– La verità è per chiunque la voglia cercare…

G.M.

– Le lacrime che dai nostri occhi vdrete sgorgare, non crediatele mai segni di disperazione. Promesse sono solamente, promesse di lotta.

Alexandros Panagulis

Questo sito non è monarchico

———————————————————————————-

APPELLO

Alla luce di quanto sta avvenendo non è più pensabile continuare a dividersi in sicilianisti, napolitanisti, duosiciliani,borbonici, antinorbonici, federalisti, autonomisti, e via dicendo: ciò non farà altro che favorire il gioco di quelle oligarchie mindiaiste che hanno causato ciò che stiamo subendo; la posta in gioco è troppo alta per non comprendere che solo una identità di inentni può porsicome elemento determinante per la riuscita di un qualunque progetto di riscatto. E' indispensabile, anzi vitale, il superamento di quelle pur legittime diversità di vedute e propugnare, tutti insieme e nel rispetto delle specifiche idee, quanto meno un forte riavvicinamento delle varie componenti identitarie, nella convinzione e nella consapevolezza che se ciascuno farà un piccolo passo indietro, tutti insieme si farà un enorme passo avanti.

Tratto sa Rinascita di una Nazione, pag. 127,128 – Pitti Edizioni

 

 

————————————————————————–

VIDEO COMUNICATI

 

– COVISUD?

Intervento del Prof. Vincenzo Gulì, del 11.8.'20

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=q55odC2K6z8&feature=youtu.be&fbclid=IwAR3aq9-zkq_qwCu6G1vOCKFmY0oEnT98KCHKnReuiX_ntJrAxSFm2TNfnLg

 

 

—————————–

– Sud è Civiltà ad Atina, 8.8.2020

di Canale Identitario, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=x6Ct4_RF9Y4

 

 

————————-

– La grandezza del Sud in quattro simboli

di Sud e Civiltà, da youtebe.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=UC-2XC9PMgk

 

 

—————————-

– Vedi Napoli oppure muori…

di ‘o sanfedista, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=ea9bi2OdqLQ&feature=youtu.be&fbclid=IwAR3Ly3IuMOHBfB_PD4VRo5gpwFJBe2Mcyxf7-uTRXvt0ZI-ErHU32eEZrFI

 

 

—————————

– Un passo indietro per andare avanti…

di ‘O Sanfedista, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=2lzB1zZZ5QI&t=28s

 

 

——————————

– 60 ANNI DA QUANDO IL SUD RIALZÒ LA TESTA. La straordinaria storia de L'Alfiere

di Sud e Civiltà, da youtube.com

alfiere-trinacriaVIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=mXu_xOAHIf8

 

 

——————————-

– Sapere per reagire (8 giugno 2020)

di Vincenzo Gulì, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=JEIZ38NN3O4&t=327s

 

—————————–

– Il Sud non può aspettare: come salvarlo? (4 maggio 2020)

di Sud e Civiltà, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=NjKsp4v_lVE&t=316s&fbclid=IwAR2JrLUNNox_vzXaFvsK-0l5wPFDHsr4BwD0PyDUrqo6TTjGFxS_46o-qXA

 

 

———————————————————————————–

RIFLESSIONI…

 

– Per l'Europa la Matematica è un'opinione

di G.M.

E' di oggi (27.5.2020) la notizia che la commissione europea ha stanziato, o si accinge a stanziare, 750 miliardi di E per il cosiddetto Recovery Found; 500 a fondo perduto e 250 sotto forma di prestiti. In termini percentuali quindi la manovra è costituita dal 66,6 ( 6 periodico) % a fondo perduto e dal 33,3 (3 periodico) % sotto forma di prestiti. Si dice che all'Italia spetterà la fetta maggiore, pari ad E 170. Qualcuno può spiegare come mai, nel caso dell'Italia, queste percentuali quasi si ribaltano? Infatti all'Italia, si dice, spetteranno: 80 miliardi a fondo perduto e 90 sotto forma di prestiti, il che equivale alle seguenti percentuali: 47,06% ca. a fondo perduto e 52,94 ca. sotto forma di prestiti. Se è così, e così sembra essere, inoltre, ci saranno Stati che invece vedranno la loro fetta costituita da percentuali maggiori a fondo perduto e percentuali minori sotto forma di prestito. Questa è l'europa e questa è l'italia.

 

 

—————————

Obiettivi collaterali (*)

di Giovanni Maduli, 9.5.20

          E’ di questi giorni la notizia che nella scuola di un piccolo centro in provincia di Varese (non se ne conosce al momento il nome) sono stati adottati dei braccialetti elettronici da “fornire” ai bambini fra i quattro e i sei anni, ai docenti ed a tutto il personale, alla riapertura delle attività svolte in classe, “utili” per il mantenimento della “distanza sociale”.

          Il “dispositivo” funzionerebbe così: si imposta una distanza minima di un metro su ogni braccialetto e qualora chi lo porta si avvicinasse o fosse avvicinato da un altro bambino provvisto dello stesso dispositivo, il braccialetto vibra e si illumina.

          Se la notizia è vera, e pare che lo sia, siamo di fronte alla vittoria totale della follia sulla ragione.

Non essendo un medico non entro nel merito dell’aspetto relativo ad una pur legittima prevenzione, certamente utile e necessaria per contrastare la diffusione di questo maledetto virus; anche se, a ben guardare, parecchi medici sono del parere che non c’è alcuna epidemia, che si tratterebbe di una influenza certamente più aggressiva ma non molto diversa dalle altre e che esisterebbero diversi metodi efficaci per curarla come ad esempio la Plasmaferesi (il ricorso al plasma di soggetti guariti), la Idrossiclorochina (farmaco antimalarico usato da circa settanta anni) e lo Zinco. Ma, chissà per quale motivo…, a questi medici non viene concesso di esprimere apertamente la loro posizione ed anzi, a quanto si apprende da varie fonti, sono osteggiati in tutti i modi. Ma non voglio qui entrare in argomenti che un qualche “astuto” criticone taccerebbe subito di “gomblottismo”; il mio argomentare riguarda gli aspetti sociali, relazionali e di crescita, in senso lato, che attengono a quella che dovrebbe essere la normale vita di un bambino. Prescindendo dal fatto che anche lo sporcarsi giocando e il venire a contatto con altri bambini rafforza ed accresce le difese immunitarie, è noto come proprio i bambini, tranne rarissime eccezioni, siano i meno esposti all’attacco del virus e ciò, probabilmente, in virtù del fatto che essi godono, secondo il parere dei medici, di un sistema immunitario efficiente seppure in via di formazione. Ma ciò che trovo intollerabile è l’instillare nei bambini quell’atteggiamento difensivo e di sfiducia nei confronti degli altri bambini, dei compagni; l’instillare “la paura” dell’altro, la paura del ”vicino”. E’ logico ed evidente che sia necessario ricorrere a misure di prevenzione e tutela; ma da questo a stravolgere il corretto percorso di crescita di un normale bambino, mortificando il suo desiderio di conoscere il mondo, di relazionarsi con i compagni, di correre e rotolarsi insieme, di “lottare”, di sperimentare nuove e costruttive relazioni sociali ed affettive lo trovo assolutamente inaccettabile. Così facendo si agevolerà la crescita di un essere umano diffidente verso il prossimo e verso la società tutta; attento solamente al proprio tornaconto, al proprio benessere e, in fin dei conti, soltanto al proprio “io”. Sull’altare della sicurezza, del “necessario distanziamento sociale”, della prevenzione, con il ricorso al “braccialetto” si trascurano i più elementari concetti di crescita e di sviluppo umano, sociale ed emotivo dei bambini, cioè dei futuri uomini e donne di domani; si insegna loro a temere l’altro, a considerarlo, direttamente o indirettamente, un potenziale pericolo e non, come dovrebbe essere, qualcuno con cui confrontarsi, con cui dividere esperienze, giochi e innocenti marachelle.

Si tratta per altro, di una metodologia che richiama tanto l’esperimento dei cani di Pavlov; esperimento che mirava al condizionamento degli stessi al fine di “abituarli”, forzatamente, ad un certo comportamento. Ma alla mente torna anche quel concetto formulato dal sociologo Joseph P. Overton secondo il quale ogni concetto e/o idea dell’opinione pubblica, dapprima totalmente respinta, può essere gradatamente imposta per fasi successive: inconcepibile, estrema, accettabile, ragionevole, diffusa, legalizzata.

  Il declino della nostra società è ormai evidente e forse irreversibile: proprio attraverso la cosiddetta “Finestra di Overton” con motivazioni e giustificazioni diverse, sono stati cancellati diritti, ne sono stati imposti e affermati di “nuovi”, distrutte istituzioni sociali secolari come la famiglia, rapporti sociali ed umani, comportamenti, educazione, modi di fare e tanto altro.

Si tratta solamente di “obiettivi collaterali”.

Sorge così il dubbio che questa epidemia possa essere per qualcuno una ghiotta occasione per imporre nuove forme di distanziamento sociale utile alla costruzione del “mondo nuovo”; un mondo dove la Società sarà stata distrutta in favore di un individualismo totale, sfrenato e spietato e perciò facilmente manipolabile e dominabile. Ovviamente in funzione di “prevenzione sanitaria”, si capisce.

Il mondo che conoscevamo non esiste più, è stato distrutto; e noi non siamo stati capaci di difenderci e di impedirlo. Ma non mi stupisco più di nulla da quando, quasi in silenzio, abbiamo accettato di far iniettare ben dieci vaccini nei corpicini indifesi dei nostri bambini… Sempre, ovviamente, per il loro bene.

——–

(*)

https://www.key4biz.it/braccialetti-anti-covid-19-per-i-bambini-a-scuola-i-dubbi-di-5-esperti-privacy/304442/

 

https://www.ilgiornale.it/news/cronache/braccialetto-che-si-illumina-e-vibra-presto-scuola-materna-1860736.html

 

—————————————————————————————–

NOTIZIE DAL REGNO – STORIA

 

– Meridionali fucilati e donne violentate, il massacro del 1861 cancellato dalla storia

di Luigi Maganuco, da quotidianodigela.it

All’inizio del 1861, Camillo Benso Conte di Caour, aveva fretta di portare a termine il progetto dell’unificazione dell’Italia, perché il Piemonte era vicino alla bancarotta e la sifilide era alle strette  e lo stava divorando. Diede ordine al massacratori del popolo meridionale, generale Enrico Cialdini, di distruggere Gaeta, cosa che il generale criminale di guerra e uomo devoto ai Savoia, non si fece ripetere e scaricò sulla città di Gaeta 160 mila bombe per distruggerla completamente.

Siamo al 13 di febbraio del 1861 giorno in cui inizia la resistenza del meridione contro la colonizzazione dei piemontesi, immolando un sud ricco e prosperoso alla massoneria inglese, che da Londra dirigeva le operazioni di conquista del territorio dei re Borboni e stabiliva il nuovo ordine mondiale della cose.

Il regno delle due Sicilie, Stato libero e indipendente da qualsiasi dominazione straniera, fu dato in pasto ai barbari ed affamati piemontesi. Questi assassini, per conto di Albert Pike, gran maestro venerabile della massoneria di Londra, cominciarono nel nostro sud con le operazioni di pulizia etnica della storia del meridione.

Già nell’agosto del 1861, i giornali del regime, stampavano con molto compiacimento le grandi vittorie dei piemontesi e l’incontro di Castelfidardo fu esaltato come una grande battaglia, mentre sugli eccidi perpetrati e messi in atto dai piemontesi, calava un silenzio tombale, sui generali criminali di guerra dei Sabaudi, contro cittadini inermi.

Tutto fu permesso ai generali piemontesi per distruggere il regno delle due Sicilie, fu appiccato il fuoco alle case, ai campi, furono massacrati a baionettate giovani, vecchi e bambine, preti e contadini, donne incinte violentate, sgozzati bambini, furono commessi ruberie nelle chiese, che invase e saccheggiate dai tesori di inestimabile valori e venduti nei mercatini rionali.

Continua su:

https://www.quotidianodigela.it/meridionali-fucilati-e-donne-violentate-il-massacro-del-1861-cancellato-dalla-storia/?fbclid=IwAR2qlJZY5kLu_r46zmfJV_b2uSQQej8YO6yfNamY27Y6PFZLCd_HZYRsuTs

 

 

——————————

– La vera storia dell’impresa dei Mille 40/ Garibaldi scappa due volte dal campo di battaglia, ma Dumas scrive che è un ‘eroe’!

di Giuseppe Scianò , da inuovivespri.it

Dal grande scontro alla lenta ritirata del Bosco

I soldati Duosiciliani si ritirano, combattendo, nella Fortezza. E i Garibaldini possono entrare a Milazzo, priva ormai di presidi militari.

Per completezza di informazione dobbiamo precisare che, a Milazzo, a poca distanza dalla città ed in posizione sopraelevata, fa bella mostra di sé la poderosa fortezza, denominata il Castello. È, ancora, in mano Duosiciliana, con una dotazione di alcune centinaia di uomini e qualche cannone. Al comando del Castello è da poco tempo preposto il Colonnello Pironti. Quest’ultimo, però, fin dal primo momento dell’arrivo del Bosco, adducendo il pretesto di essere il militare di grado più alto perché più anziano, snobba il collega più giovane; non si lascia coinvolgere nei combattimenti e si limita a difendere la «fortezza».

La batteria in dotazione al forte del resto è composta da cannoni molto antichi e di difficile manovrabilità. La polveriera è allocata in un magazzino poco sicuro. Il Castello non è affatto una fortezza in grado di resistere a lungo al tiro delle artiglierie del XIX secolo.

Continua su:

https://www.inuovivespri.it/2019/10/24/la-vera-storia-dellimpresa-dei-mille-40-garibaldi-scappa-due-volte-dal-campo-di-battaglia-ma-dumas-scrive-che-e-un-eroe/?fbclid=IwAR2YFZoLErYE7P-qliyrihj0fxczKyfvqMlEwNrmUReoagPDEZ2RlaUq_vE#:~:text='eroe'!%20%2D-,La%20vera%20storia%20dell'impresa%20dei%20Mille%2040%2F%20Garibaldi%20scappa,che%20%C3%A8%20un%20'eroe'!&text=Ma%20lo%20scrittore%20Dumas%20ha,mare%20temendo%20di%20essere%20scannato

 

————————–

– Legittimismo, insorgenza e brigantaggio antiunitari in capitanata

da altaterradilavoro.com

Il Convegno, di cui si riportano di seguito le memorie dei relatori, si è tenuto in Lucera il giorno 18/01/2003. Gli argomenti trattati e nello specifico i fenomeni di insorgenza in terra di Capitanata, hanno riscosso grande successo di pubblico e significativa risonanza sugli organi di stampa.

Gli studi che hanno affrontato il tormentato passaggio della Capitanata, come di tutta l’Italia del Sud, dal regno delle Due Sicilie al regno d’Italia nel 1860-61, sono stati generalmente condizionati da un pregiudizio di natura ideologica che ha finito per falsare il quadro d’insieme. Due grandi correnti storiografiche hanno, sino ad oggi, egemonizzato il dibattito storiografico: l’una di stampo idealistico-liberale, che possiamo identificare nella tesi crociana, ha giustificato il cosiddetto “risorgimento” in quanto momento “vivificante e di rigenerazione della nuova Italia”; l’altra, di stampo marxista, che possiamo identificare in una tesi per tutte, la gramsciana, ha voluto sottolineare l’assenza più totale di una strategia politica del processo “risorgimentale”

Continua su:

https://www.altaterradilavoro.com/legittimismo-insorgenza-e-brigantaggio-antiunitari-in-capitanata/?fbclid=IwAR3i_38GAVOtJF8RP_SoYKLbsehBrA2TG4b1d7RYvFuN64EMcdUHiOpuYuc&doing_wp_cron=1595433885.9240999221801757812500

 

 

————————–

Il seguente video approfondisce in maniera mirabile la storia di Giuliano e della Strage di Portella della Ginestra. Vi si parla molto anche dell'indipendentismo siciliano e dei perenni interessi degli inglesi nei confronti della Sicilia.

– I SEGRETI DI PORTELLA DELLA GINESTRA E DEL BANDITO GIULIANO – Maurizio Castagna

di Byoblu, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=MxFqZjG0YoU

 

 

——————————-

– GARIBALDI E I MILLE. Mercenari dei Massoni Britannici e complici della Mafia armati contro la Chiesa (anche in inglese)

di Fabio Giuseppe Carlo Carisio, da altaterradilavoro.com

«Tutta la spedizione garibaldina fu monitorata dalle massoneria britannica, che aveva l’obbiettivo storico di eliminare il potere temporale dei Papi. Anche gli Stati Uniti, che pur avevano rapporti diplomatici con il Vaticano, diedero il loro sostegno. Il finanziamento proveniva da un fondo di presbiteriani scozzesi e gli fu erogato con l’impegno di non fermarsi a Napoli, ma di arrivare a Roma per eliminare lo Stato pontificio».

Il ruolo della Grande Loggia d’Inghilterra, costituita nel 1717 a Londra da facoltosi Protestanti per sconfiggere i Cattolici nella lotta per il Trono della Gran Bretagna, fu determinante nella Spedizione dei Mille – in realtà oltre 20mila – con cui il guerrigliero Giuseppe Garibaldi, un Osama Bin Laden ante-litteram, diede il colpo decisivo all’Unità d’Italia facendo implodere il cristiano Regno delle due Sicilie. Siciliani e campani si pentirono di aver tradito i Borboni per i Savoia quando era ormai troppo tardi e al loro brigantaggio per fame il Regno Sabaudo rispose con fucilazioni di massa…

Continua su:

https://www.altaterradilavoro.com/garibaldi-e-i-mille-mercenari-dei-massoni-britannici-e-complici-della-mafia-armati-contro-la-chiesa-anche-in-inglese/

 

 

————————-

– 1799: Rivoluzione e Contro – Rivoluzione nel Regno di Napoli

di Associazione Legittimista Trono e Altare, da altaterradilavoro.com

La reazione armata delle popolazioni del Regno di Napoli – organizzate in gran parte nell’esercito della Santa Fede – contro la Repubblica Napoletana del 1799, va inserita nel più ampio contesto del così detto Triennio Giacobino (1796-1799) o, cambiando angolo di visuale, dell’Insorgenza (1796-1815), cioè dell’insieme delle sollevazioni contro-rivoluzionarie e antinapoleoniche in Italia.

 Nascono in quel periodo effimere repubbliche, sostenute soltanto da minoranze «illuminate», che ritennero giunta l’ora per concretizzare le loro utopie o, più prosaicamente, per impadronirsi dei beni ecclesiastici e delle terre comunali su cui gli abitanti esercitavano gli usi civici da tempo immemorabile. Le popolazioni, anziché lasciarsi incantare dalla Libertà astratta e letteraria dei riformatori, insorgono concordi in difesa delle loro tradizioni e delle residue libertà concrete, mostrando che il vero elemento unificatore della nazione italiana era rappresentato dalla comune identità religiosa e culturale. La Rivoluzione, infatti, è avversata dagli italiani perché percepita nella sua essenza reale: straniera nella lingua e nei modi, ma soprattutto straniera al costume, alle credenze e ai legittimi interessi di un popolo (1).

Queste considerazioni valgono in particolare per l’insorgenza nel Regno di Napoli che, rispetto ad altre simili vicende italiche, può essere assunta come modello per l’ampiezza del fenomeno, per la minore frammentarietà delle vicende, per l’esito vittorioso e per la presenza di un nucleo dirigente che, per quanto piccolo, seppe coordinare la reazione popolare, spontanea ma non autonoma.

Continua su:

https://www.altaterradilavoro.com/1799-rivoluzione-e-contro-rivoluzione-nel-regno-di-napoli/

 

 

———————————

– I Borbone e la prima legge italiana sulla tutela del paesaggio

di Federico Quagliuolo, da altaterradilavoro.com e da storienapoli.it

Il diritto al paesaggio e alle bellezze naturali, uno dei principi fondamentali della nostra Costituzione, trova le sue origini in una antichissima legge di Ferdinando II di Borbone. Si tratta del Rescritto del 19 luglio 1841, seguito da altre integrazioni successive.

A dirlo è stato Benedetto Croce in persona, quando si fece promotore della legge 778 del 1922, la prima legge italiana che stabilì il Diritto al Paesaggio e creò una prima tutela per gli immobili di interesse storico. Una normativa che è stata in vigore fino al 2009, per quasi novant’anni.

Una innovazione borbonica

Spiegò il filosofo abruzzese nella relazione al parlamento che, prima di formulare il testo di legge, aveva effettuato numerose ricerche storiche negli archivi degli Stati preunitari. Ed aveva individuato tre rescritti borbonici che, di fatto, anticipavano la normativa appena approvata in Parlamento (letteralmente: “nulla di nuovo, quindi, si è escogitato nel presente regolamento“). Per giunta i regolamenti del Regno delle Due Sicilie, dopo l’Unità d’Italia, furono trascritti nel regolamento del Comune di Napoli.

La legge promossa da Croce titolava “Per la tutela delle bellezze naturali e degli immobili di interesse storico” fu quindi un’innovazione nella Storia d’Italia, ma era già conosciuta da quasi cent’anni a Napoli.

Continua su:

https://www.altaterradilavoro.com/i-borbone-e-la-prima-legge-italiana-sulla-tutela-del-paesaggio/

 

 

—————————–

– Incontro con il Prof. Vincenzo Guli'.

di piuessewebtv, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=i3TknF4qU_I&fbclid=IwAR3RRIRGqDAhm0OYhkb1Wd_NK1T0vLRxW2bfo6YuXb8oSOJO-pLJPqDrHz8

 

 

—————————

– A Napoli si sbarazzano del busto di Cialdini, mentre in Sicilia li ‘onoriamo’ ancora tutti: Garibaldi, Cavour, i Savoia…

da inuovivespri.it

Napoli comincia a fare i conti con la propria storia. Per la precisione, con la storia del Risorgimento scritta dai vincitori, spesso con falsità. Così presso la sede della Camera di Commercio della città partenopea hanno deciso di rimuovere il busto del generale Enrico Cialdini, uno dei personaggi più brutti della ‘conquista del Sud’, per dirla con lo scrittore Carlo Alianello.

Noi ci siamo più volte occupati di questo generale di casa Savoia che si è macchiato di atroci delitti. Lo abbiamo fatto quattro anni fa, quando abbiamo denunciato che ancora oggi, a Palermo, una via è dedicata a questo personaggio. E se n’è occupato, sempre per noi, Ignazio Coppola, raccontando la strage di Pontelandolfo e Casalduni.

Oggi torniamo sull’argomento per un fatto di cronaca: perché a Napoli, presso la camera di Commercio,come già accennato, hanno deciso di eliminare il busto di questo efferato militare di casa Savoia.

 

 

 

——————————

– ll servizio militare obbligatorio: le proteste dei giovani e la crisi dell’agricoltura siciliana

di Manfredi Mosca, da inuovivespri.it

Dopo la sceneggiata di Palermo l’esercito borbonico, forte (!) di quasi 20 mila soldati, ben armati ed equipaggiati, si è arreso ai mille più mille. I militari si imbarcano per tornare a casa. Un altro tradimento si è consumato. Il suo comandante in capo, Generale Lanza, tra il ludibrio dei suoi uomini, si avvia mestamente in direzione della fortezza di Ischia, dove lo aspetta la Corte marziale.
Come vedete, a pezzi e talloni, tradimento dopo tradimento, l’Italia si sta facendo; e adesso bastano altri due Giuda e il gioco in Sicilia sarà fatto. A tempo debito ve li presenteremo.

Intanto il vento cambia un po’. Il solito Giuseppe Cesare Abba non capisce, ma registra:

“Questo popolo che ci ha fatta la luminara la notte del 25 maggio quando eravamo pochi e con poche speranze, adesso non ci riconosce più. Ma che abbiamo fatto?”.

Bestia! Che cosa avete fatto? Glielo spiega fra Pantaleo da Castelvetrano, il monaco guerriero:

“Questa gente ci si è fatta nemica per la coscrizione decretata dal Dittatore”.

Continua su:

https://www.inuovivespri.it/2020/06/05/garibaldi-e-i-mille-7-il-servizio-militare-obbligatorio-le-proteste-dei-giovani-e-la-crisi-dellagricoltura-siciliana/?fbclid=IwAR0Tlfv-2N_Riy5Km4H7OsWWHYqEqljER2IBOVfUhy8_Hw7ijmGd3WZ0r_k

 

 

—————————–

– La vita del grande ‘brigante’ (o patriota del Sud?) Carmine Crocco

di Indro Montanelli, da inuovivespri.it

“…Fra i più solleciti ci fu Carmine Crocco, un ex-pastore di Rionero in Vulture che, condannato per diserzione a vent’anni di carcere, ne era evaso, si era dato alla macchia, e in poco tempo era diventato il più temuto e rispettato capobanda della Lucania non soltanto per il suo coraggio, ma anche per la sua intelligenza di guerrigliero. All’origine della sua rivolta c’era un patetico episodio che ben illustra la condizione delle plebi meridionali. Un giorno, quando era bambino, il cane d’un signore era entrato nella sua catapecchia e aveva ammazzato un coniglio. Un suo fratello, per strapparglielo di bocca, gli assestò una bastonata che lo stese morto. Il signore se la riprese con a madre, e con tale violenza la malmenò da farla abortire e lasciarla per sempre inferma. Dopo poco il signore fu ferito da un’archibugiata. Il tribunale ne ritenne colpevole il marito della donna, e lo condannò ai lavori forzati. Solo dopo due anni e mezzo, un vecchietto del luogo che tutti ritenevano innocuo e pio, rivelò in punto di morte di esser stato lui l’autore del tentato omicidio. Carmine riebbe il padre, ma non più la madre, diventata pazza, e da allora nel suo animo non ci fu posto per altro anelito che quello della vendetta.

Continua su:

https://www.inuovivespri.it/2019/05/08/la-vita-del-grande-brigante-o-patriota-del-sud-carmine-crocco/?fbclid=IwAR2nolytIbgZPitS-nLtQr6qdsxBGahdZptkJAtreBsZViN4kfw2LRu9xyg

 

 

—————————

– LE STRADE DEL REGNO DI NAPOLI SOTTO I BORBONE

di Antonio Ciano, da altaterradilavoro.com

Nel 1828 le strade del Reame ammontavano a 1505 miglia e da quella data al 1855 se ne costruirono altre 3082. Il territorio del Regno delle Due Sicilie non è piatto come quello della Pianura Padana, bisognava attraversare montagne, torrenti e fiumi.

Fu costruita l’Amalfitana, la Sorrentina, la Frentana e fu interrotta, a causa dell’unità, la strada che doveva attraversare per intero il massiccio della Maiella ed il Principato di Avellino. Quella strada fu costruita dai governi unitari solo dopo cento anni. E continuiamo con le strade:quella della costiera adriatica, la strada che da Sora portava a Roma, l’Aquilonia che congiungeva il Tirreno all’Adriatico, l’Appulo Sannitica che congiungeva gli Abruzzi alla Capitanata e la Sannita che da Benevento passando per Campobasso arrivava a Termoli. Chiunque, passando per Itri, città che diede i natali al più grande eroe che l’Italia abbia avuto dal tempo dei Romani, Michele Pezza alias Frà Diavolo, troverà una lapide, una delle poche rimaste in tutto il Reame, che ricorda la strada, costruita sotto il regno di Ferdinando II, che inizia appunto dalla cittadina itrana fino a Terni. Proprio così, fino a Terni, detta strada prese il nome di Civita Farnese.e chiunque visiti Gaeta vedrà dirimpetto alla fortezza, volgendo lo sguardo verso Formia, una strada dalla simmetria unica, che volge in alto fin quasi a raggiungere le vette degli Aurunci e colà interrotta dagli eventi bellici del 1860-61 e che avrebbe dovuto congiungere la piazzaforte borbonica con Sora. Come ci ricorda il Durelli “…in breve, dal ’52 al ’56, che sono solo quattro anni, furono costruite 76 strade nuove, di conto regio, provinciali e comunali. Moltissimi i ponti, e fra tutti il ponte sul Garigliano, sospeso a tiranti di ferro, primo in Italia con questa tecnica e tra i primi in Europa.

Continua su:

https://www.altaterradilavoro.com/le-strade-del-regno-di-napoli-sotto-i-borbone/?fbclid=IwAR2SM4nnYoA6RTDLdobPURPhOXbfKYhhxNJFEgcD-26OjhXr5pz8F0TrFmk

 

—————————

– Edoardo Vitale. 160 anni di pregiudizi contro il Sud

di Loreto Giovannoni, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=ZYZPRWSg3f4

 

 

—————————

– Garibaldi e i Mille in Sicilia 5/ La battaglia di Calatafimi: fece tutto il generale borbonico venduto

di Manfredi Mosca, da inuovivespri.it

La battaglia di Calatafimi, piuttosto che nei libri di storia o sui quadri, andrebbe rappresentata più appropriatamente su “Scherzi a parte”.

Quando un esercito di oltre 2000 soldati, armati e ben equipaggiati, posizionato su un’altura da dove domina il nemico e lo può distruggere facilmente a cannonate, a fucilate e perfino facendo rotolare massi e pietre, quando queste truppe, di fronte ad un assalto suicida alla baionetta si ritirano e lasciano che il nemico, inferiore di numero, male equipaggiato raggiunga la vetta dell’altura, le domande sono ovvie.

Questa in sintesi fu la “gloriosa battaglia di Calatafimi”, una scaramuccia che poteva finire in un solo modo: in un mare di sangue versato da una sola parte – cioè dai garibaldini – e che invece diventò una vittoria strategica per gli stessi garibaldini.

Perché di fronte a una vittoria impossibile, a detta dei suo stessi ufficiali che gli suggerivano  di ritirarsi, Garibaldi forzò la mano?

Continua su:

https://www.inuovivespri.it/2020/05/15/garibaldi-e-i-mille-in-sicilia-5-la-battaglia-di-calatafimi-fece-tutto-il-generale-borbonico-venduto/

 

 

—————————–

– Così l’unità d’Italia mise in ginocchio le industrie nella Valle del Liri

di Fernando Riccardi, da alessioporcu.it

 

Un industriale di Arpino, Giuseppe Polsinelli (1787-1880), proprietario di uno dei più grandi lanifici della Valle del Liri, fervente liberale ed accanito avversario della monarchia borbonica, nel 1861 venne eletto nel collegio di Sora e andò a sedersi sugli scranni del primo Parlamento italiano di Torino.

Prima di essere un politico, però, era soprattutto un industriale e pertanto non poteva ignorare una realtà e una situazione che si faceva, giorno dopo giorno, sempre più critica. E non certamente per colpa di quei malandrini dei Borbone che ormai avevano passato la mano.

Fu così, allora, che, preso il coraggio a due mani, nella seduta del 25 maggio 1861, tenne un memorabile discorso davanti alla Camera dei Deputati “fra la generale incomprensione e ostilità” come attestano le fonti parlamentari.

Il Polsinelli si riferiva alle nuove tariffe doganali varate dal governo sabaudo che stavano mettendo in ginocchio le industrie del sud Italia.

Il Cavour, serafico, gli rispose che, a quel che lui sapeva, da quando era stata introdotta la nuova tariffa doganale, i traffici al porto di Genova erano aumentati. La stessa cosa, però, aggiungiamo noi, non era accaduta nei porti di Napoli e di Palermo.

Una dopo l’altra chiusero tutte le fabbriche che producevano panni di lana nella valle del Liri. L’ultima, che dava lavoro a 190 operai, nel 1882.

Continua su:

https://www.alessioporcu.it/articoli/unita-chiuse-fabbriche-valle-liri/

 

 

——————————————————————————–

PER NON DIMENTICARE

alba-mani

 

– Luglio 1861: Tumulti a Messina

          Tumulti a luglio sono scatenati a Messina dagli operai per le basse paghe. La città riverrà privata del porto franco. Il giornale anticlericale di Palermo “L’Arlecchino Oppositore” il 29 novembre 1861 accusò il clero di borbonismo elencando ben sedici ecclesiastici, arrestati la notte precedente con l’accusa  di cospirazione contro il governo. Essi erano: padre Matteo Adragna di S. Francesco d’Assisi, scoperto con “carte sorprese”; con la stessa imputazione furono arrestati anche il canonico Pollara, il canonico Agostino da Trapani, maestro di cerimonie mons. Ciccoli, padre Banaventura di Sambuca, frà Ferdinando Favaloro accusato di essere spia, padre Pasquale e padre Lorenzo del convento del SS. Salvatore, padre Costantino di San Giovanni, padre Celestino Arcangelo Raffaele, padre Raffaele e padre Pietro si S. Michele, infine padre Pipitone.

– Tommaso Romano, Sicilia 1860 – 1870, una storia da riscrivere, ISSPE Edizioni, pag. 62

 

– Palermo, 8 luglio 1960: La strage di Palermo

L’otto luglio 1960, nel corso di una normale manifestazione organizzata dalla CGIL a Palermo (come pure a Genova e Reggio Emilia), a seguito della brutale carica della polizia che spara sulla folla inerme si avranno quattro morti, trentasei feriti, settantuno arrestati e trecentosettanta fermati.

I caduti furono:

– Andrea Cangitano di anni 14;

– Giuseppe Malleo di anni 16;

– Francesco Vella di anni 42;

– Rosa La Berbera di anni 53.

Quest’ultima raggiunta da uno dei tanti colpi sparati all’impazzata dalla polizia mentre si apprestava a chiudere la finestra di casa.

Fonte

http://www.inuovivespri.it/2016/07/08/anniversario-da-ricordare-56-anni-fa-a-palermo-la-strage-del-governo-tambroni/#_

 

 

– Palermo, 19 luglio 1992

 

Cadeva sotto i colpi dell’affarismo, degli interessi e dei grandi connubi malavitosi il Giudice Paolo Borsellino.

A lui il nostro imperituro rispetto.

Ai familiari il nostro più sentito cordoglio.

https://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/1/1f/Paolo_Borsellino.jpg

 

 

– 21 luglio 1861, la strage di Nola

Dalle memorie del bersagliere Carlo Margolfo,

Una colonna mobile guidata dal generale Pinelli, dopo un rastrellamento, fa fucilare duecento persone.

 

– Somma vesuviana – 22, 23 luglio 1861

Fucilati: Francesco Mauro, Saverio Scozio, Angelo Granato, Giuseppe Iervolino, Luigi Romano, Vincenzo Fusco.

Era la notte tra il 22 e il 23 luglio 1861, le strade erano buie e silenziose a Somma Vesuviana. La compagnia dei bersaglieri guidata dal Capitano Federico Bosco, conte di Ruffina, ruppe la quiete notturna facendo irruzione nel paese alla ricerca dei briganti della banda Barone.

Il Capitano aveva con sé una lista di nomi conferitagli dal Dicastero di Polizia. Seguendo le indicazioni della suddetta lista i bersaglieri arrestarono otto persone con l’accusa di “compromissione” coi briganti. Presi con la forza gli otto sommesi vennero subito legati ed imbavagliati. Venne istituito un Consiglio di Guerra in fretta e furia, guidato dal Capitano Bosco. Vi facevano parte anche: il sindaco dell’epoca, Domenico Angrisani, il Giudice Regio, un ufficiale dei bersaglieri e il comandante della caserma locale dei carabinieri. Questi uomini furono chiamati a giudicare i malcapitati.

Pur se il verdetto non fu unanime, in quanto il Giudice Regio non diede il proprio consenso, seppur in assenza di prove schiaccianti contro gli accusati e senza il coinvolgimento degli alti organi di Giustizia, si decise che gli otto arrestati dovevano essere fucilati. Il giorno successivo, il 23 luglio, a largo Mercato vennero giustiziati Francesco Mauro, Saverio Scozio, Angelo Granato, Giuseppe Iervolino, Luigi Romano, Vincenzo Fusco. Solo due sacerdoti vennero risparmiati, all’ultimo momento, dal plotone d’esecuzione.

Successivamente vennero fatte delle indagini e si appurò che nessuno dei fucilati appartenesse alle famiglie compromesse col brigantaggio, od avesse mai avuto rapporti con gli stessi briganti, anzi in una nota ufficiale delle autorità civili di Somma Vesuviana venne reso noto che il Granato e lo Iervolino erano sempre stati “veri liberali e attaccati all’unità italiana”.

Fonte e, per approfondire:

https://www.vesuviolive.it/cultura-napoletana/storia/230926-leccidio-somma-vesuviana-6-innocenti-fucilati-nome-dellunita-ditalia/?fbclid=IwAR3Eu11RSiPGTLMs309HPV8iSC4UPMMs1Sy3uaLQBT3gXTZS_xxGEDpIjoA

 

– Palermo, 29 luglio 1983 – Cadeva il Giudice Rocco Chinnici

 

“Prima di occuparci della mafia del periodo che va dall’unificazione del Regno d’Italia alla prima guerra mondiale e all’avvento del fascismo, dobbiamo brevemente, ma necessariamente premettere che essa come associazione e con tale denominazione, prima dell’unificazione, non era mai esistita, in Sicilia.”

 http://www.associazionemagistrati.it//gallery/In-memoria-di/Rocco-Chinnici.jpg

A lui il nostro ricordo e la nostra stima.

 

—-

– 30 luglio 1861 – La strage di Auletta

Il massacro di Auletta, avvenuto il 30 luglio 1861, fu una strage compiuta dall'Esercito italiano da un contingente di bersaglieri affiancati da una squadra della Legione ungherese, ai danni della popolazione civile del piccolo centro del salernitano.
Espugnato il piccolo centro, al mattino del 30 luglio e messi in fuga i guerriglieri, i militari si accanirono sulla popolazione civile, uccidendo, saccheggiando e bruciando.
Tra le 45 vittime accertate vi fu il parroco Giuseppe Pucciarelli, mentre altri quattro religiosi furono pestati a sangue in piazza e costretti ad inginocchiarsi davanti al tricolore sabaudo. Uno di loro, settuagenario, cercò di rialzarsi, ma venne ucciso da un sergente a colpi di calcio di fucile alla testa. Secondo altre fonti i morti «sembra fossero 130». I luoghi di culto furono saccheggiati e duecento cittadini vennero arrestati e tradotti nel carcere di Salerno con l'accusa di rivolta e di cospirazione.

Fonte wikipedia

 

——————————————————————————–

SCHEGGE DI STORIA

 

SCHEGGE DI STORIA 7 – ’20

Le tasse che si pagavano nel Regno erano solo cinque: contribuzione fondiaria, dazi indiretti, registro e bollo, lotterie, poste e procacci. I meno abbienti non pagavano tasse, parola che i poveri, fino al 1861, sconoscevano.

            “In un anno solo – scriveva Roberto Selvaggi – nel 1861, le aumentarono a ben 36 più le cinque antiche. Il debito pubblico era di 5.210.000 lire dell’epoca dal 1848 al 1859 ed in Piemonte era già di 58.611.000. Gli avvenimenti del 1860 costarono al Regno delle Due Sicilie 13 milioni di ducati pari a 55 milioni. Nel periodo che va dall’ingresso di Garibaldi al 31 dicembre 1860 si aggiunse un disavanzo di ben trenta milioni di ducati pari a 127 milioni di lire.

            Iniziamo la nostra avventura unitaria con 182.000.000 di debito pubblico.

I reali Alberghi dei Poveri, specie a Napoli e a Palermo (con Francesco Paolo Gravina principe di Palagonia che lo presiedeva a Palermo e fondatore del Deposito di Mendicità, di una Congregazione religiosa, oggi venerabile per la Chiesa Cattolica) ospitavano indigenti e barboni e vi si ricoveravano di notte migliaia di persone finchè non potevano contare su un letto stabile e il necessario per vivere.

            Va ancora ricordato che Ferdinando II di Borbone, (ultimo Re siciliano nato a Palermo il 12 gennaio 1810,morto a Caserta il 22 maggio1859) con uno dei suoi primi Decreti datato 11 gennaio 1831, dopo una esposizione dettagliata dello stato delle finanze pubbliche e aver ricordato di aver operato  “fedele alle promesse ogni personale sacrificio” con un esborso delle sue casse private di ben 370.000 ducati, decretava l’abolizione del cumulo  degli stipendi e introduceva (quasi due secoli fa, si rifletta sull’oggi!) una trattenuta progressiva, che colpiva particolarmente quelli alti a cominciare dal suo personale. Trattenuta eliminata solo quando il disavanzo fu accettabile.

Tommaso Romano, Dal Regno delle Due Sicilie al declino del Sud, Thule Edizioni, pag. 26, 27.

 

 

            Quest’uomo (il generale Cadrona, n.d.r.), a moto ormai sedato, sembrò volere sfogare la sua voglia antisiciliana, accanendosi su una popolazione stremata e mostrando particolare ferocia contro il clero, accusato di sostenere le ragioni del popolo e di avere fomentato la rivolta. Se avesse potuto ottenere la collaborazione dei vescovi, avrebbe deportato lontano dalla Sicilia tutti i preti dell’isola, sostituendoli con preti provenienti da fuori. Ma questo non gli fu possibile.

            Furono, però, espropriati tutti i monasteri, e i conventi, soppresse 1.027 tra confraternite e varie altre corporazioni religiose laicali in tutta l’isola, incarcerati tutti i sacerdoti e i frati che ancora non erano stati fucilati e che non avevano fatto in tempo a nascondersi. Finì in galera persino il novantenne arcivescovo di Monreale Benedetto D’Acquisto, reo solo di essere siciliano, e con lui 47 religiosi di Palermo, 46 di Siracusa, 40 di Girgenti, (o Agrigento), 26 di Caltanissetta e 18 di Messina.

            Nessun prete di Catania e di Trapani fu toccato, solo perché i prefetti di queste città ebbero la forza di reagire a tanta crudeltà e si rifiutarono di eseguire ordini così ingiusti.

            Palermo, in pratica, venne trattata dal governo come “città nemica”.

Michele Antonio Crociata, Sicilia nella Storia Vol. II, Dario Flaccovio Editore, pag. 120, 121.

 

 

            Ma intanto i borbonici si andavano riorganizzando e il 17 dicembre 1860, Don Antonino Costamante, a Napoli ricevette dall’ex Sottintendente di Alcamo Domenico Jozzia la seguente lettera significativa: “Illustrissimo Signore, accuso ricezione della di lei pregiatissima di n. 2 ed o’ il bene di sottometterle che, quantunque in questi tempi è assai pericoloso l’incarico ch’Ella mi dà, purtuttavia essendo i sudditi di S.M. (Dio Guardi) farò tutto il possibile, anche a costo della mia vita. Ho consegnato la lettera pel signor D. Francesco Mistretta al signor D. Andrea De Blasi, che avrà cura di fargliela pervenire, attendo Crociate.”

            Molto significativa da valutazione di un laico sugli effetti provocati nell’Isola, ecco quanto infatti scrive Francesco Renda*: “La Massoneria realizzò la sostanziale scristanizzazione delle classi dominanti isolane. Il divorzio tra borghesia e cattolicesimo si approfondì in modo tale che l’anticlericalismo divenne, oltre che convinzione, anche metodo di comportamento della classe politica” (cfr. Storia della Sicilia dal 1860 al 1970).

            E intanto, resisteva, ancora, la Cittadella di Messina che issava la bandiera tricolore col monogramma dell’Ordine Costantiniano di San Giorgio dei Borbone Due Sicilie.

            Ma la pimontesizzazione della Sicilia, comunque, si attuerà inflessibile e con esiti a dir poco disastrosi.

Francesco Renda è stato Professore Emerito di Storia Moderna presso l’Università di Palermo.

Tommaso Romano, Sicilia 1860 – 1870, Una storia da riscrivere, ISSPE Edizioni, pag. 31.d

 

—-

Pre prendere visione delle altre "SCHEGGE DI STORIA", si vada al menù verticale in alto, alla sinistra del video.

 

———————————————————————————-

EVENTI

– Atina – 8 agosto 2020, ore 17,30

In occasione del 60° anno della rivista L’Alfiere,  presentazione del volume

La faccia nascosta del Risorgimento

di Loreto Giovannone

atina

 

————————

– Pietrarsa – 9 agosto, ore 10,30

Commemorazione dell’eccidio con la partecipazione di Vincenzo Gulì e Edoardo Vitale, presso l'Opificio di Pietrarsa.

 

 

—————————

– Vibonati, 13 agosto 2020, ore 21,30

Incontro sul tema:

Ma che storia è? Dal 1799 ad oggi.

 

 

 

———————————————————————————–

NOTIZIE DAL REGNO – ATTUALITA'

 

– Il Palazzo Reale di Palermo? Va aperto a tutti, tranne che ai Savoia

di Ignazio Coppola, da inuovivespri.it

(immagine da inuovivespri.it e da e da Nexus Edizioni)

 

Il dibattito che ha aperto il professore Massimo Costa sulla visita di un principe discendente dei Borbone si arricchisce di un altri intervento: quello di Ignazio Coppola. Che ricorda che la Sicilia, al tempo del regno delle Due Sicilie, non era economicamente depressa. Anzi.

 

La notizia che Don Jaime, erede del casato dei Borbone, ha scelto la Sicilia per convolare a Settembre a giuste nozze ha sconvolto a tal punto il Prof: Massimo Costa da scrivere una lettera di protesta al presidente dell’Assemblea regionale siciliana, onorevole Gianfranco Miccichè, reo di avere messo a disposizione dei nubendi per il lieto evento i locali del Palazzo Reale di Palermo, motivando il fatto che i Borbone nella loro storia, nei confronti dei siciliani, si sono lasciati andare a compiere le più grandi nefandezze.

Il Prof. Costa, insigne economista, ma di corta memoria dimentica che la Sicilia sotto i Borbone, da lui tanto detestati, a quei tempi, al pari dei territori continentali del Regno di Napoli, era tutto un fiorire di iniziative economiche. La Sicilia, alla condizione di regione depressa venne condannata non prima ma dopo l’Unità d’Italia.

La favola di una Sicilia e del Sud irrimediabilmente negati a ogni forma di sviluppo industriale faceva parte di un alibi tendente, successivamente, a giustificare una politica di asservimento del Mezzogiorno e della Sicilia all’esclusivo ruolo di mercato e sbocco dei consumi dei prodotti agricoli e industriali del Nord.

Ancora prima dell’Unità fioriva, nelle due maggiori città dell’Isola, Palermo e Catania, l’industria della seta esportata con successo, per la qualità dei suoi prodotti, nei mercati europei e mediterranei. L’industria del tabacco produceva migliaia di tonnellate di manufatti all’anno, occupando tra operai e indotto, diverse migliaia di unità lavorative.

Fiorenti, a quei tempi, erano anche le attività cantieristiche, navali, metalmeccaniche, chimiche, della lavorazione del cotone e del lino, l’industria conserviera, la produzione e la commercializzazione dei vini e l’estrazione e la lavorazione dello zolfo, quest’ultima la più importante e ricca d’Europa.

Vero fiore all’occhiello, poi, dell’economia isolana era la flotta mercantile con la compagnia Florio che gareggiava con le principali marinerie del Mediterraneo. Nel decennio che va dal 1850 al 1860 era stato varato, dal punto di vista amministrativo, un notevole numero di provvedimenti, a salvaguardia dell’economia isolana, di innegabile portata. Fu costituito un debito pubblico con un immediato risveglio nel movimento dei capitali. Fu creato il Banco Autonomo di Sicilia, due Casse di sconto e numerose Casse di risparmio.

E, ancora, costituita la redimibilità dei censi degli enti morali, ripristinato il libero cabotaggio tra l’Isola e il continente e istituito il fido doganale. Istituito il porto franco di Messina, riorganizzato e aggiornato il catasto fondiario e creato ex novo il Genio civile.

Con l’Unità d’Italia di tutto questo non rimase più nulla. Il nascente sistema industriale e le risorse del Sud furono progressivamente smantellate e trasferite al Nord. Di tutto questo il Prof. Costa ne dovrebbe avere memoria, soprattutto dei vantaggi di cui la Sicilia beneficiò con i Borbone.

Nell’antico Regno di Napoli il debito pubblico era piuttosto leggero. La Sicilia, nel 1858, pagava ai Borbone 40 milioni circa di tasse. Con l’unificazione del debito pubblico nazionale, i siciliani versarono nelle casse dello Stato italiano ben 187 milioni di lire.

Nel regime borbonico, compresa la Sicilia, liberi da ogni peso erano, fra l’altro, la ricchezza mobile e le successioni, molto tenui le tasse di registro e bollo. Ed ancora la Sicilia, sotto i Borbone, era stata tradizionalmente esente dall’obbligo del servizio militare che veniva svolto da truppe mercenarie e da volontari. Ciò aveva permesso ai nuclei familiari dell’Isola di utilizzare i propri figli e i giovani per lavorare la terra, svolgere i lavori quotidiani e portare avanti con profitto una sana economia familiare.

Con l’Unità d’Italia tutti i benefici di cui si giovarono i siciliani con i Borbone scomparvero. Ed è in memoria di tutto questo che il prof Massimo Costa, accecato dal suo eccessivo e pervicace sicilianismo, farebbe meglio anziché scrivere al presidente dell’Assemblea regionale siciliana di vietare l’ingresso a Palazzo Reale ai nubendi si rivolgesse alla commissione toponomastica di Palermo – e non ci risulta che l’abbia mai fatto – per togliere dalle strade della città i nomi di tutti i conquistatori che, sotto il segno di casa Savoia, ridussero la Sicilia alla condizione di colonia, compresi gli stemmi della casa reale sabauda che ancora esistono all’interno del Palazzo Reale di Palermo. Farebbe un buon servizio a se stesso e ai siciliani.

Qui la lettera inviata dal Prof. Costa al presidente dell’A.R.S:

https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=1312026259131874&id=100009735375048

Qui di seguito la lettera di congratulazioni inviata allo stesso Presidente dal prof. Vincenzo Gulì e dallo scrivente:

– LETTERA APERTA DI CONGRATULAZIONI AL PRESIDENTE DELL'ASSEMBLEA SICILIANA ON. GIANFRANCO MICCICHÈ PER L’OPPORTUNITÀ DI LIBERARSI DAI TABÙ DELLA STORIA.

On. Presidente,
          la notizia che un principe Borbone Due Sicilie, nato in Spagna,  intende convolare a giuste nozze nella città che fu prima capitale del regno estintosi sotto la dinastia borbonica, rappresenta una lieta novella per quelli che faticosamente stanno attuando una documentata revisione storica sul Risorgimento. Gli scriventi, responsabili di un’associazione culturale che si occupa della storia dei territori dell’ex regno delle Due Sicilie, esprimono i più meritati complimenti alla favorevole accoglienza del desiderio dei due promessi sposi di scegliere Palermo.  Qualche incauto o malizioso potrebbe scambiare quest’atto civile con uno di imbarazzante valenza politica. Ma assolutamente non è così. Ciò sia per le esternazioni di don Jaime e del padre Pedro mai allusive di una qualche rivalsa politica, sia per lo spirito che anima l’universo filo borbonico volto alla verità storica senza nessun proclama di anacronistica restaurazione. Qualche altro, sprovveduto o demagogo, potrebbe scongelare l’obsoleto cliché del Borbone sanguinario e tiranno nemico della Sicilia. Senza proporre una tediosa, tuttavia agevole, rivisitazione della storia borbonico-siciliana  dell’Ottocento, basti dire che con le Due Sicilie nell’isola non c’era bisogno di emigrare, non esisteva malavita organizzata(quella comune era sotto stretto controllo) e la stragrande maggioranza della popolazione non era affatto contraria alla dinastia, tanto è vero che più si ricerca negli archivi e più si trovano testimonianze,per molti quasi incredibili, della resistenza popolare contro i Savoia chiamata “brigantaggio” e di altre manifestazioni precedenti a favore dei Borbone. La storia per slogan che ci impone la scuola a tutti i livelli certamente racconta un altro svolgimento di fatti nel periodoin discussione. Ma la verità non deve intimorire nessuno. Ecco perché ricevere con cortesia istituzionale il principe Jaime di Borbone è una svolta che dimostra un’apertura culturale coraggiosa che fa fortemente onore a questo esecutivo regionale. E’ un’occasione da non perdere per far uscire dal ghetto un periodo di storia molto diverso da quello che ci hanno sempre romanzato. Esso costituisce una sorta di tabù che deve essere finalmente sfatato senza perniciosi pregiudizi o eccessive remore. E’ un’occasione per confermare che la cultura ha molte sfaccettature che, tutte insieme, formano la tradizione di un popolo. E’ un’occasione per dimostrare che nel terzo millennio la Sicilia, come il resto del Sud,vuole ripartire dalle cose buone del passato per affrontare più robusti il futuro che ci spetta.

Napoli/Palermo, 20 luglio 2020

Vincenzo Gulì, Napoli

Giovanni Maduli, Palermo

 

 

——————————

– MENTRE VI OCCUPATE DI COME FAR RIPARTIRE GLI APERITIVI A MILANO, AL SUD STA PER SCOPPIARE UNA BOMBA SOCIALE

di Andrea Bassi, da dagospia.com

Bastano pochi numeri. Poche cifre che il direttore generale della Svimez, Luca Bianchi, definisce «impressionanti». La caduta dell'occupazione nel Mezzogiorno quest' anno, rischia di essere drammatica. In soli 12 mesi potrebbero rimanere senza lavoro 380 mila persone. In un solo anno la perdita di occupati sarebbe pari a quella subita nei cinque anni che vanno dal 2009 al 2013, quando la crisi finanziaria e quella dei debiti sovrani si sono saldate. Uno shock che fa temere anche alla Svimez che nel Mezzogiorno possano esserci «tensioni sociali».

Continua su: 

https://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/mentre-vi-occupate-come-far-ripartire-aperitivi-milano-sud-sta-242361.htm?fbclid=IwAR3ieTRx2JCRdu8IcK17X1SYYQETuv4uZJSF0F1o0L9fVVza9iP248Dyfs8

 

 

——————————

– I SOLDI DELL'EUROPA DIROTTATI AL NORD

di Roberto Napoletano, da quotidianodelsud.it

Noi vogliamo bene all’Italia e solo per questo ci siamo imposti di non soffiare sul fuoco della polveriera sociale che può incendiare il Paese in autunno. Siamo sull’orlo del baratro e ci comportiamo come se avessimo il portafoglio pieno e i miliardi che ci ballano. Calpestiamo il Mezzogiorno e il lavoro privato con la brutalità che solo l’ignoranza delle cose può consentire. Non riapriamo il pubblico impiego, il sindacato tutela privilegi fuori dal mondo, e raccontiamo la favola della didattica a distanza in una scuola colpevolmente dimezzata.

Lasciamo morire il commercio, chiudiamo l’economia a partire dal turismo, e crediamo di potere ricominciare come se nulla fosse ridando i soldi ai Soliti Noti e regalando spesa pubblica ai ricchi rubandola ai poveri facendo l’esatto contrario di quello che ci chiede l’Europa. Facciamo finta di cambiare la macchina pubblica per cui gli investimenti rischiano di non partire mai e litighiamo su chi nomina i commissari e su quali opere devono avere la priorità quasi che fosse discutibile il dato di fatto che negli ultimi venti anni si è azzerata la spesa per investimenti nel Mezzogiorno (0,15% del Pil) e si vuole addirittura proseguire con l’andazzo incostituzionale di fare figli e figliastri nella sanità pubblica adesso addirittura anche con i fondi europei del Mes che non abbiamo nemmeno il pudore di chiedere ma sottobanco già ci dividiamo.

Non so se si è capito bene quello che sto dicendo: con la consueta miope arroganza vogliamo prenderci i soldi europei per fare regali a Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto e Piemonte, la governance reale del Paese che unisce Destra e Sinistra, quando l’Europa ci aiuta eccezionalmente per l’ultima volta affinché facciamo finalmente gli ospedali pubblici, terapie intensive e ricerca nelle regioni del Mezzogiorno arbitrariamente private dei loro diritti costituzionali.

Siamo alla vergogna delle vergogne.

Continua su:

https://www.quotidianodelsud.it/laltravoce-dellitalia/gli-editoriali/2020/07/06/leditoriale-di-roberto-napoletano-laltravoce-dellitalia-i-soldi-delleuropa-dirottati-al-nord/?utm_source=ferlaino&utm_medium=facebookads&fbclid=IwAR27VDwGt2z1kLGCkx57UcJ73Y-lQtcMnz5mTtUQRerbA1cgsw4UnnvfGd8

 

 

——————————–

– Grano & navi: come prendere in giro i consumatori. La denuncia di Confagricoltura Foggia

da inuovivespri.it

Pur di far entrare il grano duro estero in Italia senza farlo sapere ai cittadini le sanno tutte. L’ultima invenzione la denuncia la Confagricoltura di Foggia:

“Importanti trader – scrivono i vertici di questa organizzazione agricola – da alcuni giorni comprano grano duro estero, quasi certamente di dubbia qualità in base al prezzo d’acquisto, per rivenderlo ai commercianti locali. Fin qui nulla di strano! Al momento della vendita, la relativa fattura, in molti casi, porta la seguente dicitura (fuorviante?) ‘grano duro naz.’, laddove per ‘naz.’ dovrebbe intendersi nazionalizzato. Correttezza vorrebbe che in fattura si indicasse: ‘grano duro d’importazione nazionalizzato'”.

Invece? Invece invece di scrivere “nazionalizzato” scrivono “naz.”. E il Ministero delle Politiche agricole retto dalla renziana, Teresa Bellanova che fa? “Certo, non è obbligatorio, anche se chiederemo al Ministro Bellanova – riferisce il Presidente di Confagricoltura Foggia Filippo Schiavone – di renderlo tale. In modo da non ‘ingannare’ i commercianti o, qualora consapevoli, non invitare quelli poco seri (vivaddio non tutti!) ad acquistare a prezzi convenienti per poi farne miscele con grani locali o, peggio ancora, trasformarli in maghi che tramutano in nazionale il grano estero. Non a caso, in un momento di crescita del prezzo del grano locale, anche per la scarsa disponibilità di prodotto dovuta alle avversità atmosferiche, è bastato il semplice arrivo di tali grani esteri per invertire la tendenza di mercato”.

Continua su:

https://www.inuovivespri.it/2020/07/04/grano-navi-come-prendere-in-giro-i-consumatori-la-denuncia-di-confagricoltura-foggia-mattinale-470/?fbclid=IwAR3yuP426k2762jtAz06wRHPjFQzZ9548a3kWOHQ8aqYeVOrxDMHZELUHCY

 

 

—————————–

– Sanità in Sicilia, Fava: continuano tagli a presidi pubblici

da comunicalo.it

“La drammatica esperienza della pandemia dovrebbe aver insegnato l’importanza di una sanita’ diffusa nel territorio ed efficiente. In Sicilia, invece, si continuano a tagliare presidi e servizi. Solo in questo ultimo mese abbiamo avuto conferma della riduzione di personale, e quindi dei servizi, nei distretti sanitari della Asp di Palermo ed in particolare nei distretti di Lercara, Termini, Petralia Sottana, Corleone. Come se non bastasse anche l’ospedale di Petralia subisce pesanti tagli con la chiusura del laboratorio analisi e di mammografia e l’azzeramento dei posti letto di ginecologia. Sorte simile tocca alla struttura di Mazzarino, nel nisseno, con la chiusura, di fatto, del laboratorio di analisi per mancanza di personale.” Lo segnala Claudio Fava, deputato regionale de I cento passi, che ritiene la situazione “insostenibile perche’ colpisce duramente le aree interne della regione e che limita il diritto alla salute per decine di migliaia di Siciliani”. Sui diversi casi segnalati, Fava ha oggi presentato alcune interrogazioni urgenti al Governo regionale. (ANSA)

Fonte:

http://comunicalo.it/2020/07/03/sanita-in-sicilia-fava-continuano-tagli-a-presidi-pubblici/?fbclid=IwAR0cjcyxm6FFziqPQUPAk2Thig-Gip3Qb44vN_nMkKwUx3yX7LJMq6KUYOU

 

 

—————————-

– CARO PRESIDENTE NELLO MUSUMECI ECCO COSA E', OVE NON LO SAPESSE, L'IDENTITA SICILIANA CHE LEI VORREBBE SVENDERE AI "BARBARI" LEGHISTI

dI Ignazio Coppola

 

Il Presidente Nello Musumeci si è chiesto, in più occasioni, che cosa fosse mai questa " Identità siciliana" . Caro Presidente ove Lei non lo sapesse " L'identità siciliana" è l' "orgoglio di essere siciliani" e di appartenere a questa meravigliosa terra ricca di tradizioni e di storia: Una terra che è stata un crogiolo di civiltà, di conoscenze e di saperi . Terra di incontro di popoli, e non di dominazioni come lei erroneamente sostiene e sin dai tempi di Ruggero II con la nascita il 25 dicembre del 1130 del Regno di Sicilia e del più antico parlamento del mondo. Si quel parlamento in cui lei oggi si trova a presiederne il governo La Sicilia è stata sempre terra di tolleranza e di convivenza tra i popoli , terra di ospitalità e di accoglienza sino ai nostri giorni e sin dai tempi dei sicani, dei siculi, dei greci dei fenici, dei romani, dei bizantini, degli islamici, dei normanni ,degli svevi, degli aragonesi che via via si sono succeduti con le loro culture contribuendo a cementare e a formare la cultura l'identità e la lingua siciliana ,non da dominatori ma da protagonisti della meravigliosa storia della nostra terra che lei oggi vorrebbe svendere ai barbari leghisti senza cultura e senza storia o meglio della storia di Umberto da Giussano un personaggio, si informi, che non è mai esistito. Ed a proposito dell'Identità siciliana caro presidente ecco, per sua opportuna conoscenza, come ebbe a definire "L'identità siciliana" un grande storico siciliano Massimo Ganci nel suo illuminato ed argomentato saggio "La Nazione Siciliana". " Il popolo siciliano non è stato mai un "popolo vinto" ma al contrario un "popolo vincitore" non nel senso più strettamente militare ed imperialista del termine, ma perchè ha saputo conservare, nel corso della sua millenaria storia, la propria identità arricchita dagli apporti delle civiltà straniere assimilate sapientemente alla propria cultura dotta e popolare: Ecco perchè la Sicilia sino a che conserverà tale identità, le proprie tradizioni e la propria memoria storica non sarà mai una " Nazione vinta" Ecco spiegata a chiare lettere da Massimo Ganci ove ancora non l'avesse capito , caro Presidente, l'Identità Siciliana" che lei vorrebbe svendere agli " amici" leghisti.

 

 

——————————-

– Bufera sul 5G a Palermo: un gruppo di cittadini chiede di bloccare le antenne già installate

da inuovivespri.it

Tecnologia 5G a Palermo: la città si comincia a svegliare. Mentre in Consiglio comunale la questione è già oggetto di un’interrogazione, arriva un articolato documento di un nutrito gruppo di cittadini rappresentati dall’avvocato Giuseppe Cannizzo. E’ una “richiesta di accesso agli atti ex L. n. 241/90 e ss.mm.ii.–infrastruttura di rete e servizi 5G per la città metropolitana di Palermo”.

La richiesta di accesso agli atti è stata inoltrata al sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, al Consiglio comunale di Palermo, all’assessore comunale Leopoldo Piampiano, alla VII commissione consiliare del Consiglio comunale di Palermo e, per conoscenza, all’ARPA Sicilia (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente) e al Prefetto di Palermo.

La richiesta di accesso agli atti è molto documentata: è una sorta di miniera per chi intende saperne di più su una tecnologia – quella del 5G – che sta scatenando protesta in tutto il mondo.

Continua su:

https://www.inuovivespri.it/2020/05/07/bufera-sul-5g-a-palermo-un-gruppo-di-cittadini-chiede-di-bloccare-le-antenne-gia-installate/

 

 

———————————————————————————–

TESTI CONSIGLIATI

N.B.: Alla sezione "Testi consigliati", in alto, alla sinistra del video, su gentile concessione degli autori, sono pubblicati:

Sicilia, una storia da riscrivere, di Tommaso Romano;

La rivoluzione borghese in Italia, Dalla Restaurazione ai moti del 1831 (I° e II° capitolo), di Gian Pio Mattogno

 

—————————

Messina, La capitale dimenticata

di Alessandro Fumia, Magenes Edizioni

 

 

—————————–

Rinascita di una Nazione

di Giovanni Maduli, Pitti Edizioni

solo-frontespizio

 

 

———————————————————————————-

NOVITA' EDITORIALI

 

Italòs

di Marco Ascione, Megenes Edizioni

 

 

———————————————————————————–

ECONOMIA – POLITICA

 

– UNA NUOVA STRATEGIA DELLA TENSIONE IN STILE 11 SETTEMBRE – Massimo Mazzucco

di byoblu, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=ar7v_NHAVtA

 

 

————————–

– FMI ALLA BIELORUSSIA: 940 MILIONI DI DOLLARI SE FATE COME L’ITALIA –

di byoblu, da youtube.com

VIDEO

 https://www.youtube.com/watch?v=Ya124rMTgp8

 

 

——————————–

– LA MADRE DI TUTTE LE BATTAGLIE PUÒ ESSERE VINTA SOLO COSÌ… Francesco Neri

di MePiù, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=P31fFlQlT9E&feature=share&fbclid=IwAR0aDXuQ54eHQp959UXg2-MspRh046u_nrBjAkoOV1EHrfW3Hc2MAuQfj8Q

 

 

—————————-

– VOGLIONO LA GUERRA CIVILE?

di Francesco Lamendola, da controinformazione.info

Se vogliono la guerra civile, sono sulla strada giusta

Le parole sono pietre e non bisogna mai adoperarle con leggerezza. In questo caso, però, quel che è successo a Lizzano in provincia di Taranto il 14 luglio scorso, sembra aver tutte le caratteristiche per giustificare l’affermazione del titolo di questo articolo: Se è la guerra civile che vogliono, sono sulla strada giusta.

Anche se, per fortuna ovviamente, non è scorsa neppure una goccia di sangue, anzi non c’è stato neppure un graffio al dito o un occhio nero ai danni di alcuno. Però gli ingredienti della guerra civile: l’odio viscerale, ideologico; la sfida, la provocazione; l’intervento a gamba tesa della pubblica autorità, in questo caso del primo cittadino (nel lessico politicamente coretto: della prima cittadina) non per mettere pace, ma per aizzare gli animi; addirittura l’esortazione alle forze di sicurezza a scendere in campo contro dei cittadini pacifici, talmente pacifici che se ne stavano in chiesa a pregare, mentre gli energumeni erano fuori: ebbene questi ingredienti micidiali c’erano tutti, e a innescarli, come sempre, era proprio quella parte politica che da anni sta conducendo una campagna moralizzatrice, per non dire ultrapuritana, per condannare i cosiddetti crimini d’odio.

Lasciando tuttavia vedere, una volta di più, che l’odio a quei signori dà fastidio solo se è altro da quello che essi nutrono per tutti quanti non la pensano come loro; meglio ancora, se essi nel loro furore giacobino scambiano per odio la legittima espressione di un pensiero diverso o, addirittura, di un diverso sentire.

Perché, nell’Italia del governo Conte Bis e della pseudo-chiesa del signor Bergoglio, i cattolici, se vogliono riunirsi per recitare il Rosario, devono anzitutto giustificarsi e dare ampie assicurazioni di non essere omofobi, bifobi, transfobi ecc. ecc.

Continua su:

https://www.controinformazione.info/vogliono-la-guerra-civile/

 

 

——————————

– L’Apocalisse è servita…

di Marcello Pamio, da disinformazione.it

Prendo spunto da un interessante articolo di Cesare Sacchetti (lacrunadellago.net) per evidenziare ancora una volta il progetto del Nuovo Ordine Mondiale degli Illuminati: l'élite onnipotente con il pallino (nel sangue) del dominio globale!

Il loro occulto disegno si sta realizzando con mirabile precisione attraverso il monopolio della finanza internazionale e dell'usura bancaria. Con i soldi e il potere stanno devastando l’intero pianeta, anche se non è un discorso prettamente economico come si potrebbe erroneamente pensare…

Fanno tutti parte della massoneria, anche se all'interno delle confraternite esistono moltissime fazioni in contrasto tra loro, tra queste la massoneria per così dire ecclesiastica rappresentata dal Vaticano e gestita dalla Compagnia di Gesù. Tra tutte, l'organizzazione dei Gesuiti è potentissima all’interno degli Illuminati e riveste un ruolo altamente significativo nella manipolazione della società mondiale, forse perché nel mondo i cattolici sono circa 2,3 miliardi!

Oggi sulla cattedra di San Pietro a Roma c'è un uomo loro al cento per cento: un gesuita doc.

Non a caso il nome d'arte scelto da Jorge Mario Bergoglio non era per onorare il Santo d’Assisi, ma semmai Francesco Saverio, uno dei primi missionari della Compagnia di Gesù oltreché uno dei fondatori!

Continua su:

https://disinformazione.it/2020/07/04/lapocalisse-e-servita/

 

 

——————————-

– Depressione Coronavirus: L’Europa meridionale non si riprenderà mai

di Guillaume Durochere, da laveritadininconaco.altervista.org

Brutte notizie per l’Europa meridionale. Sembra che il coronavirus consoliderà ulteriormente le antiche disparità tra nord e sud dell’Unione Europea.

Secondo le stime della Commissione Europea, le economie di Italia, Spagna e Grecia si ridurranno di oltre il 9%. In confronto, la media UE è del 7,4%. La Francia si ridurrà dell’8,2%, mentre la maggior parte dei paesi nordici/germanici si ridurrà meno del 6,5% (Germania, Svezia, Danimarca, Austria, Finlandia).

La disoccupazione nell’UE dovrebbe passare dal 6,7% al 9% quest’anno. La disoccupazione salirà al 9,7% in Portogallo, al 10,1% in Francia, all’11,8% in Italia, al 18,9% in Spagna e al 19,9% in Grecia. La Germania avrà il 4%.

Continua su:

https://laveritadininconaco.altervista.org/depressione-coronavirus-leuropa-meridionale-non-si-riprendera-mai/

 

 

————————

Il seguente articolo avremmo dovuto inserirlo nella rubrica “MEDICINA” ma, chi conosce le reali motivazioni di quanto relativo al Covid- 19, comprenderà perché, invece, preferiamo inserirlo nella presente rubrica. Possibile, fra l’altro, l’impiego dell’Esercito e/o delle forze di Polizia

– "In 15 giorni 2 milioni di test sierologici" per riaprire la scuola a settembre

da huffingtonpost.it

Tutto il personale scolastico dovrà effettuare il test sierologico 15 giorni prima della riapertura delle scuole, prevista per il 12 settembre. È questo il parere del Comitato Tecnico Scientifico, riportato dal Corriere della Sera. Gli studenti, invece, saranno controllati a campione durante il corso dell’anno scolastico. 

“Secondo gli esperti è necessario che gli accertamenti vengano effettuati a ridosso dell’avvio dell’anno scolastico per avere la garanzia che al momento di entrare in classe non ci siano problemi. Si spera che a settembre la morsa del Covid-19 possa essersi ulteriormente allentata, ma il rischio che un insegnante o un dipendente positivo possa trasmettere il virus o addirittura creare un focolaio rimane alto. E dunque si dovrà procedere per tempo. Gli scienziati ritengono indispensabile che tutti siano sottoposti al test sierologico che fornisce risposta quasi immediata.

Continua su:

https://www.huffingtonpost.it/entry/in-15-giorni-2-milioni-di-test-sierologici-per-riaprire-la-scuola-a-settembre_it_5f041498c5b61c37e055097f?utm_hp_ref=it-coronavirus-italia

 

 

————————–

– Maurizio Martucci: 5G Il futuro che ci aspetta

di luogocomune2, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=2r71_3crV64&t=5s

 

 

————————–

YOUTUBE CHIUDE RADIO RADIO: LA DENUNCIA DI FABIO DURANTI A #Byoblu24

di Byoblu, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=bzK-skYA_QI

AGGIORNAMENTO: OGGI, 15.6.2020, IL CANALE DI RADIORADIOTV E' STATO RIATTIVATO

 

 

————————–

– ESCLUSIVO – Consiglio Unione Europea: repressione e galera per chi denuncia i pericoli sanitari del 5G. Rischiano medici, scienziati e attivisti

di Maurizio Martucci, da oasisana.com

La notizia che farà tremare il movimento internazionale Stop 5G arriva da Bruxelles: la Segreteria Generale del Consiglio dell’Unione Europea ha inviato a tutti i delegati le conclusioni intitolate Dare forma al futuro digitale d’Europa“, approvate con procedura scritta il 9 giugno 2020.

Tra le 24 pagine del documento, che parzialmente riportiamo in esclusiva assoluta su OASI SANA, al punto 36 si “sottolinea che, nell’ambito della diffusione di nuove tecnologie come 5G/6G, è importante preservare la capacità delle forze dell’ordine, dei servizi di sicurezza e della magistratura per esercitare efficacemente le loro legittime funzioni; tenendo conto delle linee guida internazionali per gli effetti sul campo elettromagnetico sulla salute; rilevando che è importante combattere la diffusione di disinformazione sulle reti 5G, in particolare per quanto riguarda le affermazioni secondo le quali questa rete costituirebbe una minaccia per la salute o il fatto che sarebbe collegata al COVID-19“.

Continua su:

https://oasisana.com/2020/06/14/esclusivo-consiglio-unione-europea-repressione-e-galera-per-chi-denuncia-i-pericoli-sanitari-del-5g-rischiano-medici-scienziati-e-attivisti/

 

 

———————————————————————————-

CULTURA, COSTUME, SOCIETA'

 

– POTERE E PEDOFILIA: LE TRAME OSCURE ESCONO DAL DARK WEB – TG Byoblu24

di Byoblu, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=x_7WIsgBGL4

 

 

——————————–

– Da Darwin all'uomo nuovo: incontro a Gambassi Terme 04-07-2020

di Enzo pennetta – Canale di Critica Scientifica, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?time_continue=3016&v=DjS9UMtUsKI&feature=emb_logo

 

 

—————————-

– ENZO PENNETTA: Scuola annientata. Il Covid-19 ha portato a compimento il sogno del liberismo

da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=sg9LTrtZaRA

 

 

—————————–

– Siamo in una guerra di religione

di Enzo Pennetta, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?time_continue=362&v=ncS14La2KM4&feature=emb_logo

 

 

——————————-

– 2020 – Nuovo Ordine Mondiale il muro sta crollando….di Marcello Pamio

di Cosa mi tocca fare 25, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=Fkuk4by5s5w

 

 

——————————

– FINESTRE OSCURATE, ISPEZIONI, NIENTE RETE ► RIZZO LEGGE LA TESTIMONIANZA SHOCK DI ALCUNI DIPENDENTI

di RadioRadioTV, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=0kp_Bq1CzrA

 

 

——————————–

– Enrica Perucchietti: "Il mondo nuovo", virus e microchip

di luogocomune2, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=XkeqBTyFXK0&feature=emb_logo

 

 

 

———————————————————————————

 

MEDICINA

ATTENZIONE: GLI ARTICOLI RIPORTATI NELLA PRESENTE SEZIONE NON POSSONO ESSERE IN ALCUN MODO CONSIDERATI COME INDICAZIONI TERAPEUTICHE IN QUANTO IL TITOLARE DI QUESTO SITO NON E' UN MEDICO. ESSI RAPPRESENTANO SOLAMENTE UN PANORAMA DI ARTICOLI RACCOLTI SUL WEB CHE, PERTANTO, NON POSSONO ASSUMERE IN QUESTA SEDE VALENZA DI "SUGGERIMENTI". SI INVITA PERTANTO AD AVVALERSI SEMPRE DEL PARERE DEL PROPRIO MEDICO CURANTE.

————————————————————————————

 

– DOTT.SSA CARRIE MADEJ SCOPPIA A PIANGERE RACCONTANDO COME MODIFICHERANNO RNA, DNA CON I VACCINI!!

di Dentrolanotizia –RobyMaster, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=-z-AHlHHVL8&feature=youtu.be&fbclid=IwAR0XLPdPD5iKpOfc_3xJNJMwefzQo_JSQVmZmwUlwlDtyp_whB3cUXc9d_U

 

 

 

——————————

– "VOGLIONO INFILARCI NELLE CHIAPPE GLI 800 MILIONI DI VACCINI GIÀ PREPARATI E PAGATI!"

di Radio Radio TV, youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=V14j9JPE5v0&feature=share&fbclid=IwAR0rWegoM2HvtYwmKYWecUthpQ10WDS6CNmdl0ZZT0_tQ4BTYsi96HP695M

 

 

—————————–

– Antonietta Gatti

di Thomas Martin AQnon, da Facebook.com

VIDEO

https://www.facebook.com/Horacio777delavega/videos/10158843862183756/

 

 

———————–

– SPAGNA: “I VACCINATI ANTI-FLU MUOIONO DI PIU’ PER COVID”

di Maurizio Blondet, da maurizioblondet.it

C’è relazione fra vaccino anti-flu e morte per coronavirus. L’ipotesi è in un rapporto alle autorità sanitarie spagnole della direzione dell’ospedale di Huesca, Barbastro, che serve una zona rurale con 100 mila abitanti. Vi si legge:

“Dei 20 pazienti morti nel nostro settore, tutti maggiori di 65 anni, 18 avevano ricevuto la vaccinazione anti-influenzale (certificata), mentre degli altri 2 non consta. I vaccinati rappresentavano dunque il 90 per cento delle vittime . Il dato è superiore alle attese secondo il tasso di vaccinazioni nel settore sanitario di Barbastro, che secondo il bollettino epidemiologico settimanale, era del 63% per questa classe di età”. Apparentemente, la vaccinazione antigrippale non solo non aveva migliorato la prognosi degli anziani colpiti da Covid-19, ma l’aveva peggiorata.

Continua su:

https://www.maurizioblondet.it/spagna-i-vaccinati-anti-flu-muoiono-di-piu-per-covid/

 

 

———————–

– PRONTO L’ESPOSTO ALLA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA

di byoblu, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?time_continue=204&v=ZdjzgmAnORc&feature=emb_logo

 

 

———————-

– Coronavirus. La scoperta (italiana): i raggi del sole inattivano il Sars-CoV-2

di Enrico negrotti, da avvenire.it

La possibilità che la stagione calda riduca il contagio o indebolisca il Sars–CoV–2 è già stata discussa e confermata da alcune ricerche. Ma lo studio condotto a Milano in collaborazione tra immunologi e astrofisici ha permesso di dimostrare che è il fattore specifico dell’irraggiamento solare ad avere la capacità di neutralizzare il coronavirus nelle goccioline di saliva, i famosi “droplet” che diffondono il contagio. Pubblicati in preprint sull’archivio internazionale medrxiv, nella sezione dedicata al Covid–19, i due articoli (cui sta per aggiungersene un terzo) sono frutto del lavoro di ricercatori dell’Irccs Fondazione Don Gnocchi di Milano, dell’Università degli Studi di Milano, dell’Istituto nazionale di astrofisica e dell’Istituto nazionale dei tumori.

Continua su:

https://www.avvenire.it/attualita/pagine/la-scoperta-italiana-i-raggi-del-sole-inattivano-il-sarscov2?fbclid=IwAR0pwMZhW3i7FQExppdyocszQQQ51UNPcZ_uymotrJNFbVYklT-iFUvMYgo

 

 

————————–

– Montanari: il covid 19 e solo un rafreddore.

di Zoila Guzman, da Facebook.com

VIDEO

https://www.facebook.com/ZoilaGuzmanItalia/videos/vb.1851796401548756/967163390402004/?type=2&theater

 

 

 

—————————-

– Dottor Massimo Citro: La dittatura sanitaria, un inganno globale chiamato COVID19

di Jack Folly DJ on dearh Row -Radio Alcatraz, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=Zqnudur-B1g

 

 

————————————

– DOTT. DOMENICO MASTRANGELO:LA STRATEGIA DELLA PAURA PER VENDERE VACCINI, PREVENZIONE E VITAMINA C

di codice bianco, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=JCOvHBsrdH0

 

 

 

——————————————————————————–

SCIENZA E TECNICA

 

– “Concept Incubator” prevede che i bambini vengano concepiti a casa in un bacello

di Paul Joseph Watson, da comedonchisciotte.org

anche VIDEO

“È progettato per sostituire l’utero e la gravidanza.”

Un “incubatore di concetti” prevede un futuro distopico in cui i bambini vengono concepiti all’interno di sofisticati baccelli elettronici che sostituiscono completamente l’utero e la gravidanza.

Il video promozionale per il baby pod sottolinea come i genitori saranno in grado di concentrarsi su altre cose come il lavoro mentre del baby pod si prende cura la macchina.

“I genitori sarebbero in grado di vivere le loro vite normalmente”, afferma il promo, come se avere un bambino naturalmente fosse anormale.

“Ha una porta a oblò per inserire cibo”, afferma il promo mentre viene mostrata una donna che versa una poltiglia verdastra in un contenitore. C’è anche un “microfono” collegato in modo che le persone possano “parlare con il feto”.

Continua su:

https://comedonchisciotte.org/concept-incubator-prevede-che-i-bambini-vengano-concepiti-a-casa-in-un-bacello/

 

 

—————————-

– La soluzione al Covid-19: “Nikola Tesla lo scienziato di Dio”

di Francesco Senes, da comedonchisciotte.org

 

Brancolando nel buio delle menti “virologhe” ovvero delle “genialità” più raffinate che l’umanità oggi disponga e continuando a sentire tutti i loro movimenti interni che per forza di cose diventano poi esterni in quanto devono essere emanati per il beneficio di tutti. L’infausta situazione induce a pensare che non stiamo assistendo ad un alta assise di scienziati in cerca di una soluzione scientifica, come ad esempio quella di Alexander Fleming (lo scopritore inglese della penicillina) che osservò come in una piastra di coltura accidentalmente contaminata da una muffa la crescita batterica era inibita. Insomma la classica “botta di culo” scientifica. Gli attuali virologi quelli delle torte in faccia che continuano amichevolmente a tirarsele sono forse anche loro in affannosa ricerca di quella sofisticata e scientifica “botta di culo”? Chissà che tra le loro normali scientifiche occupazioni tra un talk show e l’altro non riescano prima o poi a trovarla. Il loro circo mediatico infatti fa assistere più che a una pacata e razionale discussione scientifica, a una “normale” seduta parlamentare che ricorda almeno nel titolo Shakespeare nel suo: “tanto rumore per nulla”.

https://comedonchisciotte.org/la-soluzione-al-covid-19-nikola-tesla-lo-scienziato-di-dio/

 

 

—————————–

– 5G, ELETTROSMOG, EPIDEMIE E COSCIENZA – CORRADO MALANGA –

di Associazione Culturale PianetaVerde

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=b13tZlMGw1U

 

 

——————————–

– RAI – Cosa sta per succedere con il 5G

di dirtyjob, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=ip5jqWy70t0&feature=emb_logo

 

 

———————————————————————————

FUORI TESTO

 

– Fioravanti: il Regno dei Borbone, scuola di eccellenza

di Centro studi Civitanovesi, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=lOZ_Bog8qpY&t=1s

 

 

—————————–

– 11 sttembre 2001 – Inganno globale

di Massimo Mazzucco, da luogocomune .net e da youtube.com

inganno-globaleVIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=jNiZD1FQevk&feature=youtu.be&t=51

 

—————————–

– Cancro – Le cure proibite

di Massimo Mazzucco, da luogocomune .net e da youtube.com

cancro-le-cure

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=1RUrIO3Emws&list=PLvwrLmCkpEATyuHux5hory4djZ2CW2h0z&index=15

 

 

———————————————————————————

QUESTO SITO VIENE AGGIORNATO SENZA ALCUNA PERIODICITA' E COSTANZA , PERTANTO, AI SENSI DELLA L. N.  62 del 7.03.2001    NON PUO' ESSERE CONSIDERATO UNA TESTATA GIORNALISTICA, NE' LA SUA ATTIVITA' PUO' CONFIGURARSI COME ATTIVITA' EDITORIALE. I TESTI E LE IMMAGINI PUBBLICATE SONO TRATTE DAL WEB E SONO DI DOMINIO PUBBLICO, PERTANTO L'AMMINISTRATORE NON E' RESPONSABILE DEL LORO CONTENUTO. QUALORA LA PUBBLICAZIONE DI QUALCUNO DI ESSI DOVESSE INVOLONTARIAMENTE VIOLARE EVENTUALI DIRITTI D'AUTORE, L'INTERESSATO POTRA' SEGNALARLO ED ESSI SARANNO PRONTAMENTE RIMOSSI.