La verità è per chiunque la voglia cercare…

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N.B.: Si partecipa ai Sig.ri fruitori di questo sito che alcuni articoli riportati sulla pagina iniziale possono rimanere in visione per molto tempo, mentre altri vengono aggiornati con maggiore frequenza e senza alcuna periodicità. Si invita pertanto a prendere sempre visione  dell’intera pagina.

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APPELLO

 

…alla luce di quanto sta avvenendo non è più pensabile continuare a dividersi in sicilianisti, napolitanisti, duosiciliani, borbonici, antiborbonici, meridionalisti, federalisti, autonomisti e via dicendo: ciò non farà altro che favorire il gioco di quelle oligarchie mondialiste che hanno causato ciò che stiamo subendo; la posta in gioco è troppo alta per non comprendere che solo una identità di intenti può porsi come elemento determinante per la riuscita di un qualunque progetto di riscatto. E’ indispensabile, anzi vitale, il superamento di quelle pur legittime diversità di vedute e propugnare, tutti insieme e nel rispetto delle specifiche idee, quanto meno un forte riavvicinamento delle varie componenti identitarie, nella convinzione e nella consapevolezza che se ciascuno farà un piccolo passo indietro, tutti insieme si farà un enorme passo avanti.

(Tratto da “Rinascita di una Nazione”, pag. 127)

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Si invitano i sig.ri lettori a dare attenta lettura dell’articolo seguente. Anche dalla sua lettura è possibile comprendere la deriva verso la quale, indipendentemente dai vari “credo” politici, siamo tutti volutamente trascinati.

– Perchè non si possa dire "Io non lo sapevo…" e la conseguente scelta indipendentista.

di Giovanni Maduli, 19.2.2016.

https://www.regnodelleduesicilie.eu/wordpress/page/2/

 

 

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PENSIERI

 

– ITALIA ED EUROPA: L’INGANNO DELLE UNIFICAZIONI

di Giovanni Maduli

Estratto dell’intervento al “Terzo Convegno Tradizionalista” del 19.10.2019

20.12.'19

 

          Si dice che la Storia sia maestra di vita ed anche che la Storia si ripeta. Eppure spesso, troppo spesso, sembra proprio non sia così. Poiché infatti e quasi sempre si resti indifferenti agli insegnamenti che quella maestra a ben guardare pure abbondantemente elargisce, non resta che dedurre che…: o la Storia non è maestra di vita, oppure che… noi tutti si è pessimi allievi.

          Propendo per la seconda ipotesi.

Nonostante infatti certi fenomeni, certe circostanze, certe similitudini si ripresentino ciclicamente ai Popoli, quasi a voler lanciare un segnale d’allarme, sembra non si riesca a cogliere quei segnali, a volte nascosti o latenti, a volte evidenti, che pure dovrebbero allarmarci o, quanto meno, porre in una condizione di maggiore vigile attenzione.

A tal proposito vorrei proporre un’analisi, pur non essendo io uno storico né tanto meno un economista, diversa dalle solite; con questo senza voler certo sminuire il valore che queste ultime comunque e certamente esprimono.

Normalmente le analisi storiche condotte negli ultimi cinquanta anni – si considerino primi gli studi di Carlo Alianello, di Nicola Zitara, di Silvio Vitale e pochi altri, senza per altro considerare i pensieri ancora antecedenti di Francesco Saverio Nitti, di Gaetano Salvemini o Antonio Gramsci… -si soffermano su quanto avvenne in relazione all’aggressione ed all’annessione del Regno delle Due Sicilie con particolare riferimento ai fatti storici specifici, alle circostanze, alle battaglie, alle nefandezze, agli stupri, alle violenze, alle grassazioni, alle truffe, agli inganni, ai tradimenti che caratterizzarono quell’evento. Già più difficile trovare studi più attenti, approfonditi e puntuali sulle vere cause che quegli eventi determinarono, e ciò a prescindere dalla,a quel tempo imminente, realizzazione del Canale di Suez, dell’intento di eliminare il potere temporale del Papato, di impossessarsi degli zolfi siciliani o della necessità, da parte del Piemonte, di ripianare i propri debiti attraverso il vile furto delle ricchezze in oro del Banco di Sicilia e del banco di Napoli; fattori questi ultimi certamente importantissimi ma, a ben guardare, non quelli che dietro le quintesi rivelanocome le vere e più profonde cause di quegli eventi chescatenarono la barbarie piemontese ai nostri danni con l’appoggio più o meno palese di potenze straniere quali Inghilterra, Francia e non solo. Volendo approfondire quest’ultimo aspetto mi permetto di suggerire vivamente la lettura oltre che del celebre “Massoneria e sette segrete” di Epiphanius, (Controcorrente Edizioni), anche e forse sopratutto la lettura de “La rivoluzione borghese in Italia – Dalla Restaurazione ai moti del 1831” di Gian Pio Mattogno, (Edizioni All’insegna del Veltro); testo quest’ultimo che giunge alla radice di quelle che furono le vere cause e i veri autori di tutto quel trambusto che sconvolse l’Europa a partire dai cosiddetti Moti del 1812, identificando non solo nella borghesia rampante industriale e finanziaria mossa dal desiderio di perseguire un maggiore potere politico e contrattuale i veri autori (insieme ad altri attori) di quanto avvenne, ma ne indaga sapientemente i risvolti socio – economici, culturali e valoriali. E’ il caso di dire che attraverso questi testi – ma ve ne sono anche altri – si apprende “tutta un’altra Storia”.

Quella che cercherò di tratteggiare è un’analisi comparativa condotta, se possibile, con atteggiamento distaccato, lontano, quasi “disinteressato”, cercando di evitare quel coinvolgimento emotivo che inevitabilmente tocca chi si occupi o si interessi di questi argomenti. Un’analisi di ampio respiro che confronti per ampie linee quanto allora avvenne con quanto avviene oggi, in questi anni. Un’analisi che ci porterà a meglio comprendere come quanto si avviò allora in tutta Europa ed in Italia non fu che il prologo di un più ampio e perverso progetto che vede proprio in questi anni il coronamento del suo successo, almeno in Europa (per ora…).

Limitandoci alla disamina di quanto avvenne in Italia dal 1860 in poi e prescindendo dagli avvenimenti storici intrinseci e specifici, si possono identificare almeno sei punti fondamentali:

1) Eliminazione degli Stati preunitari e loro assorbimento in unica realtà statuale;

2) Sostituzione dei principi economici;

3) Sostituzione della moneta;

4) Sostituzione di Valori;

5) Attacco al Cattolicesimo e promozione del Protestantesimo;

6) Autori.

          1) Riguardo al primo punto, una delle principali conseguenze degli avvenimenti di quegli anni non fu solamente l’aggressione e l’annessione forzata delle Due Sicilie nel consesso italico (meglio sarebbe dire nel Regno di Sardegna), ma anche l’assorbimento di altri ben cinque liberiStati: il Lombardo – Veneto, il Ducato di Parma, il Ducato di Modena, il Gran Ducato di Toscana e lo Stato Pontifico con l’esclusione di Roma. In un sol colpo venivano così cancellate storie, tradizioni, usi, costumi, scuole giuridiche, scuole di pensiero per molti versi simili eppure diverse. Non v’è dubbio che le tradizioni di quegli Stati e di quei Popoli fossero caratterizzate da comuni denominatori sotto vari aspetti, ma è altrettanto vero che esistevano, e persistono ancora oggi, differenze rilevanti sia sotto il profilo culturale che sociale ed in relazione a specifiche tradizioni. Basti pensare ai differenti stili di vita e alle differenti “filosofie di vita”, che ancora oggi persistono, fra gli abitanti delle Due Sicilie e quelli del Regno di Sardegna o del Lombardo – Veneto. Quello che ne venne fuori, come è noto, è uno Stato disgregato culturalmente, socialmente e sotto il profilo valoriale; e questo indipendentemente dalla famosa e triste “Questione meridionale”. Tali differenze erano chiare ed evidenti e mai nessuno nella storia italica, dopo la fine dell’Impero Romano, aveva pensato di unificare in maniera così radicale territori così diversi. Si era pensato, è vero, ad una Confederazione; ma una cosa è una confederazione, ben altro uno stato unitario. Eppure è stato fatto, indipendentemente dal parere e dalla volontà dei Popoli; anzi, nel nostro caso, pure con la netta e chiara opposizione degli abitanti delle Due Sicilie.

2) Come è noto, l’avvento del “nuovo Stato” comportò anche la radicale modificazione dei princìpi economici: dall’economia della rendita si passò all’economia del profitto. Potrebbe sembrare un aspetto marginale ma non lo è. Ad una economia basata da secoli sul risparmio e sulla rendita veniva sostituita (imposta) una economia basata sulla speculazione; una economia quindi con aspetti etici e valoriali diametralmente opposti a quelli in vigore nelle nostre terre. Le nefaste conseguenze sotto il profilo sociale e relazionale sono più che evidenti.

3) Alla moneta in vigore nel Regno delle Due Sicilie, il Ducato, veniva sostituita ben presto la carta moneta. Ad una moneta quindi definita da un valore intrinseco proprio (oro, argento o leghe minori), veniva sostituita una carta moneta formale priva di qualsivoglia valore intrinseco. Ma non è questo l’aspetto peggiore: ad una moneta di proprietà del portatore (chi aveva in tasca un Ducato ne era proprietario a tutti gli effetti), veniva sostituita una (carta) moneta di proprietà di un terzo, cioè dello Stato e, cosa ancora più grave, una (carta) moneta gravata da debito.

4) Il cambio dei princìpi economici contribuì fortemente al cambio, o meglio, alla sostituzione di quei valori sociali ed umani che per secoli avevano caratterizzato la vita della nostra comunità. Ai princìpi di solidarietà, collaborazione ed uguaglianza si sostituivano quelli del profitto personale anche a scapito dell’interesse collettivo, quelli dell’arrivismo, dell’affarismo, della speculazione, della competizione, dell’arricchimento quali fini ultimi e supremi di qualsivoglia attività o iniziativa. E tali principi valsero anche all’interno di private famiglie con le conseguenze sociali ed umane che si possono immaginare: la disgregazione della comunità e della famiglia erano “dietro l’angolo”.

5) L’avversione della Chiesa Anglicana e Protestante nei confronti della Chiesa Cattolica era nota da tempo ed infatti l’attacco alla Chiesa ed al Papato con l’avvento dell’unità d’Italia fu più che evidente: non solo si defraudò illegalmente uno Stato del suo intero territorio, non solo si espropriarono arbitrariamente conventi e monasteri lasciando letteralmente sul lastrico migliaia di preti e monache, non solo si lasciarono senza soccorso quei miseri che dall’operato di quei preti e monache tanto giovamento e soccorso avevano avuto, si osteggiò in tutti i modi e su tutto il territorio nazionale l’intervento e lo spirito stesso del messaggio Cristiano. Ma vi fu di più, molto di più. In molte città, come ad esempio a Palermo, poco dopo l’arrivo del “Liberatore” nacquero diverse Chiese protestanti ubicate in posti centralissimi: un chiaro segno di sfida e di ostentazione di potere da parte di chi voleva imporsi alle masse attraverso nuoveteorie e prassireligiose.

6) Come è noto a chi si interessa delle questioni relative alla cosiddetta unità d’Italia, il vero autore di cotanta arrogante impresa non fu certo il Popolo né forse, nemmeno il Regno di Sardegna; esso fu solamente l’utile strumento di un’operazione architettata da ben altri poteri: alta borghesia industriale, poteri finanziari e massoneria. Non quindi un afflato di Popoli Italici desiderosi di unirsi sotto una unica bandiera; non l’anelito o il desiderio di “Libertà, Uguaglianza, Fraternità” (?), bensì il bieco e vile interesse di gruppi affaristici nazionali ed internazionali.

Questi, per grandi linee, i punti salienti relativi all’unità d’Italia che ritengo di mettere sotto osservazione confrontandoli con quanto avviene in questi anni in Italia e in Europa.

1) Con la nascita dell’unità europea di fatto gli Stati nazionali che a questa comunità aderiscono, hanno perso progressivamente sovranità ed autonomia. Le Costituzioni ivi vigenti sono state soppiantate dai “trattati” europei che, di fatto, sovrastano il potere e la potestà delle costituzioni dei singoli Stati. E questo contro il parere dei Popoli stante che quelle poche volte che attraverso referendum è stato chiesto il parere dei cittadini sulla cosiddetta “Costituzione” europea, questi si sono espressi sempre negativamente. Si è allora “semplicemente” cambiato il nome: da “Costituzione” a “Trattato/i” i quali, come noto, non necessitano di ratifica popolare. Così, contro il parere dei Popoli, numerosi Stati una volta sovrani si sono ritrovati “uniti” e “assorbiti” in una entità indefinibile (in quanto solamente economica e non politica); una entità per altro voluta da “privati”. Ciò che nel 1860 era accaduto in Italia, si è quindi ripetuto con modalità simili su scala europea. Allora si usarono i fucili, oggi le armi dell’alta finanza.

2) Il percorso politico e sociale dei diversi Stati europei negli ultimi decenni aveva portato questi ultimi a prediligere una politica per così dire “social democratica”. Indipendentemente infatti dalle inevitabili differenze riscontrabili fra le politiche economiche dei vari Stati prima dell’unità europea, questi ultimi avevano perseguito obiettivi preminentemente di carattere sociale. La spesa pubblica era volta al soddisfacimento dei bisogni dello Stato nel suo complesso e quindi dei suoi cittadini. Era di fatto in corso una sorta di virtuosa “gara” a chi offrisse servizi migliori ad esempio in ambito scolastico, sanitario, assistenziale, scientifico, etc..

Con l’avvento della cosiddetta unità europea il paradigma cambia: attraverso l’affermata supremazia della finanza sull’economia e sulla politica “il centro” dell’intervento statale si sposta dall’impegno a servizio dei cittadini all’impegno a servizio dell’alta finanza, delle banche, dei poteri forti. L’esaltazione enfatica, possiamo quindi dire, di quanto già avvenuto subito dopo il 1860.

3) In relazione alla “moneta”, così come dopo il 1860 si sostituì, come abbiamo visto, il Ducato con la “nuova” (carta) moneta priva di valore intrinseco, così con l’unità europea le singole divise dei vari Stati vengono sostituite con l’Euro. Ma vi è una sostanziale ulteriore differenza: mentre con le (carte) monete precedenti queste erano almeno di proprietà dello Stato che le aveva emesse, quindi in ultima analisi di proprietà dei cittadini, l’Euro è di proprietà privata. Solo la BCE ha infatti facoltà di emetterlo e prestarlo; ovviamente ad interesse. Ma ancora non contenti di quanto raggiunto gli autori di queste truffe si apprestano ad imporre il divieto del contante (già in parte in atto) in favore di carte di credito con le quali non solo perseguiranno ulteriori illeciti profitti, ma addirittura saranno in grado di controllarci completamente, ovunque ed in qualsiasi momento.

Ma chi sono i ”privati” proprietari della BCE e quindi dell’Euro? Sono i grandi gruppi finanziari, bancari, assicurativi e speculativi a livello mondiale: l’apoteosi di quanto avvenuto in Italia circa centocinquanta anni prima! E questo, per di più, a scapito ulteriore delle singole sovranità statali. Avendo perso la facoltà di emettere moneta infatti, gli Stati non hanno più possibilità di programmare autonomamente le proprie politiche, siano esse programmatiche che economiche. Gli Stati, una volta sovrani, divengono quindi sudditi di una entità superiore in virtù non di uno spontaneo e per altri versi auspicabile riavvicinamento dei Popoli, ma esclusivamente in favore e nell’esclusivo bieco interesse di un potere economico privato.

Ma vi è di più e molto peggio.

                              La cosiddetta unificazione europea è avvenuta attraverso la sottoscrizione progressiva di diversi “Trattati” stampati in modalità criptiche e quindi incomprensibili ai più. Trattati che hanno definitivamente cancellato ogni possibilità di assumere decisioni o scelte autonome e, tanto meno, nell’interesse dei cittadini. Esaminiamoli brevemente.

– Legge 3 novembre 1992, n. 454 – Ratifica del trattato di Maastricht.

Con questa legge l’Italia, contravvenendo a quanto previsto dall’art. 11 della sua stessa Costituzione, ha ceduto la propria sovranità monetaria alla Banca Centrale Europea, organismo privato, i cui membri godono di assoluta immunità. Ciò comporta di fatto l’impossibilità di adottare qualsivoglia iniziativa per la gestione economica e finanziaria dello Stato.

– Legge 2 agosto 2008, n. 130 – Ratifica del Trattato di Lisbona

Tale Trattato altro non è che la Costituzione Europea riproposta tale e quale appunto in forma di trattato al solo fine di eludere le consultazioni referendarie che, per dettato costituzionale dei paesi presso i quali è stata presentata, sarebbero state indispensabili. In particolare è da evidenziare che allorquando tale Trattato (in realtà la Costituzione Europea) fu sottoposto in alcuni stati ai necessari referendum, ovunque fu proposto, essi sono stati sempre respinti dai cittadini interpellati. All’atto della sua nuova presentazione sotto forma di trattato, esso fu volutamente complicato nella sua intelligibilità al solo fine, poi dichiarato, di renderlo incomprensibile ai più attraverso l’inserimento di una serie infinita di richiami ad altre leggi, codici, interpretazioni e quant’altro che, di fatto, l’anno reso di difficilissima comprensione e lettura. La premeditazione di tale artificio è stata successivamente testimoniata da Giuliano Amato il quale riferì che: “Fu stabilito che il documento fosse illeggibile… Se fosse stato comprensibile vi sarebbero state ragioni per sottoporlo a referendum”. Ma anche da Valéry Giscard D’ Estaing il quale affermò: “Il Trattato è uguale alla Costituzione bocciata. Solo il formato è differente, per evitare i referendum”. Ancora, il parlamentare europeo Jenes Peter Bonde riferì: “I primi ministri erano pienamente consapevoli che il Trattato non sarebbe mai stato approvato se fosse stato letto, capito e sottoposto a referendum. Il loro scopo era di farlo approvare senza sporcarsi le mani con i loro elettori”.

E’ noto a pochi che questa “Costituzione”, redatta ed approvata senza che sia mai stata illustrata né tanto meno discussa dai cittadini, reintroduce la possibilità dell’istituzione della pena di morte. L’art. 2 infatti testualmente recita:

ARTICOLO 2 – Diritto alla vita

1 – Il diritto alla vita di ogni persona è protetto dalla legge. Nessuno può essere intenzionalmente privato della vita, salvo che in esecuzione di una sentenza capitale pronunciata da un tribunale, nel caso in cui il reato sia punito dalla legge con tale pena.

Il secondo comma dello stesso articolo recita:

2 – La morte non si considera cagionata in violazione del presente articolo se è il risultato di un ricorso alla forza resosi assolutamente necessario: a) per garantire la difesa di ogni persona contro la violenza illegale; b) per eseguire un arresto regolare o per impedire l’evasione di una persona regolarmente detenuta; c) per reprimere, in modo conforme alla legge, una sommossa o un’insurrezione.

E’ appena il caso di rilevare, fra l’altro, che il precedente comma non specifica cosa si intenda per sommossa o insurrezione.

– Legge 14 maggio 2010, n. 84 – Ratifica del trattato di Velsen (Eurogendfor)

Con questo trattato viene fra l’altro istituita l’ EUREGENDFOR (forza di gendarmeria europea con base in Italia, a Vicenza), la quale gode di poteri praticamente illimitati; non risponde infatti  ad alcuna istituzione civile e/o militare di qualunque paese, non è sottoponibile a qualsivoglia forma di controllo da parte di istituzioni civili, i suoi atti ed i suoi locali sono inviolabili, i suoi membri godono di immunità e non rispondono di eventuali danni arrecati durante il servizio.

Una ben strana polizia.

– Legge Costituzionale 23 aprile 2012, n. 1 – Introduzione del pareggio di bilancio in Costituzione.

A tal proposito va chiarito che quando uno stato ha la sovranità monetaria e spende a deficit, cioè stampando moneta, il debito che egli contrae è un debito in certo qual modo fittizio in quanto debito che lo stato contrae con se stesso. Ciò ovviamente non vuol dire che uno stato con sovranità monetaria possa stampare tutta la moneta che ritiene necessaria in quanto interverrebbero fattori negativi che svaluterebbero la moneta come, ad esempio, una forte inflazione; però la possibilità di stampare moneta dà allo stato la possibilità di gestire la finanza anche andando “a debito” e prendendo al contempo misure compensative; potrebbe insomma gestire le entrate e le uscite stampando moneta o limitandone l’emissione controbilanciando tali atti ad esempio con maggiori o minori imposizioni fiscali a seconda dei casi. E’ a questo punto che entra in gioco la politica. Se uno stato spende a debito ma in maniera produttiva ed oculata, non solo si avrà una inflazione contenuta, accettabile e temporanea, ma anzi la sua moneta acquisterà valore in futuro. Se, al contrario, uno stato spende soldi a debito per costruire opere inutili o peggio, mai ultimate, come purtroppo i nostri politicanti sono usi fare, ecco che al peso della spesa a debito si aggiunge il mancato utile che quell’opera avrebbe potuto generare. In altre parole, una spesa oculata, anche se a debito, produce ricchezza; una spesa per un’opera inutile o mai ultimata genera debito effettivo, che si tradurrà poi in effettiva svalutazione e quindi inflazione, nonché in mancato utile.

Con l’introduzione in Costituzione del pareggio di bilancio si è impedito allo Stato di spendere a deficit: non può spendere più di quanto incassa; significa, in breve, votare lo stato e i cittadini alla povertà perenne.

– Legge 23 luglio 2012, n. 114 – Ratifica del Fiscal Compact.

Con la sottoscrizione del Fiscal Compact i nostri politicanti hanno accettato, senza minimamente discuterne con i cittadini, di versare alla banca centrale privata, la BCE, ben 900 miliardi di euro in misura di 45 miliardi all’anno per venti anni!!!

– Legge 23 luglio 2012, n. 116 – Ratifica del Meccanismo Europeo di Stabilità (MES)

Con l’approvazione del MES (meccanismo europeo di stabilità) i nostri politicanti hanno stabilito, senza nulla chiedere al popolo, che i cittadini italici, come anche quelli degli altri stati aderenti, ognuno con quote differenti, versino nelle casse della banca centrale privata europea, la BCE, ben 125 miliardi di euro in misura di 25 all’anno per cinque anni. E per fare cosa? Beh, questo è un vero capolavoro: per costituire un “fondo di solidarietà”. Per costituire tale fondo, fondo al quale potranno accedere i paesi in eventuale difficoltà ma, è bene si sappia, anche le banche, i paesi aderenti al trattato versano a titolo gratuito una certa somma; l’Italia i 125 miliardi di cui sopra. Qualora uno stato in difficoltà facesse richiesta di “aiuti” gli saranno erogate, a certe condizioni quali ad esempio la cessione di ulteriore sovranità, le somme richieste che però dovranno poi essere restituite con gli interessi !!! Se non fosse vero, reale e drammatico, sembrerebbe una barzelletta.

Poiché l’Italia, come gran parte degli altri stati aderenti alla UE, ha rinunciato alla sovranità monetaria, cioè non può più stampare moneta, è costretta ogni qual volta ha bisogno di moneta, cioè sempre e per qualsivoglia necessità, quindi anche per pagare gli interessi sullo stesso debito contratto, a richiederla in prestito, attraverso la “mediazione” di altre banche private, alla banca centrale privata europea, la BCE, la quale poi richiederà la restituzione di quella somma gravata degli interessi!!! E dove si prenderanno le somme necessarie per gli interessi? Semplice: dalle tasche dei cittadini che saranno così condannati ad un costante e crescente aumento di carico fiscale e quindi impoverimento.

4) Un siffatto radicale stravolgimento dei paradigmi economici e finanziari non poteva non avere ripercussioni sulla vita e sui rapporti sociali fra i cittadini. L’affarismo, che già con l’unità d’Italia era entrato a pieno regime (si pensi solo per fare un esempio allo “Scandalo della banca romana”), raggiunge oggi i suoi più alti successi. Non più solidarietà, collaborazione, senso civico e sociale o almeno, quel che di essi restava; adesso i nuovi dogmi per tutti, quindi anche per i semplici cittadini sono arrivismo, competizione, affarismo, concorrenza, rivalità etc.. E non si pensi che questi siano argomenti relativi solamente al campo ideologico o filosofico: “Imparare a competere” è scritto su di un manifesto ancora presente in molte scuole! “A competere”!…, non a collaborare con l’altro, con il prossimo e con la società; non a sentirsi parte di una comunità unita e solidale: bisogna imparare “A competere”!!! L’interesse e la speculazione sono divenuti il nuovo faro di questa nuova dottrina e le conseguenze si possono non solo verificare ma perfino contabilizzare sulla base dei fallimenti di famiglie e imprese che a migliaia hanno chiuso e continueranno a chiudere o, se si preferisce, sui suicidi per cause economiche che hanno costellato la nostra storia recente; suicidi di cui però i media preferiscono riferire sempre meno.

La disgregazione della famiglia e della società, iniziata nel 1860, prosegue oggi con successo il suo percorso.

5) In ambito religioso si assiste ormai da alcuni anni al continuo cambio di paradigmi attraverso stravolgimenti che tendono oltre che alla relativizzazione di determinati concetti fondanti, alla proposizione di nuove fantomatiche e velleitarie religioni. Si assiste così alla deificazione della “Terra Madre”, alla nascita della “New Age”, al Naturalismo quale nuovo “totem”, alla divinizzazione di “Gaia” e altri simili simulacri. 

Allo stesso modo potrebbero intendersi, a latere, le ridicole discussioni nate di recente sul websulla cosiddetta “teoria della terra piatta”, sulla “teoria della terra cava”, sulla “lotta” fra uomini e donne, sui fantomatici “nuovi diritti” e tanto altro. Tutti argomenti ai quali vorrebbe attribuirsi un valore quasi religioso. Ma tutto è “utile” per creare sconforto e smarrimento; tutto è “utile” per disgregare la società e ridurla ad un ammasso di individui soli e privi di riferimento alcuno; anche le questioni religiose.

Così come nel 1860 (anche se già da prima in verità) comincia l’attacco sistematico ai valori religiosi dei Popoli delle Due Sicilie, oggi si cerca in tutti i modi di svilire e ridicolizzare i sentimenti religiosi dei Popoli e, insieme a questi, anche i valori sociali e perfino scientifici che fino a poco tempo addietro costituivano capisaldi indiscussi della nostra Comunità.

6) Abbiamo visto in precedenza chi furono i veri autori dell’unità d’Italia nel 1860. Ma chi sono stati e sono oggi gli autori dell’unità europea? Esattamente gli stessi soggetti di allora: grandi lobbies internazionali, alta borghesia industriale, poteri finanziari, bancari, assicurativi e massoneria.Inoltre oggi, a quanto riferito di recente da Francesco Amodeo nel suo importante e recente volume “La Matrix Europea”, supportati anche dalla C.I.A.. Quei poteri cioè che già nel 1860 (ma anche con le rivoluzioni fra il 1812 ed il 1848) iniziarono il loro perverso cammino volto alla defraudazione delle libertà e delle sovranità dei popoli. Non potremo mai dimenticare ad esempio quel documento della J.P. Morgan (potente banca d’affari) di qualche anno addietro dove si denunciava “l’eccesso di democrazia” presente, a suo avviso, nelle diverse Costituzioni dei singoli Stati europei.

Non ho difficoltà a concludere che l’euro e questa Europa sembrano essere un qualcosa che assomiglia molto ad una truffa organizzata.

Giunti alla conclusione di questa diversa ma credo attendibile analisi non può che dedursi che l’unità d’Italia e l’unità d’Europa non sono che un inganno; sono figlie non già del legittimo desiderio di pace e di unità dei Popoli, ma della stessa smodata sete di potere e denaro di una parte certamente infinitesimale dell’umanità. E si può altresì comprendere come non abbia senso continuare a dividersi fra “destra”, “sinistra”, “centro”, conservatori, progressisti, quattro o sei “stelle”, “leghe” varie e quant’altro. E’ necessario comprendere che il vero nemico si annida fra le altissime sfere della finanza mondiale e mondialista; fra coloro che detenendo un già immenso potere, aspirano senza neanche darlo a nascondere, al dominio sui Popoli, su tutti i Popoli e perfino sul mondo intero. E’ necessario comprendere che se non si affrontano apertamente e con determinazione i temi sopra trattati e se non si perviene a decise azioni volte all'uscita dall'Europa e dall'euro, noi si potrà continuare a costituire partiti,

movimenti e associazioni in continuazione ma non si perverrà mai a nessun risultato utile ad un vero riscatto ed alla rinascita della Sovranità e della Libertà dei Popoli. Certo, il mondo è cambiato; non esiste più il bipolarismo e sarà necessario trovare nuove vie e nuove forme per il pacifico, armonioso e proficuo progresso e convivenza dei Popoli, ma altre vie sono possibili; diversi autorevoli autori ne parlano già da tempo. Seguiamo il loro pensiero, se necessario anche criticandolo costruttivamente, ma non lasciamo ai cosiddetti poteri forti la facoltà di decidere del nostro futuro e di quello delle future generazioni: i Popoli possono essere, se uniti e coesi, molto più forti e potenti di loro.

La Storia ci ha insegnato; o almeno sta tentando di farlo.

Sapremo noi essere bravi allievi?

 

 

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– NON CI SIAMO…

di Giovanni Maduli

5.12.2019

In quest’ultimo periodo stiamo assistendo alla nascita di nuovi gruppi, partiti, associazioni, movimenti la cui azione sembra essere volta al riscatto dei Popoli delle Due Sicilie e, come ho più volte scritto, ritengo questo un fatto positivo in sé in quanto testimone, almeno, di un fermento, di un risveglio, di una voglia appunto di riscatto. Ci stiamo finalmente risvegliando e sembra abbiamo finalmente compreso che, da quasi centosessanta anni, siamo solamente una colonia dell’Italia; molti hanno poi compreso che siamo anche colonia militare, strategica e commerciale, oltre che culturale, di potenze straniere da ormai settantaquattro anni; alcuni infine, ma ancora pochi, hanno capito che siamo colonia, ma anche schiavi, della cosiddetta Unione Europea: insomma, siamo colonia e schiavi tre volte.

Nascita di partiti e movimenti dicevo, che reputo quale fenomeno comunque positivo, e indicativo finalmente, della presa di coscienza non solamente delle taciute verità storiche che hanno determinato la fine della nostra libertà e sovranità, ma anche e sopratutto della necessità di dovere intraprendere azioni concrete che siano in grado di restituirci quella libertà e quella dignità ormai da troppo tempo estorteci. Tutti si è ormai compreso che in questa società pregna di “valori” spesso a noi estranei molte cose non vanno, non quadrano. Il Potere costituito ha un bel dire nel tentare di continuare a spacciare l’attuale condizione economica, sociale e culturale come condizioni transitorie verso un luminoso futuro migliore e perfettibile; la semplice e pura verità ci fa ogni giorno constatare e toccare con mano che sempre più “non si arriva a fine mese”, che i nostri giovani emigrano, che i servizi sociali sono sempre meno e sempre più scadenti, che i diritti dei lavoratori e dei cittadini diminuiscono, che l’egoismo e l’individualismo avanzano, che le strutture scolastiche, stradali e territoriali in genere sono sempre più fatiscenti, che la burocrazia è sempre più soffocante e tanto, tanto altro. Ecco allora, finalmente, la riconosciuta necessità di riunirsi, di fare gruppo per cercare di arginare questa deriva nichilista sotto ogni profilo.

Ma a questo punto nasce la necessità ineludibile di capire e quindi progettare il percorso da intraprendere, la via da seguire idealmente e culturalmente. Non è sufficiente avere compreso la necessità del risveglio, del “dover fare qualcosa”: è necessario adesso valutare le possibili vie da seguire, analizzarne le possibilità e le potenzialità; è necessario un vero e proprio progetto, chiaro, limpido; un progetto che non ceda alle lusinghe di eventuali compromessi o equivoci o, peggio, si presenti già ab origine come poco chiaro, impreciso, vago. E la cosa, lo riconosco, è tutt’altro che semplice ove si consideri ad esempio che a livello internazionale i parametri economici, commerciali, finanziari ma anche culturali sono totalmente cambiati se paragonati con quelli di appena venti o trenta anni fa. Si tratta di riformulare equilibri, modalità esecutive e relazionali totalmente nuove che tengano conto delle mutate condizioni e dei mutati paradigmi valutativi. Il bipolarismo è finito e nuove realtà si affacciano all’orizzonte dei popoli; sono realtà delle quali bisognerà tenere conto e con le quali inevitabilmente si dovranno intessere rapporti e relazioni. Il regime turbo capitalista neoliberista instauratosi in quest’ultimo ventennio, ancorchè progettato in tempi più remoti, sembra sia al capolinea e si dovrà riprogettare un “sistema” diverso in grado di soddisfare non solamente i bisogni strettamente economici, finanziari e commerciali ma, come giustamente propugnava il compianto prof. Giacinto Auriti, anche quelli sociali ed umani e perfino quelli filosofici. Come si vede problemi estremamente complessi che necessiteranno dell’indispensabile aiuto di Economisti, Filosofi, Sociologi e quanti si reputerà necessari per una pianificazione sociale ed economica, nazionale ed internazionale, il più possibile vicina alle reali necessità dei Popoli. Su questi molteplici argomenti tuttavia ci vengono in aiuto numerosi autorevoli suggerimenti fra i quali mi permetto di segnalare quelli di Aleksandr Dugin, a mio avviso brillantemente espressi nel suo “Teoria del mondo multipolare”.

Rimanendo in ambito per così dire “nazionale”, considerata la complessità dei problemi che si sono solo in minima parte elencati, credo sarà indispensabile procedere per fasi, individuando di volta in volta gli obiettivi che si vogliono perseguire ed i relativi mezzi o strumenti necessari. Sarà necessario individuare dei punti fermi, dei denominatori comuni in assenza dei quali non sarà materialmente possibile alcun riscatto.

          In altro documento ho dimostrato la indispensabilità ed inevitabilità della indipendenza (1). E, sia chiaro, sto parlando di indipendenza, non di secessione: noi non dobbiamo secedere da nessuno; non facciamo parte di uno Stato dal quale vogliamo separarci: noi siamo i discendenti di uno Stato, le Due Sicilie, che è stato illegalmente, arbitrariamente e violentemente aggredito e annesso. Nessuna secessione quindi, ma la rivendicazione e riacquisizione del nostro diritto.

Chi ha un minimo di conoscenze di Economia sa bene che il primo elemento che determina de facto la sovranità e l’indipendenza di un popolo e del relativo Stato è la facoltà, ma anche il diritto, di battere moneta.  Più semplicemente, uno Stato che non ha moneta sovrana non è uno Stato. Ne consegue che il secondo obiettivo da perseguire indispensabilmente è la sovranità monetaria e quindi, di conseguenza, l’uscita dall’Euro. So bene che alcuni economisti prezzolati paventano, in questo caso, conseguenze gravissime e inenarrabili, tentando così di spaventare quanti invece hanno ben compreso dove si celi il nocciolo della questione ma, d’altro canto, numerosi altri economisti, alcuni dei quali perfino premi Nobel, ma anche economisti quali Valerio Malvezzi, Nino Galloni, Alberto Bagnai, Claudio Borghi e tanti altri, hanno dimostrato ed elencato gli strumenti economici e finanziari utili per la difesa di una tale scelta stante che, inevitabilmente, si scateneranno gli strali dei poteri finanziari mondialisti i quali tenteranno in tutti i modi di ostacolare un tale legittimo e sacrosanto percorso. Né è accettabile l’ipotesi per la quale, secondo alcuni, molti cittadini si spaventerebbero di una tale ipotesi, decretando così l’insuccesso di una compagine politica che propugnasse una tale via. Semplicemente, non è accettabile che un intero Popolo rinunci al proprio legittimo riscatto sol perché alcuni, o anche tanti, non hanno ancora compreso. Chi non ha ancora compreso, e per fortuna sono sempre meno, dovrà essere aiutato ed informato e spetta a chi ha compreso, l’onere di un tale incarico.

          Parallelamente all’uscita dell’euro, altro punto ineludibile sarà l’abbandono della UE e il disconoscimento di tutti i trattati ad essa relativi e sottoscritti dallo Stato Italiano. Voglio essere chiaro su questo punto. Personalmente non solo non sono contrario ad un avvicinamento dei Popoli e, al limite, all’unità di quelli europei, ma sono a questa ipotesi favorevole solo ed esclusivamente qualora questa unità scaturisca dal volere e dal desiderio dei Popoli e non dalle oligarchie finanziarie e speculative internazionali.

Questi i punti che, a mio avviso dovrebbero costituire i punti fondanti ed ineludibili di una compagine politica che avesse davvero a cuore il riscatto del nostro Popolo.

Purtroppo, a malincuore, debbo rilevare invece che, se non vado errato, nessuno dei partiti e movimenti di recente costituzione hanno nei loro programmi questi punti. Certo, alcuni di essi si dichiarano apertamente indipendentisti, il che è certo positivo ma, come detto, se non si individuano punti fermi chiari ed ineludibili sono tutti partiti e movimenti che rischieranno di vanificare il loro pur lodevole sforzo. Addirittura ci sono movimenti che perseguono una giustissima ed auspicabile “equità” fra le risorse del Nord e quelle del Sud, non considerando però che si tratterebbe comunque, ammesso che si riuscisse ad ottenerla – cosa della quale dubito fortemente – di una equità nella miseria e nella schiavitù (…intanto tutte le Regioni hanno appena dato il proprio nulla osta sull’autonomia differenziata delle Regioni in assenza dei LEP, Livelli Essenziali di Prestazioni…(2).

Con tutto il rispetto e la stima per gli amici fautori di questi partiti e movimenti credo che ancora non ci siamo. Non credo sia questa la strada.

Come ho scritto, o si dichiareranno apertamente e con coraggio quali siano gli indispensabili obiettivi da perseguire o si rischierà, per l’ennesima volta, di profondere impegno, fatica, spese e quant’altro in attività che, gioco forza, non otterranno gli scopi per i quali quegli stessi amici, pur con tanta abnegazione, si battono.

Parafrasando il compianto Nicola Zitara, se non si mirerà apertamente all’Indipendenza e, aggiungo, alla sovranità monetaria, si otterrà al massimo di vivere solamente “momenti meno infelici…”.

 

1)

https://www.regnodelleduesicilie.eu/wordpress/page/2/

2)

http://www.ansa.it/sito/notizie/flash/2019/11/28/-autonomia-da-regioni-si-a-legge-quadro-_40c8dda8-2d13-44e0-8a8b-9550243a9b8a.html

 

 

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NOTIZIE DAL REGNO – STORIA                                        

 

– Del Sud chi se ne cura?

di Edoardo Vitale, per Sud & Civiltà, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=vq85J6oUjJc

 

 

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– Garibaldi e quella maledetta domenica

di Edoardo Vitale, per Sud & Civiltà, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=MfevgXK91nk

 

 

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– La grande Marina mercantile del Regno delle Due Sicilie massacrata dopo il 1860

di Michele Eugenio Di Carlo, da inuovivespri.it

 

Le recenti analisi di studiosi di grande spessore come Daniele, Malanima, Fenoaltea, Ciccarelli, Collett, Davis, Tanzi, Aprile, hanno ricondotto sui corretti binari della storia il livello economico raggiunto dal Regno delle Due Sicilie nella prima metà dell’Ottocento. Tommaso Pedio, il maggiore storico della Basilicata, docente di Storia Moderna all’Università di
Bari, già tra gli anni Settanta e Ottanta del secolo scorso era giunto alle stesse conclusioni: il divario tra il Nord e il Sud del Paese non aveva origine antica, ma nasceva dopo l’Unità d’Italia da precise scelte di politica governativa che la classe politica meridionale, espressione di una minoranza elitaria e benestante, non poteva contraddire, presa da interessi che il patto unitario aveva garantito, a scapito dei ceti subalterni che avrebbero pagato il conto con la miseria e l’emigrazione.

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https://www.inuovivespri.it/2020/03/19/la-grande-marina-mercantile-del-regno-delle-due-sicilie-massacrata-dopo-il-1860/

 

 

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– 17 Marzo, Unità d’Italia: ecco perché il Sud non deve festeggiare

da altaterradilavoro.com

17 Marzo 1861: Unità d’Italia. Il giorno che secondo l’epopea risorgimentale ha liberato la penisola italica, e in special modo il Meridione, dallo straniero invasore ed oppressore per dare vita a un Regno libero, guidato dal piemonteseRe “galantuomo” Vittorio Emanuele II e formato grazie alle abilità politiche del conte di Cavour e a quelle militari dell’eroe dei Due Mondi, Giuseppe Garibaldi,l’uomo che a capo di mille uomini e 3 cannoni riesce a sbarcare in Sicilia e da lì fa capitolare strada facendo, e nel giro di pochi mesi, il Regno delle Due Siciliecon il suo esercito di 30.000 effettivi: un’autentica impresa, o forse c’è bisogno di integrare il racconto con qualche altra informazione?

Il Regno delle Due Sicilie, lungi dall’essere una nazione arretrata e governata dallo straniero, era uno Stato legittimo, sovrano e indipendente sin dal 1734-35, quando era ancora diviso nelle due corone di Napoli e Sicilia. Con i Borbone, il Sud divenne insieme all’Inghilterra e alla Francia il Paese più florido d’Europa, la meta finale e più preziosa del Gran Tour che fece dire a Stendhal nel 1817: In Europa ci sono due capitali: Parigi e Napoli”. Le Due Sicilie vantavano vari primati, tra cui la costruzione della prima ferrovia italiana, la prima illuminazione a gas in una città italiana, il primo ponte sospeso in ferro in Italia, il primo museo al mondo (Museo di Capodimonte), la prima fabbrica di locomotive e materiale ferroviario d’Italia, la prima Nazione a effettuare la raccolta differenziata e a costruire edifici antisismici, il primo osservatorio astronomico italiano, il primo telegrafo in Italia, la prima assistenza sanitaria gratuita, la prima assistenza pensionistica.

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http://www.altaterradilavoro.com/17-marzo-unita-ditalia-ecco-perche-il-sud-non-deve-festeggiare/?fbclid=IwAR0LTCChmWJyTvb-X-mXV1t_f6lyJfyF6-xnCunQTsFXn89XNFusYmTgjgE

 

 

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– Ferdinando II di Borbone, il re che detestava l’aristocrazia e amava il popolo

di Michele Eugenio Di Carlo, da inuovivespri

Circa 30 anni dopo la “Storia” di de’ Sivo, quando ormai il processo unitario si era consolidato e aveva superato la cruenta prova della lunga e violenta guerra civile e sociale che il popolo del Sud aveva sostenuto con vigore e con accanita resistenza, Raffaele De Cesare pubblicava nel 1895, utilizzando lo pseudonimo “Memor”, «La fine di un Regno: dal 1855 al 6 settembre 1860» .

Raffaele De Cesare era un pugliese nato a Spinazzola nel 1845. Laureatosi a Napoli in Scienze politiche, esperto di economia politica e problematiche agricole, di commercio e dogane, da giornalista aveva collaborato con il “Corriere della Sera”. Più volte eletto deputato, in Parlamento faceva capo all’estrema Destra, difendendo spesso gli interessi delle popolazioni meridionali. Nel 1910 fu nominato senatore e fece parte del gruppo politico di Benedetto Croce. Morì a Roma nel 1918.

Nessuno meglio di De Cesare è riuscito a descrivere la figura di re e di uomo di Ferdinando II, giunti alla vigilia del 1857. Secondo lo scrittore, giornalista e uomo politico, il Re «contava 47 anni, ma pareva ne avesse sessanta.

Le emozioni del 1848 e del 1849, e l’attentato di Agesilao Milano, avevano lasciati in lui segni profondi. Ormai preferiva la Reggia di Caserta a quella di Napoli e passava una parte dell’anno a Gaeta; alle feste e alle cerimonie anteponeva la vita casalinga. Dopo il 1848, «il pensiero che tanti soffrissero per lui doveva riuscirgli molesto, e togliergli quella pace dello spirito, che ebbe intera nei primi anni del suo regno».

Diventato sospettoso, tutti gli affari di Stato dovevano passare per le sue mani e teneva direttamente la corrispondenza e i rapporti con diplomatici, vescovi e intendenti provinciali, mentre la sua segreteria particolare fungeva da «primo dei ministeri», dando istruzioni e ordini di cui spesso neppure i ministri erano a conoscenza. Pienamente consapevole delle cospirazioni contro il suo regno, alimentate in particolare a Torino e Parigi, confidava che «lui vivo, nessuna novità pericolosa si sarebbe tentata».

Diventato re a 20 anni aveva dovuto interrompere gli studi; fornito di una prodigiosa memoria e di una dinamica intelligenza, «dotato di spirito beffardo e motteggiatore, come ogni napoletano, preferiva il sarcasmo alla lode; e, se questa concedeva, non la scompagnava da una leggiera tinta d’ironia».

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https://www.inuovivespri.it/2020/03/06/ferdinando-ii-di-borbone-il-re-che-detestava-laristocrazia-e-amava-il-popolo/

 

 

 

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– L’amara verità su Garibaldi che il professore Barbero e gli storici come lui si rifiutano di accettare

di Michele Eugenio Di Carlo, da inuovivespri.it

Professor Alessandro Barbero, essendo lei uno degli storici medievisti più accreditati, perché non lascia la storia del nostro processo unitario a specialisti già in evidente difficoltà?

In un suo famoso intervento divulgato dal canale YouTube dal titolo “La verità su Garibaldi”, lei tentando di riproporre la figura dell’ “Eroe dei due mondi” dice molte verità. Ma da quelle stesse verità che lei racconta, omettendone altre che le dirò, il personaggio Garibaldi al vaglio attento dello studioso e dello storico, al di là delle “leggende truffaldine”, non esce affatto fortificato come repubblicano, come patriota, come politico.

Lasci allora che un modesto studioso non accademico, non “educato” a frequentare studi televisivi importanti e spesso definito impropriamente “neoborbonico”, spieghi cosa Lei non ha vagliato, forse intenzionalmente, della figura di Garibaldi.

Il Giuseppe Garibaldi, ricordato in tutta Italia con statue, intitolazioni di vie e di piazze, godeva di uno stretto legame che lo vincolava alla Gran Bretagna, potenza coloniale che aveva forti interessi politici e commerciali da difendere nel Mediterraneo e che non si era mai fidata di Ferdinando II scatenandogli contro una spietata campagna denigratoria, i cui effetti persistono ancora oggi nei testi di storici assurdamente ancorati ad una storiografia ufficiale liberale sabauda.

L’idea di preparare una invasione militare in Sicilia non era stata di Garibaldi. In una lettera del 5 maggio ad Agostino Bertani, pubblicata l’8 maggio 1860 sul “Pungolo”, è lo stesso Garibaldi a renderlo noto1. Anche per Camillo Benso Conte di Cavour, non era il momento propizio per sostenere i moti siciliani e impegnarsi nell’organizzazione di una spedizione militare in Sicilia, per le ragioni che lei stesso ha esposto.

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https://www.inuovivespri.it/2020/03/03/lamara-verita-su-garibaldi-che-il-professore-barbero-e-gli-storici-come-lui-si-rifiutano-di-accettare/

 

 

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– La vera storia dell’impresa dei Mille 45/ Quando in Calabria Garibaldi se la fece sotto e rifiutò di combattere

da inuovivespri.it

 

I Garibaldini vengono accolti male
e sono considerati «invasori» da respingere

Napoli, 20 agosto, rissa fra bersaglieri Piemontesi e soldati Duosiciliani.

«La popolazione si mostra subito ostile alla vista dei Garibaldini, che si presentano con razzie di bestiame e saccheggi di vettovaglie».

Così scrive in proposito Antonio Pagano, il quale, dopo avere parlato di alcuni fattacci militari tipici di quei momenti, così continua:

«In Basilicata, a Rionero, a Melfi a Corleto Pertica, si registrano sollevazioni popolari contro le nuove autorità, favorevoli ai Piemontesi».(2)

Come abbiamo già accennato, la Flotta Sabaudo-piemontese, agli ordini dell’Ammiraglio Persano era ormeggiata nel porto di Napoli ed ospitava migliaia di bersaglieri. Era, questo, un gravissimo abuso. Tanto più che i militari Piemontesi si comportavano con arroganza a Napoli, come se fossero stati i padroni.

Il giorno 20 agosto, però, ad alcuni di loro andò male. Nel fare propaganda a favore di Vittorio Emanuele II, infatti, in un primo momento, vennero a lite verbale e, poi, passarono alle vie di fatto con un folto gruppo di soldati Duo-siciliani, fedeli al loro Re.

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https://www.inuovivespri.it/2020/02/17/la-vera-storia-dellimpresa-dei-mille-45-quando-in-calabria-garibaldi-se-la-fece-sotto-e-rifiuto-di-combattere/

 

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– La vera storia dell’impresa dei Mille 44/ Agosto 1860: traditori borbonici e ‘ndrangheta consegnano la Calabria ai garibaldini

di Pippo Scianò, da inuovivespri.it

Così come la mafia aveva aiutato Garibaldi e i suoi ‘picciotti’ a ‘conquistare la Sicilia insieme con gli ufficiali traditori del Regno delle Due Sicilie, in Calabria la ‘ndrangheta e i soliti ufficiali borbonici venduti spianano la strada ai garibaldini. L’assassinio del Generale Duosiciliano Dusmet, reo di essere incorruttibile.

15. 19 agosto 1860. Di scena la nuova scandalosa tragicommedia della conquista della Calabria

I generali e gli ammiragli Borbonici «traditori» e «venduti» continuano ad impedire ai loro soldati di combattere, agevolando l’avanzata dell’Armata Anglo-piemontese-garibaldina. I non pochi tentativi di Garibaldi di varcare lo Stretto e di invadere la Calabria, effettuati nelle prime settimane del mese di agosto vanno a vuoto o vengono respinti dalle cannonate Duosiciliane. Finalmente, però, arriva la volta buona…

E Garibaldi, il 19 agosto del 1860, sbarcherà con un seguito di cinquemila uomini a Melito Portosalvo, sulla costa calabrese. Era partito da Giardini (oggi Giardini Naxos), utilizzando i piroscafi Franklin e Torino. L’Eroe Nizzardo aveva viaggiato sul Franklin che batteva bandiera americana (guarda caso!). 

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https://www.inuovivespri.it/2020/02/11/la-vera-storia-dellimpresa-dei-mille-44-agosto-1860-traditori-borbonici-e-ndrangheta-consegnano-la-calabria-ai-garibaldini/

 

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– Carabinieri

La “questione dell’insorgenza” è stata sempre tenuta nell’ombra dalla storiografia risorgimentale. Nascoste o sottovalutate le gravi colpe dell’invasore piemontese. Prima fra tutte la famigerata azione dell’assedio di Gaeta, nella cui circostanza i soldati borbonici si comportarono da eroi: per oltre tre mesi, in condizioni disumane, sostennero l’assalto delle granate piemontesi. Ma anziché avere l’onore delle armi, i soldati borbonici furono inviati nei campi di concentramento di Finestrelle e San Maurizio Canavese.

Leggi tutto su:

http://www.carabinieri.it/arma/ieri/storia/cc-nel-900-italiano/fascicolo-2/l%27alba-del-secolo—parte-1-1861-1900-pag-2?fbclid=IwAR3VFwNFz3YnFXRVMsFDefBkYWms2BPxUc3b202x1vS-o-sXOf1WUIpiOKM

 

 

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– L’unità di Italia e la Massoneria

di Maurizio Moscone, da segnideitempiblogspot.com e da altaterradilavoro.com

Il Risorgimento è stato frutto di élite laiciste che puntavano a estirpare la fede cattolica dal comune sentimento.

L’unità di Italia è certamente un valore e forse pochi o nessuno rimpiange l’Italia pre-unitaria, divisa in tanti stati dominati da potenze straniere. Ciò non giustifica, tuttavia, il modo retorico ed ideologico con cui ancora oggi il Risorgimento viene presentato dai mass media e dalle autorità statuali. Secondo Gramsci il Risorgimento può essere compreso, nella sua complessità, all’interno di alcune idee-guida che ne evidenziano gli aspetti essenziali:

1) l’unità d’Italia è stata realizzata tramite “l’allargamento dello Stato piemontese e del patrimonio della dinastia” (1) e tale operazione è avvenuta manu militari, con una “conquista regia” (2).

2) L’intera epopea risorgimentale non è stata “un movimento nazionale dal basso” (3), essendo stata ideata e gestita da un’élite di liberal-massoni, che faceva parte della ricca borghesia e ha agito contro gli interessi del popolo italiano.

3) La Massoneria è stata l’ispiratrice e l’animatrice del Risorgimento, “l’unico partito reale ed efficiente che la classe borghese ha avuto per lungo tempo” (4).

Queste tesi di Gramsci sono suffragate da molti studi documentatissimi (5) e si resta perplessi di fronte alla falsificazione continua della storia da parte di coloro che hanno il dovere di informare correttamente i cittadini, senza mistificare la realtà per finalità ideologiche.

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http://www.altaterradilavoro.com/lunita-di-italia-e-la-massoneria/?fbclid=IwAR3WLBI8blyo0wUtHT492RrsgTnmLyGVf2nSmYkHG7H44ILtkXWxeTbyiPc

 

 

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– "Brigantaggio”, prima grande autorevole ammissione: "Fu la prima grande rivolta armata". E si parla per la prima volta ufficialmente di “invasore piemontese”.

di Gigi Di Fiore,

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https://www.ilmattino.it/blog/controstorie/assediodigaeta_brigantaggio_carabinieri-5020284.html?fbclid=IwAR36f2BdEXjl0dvsuhE2Y-1phgp3IoP9ZH4FpDWYEyIocQmPEPZyTax7vJI

 

 

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– L’occupazione inglese della Sicilia e la propaganda anti-borbonica (parte 1)

da actualproof.wixsite.com

Il mediterraneo a metà dell’800 era il quindi il baricentro delle tensioni geopolitiche che vedevano come primo protagonista l’Impero Britannico, che pur avendo appena perso le colonie americane, avevano ancora l’esercito più forte e cercavano una nuova collocazione strategica internazionale più volta a sfruttare le colonie asiatiche ancora sotto il suo dominio. Gli inglesi erano determinati a competere prima con le forti ambizioni espansionistiche francesi nel Mediterraneo, poi dopo la guerra di Crimea anche di quelle russe.

 Sin dagli inizi del XIX l’Inghilterra era quindi interessata al controllo diretto o indiretto del meridione italiano, la Grecia, il regno Ottomano e la costa nordafricana. La politica estera inglese era talmente concentrata sul Mediterraneo che se ne discuteva quasi quotidianamente alla House of Commons, sia per garantire la sicurezza delle rotte del commercio verso l’Asia e con il mediterraneo stesso, sia per proteggere genericamente gli interessi e il benessere dei concittadini inglesi. Anche gli stretti dei Dardanelli e del Bosforo avevano un enorme valore sia commerciale che militare.

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https://actualproof.wixsite.com/appuntidiviaggio/single-post/2014/05/21/L%E2%80%99occupazione-inglese-della-Sicilia-e-la-propaganda-antiborbonica-parte-1

 

 

– L’occupazione inglese della Sicilia e la propaganda anti-borbonica (parte 2)

da actualproof.wixsite.com

Un altro episodio che ha drasticamente peggiorato i rapporti tra la corte inglese e quella borbonica è stato il matrimonio di Carlo Ferdinando di Borbone, principe di Capua e fratello di re Ferdinando II, con una irlandese di nome Penelope Smith. Nel 1836 re Ferdinando II, profondamente contrario alle nozze di familiari con borghesi per di più di nazioni ostili, emanò un decreto per impedire l’espatrio dei membri della famiglia reale e considerare nulli i matrimoni di questi senza la sua benedizione. 

 Per incredibile e curiosa coincidenza Penelope Smith era nipote nientemeno che del potente primo ministro inglese Lord Palmerston, che ovviamente colse immediatamente l’occasione per schierarsi dalla parte del principe esule che prese sotto protettorato inglese. Ma Palmerston non si limitò a questo e cercò in tutti i modi di spingere Ferdinando a dichiarargli guerra. Quindi pretese che lui pagasse 36.000 ducati per i debiti accumulati dal fratello in Inghilterra, che riconoscesse a Penelope il titolo di principessa, insinuò inoltre dubbi sulla legittimità della stessa regalità di Ferdinando II e sul testamento paterno e lo accusò di essersi appropriato dell’eredità del fratello.

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https://actualproof.wixsite.com/appuntidiviaggio/single-post/2014/05/23/L%E2%80%99occupazione-inglese-della-Sicilia-e-la-propaganda-antiborbonica-parte-2

 

 

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– L’INVENZIONE DEL RISORGIMENTO, OVVERO L’ANNIENTAMENTO DEL SUD

di C.L. Schiano, da altaterradilavoro.com

Qualunque guerra, dichiarata o non, rappresenta quasi sempre l’extrema ratio di uno Stato o di un popolo per affermare un proprio principio, sia esso motivato da semplice sete di conquista che da ragioni presentate ipocritamente per  più idealistiche, come per le guerre di religione.

. In ogni caso si tratta della via meno indicata per affermare le proprie ragioni, perché anche se, per assurdo, vogliamo considerare la sete di conquista come una necessità insopprimibile avvertita da chi è preda di questo impulso, tale necessità non giustifica furti, rapine o  massacri come sua inevitabile conseguenza. Se ho fame, infatti, e non ho di che mangiare la condizione non giustifica una mia aggressione ai danni di chi ne possiede, specialmente se costui  non ha alcuna colpa. Ora, quando al termine di una guerra di conquista il vincitore, mistificando i fatti,  dà avvio al processo di mitopoiesi, si verifica che i vinti diventano tutti vili e i vincitori tutti eroi; i primi, se gli va bene, condannati ad una damnatio  eterna e i secondi elevati agli onori dell’altare.

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https://www.altaterradilavoro.com/linvenzione-del-risorgimento-ovvero-lannientamento-del-sud/

 

 

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– Autonomia: perché Regione siciliana e non Regione Sicilia

di Alfonso Nobile, da inuovivespri.it

Il 9 luglio del 1943 iniziava l’operazione Husky con cui gli anglo-americani sbarcarono a Gela per occupare la Sicilia e da lì proseguire l’avanzata in Italia. Questa operazione si conclude il 17 agosto e da quel momento le truppe “alleate” amministreranno la Sicilia tramite l’Allied Military Government of Occupied Territories (AMGOT) come un vero e proprio territorio a sé stante, perfino con una propria moneta (le “am-lire”).

La Sicilia fu restituita al Regno del Sud l’11 febbraio 1944, mentre gli anglo-americani erano impantanati nello sbarco ad Anzio, ma sotto la supervisione “alleata”, tanto è vero che furono imposte due condizioni:

1) inizialmente si dovette istituire un Alto Commissariato per la Sicilia (affidato dapprima all’autonomista Francesco Musotto e, successivamente, al “macellaio” democristiano Salvatore Aldisio);

2) successivamente si sarebbe dovuta dare alla Sicilia un’amplissima autonomia tramite uno Statuto per la Regione siciliana per svuotare di argomenti il Movimento per l’Indipendenza della Sicilia (MIS) e sotto la pressione militare del suo braccio armato, l’Esercito Volontario per l’Indipendenza della Sicilia (EVIS). Lo Statuto che entra in vigore il 15 maggio 1946.

Questo Statuto, tutt’ora in vigore e sulla base del quale funziona ancora oggi la Regione siciliana, prevede che la Sicilia sia un “quasi-Stato”, cui sono devolute tutte le funzioni (in via esclusiva o all’interno di una cornice nazionale, vedasi gli artt. 14 e 17) tranne Difesa ed Esteri, e ne determina una condizione di “confederazione” con lo Stato Italiano, ponendo entrambi gli enti sullo stesso piano (tanto che diversi studiosi parlano di “natura pattizia” dello Statuto).

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https://www.inuovivespri.it/2020/01/17/autonomia-perche-regione-siciliana-e-non-regione-sicilia/

 

 

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– Storia dell'illuminazione a Palermo (parte I): quando il Senato accese le luci al Cassaro“

di Igor Gelarda da palermotoday.it

„Molti aspetti di Palermo non sono comprensibili per chi non è palermitano. Ma spesso anche agli occhi dei palermitani la città ha dei lati oscuri ed inspiegabili. Eppure secondo Igor Gelarda, laureato in Lettere Moderne con un Dottorato di Ricerca in Storia della Sicilia e del Mediterraneo antico, c'è una chiave di lettura per (quasi) tutto: la millenaria storia della città, con le sue grandezze, le sue miserie e le sue numerose contraddizioni. Attraverso una lettura storica facile, veloce ma non per questo poco accurata, cercheremo di comprendere le tradizioni, le follie, i modi di dire e quelli di fare della città che fu un tempo Capitale del regno“.

Storia dell'illuminazione a Palermo: dai lampionelli al gas – Blog
 

Nel passato andare a spasso di notte era rischioso, non che adesso non lo sia. Ma prima il pericolo era legato anche al fatto che tutto era buio, esclusi i giorni di plenilunio. Tutta la città di Palermo, di notte era al buio, diversamente da oggi in cui il buio a Palermo si manifesta a macchia di leopardo, a seconda delle zone e dei giorni!

Nel medioevo e fino a parte del Settecento, ad una certa ora, poco dopo il tramonto, suonavano le campane delle torri civiche. Cinquantadue interminabili rintocchi, la cosiddetta “castiddana”, che annunciavano che la giornata era finita. Tutti a casa, tranne forze dell’ordine, prostitute e coloro che avevano uno speciale permesso, e che potevano andare in giro per la città di notte. I temerari che si aggiravano nelle ore notturne usavano i cosiddetti “Lampinueddi”, piccoli lanternini, usati per scansare buche, anche in passato sempre abbondanti a Palermo, e ladri. I lanternini venivano costruiti dagli stagnatari che avevano le loro botteghe in via e vicolo Lampionelli, ancora oggi esistenti, in zona Maqueda, tra via Divisi ala via Giardinaccio.

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https://www.palermotoday.it/blog/una-finestra-sulla-palermo-che-fu/storia-illuminazione-palermo.html?fbclid=IwAR3KJ4TzNa-RzyMwP-xv4L3xXXKjaOcPSbJ3eAuLqPvbunzMkUYcygHWH_M

 

 

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VIVAMENTE CONSIGLIATI

 

– Il complotto della prima guerra mondiale – Parte 1

di Pandora Tv,da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=OsiSBR42YFw

 

– Il complotto della prima guerra mondiale – Parte 2

di Pandora Tv,da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=aPFYMGhrqps

 

 

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PER NON DIMENTICARE…

(immagine tratta da madreluna.altervista.com)

 

– 4, 5 marzo 1861. Sommosse e deceduti a Santa Marhgerita Belice (Pa).

A seguito di una sommossa si avranno tre uccisioni, fra le quali quella del dott. Giuseppe Montalbano che, liberale, aveva protestato contro i garibaldini per il loro comportamento.

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(foto da Movimento Belice Trasversale)

 

– 13 marzo 1861: cadeva la Real Cittadella di Messina

Fra i soldati napolitani e siciliani si conteranno 47 caduti

Non si conosce il numero esatto dei feriti.

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(foto da Alta Terra di Lavoro.com)

 

– 20 marzo 1861: Caduta di Civitella del Tronto

Fra i soldati duosiciliani si conteranno 260 deceduti.

Non si conosce il numero esatto dei feriti.

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(foto tratta da abruzzando.com)

– La fortezza di Civitella del Tronto

di Gianni di Muzio, da toutube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=1qwA5OnPros

 

 

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SCHEGGE DI STORIA                                                        

 

SCHEGGE DI STORIA 2 – 3 / ’20

 

          Quando ai primi di maggio del 1799, l’Armata della Santa fede, accampata ai confini della Basilicata, riceve i rinforzi delle bande di insorgenti pugliesi del De Cesari, il cardinale Ruffo decide che è il momento propizio di rivolgere le sue attenzioni alla ribelle città di Altamura, che, con circa 24.000 abitanti, è resa difficilmente espugnabile da una robusta cinta di fortificazioni.

          Delle quattro porte cittadine, quelle dette di Bari e di Matera, sono particolarmente rinforzate con l’ausilio di alcuni pezzi di artiglieri, in quanto poste sulle direttrici di marcia delle colonne sanfediste. Guidano le milizie repubblicane, a difesa di Altamura, lo spietato generale Felice Mastrangelo e il fanatico commissario del dipartimento del Bradano, Nicola Palomba.

          L’8 maggio uno squadrone della cavalleria realista viene inviato in avanscoperta presso Altamura, con il preciso ordine di non impegnarsi in scontri con il nemico. Dalla cittadina esce immediatamente un contingente di 150 cavalleggeri, che dà addosso ai sanfedisti, i quali, in ossequio alla consegna ricevuta, si ritirano ordinatamente. Dopo di che i repubblicani decidono di presidiare le alture circostanti. E’ un errore tattico che pagheranno caro. Saggiate così le intenzioni dell’avversario, la notte che segue 10.000 uomini dell’Armata Cristiana, appoggiati dall’intero corpo di cavalleria, ricevono l’ordine di marciare su Altamura.

          All’alba del 9 maggio sono in vista della città. Colti di sorpresa, gli avamposti nemici sono facilmente sbaragliati. Anche la cavalleria repubblicana è in fuga; una parte trova rifugio tra le mura cittadine, mentre l’altra si sbanda nelle campagne. I sanfedisti catturano inoltre due cannoni.

          Nel primo pomeriggio giunge al campo Ruffo con la sua guardia. Sono così altri 1.000 uomini per le armi realiste. Prima di far suonare la diana per l’assalto il cardinale, come è sua consuetudine, nell’imminenza di uno scontro con il nemico, celebra un ufficio divino in cui dispensa l’assoluzione generale alle truppe schierate. Poi decide di fare un giro  tutt’intorno alle mura. Quella figura che cavalca quietamente  rappresenta un magnifico bersaglio  per i cecchini avversari. Così una vera e proprie gragnuola di colpi si abbatte su Ruffo, che non si scompone più di tanto, continuando a guardare, tranquillamente, con il cannocchiale gli spalti da cui gli si spara con tanto accanimento contro. Si vuole che facesse allontanare, in quel frangente, tutti i suoi fedelissimi per timore  di un loro ferimento mortale.  Nessun colpo scalfisce il cardinale. Per la sua truppa, strabiliata, egli è veramente protetto dall’incantesimo.

          Al grido di “viva lu Re” i sanfedisti si lanciano all’attacco. Il fuoco di fucileria è vivissimo da ambo le parti,. Così il duello delle artiglierie; in particolare presso la porta di Matera. Trovandosi allo scoperto, larghi vuoti si aprono tra le fila degli attaccanti. La battaglia dura, con alterne fasi, per tutto il pomeriggio. Come sempre Ruffo è là, dove più ferve la mischia. Sembra veramente “inciarmato”. Numerose le pallottole nemiche che lo sfiorano senza ferirlo. Il sopraggiungere della notte pone fine ai combattimenti.

          Alle prime luci dell’alba del 10 maggio è presa, da tre compagnie di realisti,  la porta di Matera. Per quella breccia l’intera armata irrompe poi nella città. La stessa però è quasi del tutto deserta. Infatti, Approfittando dell’oscurità notturna, le milizie repubblicane,trascinandosi dietro gran parte della popolazione, sono fuggite per la porta di Napoli. Unica via di scampo, lasciata libera volutamente dal Ruffo, che vuole evitare, more solito, un inutile controproducente massacro.

          Ora la bandiera gigliata sventola sul campanile di Altamura, mentre nel luogo, dove poco prima v’era l’albero della libertà, viene issata la Santa Croce.

Orazio Ferrara, da L’Alfiere, anno XXII, n. 2, pag. 26.

 

 

          Si vede abbastanza dal rapido progetto dianzi esposto cosa sia divenuto in due anni il reame delle due Sicilie sotto il governo invasore. I partiti si agitano, e sconvolgono il paese; la discordia divide tutti gli animi; gli uni scavalcano gli altri per montare al potere e scorticare i popoli, che nutrono odio irreconciliabile contro i piemontesi; l’amministrazione interna è un caos; le finanze sono esauste, e sopraccaricate da ingente debito pubblico, che ne obbliga contrarre altro smisuratissimo, le tasse decuplicate; rincarito oltremodo il prezzo dei viveri; resa impossibile l’agricoltura: e la pastorizia nelle più fertili provincie; sterilito e ridotto a nulla il commercio; sostituito il capriccio delle soldatesche al giudizio de’ Magistrati, ed al reggimento delle leggi; arresti arbitrarii d’innocenti a migliaia; incendii, e devastazioni di città e borgate; fucilazioni innumerevoli senza processi, senza giudizio contro individui non di altro rei, per la maggior parte, se non di aver voluto difendere i loro focolari, la loro religione, la patria autonomia dinastica; ed in tanta confusione si fa anche correre la voce dell’abdicazione del re Vittorio Emanuele.

          Al quale, mentre nel 1860 facevasi dire di aver intesi i gridi di dolore dell’Italia, ora che le esorbitanze e gli eccessi di coloro che governano nelle provincie meridionali in suo nome formano l’onta dell’umanità, e dell’onore delle nazioni, si rende, così ottuso l’udito, da fargli scrivere Da Napoli a’ 3 maggio in una lettera all’Imperatore de’ francesi, queste parole cotanto in contraddizione co’ fatti flagranti:

          “L’ordine, che regna in queste provincie meridionali e le fervide dimostrazioni di affetto,che ricevo da tutte le parti rispondono vittoriosamente alla calunnie de nostri nemici, e convinceranno, spero, l’Europa, che la idea della Unità riposa su solide basi e si trova profondamente impressa nel cuore di tutti gl’italiani!”.

Francesco Durelli, Le condizioni del Reame delle Due Sicilie nel corso dell’anno 1862., Ripostes Edizioni, pag. 137, 138.

 

 

La massoneria, per definizione associazione, in parte segreta, di persone legate da comuni interessi, ha sempre accompagnato la storia dell’Inghilterra, paese in cui venne ufficialmente alla luce, nella sua accezione moderna, il 24 giugno del 1717. …

Altro emblema allegorico dell’ordine è una piramide tronca, in mattoni, sovrastata dall’occhio onniveggente del Grande Architetto dell’Universo: lo stesso che è riportato sul retro della banconota da un dollaro degli Stati Uniti d’America e che è riprodotto nella Sala della Meditazione del Palazzo dell’ONU a New York. Massoneria, Capitalismo e Sionismo, si fondono, dunque, in un’unica simbologia del potere; quello stesso potere che ha sempre dominato il mondo e che, nella sua essenza, è sempre arrogante perché avoca a sé ciò che nessuno gli ha mai dato; sempre prepotente perché esercita una potenza antecedente all’esercizio di libertà dell’individuo; sempre mistificatore in quanto camuffa lo schiacciamento delle persone che governa come servizio autorevole per il bene dei cittadini deprivandoli dell’autogestione, diritto inalienabile dell’uomo.

          Ufficialmente la finalità dell’ordine è la “Fratellanza Universale” attraverso l’evoluzione spirituale dell’essere, da raggiungere non solo mediante iniziative filantropiche, ma anche mediante l’impegno per una giustizia vera, sana e non settaria a beneficio dell’umanità intera. Nobili intenti, senza dubbio, ma che, tuttavia, non riescono a disperdere quella nebbia di mistero e di segretezza che avvolge tutti i suoi riti, le sue iniziazioni, la sua simbologia, Per non parlare poi delle cosiddette logge segrete o, da più parti definite, deviate. Chi non ricorda lo scandalo della “P2”? E’ il nome di una loggia fondata nel lontano 1877 (nella sigla, la lettera “P” sta per Propaganda) che si distinse subito per un cedimento ad interessi di natura squisitamente profana dei suoi adepti, molt dei quali furono coinvolti nello scandalo della Banca Romana del 1892. Dopo la caduta del Fascismo, che aveva spazzato via la massoneria, la Loggia risorse aggiungendo la cifra 2 alla sua vecchia sigla e, nel rispetto delle antiche tradizioni, abbastanza recentemente ha dato il meglio di sé con i molteplici coinvolgimenti di un suo venerabile maestro, più volte agli onori della cronaca. Saraà un caso, ma quella era la stessa Loggia a cui era appartenuto, oltre a Francesco Crispi, anche lo stesso Garibaldi.

Erminio De Biase, L’inghilterra contro il Regno delle Due Sicilie, Controcorrente Edizioni, pag. 79, 80.

 

 

Per prendere visione delle altre “Schegge di Storia”, si veda la sezione omonima del menù verticale, in alto, alla sinistra del video.

 

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EVENTI

 

 

 

 

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NOTIZIE DAL REGNO – ATTUALITA’                                   

 

– “Così lo Stato scippa alla sanità pubblica siciliana 600 milioni di euro all’anno”

Intervista a Gianluca Castriciano – Radio Milazzo 23 Marzo 2020

AUIO – VIDEO

https://www.inuovivespri.it/2020/03/24/cosi-lo-stato-scippa-alla-sanita-pubblica-siciliana-600-milioni-di-euro-allanno-audio/?fbclid=IwAR2MRC9LufGNeX_Kpaul4jgs7l4pe2nH2oGwUt1ueCkRwBmgpNyTDB-tMUw

 

 

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– I buoni sentimenti di De Amicis? Falsi. La “secessione” letteraria degli scrittori del Sud

di Michele Eugenio D Carlo da inuovivespri.it

 

La circostanza che l’Università per Stranieri di Perugia abbia in questi giorni reso omaggio ad Andrea Camilleri mi ha felicemente toccato, ridestando in me le emozioni ancora vive di una città che ha saputo accogliermi ventenne e dove ho passato cinque anni della mia esistenza, spesso frequentando amici ospitati dall’Università per Stranieri. Ma, ancor di più, mi ha fatto piacere sapere che ad introdurre l’evento fosse il professor Giovanni Capecchi, di cui ho sottolineato l’importante lavoro in un mio piccolo saggio presente nel testo La Questione Meridionale, curato dall’amico Carlo Capezzuto e appena pubblicato dalla Magenes.

Giovanni Capecchi, docente di Letteratura italiana all’Università per Stranieri di Perugia, nei suoi studi ha espresso la tensione culturale che dal Foscolo al Leopardi, dal Manzoni al Giusti, dal Carducci al giovane Verga, era condivisa con poeti, scrittori e letterati accomunati nel sentimento comune di un’Italia da unificare politicamente dalle Alpi alla Sicilia.

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https://www.inuovivespri.it/2020/03/13/i-buoni-sentimenti-di-de-amicis-falsi-la-secessione-letteraria-degli-scrittori-del-sud/?fbclid=IwAR3NPhkcttc9czJ-Etjml8y-o0wfRZJlqyTzrm_nqCHLim6Vv6jlICzcDoA

 

 

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– La UE: per aiutare il Nord colpito dal Coronavirus togliete i fondi europei al Sud Italia!

da .inuovivespri.it

Veramente ‘grandiosa’ l’Unione europea: invece di intervenire direttamente in sostegno del Nord Italia in grande crisi per il Coronavirus sta provando a convincere il Governo Conte bis a scippare i fondi europei al Sud per darli al Nord. E se l’emergenza Coronavirus – grazie agli ‘scappati’ dal Nord verso il Sud – colpirà il Sud? Vabbé i ‘Terroni’ possono pure morire! 

Se ci sono ancora meridionali convinti che l’Unione europea sia una cosa seria avranno a disposizione l’ennesima occasione per ricredersi. L’Italia è in emergenza per il Coronavirus, il Nord Italia è in gravissima emergenza e servono ingenti risorse finanziarie per salvare le vite delle persone. Ebbene, non dovrebbe essere la Ue ad aiutare l’Italia? Col cavolo! Sapete cos’ha detto la presidente della Commissione europea, la signora Ursula von der Leyen, la ‘delfina’ della signora Merkel eletta grazie ai voti determinanti degli europarlamentari grillini? Soldi non non ve ne possiamo dare, ma vi autorizziamo a prendere i fondi europei destinati al Sud Italia!

Anche in piena emergenza Coronavirus l’Italia e l’Unione europea hanno trovato il modo per fregare il Sud. Questa volta nel nome della ‘solidarietà’: la solidarietà del Sud verso il Nord!

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https://www.inuovivespri.it/2020/03/12/la-ue-per-aiutare-il-nord-colpito-dal-coronavirus-togliete-i-fondi-europei-al-sud-italia/?fbclid=IwAR1FOJzOhKU2ZeAEutCyVkX43wiN9_G1Thz-DTOB7hZa3wATtYAWx0VJwr8

 

 

 

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– Una ‘tempesta’ di navi cariche di grano estero sta invadendo la Sicilia e la Puglia!

da inuovivespri.it

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https://www.inuovivespri.it/2020/02/17/una-tempesta-di-navi-cariche-di-grano-estero-sta-invadendo-la-sicilia-e-la-puglia/?fbclid=IwAR2KXRBvNikOLacX75dgP_DFpaXPe1mNHVOLxzWKTockH5aOv8lK9VHn5BAec

 

 

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– La vera storia della fine del Banco di Sicilia tra Banca d’Italia e Capitalia

da inuovivespri.it

Si parla tanto di crisi dell’economia del Sud e della Sicilia e, in generale, di aumento del divario economico e infrastrutturale tra Nord e Sud Italia. Ma spesso si dimentica che la prima ‘infrastruttura’ necessaria per lo sviluppo economico di un territorio è la presenza di un sistema creditizio di riferimento. Peccato che la Banca d’Italia, tra i primi anni ’90 e i primi anni del 2000, abbia tolto al Sud il proprio sistema creditizio di riferimento per sostenere le banche del Nord! Qui vi raccontiamo la fine del Banco di Sicilia sacrificato agli interessi del Nord.

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https://www.inuovivespri.it/2020/01/25/la-vera-storia-della-fine-del-banco-di-sicilia-tra-banca-ditalia-e-capitalia/

 

 

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– «Mio figlio lascia il Molise, un pezzo di cuore se ne va». La toccante lettera di un padre

dI Vittorio Moffa, da quotidianomolise.com

Dal recente rapporto Svimez 2019 si evidenzia come la vera emergenza del Sud è l’emigrazione. Dal 2002 al 2017 oltre 2 milioni di persone se ne sono andate dalle regioni meridionali di cui 132mila nel solo 2017: di queste più della metà sono giovani – 66mila – di cui 22mila laureati.

E la storia continua: anche dal Molise molti giovani sono costretti a trovare altrove fortuna!

La nostra cara Regione è riuscita a farne andare via un altro, oggi, nel 2020, non nel primo dopoguerra!

Prima ancora uno dei miei figli, adesso anche un secondo. Uno dei miei pochi punti di riferimento andrà a vivere ad oltre 1.400 km da me!

E mi ritornano in mente i tristi momenti del distacco, quando anch’io 40 anni fa dovetti lasciare la mia Terra, i miei affetti, per approdare al Nord per motivi di lavoro.

E oggi di nuovo mi piange il cuore!

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https://quotidianomolise.com/mio-figlio-lascia-il-molise-un-pezzo-di-cuore-se-ne-va-la-toccante-lettera-di-un-padre/?fbclid=IwAR3TMEE4NVoUBZwJ9R5NlDlMpJ5XGZlNMKSoeFaCOThZF78E7Y-mAx-tOVc

 

 

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– Olé: anche gli eredi dei Savoia vogliono l’Autonomia differenziata contro il Sud!

da inuovivespri.it

Il Consiglio regionale del Piemonte ha approvato il provvedimento che consentirà alla Giunta di centrodestra guidata da Alberto Cirio di trattare con il Governo centrale la richiesta di Autonomi differenziata. Hanno votato a favore anche in consiglieri regionali del PD, che ormai in tutto il Nord inseguono la Lega di Salvini per non perdere voti. Per la ‘Secessione dei ricchi’ adesso le Regioni sono quattro: Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e il nuovo arrivato Piemonte.

Anche gli eredi dei Savoia vogliono l’Autonomia differenziata. Così, oltre alla Lombardia, oltre al Veneto e all’Emilia Romagna, adesso anche la Regione Piemonte punta sulla ‘Secessione dei ricchi’. Non è una novità, volendo: figuriamoci se la Regione di un Nord Italia diventato ormai periferia di una Germania non è d’accordo sul progetto di scippare altre risorse al Sud. E infatti tutta la vecchia politica piemontese si è trovata d’accordo sull’Autonomia differenziata a spese del Mezzogiorno, dal centrodestra che governa la Regione con Alberto Cirio al PD che sta all’opposizione (e che ormai per provare a non perdere consensi insegue la Lega di Salvini).

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https://www.inuovivespri.it/2019/12/20/ole-anche-gli-eredi-dei-savoia-vogliono-lautonomia-differenziata-contro-il-sud-mattinale-482/

 

 

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– PILLOLE DI DISUNITA’

di Patrizia Stabile, da altaterradilavoro.com

Un breve exursus sulle porcate compiute ai danni del Sud. Tutti i partiti sono colpevoli. Tutti…….

1) La clausola del 34% per gli investimenti ordinari della pubblica amministrazione al Sud (parametrato alla popolazione residente) che à legge dello Stato dal 2016, non è mai stata attuata. La quota si è mediamente fermata al 28% con punte in basso al 23%.

2)La domanda interna del Sud attiva circa il 14% del Pil del Centro Nord

3)I Conti pubblici territoriali hanno acceso i riflettori sull’andamento degli investimenti nazionali finalizzati allo sviluppo del Mezzogiorno. L’excursus va dagli anni ’50 al 2015. In sintesi, si è passati da una spesa pari allo 0,68% del pil nel decennio 1951-1960 ad un risicato 0,15% nel periodo 2011-2015

4) …

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http://www.altaterradilavoro.com/pillole-di-disunita-di-patrizia-stabile/?fbclid=IwAR1QQ-qVhHeKzHyXcAKmORXrCuYkFPC5lp6zxk6h9mrsdDWBfuNB1sZGgr4&doing_wp_cron=1577148374.0087990760803222656250

 

 

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– Qualità della vita, Palermo ancora giù: perse 11 posizioni, disoccupazione giovanile alle stelle“

di Maria Carola Catalano, da palermotoday.it

 

Qualità della vita, Sole 24 Ore: Palermo sempre più in basso, perse 11 posizioni
„La Qualità della vita a Palermo peggiora. La città è al 98esimo posto nell'edizione 2019 della classifica del Sole 24 Ore: 11 posizioni più in basso rispetto al 2018. Ma le brutte notizie non finiscono qui: dall'indagine, che prendendo in considerazione 90 indicatori fotografa il benessere nelle province italiane, emerge chiaramente che il gap tra Nord e Sud non va dissolvendosi: al contrario la coda della classifica, infatti, è tutta concentrata nel Mezzogiorno con Enna al 104esimo posto, Foggia al 105esimo e Crotone al 106esima. Chiude Caltanissetta all'ultimo posto per la quarta volta.“

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http://www.palermotoday.it/attualita/classifica-qualita-vita-sole-24-ore-16-dicembre-2019.html?fbclid=IwAR1E2-jUN6u5scvlUAj_1I7ATxpb-widS4j0HRPN-Ut1VpViLgJjKVKs5z4

 

 

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– La banca popolare di Bari non va solo salvata ma va rilanciata….

di Michele Ladisa

VIDEO

https://www.facebook.com/antonella.cirese/videos/10214374426706604/

 

 

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– Sicilia: La Regione riporta a casa i fuorisede siciliani: pullman a prezzo simbolico per Natale

da balarm.it

La Regione Siciliana tende una mano agli studenti che si trovano al Nord e che rischiano di non rientrare in Sicilia per il periodo natalizio, a causa delle proibitive tariffe aeree.

Con il caro voli quest'anno sono parecchi gli studenti e i lavoratori che vivono fuori dalla Sicilia che rischiano di pagare un salasso il biglietto aureo per passare le festività natalizie a casa con i propri cari.

Oltre la burla la beffa insomma, il lavoro in Sicilia manca, chi studia decide di formarsi fuori dall'Isola per avere una preparazione migliore, ma se anche per tornare a casa per le festività natalizie bisogna spendere un botto di soldi, viene voglia di chiudersi nella Zecca di Stato a stampare banconote come ne "La Casa di Carta".

Il governo della Regione Siciliana, presieduto da Nello Musimeci, a quanto pare non è rimasto indifferente al problema, forse perché teme le orde di nonne con i matterelli in mano sotto Palazzo D'Orleans a protestare perché non potranno abbracciare i propri nipotini adorati per rimpinzarli come dei tacchini per il giorno del ringraziamento.

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https://www.balarm.it/news/la-regione-riporta-a-casa-i-fuorisede-siciliani-pullman-a-prezzo-simbolico-per-natale-113949

 

 

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– L’UE PROTEGGE IL RISO DEL PIEMONTE MA NON IL GRANO SICILIANO

di Roberto La Rosa, da Facebook.com

VIDEO

https://www.facebook.com/robertolarosapatriotasiciliano/videos/693366274521636/

 

 

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– Prima la UE ci impone il grano canadese e l’olio d’oliva estero, poi ci dice che fanno male alla salute!

da inuovivespri.it

Certo che l’Unione Europea dell’euro non sa più cosa inventare per favorire le multinazionali. Non contenti di aver sistematicamente sacrificato gli interessi dell’agricoltura sull’altare dell’industria e dei servizi (vedi il CETA, che costringe i Paesi europei ad importare i prodotti agricoli canadesi, freschi e trasformati, per consentire alle multinazionali di fare affari in Canada nei servizi e di esportare lì prodotti industriali), i signori dell’Europa ‘unita’ (o quasi) adesso stanno mettendo mano alla classifica del cibo. Ci sarebbero i cibi buoni, da semaforo verde, e i cibi cattivi, da semaforo rosso. Risultato: la Coca Cola light è buona, mentre l’olio d’oliva extra vergine farebbe addirittura male alla salute!

Di cosa stiamo discettando? Dell’ultima trovata ‘salutista’ di Bruxelles. Un’etichettatura stampata nelle confezioni degli alimenti (nutri-score) per informare (si fa per dire…) i consumatori. Ad ogni alimento viene assegnato un colore e una lettera sulla scala).

Continua su:

https://www.inuovivespri.it/2019/12/07/prima-la-ue-ci-impone-il-grano-canadese-e-lolio-doliva-estero-poi-ci-dice-che-fanno-male-alla-salute-mattinale-468/?fbclid=IwAR117AEI2mfdJNHDKobJfkN2Jd6ZllFkuCGsZykg5Ij1Hcz4_yCpcvGK-d4

 

 

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– APPROVATA L’AUTONOMIA DIFFERENZIATA DELLE REGIONI SENZA I LEP!!!

Leggi su:

http://www.ansa.it/sito/notizie/flash/2019/11/28/-autonomia-da-regioni-si-a-legge-quadro-_40c8dda8-2d13-44e0-8a8b-9550243a9b8a.html

 

 

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LUOGHI DEL REGNO                                                         

 

 

– Il “Cristo deposto” di Matteo Bottiglieri del Duomo di Capua

di Giuseppe Lizzi, da casertaweb.com

Leggi su:

https://casertaweb.com/notizie/cristo-deposto-matteo-bottiglieri-gioiello-piu-prezioso-del-duomo-capua/?fbclid=IwAR3kp9yUl-SCnXAQo2DATpkr89nDw5XWGGIsKluPQQvZGznJ3ZDPwsI1GgQ

 

Per prendere visione degli altri “Luoghi del Regno”, si veda la sezione “Architetture del Regno”, in alto, sulla sinistra del video, pag 2.

 

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CULTURE DEL REGNO                                                         

 

– Ebbanesis – Terra…

di Viviana e Serena Ebbanesis, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=esq63Mkg5Rk

 

 

Per prendere visione delle altre “Culture del Regno”, si veda la sezione “Architetture del Regno”, in alto, sulla sinistra del video, pag 3.

 

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TESTI CONSIGLIATI                                                            

N.B.:

– Alla sez. TESTI CONSIGLIATI (v. sul menù alla sinistra della presente pagina), grazie alla cortesia dell'Autore Tommaso Romano, è pubblicato integralmente  il testo Sicilia 1860 – 1870 – Una storia da riscrivere

– Alla stessa sezione di cui sopra, alla pag. 35, grazie alla cortesia dell’Autore Gian Pio Mattogno e dell’Editore Claudio Mutti (Edizioni all’insegna del Veltro),  sono pubblicate alcune parti (Introduzione, Cap. V^ e Cap. VI^) di un raro testo che molto bene delinea gli scenari sociali, politici ed economici dai quali scaturirono le “rivolte” pre-unitarie: La rivolta borghese in Italia – Dalla restaurazione ai moti del 1831.

 

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VIVAMENTE CONSIGLIATO

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CRISTIANI E MUSULMANI NEI SECOLI…

di Michele Antonio Crociata

Dario Flaccovio Editore – Palermo

Leggi su:

http://www.lafedequotidiana.it/monsignor-crociata-sullislam-e-lislamizzazione-allah-non-e-dio/?utm_source=dlvr.it&utm_medium=facebook

 

 

 

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– Quello stretto (ignorato) legame tra massoneria e fascismo

di Angela Pellicciari, da altaterradilavoro.com

 

I libri di storia ben scritti hanno fascino. E quello scritto da Gerardo Padulo ne ha. E molto. Innanzitutto per il tipo di scrittura che, documentata alla virgola, non è né pedante né noiosa. Poi per la novità e l’autorevolezza con cui disegna del fascismo e del suo rapporto con la massoneria un quadro tanto diverso da quello conosciuto da farlo risultare inedito e insieme ovvio. Sto parlando di L’ingrata progenie. Grande Guerra, Massoneria e origini del Fascismo (1914-1923), edito da Nuova Immagine (208 pagine, 30 euro).

Continua su.

http://www.altaterradilavoro.com/quello-stretto-ignorato-legame-tra-massoneria-e-fascismo-2/?fbclid=IwAR2sswkPia5cb4zDR3muGCR2sQaKM5xKBECFlOnRotiGQkDNtMEIMEOrdZY

 

 

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– Messina, la capitale dimenticata

di Alessandro Fumia, Magenes Edizioni

UN LIBRO CHE TUTTI I DUOSICILIANI DOVREBBERO LEGGERE.

IN PARTICOLARE I SICILIANI.

In questo corposo volume di 339 pagine Alessandro Fumia rende partecipe il lettore di “cosa divenne” Messina subito dopo l’investitura di Carlo III della corona di “Utriusque Siciliae”. Ci ricorda che questa gloriosa città fu un tempo crogiuolo di iniziative industriali, economiche, finanziarie, commerciali, culturali e scientifiche di primissimo piano, tanto che tutte le maggiori potenze europee vollero colà i propri Consolati. Un fermento di iniziative e di progetti che la portarono presto ad essere fra le più importanti città del Regno seconda, forse, solo a Napoli. Una città che, da sola, forniva allo Stato una rendita fiscale superiore a quello di tutta la restante Sicilia nel suo insieme. Una città più volte capitale dell’Isola e che in più occasioni fu aspra rivale di Palermo. Una rivalità che sfocerà infine nella strenua e tenace difesa dei diritti del legittimo Governo contro la ribellione della capitale dell’isola, fomentata ad arte da liberali, massoni e profittatori guidati dalla nobiltà capitolina che vedeva ogni giorno diminuire i suoi illegittimi profitti a causa dei continui interventi dei Borbone in favore del popolo Siciliano. Ci guida infine nella disamina, quasi ora per ora, di ciò che esattamente avvenne nel corso della rivolta del ’48; chi ne furono i veri artefici, quali ne furono le vere cause, come e dove si svolsero esattamente i combattimenti ma, soprattutto, come ad essere i veri artefici del cosiddetto bombardamento di Messina, non furono le milizie Duo Siciliane, bensì gli “indipendentisti Siciliani”. E lo fa non attraverso sottili disquisizioni di ordine filologico o ideologico, bensì attraverso la pubblicazione di documenti, spesso inediti, quasi sempre di sponda “indipendentista”. E’ così smentita inequivocabilmente e ancora una volta la vigliacca invenzione per la quale, secondo alcuni sprovveduti, ma anche secondo quanto ancora si legge in certi libri scolastici, che sarebbe stato il “Re Bomba” (nomignolo vilmente affibbiato successivamente a Ferdinando II), ad operare quel bombardamento. Per la verità già altre fonti avevano avanzato questa versione, ma il merito del Fumia sta nel fatto di avere dimostrato che quanto raccontato nel testo non è, appunto, una “versione”, ma quanto realmente avvenne sulla base di prove documentali inappellabili.

Un testo quello del Fumia che contribuisce in modo determinante al disvelarsi di verità volutamente e vigliaccamente occultate, travisate e manipolate che però, ormai, risplendono in tutto il loro abbagliante fulgore.

G.M.

 

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– …e nel mese di maggio 1860 la Siclia diventò "Colonia"

di Pippo (Giuseppe) Scianò

Pitti Edizioni, pag. 415

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Qui il VIDEO della presentazione

 

https://www.youtube.com/watch?v=Mq-kCl_xgMs&feature=youtu.be

 

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– Rinascita di una Nazione

di Giovanni Maduli

Presentazione di Vincenzo Gulì

Introduzione di Ignazio Coppola

Pitti Edizioni

 

 

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NOVITA' EDITORIALI                                                          

 

– ITALOS

Dall'egemonia degli Etrushi alla Questione Meridionale

di Marco Ascione

– Prefazione di Lino Patruno, Introduzione di Marcello Musso

Che cos’è andato storto in Italia? Perché tanta corruzione? Perché il Sud viene trattato come una colonia? A questa e ad altre domande risponde un volume dal titolo “Italós, perché siamo arrivati a tanto?” di Marco Ascione. L’autore di questo articolo presenta questo libro molto interessante, che prova a rintracciare, tra passato e presente, “l’origine delle divisioni, delle unificazioni e dell’attuale condizione degli abitanti dello Stivale” 

(Recensione tratta da inuovivespri.it)

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MAGENES Edizioni

(Foto tratta da Feltrinelli Edizioni – Palermo)

 

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Dalla Rete Tradizionalista delle Due Sicilie ci viene comunicato che è uscito il numero 71 de L'Alfiere.

 

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– Chi vive?

di Fabrizio Fanciulli

Leggi su:

https://www.giornaledimontesilvano.com/libri/chi-vive-brigantaggio-a-tagliacozzo?fbclid=IwAR0RosCn91qo6UGyYhS5_j5kH22FpS7FRrjC-jhIx-B9dNzgyHJIQ_oyb5o

 

 

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NOTIZIE DAL MONDO – ECONOMIA, POLITICA              

 

– CARA UNIONE EUROPEA, ADESSO I CITTADINI SI SONO ACCORTI DI TUTTE LE TUE MENZOGNE! – Valerio Malvezzi

di RadioRadioTv, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=-MQHBYMMcLc&list=PLv3tTSqQqN900khHHk1AkgyCHkFzDfSRB

 

 

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Repetita juvant

– Tremonti: Spostare la sede della BCE a Norimberga

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=eud8lJQ0Jsc

 

 

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– NON POSSIAMO SALVARE VITE PERCHÉ ABBIAMO SCELTO DI SALVARE LE BANCHE – Valerio Malvezzi

di RadioRadioTv, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?time_continue=1&v=Mfrn0ChbzNs&feature=emb_logo

 

 

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– "NAZIONALIZZARE SUBITO PER SALVARSI", lo dice il VicePresidente em. Corte Costituz. Paolo Maddalena

di byoblu, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=HYVoXVDPX9I

 

 

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DA NON PERDERE

– Covid 19 – Straordinarie coincidenze

di Enzo Quaglia per PandoraTv, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=PGVBGh32f-s&list=PLRrdb2Fshxv2J-QOeZo1H0yDSfZBPr3_m

 

 

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– IL LORO PIANO È IMPEDIRE ITALEXIT: LO FARANNO GRAZIE AL MES E AL CORONAVIRUS

di Radio Radio Tv, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=-jHElM0jgDA

 

 

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– "STATO DI EMERGENZA PER 6 MESI DA OGGI": LA DELIBERA SVELA CHE IL GOVERNO SAPEVA GIÀ TUTTO A GENNAIO

di Radio Radio Tv, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=zcjB1R6olMA

 

 

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– MALVEZZI "Abbiamo dato all'Europa 92 miliardi e 58 al MES… Potevamo costruire 500 ospedali"

di Radio Radio Tv, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=LJ43AEykENA

 

 

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– La UE è il nostro principale nemico. Prima ne usciremo e meglio sarà per tutti

di Diego Fusaro, da affaritaliani.it

I cani da guardia del potere, che fino a ieri celebravano la bontà della UE, oggi tacciono. E si guardano bene dal celebrare la Cina, l'unica che ci stia davvero aiutando. In questa tragedia, se non altro, in molti si stanno svegliando. E stanno acquistando consapevolezza del fatto che la UE è il nostro principale nemico. Prima ne usciremo e meglio sarà per tutti. Senza sovranità monetaria, l'Italia non potrà farcela. È giunto il momento di spezzare le sbarre della gabbia della Ue. Prima che davvero sia troppo tardi. 

Fonte:

https://www.affaritaliani.it/blog/lampi-del-pensiero/la-ue-e-il-nostro-principale-nemico-prima-ne-usciremo-e-meglio-sara-per-tutti-658788.html?ref=ig&utm_source=dlvr.it&utm_medium=facebook&fbclid=IwAR16Ci_jMxS6aNwKQLEK_aEZOGEjXVSGYmjcr-mpjN0ndJQgIADDW3JRnb0

 

 

 

 

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CULTURA – COSTUME – SOCIETA'                                  

 

– Questo è il tempo dei nani. E dei giganti

di Francesco Lamendola, da accademianuovaitalia.it

In tutte le epoche di decadenza, di trapasso, di crisi (κρίσις=decisione), le dinamiche sociali, culturali e spirituali operano una vera e propria scrematura, una selezione drastica e inequivocabile, fra gli uomini e le donne di valore, veri, profondi, coerenti e coraggiosi, e la massa degli ometti e delle donnine che si adeguano prontamente, piegano la testa e fanno buon viso a cattivo gioco, pur di trovarsi dalla parte della maggioranza e non dover subire le rappresaglie del potere dominante, non solo quello economico e politico,  ma anche quello socioculturale e, come oggi avviene nel caso della tragica crisi che investe la Chiesa cattolica, del potere religioso, pronto a lanciare i suoi fulmini contro quanti non assecondano le capriole e i tradimenti veri e propri della gerarchia nei confronti della vera fede e del vero Magistero. Noi stiamo vivendo appunto in uno di quei momenti di crisi e di trapasso. La sensazione, tuttavia, è che non si tratti solo della crisi di una civiltà, evento già di per sé drammatico – si pensi alle ripercussioni quasi apocalittiche della crisi della civiltà greco-romana – ma di qualcosa di assai più decisivo: della crisi dell’intera umanità. La civiltà occidentale moderna, infatti, ha informato di sé, nelle sue forme spirituali non meno che in quelle materiali, praticamente ogni società oggi esistente; non c’è tribù indigena, per quanto appartata, che non ne abbia risentito l’influsso: di conseguenza, la crisi, o meglio il tracollo rovinoso della civiltà occidentale moderna, sta diventando la crisi e il tracollo dell’intera umanità.

 In momenti come questo si celebra il trionfo dei nani: dei piccoli e meschini uomini di stoppa, che non si fanno mai troppo male perché sono elastici, si piegano e si rialzano secondo il momento e secondo la bisogna; che riescono a rimanere sempre a galla, anche nelle tempeste più furiose, perché sono troppo vuoti e quindi troppo leggeri per andare a fondo; che non hanno problemi di coerenza, o di dignità personale, e tanto meno di etica, perché sono guidati esclusivamente dal principio della sopravvivenza e, ogni qualvolta ciò sia possibile, da quello del proprio tornaconto. Raramente ci rimettono qualcosa, e non accade mai loro di pagare di persona per le proprie scelte: infatti non scelgono nulla, se non di accodarsi al gregge dei pecoroni, pronti a plaudire al più forte, al vincitore del momento. A seconda del vento e delle circostanze sono, di volta in volta, democratici e antidemocratici, fascisti e antifascisti, comunisti e anticomunisti, cattolici e anticattolici, nazionalisti e internazionalisti, sovranisti e globalisti; sono, inoltre, filo-americani come ieri erano filo-sovietici, e come domani saranno filo-islamisti. Per contrasto con la loro ridicola piccolezza, spiccano, in momenti del genere, gli altri: quei pochi che non si piegano, che non si adattano, che non si vendono, che non si rassegnano, che non alzano bandiera bianca. Quelli che vogliono lottare, anche se sanno che la battaglia, umanamente parlando, è già persa. Tuttavia vogliono battersi perché hanno dei principi, il primo dei quali è non tradire mai la verità; e hanno dei valori, il primo dei quali è difendere ciò che è buono, perché le prossime generazioni non si trovino a dover vivere all’inferno.

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http://www.accademianuovaitalia.it/index.php/contro-informazione/le-grandi-menzogne-editoriali/8529-al-tempo-dei-nani-e-giganti

 

 

 

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– Bergoglio – Impara a riconoscere i segnali massonici.

di Il Decimo Toro, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?time_continue=482&v=fQ7l-0KKzPM&feature=emb_logo

 

 

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– IN cassa; re T; AN gente = Incassare tangente

di Alceste, da alcesteilblog.blogspot.com

 

Roma, 4 marzo 2020

Cosa mi ricordano i media durante l’epidemia (non ancora pandemia) del COVID19, volgarmente detto coronavirus? Lo strillone del circo, sicuramente. Non uno a caso, ma quello in particolare che, piantato alle soglie del tendone, fra gli afrori del letame e della paglia, invita i micchi, viso serioso appena increspato da un ghigno: “Venghino, siore e siori, più animali entrano più bestie si vedono!”.


Giovanna Botteri appare nella grotta di Lourdes dei TG nazionali, a scadenze regolarissime, da palinsesto mariano. Il fondale è il consueto, da quando l’hanno spedita nelle remote regioni del Catai: grattacieli, illuminati, al tramonto; una Pechino ormai lanciata verso la Monarchia Universale, positiva, anomica, controllatissima. Una Pechino, in tal senso, sempre meno pechinese; assomiglia, infatti, a una squallida metropoli americana. La Botteri, Angelica ariostesca del Catai, la cotonatura bionda sempre più fluente, assai diversa dalle bisunte ciocche del Kosovo, ci parla dell’epi-centro epi-demico, Wuhan, con toni apocalittici seppur di contenuto catastrofismo; pare un dinoccolato Isaia: preoccupiamoci, insomma, per il virus-fine-di-mondo, ma non troppo. Come a dire: se seguite ciò che vi diciamo di seguire non succederà poi molto. Il cibreo secondo Giovanna è petaloso, insulso, ricco di umanità corretta; nessun dato o cifra oggettiva turba la calma dell’insignificanza; traspare l’amore per il Cinese, almeno per il Cinese che fa ciò che gli si ordina, in perfetta armonia. L’Italia ama la Cina e tutti i musi gialli, insomma: si uniformino alla nostra bontà, tuttavia!

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http://alcesteilblog.blogspot.com/2020/03/in-cassa-re-t-gente-incassare-tangente.html

 

 

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– Dopo il liberalismo

di Benedetta Scotti, da lintellettualedissidente.it

 

Assistiamo oggi alla fase terminale del liberalismo, scrive Patrick Deneen, e ci apprestiamo a osservarne il completo fallimento. Ma come c’era una libertà prima del liberalismo, ci sarà una libertà anche dopo il liberalismo. Appunti per immaginarla e viverla.

Leggi su:

https://www.lintellettualedissidente.it/controcultura/economia/dopo-il-liberalismo/

 

 

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– La generazione del Gender X e la sessualità fluida

di Rosanna Spadini, da comedonchisciotte.org

 

Quando si pensa al mondo Lgbt, sorge immediata l’immagine di minoranze discriminate, bullizzate, e per questo carenti di diritti civili. Strano però che i cosiddetti diritti civili delle famiglie “arcobaleno” siano poi sponsorizzati proprio da alcune delle lobby più potenti del pianeta, che lungi dall’essere deboli e discriminate, finiscono per disporre di una potenza mediatica capace di condizionare la politica e la società civile. Su questo bisognerebbe riflettere…

Ad esempio George Soros, oltre a finanziare Ong e migrazioni di massa, con la sua Open Society Foundation, ha foraggiato  associazioni per la promozione dei diritti Lgbt in tutto il mondo, compresa l’Arcigay italiana.

Continua su:

https://comedonchisciotte.org/la-generazione-del-gender-x-e-la-sessualita-fluida/

 

 

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– Da Federico di Svevia a Federico di Svezia. La prevalenza del somaro..

postato da Guido da Landriano, da scenarieconomici.it

 

FEDERICO II DI SVEZIA?? Ma quando mai! Federico II era imperatore Sacro Romano Impero Germanico, ed era chiamato “di Svevia” perché la sua famiglia aveva la signoria questa regione della Germania meridionale, ora in parte anche in Svizzera.

Tra la Svevia e la Svezia la strada è proprio tanta, e Pizzarotti ha preso una topica colossale. La cosa più allarmante è che, evidentemente, nessuno all’interno del comune di Parma si è reso conto di questa enorme cavolata, o si è preso la briga di fare una minima verifica prendendo in mano il libro di storia del liceo.

Il Pizza vuole essere il leader del “Partito dei sindaci”, appoggio esterno al PD. Speriamo che raccolga i colleghi non in Italia… ma in Svezia!

Ormai in politica siamo alla prevalenza del somaro, oppure alla prevalenza della sardina, sua versione ittica. Siamo al vanto di non avere idee, di non sapere nulla, di seguire solo un branco così, perché piace. Nessuno si prende la briga di controllare nulla, si va avanti per inerzia, fino a schiantarsi contro qualche muro.

Del resto l’Emilia sinistrosa è ricca di questi  personaggi pieni di morale e poveri di conoscenze. Prendiamo ad esempio l’ex ministro Delrio e cosa affermava alla nascita di Air Italy.

Fonte:

https://scenarieconomici.it/da-federico-di-svevia-a-federico-di-svezia-la-prevalenza-del-somaro/

 

 

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– Club di Roma: il neomalthusianesimo

di Enzo pennetta, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?time_continue=2&v=EKvKZXFwWU4&feature=emb_logo

 

 

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– Bisogna ribaltare la ‘condanna’ alla maternità

di Tim Kirby, da comedonchisciotte.org

 

Le Nazioni Unite hanno rilasciato un controverso tweet su quello che è tradizionalmente considerato un fardello femminile, la maternità, definendolo la “condanna alla maternità.” Questo è tipico delle folli idee dei Liberali/SJW [Guerrieri per la Giustizia Sociale], secondo cui gli uomini devono essere femminili, le donne devono essere maschili, il genere non esiste fino a quando esiste e così via. Tuttavia, c’è del vero in questo frammento di propaganda liberale.

L’autore del tweet sembra voler indurre i lettori, in particolare le donne, a rendersi conto di tutte le difficoltà associate alla maternità nel 21° secolo e a scegliere di non avere figli. D’altro canto, io sono d’accordo sul fatto che vi siano molti ostacoli alla maternità, ma, da un punto di vista strategico nazionale/civile queste barriere devono essere completamente rimosse. Questo mio elenco di possibili soluzioni non è un motivo per avere figli, ma un invito all’azione per restituire alle donne la libertà di essere madri. Ci stiamo dirigendo verso un futuro antiliberale ed incerto e la maternità diventerà un problema critico, visto che l’intero mondo cosiddetto “sviluppato” e gran parte dei paesi in via di sviluppo si trovano di fronte ad un futuro demografico incerto.

Continua su:

https://comedonchisciotte.org/bisogna-ribaltare-la-condanna-alla-maternita/

 

 

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 MEDICINA                                                                        

GLI ARTICOLI DI SEGUITO RIPORTATI NON RAPPRESENTANO IN ALCUN MODO SUGGERIMENTI O INDICAZIONI TERAPEUTICHE IN QUANTO GLI AMMINISTRATORI DI QUESTO SITO NON SONO MEDICI; ESSI RAPPRESENTANO SOLAMENTE UN PANORAMA DI OPINIONI REPERITE SUL WEB. SI INVITA PERTANTO AD AVVALERI COMUNQUE DEL PROPRIO MEDICO CURANTE.

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– FAHRENHEIT 451: A CHE TEMPERATURA BRUCIA IL PENSIERO?

di EMANUELA LORENZI, da comedonchisciotte.org

Il Panopticon e i due minuti di odio contro i criceti ribelli

Bastano davvero poche settimane di irregimentazione dei cervelli perché si spengano le sentinelle della libertà e gli anticorpi al virus della Pensée Unique, quelle flebili vocine che questo esperimento di ingegneria sociale ha spento, aumentando il carico con interventi di sorveglianza military-grade dai droni ai tracciamenti (captazione dati) delle nostre piccole vite, stato di eccezione che nel suo protrarsi dichiara di fondarsi sul substrato ontologico del bio-fascismo.

Morpheus: Matrix è ovunque, è intorno a noi. È il mondo che ti è stato messo davanti agli occhi per nasconderti la verità.
– Neo: Quale verità?
– Morpheus: Che tu sei uno schiavo, Neo. Come tutti gli altri sei nato in catene. Sei nato in una prigione che non ha sbarre, che non ha muri, che non ha odore. Una prigione, per la tua mente.”

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https://comedonchisciotte.org/fahrenheit-451-a-che-temperatura-brucia-il-pensiero/

 

 

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– Dalla Sars al Coronavirus, fantasma pandemie: l'Oms e gli interessi delle case farmaceutiche

affaritaliani.it        

VIDEO

https://www.affaritaliani.it/coffee/video/cronache/video-2.html

 

 

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– Napoli: nuova terapia restituisce a due bambini la vista

da ilmattino.it

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https://www.ilmattino.it/napoli/cronaca/terapia_genica_restituisce_vista_bambini_napoli_universita_vanvitelli-4929885.html?fbclid=IwAR3v2FrBy-AHq_If2zL3bs6EzowdpcvAb9g4SRXMNAlR47fHUcT7t4wkecY

 

 

 

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– Analisi vaccinali: qualcosa si muove…

di Marcello Pamio, da disinformazione.it

Complimenti ai parlamentari Andrea Cecconi e Sara Cunial (fuoriusciti per fortuna loro e nostra dal Movimento 5 stelle), per aver in Commissione Affari Sociali presentato un’interrogazione sulle iniziative volte a ridurre il rischio di reazione avversa causata dalla somministrazione di vaccini.

Il tema del contendere sono gli esami laboratoristici effettuati dall’associazione Corvelva.

Risponde il viceministro Pierpaolo Sileri del Movimento 5 stelle!

Fin da subito il medico mette le mani avanti dicendo che secondo “il Rapporto Vaccini 2019 recentemente pubblicato sul sito dell’Agenzia e tutti i rapporti precedenti non è stata confermata la presenza di rischi aggiuntivi a quelli già noti”.

Quindi state tranquille mamme, non c’è alcun rischio per i vaccini, ed entra nel dettaglio spiegando quello che avviene dopo che i laboratori delle industrie brevettano un prodotto chimico (farmaco e/o vaccino che sia).

Innanzitutto «i controlli di qualità vengono effettuati dalla ditta durante tutto il ciclo produttivo di ogni lotto di vaccino, prima della distribuzione sul mercato. I metodi utilizzati per i controlli effettuati sui vaccini dalle aziende produttrici e le relative specifiche sono approvati dalle autorità competenti al termine della fase di valutazione del prodotto».

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https://disinformazione.it/2019/10/04/analisi-vaccinali-qualcosa-si-muove/

 

 

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– LA FALSIFICAZIONE DEI DATI NEI DECESSI DA VACCINI – Jacob Puliyel

di byoblu, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=YDvKZIQmD_0&fbclid=IwAR0USctK19xU130GkwVzTyM2YSWYAxgSt2mQY9sGI0Abi9-J40MJFcJLyKA

 

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– La "morte cerebrale" è una finzione – Parte 1 – Gennaio 2019

di antipredazione, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=8wvZNWG-c3Q&fbclid=IwAR3APu-DhN4Lvntbwdr6E3JZF1Wt0QLfZVi3vDCcdX6GnUdboum0Su_jx9o

 

 

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– Google oscura i siti della medicina alternativa per proteggere la gente dai consigli medici ‘pericolosi’

di Barry Brownstein, da fee.org e da comedonchisciotte.org

 

Nel classico romanzo di Ray Bradbury Fahrenheit 451, i pompieri non spengono gli incendi, li appiccano per bruciare i libri.

I totalitari sostengono di avere nobili intenzioni nel bruciare i libri. Vogliono risparmiare ai cittadini l’infelicità causata dal dover sceglere fra teorie contrastanti.

La censura è controllo

Nella distopia di Bradbury, il vero obiettivo della censura è quello di tenere sotto controllo la popolazione. Il capitano Beatty spiega al protagonista, il vigile del fuoco Montag: “Non puoi costruire una casa senza chiodi e legno. Se non vuoi che una casa venga costruita, nascondi chiodi e legno.” La “casa” a cui Beatty fa riferimento sono le opinioni che contrastano con quella “ufficiale.”

Se non vuoi un uomo politicamente infelice, non fargli una domanda che abbia due risposte possibili, una è più che sufficiente. Meglio ancora, non fargliela affatto. Lascia che dimentichi che esiste una cosa come la guerra. Se il governo è inefficiente, oneroso e impone tasse assurde, è meglio che le cose stiano così, piuttosto che la gente si preoccupi.

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https://comedonchisciotte.org/google-oscura-i-siti-della-medicina-alternativa-per-proteggere-la-gente-da-consigli-medici-pericolosi/

 

 

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SCIENZA E TECNICA

 

– STIAMO CAMBIANDO EPOCA: PREPARATEVI! Giulietto Chiesa

di byoblu.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=oVu2E_4QKvk

 

 

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– Google sa dove sei stato

di Dylan Curran da “The Guardian” e da crepanelmuro.blogspot.com

Google memorizza la tua posizione (se hai attivato il rilevamento della posizione) ogni volta che accendi il telefono. Puoi vedere una cronologia di dove sei stato dal primo giorno in cui hai iniziato a utilizzare Google sul tuo telefono.

Fai clic su questo link per visualizzare i tuoi dati

Qui sotto puoi vedere ogni posto in cui sono stato negli ultimi 12 mesi in Irlanda. Puoi vedere l’ora del giorno in cui mi trovavo in quel luogo e quanto mi ci è voluto per arrivare a quella posizione dalla precedente …

Google conosce sempre tutto ciò che hai cercato e cancellato
Google memorizza la cronologia delle ricerche su tutti i tuoi dispositivi. Ciò significa che, anche se si elimina la cronologia delle ricerche e la cronologia del telefono su un dispositivo, potrebbero comunque essere salvati dati da altri dispositivi .

Fai clic su questo link per visualizzare i tuoi dati personali.

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https://crepanelmuro.blogspot.com/2019/04/ecco-tutti-i-dati-che-facebook-e-google.html?fbclid=IwAR1ByeA9vgun7yewvSewXZet7mhn3T9nc5CrZdJpJPU8F9qM2Y3l1EXf5pM

 

 

 

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– Ugo Mattei – Uccelli che ti fotografano a tua insaputa

di Byoblu, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=C0-Pif0H9PY

 

 

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– Edwards, Onu: il wireless 5G è una guerra contro l’umanità

da libreidee.org

https://www.libreidee.org/prova/wp-content/uploads/2020/01/5G.jpg

I primi otto mesi della Seconda Guerra Mondiale senza combattimenti si chiamavano “The Phoney War”. L’uso delle onde millimetriche come tecnologia di comunicazione wireless di quinta generazione o 5G è un altro tipo di guerra dissimulata. Anche questa guerra-fantasma è silenziosa, ma questa volta vengono sparati colpi – sotto forma di raggi laser simili a radiazioni elettromagnetiche (Emr) da migliaia di minuscole antenne – e quasi nessuno nella linea di tiro sa che vengono feriti silenziosamente, gravemente e irreparabilmente. Nel primo caso, il 5G rischia di rendere le persone elettro-ipersensibili (Ehs). Forse, a rendermi Ehs è stato il fatto di stare seduta davanti a due grandi schermi di computer per molti dei 18 anni in cui ho lavorato all’Onu. Quando l’ufficio delle Nazioni Unite a Vienna ha installato potenti punti di accesso wi-fi e cellulare – progettati per servire grandi aree pubbliche – in corridoi stretti con pareti metalliche in tutto il Centro internazionale di Vienna, a dicembre 2015, mi sono ammalata continuamente per sette mesi. Ho fatto del mio meglio, per due anni e mezzo, per avvisare il personale delle Nazioni Unite, l’amministrazione e il servizio medico del pericolo per la salute del personale delle Nazioni Unite dell’Emr da questi punti di accesso, ma sono stata ignorata.

Continua su:

https://www.libreidee.org/2020/01/edwards-onu-il-wireless-5g-e-una-guerra-contro-lumanita/

 

 

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– Cina: Nasce il primo bambino modificato geneticamente

da ilfoglio.it

Quando nel 2015 gli scienziati della Sun Yat-sen University di Guangzhou, in Cina, hanno usato per la prima volta la tecnologia Crispr sugli embrioni umani, la comunità scientifica occidentale, ma anche l’opinione pubblica, si è espressa in modo molto critico: la modifica del genoma umano è un passo troppo grande da fare, non si può andare avanti senza una adeguata riflessione etica. Perché la tecnica Crispr potrebbe consentire di ereditare il genoma modificato, ma appunto, non ha limiti di applicazione: potrebbe eliminare il gene dell’Alzheimer ma anche creare bambini tutti biondi, alti e con gli occhi azzurri. Si chiama, in questo caso, eugenetica.

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https://www.ilfoglio.it/scienza/2018/11/26/news/le-vie-della-cina-sono-infinite-226410/

 

 

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– La NASA annuncia: Il più grande ghiacciaio della Groenlandia cresce per il terzo anno consecutivo, con un ispessimento che si sta verificando in un’area sempre più vasta

di  Teo Blašković, da attivitasolare.com

Il ghiacciaio Jakobshavn nella Groenlandia occidentale, meglio conosciuto per essere il ghiacciaio più veloce del mondo, sta crescendo per il terzo anno consecutivo. E per il terzo anno, l’ispessimento si sta verificando in un’area sempre più ampia.

Il ghiacciaio ha trascorso decenni in ritirata fino a quando gli scienziati non hanno osservato un inaspettato progresso tra il 2016 e il 2017. Oltre a crescere verso l’oceano, il ghiacciaio è risultato rallentare e ispessirsi.

I dati raccolti nel marzo 2019 confermano che il ghiacciaio è cresciuto per il terzo anno consecutivo, e gli scienziati attribuiscono il cambiamento alle fresche acque oceaniche, riferisce Kathryn Hansen nei rapporti della NASA.

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https://www.attivitasolare.com/la-nasa-annuncia-il-piu-grande-ghiacciaio-della-groenlandia-cresce-per-il-terzo-anno-consecutivo-con-un-ispessimento-che-si-sta-verificando-in-unarea-sempre-piu-vasta/?fbclid=IwAR2_iRnH2wAeRgPOZGqcWyrBc5Bg9qajfCGhFTSXRH3Lncs0SDL-SdYFRpw

 

 

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FUORI TESTO

 

Le lacrime che dai nostri occhi vedrete sgorgare

non crediatele mai segni di disperazione

promessa sono solamente

promessa di lotta.

Alexandros Panagulis
 

 

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– Fioravanti: il Regno dei Borbone, scuola di eccellenza

di CentroStudi Civitanovesi, da youtube.com

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https://www.youtube.com/watch?v=lOZ_Bog8qpY

 

 

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CNT – Message à toute l'humanité

di Demo Sophie, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=j1GCeJe7T74&feature=share

 

 

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Cos'è lo Spread – Nando Ioppolo

di Il Manto, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=hyZgv4BlgCI

 

 

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– "Inganno Globale", di Massimo Mazzucco

di Il Portico Dipinto, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=jNiZD1FQevk&t=662s

 

 

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– Cancro le Cure Proibite di Massimo Mazzucco

di Carlo Anibaldi, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=qPZPGeLag9c

 

 

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– Ex Magistrato Paolo Ferraro Decide Di Parlare!

di InfoClub, da youtube.com

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https://www.youtube.com/watch?v=QGHNSkmbH0E&t=11s

 

 

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