La verità è per chiunque la voglia cercare…

Questo sito non è monarchico

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N.B.: Si partecipa ai Sig.ri fruitori di questo sito che alcuni articoli riportati sulla pagina iniziale possono rimanere in visione per molto tempo, mentre altri vengono aggiornati con maggiore frequenza e senza alcuna periodicità. Si invita pertanto a prendere sempre visione  dell’intera pagina.

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APPELLO

 

…alla luce di quanto sta avvenendo non è più pensabile continuare a dividersi in sicilianisti, napolitanisti, duosiciliani, borbonici, antiborbonici, meridionalisti, federalisti, autonomisti e via dicendo: ciò non farà altro che favorire il gioco di quelle oligarchie mondialiste che hanno causato ciò che stiamo subendo; la posta in gioco è troppo alta per non comprendere che solo una identità di intenti può porsi come elemento determinante per la riuscita di un qualunque progetto di riscatto. E’ indispensabile, anzi vitale, il superamento di quelle pur legittime diversità di vedute e propugnare, tutti insieme e nel rispetto delle specifiche idee, quanto meno un forte riavvicinamento delle varie componenti identitarie, nella convinzione e nella consapevolezza che se ciascuno farà un piccolo passo indietro, tutti insieme si farà un enorme passo avanti.

(Tratto da “Rinascita di una Nazione”, pag. 127)

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Si invitano i sig.ri lettori a dare attenta lettura dell’articolo seguente. Anche dalla sua lettura è possibile comprendere la deriva verso la quale, indipendentemente dai vari “credo” politici, siamo tutti volutamente trascinati.

– Perchè non si possa dire "Io non lo sapevo…" e la conseguente scelta indipendentista.

di Giovanni Maduli, 19.2.2016.

https://www.regnodelleduesicilie.eu/wordpress/page/2/

 

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PENSIERI

– M.E.S.: La mortale stretta finale

di Giovanni Maduli

16.11.2019

          Nell’assordante silenzio dei media, totalmente asserviti agli euroschiavisti dell’alta finanza globalista, sta per consumarsi la stretta finale del famigerato M.E.S. sulle libertà dei Popoli. Entro dicembre infatti il Parlamento del “nostro” Governo sarà chiamato ad esprimersi sulle modifiche al M.E.S. (meccanismo europeo di stabilità lo chiamano…) proposte dalla UE. Proposte che di fatto esautorano la gia’ abusiva commissione europea attraverso l’istituzione di un “organismo commissariale” ancora superiore che, arbitrariamente, stilerà direttamente le leggi di bilancio dei vari paesi europei e, come se ciò non  bastasse, stabilirà autonomamente l’aliquota di contributo di ogni Stato al M.E.S., e questo senza che i singoli Stati possano nulla obiettare (l’Italia, attualmente, è già impegnata nel versamento di ben 125 miliardi di euro in 5 anni).

          In “nostri” politici sanno di cosa si tratti? Ne dubito fortemente.

Così, probabilmente, fra un inciucio e un altro, fra inutili discussioni sulle recenti elezioni in Umbria, sulle prossime elezioni in Emilia, sul taglio dei parlamentari ed altre amenità del genere, ci stiamo “spensieratamente, serenamente e allegramente” avviando verso la totale schiavizzazione nei confronti di criminali privati che, solo in virtù del loro smodato potere economico, si ritengono in diritto di decidere della vita e della morte di interi Paesi. Vedi Grecia, ma poi toccherà agli altri…

Per quel che ci riguarda più direttamente, nel plaudire alla recente nascita di nuovi movimenti e partiti “meridionalisti”, segno comunque di un fervore impensabile fino a pochi anni addietro, si deve rilevare con estremo rammarico, amarezza e costernazione come nessuno di questi nascenti partiti si occupi dei problemi che sono alla base del disastro che stiamo vivendo da quel maledetto anno in cui fummo obbligati ad accettare l’euro e questa UE. Nessuno di questi partiti sembra volere occuparsi del problema dei problemi e cioè, oltre che dell’inevitabile indipendenza, della indispensabile sovranità monetaria che, sola, può garantire una vera e proficua sovranità politica. Va bene occuparsi di equità, va bene pretendere eguale spartizione delle risorse, va bene lottare per gli stessi servizi e gli stessi asili nido, ma se non si attacca frontalmente il vero nemico, il cancro che dall’interno distrugge tutto, queste nobili battaglie saranno solo pannicelli caldi che al più, come molto sagacemente preannunciava il mai abbastanza compianto Nicola Zitara, ci faranno vivere “momenti meno infelici”, ma non altro. Sarà come combattere un tumore con l’aspirina.

Qualcuno mi ha detto: va bene, ma intanto cominciamo…

Rispondo: Si, ma mentre noi “cominciamo” loro ci distruggono completamente.

Per comprendere meglio ciò che avverrà a breve, riporto qui di seguito due brevi stralci da articoli sull’argomento, tratti rispettivamente da contropiano.it  del 4 luglio 2019 e da vvox.it del 19 agosto 2019.

Ma le poche righe citate dal sito del MES possono essere lette in negativo, e rivelano il piano destabilizzante che è alla base di quel meccanismo: la mera indisponibilità delle linee di credito – che deriva dalla mancanza dei requisiti e dunque dalla indisciplina fiscale – sarà sufficiente a scatenare i mercati contro il debito pubblico di un Paese. Detto altrimenti: se ti comporti male, se devii dal percorso indicato da Bruxelles, perdi i requisiti necessari all’accesso alle linee di credito precauzionale: questo significa dare il via libera ai fondi speculativi per attaccare tutti i Paesi “indisciplinati”, nella certezza che le autorità monetarie europee non alzeranno un dito, almeno fino a quando il Paese in difficoltà non sottoscriverà un Memorandum.

Nella riforma del MES viene così scritto nero su bianco che i Paesi aderenti all’euro subiscono un ricatto fondato sulla rinuncia alla sovranità monetaria: la difesa del loro debito pubblico sui mercati finanziari viene esplicitamente subordinata al rispetto della linea politica dettata dalle istituzioni europee. E tale linea politica, come abbiamo già avuto modo di analizzare, è assolutamente immodificabile sia nella struttura portante che nelle sue concrete articolazioni.

Le istituzioni europee assomigliano terribilmente a Jep Gambardella: non vogliono solamente amministrare la stabilità finanziaria dell’Europa, come qualsiasi autorità monetaria dovrebbe fare, ma vogliono avere il potere di farla saltare, quella stabilità, tutte le volte che un Paese devia dal progetto politico da loro indicato.

Gli strumenti previsti dal disegno di riforma del MES rappresentano un ulteriore affinamento del dispositivo disciplinante basato sul ricatto del debito: la semplice assenza dei requisiti d’accesso ad una linea di credito precauzionale farà scattare il semaforo verde per la speculazione finanziaria, mandando alle stelle lo spread e costringendo così qualsiasi Paese, anche il più riottoso, a ristabilire la disciplina.

La capillarità del meccanismo di controllo delle economie nazionali, che sarà basata sulla varietà di strumenti a disposizione del MES, dal PCCL all’ECCL fino ai classici prestiti, consente un vero e proprio salto di qualità nel dominio del progetto politico dell’austerità. Nel resistere ogni giorno agli attacchi contro il posto di lavoro, il salario, le condizioni di vita, lo stato sociale, dobbiamo tenere a mente che quelle politiche sono solo l’ultimo anello di una lunga catena di comando che parte da Bruxelles e sfrutta tutte le leve dell’autorità monetaria europea per armare la lotta di classe contro i lavoratori.

Qui il link all’articolo completo:

http://contropiano.org/news/news-economia/2019/07/04/la-riforma-del-meccanismo-europeo-di-stabilita-come-si-perfeziona-lausterita-0117009

IL MES o fondo salva-Stati ha assorbito l’ESFS (European Financial StabilityFacility), in funzione dal 2010 al 2013. Giuridicamente è soggetto alle leggi internazionali, dal punto di vista del bilancio ha un capitale di 700 miliardi, e l’Italia detiene una quota di 14,33 miliardi già versati, più 125,39 da versare in caso di richiesta. Il trattato che lo istituisce contiene anche una clausola chiamata CACs (clausola di azione collettiva) che si applica ai titoli di Stato (BTP, CCT etc). Questo tipo di clausole é micidiale perché prevede che i termini e le condizioni dei titoli di debito pubblico possono essere modificati attraverso un accordo tra lo Stato e una percentuale dei possessori dei titoli. Qualche esempio chiarirà la pericolosità delle CACs. Il Btp scadeva al 2025? La scadenza posso spostarla al 2030. Il titolo valeva 1000 euro? Ne possono essere rimborsati 500 o anche meno. Il titolo dava un rendimento connesso all’inflazione? Può non essere corrisposto affatto oppure solo una frazione dell’inflazione. Tutti i titoli di Stato con durata superiore a un anno emessi a partire dal 2013 possono essere modificati a piacere al fine di rispondere alle necessità dello Stato che emette il titolo. Per aver accesso al MES gli Stati europei devono sottoscrivere un Memorandum d’Intesa (Memorandum of Understanding), che tradotto vuol dire fare riforme del welfare e taglio della spesa pubblica su indicazione della Commissione europea, della Banca Europea degli Investimenti e del Fondo Monetario Internazionale che ne sorvegliano l’attuazione come “commissari”, limitando la sovranità del Paese che richiede l’assistenza. Le decisioni sono prese a maggioranza dai ministri delle finanze della zona euro, da un direttore generale e un consiglio di amministrazione nominato dai suddetti ministri.

Qui il link all’articolo completo:

https://www.vvox.it/2019/08/19/mes-fondo-salva-stati-europa-ue-commissione-giuseppe-conte/

Qui un recente VIDEO di byoblu sull’argomento:

https://www.youtube.com/watch?time_continue=8&v=nWcst7VujUA&feature=emb_logo

Ma mi raccomando, continuiamo a parlare d’altro…

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– Riforma del MES: Giuseppe Conte ci ha venduti?

di Matteo Brandi, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=ZfRF-QZ6_4E&feature=share&fbclid=IwAR0opI2TYoxchYuXVQRqNW16VXEKLJQUvcX7FHOwMUUJDAzzihI3LkVKPJA

 

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– Sull’intervento di Marcello Gombos in “La Questione Meridionale” –

 

Gli interventi che possono leggersi su “La Questione Meridionale”, recentissima pubblicazione edita da Magenes Edizioni alla quale ho avuto il piacere di contribuire, sono tutti interessanti e spesso di alto profilo; ma fra questi ultimi uno di quelli che più ha attirato la mia attenzione è certamente quello di Marcello Gombos intitolato “Uno sguardo al futuro”.

          Nell’articolo infatti l’Autore, oltre a dimostrare una chiarezza di idee non comune nella quale è agevole ritrovare caratteristiche di limpida linearità, delinea quelle che potremmo definire le linee guida di quello che nel testo è definito come “Il Neomeridionalismo 3.0”. Dopo avere analizzato il recente percorso di autodeterminazione maturato nel Popolo delle Due Sicilie, il Gombos individua in una adeguata azione politica chiaramente indipendentista il necessario proseguo del cammino intrapreso da quello stesso Popolo ormai da alcuni decenni. E lo fa non solamente nello spronare all’unione delle forze in campo – concetto questo che condivido assolutamente – ma sopratutto indicando in una auspicabile confederazione lo strumento idoneo all’ottenimento degli obiettivi laddove, ad esempio, indica nella Sicilia insulare l’entità che potrebbe – e giustamente, essendo quest’ultima già titolare di una ancorchè inattuata Autonomia – la forza motrice che potrebbe avviare un serio percorso indipendentista. Ma, forse ancor più laddove, dopo avere individuato nel termine “Duo Siciliani” il corretto appellativo del Nostro Popolo, scrive testualmente: “Il nome che storicamente indica le nostre terre è Sicilia, meglio ancora Sicilie, da cui Due Sicilie a indicare i regni (al di qua e al di la del Faro) in cui fu diviso l’antico stato dal 1302 al 1815. In epoca moderna però, Sicilia ha finito per indicare la sola Trinacria, e si è parlato comunemente di Napolitani per la Sicilia Continentale e Siciliani per la Sicilia Insulare, uno dei compiti dei meridionalisti 3.0 sarà perciò restituire il nome al territorio e ai suoi abitanti: Duo (o Bi) Siciliani e i nomi storici di Siciliani (per tutti o per la sola isola) e Napolitani. Perché la pluralità di identità è parte dell’identità stessa”.

          Come dicevo idee chiare, limpide, inappuntabili.

          Se i giovani che si avvicinano al mondo indipendentista faranno proprie queste idee, avremo di che ben sperare.

 

 

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– Quando una parola dice (quasi) tutto.

di Giovanni Maduli

17.11.'19

Volendo verificare quanto suggerito da Valerio Malvezzi, il noto economista propugnatore della “Economia Umanistica”, in un video di “radio radio TV” reperibile in rete e pubblicato di recente in questo sito, ho provato a tradurre in lingua italiana il termine latino otium ricorrendo al “traduttore” di Google. Il risultato lascia decisamente a bocca aperta ma, prima di spiegarne il perché è necessario ricordare che, notoriamente, almeno per chi conosce il Latino, otium era nell’antica Roma termine contrapposto a negotium che, a sua volta, stava ad indicare l’attività svolta da un cittadino; attività che, indifferentemente, poteva essere di tipo commerciale,  lavorativa in genere o  anche politica. Otium invece era termine che rimandava alla contemplazione, all’analisi del proprio operato attraverso intime riflessioni ed alla ricerca delle risposte ai più svariati disequilibri che inevitabilmente caratterizzano la nostra esistenza; in ultima analisi, era un “momento” dedicato alla ricerca dell’equilibrio e della saggezza. Non pochi filosofi hanno individuato proprio nell’otium l’elemento generatore della Filosofia.

            E veniamo alla “traduzione” di Google ricordando però che tale programma è di origini anglosassoni quindi, inevitabilmente, non può non risentire di impostazioni linguistiche, ma soprattutto direi filosofiche, parecchio diverse e, per certi versi, assolutamente disarmanti.

            Impostando la parola otium in lingua latina e chiedendo la traduzione in lingua italiana il risultato è quanto meno stucchevole: “disoccupazione”!!!. In poche parole, ciò che nell’antica Roma era un termine che indicava un momento dedicato alla ricerca di risposte, spiegazioni, equilibri, motivazioni, giustificazioni, analisi, critiche e quant’altro, secondo Google diviene, oggi, “disoccupazione”!!! E la prova di una tale incredibile aberrazione culturale la si può avere chiedendo, allo stesso “traduttore” di tradurre otium dal Latino all’Inglese; il risultato sarà “unemployment”, cioè disoccupazione.

            Non c’è che dire; un esempio evidente della "lontananza" di certe culture che però ci si sta cercando di imporre da anni e non solo in ambito linguistico.

            Certo, quello riportato è solamente un semplice esempio di una certa cultura altra, che tuttavia svela, a mio avviso, l’abisso verso il quale il sodalizio anche ideologico e filosofico con tale cultura può portare.

 

 

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NOTIZIE DAL REGNO – STORIA                                        

 

– L’Altra Storia del Sud. Messina 1908, ritardi, fucilazioni e deportazioni: più danni il governo sabaudo del sisma

da ilsudonline.it

Al devastante sisma, il governo reagì con lo stato d’assedio, le fucilazioni sommarie, il tentativo di deportare la popolazione sopravvissuta e persino con l’idea di bombardare Messina. Quell’immane sciagura era solo una scomoda “grana”. Uno scandalo e un orrore di dimensioni epocali. Tutto comincia alle 5:20 del 28 dicembre 1908 quando un enorme boato svegliò gli abitanti di Messina. Per 37 lunghissimi secondi, la terra tremò sullo stretto che separa la Calabria dalla Sicilia: uno degli eventi sismici più catastrofici della storia d’Italia (magnitudo 7.1). A Messina la terra inghiottì strade e interi edifici, mentre un immenso polverone nascose la costa alla vista delle navi ancorate al largo della città.

Uno tsunami, causato da una frana sottomarina, investì, con 3 onde altissime, la parte della città esposta al mare, trascinando in acqua i cadaveri, le macerie e i sopravvissuti che dopo il sisma si erano diretti verso la riva in cerca di scampo. Il cataclisma causò dalle 90 alle 120mila vittime, dimezzando in pochi minuti la popolazione di Messina e riducendo di un terzo quella di Reggio Calabria.

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https://www.ilsudonline.it/laltra-storia-del-sud-messina-1908-ritardi-fucilazioni-e-deportazioni-piu-danni-il-governo-sabaudo-del-sisma/?fbclid=IwAR3i_X0b7mbfv-IJXz4CAlF_oW7UJlbbR13wZPB9jlMU-2Y87zjLQWdfxfo

 

 

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– La vera storia dell’impresa dei Mille 41/ L’eroismo del colonnello Duosiciliano Bosco che dà scacco a Garibaldi e agli inglesi
da inuovivespri.it

I Garibaldini e le bande entrano nella Città di Milazzo.

Al seguito dei soldati Garibaldini entrano a Milazzo le bande dei picciotti di mafia e quelle improvvisate dei banditi comuni. È, questo, un vero castigo di Dio, una grande sciagura. Garibaldini e compagni si abbandoneranno a tante violenze ed a saccheggi. La cittadinanza è considerata colpevole di non essersi ribellata e di non essere andata incontro all’Eroe dei Due Mondi.
Ma è questa una realtà, una vicenda che i Garibaldini e gli scrittori di miracoli Garibaldini non possono ufficializzare, in quanto i dispacci, le odi e le storie, che inventano di città e di paesi ridondanti di bandiere tricolori e di folle esultanti, devono valere anche per la recente conquista della città di Milazzo. La verità, insomma, resterà fuori dalla porta anche per l’epica battaglia di Milazzo.

Va detto, seppure brevemente, che intanto Padre Buttà e l’ufficiale medico del reggimento si sono volutamente trattenuti in un’infermeria di campo per assistere alcuni dei feriti più gravi Piemontesi in attesa che i Garibaldini li vengano a prelevare. Una pattuglia di Garibaldini, in effetti, arriva dopo alcune ore. Questi però, anziché ringraziarli, saltano letteralmente addosso ai due malcapitati. Li vogliono uccidere e spogliare di tutto. Saranno i feriti stessi a intervenire con energia per salvare la

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https://www.inuovivespri.it/2019/11/06/la-vera-storia-dellimpresa-dei-mille-41-leroismo-del-colonnello-duosiciliano-bosco-che-da-scacco-a-garibaldi-e-agli-inglesi/

 

 

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– Prima Guerra Mondiale: centinaia di meridionali mandati a morire per una ‘patria’ che non era la loro patria!
di Ignazio Coppola, da inuovivespri.it

Novembre: mese in cui si concluse nel 1918 vittoriosamente lo sforzo bellico dell’Italia contro l’Austria e sancito dal bollettino di guerra n. 1268 pubblicato alle ore 12,00 del 4 novembre a firma del comandante supremo del Regio Esercito Armando Diaz. Un bollettino celebrativo e trionfalistico di una vittoria che costò all’Italia, in quel mattatoio senza fine che fu appunto la Grande guerra, 650 mila morti e 2 milioni tra feriti e mutilati

Morti, feriti e mutilati: la maggior parte di questa “carne da macello” era composta da meridionali. Una strage che poteva essere evitata se fosse prevalso il buon senso, anziché mandare al massacro per il disegno di coloro che, Vittorio Emanuele III in testa contro la volontà del Parlamento e della maggioranza degli italiani, volevano la guerra ad ogni costo.

E’ bene, per questo, raccontare e documentare quelle verità nascoste che come al solito la storia ufficiale ci hanno sempre occultato.

L’Italia allo scoppio della grande guerra il 28 luglio del 1914 era vincolata dal patto della Triplice alleanza con Germania e Austria, patto militare difensivo sancito nel 1882, che obbligava questi tre Paesi ad intervenire a difesa uno dell’altro nel caso uno dei contraenti fosse stato aggredito.

Allo scoppio della guerra nel luglio del 1914 l’Italia si tirerà fuori dalla Triplice alleanza con Austria e Germania e, in attesa degli eventi, assumerà una posizione di neutralità, che durerà sino al 23 maggio 1915, giorno in cui dichiarerà guerra al suo precedente alleato, ovvero all’Impero Austro-Ungarico che si era dichiarato disponibile a vantaggiose concessione territoriali a patto che l’Italia non entrasse in guerra contro gli imperi centrali.

Ma che cosa era successo e quali furono gli avvenimenti che intercorsero in quei dieci mesi tra lo scoppio della grande guerra il 28 luglio del 1914 e l’entrata nel conflitto dell’Italia sino allora neutrale il 23 maggio del 1915?

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https://www.inuovivespri.it/2019/11/05/prima-guerra-mondiale-centinaia-di-meridionali-mandati-a-morire-per-una-patria-che-non-era-la-loro-patria/?fbclid=IwAR1tZBvtBDA-Lsmt81wKVRWgsyZn3KPSzlhEPLiqV_nteo-j1hmI9wCGXTo#8SLLrbHCMvvFUULt.01

 

 

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– La vera storia della Prima Guerra Mondiale

di Riccardo Percivalli, da identità.com

La Prima guerra mondiale fu la continuazione e il compimento della lunga opera di sovversione della configurazione politica e spirituale dell’Europa iniziata con le rivoluzioni del ‘89 e del ’48. Le sue origini sono in gran parte riconducibili alla rivalità politica ed economica tra Germania e Inghilterra, tuttavia considerarla solo come uno scontro tra nazioni rivali è riduttivo e fuorviante. Essa, infatti, fu principalmente una guerra ideologica tra le democrazie plutocratiche e l’Europa tradizionale, tra il Potere economico e la società politica, in breve, tra la Borsa e la Spada. Il suo scopo era d’imporre agli Stati europei, che conservavano ancora l’antica costituzione aristocratico-imperiale, la democrazia, cavallo di troia dell’Alta finanza mondialista. Per realizzare il loro plurisecolare obiettivo, le Forze della sovversione dovevano distruggere gli ultimi ostacoli che ancora si opponevano alla conquista del mondo da parte del capitale angloamericano: la Russia zarista, la Germania monarchica e l’Austria cattolica. Il crollo di queste tre potenze era la condicio sine qua non per la creazione di un nuovo assetto dell’Europa basato sulla Società delle Nazioni, che avrebbe realizzato il definitivo passaggio del potere dalle mani delle ultime aristocrazie europee a quello delle oligarchie capitalistiche di Londra e Wall Street, segnando il passo decisivo verso il Governo Mondiale.

Agli occhi di queste oligarchie gli Imperi Centrali rappresentavano dei blocchi protetti che occorreva distruggere con tutti i mezzi possibili per costruire sulle rovine del vecchio mondo una Repubblica Universale fondata sul libero scambio come strumento di dominio economico-politico, che avrebbe fatto tutt’uno con il mito del progresso e il culto dell’umanità, affinché si avverasse la profezia del Gran Maestro del Grande Oriente lusitano, il 33 Sebastiao de Magalhes Lima, presidente della Lega Universale dei Framassoni, che nel 13 maggio 1917 dichiarò: «la vittoria degli alleati deve essere il trionfo dei principi massonici».

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http://identità.com/blog/2014/12/03/la-vera-storia-della-prima-guerra-mondiale/

 

 

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– I Regi di Napoli nella guerra del 1848

di ‘o sanfedista, da youtube.com

https://i.ytimg.com/vi/G_U-MJJQjhk/maxresdefault.jpg

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=G_U-MJJQjhk&feature=youtu.be&fbclid=IwAR30_5nsDhw2TfOxMRRSGmuN4Mh9f14TahceIO8d1315pE2QxpfxrqMeMzk

 

 

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– Real dispaccio di Ferdinando IV di Borbone del 1792 sulla “Censuazione de’ Demani” – uno degli ultimi atti controfirmati da Giuseppe Palmieri (economista salentino del ‘700 originario di Martignano, Le)

da altaterradilavoro.com

E’ presente anche il marchese Giuseppe Palmieri (economista salentino del ‘700 originario di Martignano, Le), nel seguente Real Dispaccio del 1792 inerente la “Censuazione de’ Demani“. Il documento è un manoscritto che reca la firma di Ferdinando IV di Borbone (1759-1825). Dal 1769 re Ferdinando pubblicò il suo primo editto in cui tracciava un vasto programma di riforme del Regno, sino al 1789, quando venne pubblicato il celebre “statuto Origine della popolazione di San Leucio”, quei venti anni sono indicati come l’”Età d’oro” dell’Illuminismo di fine Settcento, segnato da riforme giuste finalizzate al benessere del regno di re Ferdinando di Borbone; ma anche sul finire del 1700 si verificarono imponenti reazioni antigiacobine così come apparvero anche le ghigliottine antimonarchiche che di frequente occupavano le piazze delle principali città europee.

Nel 1794, a Napoli, con un processo a 270 persone, fra nobili, borghesi e clero, sospette di simpatie giacobine, si apriva la fase “reazionaria” del Regno di Ferdinando IV.
Sul Palmieri c’è da ricordare che fu tra i primi alla corte di re Ferdinando che dette avvio all’abbattimento del sistema feudale del Regno di Napoli.

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http://www.altaterradilavoro.com/real-dispaccio-di-ferdinando-iv-di-borbone-del-1792-sulla-censuazione-de-demani-uno-degli-ultimi-atti-controfirmati-da-giuseppe-palmieri-economista-salentino-del/?fbclid=IwAR0DhfB3_f9CZaOwJ_AL9oEHfeFASsRMcJ7gwoXAK_sMpgc1aJxESnzdGos

 

 

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– La rivolta del 1828 descritta dal Comandini

da nazionenapulitana.org

 

Ormai il revisionismo sta dilagando e le "carezze" dei fratelli d'Italia non possono essere più negate o minimizzate, per cui si cerca in tutti i modi di mettere in risalto i crimini o presunti tali del governo napoletano. Ad ogni modo tale paragone non ha alcun senso, non potendosi paragonare un'invasione, senza dichirazione di guerra, di uno stato formalmente alleato, con operazioni di polizia interne, seppur eccezionali. Il paragone piuttosto fatelo con il sacco di Genova o con gli stati d'assedio del 1898. Ma abbiamo voluto chiarire questo episodio, riportandolo intgralmente dalla cronaca del Comandini, storico filosabaudo, che per ovvi motivi non aveva alcuna simpatia per il governo delle due Sicilie.
Leggendo il Comandini "scopriamo" che i liberali furono aiutati da volgari banditi (i fratelli Capozzoli e Ricci), che il paese fu distruttto (per poi essere ricostruito nel 1832, con il consenso di Ferdinando II), ma dopo che erano stati espulsi gli abitanti (notizia confemata anche dallo stesso Galotti nelle sue Memorie, ristampate da Galzerano nel 1998); a Pontelandolfo invece le cose andarono diversamente. Infine la "feroce repressione borbonica" si concluse con 8 condanne capitali, 7 secondo fonti borboniche.

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http://www.nazionenapulitana.org/1828.html

 

 

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– La City di Londra e l’unità d’Italia, la “Terra dei Rothschild”

di Davide Gionco, da scenarieconomici.it

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Ci ricordiamo quando a scuola studiavamo il Risorgimento, con l’unificazione dell’Italia, passata nel giro di soli 11 anni (1859-1870) dalla situazione frammentaria definita durante il Congresso di Vienna alla situazione “unificata” del 1870, dopo la presa di Roma?

Tutti esaltati dietro all’epopea risorgimentale: l’ideologo sognatore Giuseppe Mazzini, il gran condottiero Giuseppe Garibaldi, il primo re d’Italia Vittoio Emanuele II e infine lo stratega, il “politico” Camillo Benso conte di Cavour.

Però non ci hanno mai parlato del “motore” di tutta questa storia.

La materia prima per realizzare l’unità d’Italia fu qualcosa di molto più veniale degli epici valori risorgimentali: furono i soldi.

Tanti soldi, necessari a finanziare le campagne militari, per corrompere gli ufficiali degli stati da sottomettere e per assicurarsi il sostegno politico delle persone che contavano negli stati da annettere mediante i famosi “plebisciti”.

Soldi: soldi e debiti, tanti debiti.

Dietro a questi finanziamenti c’erano infatti delle banche, che avevano l’obiettivo di fare grandi affari dall’acquisizione di altri territori, con relative banche e con tutta la ricchezza prodotta dalla popolazione sottomessa al sistema.

Lo schema di azione delle banche era piuttosto semplice:

1) finanziare le attività militari e le opere pubbliche del regno di turno

2) indebitare il regno di turno, rinnovando sistematicamente il credito

3) il regno rimborsa i soli interessi sul debito, mentre la quota capitale viene ri-prestata al re, dietro particolari condizioni di ulteriori vantagi concessi ai banchieri

4) il pagamento degli interessi è garantito dalle tasse pagate dai sudditi del regno e costituisce la rendita permanente e sicura dei banchieri

5) il finanziamento di iniziative militari (o di altro genere, tipo i plebisciti) consente di aumentare i territori ed i cittadini sottomessi allo schema di azione.

Cavour fu effettivamente il “regista politico” che curò i rapporti fra il Regno di Sardegna e le banche, alimentando in denaro (con relkativo accumulo di debiti) le varie iniziative politico-militari che portarono all’unificazione italiana.

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https://scenarieconomici.it/la-city-di-londra-e-lunita-ditalia-la-terra-dei-rothschild/?fbclid=IwAR3X1mRIQtAPAEceCuQXmrQOGDJcA9u8p8ttjgCGNk3KlwMwC09p_DcN5og

 

 

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– La vera storia dell’impresa dei Mille 40/ Garibaldi scappa due volte dal campo di battaglia, ma Dumas scrive che è un ‘eroe’!
di Pippo Scianò, da inuovivespri.it

Dal grande scontro alla lenta ritirata del Bosco
I soldati Duosiciliani si ritirano, combattendo, nella Fortezza. E i Garibaldini possono entrare a Milazzo, priva ormai di presidi militari.

Per completezza di informazione dobbiamo precisare che, a Milazzo, a poca distanza dalla città ed in posizione sopraelevata, fa bella mostra di sé la poderosa fortezza, denominata il Castello. È, ancora, in mano Duosiciliana, con una dotazione di alcune centinaia di uomini e qualche cannone. Al comando del Castello è da poco tempo preposto il Colonnello Pironti. Quest’ultimo, però, fin dal primo momento dell’arrivo del Bosco, adducendo il pretesto di essere il militare di grado più alto perché più anziano, snobba il collega più giovane; non si lascia coinvolgere nei combattimenti e si limita a difendere la «fortezza».

La batteria in dotazione al forte del resto è composta da cannoni molto antichi e di difficile manovrabilità. La polveriera è allocata in un magazzino poco sicuro. Il Castello non è affatto una fortezza in grado di resistere a lungo al tiro delle artiglierie del XIX secolo.

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https://www.inuovivespri.it/2019/10/24/la-vera-storia-dellimpresa-dei-mille-40-garibaldi-scappa-due-volte-dal-campo-di-battaglia-ma-dumas-scrive-che-e-un-eroe/?fbclid=IwAR0L2Vje-eHVE1vcvkP-JXYE8xF0Y0F9vprVpjn5luXTQazv-YXWAagiB0Q#t8EQCIVhZtoe7jBW.01

 

 

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– I Briganti in Abruzzo: don Donato De Donatis

da paesiteramani.it, via altaterradilavoro

(tratto in larga parte da una ricerca di Davide De Carolis dal titolo: “Il Brigantaggio durante l’invasione francese nel teramano e in Abruzzo”)

 

Il brigantaggio in Abruzzo è un fenomeno molto vasto e diversificato che temporalmente può essere delimitato dal XVI secolo fino, con fasi alterne, al 1865. Una presenza molto importante c’è stata nel ‘600 in funzione antispagnola. In questo periodo nel teramano il brigantaggio assunse proporzioni talmente preoccupanti da indurre il governo vicereale spagnolo ad iniziare nel 1683 una massiccia lotta al brigantaggio nella provincia di Teramo con largo dispiegamento di uomini e mezzi, lotta che si rivelò proficua, seppure a volte in danno di molte popolazioni inermi. Spesso infatti venivano distrutti interi villaggi con proibizione di tornare a vivere lì, se solo si sospettava che quei luoghi potessero costituire rifugio per i briganti, come accadde intorno al 1670 per i paesi di Martese, Tavolero, Corano ed altri. Ancor prima, nel 1559, il Vicerè spagnolo Duca di Alcalà (1508-1571) aveva emanato una “prammatica” contro i briganti: “Permettiamo ad ognuno di perseguitare i fuoriusciti, concedendo licenza ai soldati dello stato ecclesiastico di farlo, anche dentro del regno, se da quello stato in questo vi si riversassero e ricoverassero”, a testimonianza di quanto il problema fosse preoccupante.

Continua su:

http://www.paesiteramani.it/Paesi/DeDonatis.htm

 

 

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– LETTERA DI CRISPI A GARIBALDI

Torino, 3 febbraio 1863.

Mio Generale!
Giunto da Palermo, dove stetti poco men che un mese, credo mio dovere dirvi qualche cosa della povera isola che voi chiamaste a libertà e che i vostri successori ricacciarono in una servitù peggiore di prima.

Dal nuovo regime quella popolazione nulla ha ottenuto di che potesse esser lieta.

Nissuna giustizia, nissuna sicurezza personale, l'ipocrisia della libertà sotto un governo, il quale non ha d'italiano che appena il nome.

Ho visitate le carceri e le ho trovate piene zeppe d'individui i quali ignorano il motivo per il quale sono prigionieri.
Che dirvi del loro trattamento?
Dormono sul pavimento, senza lume la notte, sudici, nutriti pessimamente, privi d'ogni conforto morale, senza una voce che li consigli e li educhi onde fosser rilevati dalla colpa.

La popolazione in massa detesta il governo d'Italia, che al paragone trova più tristo del Borbonico.

Grande fortuna che non siamo travolti in quell'odio noi, che fummo causa prima del mutato regime!
Essaritien voi martire, noi tutti vittime della tirannide la quale viene da Torino e quindi ci fa grazia della involontaria colpa. Se i consiglieri della Corona non mutano regime, la Sicilia andrà incontro ad una catastrofe.

E' difficile misurarne le conseguenze, ma esse potrebbero essere fatali alla patria nostra.
L'opera nostra dovrebbe mirare ad evitare cotesta catastrofe, affinchè non si sfasci il nucleo delle provincie unite che al presente formano il regno di Italia.
Con le forze di questo regno e coi mezzi ch'esso ci offre, noi potremmo compiere la redenzione della penisola e occupar Roma. Sciolto cotesto nucleo, è rimandata ad un lontano avvenire la costituzione d'Italia.

Della vostra salute, alla quale tutti c'interessiamo, ho buone notizie, che spero sempre migliori.
Di Palermo tutti vi salutano come vi amano.

Abbiatevi i complimenti di mia moglie e voi continuatemi il vostro affetto e credetemi
Vostro ora e sempre

F. Crispi.

 

 

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PER NON DIMENTICARE…

(immagine tratta da madreluna.altervista.com)

 

– 7 novembre 1860: la strage di Roseto Valfortore

 

Il 7 novembre 1860 cinque inermi cittadini, tra cui 3 ragazzi ventunenni ed un ex soldato borbonico padre di famiglia, vengono trucidati dai garibaldini solo perché rei di essere simpatizzanti borbonici.

Tratto da:

http://www.ilfrizzo.it/Storia0993.htm#.U1JDEyTbpd0.facebook

 

 

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SCHEGGE DI STORIA                                                        

 

SCHEGGE DI STORIA 11/’19

 

Il trattato segreto sottoscritto unitamente agli ambasciatori di Spagna, Inghilterra,Francia, Belgio, Olanda, Sassonia e Polonia, alleate e operative in vari scenari contro l’Austria, cobelligeranti affinchè l’Italia meridionale passasse sotto il contro  lo spagnolo, determinarono l’agenda politica del secolo successivo. Controllo che prevedeva allo stesso tempo, libero accesso ai commerci di quel distretto italiano in favore dei regni alleati. Stanno qui le fondamenta politiche  che apportarono tanti guai ai territori delle due Sicilia.  Sta proprio qui,  la principale causa coagulante degli interessi anglo – francesi  sui destini di queste terre. Favorendo l’insediamento di Carlo III nell’Italia meridionale, quindi nel radicamento della dinastia dei Borbone di napoli presso il rispettivo distretto  della futura Italia meridionale, si stabilisce un interesse morboso dell’Europa  sul regno delle due Sicilia. Dopo il Congresso di Vienna, l’Europa riappacificatasi con la Francia, si ricreeranno le antiche frizioni politiche, generate questa volta, dalla discontinuità di comportamento dei nuovi prìncipi  ereditari napoletani. L’adempimento degli impegni assunti quasi un secolo prima, per mantenere inalterata la linea strategica generata da quei patti di alleanza, diventerà il cavillo necessario a sovvertire il controllo di Napoli in Sicilia.  Le scelte in politica, producono sempre le conseguenze successive per determinare i futuri scenari politici; così accadeva che, con la crisi siciliana del 1820 Ferdinando IV, riportando l’Austria nel meridione italiano, scatenasse le rivendicazioni degli antichi alleati duo siciliani, avendo a verificare che non esistevano più le condizioni garantite dai patti di Siviglia del 1729. Can la discesa in campo di un nuovo agglomerato politico, strettosi in triplice alleanza: La Russia, la Prussia e l’Austria, appoggiando le richieste di Ferdinando IV schieratosi dalla loro parte contro gli antichi amici del suo genitore, si andrà delineando la contrapposizione  di quelle nazioni, un tempo alleate, che aveva favorito la nascita di quel regno adesso ribelle.

Alessandro Fumia, Messina, la capitale dimenticata, Magenes Edizioni, pag. 195.

 

 

            Il Malta Times accenna a’ molti fuggiaschi siciliani che approdano nell’isola di Malta: nell’ultima settimana di ottobre 1862 il numero ne ascese a 60 e ventisei ne arrivarono tutti in un giorno, fuggitivi dalla coscrizione. E il giornale La Stampa Napolitana dei 22 novembre dice: “l’ordine della leva ha commosso la Sicilia, e molti per sfuggirla si sono appiattati ne’ monti, e sono emigrati: a Malta ne arrivano tuttodì in gran numero, il telegrafo 8sempre bugiardo) vuol far credere poi, che in Sicilia la leva de’ nati del 1842 procede regolarmente”.

            Nell’Osservatore Napolitano de’ 15 maggio si legge: “che 40 coscritti provenienti da Lecce per recarsi al Consiglio generale di leva in Bari, giunti in Mola fuggono,e si imbarcano segretamente per la Dalmazia, dove arrivano dopo 48 ore di navigazione, e sono bene accolti da quelle Autorità civili”.

Al Monte di Procida, preso Napoli gli abitanti fanno una reazione allo annunzio della leva militare; percuotono il Sindaco, ed incendiano la farmacia di uno dei più esaltati fautori del nuovo governo.

Sul lodevole, e benigno sistema dell’antica legge per la leva militare nelle due Sicilie sotto il cessato governo, nello stesso parlamento di Torino i deputati Pace , Ricciardi, e Minervini, (tornate de’ 14 giugno, ed il luglio 1861) fanno onorevoli menzioni “avendo dato un esercito di buoni soldati, e meglio d’ogni altro in Europa, legge patema, ed economica, e senza stipendio, efficacissima in pratica; migliore assai della nuova legge, introdottavi dal Piemonte, che è costosa, e di origine tedesca.

Il giornalismo napoletano declama pel modo indegno , ed inusitato col quale il governo fa scortare da’ carabinieri i giovani coscritti, conducendoli pubblicamente per la città ligati come malfattori; ciò che da luogo a sospettare venire quelli di mala voglia, e forzati ad entrare nelle file de’ difensori della patria.

Il Corriere Siciliano benché foglio ministeriale,riferisce “che in quell’isola al primo appello dell’ultima leva a più della metà degli inscrittisi sono resi contumaci”. E l’altro giornale Il Precursore annuncia che “nella notte dell’ultimo di dicembre, evadono dal Lazzaretto di palermo36 reclute di leva ivi arrestate come resistenti, essendo salite per una scala di corda sopra un’urna d’acquad’onde discesa un’alta muraglia, prendono la via rotabile e vanno via imbarcandosi quasi a vista delle truppe, e delle guardie di custodi”.

Francesco Durelli, Colpo d’occhio sulle condizioni del Reame delle Due Sicilie nel corso dell’anno 1862, Rpostes Edizioni, pag. 31.

 

 

            Nell’autunno del 1997 il pentito Antonino Patti uomo d’onore sicario e pluriomicida appartenente alla famiglia mafiosa di Marsala è un fiume in piena. Al sostituto procuratore di palermo Massimo Russo, nel confessare una lunga serie di atroci delitti e tutte le tresche delle cosche del marsalese di cui era a conoscenza, a conclusione della sua lunga deposizione, mettendo la ciliegina sulla torta ale sue dichiarazioni, che verranno opportunamente verbalizzate dal magistrato, si lascia andare ad una inaspettata e sconcertante affermazione per fatti che accaddero centotrentasette anni prima ed esattamente l’11 maggio 1860. “All’atto dello sbarco a Marsala anche Garibaldi pagò il pizzo alla mafia. Questo ho appreso – prosegue il Patti nella sua dichiarazione – durante una riunione con alcuni vecchi uomini d’onore (costoro ovviamente costituivano la memoria storica dell0organizzazione criminale) … Questi vecchi uomini d’onore in occasione di quella riunione discutevano del fatto che pure Garibaldi pagò il pizzo per sbarcare a Marsala. Ha dovuto versare una certa somma per attraversare la città e un’altra per arrivare sino a Salemi”.

Ignazio Coppola, Anche Garibaldi pagò il pizzo, Spazio Cultura Edizioni, pag. 25, 26.

Per prendere visione delle altre “Schegge di Storia”, si veda la sezione omonima del menù verticale, in alto, alla sinistra del video.

 

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EVENTI

 

– Sicilia, 7, 8, 9, 10 novembre 2019: Presentazione del volume

La Questione Meridionale

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testo redatto con il contributo di ben 43 autori: Aloisi Crocifisso  Puglie, Attinà Giovanni Friuli, Ballarati Antonino

Calabrie, Borrelli Ciro Campania, Cafararo Franco Campania, Ceresa Carlo Campania, Cefalì Francesco Antonio

Calabrie, Ciano Antonio Lazio, Coppola Ignazio Sicilia, De Cresenzo Gennaro Campania, Di Carlo Michele Eugenio

Puglie, De Biase Erminio Campania, Del Boca Lorenzo Piemonte, Dicè Nando Campania, Di Fiore Gigi Campania,

Esposito Marco Campania, Festa Gianni Campania, Gaudioso Teresa Puglie, Gombos Marcello Campania,

Iannantuoni Domenico Lombardia, Ladisa Michele Puglie, La Greca Marta Campania, Lippolis Monica Puglie,

Lombardi Antonio Campania, Luisi Fernando Friuli, Manfredelli Nicola Lucania, Marro Fiore Campania,

Maduli Giovanni Sicilia, Mastruzzo Massimo Lombardia, Meraglia Franco Puglie, Militano Lucio Emilia Romagna,

Nassisi Gianfranco Puglie, Galiotta Pantaleo Puglie, Patruno Lino Puglie, Scianò Pippo Sicilia,

Spina Luigi Abruzzi, Sterlicchio Ubaldo Campania, Surabhi Stea Liliana Isabella Puglie, Tassone Franco Calabria,

Vella Aldo Campania, Verdile Nadia Campania, Vescera Raffaele Puglie.

Con l'introduzione di Pino Aprile Puglie e il coordinamento di Carlo Capezzuto Campania

Palermo, giovedì 7 novembre 2019, ore 17,30:

presso la la Parrocchia di S. Francesco di Paola, via S. Oliva, 3;

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Catania, venerdì 8 novembre 2019, ore 17,00:

presso la chiesa di S. Sebastiano, Piazza Federico di Svevia;

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Messina, sabato   9 novembre 2019, ore 17,00

presso Museo Provinciale del '900, Viale Boccetta alto

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Milazzo, domenica 10 novembre 2019, ore 10,00

presso Palazzo D'Amico, Via Marina Garibaldi, 72

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– Bari, 10 novembre 2019 – Palazzo del fanciullo

Precongresso costitutivo del

PARTITO MERIDIONALISTA

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VIDEO

https://www.facebook.com/movimentoduosiciliano/videos/507727683406549/

 

 

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– Camigliano (Ce), 15 novembre 2019

Intitolazione di una strada a Ferdinando II

 

 

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– Gaeta, 24 novembre, ore 11,00

 

 

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– Milazzo (Me), 30 novembre 2019

marsala

Congresso costituente del

PARTITO MERIDIONALISTA

organizzata dal Movimento Duosiciliano.
Preliminarmente al Congresso Fondativo che si terrà a Milazzo il 30 novembre 2019, saranno illustrate e discusse lo statuto e le basi programmatiche dai vertici e dai militanti del nascente Partito Meridionalista – Indipendentisti Siciliani e Duosiciliani.

 

 

 

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NOTIZIE DAL REGNO – ATTUALITA’                                   

 

– REPORT 4 NOVEMBRE 2019 FEDERALISMO FISCALE

di Fondazione Trasparenza, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=rO3vMd7d_tE&feature=share&fbclid=IwAR0r_BRnae8O7W300kqHa6hhnOR7r3Esbvyp9S9IVSlLv28mioQMASfkQu8

 

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– Svimez, lo Stato taglia gli investimenti al Sud: fuga dal Mezzogiorno

di Antonio Fraschilla, da palermo.repubblica.it

 

Un quadro drammatico, attuale e in proiezione futura. La Svimez ha presentato il rapporto annuale sullo stato dell'economia e dei servizi nel Mezzogiorno, e la situazione descritta è sempre più grave. Cresce il divario con il Nord, ma soprattutto cresce il divario con il resto dell'Europa: il Meridione d'Italia è una delle zone più povere dle vecchio continente. E la nuova questione meridionale non sembra essere stata mai davvero nell'agenda dei governi passati e recenti: secondo il direttore della Svimez Luca Bianchi nel 2018 mancano all'appello, come investimenti al Sud, 3,5 miliardi di euro, in base alla regola del 34 per cento della ripartizione delle somme in conto capitale per investimenti. Una regola non rispettata. Al Sud cresce il divario di cittadinanza con le regioni del Nord in termini di minori servizi, dagli asili nido al trasporto pubblico. Cala il Pil, con il Meridione che nel 2019 è in stagnazione registrando un meno 0,2 per cento. E il futuro è a tinte fosche: secondo un calcolo della Svimez da qui al 2065 nel Meridione si perderà il 40 per cento della forza lavoro attiva, che in termini numerici significa 5 milioni di lavoratori in meno, con un conseguente crollo del Pil. Le aree interne hanno visto già oggi perdere 225 mila abitanti, e il trend della fuga è in crescita: dal 2000 le residente sono calate, mancano all'appello 2 milioni di abitanti.

Continua su:

https://palermo.repubblica.it/politica/2019/11/04/news/svimez_lo_stato_taglia_gli_investimenti_al_sud_fuga_dal_mezzogiorno-240197685/?fbclid=IwAR0yg1a3Z4kscjfA18UEvJ58t6zluJ94vbMkrl5C-ozvrgaU-1CMz6g85l0

 

 

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– 4 NOVEMBRE, LUTTO CITTADINO PER TUTTE LE CITTA’ E I PAESI DEL SUD
di Valerio Rizzo, da inuovivespri.it, tratto da Associazione culturale Due Sicilie


Oggi, 4 Novembre, commemorazioni in pompa magna, corone di fiori e comizi in quasi tutti i Comuni d’Italia e prima fra tutte: la cerimonia all’Altare della Patria con i rappresentanti massimi delle istituzioni.

Queste le principali celebrazioni del 4 novembre, ma oltre alla solita retorica qualcuno si chiede se sia giusto festeggiare uno degli eventi più drammatici della storia del mondo.

In fondo la Grande Guerra è stata un’inutile strage, che ha causato solo in Italia 650.000 morti, 947.000 feriti, 600.000 dispersi!

Quindi sarebbe più opportuno istituire per il 4 novembre una giornata di lutto nazionale, soprattutto in alcune zone del Paese.

Stiamo parlando di quelle regioni che hanno dato il maggior tributo di sangue, il più numeroso contributo di giovani. Stiamo parlando delle regioni del Sud, da cui proveniva circa l’80% dei militari impiegati nella guerra (cosa ancora attualissima, se si considerano i caduti nelle missioni di pace), i cafoni meridionali a cui avevano promesso terre e condizioni migliori di vita.

Così come la Gran Bretagna durante la Guerra ha utilizzato soldati indiani e afgani, e la Francia è ricorsa a soldati algerini e tunisini, anche l’Italia ha usato i popoli delle sue colonie, l’ex Regno delle Due Sicilie (Non si dimentichi che quando Bismarck fu informato da un suo collaboratore in merito alla volontà italiana di avere possedimenti nel Corno d’Africa, rispose:
“L’Italia non ha bisogno di colonie in Africa poiché le ha già in casa propria”)
Continua su:

https://www.inuovivespri.it/2019/11/04/4-novembre-lutto-cittadino-per-tutte-le-citta-e-i-paesi-del-sud/?fbclid=IwAR2WlKmYbEOOlAO0eMTE8BQrd8gGJmsAQ1cPAvgbFUnY5ZqM-vzQFN8ZW8A#GmZSRQM9Be85iY25.01

 

 

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– Terzo Convegno Tradizionalista di Napoli Capitale

di Sud e Civiltà, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=QYKeh4NVUME&fbclid=IwAR0tk6h8gGlm9vrT7K5JM5y6bMeMX_Perl_LFR_BKaCk_QwIsrQ-4HatkvQ

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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LUOGHI DEL REGNO                                                         

 

 

– Salerno, il Duomo di S. Matteo e la Cripta

di OttoChannel, da youtube.com

foto di Vito Panzella

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=d-D65qetBMA

 

Per prendere visione degli altri “Luoghi del Regno”, si veda la sezione “Architetture del Regno”, in alto, sulla sinistra del video, pag 2.

 

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CULTURE DEL REGNO                                                         

 

– Comu si Bedda – Angelo Daddelli & I Picciotti

di Angelo Salvatore Daddelli

foto di Mondo Palermo –Link

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=Rb3jBbCTlhs

 

Per prendere visione delle altre “Culture del Regno”, si veda la sezione “Architetture del Regno”, in alto, sulla sinistra del video, pag 3.

 

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TESTI CONSIGLIATI                                                            

N.B.:

– Alla sez. TESTI CONSIGLIATI (v. sul menù alla sinistra della presente pagina), grazie alla cortesia dell'Autore Tommaso Romano, è pubblicato integralmente  il testo Sicilia 1860 – 1870 – Una storia da riscrivere

– Alla stessa sezione di cui sopra, alla pag. 35, grazie alla cortesia dell’Autore Gian Pio Mattogno e dell’Editore Claudio Mutti (Edizioni all’insegna del Veltro),  sono pubblicate alcune parti (Introduzione, Cap. V^ e Cap. VI^) di un raro testo che molto bene delinea gli scenari sociali, politici ed economici dai quali scaturirono le “rivolte” pre-unitarie: La rivolta borghese in Italia – Dalla restaurazione ai moti del 1831.

 

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VIVAMENTE CONSIGLIATO

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CRISTIANI E MUSULMANI NEI SECOLI…

di Michele Antonio Crociata

Dario Flaccovio Editore – Palermo

Siamo lieti di segnalare questo importante testo che affronta “l’incontro / scontro” fra Cristiani e Musulmani, senza tralasciare importantissime riflessioni sulla “laicità” dello Stato.

In relazione allo stesso, pubblichiamo qui di seguito due stralci particolarmente significativi di una recente intervista rilasciata dall’Autore, Padre Antonio Michele Crociata.

 

Esiste una persecuzione verso i cristiani e dove maggiormente?

“Il sec. XX e questo scorcio iniziale del sec. XXI sono stati e continuano a essere tuttora gli anni di maggiore persecuzione contro i battezzati. Oggi, infatti, l’80% di tutti coloro che nel mondo subiscono persecuzioni per motivi religiosi è costituito da cristiani. Si tratta di una persecuzione prevalentemente cruenta in Asia e in Africa e prevalentemente incruenta nel resto del mondo, soprattutto in Europa occidentale. In nessuna parte del mondo, invece, risulta che ci siano cristiani che prendano iniziative persecutorie contro i non cristiani. Queste persecuzioni anticristiane arrivano oggi da vari soggetti: i comunisti, soprattutto, in Cina e in Corea del Nord; gli induisti in India; i musulmani quasi ovunque essi sono numericamente dominanti. Dico “quasi ovunque”, in quanto ci sono al riguardo anche alcune eccezioni, anche se poche. In Europa, in particolare, è oggi crescente la “cristianofobia”, che si manifesta in mille modi, soprattutto, tramite devastazioni di chiese e di cimiteri, distruzioni di croci ecc. In alcuni Stati europei, solo per addurre qualche esempio, in questi ultimi anni ci sono stati cristiani che hanno perduto il posto di lavoro solo per essersi decisamente manifestati tali. Ci sono stati studenti cattolici espulsi dalla loro scuola per avere rigettato l’ideologia LGBT, che è non solo anti-umana, ma anche palesemente anti-cristiana. Recentemente in Norvegia i cosiddetti “servizi sociali” hanno tolto i figli minori a una coppia di sposi perché – questo è stato il “reato” – insistevano nel volerli educare “troppo cristianamente”.

 

Perché nelle nazioni dell’est Europa resiste bene la fede cristiana?

“Nelle nazioni dell’Europa orientale, ove nel secolo scorso i cristiani sono stati ampiamente e crudelmente perseguitati dalla dittatura comunista, dopo la fine di quei regimi anti-cristiani le varie comunità religiose hanno rivalutato ampiamente la loro identità, che in questi ultimi decenni si è ulteriormente consolidata. In alcuni di quei Paesi, fra l’altro, le radici cristiane vengono oggi garantite anche da sistemi politici che sembrano tenere in grande considerazione il carattere cristiano di quei popoli e la loro antica storia. Il seme dei martiri – ci ha insegnato Tertulliano, vissuto fra il II e il III secolo – è seme di  nuovi cristiani. Ciò, a dire il vero, non è stato storicamente sempre così ovunque, ma in  molti casi è stato proprio così. Uno di questi casi è oggi vissuto in Europa orientale, dove, anche se in modo differenziato, le comunità ecclesiali si consolidano e rifioriscono. Certo, la massoneria e la plutocrazia, che in Occidente spadroneggiano, nell’Europa orientale hanno finora avuto possibilità molto minori e, soprattutto, non sono riuscite a impadronirsi del potere. Alla massoneria e alla plutocrazia vanno aggiunti anche gli eredi dell’ideologia comunista nelle sue varie articolazioni, che sotto mentite spoglie fanno di tutto per estirpare ogni residuale elemento che sia proprio della civiltà cristiana.

Leggi tutto su:

http://www.lafedequotidiana.it/monsignor-crociata-sullislam-e-lislamizzazione-allah-non-e-dio/?utm_source=dlvr.it&utm_medium=facebook

 

 

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– Quello stretto (ignorato) legame tra massoneria e fascismo

di Angela Pellicciari, da altaterradilavoro.com

 

I libri di storia ben scritti hanno fascino. E quello scritto da Gerardo Padulo ne ha. E molto. Innanzitutto per il tipo di scrittura che, documentata alla virgola, non è né pedante né noiosa. Poi per la novità e l’autorevolezza con cui disegna del fascismo e del suo rapporto con la massoneria un quadro tanto diverso da quello conosciuto da farlo risultare inedito e insieme ovvio. Sto parlando di L’ingrata progenie. Grande Guerra, Massoneria e origini del Fascismo (1914-1923), edito da Nuova Immagine (208 pagine, 30 euro).

Continua su.

http://www.altaterradilavoro.com/quello-stretto-ignorato-legame-tra-massoneria-e-fascismo-2/?fbclid=IwAR2sswkPia5cb4zDR3muGCR2sQaKM5xKBECFlOnRotiGQkDNtMEIMEOrdZY

 

 

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– Messina, la capitale dimenticata

di Alessandro Fumia, Magenes Edizioni

UN LIBRO CHE TUTTI I DUOSICILIANI DOVREBBERO LEGGERE.

IN PARTICOLARE I SICILIANI.

In questo corposo volume di 339 pagine Alessandro Fumia rende partecipe il lettore di “cosa divenne” Messina subito dopo l’investitura di Carlo III della corona di “Utriusque Siciliae”. Ci ricorda che questa gloriosa città fu un tempo crogiuolo di iniziative industriali, economiche, finanziarie, commerciali, culturali e scientifiche di primissimo piano, tanto che tutte le maggiori potenze europee vollero colà i propri Consolati. Un fermento di iniziative e di progetti che la portarono presto ad essere fra le più importanti città del Regno seconda, forse, solo a Napoli. Una città che, da sola, forniva allo Stato una rendita fiscale superiore a quello di tutta la restante Sicilia nel suo insieme. Una città più volte capitale dell’Isola e che in più occasioni fu aspra rivale di Palermo. Una rivalità che sfocerà infine nella strenua e tenace difesa dei diritti del legittimo Governo contro la ribellione della capitale dell’isola, fomentata ad arte da liberali, massoni e profittatori guidati dalla nobiltà capitolina che vedeva ogni giorno diminuire i suoi illegittimi profitti a causa dei continui interventi dei Borbone in favore del popolo Siciliano. Ci guida infine nella disamina, quasi ora per ora, di ciò che esattamente avvenne nel corso della rivolta del ’48; chi ne furono i veri artefici, quali ne furono le vere cause, come e dove si svolsero esattamente i combattimenti ma, soprattutto, come ad essere i veri artefici del cosiddetto bombardamento di Messina, non furono le milizie Duo Siciliane, bensì gli “indipendentisti Siciliani”. E lo fa non attraverso sottili disquisizioni di ordine filologico o ideologico, bensì attraverso la pubblicazione di documenti, spesso inediti, quasi sempre di sponda “indipendentista”. E’ così smentita inequivocabilmente e ancora una volta la vigliacca invenzione per la quale, secondo alcuni sprovveduti, ma anche secondo quanto ancora si legge in certi libri scolastici, che sarebbe stato il “Re Bomba” (nomignolo vilmente affibbiato successivamente a Ferdinando II), ad operare quel bombardamento. Per la verità già altre fonti avevano avanzato questa versione, ma il merito del Fumia sta nel fatto di avere dimostrato che quanto raccontato nel testo non è, appunto, una “versione”, ma quanto realmente avvenne sulla base di prove documentali inappellabili.

Un testo quello del Fumia che contribuisce in modo determinante al disvelarsi di verità volutamente e vigliaccamente occultate, travisate e manipolate che però, ormai, risplendono in tutto il loro abbagliante fulgore.

G.M.

 

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– …e nel mese di maggio 1860 la Siclia diventò "Colonia"

di Pippo (Giuseppe) Scianò

Pitti Edizioni, pag. 415

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Così si esprime Pippo (Giuseppe) Scianò a pagina 376 della sua ciclopica opera presentata oggi (7.4.’18) a Palermo intitolata “…e nel mese di maggio 1860 la Sicilia diventò <<Colonia>> – ciclopica non tanto per il numero delle pagine, che comunque sono ben 415, quanto per contenuti densi di documenti, testimonianze e circostanze, spesso inedite, e relativi “solamente” al periodo maggio/ottobre 1860 – riferendosi alle opere di Gustavo Rinaldi, storico e studioso, ed in particolare a quella intitolata “Il Regno delle Due Sicilie. Tutta la verità”:

          “A questo punto del nostro lavoro, sentiamo quindi il dovere di esprimere la nostra sincera gratitudine per l’opera meritoria che – non senza sacrifici – sta portando avanti  con successo e che contribuisce  in modo determinante a riaffermare il diritto dei Popoli dell’ex Regno delle Due Sicilie alla rispettiva memoria storica, all’identità nazionale, che dal 1860 sono state calpestate, prima dall’occupazione militare di stampo imperialista voluta dalla gran Bretagna e successivamente dai partiti unitari dominanti e dagli ascari locali e dai regimi e dalle istituzioni da questi dipendenti.

          Tutto e tutti al servizio dell’imperialismo interno delle regioni del nord e del loro Stato. E il diritto alla propria memoria storica – tanto per parlare di uno solo dei diritti negati – è, per ogni Popolo, la condizione essenziale per acquisire la consapevolezza di sé.

          Anche per uscire da quella alienazione culturale in forza della quale i popoli oppressi si identificano con i loro oppressori. E tanto più avviene questa identificazione quanto più gli oppressori sono stati spietati, assassini, feroci e canaglie.

          Come è accaduto, appunto dal 1860 in poi in Sicilia, in Calabria, in Basilicata, in Puglia, in Abruzzo, nel Molise, in Campania ed, in una parola, in tutto quanto il territorio del soppresso Regno delle Due Sicilie.

Qui il VIDEO della presentazione

https://www.youtube.com/watch?v=Mq-kCl_xgMs&feature=youtu.be

 

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– Rinascita di una Nazione

di Giovanni Maduli

Presentazione di Vincenzo Gulì

Introduzione di Ignazio Coppola

Pitti Edizioni

 

 

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NOVITA' EDITORIALI                                                          

 

Da Contrtocorrente Edizioni riceviamo e volentieri pubblichiamo:

Napoli Spagnola 6

di Francisco Elías de Tejada

Con scritti di Miguel Ayuso, Maurizio Di Giovine

Gianandrea de Antonellis e Giovanni Turco
 

 

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– VIAGGIO TRA LE MERAVIGLIE DELLE DUE SICILIE 1735-1860

di Salvatore Carreca

viaggio

Una cronaca anno per anno, da Carlo di Borbone a Francesco II, dal 1735 al 1860, un elenco cronologico e dettagliato  degli atti di governo di cinque Re borbonici, desunto da fonti ufficiali, da bibliografia e da documenti raccolti dall’autore, ricostruisce lo sviluppo, sul continente ed in Sicilia, del più importante Stato italiano durato 126 anni, fino al momento in cui la sua storia fu spezzata dall’invasione piemontese che aprì l’epoca dello sottosviluppo e della subalternità del Sud.

Corredano il libro numerose immagini d’epoca, foto, disegni, tratti da collezioni private e dal “Poliorama Pittoresco”, il prestigioso periodico edito a Napoli in quegli anni.

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http://www.editorialeilgiglio.it/viaggio-tra-le-meraviglie-delle-due-sicilie-1735-1860/

 

 

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– Fiorire nel vento

di Antonio Lombardi

Dal profilo Fb. di A.L.

"Fiorire nel vento" propone l’educazione alla identità come pratica liberatrice in grado di affrontare il trauma identitario, prospettando interrogativi ed obiettivi per costruire piani educativi strutturati, ma molto utili anche nelle relazioni quotidiane: per andare verso una comunità consapevole della propria storia e del proprio valore, pronta a lottare per la dignità e l’equità, rifiutando di collaborare con la pesante emarginazione che la opprime a partire dalla conquista del 1860.

Fonte:

https://www.facebook.com/antonio.lombardi.92372446/posts/675945819501854

 

 

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NOTIZIE DAL MONDO – ECONOMIA, POLITICA              

 

– Svenduti alla finanza, con il MES – 8.11.2019

di byoblu, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?time_continue=8&v=nWcst7VujUA&feature=emb_logo

 

 

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– Abbiamo messo il Paese nelle mani delle banche speculative private

▶ Valerio Malvezzi

di Radio Radio Tv, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=R4_MROSJ-eY

 

 

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– L’Ungheria chiede di uscire dall’euro

di InformalTv, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=7d-ht2owPOM

 

 

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– Goodbye Grecia (La Grecia non esiste più…)

di PANAGIOTIS GRIGORIOU, da come donchisciotte.org

Il vero inverno europeo sta arrivando presto, ma è già tempo di gangster. Gangster di ogni tipo, trafficanti, furfanti, e altri passanti attraverso il sistema finanziario paramilitare, e altri contrabbandieri, ONU e ONG coinvolte nell’invasione migratoria in corso così ben organizzata, le stesse persone che incarnano la componente consustanziale ultima dello stesso sistema paramilitare. Tutto questo, in una guerra ibrida e altrimenti totale, compresa la cosiddetta “climatologia ultima”.

(…..) Tranne per il fatto che è necessario agire rapidamente perché gli europei che non sono [europei] [sono] ancora sufficientemente abbondanti tra gli europei. La nostra isterica durata storica galoppa così bruscamente, che abbiamo appena il tempo di soffermarci su fatti autenticamente reali e necessariamente piccoli. Eppure alcuni di noi a volte se ne accorgono, contro ogni previsione e contro ogni pronostico.

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https://comedonchisciotte.org/goodbye-grecia/

 

 

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– Golpe in Bolivia

di Gennaro Carotenuto, da comedonchisciotte.org

Il GOLPE è consumato. Evo Morales rinuncia alla presidenza in Bolivia per evitare una guerra civile voluta dai bianchi e dai ricchi e da quei poteri internazionali che male hanno digerito che la Bolivia, per la prima volta nella sua storia sia stata in grado di prendere in mano il proprio destino.
Ancora una volta nella Storia “coloro che hanno la forza ma non la ragione”, impongono la loro volontà. Evo deve piegarsi ai diktat dei militari golpisti d’accordo con la OEA. Ma neanche questa ha mai messo in dubbio che Evo abbia stravinto le elezioni per la quarta volta consecutiva.

A questo punto è chiaro che il conteggio dei voti, se Evo avesse vinto di poche migliaia di voti del margine per da evitare il ballottaggio contro Mesa o meno, sia sempre stato un mero PRETESTO. Evo non si dimette per i presunti brogli, Evo si dimette per un colpo di stato che doveva comunque arrivare e per il quale si attendeva solo una scusa, come in Cile dal 29 giugno all’11 settembre 1973.

La colpa di Evo? La colpa di Evo è quella di avere reso la Bolivia un paese produttivo, un paese in crescita economica, con una moneta stabile, di aver ridotto indigenza e povertà e fatto entrare milioni di boliviane e boliviani nelle classi medie. Ciò secondo qualunque fonte. La colpa di Evo è stata avere bene utilizzato i soldi della nazionalizzazione degli idrocarburi. Nel 2019, secondo l’FMI, la Bolivia crescerà del 4%. Secondo la Banca Mondiale, dal 2006 a oggi il PIL del paese è passato da 11 a 38 miliardi di dollari e la povertà è passata dal 60 al 36%. Di cosa si accusa Evo Morales?

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https://comedonchisciotte.org/golpe-in-bolivia/

 

 

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DA NON PERDERE

– "L'UNIONE EUROPEA È UN IMBROGLIO: LO DICE ANCHE UNO DEI SUOI PADRI FONDATORI" ► Francesco Amodeo

di radioradio tv, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=cxyXSqZtirA&feature=push-fr&attr_tag=PW8lu5-jzZ3836mO%3A6

 

 

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CULTURA – COSTUME – SOCIETA'                                  

 

– Perché una Commissione per la prevenzione dell'odio "in generale" è un mostro giuridico

di Antonio di Diena, da lantidiplomatico.it

Un comitato di controllo che si “impegna a livello nazionale contro l’odio in TUTTE le sue forme e in particolare contro l’hate speech”. Definizione di cui, lo stesso testo approvato dal Senato, dice esplicitamente “non esistere ancora una definizione normativa” di essere quindi di “difficile definizione” e pertanto [..] “suscettibile di applicazioni arbitrarie”.

 Ma nonostante i rischi connessi all’adozione di un provvedimento così generico, e quindi potenzialmente liberticida, si è voluto proseguire dritti, perché è ritenuto “fondamentale prevedere una norma che vieta OGNI forma di odio”.

Creando pertanto i presupposti (evidentemente con scientifica cognizione di causa) per la formazione di uno specifico reato aberrante: l’odio “generico”.

Attraverso il quale sarà possibile perseguire penalmente qualunque manifestazione di dissenso nei confronti del potere costituito.

Una mostruosità giuridica, mascherata dagli alti valori democratici, degna dei peggiori regimi dispotici.

Un attacco frontale a chiunque dissenta, sopratutto in un momento storico in cui si sta disvelando con tutta la sua potenza il conflitto di natura politico-economica fra governanti e governati.

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https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-perch_una_commissione_per_la_prevenzione_dellodio_in_generale__un_mostro_giuridico_degna_dei_regimi_dispotici/29278_31451/?fbclid=IwAR2AzmkKNThVnFbVSLcgD5We9MKNfxJ59ElgRYTpNKQwxQyBI4CSDH9N5vg

 

 

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– Cristo per caso

di Alceste, da alcesteilblog.blogspot.com

Ho sempre avuto in sospetto gli atei dichiarati e compiaciuti, io ateo.

Mi dan fastidio i tifosi; chi comprende la vastità del Tutto mai parteggia per qualcosa: comprende, invece.

O per meglio dire: ricomprende.

Fra i pochissimi autori che fan toccare vivamente tale sentimento vi sono Leon Bloy e Jorge Luis Borges. Il secondo sulle orme del primo.

Leon Bloy fu un reazionario, un cattolico, devoto alla Madonna de La Salette (La Salette-Fallavaux). Straniero in patria, straniero fra gli stessi cristiani.

La sua visione, apparentemente semplice, ha risvolti di terribile grandiosità. Anche qui, come per l’idealismo, valgono le famose parole: facile è afferrarne le premesse, vertiginoso e quasi impossibile calcolarne gli esiti e viverli, come fossero per noi operanti, ogni giorno.

In Bloy ho ritrovato il mistero della divinità, intatto.

 La metafisica del Francese, come detto, è facile: qualsiasi atto o gesto o mozione dell’animo; gli animali, le pietre, le sfumature delle pietre (i milioni di sfumature di ogni singola pietra), le opere diuturne dell’uomo, le stelle, gli allineamenti d’esse; i sentimenti provati da ogni uomo vissuto sulla Terra, ogni minuzia, lo sventolare d’una tenda in Galilea duemila anni fa, l’oggetto della curiosità d’un corvo, su una quercia perduta nelle campagne umbre in un qualsiasi giorno del Medioevo italiano, soleggiato o plumbeo che fosse – tutto questo è inscritto, quale minuzia, nella Totalità.

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http://alcesteilblog.blogspot.com/2019/11/cristo-per-caso.html#more

 

 

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– Stivaletti da uomo con il tacco: ecco la moda lanciata da Marc Jacobs

da news.fidelityhouse.eu

Più passa il tempo, più alcune certezze crollano. Parliamo delle scarpe con i tacchi. A volte vengono usate perfino come simbolo che indica la femminilità, ad esempio nei bagni che non vogliono usare la banalissima figura della sagoma femminile con la gonna. Un’esclusiva femminile? Non più. Marc Jacobs ha deciso che dal 2019 anche gli uomini potranno indossarli.

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https://news.fidelityhouse.eu/notizie-curiose/stivaletti-da-uomo-con-il-tacco-ecco-la-moda-lanciata-da-marc-jacobs-441326.html?utm_source=facebook_fb01a&utm_medium=facebook_fb01a_122&utm_campaign=fb01a_441326_122&fbclid=IwAR0PWxm5h910yHY8Xl2yBSnIN9GUTWTlUSMeKSshRF2l4wQ_nabZR3spYlA

 

 

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– Filippo Rossi de Bergerac

di Carlo Bertani, da comedonchisciotte.org

 

Strano a dirsi, ma ogni tanto spunta qualcosa di nuovo: un tenero porcino, una vellutata farfalla, un bocciolo di pesco…e un uomo che pensa, riflette e giunge a scrivere un libro per rifondare la Destra italiana. Per carità: niente di male, hanno pubblicato libri sulle barzellette dei Carabinieri o su quelle di Totti e c’è posto per tutti. C’è posto persino per la velleità di Filippo Rossi, che porta un nome prosaico ma anonimo, e ben si presta per presentare la rébellion d’un garçon plein d’air et de nullité, che al giorno d’oggi vorrebbe entrare nella parte del grande Savinien Cyrano de Bergerac (1619-1655) e calcar le scene (televisive?) dopo esser stato ristrutturato per il teatro e reso celebre da Edmond Rostand (1868-1918). Meraviglie della modernità.

Obiettivamente, sono stato troppo duro con Filippo Rossi ed il suo Dalla parte di Jekill, perché l’intento è buono…almeno…passabile, ossia raccontare (per sommi capi) che cosa è stata la Destra italiana da Cavour a Salvini, da come sono avvenuti trecentoquarantatré contrappassi, ventotto tradimenti, otto ristrutturazioni e, infine, la creazione di una coalizione che potrebbe anche vincere delle elezioni. Quando saranno.

Rossi (non Paolo) ha tirato sì in porta, ma diciamo che ne è nato solo un modesto calcio d’angolo dopo una sterile deviazione in corner. Perché?

Perché Filippo (non di Edimburgo) ha regalmente declamato la parola chiave, sulla quale ha intessuto capitoli di storie sulle disgraziate vicende della perduta nelle nebbie Grande Destra Italiana: Patria.

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https://comedonchisciotte.org/filippo-rossi-de-bergerac/

 

 

 

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– Il fumo di Satana era già entrato. Ora va in processione

di Riccardo Barile, da lanuovabq.it

Ho preso contatto con la documentazione fotografica del rito “panamazzonico” del 4 ottobre nei giardini vaticani, presenti, oltre gli autoctoni, anche dei vescovi con il Romano Pontefice. A prima vista lo sconcerto, il disgusto, l’orrore, il dolore sono stati grandi. Soprattutto una infinita tristezza mi è salita dal cuore guardando gli oggetti posti sul lenzuolo, che di cristiano non avevano nulla, almeno a percezione immediata, in particolare la statuetta in legno della donna incinta e nuda, sulla quale si potrebbe sentenziare: se qualcuno ha il gusto di questi simboli, «noi non abbiamo questa consuetudine e neanche le Chiese di Dio» (1Cor 11,16) (la statuetta è stata usata per l’apertura del sinodo). Taccio sulle persone inginocchiate o quasi di fronte alla terra e sul silenzio dei liturgisti che in altri casi ridimensionano l’inginocchiarsi. Ciononostante, prima di esaltarsi o sdegnarsi, è necessario individuare qualche criterio per valutare l’avvenimento e solo dopo tirare le conclusioni.

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https://lanuovabq.it/it/il-fumo-di-satana-era-gia-entrato-ora-va-in-processione

 

 

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– Francia: una legge bioetica che cancella i padri, migliaia in piazza per dire no

da aleteia.org

Non c’è dubbio alcuno sullo scopo della nuova legge bieotica che è in discussione in Francia fino al 9 ottobre. All’indomani del primo voto favorevole l’Assemblea Nazionale francese, incassato il 27 settembre, il deputato macroniano Jean-Louis Touraine ha dichiarato: “Sì, è la fine del patriarcato, le donne daranno alla luce bambini senza l’autorizzazione degli uomini” e ha aggiunto che si tratta anche del “superamento dei limiti biologici della procreazione”.

Visto che così l’intento suona, oltre che smaccatamente chiaro, anche un pochino aggressivo e limitrofo agli intenti di un certo dottor Frankenstein, sui giornali di casa nostra e d’Oltralpe si trova il titolo molto più accomodante “PMA per tutti”. Cioè: fecondazione assistita per tutti. Col tocco magico del “per tutti” si sottintende che sia una cosa buona.

Era una promessa elettorale di Emmanuel Macron e la propaganda mediatica è pronta a giurare che la Francia intera attende con ansia le novità di questa legge sulla bioetica. In migliaia sono scesi , invece, in piazza domenica scorsa proprio perché c’è il sospetto che i politici non abbiano «tenuto conto del parere reale dei francesi, tanto che uno degli slogan dei manifestanti è stato: “Avis des Français piétiné, démocratie en danger” [Calpestata l’opinione dei  Francesi, democrazia in pericolo]» (da Vatican News).

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https://it.aleteia.org/2019/10/08/francia-legge-bioetica-pma-manifestazione-no-cancellazione-padre/?fbclid=IwAR1e8Di-2u1t8xVoosaxiKv4xX2dxDNVZB-4XxyeLe1gujrJeQzcWTqORzM

 

 

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– Marxismo e Cristianesimo

di Daniele Perra, da lintellettualedissidente.it

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https://www.lintellettualedissidente.it/filosofia/marxismo-e-cristianesimo-alasdair-macintyre/

 

 

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Un interessantissimo intervento del Prof. Paolo Mariani:

– MASSONERIA E LETTERATURA ITALIANA

 

Inizio con una domanda che faccio a noi tutti. Come mai questo nostro interesse così

appassionato per la Massoneria?

Per parte mia, rispondo che ogni ricerca culturale nasce da un vissuto esistenziale e da una passione morale. Penso allora che il percorso di parecchi di voi sia stato un po’ come il mio. Io ho incominciato a interessarmi alla Massoneria, quando sono arrivato ad una prima presa di coscienza: cioè quando ho capito che la storia dell’umanità si svolge lungo due tradizioni culturali e queste sono tra loro inconciliabili. Una è teista, l’altra è ateista, immanentista. Il mondo o è stato creato da Dio o si è creato da sé. Quindi le uniche due spiegazioni possibili del mondo sono: o creazione o autogenesi. Non si scappa. Allora: la prima concezione è quella che anima la tradizione biblica e cristiana, la seconda è quella parallela che è costituita dalle gnosi. La gnosi è appunto la dottrina che sta alla base della dogmatica della Massoneria.

Che cos’è la gnosi?

Procedo col metodo elaborato da Giambattista Vico (1668-1744), che è il metodo scientifico per eccellenza: fusione di filologia e filosofia, filologia come scienza del certo e filosofia come scienza del vero. Benedetto Croce (1866-1962) ha osservato che questo metodo conoscitivo è quello che esprime al meglio e in maniera insuperabile il modo di procedere dell’intelligenza umana. Dunque direi di lavorare così: dobbiamo esaminare la filologia che abbiamo a disposizione, cioè testi e autori, ma per interpretarli dobbiamo conoscere la filosofia che li ispira, cioè i principi dottrinali della Massoneria.

Allora: ci stavamo chiedendo: che cos’è la gnosi? Riassumo tutto in due concetti, assistito dagli studi di Ennio Innocenti, che è uno dei maggiori teologi e studiosi cattolici su questo argomento.

Una volta che si sono conosciuti questi concetti non li si possono più dimenticare. Dovrebbero costituire il punto di partenza di ogni lavoro di contro-informazione e di re-informazione sulla realtà odierna. Questi concetti consentono di avere in mano la chiave per capire tutta la letteratura, la cultura, la filosofia, la politica che si ricollegano alla Massoneria, tutti i libri sulla Massoneria, e oltre a questo, tutta la cultura moderna, che pur nella grande varietà delle espressioni però ha sempre un minimo comun denominatore gnostico: cioè il rifiuto della Trascendenza, l’immanentismo, l’ateismo.

La gnosi, sto dicendo, è costituita da due principi: il principio dell’indeterminato e il principio del doppio contrario o, che è lo stesso, della dialettica.

Il principio dell’Indeterminato: se il mondo non è stato creato da Dio, vuol dire che si è

generato da sé, e che deriva non da una Intelligenza ordinatrice, ma da un caos originario, una realtà indistinta originaria, che poi si è manifestata nel mondo che abbiamo sotto gli occhi. È il caos originario che Valentino (II sec. d.aC.), il più grande gnostico antico, chiama Bythos e Sighé,

Abisso e Silenzio.

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https://drive.google.com/file/d/1Lf7D6Zcv1Sr5N-J1olYhUQRCEHCoH5tY/view?fbclid=IwAR1qBphYea1e20kmmvxemyuxJvy8Wvm8rqtgh6fYmPRKOSgKbWrZUGcVQf0

 

 

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– Demolire il livello intellettuale delle masse. Ecco il piano dei Padroni Universali

di PandoraTv, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=LN3UlzmdmfI

 

 

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 MEDICINA                                                                        

GLI ARTICOLI DI SEGUITO RIPORTATI NON RAPPRESENTANO IN ALCUN MODO SUGGERIMENTI O INDICAZIONI TERAPEUTICHE IN QUANTO GLI AMMINISTRATORI DI QUESTO SITO NON SONO MEDICI; ESSI RAPPRESENTANO SOLAMENTE UN PANORAMA DI OPINIONI REPERITE SUL WEB. SI INVITA PERTANTO AD AVVALERI COMUNQUE DEL PROPRIO MEDICO CURANTE.

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– Analisi vaccinali: qualcosa si muove…

di Marcello Pamio, da disinformazione.it

Complimenti ai parlamentari Andrea Cecconi e Sara Cunial (fuoriusciti per fortuna loro e nostra dal Movimento 5 stelle), per aver in Commissione Affari Sociali presentato un’interrogazione sulle iniziative volte a ridurre il rischio di reazione avversa causata dalla somministrazione di vaccini.

Il tema del contendere sono gli esami laboratoristici effettuati dall’associazione Corvelva.

Risponde il viceministro Pierpaolo Sileri del Movimento 5 stelle!

Fin da subito il medico mette le mani avanti dicendo che secondo “il Rapporto Vaccini 2019 recentemente pubblicato sul sito dell’Agenzia e tutti i rapporti precedenti non è stata confermata la presenza di rischi aggiuntivi a quelli già noti”.

Quindi state tranquille mamme, non c’è alcun rischio per i vaccini, ed entra nel dettaglio spiegando quello che avviene dopo che i laboratori delle industrie brevettano un prodotto chimico (farmaco e/o vaccino che sia).

Innanzitutto «i controlli di qualità vengono effettuati dalla ditta durante tutto il ciclo produttivo di ogni lotto di vaccino, prima della distribuzione sul mercato. I metodi utilizzati per i controlli effettuati sui vaccini dalle aziende produttrici e le relative specifiche sono approvati dalle autorità competenti al termine della fase di valutazione del prodotto».

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https://disinformazione.it/2019/10/04/analisi-vaccinali-qualcosa-si-muove/

 

 

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– LA FALSIFICAZIONE DEI DATI NEI DECESSI DA VACCINI – Jacob Puliyel

di byoblu, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=YDvKZIQmD_0&fbclid=IwAR0USctK19xU130GkwVzTyM2YSWYAxgSt2mQY9sGI0Abi9-J40MJFcJLyKA

 

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– La "morte cerebrale" è una finzione – Parte 1 – Gennaio 2019

di antipredazione, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=8wvZNWG-c3Q&fbclid=IwAR3APu-DhN4Lvntbwdr6E3JZF1Wt0QLfZVi3vDCcdX6GnUdboum0Su_jx9o

 

 

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– Google oscura i siti della medicina alternativa per proteggere la gente dai consigli medici ‘pericolosi’

di Barry Brownstein, da fee.org e da comedonchisciotte.org

 

Nel classico romanzo di Ray Bradbury Fahrenheit 451, i pompieri non spengono gli incendi, li appiccano per bruciare i libri.

I totalitari sostengono di avere nobili intenzioni nel bruciare i libri. Vogliono risparmiare ai cittadini l’infelicità causata dal dover sceglere fra teorie contrastanti.

La censura è controllo

Nella distopia di Bradbury, il vero obiettivo della censura è quello di tenere sotto controllo la popolazione. Il capitano Beatty spiega al protagonista, il vigile del fuoco Montag: “Non puoi costruire una casa senza chiodi e legno. Se non vuoi che una casa venga costruita, nascondi chiodi e legno.” La “casa” a cui Beatty fa riferimento sono le opinioni che contrastano con quella “ufficiale.”

Se non vuoi un uomo politicamente infelice, non fargli una domanda che abbia due risposte possibili, una è più che sufficiente. Meglio ancora, non fargliela affatto. Lascia che dimentichi che esiste una cosa come la guerra. Se il governo è inefficiente, oneroso e impone tasse assurde, è meglio che le cose stiano così, piuttosto che la gente si preoccupi.

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https://comedonchisciotte.org/google-oscura-i-siti-della-medicina-alternativa-per-proteggere-la-gente-da-consigli-medici-pericolosi/

 

 

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SCIENZA E TECNICA

 

DA NON PERDERE:

– Transumanesimo: il disboscamento degli umani – Enrica Perucchietti

di byoblu, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=0nBygBTAZiE&feature=emb_logo

 

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– La petizione dei 500

di Enzo pennetta, da enzopennetta.it

L’idea di rispondere con un appello di persone di scienza al tentativo di screditare come antiscientifiche le posizioni di chi non giunge alle stesse allarmanti conclusioni dell’IPCC in materia di allarme climatico era stata lanciata lo scorso mese di giugno (ne ho parlato in “Petizione sul riscaldamento globale antropico“).

Volutamente ignorata dalla stampa e dai grandi media era stata invece contrastata con una contro petizione alla quale, al contrario, veniva data grande visibilità.

L’idea ha poi varcato i confini nazionali trovando grande attenzione all’estero e giungendo infine ad essere fatta propria e rilanciata da altri 400 studiosi di tutto il mondo divenendo una nuova petizione da 500 firme che verrà presentata il 18 ottobre ad Oslo e a Roma.

Qui il link alla petizione.

L’evento di Roma si terrà al Senato, dopo la soppressione ingiustificata di un’analoga iniziativa il 13 novembre dello scorso anno si spera che questa volta non ci sia nessuna censura.

Continua su:

https://www.enzopennetta.it/2019/10/la-petizione-dei-500/

 

 

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– Lettera aperta ad ogni sindaco d’Italia sul 5G

da disinformazione.it

Gentile Sindaco,

si ritiene di fondamentale importanza da parte Sua leggere con molta attenzione la seguente ORDINANZA (n.7 del 20 settembre 2019) firmata da un Suo collega del Comune di Camponogara in provincia di Venezia, sul divieto di installazione e diffusione di nuovi impianti di telefonia mobile con tecnologia 5G.

Non si tratta, come qualcuno pensa, di voler bloccare l’innovazione delle telecomunicazioni: nessuno vuole tornare al Medioevo, ma non si può nemmeno accettare ad occhi chiusi una tecnologia che, per interessi industriali, metta a repentaglio la salute pubblica, come in questo caso.

Stiamo parlando infatti di una tecnologia sconosciuta e soprattutto MAI testata sulla popolazione!

Conviene fare molta attenzione, anche perché «spetta al Sindaco la responsabilità penale, civile, amministrativa, di accertarsi nelle competenti sedi, per le conseguenze di ordine sanitario che dovessero manifestarsi a breve, medio e lungo termine nella popolazione residente nel territorio comunale».

Continua su:

https://disinformazione.it/2019/10/15/lettera-aperta-ad-ogni-sindaco-ditalia-sul-5g/

 

 

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– Altro che complotti! Capito a cosa serve l'eliminazione del contante?

da terrarealtime.blogspot.com

ANCHE VIDEO

https://terrarealtime.blogspot.com/2019/10/altro-che-complotti-capito-cosa-serve.html

 

 

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FUORI TESTO

 

Le lacrime che dai nostri occhi vedrete sgorgare

non crediatele mai segni di disperazione

promessa sono solamente

promessa di lotta.

Alexandros Panagulis
 

 

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– Fioravanti: il Regno dei Borbone, scuola di eccellenza

di CentroStudi Civitanovesi, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=lOZ_Bog8qpY

 

 

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CNT – Message à toute l'humanité

di Demo Sophie, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=j1GCeJe7T74&feature=share

 

 

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Cos'è lo Spread – Nando Ioppolo

di Il Manto, da youtube.com

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https://www.youtube.com/watch?v=hyZgv4BlgCI

 

 

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– "Inganno Globale", di Massimo Mazzucco

di Il Portico Dipinto, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=jNiZD1FQevk&t=662s

 

 

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– Cancro le Cure Proibite di Massimo Mazzucco

di Carlo Anibaldi, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=qPZPGeLag9c

 

 

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– Ex Magistrato Paolo Ferraro Decide Di Parlare!

di InfoClub, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=QGHNSkmbH0E&t=11s

 

 

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