione – ad un fenomeno che dovrebbe rammentare angosciosi precedenti storici: l’imposizione forzata di un’ideologia.

L’ideologia di cui parliamo, ovviamente, è quella del “genere” (gender), inteso come percezione psico-culturale della sessualità distinta dal sesso biologico: l’essere uomo/donna sarebbe cioè slegato dal sesso biologico e determinato unicamente da condizionamenti culturali.

L’ideologia gender si prefigge lo stesso obiettivo delle campagne per l’introduzione del matrimonio gay: scardinare gli assetti sociali basati sulla famiglia e sulla complementarietà di sessi che ne è premessa.

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http://itresentieri.it/ce-qualcuno-dietro-la-ppromozione-dellideologia-gender-abbiamo-selezionato-alcune-riflessioni-interessanti/

 

 

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– Una puttana si aggira per l’Europa …

da alcesteilblog.blogspot.com

La puttana della Bontà.

Tutte le forze della vecchia Europa si sono unite per compiacere la Nuova Prostituta, la Donna Scarlatta: papi e governanti democratici, eretici, laici e radicali atei, preti e suore, ebrei e musulmani, malvagi e altruisti, banchieri e pauperisti, Bono Vox e Lady Gaga. Da ciò scaturiscono due indubbie conclusioni:

1. la Bontà Universale è il legante del Nuovo Mondo

2. è tempo per gli avversari, i mostri, di rinunziare definitivamente e lasciar correre il nuovo anelito epocale

Occorre preterire i raptus interpretativi, la cronaca minuta, i cambi di campo, le vociferazioni, la geopolitica.

Al lavoro è la Grande Opera.

Non esiste il prima o il dopo, il reazionario o il rivoluzionario, la destra o la sinistra o qualsiasi decrepita concrezione; del pari, non esistono i corpi dei messicani o degli africani annegati; né chi si compiace di quelle morti; nemmeno chi le rivendica con il volto rigato dal rimmel da agape del terzo millennio.

La Grande Opera, solo quella esiste.

 I tormenti, gli scontri, le truculenze, le comparsate televisive a nulla valgono; sono teatro, sciocchezzuole: al dunque, ovvero al Dunque, son tutti d’accordo.

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http://alcesteilblog.blogspot.com/2019/07/una-puttana-si-aggira-per-leuropa.html#more

 

 

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– Bibbiano E’ ancora più grave di quel che sembra

di Francesco Lamendola, da controinformazione.info

Ciò che rivela l’inchiesta denominata Angeli e demoni in Val d’Enza e nel comune di Bibbiano, 10.000 abitanti, in quel di Reggio Emilia, è semplicemente orrendo; ma tutto lascia pensare che la realtà sia ancor più orribile di quel che finora è apparso, o si è intravisto. Non è solo un giro di favori illeciti, di conflitti d’interesse, di corruzione, di bustarelle, di quattrini. E non è solo una storia di convergenza e oscure complicità fra il mondo della politica, e cioè il Partito Democratico che, da quelle parti, è quasi un feudo, ed elementi deviati della pubblica amministrazione, oltretutto in un ambito così delicato come quello dei bambini in difficoltà.

https://www.controinformazione.info/bibbiano-e-ancora-piu-grave-di-quel-che-sembra/

 

 

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– Magari muori: la banalizzazione della morte come inizio di una rivoluzione dirompente

di Enzo Pennetta, da enzopennetta.it

Da qualche tempo una insolita campagna di marketing sta cambiando il modo di proporre i servizi funebri, sta ribaltando l’approccio verso il tema della morte che da sempre e in tutte le culture è stato affrontato nel modo più profondo e serio.

Dalle piramidi egizie ai mausolei, dai dolmen megalitici alle sepolture etrusche, dal Carme 101 di Catullo ai sepolcri di Foscolo, dalla solennità cupa e sublime della Morte di Sigfrido di Wagner a quella struggente del Requiem K 626 Lacrimosa di Mozart, da sempre la morte ha rappresentato un momento di fronte al quale tutti hanno chinato il capo in un estremo segno di rispetto che riassume in sé il rispetto stesso per il dramma dell’esistenza umana e al tempo stesso della sua grandezza.

Il senso della morte con la sua drammaticità ha unito in una fratellanza senza tempo tutte le popolazioni che si sono succedute in ogni luogo della Terra dalla preistoria ad oggi, mai la fine della vita è stata rappresentata in modo meno che rispettoso. Solo in un libro distopico si suggeriva che in un Mondo nuovo questo sarebbe stato diverso, si sarebbe dovuta cambiare la sensibilità verso la morte, si sarebbe dovuto ridicolizzare il momento estremo per far accettare la riduzione dell’esperienza umana a ciclo operativo come quello di un qualsiasi utensile.

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https://www.enzopennetta.it/2019/06/la-banalizzazione-della-morte-inizio-di-una-rivoluzione-dirompente/

 

 

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– Vogliono instaurare la cultura della morte

di Marcello Pamio, da disinformazione.it

 

Lunedì scorso quasi 200 amministratori delegati di aziende e multinazionali hanno comprato una pagina del New York Times per pubblicare una pubblicità progresso del pensiero unico: «Don’t ban equality», della serie «Non mettere al bando l’eguaglianza»!

Detta così, sembra sottolineare i diritti sacrosanti di libertà, il problema è che la parola “eguaglianza” in questo caso si riferisce all’aborto…

«L’uguaglianza sul posto di lavoro è uno dei problemi aziendali più importanti dei nostri tempi», si legge sempre nel testo della pubblicità. «Limitare l’accesso a cure riproduttive complete, incluso l’aborto, mette in pericolo la salute, l’indipendenza e la stabilità economica dei nostri dipendenti e clienti: in poche parole, va contro i nostri valori e fa male agli affari».

Chiaro? Non uccidere una vita, fa male agli affari, i loro affari!

https://disinformazione.it/2019/06/13/vogliono-instaurare-la-cultura-della-morte/

 

 

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 MEDICINA                                                                        

GLI ARTICOLI DI SEGUITO RIPORTATI NON RAPPRESENTANO IN ALCUN MODO SUGGERIMENTI O INDICAZIONI TERAPEUTICHE IN QUANTO GLI AMMINISTRATORI DI QUESTO SITO NON SONO MEDICI; ESSI RAPPRESENTANO SOLAMENTE UN PANORAMA DI OPINIONI REPERITE SUL WEB. SI INVITA PERTANTO AD AVVALERI COMUNQUE DEL PROPRIO MEDICO CURANTE.

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– Cancro alla prostata. Giovane napoletano premiato negli USA per il suo studio

davesuviolive.it

Pasquale Rescigno, 35enne di Ponticelli, è il vincitore del prestigioso premio ASCO 2018, conferito dall’American Society of ClinicalOncology, e consegnato lo scorso autunno, per le sue ricerche sul cancro alla prostata. E’ stato il policlinico della Federico II a comunicarlo.

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https://www.vesuviolive.it/ultime-notizie/299331-pasquale-rescigno-cancro-prostata/

 

 

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– Cellule fetali umane nei vaccini: parla Stefano Montanari

di Renovatio21, da facebook.com

VIDEO

https://www.facebook.com/Renovatio21/videos/2353780091508427/

 

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– Otto rischi per la salute legati al 5G…

di Marcello Pamio, da disinformazione.it

Il Prof. Martin L. Pall, Professore emerito di Biochimica e di Scienze Mediche di Base della Washington State University, ha inviato alle istituzioni europee e statunitensi una revisione di studi che dimostrano la pericolosità della tecnologia 5G.

Secondo la sua analisi della letteratura scientifica pubblicata ci sono almeno otto pericoli dimostrati correlati alle esposizioni alle radiazioni del 5G.

Quello allegato in fondo a questo articolo è una versione breve di un documento originale scritto in risposta a due documenti scritti rispettivamente dal sig. Ryan e dal dott. Vinci in risposta all’appello di un gruppo di associazioni e di esperti sulla sicurezza del 5G. Il Sig. Ryan ha dichiarato che «Ci sono prove consistenti presentati da enti nazionali e internazionali (International Commission on Non Ionising Radiation Protection ICNIRP, Scientific Committee on Emerging and Newly Identified Health Risks (SCENIHR) che l’esposizione a campi elettromagnetici non rappresentano alcun rischio per la salute al di sotto dei limiti stabiliti dalla Raccaomandazione del Consiglio 1999/519/EC1.

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https://disinformazione.it/2019/04/17/otto-rischi-per-la-salute-legati-al-5g/

 

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– Parla Roberto Petrella, ennesimo medico radiato 22-06-2019

di Border Nights, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=DK7IlAvy9Yw

 

 

 

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– La verità raccontata da Andrew Wakefield – Diretta Byoblu da Padova

di byoblu, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=R9hKAX6C4yc

 

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 SCIENZA E TECNICA                                                           

 

– Mazzucco live – I rischi del 5G

di border nights, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=UVUgL2PtjA4

 

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– Il nuovo brevetto Amazon per controllare il mondo…

di Marcwello Pamio, da disinformazione.it

Il 4 giugno 2019 l’Ufficio Brevetti e Marchi americani (USPU, US Patent and Trademark Office), ha autorizzato ad Amazon il brevetto numero 10,313,638.
Si tratta di un veicolo aereo senza equipaggio (UAV) in grado di «eseguire un’azione di sorveglianza» sulle case dei clienti Amazon.
Edulcorato col nome di «sorveglianza come servizio», nasconde invece una preoccupante operazione.
Il colosso americano, non solo sta fagocitando e globalizzando gli acquisti globali di qualsiasi prodotto, ora la società di Seattle vuole monitorare e controllare le abitazioni.

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https://disinformazione.it/2019/06/23/il-nuovo-brevetto-amazon-per-controllare-il-mondo/

 

 

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– Ecatombe di alberi in ogni città: intralciano il wireless 5G

da libreidee.org

 

Altro che potature programmate fuori stagione. Un abbattimento di alberi per le strade di mezzo mondo. Una vera e propria strage di verde pubblico è in corso in Occidente. Roba mai vista prima d’ora, se non altro per l’anomala sincronicità nell’esecuzione dei tagli: Inghilterra, Scozia, Irlanda, Francia, Olanda, America e pure Italia. Decine di migliaia di alberi (anche secolari e rigogliosi) tagliati con disinvoltura alla luce del sole, sotto gli occhi di tutti, tra gli interrogativi dell’opinione pubblica e le proteste di chi, sgomento per l’anomala coincidenza, s’interroga sui risvolti meno evidenti spingendosi alla ricerca di verità occulte. Dietrologia? A placare gli animi non bastano le relazioni tecniche di agronomi che (legittimamente) certificano malattia e morte naturale di arbusti, fogliame e rami. Perché il problema non è tanto (e solo) saperne di più sullo stato delle piantumazioni abbattute, ma capire se esiste un motivo più subdolo e soprattutto se in tutto questo ci sia una regia nell’esecuzione: perché decine di migliaia di alberi sono stati abbattuti tutti insieme, proprio adesso? Anche in città distanti decine di migliaia di chilometri l’una dall’altra? In Europa come in America?

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https://www.libreidee.org/2019/06/ecatombe-di-alberi-in-ogni-citta-intralciano-il-wireless-5g/

 

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– Il grande caldo dell’India e i misteri del clima in Sicilia (pensiamo al MUOS di Niscemi e ai fatti di Canneto di Caronia)
da inuovivespri.it

Se per il grande caldo che in questi giorni ha colpito l’India (ma anche alcuni Paesi europei) gli scienziati non hanno dubbi sul’origine dovuta ai cambiamenti climatici, per i ‘capricci’ del clima che vanno in scena in Sicilia c’è chi, come Giovanni Cicciarella, invita ad osservare alcuni fatti e, soprattutto, a riflettere sulle tante, troppe stranezze passate e, soprattutto, presenti…  
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https://www.inuovivespri.it/2019/07/05/il-grande-caldo-dellindia-e-i-misteri-del-clima-in-sicilia-pensiamo-al-muos-di-niscemi-e-ai-fatti-di-canneto-di-caronia/

 

 

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– Radiazioni dimezzate nelle TAC: premiati due giovani ingegneri donna di Napoli

da positizie.it

 

Conservare la qualità, dimezzando le radiazioni.

Ecco il protocollo creato da due ingegnere cliniche italiane che renderà gli apparecchi meno invasivi sui pazienti.

Stessa qualità, ma metà delle radiazioni emesse, questo vuol dire dimezzare la quantità di radiazioni nocive che entrano nel nostro corpo ogni volta che ci sottoponiamo a questo tipo di procedura diagnostica, ed essere colpiti dalla metà delle radiazioni, per fare lo stesso esame è sicuramente un fattore positivo per chiunque abbia necessità di farla, soprattutto per i malati oncologici che sono si sottopongono a numerose Tac. Questo nuovo protocollo che permette di ridurre del 40-60% l’esposizione garantendo una buona qualità dell’immagine è stato progettato da due giovani ingegnere cliniche di Napoli, Federica Caracòdell’Università degli studi Federico II e Michela D’Antò, della Fondazione G. Pascale.

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https://www.positizie.it/2019/05/20/tac-radiazioni-dimezzate-premiate-2-ingegnere-italiane/?fbclid=IwAR05Y38Sr1iQnVFa4qNRTOH6B5abnBACEeP7-vzs5vW8HrZPgbDPfkUMFJo

 

 

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FUORI TESTO

 

Le lacrime che dai nostri occhi vedrete sgorgare

non crediatele mai segni di disperazione

promessa sono solamente

promessa di lotta.

Alexandros Panagulis
 

 

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– Fioravanti: il Regno dei Borbone, scuola di eccellenza

di CentroStudi Civitanovesi, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=lOZ_Bog8qpY

 

 

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CNT – Message à toute l'humanité

di Demo Sophie, da youtube.com

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https://www.youtube.com/watch?v=j1GCeJe7T74&feature=share

 

 

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Cos'è lo Spread – Nando Ioppolo

di Il Manto, da youtube.com

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https://www.youtube.com/watch?v=hyZgv4BlgCI

 

 

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– "Inganno Globale", di Massimo Mazzucco

di Il Portico Dipinto, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=jNiZD1FQevk&t=662s

 

 

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– Cancro le Cure Proibite di Massimo Mazzucco

di Carlo Anibaldi, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=qPZPGeLag9c

 

 

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– Ex Magistrato Paolo Ferraro Decide Di Parlare!

di InfoClub, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=QGHNSkmbH0E&t=11s

 

 

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