La verità è per chiunque la voglia cercare…

Questo sito non è monarchico

———————————————————————————–

N.B.: Si partecipa ai Sig.ri fruitori di questo sito che alcuni articoli riportati sulla pagina iniziale possono rimanere in visione per molto tempo, mentre altri vengono aggiornati con maggiore frequenza e senza alcuna periodicità. Si invita pertanto a prendere sempre visione  dell’intera pagina.

– Alla sez. TESTI CONSIGLIATI (v. sul menù alla sinistra della presente pagina), grazie alla cortesia dell'Autore Tommaso Romano, è pubblicato integralmente  il testo Sicilia 1860 – 1870 – Una storia da riscrivere

– Alla stessa sezione di cui sopra, alla pag. 35, grazie alla cortesia dell’Autore Gian Pio Mattogno e dell’Editore Claudio Mutti (Edizioni all’insegna del Veltro),  sono pubblicate alcune parti (Introduzione, Cap. V^ e Cap. VI^) di un raro testo che molto bene delinea gli scenari sociali, politici ed economici dai quali scaturirono le “rivolte” pre-unitarie: La rivolta borghese in Italia – Dalla restaurazione ai moti del 1831.

———————————————————————————–

 

APPELLO

 

…alla luce di quanto sta avvenendo non è più pensabile continuare a dividersi in sicilianisti, napolitanisti, duosiciliani, borbonici, antiborbonici, meridionalisti, federalisti, autonomisti e via dicendo: ciò non farà altro che favorire il gioco di quelle oligarchie mondialiste che hanno causato ciò che stiamo subendo; la posta in gioco è troppo alta per non comprendere che solo una identità di intenti può porsi come elemento determinante per la riuscita di un qualunque progetto di riscatto. E’ indispensabile, anzi vitale, il superamento di quelle pur legittime diversità di vedute e propugnare, tutti insieme e nel rispetto delle specifiche idee, quanto meno un forte riavvicinamento delle varie componenti identitarie, nella convinzione e nella consapevolezza che se ciascuno farà un piccolo passo indietro, tutti insieme si farà un enorme passo avanti.

(Tratto da “Rinascita di una Nazione”, pag. 127)

———————————————————————————-

Si invitano i sig.ri lettori a dare attenta lettura dell’articolo seguente. Anche dalla sua lettura è possibile comprendere la deriva verso la quale, indipendentemente dai vari “credo” politici, siamo tutti volutamente trascinati.

– Perchè non si possa dire "Io non lo sapevo…" e la conseguente scelta indipendentista.

di Giovanni Maduli, 19.2.2016.

https://www.regnodelleduesicilie.eu/wordpress/page/2/

 

————————————————————————————

NOTIZIE DAL REGNO – STORIA                                        

 

– La vera storia dell’impresa dei Mille 37/ Napoli: Francesco II accerchiato e tradito dai suoi più ‘fedeli’ collaboratori

da inuovivespri.it

La Costituzione del 1848: un cadavere risuscitato… Istituzionalizzata la partecipazione della camorra al progetto Unità d’Italia.

Sospendiamo il racconto dei fatti siciliani, per comprendere cosa intanto stia succedendo a Napoli. Qui il Re Francesco II viene sempre più allontanato dal suo popolo ed isolato. Ed è circondato dai consiglieri più infedeli e dagli alti vertici militari e politici, corrotti a perfezione dagli agenti Inglesi e da quelli filo-Piemontesi, i quali anziché farlo reagire energicamente, gli hanno consigliato di dialogare con il Re Vittorio Emanuele per trovare assieme una soluzione onorevole.

In realtà vogliono fargli perdere tempo per farlo ritrovare, sempre di più, di fronte al fatto compiuto. Da qualche tempo gli hanno suggerito di dare al Regno delle Due Sicilie una Costituzione liberale come quella del Piemonte. Gli fanno capire che questo gesto gli restituirebbe la credibilità e l’affidabilità perdute nei confronti di tutte le potenze europee.

Continua su:

https://www.inuovivespri.it/2019/09/08/la-vera-storia-dellimpresa-dei-mille-37-napoli-francesco-ii-accerchiato-e-tradito-dai-suoi-piu-fedeli-collaboratori/

 

 

——————————

– La vera storia dell’impresa dei Mille 36/ La rivolta di Resuttano nascosta dagli storici. Il disprezzo di Caltanissetta per i garibaldini
di Pippo Scianò, da inuovivespri.it

1° luglio 1860. Ribellione antigaribaldina a Resuttano.

Torniamo a parlare dell’avanzata dei Garibaldini. Tutto procede bene. Ma ad un certo punto il paese di Resuttano si è ribellato alla colonna dei Garibaldini lì pervenuta. La notizia arriva come un fulmine a ciel sereno a Santa Caterina, dove è accampata la colonna del Colonnello ungherese Eber.

Scatta l’allarme rosso. Si organizza una spedizione punitiva comandata dal maggiore Angelo Bassini, il quale si mette in marcia immediatamente alla volta di Resuttano. La popolazione si mostra coraggiosa: affronta il battaglione del Bassini con le armi in pugno. Si combatte con energia dall’una e dall’altra parte. I Garibaldini hanno, a fatica, la meglio.

A questo punto il Bassini avrebbe ordinato la decimazione dei ribelli. Il condizionale è d’obbligo. Non abbiamo prove certe in proposito, ma solo indizi interessanti e seri.

Continua su:

https://www.inuovivespri.it/2019/09/01/la-vera-storia-dellimpresa-dei-mille-36-la-rivolta-di-resuttano-nascosta-dagli-storici-il-disprezzo-di-caltanissetta-per-i-garibaldini/?fbclid=IwAR1Swxgy3U_jmPvq2_wPruEtGWtXSo8ROtep3U1X5v4mM9l1L5G-u_EA8xo

 

 

———————-

– IL MITO DI GARIBALDI E IL RISORGIMENTO CHE NON ABBIAMO STUDIATO

di Alina Di Mattia, da ilfaro24.it

Nessuno metterebbe in discussione un dogma nazionale tanto radicato nella nostra Cultura se non ci fossero prove, ormai evidenti, di un altro Risorgimento occultato, fatto di dolore, di crudeltà, di ferocia, ma soprattutto di fango. L’altra faccia di un’epopea i cui protagonisti principali furono partigiani ante litteram, briganti e banditi, milioni di innocenti a cui furono strappate, nel giro di pochi mesi, identità e dignità.  Una storia rimossa dai libri, cancellata dalle coscienze, epurata dei ricordi per non scalfire l’immagine di chi credette, forse in buona fede, chissà, di combattere per unire un popolo, e che invece si ritrovò a salvaguardare gli interessi di una ristretta élite, causando un grave mutamento economico-culturale attraverso cui  furono gettate le basi per il totalitarismo che devastò l’Italia e l’Europa nel XX secolo.

Il Sud prima dell’Unità d’Italia

Era la primavera del 1860. Erano passati più di settecento anni dalla notte di Natale del 1130, da quando il normanno Ruggero II di Altavilla, dopo aver sconfitto gli arabi e con l’appoggio di papa Anacleto II, divenne re di Sicilia, Puglia e Calabria dando vita al terzo stato più grande d’Europa, unificato, nel 1815, da Ferdinando II di Borbone. Seicento Natali e più erano invece trascorsi dalla salita al trono di Federico II di Svevia.

Continua su:

https://ilfaro24.it/il-mito-di-garibaldi-e-il-risorgimento-che-non-abbiamo-mai-studiato/?fbclid=IwAR2RK4dyyCf6cdjOeoa5eRk8KYRPhwvbwjRBkLFYEiGKSz7KVHGX773rxbo

 

————————

– Giuseppe Libertini 1860 Uomo di fiducia di Mazzini e fondatore delle logge massoniche nel Salento a Lecce, Taranto e Brindisi

ricerche a cura del dott Giovanni Greco, da belsalento.altervista.org

Uomo di fiducia di Mazzini nacque a Lecce il 2 aprile 1823 fu patriota e fondatore delle logge massoniche nel Salento a Lecce, Taranto e Brindisi. Iscritto alla Giovane Italia, aveva come solido punto di riferimento Mazzini. Attivissimo cospiratore per la costruzione dell’unità d’Italia, in Puglia partecipò ai moti del 1848, cambiando più volte identità (Libetta, Pietro Lambrez, Enrico Barrè). Nel 1857 esiliò in Inghilterra per evitare il carcere.

Nel 1860, Garibaldi lo nominava reggente del Banco di Napoli ma egli rinunciò convinto che meglio: “Potrò propugnare la causa dell’Unità nazionale, rimanendo semplice privato, … in quanto che veggo al potere uomini i quali o hanno a viso aperto ostacolata la rivoluzione, ovvero l’hanno neutralizzata e minata in segreto, sentendo ancora la necessità di dover combattere tali uomini”.

Continua su:

http://belsalento.altervista.org/giuseppe-libertini-1860-uomo-di-fiducia-di-mazzini-e-fondatore-delle-logge-massoniche-nel-salento-a-lecce-taranto-e-brindisi/?fbclid=IwAR3PlnvFfOkuhNkaorIkZruz5J561X4jpJYQtV-fYQ4cJ6LPtaY_-QcgbyE

 

 

—————————

– La vera storia dell’impresa dei Mille 35

Con il denaro rubato ai siciliani Garibaldi paga i mercenari e acquista i traditori

di Pippo Scianò, da inuovivespri.it

Corruzione, mafia, uso dei mercenari…
Tutto va bene per fare vincere l’Eroe dei due Mondi

Al Duce dei Mille era consentito persino di offrire cinquanta ducati per ogni Soldato Duosiciliano che disertasse e poi passasse nell’Armata Anglo-piemontese-garibaldina.

Alla data del 23 giugno del 1860, com’è noto, Garibaldi ne aveva già fatte di cotte e di crude e, a sua volta, ne aveva viste di tutti i colori. Aveva elargito a piene mani denaro di arretrati ai Garibaldini propriamente detti ed ai picciotti di mafia, utilizzando le somme prelevate dal tesoretto del Palazzo delle Finanze di Palermo. Aveva promesso e forse dato terre (ex demaniali) senza concorso e a molti seguaci, tranne che ai veri contadini che ne avrebbero avuto diritto. Aveva decretato tutto ed il contrario di tutto. Aveva anche concesso pensioni (trasmissibili agli eredi) a tutti quelli che affermavano di avere combattuto per la causa italiana, ecc…

Si era reso conto ad ogni pie’ sospinto che tuttavia i Siciliani che avevano accettato di andare a militare nell’Armata filo-sabauda erano ben pochi. Anzi pochissimi. Occorreva, pertanto, la leva obbligatoria… alla turca. E la leva sarà adottata (senza successo, ma in modo traumatico).

Ed occorreranno anche moltissimi mercenari stranieri, meglio se Ungheresi, ovviamente!

Continua su:
https://www.inuovivespri.it/2019/08/27/la-vera-storia-dellimpresa-dei-mille-35-con-il-denaro-rubato-ai-siciliani-garibaldi-paga-i-mercenari-e-acquista-i-traditori/

 

 

——————————

– La vera storia dell’impresa dei Mille 34/ Cavour razzista: il primo a chiamare i meridionali “maccheroni-terroni”

di Pippo Scianò, da inuovivespri.it

La Francia mette in moto una infelice e tardiva iniziativa diplomatica

Ma chi comanda il gioco è sempre l’Inghilterra. Non c’è spazio per altri.

Cosa avviene in campo internazionale nel giugno del 1860?

Grandi e convulse trattative e riunioni che sostanzialmente non cambiano nulla, perché la Gran Bretagna tiene tutto sotto controllo. Al Gabinetto di Londra non si può certamente contrapporre con successo neppure l’Imperatore dei Francesi, Napoleone III. Quest’ultimo non si è ancora reso conto pienamente del fatto che il Regno Sabaudo si va allargando a dismisura sotto protezione inglese. L’Imperatore si affida comunque ad una sua iniziativa diplomatica, che ne dimostrerà soltanto l’impreparazione. E forse anche l’imperdonabile ingenuità.

Il Quai D’Orsay, quindi, attraverso i buoni uffici dell’ambasciatore inglese a Parigi, Lord Cowley, manderà a dire al Palmerston che sarebbe opportuna una iniziativa comune anglo-francese per bloccare l’espansionismo piemontese e l’aggressione in corso nei confronti del Regno delle Due Sicilie.

Il Governo Britannico, ovviamente, non si limita a considerare assurda la proposta. Ma si infastidisce e si insospettisce ancora di più. Non gradisce l’attenzione dimostrata da Napoleone III verso i fatti Duosiciliani. La considera un’interferenza inopportuna e pericolosa con fini espansionistici.
La parentela fra i Savoia ed i Bonaparte, la simpatia ed i legami culturali fra il Piemonte e la Francia, il fondamentale intervento francese nella seconda guerra d’indipendenza italiana dell’anno precedente, la irrequietezza delle mosche cocchiere Piemontesi (fedeli ed obbedienti, senza dubbio, al progetto inglese, ma non prive di passioni personali, di rivalità interne, di voglia di protagonismo) e la paura che emergano nuovi fatti, prevedibili o imprevedibili, rendono più diffidente e più ostile la politica di Lord Palmerston nei confronti, appunto, della Francia.

Continua su:

https://www.inuovivespri.it/2019/08/21/la-vera-storia-dellimpresa-dei-mille-34-cavour-razzista-il-primo-a-chiamare-i-meridionali-maccheroni-terroni/?fbclid=IwAR2e5Pv_I4ZdGnYr0hS7BILo3rwRzEGtf5qeFcP98D_CQifkOiPGrpeR-Bo

 

 

————————–

PER NON DIMENTICARE…

(immagine tratta da madreluna.altervista.com)

 

Dall’Istituto di ricerche storiche Due Sicilie riceviamo e volentieri pubblichiamo:

– 1 settembre 1999-2019 In ricordo di Michele Topa (Stralcio)

di Erminio De Biase

76-michele-topa

Pochi ignorano ancora che Michele Topa, insieme con Carlo Alianello, è un pilastro portante della rivisitazione storica di quello che fu il Regno delle Due Sicilie. I suoi libri, infatti, Così finirono i Borbone di Napoli e I Briganti di sua Maestà, insieme con i saggi ed i romanzi dello scrittore lucano, cominciarono a squarciare quella spessa cortina di menzogne che alimenta il mito del Risorgimento. Fu grazie alla lettura del suo libro, infatti, nel lontano 1968, che abbracciai convinto e senza ulteriori dubbi la causa duo-siciliana, a dispetto della storiografia ufficiale che, fino a quel momento e soprattutto attraverso la scuola, aveva fatto di me un ennesimo ignorante “storico”. Nel loro differente modo di scrivere, inoltre, Carlo Alianello e Michele Topa si integrano non sovrapponendosi perché, pur raccontando le stesse verità, lo fanno in maniera differente: l’uno con lo stile avvincente del romanziere, l’altro con il classico taglio del giornalista: concreto e deciso che va subito al cuore delle cose.

Addio Michè

Ô munno ‘a verità Te ne si’ ghiuto,

ma ll’ata verità ca tu screviste:

‘e nu Paese ch’era bello e gruosso,

‘a Terra d’’e Burbune e d’’e Brigante

e che, pe ‘nfamità, fuje scamazzato,

chella no, chella, pe Ddio, cà resta!

Comm’ a ‘na bannera ‘nfaccia ô viento,

sporca e stracciata, ma c’ ‘o core a ‘into;

‘o stessu core ‘e nu napulitano,

ca ogge, salutanneTe ‘a luntano,

vo’ chiagnere e cantà ‘nzieme a ‘sti vierze.

Erminio de Biase

 

 

—————————-

– 2 settembre 1862 – Eccidio di Fantina (Me)

di Ignazio Coppola, da inuovivespri.it

sito-1

Fantina è un paesino del Messinese. Qui il 2 Settembre del 1862, le truppe piemontesi, al comando del maggiore Giuseppe De Villalta, si resero protagoniste di un eccidio di un gruppo di garibaldini in ritirata, dopo che il loro capo – Garibaldi – era stato bloccato sull’Aspromonte dal ‘presunto’ re galantuomo. Vi raccontiamo un atto di rara vigliaccheria che la dice tutta sullo schifo delle truppe sabaude, i cui metodi non erano molto diversi da quelli che, anni dopo, la Germania di Hitler utilizzerà per fare fuori gli ebrei   

Fra le tante verità negate dalla storiografia ufficiale del risorgimento in Sicilia, ossia gli eccidi, nell’Agosto del 1860, di Bronte, di Biancavilla e dei paesi del circondario etneo ad opera del generale garibaldino Nino Bixio – ed ancora la rivoluzione repressa nel sangue di Alcara Li Fusi, nel Maggio dello stesso anno, ad opera di un’altro generale garibaldino, Giovanni Interdonato, di cui troviamo traccia nel libro di Vincenzo Consolo Il sorriso dell’ignoto marinaio – e le successive rivolte anch’esse annegate nel sangue dal generale Pietro Quintino, a Castellammare del Golfo, il 3 gennaio del 1862 (che potete leggere qui) e poi ancora quella di Palermo del settembre del 1866 detta ‘La rivolta del sette e mezzo’ (durò infatti 7 giorni e mezzo) in cui, in una Sicilia tenuta, di volta in volta, in perenne stato d’assedio sino alla rivolta dei Fasci siciliani, furono massacrati migliaia e migliaia di palermitani dalle truppe piemontesi del generale Raffaele Cadorna, ve n’è una passata anch’essa nel dimenticatoio della storia del nostro risorgimento che va sotto il nome di eccidio di Fantina.

Continua su:

http://www.inuovivespri.it/2016/09/02/oggi-e-lanniversario-delleccidio-di-fantina-uno-degli-atti-vili-compiuti-da-piemontesi-in-sicilia/#_

 

 

————————–

– 16 – 22 settembre 1866: Palermo, Rivolta del Sette e mezzo

sito-2

(immagine da palermo-meridionews.it)

 

Non si è mai saputo il numero effettivo dei caduti fra la popolazione, ma molti storici stimano quel numero in diverse migliaia.

Per avere un’idea di ciò che avvenne in quei giorni a Palermo, è “esemplare” la lettera che un ufficiale piemontese, Antonio Cattaneo, indirizzava ad alcuni suoi amici: “Vi posso assicurare che qualche vendetta la facemmo anche noi, fucilando quanti ci capitavano. Anzi il 23 settembre, condotti fuori porta circa 80 arrestati si posero in un fosso e ci si fece fuoco addosso, finché bastò per ucciderli tutti”.

Ma ancor più raccapricciante, quando lo stato d’assedio posto dal generale Cadorna era stato già revocato con il ritorno, si fa per dire alla legalità, fu quanto accadde tra il 12 ed il 15 gennaio del 1867. Due gruppi di detenuti, senza alcun processo e senza alcuna sentenza, furono fucilati dalle truppe durante l loro traduzione a Palermo. Stesso destino per altri cinque prigionieri provenienti da Misilmeri, fucilati ad un paio di chilometri dal capoluogo.

http://www.misilmerinews.it/articolo.asp?inseriscicommento=true&idnotizia=2192

 

VIDEO

di Pippo Scianò, da youtube.com

http://www.youtube.com/watch?v=sGCuvcTUoHw

 

 

—————————-

– 25 settembre 1861 – Disordini a Trapani – Tommaso Romano, Sicilia 1860 – 1870 Una storia da riscrivere, pag. 59

 

 

—————————————————————————–

SCHEGGE DI STORIA                                                        

 

SCHEGGE DI STORIA 9/19

 

Nello stesso mese di marzo (1862 n. d. scr.) sono arrestate nelle Puglie 4 donne, come conniventi de’ briganti: se ne fucilano 3, per effetto del programma di Fantoni; la 4, essendo incinta e quasi prossima al parto, le si usa il riguardo di attendere il puerperio, e quindi è fucilata.

            Luigi Franco, capitano di guardia mobilizzata, di Montescaglioso, distretto di Matera (Basilicata) in uno dei giorni del cessato mese di marzo, perlustrando il bosco di Bernalda, s’incontra con 12 pastori, che guardano i loro armenti, e chiede sapere se avessero notizie della banda brigantesca: costoro rispondono negativamente per essere stranieri di que’ luoghi. Procede oltre; s’imbatte co’ briganti, e vi si attacca. Pochi giorni dopo, ritorna nello stesso bosco, per vendicarsi de’ pastori, da’ quali egli crede essere stato ingannato; invece de’ medesimi, vi trova 10, o 12 contadini con le loro famiglie, li cattura, li lega mani e piedi, li chiude in un pagliaio; poi fa tirare moschettate da’ suoi contro di questo e per giunta vi fa accendere fuoco intorno, e così brucia vivi 10, o 12 innocenti, in presenza delle famiglie.

            Ed anche nel cennato mese di marzo, per effetto della ordinanza del Fumel, sono fucilati quattro contadini, portatori di mezzo pane cadauno, onde cibarsene lungo il cammino da Policastro (Calabria) fino a Crotone loro patria: usciti appena dal primo de’ detti paesi incontrano la guardia nazionale, che perquisitili, li lascia andar via, perché nulla di criminoso vede in quel poco pane. Procedendo oltre, si imbattono in un distaccamento di truppa piemontese, che senza misericordia li uccide.

            Più tragico è l’avvenimento de’ 3 aprile nell’anzidetto comune di Policastro. Vincenzo Minelli, figlio del fu Rosario, di anni 40, agricoltore, di colà, ammogliato, e padre onesto di 12 figli in tenera età, di eccellente reputazione morale, è denunziato con altri tre suoi vicini, di aver regalato del salame a’ briganti. Su la denunzia verbale, e nel breve spazio di ore due, Minelli è arrestato e fucilato, con gli altri tre complici, i cui nomi sono: Domenico Scandale, agnominato Colamatteo, mulattiere, di anni 33. Domenico Le Rose, agnominato Granpillo, calzolaio, di anni 22. Francesco Critozzo, mercante, di anni 60.

            Il luogo della esecuzione fu il colle S. Francesco in Policastro. Inutili riuscirono le intercessioni della popolazione commossa, per ottenere almeno una sospensione di 24 ore, onde dimostrare la innocenza delle vittime; inutili le lagrime de’parenti, delle mogli, e de’ figli delle medesime.

– Francesco Durelli, Colpo d’occhio su le condizioni del Reame delle Due Sicilie nel corso dell’anno 1862, Ripostes Edizioni, pag. 89, 90.

   

            In Sicilia la situazione si presentava più complessa. La restaurazione borbonica aveva privato l’isola della sua tradizionale autonomia e ciò aveva suscitato malumori e sentimenti anti napoletani soprattutto fra l’aristocrazia.

            Con l’annessione e l’abolizione della Costituzione del 1812 questa si era vista sottrarre numerosi privilegi politici, ma conservava la sua forza economica. Anzi, la trasformazione delle proprietà feudali baronali in beni di libera proprietà decretata dalla Costituzione, e che fu conservata nella legislazione della monarchia restaurata, si risolse in “un ottimo affare per i baroni, analogo a quello che la nobiltà francese aveva cercato di compiere con la solenne rinuncia del 4 agosto 1789”.

            Infatti tale trasformazione “se da una parte sanciva la cessazione delle giurisdizioni baronali, rendeva gli antichi proprietari padroni assoluti delle terre prima soggette a servitù e pesi. Lo stesso scioglimento degli usi civici, goduto sin allora dai contadini sulle terre baronali, che i baroni ottennero in compenso della rinunzia ai diritti feudali, costituì una spoliazione dei ceti rurali inferiori (…)”.

            Il baronaggio dovette sostenere la concorrenza dell’emergente borghesia che aspirava al dominio della terra. L’abolizione degli usi civici restituì piena libertà alle terre soggette ai diritti promiscui. Il governo tentò a più riprese la quotizzazione a favore dei contadini, per compensarli dei diritti perduti. “Ma in fondo, contrastando fra di loro, nobiltà e borghesia concordavano poi nell’intento fondamentale di escludere dal possesso delle terre i contadini, ai quali, come titolari degli antichi usi civici, ne sarebbe spettata la parte maggiore. Anche quando si giunse alle quotizzazioni – e assai spesso dovettero passare parecchi decenni – esse furono viziate da abusi d’ogni genere a danno dei contadini; e anche per quelli di costoro che riuscirono ad ottenere delle quote, si trattò nella quasi totalità dei casi, di un possesso ed effimero (…). La grande operazione si risolveva dunque in una colossale spoliazione a danno dei contadini siciliani, i quali perdettero un patrimonio antichissimo, che li aveva aiutati a soddisfare i bisogni più elementari ed urgenti”.

            In questo periodo si assiste al ridimensionamento del patrimonio fondiario della nobiltà a vantaggio della nuova borghesia dei galantuomini. Ma il dato di fatto più importante è il maturarsi di una sostanziale unità di interessi tra nobiltà e borghesia in funzione anticontadina e anti borbonica. Scrive ancora Romeo che nonostante i contrasti “la comune partecipazione alla proprietà terriera viene creando fra nobiltà e borghesia un tessuto di comuni interessi, vuoi nei confronti della massa contadina, da taglieggiar coi gravissimi contratti agrari, i tributi locali, le usurpazioni demaniali e al tempo stesso da tener a bada e raffrenare nella sua crescente insofferenza; vuoi nei confronti dello Stato, che con l’azione antifeudale comincia adesso a colpire anche gli interessi della borghesia usurpatrice di demani, ed erede in genere delle ragioni e delle pretese degli antichi feudatari”.

            Cominciava così a saldarsi quel fronte unitario indipendentista e anti borbonico tanta parte ebbe nelle vicende rivoluzionarie dell’isola.

– Gian Pio Mattogno, La rivoluzione borghese in Italia, dalla restaurazione ai moti del 1831, Edizioni All’insegna del Veltro, pag.199,120.

 

Garibaldi otteneva, a Calatafimi, il suo primo successo militare e già affioravano, soprattutto nella parte della Sicilia non ancora inclusa nel raggio di azione del Generale o dei suoi emissari, i contrasti fra poveri e ricchi. La prima sollevazione contadina del 1860 avvenne il 17 maggio ad Alcara Li Fusi (oggi provincia di Messina) se escludiamo quella avvenuta a Mistretta quattro giorni prima di proporzioni e conseguenze meno gravi.

I gravi fatti di Alcara costituirono l’inizio di una lunga serie di sollevazioni popolari e il governo di Torino interpretò tali agitazioni contadine non come espressione di un grave disagio sociale…, ma come la “prova” che le popolazioni siciliane fossero ancora a uno stadio di semi barbarie, use soltanto a “sentire” e a piegarsi alle maniere forti. …

            Gli elenchi degli uccisi dai popolani nei numerosissimi centri dove esplose la rivolte delle “coppole” non riportano che raramente nomi della piccola aristocrazia di campagna. Furono quasi sempre i “civili”, i sindaci, i notari, gli avvocati, gli esattori a subire le conseguenze dell’ira popolare e ciò costituisce la riprova di quanto andiamo sostenendo: o nelle sommosse popolari, dal maggio 1860 in poi, i contadini ebbero di fronte soltanto “civili” perché i nobili non erano fisicamente presenti o l’odio popolare non era rivolto contro questi ultimi.

            La Guardia nazionale, in numerose occasioni ebbe il compito di rappresentare e garantire l’ordine borghese e soprattutto, dopo il noto “esempio” di Bixio a Bronte, fu la forza repressiva delle sommosse contadine nelle “province siciliane”.

– Giuseppe Pandolfo, La dittatura dei moderati in Sicilia, da Bronte a Fantina, pag. 13 – 15.

 

Per prendere visione delle altre “Schegge di Storia”, si veda la sezione omonima del menù verticale, in alto, alla sinistra del video.

 

—————————————————————————-

EVENTI

– Messina, 15 settembre 2019, ore 19,00

Conferenza sul tema:

Messina

la sua Provincia, la sua Storia

messina

Salone degli Specchi, Palazzo dei Leoni, Via Cavour 86, Messina

 

 

—————————————————————-

NOTIZIE DAL REGNO – ATTUALITA’                                   

 

– In crescita il prezzo del grano duro del Sud (tranne che in Sicilia dove…)
da inuovivespri.it

Finalmente in crescita il prezzo del grano duro del Sud Italia, tranne che in Sicilia, dove l’aumento del prezzo, per vari fattori, è minimo.

Il dato generale – con riferimento al Mezzogiorno, zona d’elezione per il grano duro – è confortante. Dai 18-20 euro al quintale si è passati ai 26-27 euro al quintale di grano duro. E la tendenza è al rialzo.

Da cosa dipende l’aumento del prezzo del grano duro?

“Dipende dal fatto che, adesso, tutti chiedono la rintracciabilità del grano duro – ci dice Saverio De Bonis, presidente di GranoSalus, senatore della Basilicata e protagonista del Movimento 24 agosto, il nuovo soggetto politico del Sud nato alla Grancia di Potenza (qui un’intervista allo scrittore e giornalista Pino Aprile) -. Sono in tanti, oggi – aggiunge De Bonis – a chiedere il grano duro italiano del Sud Italia. Ma, ormai, chi presenta il grano duro ai consumatori dicendo che si tratta di grano duro del Sud Italia lo deve garantire con la tracciabilità”.

Quindi grano duro tracciabile: se vendi grano duro del Sud Italia devi dimostrare da dove arriva. E siccome di grano duro del Sud Italia, in giro, non ce n’è tanto, ecco che il prezzo comincia a crescere.

Continua su:
https://www.inuovivespri.it/2019/09/05/in-crescita-il-prezzo-del-grano-duro-del-sud-tranne-che-in-sicilia-dove/

 

 

—————————

– Il Movimento Duosiciliano diventa Partito durante il Congresso Straordinario a Pretoro (CH) !

da un comunicato apparso sulla pagina Facebook di Terra Laboris il 30.8.2019

 

Il Movimento Duosiciliano (MDS) ha tenuto un Congresso Straordinario il 23 e 24 agosto 2019, a Pretoro (CH).

Il Movimento è tra i fondatori della Confederazione dei Movimenti Identitari (CMI). Nel corso dei lavori si è discusso il federalismo politico e amministrativo, rimarcando quanto sia auspicabile il modello svizzero per l’Italia.

Il Congresso ha anche espresso la volontà di trasformare il movimento in " Partito meridionalista-Indipententisti Siciliani e Duosiciliani " attraverso la fusione tra MDS e Meridionalisti Indipendenti.

L’atto formale avverrà, come dichiarato dal Responsabile politico di MDS Michele Ladisa, a breve, a Marsala, in Sicilia. In quel momento è prevista anche la confluenza in questo soggetto politico di gruppi politici organizzati che operano nell’isola.

La CMI era rappresentata durante i lavori congressuali dal Portavoce Alessandro Citarella, da Sergio Angrisano, Nicola Di Frenna e da Gino Giammarino del Giornale “Il Brigante”.

CMI sostiene e considera con favore il raggruppamento di vari soggetti politici un unico movimento. Di pari passo, CMI si rallegra che MDS abbia deciso di diventare un partito politico, al pari dei Meridionalisti Democratici e Federazione Movimenti Base.

In occasione dell’incontro di Pretoro, i rappresentanti di CMI hanno coordinato l’agenda comune delle attività politiche programmate per i prossimi mesi.

#meridionalisti #identitari #CMI #sud #indipententisti #partitodelsud

Alessandro Citarella
Portavoce Confederale

Agli amici del Movimento Duosiciliano e del Movimento Meridionalisti Indipendenti, va il nostro compiacimento e l’augurio di un proficuo lavoro.

 

 

—————————

– L’antimeridionalismo grillino/ Beppe Grillo al naturale: così Scampia diventa luogo di ladri!
da inuovivespri.it

Cosa pensa Beppe Grillo dei meridionali? Ce lo chiediamo dopo aver letto un passaggio di un articolo del suo blog che ci ha lasciati di stucco:

“Sbaglio oppure una delle paure più diffuse oggi in Italia è che lei torni in campo, signor Giuseppe? Lei è il lessico, il vocabolario, della politica e del paese a partire dal V-Day. Lei è effetto e causa perfettamente pesati dell’oggigiorno! Senza vaffanculi in pratica non c’è sostanza e non si va da nessuna parte. Senza vaffanculi mancano nord e sud, est ed ovest caro Giuseppe! E lei cerca di rinchiudersi nel suo guscio sul mare… E lei… dovrà espiare, capisce quello che le dico Giuseppe? Si era messo sul suo palco trapiantato in una piazza a sbraitare di ladri ed economia, di un Parlamento con più ladri che a Scampia!”.

Continua su:
https://www.inuovivespri.it/2019/08/28/lantimeridionalismo-grillino-beppe-grillo-al-naturale-cosi-scampia-diventa-luogo-di-ladri/?fbclid=IwAR2HciEOeQLEBLQeljkkKHk-S9IjSf0gV2gotwgKoOxLeAVnusLaAHGzDZE#vototHSa2pLWgX2P.01

 

 

——————————–

– Gratteri: “La Calabria rischia di scomparire”

di Martina Forciniti, da ecodellojonio.it

«Sono amico del figlio di un falegname: voleva fare il medico a Locri ma non c’era posto. Se n’è andato a Bologna, adesso è primario di Oncologia, scrive su riviste internazionali ed è nella commissione internazionale sui farmaci a Ginevra. Un altro è professore a Bologna ed è tra i più grandi gastroenterologi d’Europa». All’Università d’estate di Soveria Mannelli, Nicola Gratteri (ri)lancia l’allarme sulla desertificazione culturale e non solo della regione. Il procuratore capo di Catanzaro, ieri accostato da “Repubblica” al nuovo possibile governo Pd-M5S (ve lo abbiamo raccontato qui) parte dall’emorragia di risorse della sanità per affrontare il tema della fuga dei cervelli.

Contiua su:

http://www.ecodellojonio.it/gratteri-calabria-rischia-scomparire/?fbclid=IwAR2IP7H4UpA01_zI8awXMAO1OGUEaG5xui0hfjFBoc8hdWPDQLxfSdN_wpo

 

 

——————————

– Il Cilento fra tradizione e rivoluzione

Convegno a Torraca – Domenica 11 agosto 2019

turraca

Relatori, fra gli altri, il Prof. Vicenzo Gulì, il Dott. Edoardo Vitale, l’Avv. Ennio Apuzo, il Dr.VincenzoOliva

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=JA1MyGNl3Ug

 

 

——————————–

– Solo il Sud potrà arginare il dilagare della Lega di Salvini
da inuovivespri.it

Se si andrà al voto anticipato il centrodestra a ‘trazione’ leghista dilagherà. Stravincerà al Nord, vincerà al Centro, ma nel Sud… Nel Sud, se vedrà la luce una forza meridionalista, lontana dai partiti tradizionali e legata ai reali interessi del Sud, le cose potrebbero andare diversamente, anche avendo contro le varie mafie che salteranno sul carro del vincitore. Da qui l’esigenza, ormai sempre più pressante, di una forza politica del Sud in grado di presentarsi alle elezioni 
Continua su:

https://www.inuovivespri.it/2019/08/10/solo-il-sud-potra-arginare-il-dilagare-della-lega-di-salvini-mattinale-364/

 

 

—————————-

– Viesti: “L’autonomia differenziata porterà alla distruzione dell’Italia”

di Ernesto Auci, da firstonline.info

Quella di cui si sta discutendo non è una riforma federalista, ma è l’avvio di un processo che porterebbe alla dissoluzione dell’Italia: e non si tratta tanto e solo di una frattura Nord – Sud, perché è dubbio che il processo di autonomia differenziata di cui si parla possa portare effettivi benefici nel breve e soprattutto nel medio termine, a tutti i cittadini, compresi quelli delle regioni ricche.”

Gianfranco Viesti, noto economista che insegna all’Università di Bari, da tempo si è fatto promotore insieme ad alcuni colleghi di una vera e propria campagna per spiegare ai cittadini, ed agli stessi politici, il vero significato e le implicazioni del progetto di autonomia differenziata di cui si sta discutendo da diversi mesi e che per ora sembra arenato sulle secche delle divergenze tra i due soci di governo. 

Continua su:

https://www.firstonline.info/viesti-lautonomia-differenziata-portera-alla-distruzione-dellitalia/?fbclid=IwAR19yY3TvHMRqjQ3y_9FWziB2Xfr1l–vacRrO1B2uD-t2lk0ZGm2mdVl2c

 

 

————————

– «La Basilicata rischia di sparire»: parla il direttore della Svimez

di Edmondo Soave, da lagazzettadelmezzogiorno.it

«Questo governo è abbastanza in continuità con gli ultimi precedenti: c’è una sostanziale disattenzione per il Mezzogiorno. Non c’è consapevolezza del ruolo del Sud per la crescita del Paese». Luca Bianchi Direttore della Svimez si definisce un inguaribile ottimista ma dopo l’anticipazione del rapporto 2019 qualche segno di delusione glielo si legge sul volto.
«Si parla di Sud o per gli effetti nefasti dell’autonomia differenziata oppure per proposte…. strambe».

Magari un Sud come un enorme gerontocomio, la patria dei pensionati europei .
«Il rilancio del Mezzogiorno è legato allo sviluppo produttivo cioè alle imprese. Che vuol dire anche industria culturale, agricoltura . E poi… sfiderei chiunque a leggere i dati di oggi, di un’area in cui abbiamo livelli di servizi sanitari molto inferiori a quelli del centro nord, non abbiamo un’assistenza socio-residenziale proprio per gli anziani che vivono in questo territorio.

Continua su:

https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/home/1163352/la-basilicata-rischia-di-sparire-parla-il-direttore-della-svimez.html?fbclid=IwAR1k0ORxJ3yWbbDEccw70NNE1ATtWryEko-1o4OCKRkn17jG9xQP1Y4NLy4

 

 

————————

– Con un movimento del Sud, in un colpo solo, liberiamo il Sud da grillini, leghisti e PD
da inuovivespri.it

L’Alta velocità ferroviaria, argomento che in queste ore tiene banco nella politica italiana, non è solo uno scempio ambientale e un incredibile spreco di denaro pubblico: è anche un’opera pubblica contro il Sud. Il perché lo hanno spiegato benissimo Raffaele Vescera ed Erasmo Venosi:

“Il Tunnel in Val di Susa, compreso di linea di accesso a Torino, costerà 9 miliardi di euro. I soli 12 km di tunnel del tratto italiano ne costeranno 3,5. L’iperbolica cifra di 300 milioni di euro a km. E’ giustificata questa folle spesa, considerando che basterebbe per rifare l’intero sistema ferroviario del Sud”. 

Pensate un po’: con i soldi che l’Italia andrà a spendere per bucare una montagna si potrebbero sistemare tutte le ferrovie abbandonate del Sud! Non solo: l’Italia non trova 4 miliardi di euro “per per mettere in sicurezza idrogeologica l’intera penisola, ovvero il territorio più franoso al mondo, causa reiterata di alluvioni, devastazioni e stragi”, scrivono sempre Raffaele Vescera ed Erasmo Venosti, e trova invece i soldi per la TAV! Per realizzare un’opera che, per l’80% del tracciato, insiste nel territorio francese e solo per il 20% sul territorio italiano!

Continua su:

https://www.inuovivespri.it/2019/07/31/con-il-partito-del-sud-in-un-colpo-solo-liberiamo-il-sud-da-grillini-leghisti-e-pd-mattinale-354/

 

 

—————————–

– Ulivi secolari di Puglia dati alle fiamme…atto criminale

da popolodegliulivi.it

ulivi-puglia

E per le associazioni di categoria “la colpa è della burocrazia” e non dei criminali!

 

In questi giorni nel Salento stanno bruciando gli olivi (e hanno continuato a farlo anche sotto la pioggia): centinaia di giganti secolari divorati dalle fiamme!

Non è una casualità, sembra ci sia una intenzionalità precisa dietro questi roghi.

L’autocombustione di piante di olivo secolari non esiste; forse potrebbe trattarsi di un gesto inconsulto di qualche piromane, se non fosse che, nel giro di pochi giorni, gli incendi sono divampati in numerosi comuni, fra cui Torchiarolo, S. Pietro Vernotico, Presicce e lungo la statale Lecce-Maglie.

Lo sviluppo puntiforme e, al contempo, esteso degli incendi è la prova di una mano umana dietro gli inneschi.

Tutto ciò non può non riportarci alla mente quanto successo, solo poche settimane fa, all’oliveto di Francesco Mastroleo: sconosciuti si sono introdotti nella sua azienda ed hanno bruciato diversi olivi secolari. Un atto mafioso e intimidatorio, un segnale violento contro chi si batte per la difesa del territorio, dell’economia locale, della cultura, della storia della nostra Terra.

Continua su:

http://www.popolodegliulivi.it/ulivi-secolari-di-puglia-dati-alle-fiamme-atto-criminale?fbclid=IwAR0nXQYkNN6aq6-_TKzkursotK8O6SDR9iBQJczgrsrhxbHX-nHN9KhcDlI

 

 

—————————–

– Alto Jonio: continua la mattanza dei tumori

di Pino La Rocca, da sibarinet.it

Continua inesorabile la mattanza di vite umane da parte de “la bestia”: nei nostri paesi la gente è preoccupata soprattutto per la morte di persone giovani, ma l’escalation dei decessi per tumore non sembrano preoccupare più di tanto nè il Parlamento Italiano né le istituzioni sovra-comunali. «Negli ultimi mesi nei nostri piccoli e tranquilli paesini stanno continuando a morire persone giovani e meno giovani a causa della terribile "bestia". 

Continua su:

https://sibarinet.it/index.php/notizie/18-attualita/21162-alto-jonio-continua-la-mattanza-dei-tumori?fbclid=IwAR1ggaProy7H2fi7Si2c3qgZdFyp0oHlC_VeAjMUAp0I1pj8uOqxIiLqDkE

 

 

—————————————————————————-

ARCHITETTURE DEL REGNO                                               

 

– Palermo:

C’era una volta il "Real Teatro Ferdinando II".

di Giovanni Maduli

12.4.2019

1-007-fileminimizer

      Dal bel libro del compianto Nino Aquila e di Lino Piscopo, “Il teatro di prosa a Palermo. Luoghi, spettacoli, persone e memorie dal XVII secolo“, edito nel 2001 da Guida Edizioni, sappiamo che a Palermo, in pieno centro storico, in via Merlo 8, a pochi passi dall’attuale Piazza Marina, esisteva il Teatro San Ferdinando.

          Secondo quanto riportato nel testo, la storia dell’edificio ebbe origine verso la fine del XVIII secolo, quando un certo Antonio Carini, con il patrocinio della Regina Maria Carolina, ottenne di trasformare, su terreni del Principe Resuttano, alcuni antichi casotti in teatro stabile.

          Redattore del progetto fu l’architetto Antonio Cariglini e nel 1801 l’edificio venne solennemente inaugurato. Dopo appena pochi mesi dalla sua inaugurazione, Re Ferdinando concesse che allo stesso fosse attribuito il proprio nome che, da allora, fu denominato Teatro San Ferdinando.

          Il sipario del teatro fu dipinto da Vincenzo Riolo e rappresentava il “Trionfo della virtù sul vizio”. Abbate e Migliore, nella “Nuova Guida di Palermo” edita nel 1844, informa che in questo teatro venivano rappresentati drammi buffi e commedie in dialetto siciliano e pare potesse ospitare fino a quattrocento spettatori. Dalla Guida di Palermo di Gaspare Palermo del 1859, sappiamo che “ha quattro ordini di palchi, leggiadramente dipinto, e nella chiave dell'arco del palcoscenico è un orologio per comodo.”

          Nel 1859 Don Giovanni Carini chiese al Re di potere modificare il nome del teatro aggiungendovi il numero ordinale II e la qualifica di “Reale”. Il Re acconsentì e Palermo ebbe quindi il Real Teatro Ferdinando II.

          Per altro, da altre fonti, sappiamo che pochi anni prima del 1860, nonostante Palermo fosse ben fornita di teatri, era intenzione dell’amministrazione cittadina indire un concorso internazionale per la realizzazione di un nuovo grande teatro da intitolare a Ferdinando II; teatro che sarebbe sorto nell’attuale Piazza Marina.  

          Purtroppo, a seguito dei tristi eventi del 1860, non solo non fu più realizzato il nuovo teatro ma il Real Teatro Ferdinando II venne intitolato al principe Umberto. Con successivo decreto del 1882 il teatro assunse il nome di Real Teatro Umberto I; intitolazione che, come si evince dalla foto, campeggia ancora sulla facciata dell’edificio, nascondendo così agli ignari cittadini quale era il suo nome originario.

          Il successivo decadimento politico e culturale che investì tutto il Sud dal 1860 in poi portò ad un progressivo degrado dell’edificio fin quando esso, non più usato per rappresentazioni teatrali, fra il 1920 e 1930 venne rilevato dal Dopolavoro Postelegrafonico che a seguito di lavori di ristrutturazione e restauro rivalutò l’edificio destinandolo nuovamente a rappresentazioni teatrali, in particolare della Filodrammatica Stabile Postelegrafonica.

          Purtroppo i bombardamenti della seconda guerra mondiale hanno cancellato completamente e definitivamente quelle che erano le nobili strutture murarie della fabbrica, oggi sostituita da un normale edificio in condominio.

1-003-fileminimizer

Oggi di quelle strutture non rimane che un indizio sul portone di accesso. Indizio non del tutto veritiero ma che testimonia, a chi ha voglia si “sapere”, cosa si celi dietro la storia di quella iscrizione.

Per prendere visione delle altre “Architetture del Regno”, si veda la sezione “Architetture del Regno”, in alto, sulla sinistra del video.

 

—————————————————————————–

LUOGHI DEL REGNO                                                         

 

 

– Luzzi, Cs.: Abbazia si Santa maria della Sambucina

di Franco Dima e SpazioArt, da youtube.com


VIDEO
https://www.youtube.com/watch?v=6lesUaeQdMY

 

Per prendere visione degli altri “Luoghi del Regno”, si veda la sezione “Architetture del Regno”, in alto, sulla sinistra del video, pag 2.

 

—————————————————————————–

CULTURE DEL REGNO                                                         

 

– Villanella ch'all'acqua vaje – Vesuvius Ensemble –

di Vesuvius Ensemble

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=K7st81XymUo&list=PL7FwKaoe0zPVcq8Y5zEXlSH7AzYcc0n0y&index=1

 

Per prendere visione delle altre “Culture del Regno”, si veda la sezione “Architetture del Regno”, in alto, sulla sinistra del video, pag 3.

 

———————————————————————————–

TESTI CONSIGLIATI                                                            

 

CRISTIANI E MUSULMANI NEI SECOLI…

di Michele Antonio Crociata

Dario Flaccovio Editore – Palermo

Siamo lieti di segnalare questo importante testo che affronta “l’incontro / scontro” fra Cristiani e Musulmani, senza tralasciare importantissime riflessioni sulla “laicità” dello Stato.

In relazione allo stesso, pubblichiamo qui di seguito due stralci particolarmente significativi di una recente intervista rilasciata dall’Autore, Padre Antonio Michele Crociata.

 

Esiste una persecuzione verso i cristiani e dove maggiormente?

“Il sec. XX e questo scorcio iniziale del sec. XXI sono stati e continuano a essere tuttora gli anni di maggiore persecuzione contro i battezzati. Oggi, infatti, l’80% di tutti coloro che nel mondo subiscono persecuzioni per motivi religiosi è costituito da cristiani. Si tratta di una persecuzione prevalentemente cruenta in Asia e in Africa e prevalentemente incruenta nel resto del mondo, soprattutto in Europa occidentale. In nessuna parte del mondo, invece, risulta che ci siano cristiani che prendano iniziative persecutorie contro i non cristiani. Queste persecuzioni anticristiane arrivano oggi da vari soggetti: i comunisti, soprattutto, in Cina e in Corea del Nord; gli induisti in India; i musulmani quasi ovunque essi sono numericamente dominanti. Dico “quasi ovunque”, in quanto ci sono al riguardo anche alcune eccezioni, anche se poche. In Europa, in particolare, è oggi crescente la “cristianofobia”, che si manifesta in mille modi, soprattutto, tramite devastazioni di chiese e di cimiteri, distruzioni di croci ecc. In alcuni Stati europei, solo per addurre qualche esempio, in questi ultimi anni ci sono stati cristiani che hanno perduto il posto di lavoro solo per essersi decisamente manifestati tali. Ci sono stati studenti cattolici espulsi dalla loro scuola per avere rigettato l’ideologia LGBT, che è non solo anti-umana, ma anche palesemente anti-cristiana. Recentemente in Norvegia i cosiddetti “servizi sociali” hanno tolto i figli minori a una coppia di sposi perché – questo è stato il “reato” – insistevano nel volerli educare “troppo cristianamente”.

 

Perché nelle nazioni dell’est Europa resiste bene la fede cristiana?

“Nelle nazioni dell’Europa orientale, ove nel secolo scorso i cristiani sono stati ampiamente e crudelmente perseguitati dalla dittatura comunista, dopo la fine di quei regimi anti-cristiani le varie comunità religiose hanno rivalutato ampiamente la loro identità, che in questi ultimi decenni si è ulteriormente consolidata. In alcuni di quei Paesi, fra l’altro, le radici cristiane vengono oggi garantite anche da sistemi politici che sembrano tenere in grande considerazione il carattere cristiano di quei popoli e la loro antica storia. Il seme dei martiri – ci ha insegnato Tertulliano, vissuto fra il II e il III secolo – è seme di  nuovi cristiani. Ciò, a dire il vero, non è stato storicamente sempre così ovunque, ma in  molti casi è stato proprio così. Uno di questi casi è oggi vissuto in Europa orientale, dove, anche se in modo differenziato, le comunità ecclesiali si consolidano e rifioriscono. Certo, la massoneria e la plutocrazia, che in Occidente spadroneggiano, nell’Europa orientale hanno finora avuto possibilità molto minori e, soprattutto, non sono riuscite a impadronirsi del potere. Alla massoneria e alla plutocrazia vanno aggiunti anche gli eredi dell’ideologia comunista nelle sue varie articolazioni, che sotto mentite spoglie fanno di tutto per estirpare ogni residuale elemento che sia proprio della civiltà cristiana.

Leggi tutto su:

http://www.lafedequotidiana.it/monsignor-crociata-sullislam-e-lislamizzazione-allah-non-e-dio/?utm_source=dlvr.it&utm_medium=facebook

 

 

—————————–

– Quello stretto (ignorato) legame tra massoneria e fascismo

di Angela Pellicciari, da altaterradilavoro.com

 

I libri di storia ben scritti hanno fascino. E quello scritto da Gerardo Padulo ne ha. E molto. Innanzitutto per il tipo di scrittura che, documentata alla virgola, non è né pedante né noiosa. Poi per la novità e l’autorevolezza con cui disegna del fascismo e del suo rapporto con la massoneria un quadro tanto diverso da quello conosciuto da farlo risultare inedito e insieme ovvio. Sto parlando di L’ingrata progenie. Grande Guerra, Massoneria e origini del Fascismo (1914-1923), edito da Nuova Immagine (208 pagine, 30 euro).

Continua su.

http://www.altaterradilavoro.com/quello-stretto-ignorato-legame-tra-massoneria-e-fascismo-2/?fbclid=IwAR2sswkPia5cb4zDR3muGCR2sQaKM5xKBECFlOnRotiGQkDNtMEIMEOrdZY

 

 

——————————-

– Messina, la capitale dimenticata

di Alessandro Fumia, Magenes Edizioni

UN LIBRO CHE TUTTI I DUOSICILIANI DOVREBBERO LEGGERE.

IN PARTICOLARE I SICILIANI.

In questo corposo volume di 339 pagine Alessandro Fumia rende partecipe il lettore di “cosa divenne” Messina subito dopo l’investitura di Carlo III della corona di “Utriusque Siciliae”. Ci ricorda che questa gloriosa città fu un tempo crogiuolo di iniziative industriali, economiche, finanziarie, commerciali, culturali e scientifiche di primissimo piano, tanto che tutte le maggiori potenze europee vollero colà i propri Consolati. Un fermento di iniziative e di progetti che la portarono presto ad essere fra le più importanti città del Regno seconda, forse, solo a Napoli. Una città che, da sola, forniva allo Stato una rendita fiscale superiore a quello di tutta la restante Sicilia nel suo insieme. Una città più volte capitale dell’Isola e che in più occasioni fu aspra rivale di Palermo. Una rivalità che sfocerà infine nella strenua e tenace difesa dei diritti del legittimo Governo contro la ribellione della capitale dell’isola, fomentata ad arte da liberali, massoni e profittatori guidati dalla nobiltà capitolina che vedeva ogni giorno diminuire i suoi illegittimi profitti a causa dei continui interventi dei Borbone in favore del popolo Siciliano. Ci guida infine nella disamina, quasi ora per ora, di ciò che esattamente avvenne nel corso della rivolta del ’48; chi ne furono i veri artefici, quali ne furono le vere cause, come e dove si svolsero esattamente i combattimenti ma, soprattutto, come ad essere i veri artefici del cosiddetto bombardamento di Messina, non furono le milizie Duo Siciliane, bensì gli “indipendentisti Siciliani”. E lo fa non attraverso sottili disquisizioni di ordine filologico o ideologico, bensì attraverso la pubblicazione di documenti, spesso inediti, quasi sempre di sponda “indipendentista”. E’ così smentita inequivocabilmente e ancora una volta la vigliacca invenzione per la quale, secondo alcuni sprovveduti, ma anche secondo quanto ancora si legge in certi libri scolastici, che sarebbe stato il “Re Bomba” (nomignolo vilmente affibbiato successivamente a Ferdinando II), ad operare quel bombardamento. Per la verità già altre fonti avevano avanzato questa versione, ma il merito del Fumia sta nel fatto di avere dimostrato che quanto raccontato nel testo non è, appunto, una “versione”, ma quanto realmente avvenne sulla base di prove documentali inappellabili.

Un testo quello del Fumia che contribuisce in modo determinante al disvelarsi di verità volutamente e vigliaccamente occultate, travisate e manipolate che però, ormai, risplendono in tutto il loro abbagliante fulgore.

G.M.

 

—————————-

– …e nel mese di maggio 1860 la Siclia diventò "Colonia"

di Pippo (Giuseppe) Scianò

Pitti Edizioni, pag. 415

sciano-2

Così si esprime Pippo (Giuseppe) Scianò a pagina 376 della sua ciclopica opera presentata oggi (7.4.’18) a Palermo intitolata “…e nel mese di maggio 1860 la Sicilia diventò <<Colonia>> – ciclopica non tanto per il numero delle pagine, che comunque sono ben 415, quanto per contenuti densi di documenti, testimonianze e circostanze, spesso inedite, e relativi “solamente” al periodo maggio/ottobre 1860 – riferendosi alle opere di Gustavo Rinaldi, storico e studioso, ed in particolare a quella intitolata “Il Regno delle Due Sicilie. Tutta la verità”:

          “A questo punto del nostro lavoro, sentiamo quindi il dovere di esprimere la nostra sincera gratitudine per l’opera meritoria che – non senza sacrifici – sta portando avanti  con successo e che contribuisce  in modo determinante a riaffermare il diritto dei Popoli dell’ex Regno delle Due Sicilie alla rispettiva memoria storica, all’identità nazionale, che dal 1860 sono state calpestate, prima dall’occupazione militare di stampo imperialista voluta dalla gran Bretagna e successivamente dai partiti unitari dominanti e dagli ascari locali e dai regimi e dalle istituzioni da questi dipendenti.

          Tutto e tutti al servizio dell’imperialismo interno delle regioni del nord e del loro Stato. E il diritto alla propria memoria storica – tanto per parlare di uno solo dei diritti negati – è, per ogni Popolo, la condizione essenziale per acquisire la consapevolezza di sé.

          Anche per uscire da quella alienazione culturale in forza della quale i popoli oppressi si identificano con i loro oppressori. E tanto più avviene questa identificazione quanto più gli oppressori sono stati spietati, assassini, feroci e canaglie.

          Come è accaduto, appunto dal 1860 in poi in Sicilia, in Calabria, in Basilicata, in Puglia, in Abruzzo, nel Molise, in Campania ed, in una parola, in tutto quanto il territorio del soppresso Regno delle Due Sicilie.

Qui il VIDEO della presentazione

https://www.youtube.com/watch?v=Mq-kCl_xgMs&feature=youtu.be

 

—————————–

– Rinascita di una Nazione

di Giovanni Maduli

Presentazione di Vincenzo Gulì

Introduzione di Ignazio Coppola

Pitti Edizioni

 

 

———————————————————————————–

NOVITA' EDITORIALI                                                          

 

Da Contrtocorrente Edizioni riceviamo e volentieri pubblichiamo:

Napoli Spagnola 6

di Francisco Elías de Tejada

Con scritti di Miguel Ayuso, Maurizio Di Giovine

Gianandrea de Antonellis e Giovanni Turco
 

 

—————————-

– VIAGGIO TRA LE MERAVIGLIE DELLE DUE SICILIE 1735-1860

di Salvatore Carreca

viaggio

Una cronaca anno per anno, da Carlo di Borbone a Francesco II, dal 1735 al 1860, un elenco cronologico e dettagliato  degli atti di governo di cinque Re borbonici, desunto da fonti ufficiali, da bibliografia e da documenti raccolti dall’autore, ricostruisce lo sviluppo, sul continente ed in Sicilia, del più importante Stato italiano durato 126 anni, fino al momento in cui la sua storia fu spezzata dall’invasione piemontese che aprì l’epoca dello sottosviluppo e della subalternità del Sud.

Corredano il libro numerose immagini d’epoca, foto, disegni, tratti da collezioni private e dal “Poliorama Pittoresco”, il prestigioso periodico edito a Napoli in quegli anni.

Continua su:

http://www.editorialeilgiglio.it/viaggio-tra-le-meraviglie-delle-due-sicilie-1735-1860/

 

 

—————————–

– Fiorire nel vento

di Antonio Lombardi

Dal profilo Fb. di A.L.

"Fiorire nel vento" propone l’educazione alla identità come pratica liberatrice in grado di affrontare il trauma identitario, prospettando interrogativi ed obiettivi per costruire piani educativi strutturati, ma molto utili anche nelle relazioni quotidiane: per andare verso una comunità consapevole della propria storia e del proprio valore, pronta a lottare per la dignità e l’equità, rifiutando di collaborare con la pesante emarginazione che la opprime a partire dalla conquista del 1860.

Fonte:

https://www.facebook.com/antonio.lombardi.92372446/posts/675945819501854

 

 

—————————————————————————–

NOTIZIE DAL MONDO – ECONOMIA, POLITICA              

 

– "Questo Governo è un attacco palese alla democrazia" ► Francesco Amodeo

di RarioradioTv, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=r5IqVYe9hNE

 

————————

– Malvezzi: "PD-M5S Governo del potere finanziario, per questo lo spread è diminuito"

di RarioradioTv, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=EN2_JQ2WmFY

 

 

————————

– Valerio Malvezzi: "Bisogna colpire le multinazionali"

di RarioradioTv, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=pIHxgYYiIcw

 

———————–

– Le vittime del neoliberismo

di Enzo Pennetta, da enzopennetta.it

 

Centinaia di bambini morti sono stati certificati da The Lancet, non si tratta di opinioni ma di fatti, ma nessuno ha condannato questo fatto a Bruxelles o sui media, anzi una grande firma del Corriere come Federico Fubini ha ammesso di aver occultato la notizia.

Siamo in presenza di una ideologia tra le più criminali di sempre, mascherata di scientificità e occultata solo grazie all’azione di una stampa in mano ad illusionisti della notizia in grado di mascherarla. Le vittime sono state causate dalle politiche neoliberiste di austerità imposte dalla UE di cui l’esecutore è stato Tsipras, il Presidente uscente della Commissione UE, Junker, ha detto che Giuseppe Conte sarà un nuovo Tsipras.

Per mesi è stato lanciato l’allarme di un ritorno del nazismo, ma mentre gridavano allarmati per il pericolo di una nuova Repubblica di Weimar preparavano una nuova Repubblica collaborazionista di Vichy. Strillavano paventando un nuovo Hitler ma arrivava un nuovo Petain, è una contraddizione solo apparente.

Le concessioni che adesso vengo e verranno fatte sono solo ripiegamenti tattici ai quali non si deve credere. Finché il neoliberismo non verrà riconosciuto come una delle più feroci ideologie del XX secolo e pubblicamente condannato continuerà ad affermarsi come una realtà ineludibile.

Fonte:

https://www.enzopennetta.it/2019/09/le-vittime-del-neoliberismo/

 

 

——————————

– IL VERO MOTIVO DELLA CRISI DI GOVERNO È LA GUERRA TRA USA (LEGA) E CINA (M5S) – Francesco Amodeo

di Radio Radio, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=ax8k_kvPYRQ&feature=youtu.be&fbclid=IwAR13760YJOV-rr-qnTzc1O9YciqCORsFMYQ3cjVp63ZJQwpSyJl8rmzQOH0

 

 

————————–

– Così parlò Rousseau

di byoblu, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=ZoB6dSmA-WQ

 

 

—————————-

– Il premier Conte, il «Nuovo Umanesimo», la Massoneria

di Fabio Cancelli, da corrispondenzaromana.it

 

Il 29 agosto 2019 la Presidenza della Repubblica Italiana – Quirinale ha postato su YouTube il discorso tenuto dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte dopo aver accettato l’incarico di formare un nuovo Governo. Il premier annuncia un «governo nel segno della novità», un’«ampia stagione riformatrice», l’Italia dovrà essere «un Paese che rimuova le disuguaglianze di ogni tipo», comprese le disuguaglianze «di genere». Conte vuole con coerenza seguire «princìpi non negoziabili», «princìpi scritti nella nostra Costituzione», e ne cita alcuni: «il primato della persona», «il lavoro, come supremo valore sociale», «l’uguaglianza nelle sue varie declinazioni, formale ma anche sostanziale», «il principio di laicità e nel contempo di libertà religiosa». La laicità di Conte è la stessa laicità della UE che difende il Gender?

Conte ribadisce «la nostra collocazione euro-atlantica». Poi, quasi al termine, aggiunge: «Molto spesso, negli interventi pubblici sin qui pronunciati ho evocato la formula di un nuovo umanesimo, non ho mai pensato fosse lo slogan di un governo ma l’orizzonte ideale del Paese». Il «nuovo umanesimo» del premier è lo stesso di Edgar Morin? Il 21 novembre 2018 al CNR, il premier Conte ha definito il filosofo Edgar Morin «un raffinato pensatore a me molto caro». La passione filosofica del premier Conte risalta anche dal colloquio che ha avuto domenica 14 aprile 2019 con il filosofo Emanuele Severino definendolo addirittura «un punto di riferimento della filosofia teoretica a livello internazionale». Nell’intervista Severino (filosofo neo-parmenideo) presenta il cristianesimo come una ideologia insieme con la democrazia, il comunismo, l’islam, l’umanesimo… 

Continua su:

https://www.corrispondenzaromana.it/il-premier-conte-il-nuovo-umanesimo-la-massoneria/

 

——————————————————————————–

CULTURA – COSTUME – SOCIETA'                                  

 

– La propaganda occidentale su omosessualità e cannibalismo

di RUSLAN OSTASHKO, da come donchisciotte.it e thesaker.is

In Occidente, la propaganda delle perversioni ha raggiunto nuove vette. I principali club sportivi britannici promuovono i “valori” LGBT e i ricercatori spingono il cannibalismo nella categoria della normalità.

Indipendentemente da quanti sforzi vengano fatti dai “paesi normali” per promuovere la degenerazione, a loro non sembra mai abbastanza. Nella promozione di questa agenda occidentale, tutti i metodi sono buoni. Ad esempio, l’utilizzo di club sportivi famosi.

Il Manchester City Football Club ha collaborato con Puma per il rilascio di una speciale divisa a sostegno della comunità LGBT. La presentazione del set [di capi di abbigliamento] è stata programmata in concomitanza con le celebrazioni annuali dell’orgoglio gay, iniziati a Manchester il 23 agosto. Gli studenti della Manchester Metropolitan University (il quinto ateneo più grande del Regno Unito per numero di studenti), tra cui la School of Arts, la Theatre School e la scuola di Architettura, hanno partecipato alla progettazione della divisa. La t-shirt è realizzata in tessuto bianco, con bordi arcobaleno attorno allo stemma municipale. La bandiera LGBT è raffigurata sul retro, con la scritta “Proud” [orgoglio], evidenziata in azzurro. Il design della t-shirt della squadra di calcio include la frase “Together We Stand” [stiamo uniti] e il logo dell’organizzazione “Football Against Homophobia.”

Continua su:

https://comedonchisciotte.org/la-propaganda-occidentale-su-omosessualita-e-cannibalismo/

 

 

——————————

– Il “Nuovo Umanesimo” di Giuseppe Conte

di Radio Maria, da youtube.com

Indipendentemente dall’essere credenti o meno, L'Umanesimo è incompatibile con la condizione umana. Ancor più con una presunta e presuntuosa divinizzazione dell'uomo.

Una interessante riflessione….

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=PJqUQe8NRg0&feature=share&fbclid=IwAR3YevclB_geFvAp4yZW-RbD823rreuf8KQcC310ZqVIEOGIE6JIPktcyUji7jk

 

 

———————————

– Africa: imporre l’aborto ai poveri è il nuovo colonialismo

di Annalisa Teggi, da aleteia.org

"La maggior parte delle lingue africane non ha neppure un modo di esprimere il concetto di aborto come qualcosa di buono. Quindi per convincere una donna africana che l'aborto sia una cosa buona bisogna prima convincerla che ciò che pensavano i suoi genitori, i suoi nonni e i suoi bisnonni era sbagliato. E questa, mie care signore, è colonizzazione" – Obianuju Ekeocha

Certi temi sembrano muoversi su binari preimpostati. Quando si parla della povertà in Africa, salta fuori spessissimo il discorso sull’aborto come presunta corsia preferenziale di aiuto a famiglie numerose e in grave necessità. Quasi non ci si fa più caso al fatto che pensare all’aborto come una “conquista” sia un cortocircuito interamente occidentale. Ed è altrettanto amaro che il pilota automatico di questo ragionamento sia assunto passivamente come verità.

Continua su:

https://it.aleteia.org/2019/09/04/africa-imporre-aborto-poveri-nuovo-colonialismo/?fbclid=IwAR2b2tt_K_vZWR5LXkLn6dy-fkwoln_j-tgP4qepQLHBUh44ZbMnuZH73TU

 

 

——————————

– Il Centro studi Livatino contro l’eutanasia e l’aiuto al suicidio

da centrostudilivatino.it

Nella giornata di ieri, 18 luglio, nella Sala stampa della Camera dei Deputati si è tenuto, su iniziativa dell’Osservatorio Vera Lex coordinato dall’on. Domenico Menorello, una conferenza stampa dal titolo Avviare il countdown, contro l’eutanasia per sentenza, cui hanno preso parte un gruppo di parlamentari di differenti formazioni partitiche e le associazioni che una settimana prima avevano partecipato, sempre a Roma, a un convegno sulla risposta che il Parlamento è chiamato a dare all’ordinanza n. 207/2018 della Corte costituzionale. 

Pubblichiamo la relazione svolta nell’incontro di ieri dal dott. Domenico Airoma, vicepresidente del Centro studi Livatino.

Continua su:

https://www.centrostudilivatino.it/il-centro-studi-livatino-contro-leutanasia-e-laiuto-al-suicidio/

 

 

——————————

– SALUS  TELLURIS  SUPREMA  LEX

di Marco Della Luna, da marcodellaluna.info

Primo: a chi li governa, i popoli servono per produrre ricchezza e di forza politico-militare, sicché l’unificazione globale delle classi dominanti e altri processi che ora passerò a indicare hanno reso i popoli superflui.  I popoli come moltitudine di lavoratori e consumatori sono stati resi superflui dalla finanziarizzazione dell’economia, dall’intelligenza artificiale, dall’automazione. I popoli come moltitudine di combattenti sono stati resi superflui dalla unificazione globale del potere capitalista finanziario ed alla sostituzione delle guerre di conquista tradizionali con guerre finanziarie. I popoli come colonizzatori sono stati resi superflui dal completamento della occupazione delle terre di questo pianeta e dalla mancanza di tecnologie per colonizzare altri pianeti. Sono ancora utili i popoli affamati e minacciati come masse di penetrazione migratoria per frantumare i popoli storicamente consolidati e renderli più passivi e meno capaci di resistere.

Secondo: l’esaurimento delle risorse planetarie e l’insostenibilità dell’attuale processo di inquinamento esigono, per la salvezza della biosfera, la radicale riduzione dei consumi e delle emissioni, cioè della popolazione.

Terzo: esistono le tecnologie per realizzare tale riduzione senza che la popolazione se ne accorga.

La somma di questi tre fattori punta in una direzione chiarissima.

Dal fatto che la popolazione terrestre è divenuta il contempo superflua e insostenibile e che è praticamente possibile ridimensionarla, consegue che con tutta verosimiglianza già si sta lavorando a questo fine e che, invece di proporre metodi per un impossibile rilancio della produzione, possiamo guardarci intorno per individuare come -con che mezzi fisici, chimici, legislativi si realizza quel ridimensionamento. Le analisi che non tengono conto di quanto sopra, hanno poco senso e ancor meno utilità.

Continua su:

http://marcodellaluna.info/sito/2019/07/05/salus-telluris-suprema-lex/

 

 

———————-

– Il fallimento della complementarietà: dal multiculturalismo al culto del diavolo

di DMITRY ORLOV, da come donchisciotte.org

Nelle scorse settimane c’è stato un picco di rinnovato interesse per un saggio che avevo scritto un anno fa, I barbari si scatenano nel Cimitero Europa, in cui avevo descritto come il costante degrado dei paesi occidentali venga accelerato dall’arrivo di migranti appartenenti a gruppi etnici incompatibili. Ciò che ha provocato questo rinnovato interesse è stato un post di Paul Craig Roberts, dove l’autore parlava del mio saggio come del “necrologio dell’Europa e dell’America.”

Ovviamente confermo tuto quello che avevo scritto (indipendentemente da quanti possano averlo interpretato nel modo sbagliato) ma, nell’anno appena trascorso, ho fatto alcune ricerche che mi hanno aiutato a capire le motivazioni del fallimento del progetto occidentale e, a quanto pare, sembra che io abbia qualcos’altro da dire sull’argomento.

C’è una tendenza popolare nel denigrare quello che viene definito “determinismo biologico.” Fattori come il nostro sesso biologico (non il genere, intendiamoci), le nostre modalità riproduttive (il risultato delle pressioni ambientali a cui sono stati sottoposti i nostri progenitori), il nostro istinto, le reazioni e le pulsioni organiche (che le nostre menti coscienti cercano di giustificare creando storie fittizie ed inventando logiche a fatto compiuto) vengono screditati.

Continua su:

https://comedonchisciotte.org/il-fallimento-della-complementarieta-dal-multiculturalismo-al-culto-del-diavolo/

 

 

———————————————————————————

 MEDICINA                                                                        

GLI ARTICOLI DI SEGUITO RIPORTATI NON RAPPRESENTANO IN ALCUN MODO SUGGERIMENTI O INDICAZIONI TERAPEUTICHE IN QUANTO GLI AMMINISTRATORI DI QUESTO SITO NON SONO MEDICI; ESSI RAPPRESENTANO SOLAMENTE UN PANORAMA DI OPINIONI REPERITE SUL WEB. SI INVITA PERTANTO AD AVVALERI COMUNQUE DEL PROPRIO MEDICO CURANTE.

——————————————————————————–

– La "morte cerebrale" è una finzione – Parte 1 – Gennaio 2019

di antipredazione, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=8wvZNWG-c3Q&fbclid=IwAR3APu-DhN4Lvntbwdr6E3JZF1Wt0QLfZVi3vDCcdX6GnUdboum0Su_jx9o

 

 

—————————–

– Google oscura i siti della medicina alternativa per proteggere la gente dai consigli medici ‘pericolosi’

di Barry Brownstein, da fee.org e da comedonchisciotte.org

Nel classico romanzo di Ray Bradbury Fahrenheit 451, i pompieri non spengono gli incendi, li appiccano per bruciare i libri.

I totalitari sostengono di avere nobili intenzioni nel bruciare i libri. Vogliono risparmiare ai cittadini l’infelicità causata dal dover sceglere fra teorie contrastanti.

La censura è controllo

Nella distopia di Bradbury, il vero obiettivo della censura è quello di tenere sotto controllo la popolazione. Il capitano Beatty spiega al protagonista, il vigile del fuoco Montag: “Non puoi costruire una casa senza chiodi e legno. Se non vuoi che una casa venga costruita, nascondi chiodi e legno.” La “casa” a cui Beatty fa riferimento sono le opinioni che contrastano con quella “ufficiale.”

Se non vuoi un uomo politicamente infelice, non fargli una domanda che abbia due risposte possibili, una è più che sufficiente. Meglio ancora, non fargliela affatto. Lascia che dimentichi che esiste una cosa come la guerra. Se il governo è inefficiente, oneroso e impone tasse assurde, è meglio che le cose stiano così, piuttosto che la gente si preoccupi.

Continua su:

https://comedonchisciotte.org/google-oscura-i-siti-della-medicina-alternativa-per-proteggere-la-gente-da-consigli-medici-pericolosi/

 

 

————————

– E’ il napoletano Cesare Gridelli il miglior oncologo al mondo per la cura del cancro ai polmoni

di Alberto Raucci, da internapoli.it

E’ napoletano uno dei migliori oncologi del mondo, il numero uno per la cura del tumore ai polmoni. Si chiama Cesare Gridelli e lavora all’ospedale San Giuseppe Moscati di Avellino.

Secondo Expertscape, associazione statunitense di Palo Alto accreditata nel settore, che ha stilato l’elenco degli specialisti in materia sulla base delle ricerche e pubblicazioni effettuate negli ultimi 10 anni, Gridelli è il maggior esperto nel suo settore.

Continua su:

https://internapoli.it/e-il-napoletano-cesare-gridelli-il-miglior-oncologo-al-mondo-per-la-cura-del-cancro-ai-polmoni/

 

 

———————————

– Dr. Franchi : “Ma dove sono finiti i medici?”

di Fabio Franchi, da medicinapiccoledosi.it

 

l trattamento dedicato al dott Roberto Petrella e quello riservato ai falsari in camice bianco.

La sua radiazione era ampiamente prevista, tanto che egli lo aveva annunciato: subito dopo essere stato audito dalla commissione del suo ordine il 4 giugno scorso, già si sapeva. Ieri gli è pervenuta la vergognosa comunicazione (non ancora la motivazione!).

È colpevole di aver commesso il più grave reato che possa essere imputato ad un medico. Un reato che non è codificato da nessuna parte (visto che non lo permetterebbe la Costituzione, che ancora prevede la libertà di parola e di scienza, nell’art 21 e 33).

Tale reato è stato inaugurato e varato in un “documento” di tre paginette, pubblicato dalla fnomceo (federazione nazionale degli ordini dei medici) il 8 luglio 2016, approvato all’unanimità dal consiglio nazionale ed il cui fulcro è la menzogna cristallizzata (“i vaccini sono sicuri ed approvati con studi in doppio cieco controllati con placebo”).

Per fortuna della Ministra Grillo non si sono accorti di quel che scriveva nel 2015, altrimenti anche lei sarebbe sotto processo ora.

Quel documento è stato scritto e varato dalla dottoressa Roberta Chersevani, mentre era Ministro la Lorenzin, e non è mai stato ritirato. Le menzogne ivi contenute sono state adottate anche dall’attuale Ministro, che si è ben guardato dal sospendere gli attuali processi e tantomeno revocare LE precedenti risoluzioni contro i dottori Miedico, Lesmo, Gava, Rossaro. Anzi, sembra sia stato dato impulso per accelerare la formazione della commissione d’appello che dovrà giudicarli (tutti loro hanno ricorso, perciò sono formalmente in attesa di giudizio). Questo al fine di radiarli definitivamente.

Continua su:

http://www.medicinapiccoledosi.it/medicina-convenzionale/dr-franchi-dove-sono-medici/?fbclid=IwAR1WwXnWArdZEE1LiMnTlH6eiMcGr7ONp2uqaSPffEuvtCZO5FI8FpZu_Nw

 

 

——————————-

– Cancro alla prostata. Giovane napoletano premiato negli USA per il suo studio

davesuviolive.it

Pasquale Rescigno, 35enne di Ponticelli, è il vincitore del prestigioso premio ASCO 2018, conferito dall’American Society of ClinicalOncology, e consegnato lo scorso autunno, per le sue ricerche sul cancro alla prostata. E’ stato il policlinico della Federico II a comunicarlo.

Continua su:

https://www.vesuviolive.it/ultime-notizie/299331-pasquale-rescigno-cancro-prostata/

 

 

—————————-

– Cellule fetali umane nei vaccini: parla Stefano Montanari

di Renovatio21, da facebook.com

VIDEO

https://www.facebook.com/Renovatio21/videos/2353780091508427/

 

 

————————————————————————————–

SCIENZA E TECNICA

 

– Impianto neurale per “manipolare” il cervello via smartphone…

di Marcello pamio, da disinformazione.it

Sempre più spesso la realtà in cui viviamo si fa gioco della fantascienza proiettata al cinema.

D’altronde non è così strano se ci pensiamo attentamente: la macchina massonica hollywoodiana serve proprio a preparare il futuro plasmando il presente.

Innumerevoli sono i film in cui ci si ritrova in un lontano futuro distopico, nel quale la popolazione è controllata mentalmente dal malvagio di turno.

Purtroppo per noi, questo futuro è arrivato!

Una recentissima ricerca[1] ha dato vita ad un nuovo dispositivo in grado di colpire specifici neuroni utilizzando in combinazione farmaci e fotostimolazione! Tradotto: è possibile assistere al controllo dei circuiti neurali utilizzando un impianto cerebrale gestito da uno smartphone!Tale progetto, frutto del lavoro sinergico tra Corea e Stati Uniti, potrebbe aiutare lo studio sul cervello e le sue malattie come il morbo di Parkinson, l’Alzheimer, ecc.

Così almeno ce la vogliono raccontare!

Continua su:

https://disinformazione.it/2019/08/31/impianto-neurale-per-manipolare-il-cervello-via-smartphone/

 

 

—————————

– 5G-MoNArch: preludio al Nuovo Ordine Mentale?

di Marcello Pamio, da disinformazione.it

Il termine 5G è l’acronimo di «5th (Fifth) Generation» e sta ad indicare tutte le tecnologie e gli standard di quinta generazione (dopo 1G, 2G, 3G e 4G) delle trasmissioni di dati nelle reti di telecomunicazione.
La fascia in cui andrà ad operare il 5G è lo spettro di banda corrispondente alle microonde: da 3 GHz a 300 GHz, la frequenza dei radar militari…

Fin qui le cose che conosciamo, perché gli effetti che tali radiazioni avranno sull’organismo umano sono sconosciuti e non vengono minimamente presi in considerazione.

Il 5G deve assolutamente entrare in funzione, perché è uno dei passaggi cruciali per il Nuovo Ordine Mentale.

Proprio in questo terreno nasce il «5G-MoNArch»: un progetto europeo sulla quinta generazione, testato per la prima volta ad Amburgo e Torino.

Nel capoluogo piemontese, l’evento del 22-23 maggio scorso ha offerto una panoramica sulle diverse opportunità delle reti 5G sia per gli operatori di settore sia per i progetti relativi alle «smart cities», le città “intelligenti”.

Continua su:

https://disinformazione.it/2019/07/30/5g-monarch-preludio-al-nuovo-ordine-mentale/

 

 

————————

– AMERICAN MOON – Vers. integrale (ITA)

di Massimo Mazzucco e luogocomune2, da youtube.com

Dura oltre tre ore, ma vale la pena.

https://www.youtube.com/watch?v=IOVK1gAvo8A

 

 

————————

– Mazzucco: povero Enrico Mentana, come sei caduto in basso

da libreidee.org

Una volta facevi il giornalista. Una volta sapevi affrontare qualunque argomento, anche il più controverso, con equidistanza e con obiettività, stando ben attento a non far entrare le tue opinioni personali nel dibattito in corso. Oggi invece hai completamente rinunciato al sacro principio su cui è basato il tuo mestiere, che è quello dell’obiettività, e ti sei apertamente schierato, su tutte le questioni più controverse, come una comare da cortile. Urli e ti agiti per imporre le tue opinioni, aprofitti del tuo palcoscenico televisivo per fare dei piccoli comizi travestiti da editoriale, e arrivi persino ad insultare le persone che non la pensano come te. L’ultimo caso, in ordine di tempo, è stato l’infelice post di ieri, nel quale davi dei “fessi” a tutti coloro che non credono che siamo stati sulla luna. Per la precisione, hai scritto: «Un saluto ai fessi che non credono che l’uomo sia andato sulla luna. Senza quell’impresa non esisterebbe gran parte delle conquiste tecnologiche che vi permettono di non confinare al tavolo del bar le vostre ‘opinioni’».

Continua su:

https://www.libreidee.org/2019/07/mazzucco-povero-enrico-mentana-come-sei-caduto-in-basso/

 

 

——————————

– Gli sbarchi sulla Luna: una gigantesca truffa per l’umanità?

da veteranstoday.com e da comedonchisciotte.org

I credenti sono a rischio di estinzione?

Ecco, quest’anno ricorre il 50° anniversario dello sbarco sulla Luna dell’Apollo 11. Nel 2016, un sondaggio aveva mostrato che il 52% del pubblico britannico era del parere che le missioni Apollo fossero false. Lo scetticismo era maggiore tra quelli che erano troppo giovani per averlo visto dal vivo in TV: il 73% di quelli con 25-34 anni di età riteneva che non siamo mai andati sulla Luna, in confronto al 38% delle persone di 55 anni o più. Queste percentuali sembrano aumentare ogni anno che passa.

I miscredenti britannici, dieci anni fa, erano solo il 25%. Non si sa quanti possano essere oggi, ma un sondaggio del 2018, condotto dal Centro Russo di Ricerca sull’Opinione Pubblica aveva rivelato che il 57% dei Russi ritiene che non ci sia mai stato uno sbarco lunare con equipaggio. La percentuale sale al 69% tra le persone con istruzione superiore: in altre parole, più le persone sono istruite e più sono capaci di ragionamento razionale, meno credono agli sbarchi sulla Luna.

Per quanto riguarda gli Americani, un sondaggio Gallup del 1999 aveva dato solo un 6% di scettici, e un sondaggio del Pew Research del 2013 aveva mostrato che la percentuale era salita solo al 7%. Questi dati sono sospettosamente bassi. Un sondaggio del 2005-2006ha rilevato che oltre un quarto degli Americani tra i 18 ei 25 anni ha espresso dubbi sul fatto che degli esseri umani abbiano mai messo piede sulla Luna” e questo è molto più vicino ai dati britannici e anche più credibile. È interessante notare che in un sondaggio realizzato da Knight Newspapers, un anno dopo il primo sbarco sulla Luna, oltre il 30% degli intervistati aveva dei dubbi sui viaggi lunari compiuti dalla NASA. Molti di quei primi scettici potrebbero essersi convertiti nel corso degli anni o, semplicemente, aver perso la forza di dissentire.

Ma la teoria dei falsi allunaggi ha acquisito nuovo slancio con la diffusione di Internet e lo sviluppo di YouTube, che ha permesso analisi approfondite dei filmati delle missioni Apollo a chiunque ne fosse interessato. Prima di questo, le persone che avevano seri dubbi avevano pochi mezzi per condividerli e rendere convincenti le loro argomentazioni. Uno dei pionieri era stato Bill Kaysing, che aveva rotto il ghiaccio nel 1976, con il suo libro auto-pubblicato We Never Went to the Moon: America’s Thirty Billion Dollar Swindle [Non siamo mai andati sulla Luna: la truffa americana da 30 miliardi di dollari]. Potrebbe essere chiamato un informatore, dal momento che aveva lavorato per Rocketdyne, la compagnia che aveva progettato e costruito i missili Apollo. Poi era arrivato il fisico Ralph René con NASA Mooned America: How We Never Went to the Moon and Why, [La NASA ha turlupinato l’America: come non siamo mai andati sulla luna e perché], che aveva introdotto il problema delle fasce di radiazioni di Van Allen.

La ricerca si era fatta più ampia e profonda, e l’incredulità era diventata epidemica intorno al 30° anniversario dell’Apollo 11, grazie sopratutto al cineasta britannico David Percy, co-autore con Mary Bennett del libro Dark Moon, e regista del documentario di 3 ore What Happened on the Moon? An Investigation in Apollo [Che cosa è successo sulla Luna? Un indagine sull’Apollo] (2000), presentato da Ronnie Stronge. Resta fino ad oggi un inestimabile contributo per chiunque voglia farsi un’opinione basata sui fatti.

Continua su:

https://comedonchisciotte.org/gli-sbarchi-sulla-luna-una-gigantesca-truffa-per-lumanita/

 

 

 

————————————————————————————–

FUORI TESTO

 

Le lacrime che dai nostri occhi vedrete sgorgare

non crediatele mai segni di disperazione

promessa sono solamente

promessa di lotta.

Alexandros Panagulis
 

 

————————-

– Fioravanti: il Regno dei Borbone, scuola di eccellenza

di CentroStudi Civitanovesi, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=lOZ_Bog8qpY

 

 

————————-

CNT – Message à toute l'humanité

di Demo Sophie, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=j1GCeJe7T74&feature=share

 

 

————————-

Cos'è lo Spread – Nando Ioppolo

di Il Manto, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=hyZgv4BlgCI

 

 

————————-

– "Inganno Globale", di Massimo Mazzucco

di Il Portico Dipinto, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=jNiZD1FQevk&t=662s

 

 

————————

– Cancro le Cure Proibite di Massimo Mazzucco

di Carlo Anibaldi, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=qPZPGeLag9c

 

 

———————-

– Ex Magistrato Paolo Ferraro Decide Di Parlare!

di InfoClub, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=QGHNSkmbH0E&t=11s

 

 

———————————————————————-

QUESTO SITO NON  E' UNA TESTATA GIORNALISTICA IN QUANTO VIENE AGGIORNATO SENZA ALCUNA PERIODICITA', PERTANTO NON PUO' ESSERE CONSIDERATO UN PRODOTTO EDITORIALE AI SENSI DELLA L. N. 62 DEL 7.3.2001. L'AUTORE DEL BLOG NON E' RESPONSABILE DEL CONTENUTO DEGLI ARTICOLI LINKATI. ALCUNI TESTI E IMMAGINI SONO TRATTI DAL WEB E PERTANTO DI PUBBLICO DOMINIO. QUALORA LA PUBBLICAZIONE DI ALCUNI DI ESSI VIOLASSE EVENTUALI DIRITTI D'AUTORE, SU RICHIESTA VERRANNO RIMOSSI.

Pages: 1 2 3