La verità è per chiunque la voglia cercare…

Questo sito non è monarchico

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N.B.: Si partecipa ai Sig.ri fruitori di questo sito che alcuni articoli riportati sulla pagina iniziale possono rimanere in visione per molto tempo, mentre altri vengono aggiornati con maggiore frequenza e senza alcuna periodicità. Si invita pertanto a prendere sempre visione  dell’intera pagina.

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A TUTTI I NOISTRI LETTORI

I PIU' SINCERI AUGURI DI

BUON 2020!

 

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APPELLO

 

…alla luce di quanto sta avvenendo non è più pensabile continuare a dividersi in sicilianisti, napolitanisti, duosiciliani, borbonici, antiborbonici, meridionalisti, federalisti, autonomisti e via dicendo: ciò non farà altro che favorire il gioco di quelle oligarchie mondialiste che hanno causato ciò che stiamo subendo; la posta in gioco è troppo alta per non comprendere che solo una identità di intenti può porsi come elemento determinante per la riuscita di un qualunque progetto di riscatto. E’ indispensabile, anzi vitale, il superamento di quelle pur legittime diversità di vedute e propugnare, tutti insieme e nel rispetto delle specifiche idee, quanto meno un forte riavvicinamento delle varie componenti identitarie, nella convinzione e nella consapevolezza che se ciascuno farà un piccolo passo indietro, tutti insieme si farà un enorme passo avanti.

(Tratto da “Rinascita di una Nazione”, pag. 127)

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Si invitano i sig.ri lettori a dare attenta lettura dell’articolo seguente. Anche dalla sua lettura è possibile comprendere la deriva verso la quale, indipendentemente dai vari “credo” politici, siamo tutti volutamente trascinati.

– Perchè non si possa dire "Io non lo sapevo…" e la conseguente scelta indipendentista.

di Giovanni Maduli, 19.2.2016.

https://www.regnodelleduesicilie.eu/wordpress/page/2/

 

 

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PENSIERI

 

– ITALIA ED EUROPA: L’INGANNO DELLE UNIFICAZIONI

di Giovanni Maduli

Estratto dell’intervento al “Terzo Convegno Tradizionalista di Napoli Capitale” del 19.10.2019

20.12.'19

 

          Si dice che la Storia sia maestra di vita ed anche che la Storia si ripeta. Eppure spesso, troppo spesso, sembra proprio non sia così. Poiché infatti e quasi sempre si resti indifferenti agli insegnamenti che quella maestra a ben guardare pure abbondantemente elargisce, non resta che dedurre che…: o la Storia non è maestra di vita, oppure che… noi tutti si è pessimi allievi.

          Propendo per la seconda ipotesi.

Nonostante infatti certi fenomeni, certe circostanze, certe similitudini si ripresentino ciclicamente ai Popoli, quasi a voler lanciare un segnale d’allarme, sembra non si riesca a cogliere quei segnali, a volte nascosti o latenti, a volte evidenti, che pure dovrebbero allarmarci o, quanto meno, porre in una condizione di maggiore vigile attenzione.

A tal proposito vorrei proporre un’analisi, pur non essendo io uno storico né tanto meno un economista, diversa dalle solite; con questo senza voler certo sminuire il valore che queste ultime comunque e certamente esprimono.

Normalmente le analisi storiche condotte negli ultimi cinquanta anni – si considerino primi gli studi di Carlo Alianello, di Nicola Zitara, di Silvio Vitale e pochi altri, senza per altro considerare i pensieri ancora antecedenti di Francesco Saverio Nitti, di Gaetano Salvemini o Antonio Gramsci… -si soffermano su quanto avvenne in relazione all’aggressione ed all’annessione del Regno delle Due Sicilie con particolare riferimento ai fatti storici specifici, alle circostanze, alle battaglie, alle nefandezze, agli stupri, alle violenze, alle grassazioni, alle truffe, agli inganni, ai tradimenti che caratterizzarono quell’evento. Già più difficile trovare studi più attenti, approfonditi e puntuali sulle vere cause che quegli eventi determinarono, e ciò a prescindere dalla,a quel tempo imminente, realizzazione del Canale di Suez, dell’intento di eliminare il potere temporale del Papato, di impossessarsi degli zolfi siciliani o della necessità, da parte del Piemonte, di ripianare i propri debiti attraverso il vile furto delle ricchezze in oro del Banco di Sicilia e del banco di Napoli; fattori questi ultimi certamente importantissimi ma, a ben guardare, non quelli che dietro le quintesi rivelanocome le vere e più profonde cause di quegli eventi chescatenarono la barbarie piemontese ai nostri danni con l’appoggio più o meno palese di potenze straniere quali Inghilterra, Francia e non solo. Volendo approfondire quest’ultimo aspetto mi permetto di suggerire vivamente la lettura oltre che del celebre “Massoneria e sette segrete” di Epiphanius, (Controcorrente Edizioni), anche e forse sopratutto la lettura de “La rivoluzione borghese in Italia – Dalla Restaurazione ai moti del 1831” di Gian Pio Mattogno, (Edizioni All’insegna del Veltro); testo quest’ultimo che giunge alla radice di quelle che furono le vere cause e i veri autori di tutto quel trambusto che sconvolse l’Europa a partire dai cosiddetti Moti del 1812, identificando non solo nella borghesia rampante industriale e finanziaria mossa dal desiderio di perseguire un maggiore potere politico e contrattuale i veri autori (insieme ad altri attori) di quanto avvenne, ma ne indaga sapientemente i risvolti socio – economici, culturali e valoriali. E’ il caso di dire che attraverso questi testi – ma ve ne sono anche altri – si apprende “tutta un’altra Storia”.

Quella che cercherò di tratteggiare è un’analisi comparativa condotta, se possibile, con atteggiamento distaccato, lontano, quasi “disinteressato”, cercando di evitare quel coinvolgimento emotivo che inevitabilmente tocca chi si occupi o si interessi di questi argomenti. Un’analisi di ampio respiro che confronti per ampie linee quanto allora avvenne con quanto avviene oggi, in questi anni. Un’analisi che ci porterà a meglio comprendere come quanto si avviò allora in tutta Europa ed in Italia non fu che il prologo di un più ampio e perverso progetto che vede proprio in questi anni il coronamento del suo successo, almeno in Europa (per ora…).

Limitandoci alla disamina di quanto avvenne in Italia dal 1860 in poi e prescindendo dagli avvenimenti storici intrinseci e specifici, si possono identificare almeno sei punti fondamentali:

1) Eliminazione degli Stati preunitari e loro assorbimento in unica realtà statuale;

2) Sostituzione dei principi economici;

3) Sostituzione della moneta;

4) Sostituzione di Valori;

5) Attacco al Cattolicesimo e promozione del Protestantesimo;

6) Autori.

          1) Riguardo al primo punto, una delle principali conseguenze degli avvenimenti di quegli anni non fu solamente l’aggressione e l’annessione forzata delle Due Sicilie nel consesso italico (meglio sarebbe dire nel Regno di Sardegna), ma anche l’assorbimento di altri ben cinque liberiStati: il Lombardo – Veneto, il Ducato di Parma, il Ducato di Modena, il Gran Ducato di Toscana e lo Stato Pontifico con l’esclusione di Roma. In un sol colpo venivano così cancellate storie, tradizioni, usi, costumi, scuole giuridiche, scuole di pensiero per molti versi simili eppure diverse. Non v’è dubbio che le tradizioni di quegli Stati e di quei Popoli fossero caratterizzate da comuni denominatori sotto vari aspetti, ma è altrettanto vero che esistevano, e persistono ancora oggi, differenze rilevanti sia sotto il profilo culturale che sociale ed in relazione a specifiche tradizioni. Basti pensare ai differenti stili di vita e alle differenti “filosofie di vita”, che ancora oggi persistono, fra gli abitanti delle Due Sicilie e quelli del Regno di Sardegna o del Lombardo – Veneto. Quello che ne venne fuori, come è noto, è uno Stato disgregato culturalmente, socialmente e sotto il profilo valoriale; e questo indipendentemente dalla famosa e triste “Questione meridionale”. Tali differenze erano chiare ed evidenti e mai nessuno nella storia italica, dopo la fine dell’Impero Romano, aveva pensato di unificare in maniera così radicale territori così diversi. Si era pensato, è vero, ad una Confederazione; ma una cosa è una confederazione, ben altro uno stato unitario. Eppure è stato fatto, indipendentemente dal parere e dalla volontà dei Popoli; anzi, nel nostro caso, pure con la netta e chiara opposizione degli abitanti delle Due Sicilie.

2) Come è noto, l’avvento del “nuovo Stato” comportò anche la radicale modificazione dei princìpi economici: dall’economia della rendita si passò all’economia del profitto. Potrebbe sembrare un aspetto marginale ma non lo è. Ad una economia basata da secoli sul risparmio e sulla rendita veniva sostituita (imposta) una economia basata sulla speculazione; una economia quindi con aspetti etici e valoriali diametralmente opposti a quelli in vigore nelle nostre terre. Le nefaste conseguenze sotto il profilo sociale e relazionale sono più che evidenti.

3) Alla moneta in vigore nel Regno delle Due Sicilie, il Ducato, veniva sostituita ben presto la carta moneta. Ad una moneta quindi definita da un valore intrinseco proprio (oro, argento o leghe minori), veniva sostituita una carta moneta formale priva di qualsivoglia valore intrinseco. Ma non è questo l’aspetto peggiore: ad una moneta di proprietà del portatore (chi aveva in tasca un Ducato ne era proprietario a tutti gli effetti), veniva sostituita una (carta) moneta di proprietà di un terzo, cioè dello Stato e, cosa ancora più grave, una (carta) moneta gravata da debito.

4) Il cambio dei princìpi economici contribuì fortemente al cambio, o meglio, alla sostituzione di quei valori sociali ed umani che per secoli avevano caratterizzato la vita della nostra comunità. Ai princìpi di solidarietà, collaborazione ed uguaglianza si sostituivano quelli del profitto personale anche a scapito dell’interesse collettivo, quelli dell’arrivismo, dell’affarismo, della speculazione, della competizione, dell’arricchimento quali fini ultimi e supremi di qualsivoglia attività o iniziativa. E tali principi valsero anche all’interno di private famiglie con le conseguenze sociali ed umane che si possono immaginare: la disgregazione della comunità e della famiglia erano “dietro l’angolo”.

5) L’avversione della Chiesa Anglicana e Protestante nei confronti della Chiesa Cattolica era nota da tempo ed infatti l’attacco alla Chiesa ed al Papato con l’avvento dell’unità d’Italia fu più che evidente: non solo si defraudò illegalmente uno Stato del suo intero territorio, non solo si espropriarono arbitrariamente conventi e monasteri lasciando letteralmente sul lastrico migliaia di preti e monache, non solo si lasciarono senza soccorso quei miseri che dall’operato di quei preti e monache tanto giovamento e soccorso avevano avuto, si osteggiò in tutti i modi e su tutto il territorio nazionale l’intervento e lo spirito stesso del messaggio Cristiano. Ma vi fu di più, molto di più. In molte città, come ad esempio a Palermo, poco dopo l’arrivo del “Liberatore” nacquero diverse Chiese protestanti ubicate in posti centralissimi: un chiaro segno di sfida e di ostentazione di potere da parte di chi voleva imporsi alle masse attraverso nuoveteorie e prassireligiose.

6) Come è noto a chi si interessa delle questioni relative alla cosiddetta unità d’Italia, il vero autore di cotanta arrogante impresa non fu certo il Popolo né forse, nemmeno il Regno di Sardegna; esso fu solamente l’utile strumento di un’operazione architettata da ben altri poteri: alta borghesia industriale, poteri finanziari e massoneria. Non quindi un afflato di Popoli Italici desiderosi di unirsi sotto una unica bandiera; non l’anelito o il desiderio di “Libertà, Uguaglianza, Fraternità” (?), bensì il bieco e vile interesse di gruppi affaristici nazionali ed internazionali.

Questi, per grandi linee, i punti salienti relativi all’unità d’Italia che ritengo di mettere sotto osservazione confrontandoli con quanto avviene in questi anni in Italia e in Europa.

1) Con la nascita dell’unità europea di fatto gli Stati nazionali che a questa comunità aderiscono, hanno perso progressivamente sovranità ed autonomia. Le Costituzioni ivi vigenti sono state soppiantate dai “trattati” europei che, di fatto, sovrastano il potere e la potestà delle costituzioni dei singoli Stati. E questo contro il parere dei Popoli stante che quelle poche volte che attraverso referendum è stato chiesto il parere dei cittadini sulla cosiddetta “Costituzione” europea, questi si sono espressi sempre negativamente. Si è allora “semplicemente” cambiato il nome: da “Costituzione” a “Trattato/i” i quali, come noto, non necessitano di ratifica popolare. Così, contro il parere dei Popoli, numerosi Stati una volta sovrani si sono ritrovati “uniti” e “assorbiti” in una entità indefinibile (in quanto solamente economica e non politica); una entità per altro voluta da “privati”. Ciò che nel 1860 era accaduto in Italia, si è quindi ripetuto con modalità simili su scala europea. Allora si usarono i fucili, oggi le armi dell’alta finanza.

2) Il percorso politico e sociale dei diversi Stati europei negli ultimi decenni aveva portato questi ultimi a prediligere una politica per così dire “social democratica”. Indipendentemente infatti dalle inevitabili differenze riscontrabili fra le politiche economiche dei vari Stati prima dell’unità europea, questi ultimi avevano perseguito obiettivi preminentemente di carattere sociale. La spesa pubblica era volta al soddisfacimento dei bisogni dello Stato nel suo complesso e quindi dei suoi cittadini. Era di fatto in corso una sorta di virtuosa “gara” a chi offrisse servizi migliori ad esempio in ambito scolastico, sanitario, assistenziale, scientifico, etc..

Con l’avvento della cosiddetta unità europea il paradigma cambia: attraverso l’affermata supremazia della finanza sull’economia e sulla politica “il centro” dell’intervento statale si sposta dall’impegno a servizio dei cittadini all’impegno a servizio dell’alta finanza, delle banche, dei poteri forti. L’esaltazione enfatica, possiamo quindi dire, di quanto già avvenuto subito dopo il 1860.

3) In relazione alla “moneta”, così come dopo il 1860 si sostituì, come abbiamo visto, il Ducato con la “nuova” (carta) moneta priva di valore intrinseco, così con l’unità europea le singole divise dei vari Stati vengono sostituite con l’Euro. Ma vi è una sostanziale ulteriore differenza: mentre con le (carte) monete precedenti queste erano almeno di proprietà dello Stato che le aveva emesse, quindi in ultima analisi di proprietà dei cittadini, l’Euro è di proprietà privata. Solo la BCE ha infatti facoltà di emetterlo e prestarlo; ovviamente ad interesse. Ma ancora non contenti di quanto raggiunto gli autori di queste truffe si apprestano ad imporre il divieto del contante (già in parte in atto) in favore di carte di credito con le quali non solo perseguiranno ulteriori illeciti profitti, ma addirittura saranno in grado di controllarci completamente, ovunque ed in qualsiasi momento.

Ma chi sono i ”privati” proprietari della BCE e quindi dell’Euro? Sono i grandi gruppi finanziari, bancari, assicurativi e speculativi a livello mondiale: l’apoteosi di quanto avvenuto in Italia circa centocinquanta anni prima! E questo, per di più, a scapito ulteriore delle singole sovranità statali. Avendo perso la facoltà di emettere moneta infatti, gli Stati non hanno più possibilità di programmare autonomamente le proprie politiche, siano esse programmatiche che economiche. Gli Stati, una volta sovrani, divengono quindi sudditi di una entità superiore in virtù non di uno spontaneo e per altri versi auspicabile riavvicinamento dei Popoli, ma esclusivamente in favore e nell’esclusivo bieco interesse di un potere economico privato.

Ma vi è di più e molto peggio.

                              La cosiddetta unificazione europea è avvenuta attraverso la sottoscrizione progressiva di diversi “Trattati” stampati in modalità criptiche e quindi incomprensibili ai più. Trattati che hanno definitivamente cancellato ogni possibilità di assumere decisioni o scelte autonome e, tanto meno, nell’interesse dei cittadini. Esaminiamoli brevemente.

– Legge 3 novembre 1992, n. 454 – Ratifica del trattato di Maastricht.

Con questa legge l’Italia, contravvenendo a quanto previsto dall’art. 11 della sua stessa Costituzione, ha ceduto la propria sovranità monetaria alla Banca Centrale Europea, organismo privato, i cui membri godono di assoluta immunità. Ciò comporta di fatto l’impossibilità di adottare qualsivoglia iniziativa per la gestione economica e finanziaria dello Stato.

– Legge 2 agosto 2008, n. 130 – Ratifica del Trattato di Lisbona

Tale Trattato altro non è che la Costituzione Europea riproposta tale e quale appunto in forma di trattato al solo fine di eludere le consultazioni referendarie che, per dettato costituzionale dei paesi presso i quali è stata presentata, sarebbero state indispensabili. In particolare è da evidenziare che allorquando tale Trattato (in realtà la Costituzione Europea) fu sottoposto in alcuni stati ai necessari referendum, ovunque fu proposto, essi sono stati sempre respinti dai cittadini interpellati. All’atto della sua nuova presentazione sotto forma di trattato, esso fu volutamente complicato nella sua intelligibilità al solo fine, poi dichiarato, di renderlo incomprensibile ai più attraverso l’inserimento di una serie infinita di richiami ad altre leggi, codici, interpretazioni e quant’altro che, di fatto, l’anno reso di difficilissima comprensione e lettura. La premeditazione di tale artificio è stata successivamente testimoniata da Giuliano Amato il quale riferì che: “Fu stabilito che il documento fosse illeggibile… Se fosse stato comprensibile vi sarebbero state ragioni per sottoporlo a referendum”. Ma anche da Valéry Giscard D’ Estaing il quale affermò: “Il Trattato è uguale alla Costituzione bocciata. Solo il formato è differente, per evitare i referendum”. Ancora, il parlamentare europeo Jenes Peter Bonde riferì: “I primi ministri erano pienamente consapevoli che il Trattato non sarebbe mai stato approvato se fosse stato letto, capito e sottoposto a referendum. Il loro scopo era di farlo approvare senza sporcarsi le mani con i loro elettori”.

E’ noto a pochi che questa “Costituzione”, redatta ed approvata senza che sia mai stata illustrata né tanto meno discussa dai cittadini, reintroduce la possibilità dell’istituzione della pena di morte. L’art. 2 infatti testualmente recita:

ARTICOLO 2 – Diritto alla vita

1 – Il diritto alla vita di ogni persona è protetto dalla legge. Nessuno può essere intenzionalmente privato della vita, salvo che in esecuzione di una sentenza capitale pronunciata da un tribunale, nel caso in cui il reato sia punito dalla legge con tale pena.

Il secondo comma dello stesso articolo recita:

2 – La morte non si considera cagionata in violazione del presente articolo se è il risultato di un ricorso alla forza resosi assolutamente necessario: a) per garantire la difesa di ogni persona contro la violenza illegale; b) per eseguire un arresto regolare o per impedire l’evasione di una persona regolarmente detenuta; c) per reprimere, in modo conforme alla legge, una sommossa o un’insurrezione.

E’ appena il caso di rilevare, fra l’altro, che il precedente comma non specifica cosa si intenda per sommossa o insurrezione.

– Legge 14 maggio 2010, n. 84 – Ratifica del trattato di Velsen (Eurogendfor)

Con questo trattato viene fra l’altro istituita l’ EUREGENDFOR (forza di gendarmeria europea con base in Italia, a Vicenza), la quale gode di poteri praticamente illimitati; non risponde infatti  ad alcuna istituzione civile e/o militare di qualunque paese, non è sottoponibile a qualsivoglia forma di controllo da parte di istituzioni civili, i suoi atti ed i suoi locali sono inviolabili, i suoi membri godono di immunità e non rispondono di eventuali danni arrecati durante il servizio.

Una ben strana polizia.

– Legge Costituzionale 23 aprile 2012, n. 1 – Introduzione del pareggio di bilancio in Costituzione.

A tal proposito va chiarito che quando uno stato ha la sovranità monetaria e spende a deficit, cioè stampando moneta, il debito che egli contrae è un debito in certo qual modo fittizio in quanto debito che lo stato contrae con se stesso. Ciò ovviamente non vuol dire che uno stato con sovranità monetaria possa stampare tutta la moneta che ritiene necessaria in quanto interverrebbero fattori negativi che svaluterebbero la moneta come, ad esempio, una forte inflazione; però la possibilità di stampare moneta dà allo stato la possibilità di gestire la finanza anche andando “a debito” e prendendo al contempo misure compensative; potrebbe insomma gestire le entrate e le uscite stampando moneta o limitandone l’emissione controbilanciando tali atti ad esempio con maggiori o minori imposizioni fiscali a seconda dei casi. E’ a questo punto che entra in gioco la politica. Se uno stato spende a debito ma in maniera produttiva ed oculata, non solo si avrà una inflazione contenuta, accettabile e temporanea, ma anzi la sua moneta acquisterà valore in futuro. Se, al contrario, uno stato spende soldi a debito per costruire opere inutili o peggio, mai ultimate, come purtroppo i nostri politicanti sono usi fare, ecco che al peso della spesa a debito si aggiunge il mancato utile che quell’opera avrebbe potuto generare. In altre parole, una spesa oculata, anche se a debito, produce ricchezza; una spesa per un’opera inutile o mai ultimata genera debito effettivo, che si tradurrà poi in effettiva svalutazione e quindi inflazione, nonché in mancato utile.

Con l’introduzione in Costituzione del pareggio di bilancio si è impedito allo Stato di spendere a deficit: non può spendere più di quanto incassa; significa, in breve, votare lo stato e i cittadini alla povertà perenne.

– Legge 23 luglio 2012, n. 114 – Ratifica del Fiscal Compact.

Con la sottoscrizione del Fiscal Compact i nostri politicanti hanno accettato, senza minimamente discuterne con i cittadini, di versare alla banca centrale privata, la BCE, ben 900 miliardi di euro in misura di 45 miliardi all’anno per venti anni!!!

– Legge 23 luglio 2012, n. 116 – Ratifica del Meccanismo Europeo di Stabilità (MES)

Con l’approvazione del MES (meccanismo europeo di stabilità) i nostri politicanti hanno stabilito, senza nulla chiedere al popolo, che i cittadini italici, come anche quelli degli altri stati aderenti, ognuno con quote differenti, versino nelle casse della banca centrale privata europea, la BCE, ben 125 miliardi di euro in misura di 25 all’anno per cinque anni. E per fare cosa? Beh, questo è un vero capolavoro: per costituire un “fondo di solidarietà”. Per costituire tale fondo, fondo al quale potranno accedere i paesi in eventuale difficoltà ma, è bene si sappia, anche le banche, i paesi aderenti al trattato versano a titolo gratuito una certa somma; l’Italia i 125 miliardi di cui sopra. Qualora uno stato in difficoltà facesse richiesta di “aiuti” gli saranno erogate, a certe condizioni quali ad esempio la cessione di ulteriore sovranità, le somme richieste che però dovranno poi essere restituite con gli interessi !!! Se non fosse vero, reale e drammatico, sembrerebbe una barzelletta.

Poiché l’Italia, come gran parte degli altri stati aderenti alla UE, ha rinunciato alla sovranità monetaria, cioè non può più stampare moneta, è costretta ogni qual volta ha bisogno di moneta, cioè sempre e per qualsivoglia necessità, quindi anche per pagare gli interessi sullo stesso debito contratto, a richiederla in prestito, attraverso la “mediazione” di altre banche private, alla banca centrale privata europea, la BCE, la quale poi richiederà la restituzione di quella somma gravata degli interessi!!! E dove si prenderanno le somme necessarie per gli interessi? Semplice: dalle tasche dei cittadini che saranno così condannati ad un costante e crescente aumento di carico fiscale e quindi impoverimento.

4) Un siffatto radicale stravolgimento dei paradigmi economici e finanziari non poteva non avere ripercussioni sulla vita e sui rapporti sociali fra i cittadini. L’affarismo, che già con l’unità d’Italia era entrato a pieno regime (si pensi solo per fare un esempio allo “Scandalo della banca romana”), raggiunge oggi i suoi più alti successi. Non più solidarietà, collaborazione, senso civico e sociale o almeno, quel che di essi restava; adesso i nuovi dogmi per tutti, quindi anche per i semplici cittadini sono arrivismo, competizione, affarismo, concorrenza, rivalità etc.. E non si pensi che questi siano argomenti relativi solamente al campo ideologico o filosofico: “Imparare a competere” è scritto su di un manifesto ancora presente in molte scuole! “A competere”!…, non a collaborare con l’altro, con il prossimo e con la società; non a sentirsi parte di una comunità unita e solidale: bisogna imparare “A competere”!!! L’interesse e la speculazione sono divenuti il nuovo faro di questa nuova dottrina e le conseguenze si possono non solo verificare ma perfino contabilizzare sulla base dei fallimenti di famiglie e imprese che a migliaia hanno chiuso e continueranno a chiudere o, se si preferisce, sui suicidi per cause economiche che hanno costellato la nostra storia recente; suicidi di cui però i media preferiscono riferire sempre meno.

La disgregazione della famiglia e della società, iniziata nel 1860, prosegue oggi con successo il suo percorso.

5) In ambito religioso si assiste ormai da alcuni anni al continuo cambio di paradigmi attraverso stravolgimenti che tendono oltre che alla relativizzazione di determinati concetti fondanti, alla proposizione di nuove fantomatiche e velleitarie religioni. Si assiste così alla deificazione della “Terra Madre”, alla nascita della “New Age”, al Naturalismo quale nuovo “totem”, alla divinizzazione di “Gaia” e altri simili simulacri. 

Allo stesso modo potrebbero intendersi, a latere, le ridicole discussioni nate di recente sul websulla cosiddetta “teoria della terra piatta”, sulla “teoria della terra cava”, sulla “lotta” fra uomini e donne, sui fantomatici “nuovi diritti” e tanto altro. Tutti argomenti ai quali vorrebbe attribuirsi un valore quasi religioso. Ma tutto è “utile” per creare sconforto e smarrimento; tutto è “utile” per disgregare la società e ridurla ad un ammasso di individui soli e privi di riferimento alcuno; anche le questioni religiose.

Così come nel 1860 (anche se già da prima in verità) comincia l’attacco sistematico ai valori religiosi dei Popoli delle Due Sicilie, oggi si cerca in tutti i modi di svilire e ridicolizzare i sentimenti religiosi dei Popoli e, insieme a questi, anche i valori sociali e perfino scientifici che fino a poco tempo addietro costituivano capisaldi indiscussi della nostra Comunità.

6) Abbiamo visto in precedenza chi furono i veri autori dell’unità d’Italia nel 1860. Ma chi sono stati e sono oggi gli autori dell’unità europea? Esattamente gli stessi soggetti di allora: grandi lobbies internazionali, alta borghesia industriale, poteri finanziari, bancari, assicurativi e massoneria.Inoltre oggi, a quanto riferito di recente da Francesco Amodeo nel suo importante e recente volume “La Matrix Europea”, supportati anche dalla C.I.A.. Quei poteri cioè che già nel 1860 (ma anche con le rivoluzioni fra il 1812 ed il 1848) iniziarono il loro perverso cammino volto alla defraudazione delle libertà e delle sovranità dei popoli. Non potremo mai dimenticare ad esempio quel documento della J.P. Morgan (potente banca d’affari) di qualche anno addietro dove si denunciava “l’eccesso di democrazia” presente, a suo avviso, nelle diverse Costituzioni dei singoli Stati europei.

Non ho difficoltà a concludere che l’euro e questa Europa sembrano essere un qualcosa che assomiglia molto ad una truffa organizzata.

Giunti alla conclusione di questa diversa ma credo attendibile analisi non può che dedursi che l’unità d’Italia e l’unità d’Europa non sono che un inganno; sono figlie non già del legittimo desiderio di pace e di unità dei Popoli, ma della stessa smodata sete di potere e denaro di una parte certamente infinitesimale dell’umanità. E si può altresì comprendere come non abbia senso continuare a dividersi fra “destra”, “sinistra”, “centro”, conservatori, progressisti, quattro o sei “stelle”, “leghe” varie e quant’altro. E’ necessario comprendere che il vero nemico si annida fra le altissime sfere della finanza mondiale e mondialista; fra coloro che detenendo un già immenso potere, aspirano senza neanche darlo a nascondere, al dominio sui Popoli, su tutti i Popoli e perfino sul mondo intero. E’ necessario comprendere che se non si affrontano apertamente e con determinazione i temi sopra trattati e se non si perviene a decise azioni volte all'uscita dall'Europa e dall'euro, noi si potrà continuare a costituire partiti,

movimenti e associazioni in continuazione ma non si perverrà mai a nessun risultato utile ad un vero riscatto ed alla rinascita della Sovranità e della Libertà dei Popoli. Certo, il mondo è cambiato; non esiste più il bipolarismo e sarà necessario trovare nuove vie e nuove forme per il pacifico, armonioso e proficuo progresso e convivenza dei Popoli, ma altre vie sono possibili; diversi autorevoli autori ne parlano già da tempo. Seguiamo il loro pensiero, se necessario anche criticandolo costruttivamente, ma non lasciamo ai cosiddetti poteri forti la facoltà di decidere del nostro futuro e di quello delle future generazioni: i Popoli possono essere, se uniti e coesi, molto più forti e potenti di loro.

La Storia ci ha insegnato; o almeno sta tentando di farlo.

Sapremo noi essere bravi allievi?

 

 

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– NON CI SIAMO…

di Giovanni Maduli

5.12.2019

In quest’ultimo periodo stiamo assistendo alla nascita di nuovi gruppi, partiti, associazioni, movimenti la cui azione sembra essere volta al riscatto dei Popoli delle Due Sicilie e, come ho più volte scritto, ritengo questo un fatto positivo in sé in quanto testimone, almeno, di un fermento, di un risveglio, di una voglia appunto di riscatto. Ci stiamo finalmente risvegliando e sembra abbiamo finalmente compreso che, da quasi centosessanta anni, siamo solamente una colonia dell’Italia; molti hanno poi compreso che siamo anche colonia militare, strategica e commerciale, oltre che culturale, di potenze straniere da ormai settantaquattro anni; alcuni infine, ma ancora pochi, hanno capito che siamo colonia, ma anche schiavi, della cosiddetta Unione Europea: insomma, siamo colonia e schiavi tre volte.

Nascita di partiti e movimenti dicevo, che reputo quale fenomeno comunque positivo, e indicativo finalmente, della presa di coscienza non solamente delle taciute verità storiche che hanno determinato la fine della nostra libertà e sovranità, ma anche e sopratutto della necessità di dovere intraprendere azioni concrete che siano in grado di restituirci quella libertà e quella dignità ormai da troppo tempo estorteci. Tutti si è ormai compreso che in questa società pregna di “valori” spesso a noi estranei molte cose non vanno, non quadrano. Il Potere costituito ha un bel dire nel tentare di continuare a spacciare l’attuale condizione economica, sociale e culturale come condizioni transitorie verso un luminoso futuro migliore e perfettibile; la semplice e pura verità ci fa ogni giorno constatare e toccare con mano che sempre più “non si arriva a fine mese”, che i nostri giovani emigrano, che i servizi sociali sono sempre meno e sempre più scadenti, che i diritti dei lavoratori e dei cittadini diminuiscono, che l’egoismo e l’individualismo avanzano, che le strutture scolastiche, stradali e territoriali in genere sono sempre più fatiscenti, che la burocrazia è sempre più soffocante e tanto, tanto altro. Ecco allora, finalmente, la riconosciuta necessità di riunirsi, di fare gruppo per cercare di arginare questa deriva nichilista sotto ogni profilo.

Ma a questo punto nasce la necessità ineludibile di capire e quindi progettare il percorso da intraprendere, la via da seguire idealmente e culturalmente. Non è sufficiente avere compreso la necessità del risveglio, del “dover fare qualcosa”: è necessario adesso valutare le possibili vie da seguire, analizzarne le possibilità e le potenzialità; è necessario un vero e proprio progetto, chiaro, limpido; un progetto che non ceda alle lusinghe di eventuali compromessi o equivoci o, peggio, si presenti già ab origine come poco chiaro, impreciso, vago. E la cosa, lo riconosco, è tutt’altro che semplice ove si consideri ad esempio che a livello internazionale i parametri economici, commerciali, finanziari ma anche culturali sono totalmente cambiati se paragonati con quelli di appena venti o trenta anni fa. Si tratta di riformulare equilibri, modalità esecutive e relazionali totalmente nuove che tengano conto delle mutate condizioni e dei mutati paradigmi valutativi. Il bipolarismo è finito e nuove realtà si affacciano all’orizzonte dei popoli; sono realtà delle quali bisognerà tenere conto e con le quali inevitabilmente si dovranno intessere rapporti e relazioni. Il regime turbo capitalista neoliberista instauratosi in quest’ultimo ventennio, ancorchè progettato in tempi più remoti, sembra sia al capolinea e si dovrà riprogettare un “sistema” diverso in grado di soddisfare non solamente i bisogni strettamente economici, finanziari e commerciali ma, come giustamente propugnava il compianto prof. Giacinto Auriti, anche quelli sociali ed umani e perfino quelli filosofici. Come si vede problemi estremamente complessi che necessiteranno dell’indispensabile aiuto di Economisti, Filosofi, Sociologi e quanti si reputerà necessari per una pianificazione sociale ed economica, nazionale ed internazionale, il più possibile vicina alle reali necessità dei Popoli. Su questi molteplici argomenti tuttavia ci vengono in aiuto numerosi autorevoli suggerimenti fra i quali mi permetto di segnalare quelli di Aleksandr Dugin, a mio avviso brillantemente espressi nel suo “Teoria del mondo multipolare”.

Rimanendo in ambito per così dire “nazionale”, considerata la complessità dei problemi che si sono solo in minima parte elencati, credo sarà indispensabile procedere per fasi, individuando di volta in volta gli obiettivi che si vogliono perseguire ed i relativi mezzi o strumenti necessari. Sarà necessario individuare dei punti fermi, dei denominatori comuni in assenza dei quali non sarà materialmente possibile alcun riscatto.

          In altro documento ho dimostrato la indispensabilità ed inevitabilità della indipendenza (1). E, sia chiaro, sto parlando di indipendenza, non di secessione: noi non dobbiamo secedere da nessuno; non facciamo parte di uno Stato dal quale vogliamo separarci: noi siamo i discendenti di uno Stato, le Due Sicilie, che è stato illegalmente, arbitrariamente e violentemente aggredito e annesso. Nessuna secessione quindi, ma la rivendicazione e riacquisizione del nostro diritto.

Chi ha un minimo di conoscenze di Economia sa bene che il primo elemento che determina de facto la sovranità e l’indipendenza di un popolo e del relativo Stato è la facoltà, ma anche il diritto, di battere moneta.  Più semplicemente, uno Stato che non ha moneta sovrana non è uno Stato. Ne consegue che il secondo obiettivo da perseguire indispensabilmente è la sovranità monetaria e quindi, di conseguenza, l’uscita dall’Euro. So bene che alcuni economisti prezzolati paventano, in questo caso, conseguenze gravissime e inenarrabili, tentando così di spaventare quanti invece hanno ben compreso dove si celi il nocciolo della questione ma, d’altro canto, numerosi altri economisti, alcuni dei quali perfino premi Nobel, ma anche economisti quali Valerio Malvezzi, Nino Galloni, Alberto Bagnai, Claudio Borghi e tanti altri, hanno dimostrato ed elencato gli strumenti economici e finanziari utili per la difesa di una tale scelta stante che, inevitabilmente, si scateneranno gli strali dei poteri finanziari mondialisti i quali tenteranno in tutti i modi di ostacolare un tale legittimo e sacrosanto percorso. Né è accettabile l’ipotesi per la quale, secondo alcuni, molti cittadini si spaventerebbero di una tale ipotesi, decretando così l’insuccesso di una compagine politica che propugnasse una tale via. Semplicemente, non è accettabile che un intero Popolo rinunci al proprio legittimo riscatto sol perché alcuni, o anche tanti, non hanno ancora compreso. Chi non ha ancora compreso, e per fortuna sono sempre meno, dovrà essere aiutato ed informato e spetta a chi ha compreso, l’onere di un tale incarico.

          Parallelamente all’uscita dell’euro, altro punto ineludibile sarà l’abbandono della UE e il disconoscimento di tutti i trattati ad essa relativi e sottoscritti dallo Stato Italiano. Voglio essere chiaro su questo punto. Personalmente non solo non sono contrario ad un avvicinamento dei Popoli e, al limite, all’unità di quelli europei, ma sono a questa ipotesi favorevole solo ed esclusivamente qualora questa unità scaturisca dal volere e dal desiderio dei Popoli e non dalle oligarchie finanziarie e speculative internazionali.

Questi i punti che, a mio avviso dovrebbero costituire i punti fondanti ed ineludibili di una compagine politica che avesse davvero a cuore il riscatto del nostro Popolo.

Purtroppo, a malincuore, debbo rilevare invece che, se non vado errato, nessuno dei partiti e movimenti di recente costituzione hanno nei loro programmi questi punti. Certo, alcuni di essi si dichiarano apertamente indipendentisti, il che è certo positivo ma, come detto, se non si individuano punti fermi chiari ed ineludibili sono tutti partiti e movimenti che rischieranno di vanificare il loro pur lodevole sforzo. Addirittura ci sono movimenti che perseguono una giustissima ed auspicabile “equità” fra le risorse del Nord e quelle del Sud, non considerando però che si tratterebbe comunque, ammesso che si riuscisse ad ottenerla – cosa della quale dubito fortemente – di una equità nella miseria e nella schiavitù (…intanto tutte le Regioni hanno appena dato il proprio nulla osta sull’autonomia differenziata delle Regioni in assenza dei LEP, Livelli Essenziali di Prestazioni…(2).

Con tutto il rispetto e la stima per gli amici fautori di questi partiti e movimenti credo che ancora non ci siamo. Non credo sia questa la strada.

Come ho scritto, o si dichiareranno apertamente e con coraggio quali siano gli indispensabili obiettivi da perseguire o si rischierà, per l’ennesima volta, di profondere impegno, fatica, spese e quant’altro in attività che, gioco forza, non otterranno gli scopi per i quali quegli stessi amici, pur con tanta abnegazione, si battono.

Parafrasando il compianto Nicola Zitara, se non si mirerà apertamente all’Indipendenza e, aggiungo, alla sovranità monetaria, si otterrà al massimo di vivere solamente “momenti meno infelici…”.

 

1)

https://www.regnodelleduesicilie.eu/wordpress/page/2/

2)

http://www.ansa.it/sito/notizie/flash/2019/11/28/-autonomia-da-regioni-si-a-legge-quadro-_40c8dda8-2d13-44e0-8a8b-9550243a9b8a.html

 

 

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NOTIZIE DAL REGNO – STORIA                                        

 

VIVAMENTE CONSIGLIATI

 

– Il complotto della prima guerra mondiale – Parte 1

di Pandora Tv,da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=OsiSBR42YFw

 

– Il complotto della prima guerra mondiale – Parte 2

di Pandora Tv,da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=aPFYMGhrqps

 

 

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– Breve Storia delle Due Sicilie

da altaterradilavoro.com

(Tratto dal libro “DUE SICILIE, 1830 – 1880” di Antonio Pagano)

Antonio Pagano

Nel 1130, notte di Natale, con una fastosa cerimonia Re Ruggero II sancì a Palermo la nascita del Regno di Sicilia. Da quella notte, tutto il Sud della penisola italiana, dagli Abruzzi alla Sicilia, fu unificato nel primo vero Stato come nazione indipendente con capitale Palermo.

Quel 25 dicembre è una data simbolica: Ruggero II si presentava come il redentore di tutte le popolazioni del Sud della penisola e, nello stesso tempo, come il fondatore di un regno cristiano. Il Regno, a quella data, aveva circa tre milioni d’abitanti, ed era da sempre considerato il territorio più bello d’Europa per l’antica cultura, per il clima, per gli stupendi paesaggi e per lo stesso modo di vivere della gente, che già per questo poteva ben dirsi una nazione. Nel resto d’Italia vi erano altri cinque milioni d’abitanti, divisi in tanti piccoli agglomerati feudali, qualcuno non più grande della sua cerchia di mura, aventi origini, tradizioni e idiomi diversi.

Continua su:

https://www.altaterradilavoro.com/breve-storia-delle-due-sicilie/

 

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– Fratelli d’Italia? Ma quando mai! La conquista del Sud raccontata da Antonio Piraino (VIDEO)

da inuovivespri.it

https://www.inuovivespri.it/wp-content/uploads/2019/12/antonio-piraino.jpg

Nel 1860, in Sicilia, non andò in scena una rivoluzione, ma la conquista dell’Isola da parte di un’organizzazione economica e massonica inglese. Un anno prima erano iniziati i lavori per l’apertura del Canale di Suez e l’Inghilterra – che allora considerava i Mediterraneo un “lago inglese” – ha deciso di eliminare il Regno delle Due Sicilie per governare i flussi commerciali. Questo e altro nel video-racconto dell’economista Antonio Piraino . 

Nel 2012 l’economista siciliano Antonio Piraino è stato ospite di una televisione per raccontare l’unità d’Italia vista dal Sud. E’ importante ascoltare oggi questa chiacchierata, perché tanti temi che oggi sono piuttosto diffusi allora non erano molto noti. Certo, nel 2010 era andato in libreria Terroni di Pino Aprile, testo che ha aperto gli occhi a milioni di italiani, anche meridionali, che del Risorgimento conoscevano solo la storia scritta dai vincitori.

Oggi pubblichiamo la prima puntata di questa chiacchierata. Tanti i temi affrontati.

“Napoli, nel 1860, era la terza città d’Europa. Non c’erano Roma e Milano tra le grandi città!”, dice Piraino.

Continua su:

https://www.inuovivespri.it/2019/12/24/fratelli-ditalia-ma-quando-mai-la-conquista-del-sud-raccontata-da-antonio-piraino-video/

 

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– Fratelli d’Italia 2, Antonio Piraino racconta/ 1880-primi del ‘900: le industrie del Nord soppiantano le industrie del Sud (VIDEO)

da inuovivespri.it

Il racconto di oggi sulla ‘presunta’ unità d’Italia abbraccia il periodo che va dal 1880 fino alla Prima Guerra Mondiale. Sono gli anni dell’alleanza tra la nascente industria del Nord Italia (a spese del Sud) e i latifondisti del Sud per l’attuazione di politiche protezionistiche. Ma anche gli anni della rivolta dei Fasci siciliani, quando si romperanno gli equilibri tra capitale e lavoro che porteranno all’avvento del fascismo.    

Proseguiamo con la pubblicazione del video-racconto della ‘presunta’ unità d’Italia di Antonio Piraino (nella foto sotto tratta da Palermotoday). Nei giorni scorsi abbiamo pubblicato la prima puntata, oggi parliamo degli anni successivi al 1860, quando l’Italia sceglia il protezionismo economico. Un protezionismo che mise d’accordo la nascente industria del Nord e i latifondisti del Sud.

Piraino si sofferma sul periodo che va dal 1880 alla Prima Guerra Mondiale.

Continua su:

https://www.inuovivespri.it/2019/12/27/fratelli-ditalia-2-antonio-piraino-racconta-1880-primi-del-900-le-industrie-del-nord-soppiantano-le-industrie-del-sud-video/

 

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– I soldati napoletani e la "soluzione finale"

da linchiestaquotidiano.it

Negli ultimi tempi si è fatto un gran parlare della sorte riservata ai soldati dell'ex Regno delle Due Sicilie rinchiusi nelle prigioni dell’Italia settentrionale dopo il dissolvimento dello stato borbonico e l’avvento dei piemontesi nel sud della Penisola (autunno 1860). Si è scatenata una guerra all’ultima cifra tra chi stimava in parecchie decine di migliaia i reclusi, con un numero molto elevato di decessi, e chi, invece, attenuava di molto la portata del fenomeno. Luogo simbolo dello “scontro” è diventato l’imponente complesso fortificato di Fenestrelle, nell’alta Val Chisone, in provincia di Torino, realizzato dai Savoia nel corso del XVIII secolo per arrestare l’incedere degli eserciti francesi. I filo borbonici lo dipingono come un lager tetro e disumano, per gli ultras savoiardi, invece, è un lussuoso centro benessere dotato di tutti i confort. Ma, mettendo da parte l’infuocato dibattito, è bene tornare alla realtà storica della vicenda che, ad onor del vero, non è troppo conosciuta. Dopo il repentino collasso dell’apparato borbonico, il governo del neonato Regno d’Italia si trovò, tra le tante altre cose, a dover fare i conti con una massa ingente di militari sbandati. L’esercito napoletano non esisteva più e in tanti si erano trovati senza lavoro. Né le campagne di arruolamento si erano rivelate fruttuose: nella chiamata alle armi, infatti, si registrò sempre un altissimo numero di renitenti. E così, in breve lasso di tempo, a quei soldati che erano stati fatti prigionieri nel corso degli eventi bellici e a quelli delle fortezze che avevano resistito all’assedio piemontese, si aggiunsero tutti coloro che avevano tentato di sfuggire alla leva. Si trattava di un numero ingente di prigionieri, difficilmente quantificabile con matematica precisione. Di certo, però, ammontavano a parecchie decine di migliaia. Il governo sabaudo in un primo momento si limitò a rinchiudere i prigionieri nelle carceri del sud Italia. Subito dopo, però, intuendo la pericolosità della situazione (il fuoco del brigantaggio stava infiammando le province del meridione) escogitò un piano di evacuazione trasferendo via mare gli ex soldati napoletani al nord. Il porto di arrivo dei bastimenti era soprattutto Genova. Da qui i prigionieri venivano smistati nelle varie località di destinazione. Le principali erano, per l’appunto, Fenestrelle, ma anche San Maurizio Canavese, alle porte di Torino, Alessandria, Milano e Bergamo. Migliaia di altri meridionali vennero confinati nelle isole dell’arcipelago toscano e in quelle pontine. Più di 12.000, specialmente ufficiali e veterani borbonici che si erano rifiutati di entrare nell’esercito sabaudo, furono trasferiti in Sardegna, nelle isole napoletane o nella Maremma Toscana, sottoposti a domicilio coatto.

Continua su:

http://www.linchiestaquotidiano.it/news/2019/12/16/i-soldati-napoletani-e-la-soluzione-finale/29951

 

 

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– L’INDUSTRIA DIMENTICATA DI TEANO

da illuxi.altervista.org

Tra il 1830 e il 1845, nei primi anni di regno di Ferdinando II, sorsero nei pressi di Teano, lungo il corso del fiume Savone una serie di piccole, medie e grandi industrie tra cui, in località Gomite, una ferriera e una ramiera su commissione degli industriali Nicola e Bartolomeo Salvi (che già erano in possesso di alcune ferriere ad Atripalda nell’attuale provincia di Avellino).

In questo periodo il governo borbonico attraverso politiche protezionistiche incentivava la crescita industriale per farne un settore che rendesse il Regno Delle Due Sicilie economicamente indipendente dalle potenze europee.

Continua su:

https://illuxi.altervista.org/?p=45&fbclid=IwAR1QemXvDEz-ouQ4Kqmr6ggCvWP3UABKJOOa9tjAlaqmqSvo6YBxvxWM-t0

 

 

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PER NON DIMENTICARE…

(immagine tratta da madreluna.altervista.com)

 

– 3 gennaio 1862 – Castellammare del GolfoFucilazione di Angelina Romano (8 anni e due mesi) e altri sei innocenti

Video con i nomi dei fucilati

http://www.youtube.com/watch?v=JSGPiHO_tMg

 

 

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– Il 3 gennaio 1862, a Castellammare del Golfo (Tp), vengono fucilati per "brigantaggio":

 

Angelina Romano, di appena otto anni e due mesi

Angela Calamia di 70 anni

Angela Catalano di 50

Antonio Corona di 70 anni

Mariana Crociata di 30 anni

Don Benedetto Palermo di 43 anni, parroco del paese

Marco Randisi di 45

 

 

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– ANGELINA, di Michele Carilli – Vincitore Assoluto Musica XXX Premio Mondiale di Poesia Nosside 2014

di PremioMondialMosside, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=e-ScaxohHro

 

 

AD ANGELINA ROMANO

di Lina La Mattina

 

‘Nta li strati e li chiazzi d’ogni paisi

Nelle strade e le piazze d’ogni paese

scritti a littri di focu s’avissi a canusciri

scritto a lettere di fuoco si dovrebbe conoscere

lu nomu e la storia di Ancilina Romano

il nome e la storia di Angelina Romano

ca doppu 148 anni veni fora

che dopo 148 anni viene fuori

a spizzichi e muccuna…prucissata

a pezzetti e bocconi… processata

e fucilata d’un russu malignu piemuntisi

e fucilata da un rosso maligno piemontese

un certu Culunnellu Petru Quintini

un certo Colonnello Pietro Quintini

dicuratu cu midagghi d’oru e di brunzu

decorato con medaglie d’oro e di bronzo

comu aveva la facci e lu cori

come aveva la faccia e il cuore

p’aviri ammazzatu decini e decini

per avere ammazzato decine e decine

d’omini fimmini e picciriddi

d’uomini femmine e bambini

nni la vriugnusa, ‘gnobili “mprisa” lorda

nella vergognosa, ignobile “impresa” lorda

di sangu ‘nnuccenti di lu risurgimentu.

di sangue innocente del risorgimento.

 

“Cri cri cri…quantu fimmini chi ci su”

“Cri cri cri… quante femmine che ci sono”

“cri cri cri…tri voti tri uguali a novi

“Cri cri cri…tre volte tre uguale a nove

quantu erano l’anno so’…

quanti erano gli anni suoi

cantava e jucava spinsirata Ancilina

cantava e giocava spensierata Angelina

nun sapeva ancora quantu curta

non sapeva ancora quanto corta

era la strata di la so’ vita, curta quasi

era la strada della sua vita, corta quasi

quantu lu jissu e li maduna

quasi quanto il gesso e i mattoni

ca signava p’arrivari a lu “campanaru”!

che segnava per arrivare al “campanile”!

Satava comu griddu cu unu

Saltava come grillo con uno

du’ pedi, jocu di picciriddi ca doppu

due piedi, gioco di bambini che dopo

l’Unità d’Italia, nun canuscèru

l’Umità d’Italia, non conobbero

cchiù scoli, alligrizza, riali, jocu

più scuole, allegria, regali, gioco

pri nesciri di li tani: quadari fumanti

per uscire dalle case: quadri fumanti

di carni vugghiuta o abbruciata viva.

di carne bollita o bruciata viva.

 

“Cri cri cri… setti fimmini e ‘na guastedda

“Cri cri cri…sette femmine e una pagnotta di pane

a la casa nun fa ritornu Ancilina

a casa non fa ritorno Angelina

“Cri cri cri…l’affirraru pi li vrazza

“Cri cri cri…l’afferrarono per le braccia

‘nterra la sdivacaru nto ‘na cella…

per terra la buttarono dentro una cella…

unni sunnu ammucchiati li “brianti”

dove sono ammucchiati i “briganti”

vulevanu sapiri – nun lu sacciu –

volevano sapere – non lo so –

chiancennu arrispunni – allura mittemu

piangendo risponde – allora mettiamo

ferri e catini a sta nica delinquenti…

ferri e catene a questa piccola delinquente…

“Cri cri cri – chiù nun canta Ancilina

“Cri cri cri – più non canta Angelina

pitittu avi, a la casa voli turnari

ha fame, a casa vuole tornare

‘n canciu di pasta e pani, di jissu e canzuni

In cambio di pasta e pane, di gesso e canzoni

di chiummu, nni la chiazza ‘nsemmula

di piombo, nella piazza insieme

a tant’autra genti, la panza c’incheru.

A tanta altra gente, la pancia le riempirono.

Cri cri cri…chianci la matri e tuttu un paisi

Cri cri cri… piange la madre e tutto un paese

chianciunu brianti ca brianti nun sunnu!

Piangono briganti che briganti non sono!

 

 

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– 3 gennaio 1894 – La strage di Marineo (Pa)

 

Il 3 gennaio, Giacomo Merli, comandante della

truppa, gridò ai suoi soldati: «Caricare! Puntare!

Fuoco!». E fu una carneficina. Pur di reprimere il

movimento dei Fasci, le truppe regie spararono

contro una folla inerme: 17 le vittime innocenti.

Fonte:

https://piazzamarineo.files.wordpress.com/2011/01/pa0201-pa03-29.pdf

 

 

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– Palermo, 6 gennaio 1980 – Assassinio del presidente della Regione Siciliana Piersanti Mattarella

Il 6 gennaio 1980 veniva assassinato a Palermo il Presidente della Regione Siciliana Piersanti Mattarella. Nell’esemplare discorso indirizzato al Presidente Sandro Ppertini in visita ufficiale, Mattarella difende esemplarmente le ragioni della Sicilia ma anche quelle di tutto il Sud.

– Il discorso del Presidente Piersanti Mattarella davanti al Presidente Pertini

di Nuovi Vespri, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=34NSMbPJZzY

 

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– 12/15 gennaio 1867, Palermo

Due gruppi di detenuti, senza alcun processo e senza alcuna sentenza, furono fucilati dalle truppe durante la loro traduzione a Palermo. Stesso destino per altri cinque prigionieri provenienti da Misilmeri, fucilati ad un paio di chilometri dal capoluogo.

Fonte:

http://www.scomunicando.it/notizie/sette-e-mezzo-ed-a-palermo-fu-rivolta/

 

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– 20 gennaio 1893La strage di Caltavuturo (Pa)

https://i.ytimg.com/vi/ta8L72eOCso/hqdefault.jpg

(foto tratta da youtube.com)

 

Era mezzogiorno del 20 gennaio 1893, il giorno di San Sebastiano.Nel pomeriggio, una compagnia di fanteria arrivata da Palermo scatenò una caccia all’uomo sulle alture circostanti il paese, arrestando molti dei contadini scampati alla strage. I corpi degli assassinati furono lasciati per quasi due giorni sul selciato prima che ai familiari fosse consentito di dare loro sepoltura.

Fonte:

http://www.siciliafan.it/la-strage-caltavuturo-del-20-gennaio-del-1893-cruciano-giallombardo/

 

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– 21 gennaio 1799: Rivolta dei Lazzari a Napoli

– Gennaio 1799: Rivoluzione e Contro-Rivoluzione nel Regno di Napoli

di Francesco Pappalardo, da storialibera.it

 

La reazione armata delle popolazioni del Regno di Napoli – organizzate in gran parte nell'esercito della Santa Fede – contro la Repubblica Napoletana del 1799, va inserita nel più ampio contesto del così detto Triennio Giacobino (1796-1799) o, cambiando angolo di visuale, dell'Insorgenza (1796-1815), cioè dell'insieme delle sollevazioni contro-rivoluzionarie e antinapoleoniche in Italia. Nascono in quel periodo effimere repubbliche, sostenute soltanto da minoranze «illuminate», che ritennero giunta l'ora per concretizzare le loro utopie o, più prosaicamente, per impadronirsi dei beni ecclesiastici e delle terre comunali su cui gli abitanti esercitavano gli usi civici da tempo immemorabile. Le popolazioni, anziché lasciarsi incantare dalla Libertà astratta e letteraria dei riformatori, insorgono concordi in difesa delle loro tradizioni e delle residue libertà concrete, mostrando che il vero elemento unificatore della nazione italiana era rappresentato dalla comune identità religiosa e culturale. La Rivoluzione, infatti, è avversata dagli italiani perché percepita nella sua essenza reale: straniera nella lingua e nei modi, ma soprattutto straniera al costume, alle credenze e ai legittimi interessi di un popolo.

Continua a leggere su:

http://www.storialibera.it/epoca_contemporanea/rivoluzione_francese/repubblica_napoletana/articolo.php?id=412

 

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– 22 gennaio 1861 – Scurcola Marsicana: fucilati 89 soldati borbonici

(foto da foto.paesaggidabruzzo.com)

Il giorno 22 gennaio 1861, il colonnello Pietro Quintini, (Carlo Pietro Quintini, 1° colonnello del 40° fanteria, nacque a Roma nel 1814 e fu rapito da Satana a Terni nel 1865) obbedendo alle direttive ricevute, fece fucilare (sarebbe meglio dire massacrare, senza peccare di eccessivo livore) 89 soldati borbonici che erano stati rinchiusi nella Chiesa delle Anime Sante, dopo essere stati catturati il due giorni prima.

Continua su:

http://briganti.info/le-stragi-nascoste-scurcola-marsicana/

 

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– 28 gennaio 1861 : la battaglia di Bauco (odierna Boville Ernica)

(foto da I borghi più belli d’Italia)

Theodule Emile de Christen, al comando di circa 400 fedeli alla casa regnante, si barricò il 28 gennaio 1861 all’interno delle mura di Bauco (oggi Boville Ernica), al fine di distogliere forze al nemico impegnato nell’assedio di Gaeta. Dopo diversi e inutili assalti dell’esercito piemontese il Christen, vincitore, impose le sue condizioni allo sfidante.

 

 

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SCHEGGE DI STORIA                                                        

 

SCHEGGE DI STORIA 1/’20

 

Anche sulla repressione in Calabria verità ufficiali coprivano fatti reali.

Falsità da tramandare ai posteri, per opportunità politica, e per acquisire elogi e meriti. L’altra versione, raccontata in Parlamento sempre nel 1869, fornì una diversa versione sulla morte di Palma. Braccato e isolato, il capobrigante era stato costretto a nascondersi a Macchia Sara da un suo compare, Pietro Librandi, guardiano del barone Guzzolino. Fu tradito: Librandi lo denunciò per intascare la taglia ed evitare accuse di complicità. E mentre gli faceva la barba, lo stesso Librandi lo uccise con un colpo secco di rasoio. Poi gli tagliò la testa, per dimostrare di averlo ammazzato. Consegnò il macabro trofeo alle autorità militari e che avrebbero inventato l’episodio dello scontro a fuoco con il capobrigante scoperto con otto dei suoi uomini. Fu questa la fine del capobrigante calabrese che per dieci anni fu considerato il “Re della Foresta” e che, pur avendo estorto centinaia di migliaia di ducati con i sequestri, morì povero. Si arricchirono, invece, i suoi manutengoli, i suoi favoreggiatori di basso e, purtroppo, di alto casato che per molti anni gli assicurarono l’impunità che assai spesso gli avrebbero preparato i piani dei sequestri. Un giornale di Catanzaro tracciò del brigante questa biografia: “Era considerato laborioso, mite ed ossequiente: fu spinto al malandrinaggio da insinuazioni malvagie dei tristi, che provocarono il brigantaggio per specularvi. Presso il volgo godeva prestigio e popolarità: le donnette favoleggiavano di lui chiamandolo santo, fatato, invulnerabile e invincibile; aveva saputo procacciarsi queste false credenze con continuate, generose elargizioni, e tenendo osservanza ad un sistema di vita parco e temperato.”

Eugenio De Simone, Atterrite queste popolazioni, Magenes Edizioni, pag. 30, 31.

 

 

Non tutta la Sicilia era contro il governo di Napoli, questa verità si può elaborare individuando quel corpo estraneo nel partito contro rivoluzionario. Le forze liberali fomentate dall’aristocrazia siciliana ostile al casato dei Borbone, per le ragioni più svariate, fin dal tempo in cui re Ferdinando ebbe a risanare il debito pubblico delle Due Sicilie, intaccando i privilegi e azzerando i monopoli, trovarono la predisposizione mentale di alcuni possidenti di Palermo ad aprirsi alle richieste dei liberali siciliani, assecondati dalla corona britannica per sovvertire il governo legittimo. Messina da tutto ciò ne subiva il danno maggiore perché con la discesa in campo di queste forze sarebbero saltate quelle leggi che le avevano permesso di aumentare notevolmente i suoi traffici e le sue finanze. …

Dalle carte che ho studiato salta fuori una costante. La rivolta, checchè se ne pensi, non fu movimento di popolo, ma la discesa in campo di un partito siciliano espressione di una minoranza, legatosi con una burocrazia italiana ai tempi sconosciuta, rimandando il tempo dell’invasione posto in essere dagli ideologici siciliani. La verità non è legittimata con la discesa in campo dei militari napoletani vittoriosi nella campagna militare del 1848 – 1849. Non furono i soldati ad annientare Messina, senochè gli stessi siciliani che si dichiararono suoi liberatori.

Alessandro Fumia, Messina, la capitale dimenticata, Magenes Edizioni, pag. 228.

 

 

Secondo Fejto la Massoneria continentale latina, egemonizzata da quella francese, si impegnò nel diffondere in tutta Europa i valori del repubblicanesimo laico e anticlericale, che non solo non lasciavano spazio ad alcun compromesso con l’Impero asburgico ma addirittura consideravano i cattolici alla stregua di una quinta colonna del nemico. A giudizio dello storico ungherese un altro obiettivo della massoneria fu la nascita di una federazione di nazioni europee sotto l’egemonia della Francia all’interno della Società delle Nazioni.

L’instaurazione della Società delle Nazioni, ricorda Fejto, era diventata la motivazione ufficiale della guerra da parte  delle potenze dell’Intesa a partire dal congresso massonico tenutosi a Parigi nel giugno 1917. Si trattava di un proposito lungamente vagheggiato dalla massoneria: già Mazzini aveva profetizzato una repubblica mondiale. A mio avviso la S.d.N. fu la tappa di preparazione per il Governo mondiale di oggi, l’ ONU.

Si capisce così perché la massoneria e l’alta finanza – forze cosmopolite – abbiano mobilitato i nazionalismi in occasione della prima guerra mondiale: occorreva fare tabula rasa di ogni forma alternativa di universalismo. L’Impero asburgico, la Russia e l’Impero ottomano, furono annientati proprio perché erano esempi riusciti di compagini statali multietniche. Analizzando la faccenda da un punto di vista religioso anziché politico, le cose diventano ancora più chiare. Con il crollo dell’Impero ottomano ebbe fine per sempre l’unità non solo politica, ma anche spirituale del mondo islamico. In Russia i comunisti, finanziati dai banchieri di Wall Street, intrapresero addirittura lo sterminio del clero ortodosso.

– Enrico Montermini, Mussolini e gli illuminati, Edizioni Si, pag. 17.

Per prendere visione delle altre “Schegge di Storia”, si veda la sezione omonima del menù verticale, in alto, alla sinistra del video.

 

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EVENTI

 

 

 

 

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NOTIZIE DAL REGNO – ATTUALITA’                                   

 

– Olé: anche gli eredi dei Savoia vogliono l’Autonomia differenziata contro il Sud!

da inuovivespri.it

Il Consiglio regionale del Piemonte ha approvato il provvedimento che consentirà alla Giunta di centrodestra guidata da Alberto Cirio di trattare con il Governo centrale la richiesta di Autonomi differenziata. Hanno votato a favore anche in consiglieri regionali del PD, che ormai in tutto il Nord inseguono la Lega di Salvini per non perdere voti. Per la ‘Secessione dei ricchi’ adesso le Regioni sono quattro: Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e il nuovo arrivato Piemonte.

Anche gli eredi dei Savoia vogliono l’Autonomia differenziata. Così, oltre alla Lombardia, oltre al Veneto e all’Emilia Romagna, adesso anche la Regione Piemonte punta sulla ‘Secessione dei ricchi’. Non è una novità, volendo: figuriamoci se la Regione di un Nord Italia diventato ormai periferia di una Germania non è d’accordo sul progetto di scippare altre risorse al Sud. E infatti tutta la vecchia politica piemontese si è trovata d’accordo sull’Autonomia differenziata a spese del Mezzogiorno, dal centrodestra che governa la Regione con Alberto Cirio al PD che sta all’opposizione (e che ormai per provare a non perdere consensi insegue la Lega di Salvini).

Continua su:

https://www.inuovivespri.it/2019/12/20/ole-anche-gli-eredi-dei-savoia-vogliono-lautonomia-differenziata-contro-il-sud-mattinale-482/

 

 

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– PILLOLE DI DISUNITA’

di Patrizia Stabile, da altaterradilavoro.com

Un breve exursus sulle porcate compiute ai danni del Sud. Tutti i partiti sono colpevoli. Tutti…….

1) La clausola del 34% per gli investimenti ordinari della pubblica amministrazione al Sud (parametrato alla popolazione residente) che à legge dello Stato dal 2016, non è mai stata attuata. La quota si è mediamente fermata al 28% con punte in basso al 23%.

2)La domanda interna del Sud attiva circa il 14% del Pil del Centro Nord

3)I Conti pubblici territoriali hanno acceso i riflettori sull’andamento degli investimenti nazionali finalizzati allo sviluppo del Mezzogiorno. L’excursus va dagli anni ’50 al 2015. In sintesi, si è passati da una spesa pari allo 0,68% del pil nel decennio 1951-1960 ad un risicato 0,15% nel periodo 2011-2015

4) …

Continua su:

http://www.altaterradilavoro.com/pillole-di-disunita-di-patrizia-stabile/?fbclid=IwAR1QQ-qVhHeKzHyXcAKmORXrCuYkFPC5lp6zxk6h9mrsdDWBfuNB1sZGgr4&doing_wp_cron=1577148374.0087990760803222656250

 

 

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– Qualità della vita, Palermo ancora giù: perse 11 posizioni, disoccupazione giovanile alle stelle“

di Maria Carola Catalano, da palermotoday.it

 

Qualità della vita, Sole 24 Ore: Palermo sempre più in basso, perse 11 posizioni
„La Qualità della vita a Palermo peggiora. La città è al 98esimo posto nell'edizione 2019 della classifica del Sole 24 Ore: 11 posizioni più in basso rispetto al 2018. Ma le brutte notizie non finiscono qui: dall'indagine, che prendendo in considerazione 90 indicatori fotografa il benessere nelle province italiane, emerge chiaramente che il gap tra Nord e Sud non va dissolvendosi: al contrario la coda della classifica, infatti, è tutta concentrata nel Mezzogiorno con Enna al 104esimo posto, Foggia al 105esimo e Crotone al 106esima. Chiude Caltanissetta all'ultimo posto per la quarta volta.“

Continua su:

http://www.palermotoday.it/attualita/classifica-qualita-vita-sole-24-ore-16-dicembre-2019.html?fbclid=IwAR1E2-jUN6u5scvlUAj_1I7ATxpb-widS4j0HRPN-Ut1VpViLgJjKVKs5z4

 

 

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– La banca popolare di Bari non va solo salvata ma va rilanciata….

di Michele Ladisa

VIDEO

https://www.facebook.com/antonella.cirese/videos/10214374426706604/

 

 

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– Sicilia: La Regione riporta a casa i fuorisede siciliani: pullman a prezzo simbolico per Natale

da balarm.it

La Regione Siciliana tende una mano agli studenti che si trovano al Nord e che rischiano di non rientrare in Sicilia per il periodo natalizio, a causa delle proibitive tariffe aeree.

Con il caro voli quest'anno sono parecchi gli studenti e i lavoratori che vivono fuori dalla Sicilia che rischiano di pagare un salasso il biglietto aureo per passare le festività natalizie a casa con i propri cari.

Oltre la burla la beffa insomma, il lavoro in Sicilia manca, chi studia decide di formarsi fuori dall'Isola per avere una preparazione migliore, ma se anche per tornare a casa per le festività natalizie bisogna spendere un botto di soldi, viene voglia di chiudersi nella Zecca di Stato a stampare banconote come ne "La Casa di Carta".

Il governo della Regione Siciliana, presieduto da Nello Musimeci, a quanto pare non è rimasto indifferente al problema, forse perché teme le orde di nonne con i matterelli in mano sotto Palazzo D'Orleans a protestare perché non potranno abbracciare i propri nipotini adorati per rimpinzarli come dei tacchini per il giorno del ringraziamento.

Continua su:

https://www.balarm.it/news/la-regione-riporta-a-casa-i-fuorisede-siciliani-pullman-a-prezzo-simbolico-per-natale-113949

 

 

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– L’UE PROTEGGE IL RISO DEL PIEMONTE MA NON IL GRANO SICILIANO

di Roberto La Rosa, da Facebook.com

VIDEO

https://www.facebook.com/robertolarosapatriotasiciliano/videos/693366274521636/

 

 

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– Prima la UE ci impone il grano canadese e l’olio d’oliva estero, poi ci dice che fanno male alla salute!

da inuovivespri.it

Certo che l’Unione Europea dell’euro non sa più cosa inventare per favorire le multinazionali. Non contenti di aver sistematicamente sacrificato gli interessi dell’agricoltura sull’altare dell’industria e dei servizi (vedi il CETA, che costringe i Paesi europei ad importare i prodotti agricoli canadesi, freschi e trasformati, per consentire alle multinazionali di fare affari in Canada nei servizi e di esportare lì prodotti industriali), i signori dell’Europa ‘unita’ (o quasi) adesso stanno mettendo mano alla classifica del cibo. Ci sarebbero i cibi buoni, da semaforo verde, e i cibi cattivi, da semaforo rosso. Risultato: la Coca Cola light è buona, mentre l’olio d’oliva extra vergine farebbe addirittura male alla salute!

Di cosa stiamo discettando? Dell’ultima trovata ‘salutista’ di Bruxelles. Un’etichettatura stampata nelle confezioni degli alimenti (nutri-score) per informare (si fa per dire…) i consumatori. Ad ogni alimento viene assegnato un colore e una lettera sulla scala).

Continua su:

https://www.inuovivespri.it/2019/12/07/prima-la-ue-ci-impone-il-grano-canadese-e-lolio-doliva-estero-poi-ci-dice-che-fanno-male-alla-salute-mattinale-468/?fbclid=IwAR117AEI2mfdJNHDKobJfkN2Jd6ZllFkuCGsZykg5Ij1Hcz4_yCpcvGK-d4

 

 

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– APPROVATA L’AUTONOMIA DIFFERENZIATA DELLE REGIONI SENZA I LEP!!!

Leggi su:

http://www.ansa.it/sito/notizie/flash/2019/11/28/-autonomia-da-regioni-si-a-legge-quadro-_40c8dda8-2d13-44e0-8a8b-9550243a9b8a.html

 

 

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– Costi dei trasporti triplicati per passare il Natale al Sud

da corrieredellacalabria.it

CATANZARO Chiamatelo caro-feste, oppure, se volete, isolamento territoriale: viaggiare verso la Calabria, la Puglia o la Sicilia nel periodo delle festività natalizie ha costi proibitivi, che ammontano anche al +188% rispetto a un weekend di novembre. La denuncia arriva da un report di Federconsumatori (Qui tutti i dettagli). «Ogni anno – scrive in una nota l’associazione – riceviamo molte segnalazioni da parte di studenti fuori sede, lavoratori, insegnanti che in occasione delle festività natalizie rientrano a casa, ma sono costretti a prenotare con estremo anticipo e, nonostante ciò, a pagare a caro prezzo i biglietti di treni, bus e aerei. Ecco perché l’Osservatorio nazionale Federconsumatori ha deciso di monitorare alcune delle principali tratte per analizzare la differenza di costo tra il viaggio nel weekend 8-10 novembre 2019 e il periodo delle festività di fine anno 23 dicembre – 7 gennaio».

Continua su:

https://www.corrieredellacalabria.it/politica/item/209451-costi-dei-trasporti-triplicati-per-passare-il-natale-al-sud/amp/?fbclid=IwAR3GpKNbYjqBR7TZhLKpXVetfbYynGU_dmtpQIojXVjj1IJJi-2hRhEtJdg

vedi anche:

https://www.corrieredellacalabria.it/wp-content/uploads/2019/11/Qui-tutti-i-dettagli.pdf

 

 

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– In Sicilia pure le scorie nucleari. Monta la protesta dei sindaci dell’ennese
di Antonella Sferrazza, da inuovivespri.it

Ci mancano solo le scorie nucleari. In una Sicilia devastata dai poli del petrolchimico (buoni solo a fare crescere l’incidenza dei tumori e a distruggere l’ambiente), minacciata dalle trivelle (che, grazie al Governo Renzi, potranno invadere e mettere a rischio il nostro mare, vedi l’allarme che arriva da Pantelleria), costellata di basi militari con appendici varie (vedi il Muos di Niscemi), depredata dal governo nazionale e governata da una politica affarista e arraffona (il caos imperversa nella raccolta dei rifiuti, nella gestione dell’acqua , nella gestione dei boschi, nella gestione dei musei, dei teatri, delle strade, delle autostrade, per non parlare della disoccupazione e dei rischi legati al flusso migratorio), si può trovare spazio anche per i rifiuti radioattivi.
Continua su:

https://www.inuovivespri.it/2015/11/19/in-sicilia-pure-le-scorie-nucleari-monta-la-protesta-dei-sindaci-dellennese/?fbclid=IwAR1ImYm_loo8DqCkZqWxFTmVeMmlTRQ9NjIKzxZBG5EmoW69M5AnhRs8_Bc

 

 

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– Il Sud non può più permettersi di assistere i prenditori del Nord

di Pietro Fucile, da fiumiamare.home.blog

https://fiumiamarehome.files.wordpress.com/2019/11/domino-665547_640.jpg?w=496

Non è un mistero che la spesa pubblica italiana sia da sempre sbilanciata a favore delle regioni settentrionali, è sotto gli occhi di tutti la carenza infrastrutturale del Mezzogiorno; lo raccontano i Conti Pubblici Territoriali che lo scippo al Sud vale 61 miliardi di euro l’anno; lo confermano trasmissioni come Report in TV; l’hanno sostenuto nel tempo tante autorevolissime voci, una per tutte quella del piemontese Luigi Einaudi, Presidente della Repubblica, che in un saggio di economia e politica, ammise troppo tardivamente “…É vero che noi settentrionali abbiamo contribuito qualcosa di meno ed abbiamo profittato qualcosa di più delle spese fatte dallo Stato italiano dopo la conquista dell’unità e dell’indipendenza nazionale, peccammo di egoismo quando il settentrione riuscì a cingere di una forte barriera doganale il territorio ed ad assicurare così alle proprie industrie il monopolio del mercato meridionale, con la conseguenza di impoverire l’agricoltura, unica industria del Sud; è vero che abbiamo spostato molta ricchezza dal Sud al Nord con la vendita dell’asse ecclesiastico e del demanio e coi prestiti pubblici.”

Continua su:

https://fiumiamare.home.blog/2019/11/16/il-sud-non-puo-piu-permettersi-di-assistere-i-prenditori-del-nord/?fbclid=IwAR2gI2omK1G3ELSoSZLucOP7eHM7MJRbu-eSkmI07NXKd0WpeFsbiq5H5BY

 

 

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– REPORT 4 NOVEMBRE 2019 FEDERALISMO FISCALE

di Fondazione Trasparenza, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=rO3vMd7d_tE&feature=share&fbclid=IwAR0r_BRnae8O7W300kqHa6hhnOR7r3Esbvyp9S9IVSlLv28mioQMASfkQu8

 

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– Svimez, lo Stato taglia gli investimenti al Sud: fuga dal Mezzogiorno

di Antonio Fraschilla, da palermo.repubblica.it

 

Un quadro drammatico, attuale e in proiezione futura. La Svimez ha presentato il rapporto annuale sullo stato dell'economia e dei servizi nel Mezzogiorno, e la situazione descritta è sempre più grave. Cresce il divario con il Nord, ma soprattutto cresce il divario con il resto dell'Europa: il Meridione d'Italia è una delle zone più povere dle vecchio continente. E la nuova questione meridionale non sembra essere stata mai davvero nell'agenda dei governi passati e recenti: secondo il direttore della Svimez Luca Bianchi nel 2018 mancano all'appello, come investimenti al Sud, 3,5 miliardi di euro, in base alla regola del 34 per cento della ripartizione delle somme in conto capitale per investimenti. Una regola non rispettata. Al Sud cresce il divario di cittadinanza con le regioni del Nord in termini di minori servizi, dagli asili nido al trasporto pubblico. Cala il Pil, con il Meridione che nel 2019 è in stagnazione registrando un meno 0,2 per cento. E il futuro è a tinte fosche: secondo un calcolo della Svimez da qui al 2065 nel Meridione si perderà il 40 per cento della forza lavoro attiva, che in termini numerici significa 5 milioni di lavoratori in meno, con un conseguente crollo del Pil. Le aree interne hanno visto già oggi perdere 225 mila abitanti, e il trend della fuga è in crescita: dal 2000 le residente sono calate, mancano all'appello 2 milioni di abitanti.

Continua su:

https://palermo.repubblica.it/politica/2019/11/04/news/svimez_lo_stato_taglia_gli_investimenti_al_sud_fuga_dal_mezzogiorno-240197685/?fbclid=IwAR0yg1a3Z4kscjfA18UEvJ58t6zluJ94vbMkrl5C-ozvrgaU-1CMz6g85l0

 

 

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– 4 NOVEMBRE, LUTTO CITTADINO PER TUTTE LE CITTA’ E I PAESI DEL SUD
di Valerio Rizzo, da inuovivespri.it, tratto da Associazione culturale Due Sicilie


Oggi, 4 Novembre, commemorazioni in pompa magna, corone di fiori e comizi in quasi tutti i Comuni d’Italia e prima fra tutte: la cerimonia all’Altare della Patria con i rappresentanti massimi delle istituzioni.

Queste le principali celebrazioni del 4 novembre, ma oltre alla solita retorica qualcuno si chiede se sia giusto festeggiare uno degli eventi più drammatici della storia del mondo.

In fondo la Grande Guerra è stata un’inutile strage, che ha causato solo in Italia 650.000 morti, 947.000 feriti, 600.000 dispersi!

Quindi sarebbe più opportuno istituire per il 4 novembre una giornata di lutto nazionale, soprattutto in alcune zone del Paese.

Stiamo parlando di quelle regioni che hanno dato il maggior tributo di sangue, il più numeroso contributo di giovani. Stiamo parlando delle regioni del Sud, da cui proveniva circa l’80% dei militari impiegati nella guerra (cosa ancora attualissima, se si considerano i caduti nelle missioni di pace), i cafoni meridionali a cui avevano promesso terre e condizioni migliori di vita.

Così come la Gran Bretagna durante la Guerra ha utilizzato soldati indiani e afgani, e la Francia è ricorsa a soldati algerini e tunisini, anche l’Italia ha usato i popoli delle sue colonie, l’ex Regno delle Due Sicilie (Non si dimentichi che quando Bismarck fu informato da un suo collaboratore in merito alla volontà italiana di avere possedimenti nel Corno d’Africa, rispose:
“L’Italia non ha bisogno di colonie in Africa poiché le ha già in casa propria”)
Continua su:

https://www.inuovivespri.it/2019/11/04/4-novembre-lutto-cittadino-per-tutte-le-citta-e-i-paesi-del-sud/?fbclid=IwAR2WlKmYbEOOlAO0eMTE8BQrd8gGJmsAQ1cPAvgbFUnY5ZqM-vzQFN8ZW8A#GmZSRQM9Be85iY25.01

 

 

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– Terzo Convegno Tradizionalista di Napoli Capitale

di Sud e Civiltà, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=QYKeh4NVUME&fbclid=IwAR0tk6h8gGlm9vrT7K5JM5y6bMeMX_Perl_LFR_BKaCk_QwIsrQ-4HatkvQ

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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LUOGHI DEL REGNO                                                         

 

 

– Il “Cristo deposto” di Matteo Bottiglieri del Duomo di Capua

di Giuseppe Lizzi, da casertaweb.com

Leggi su:

https://casertaweb.com/notizie/cristo-deposto-matteo-bottiglieri-gioiello-piu-prezioso-del-duomo-capua/?fbclid=IwAR3kp9yUl-SCnXAQo2DATpkr89nDw5XWGGIsKluPQQvZGznJ3ZDPwsI1GgQ

 

Per prendere visione degli altri “Luoghi del Regno”, si veda la sezione “Architetture del Regno”, in alto, sulla sinistra del video, pag 2.

 

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CULTURE DEL REGNO                                                         

 

– Il Napoletano, Lingua o dialetto?

di Giancarlo Sanduzzi, da pontelandolfonews.com

Il termine italiano dialetto si sta avviando a diventare una parola tabù. Il rinascente orgoglio regionale e le sempre più diffuse idee federaliste e separatiste esercitano pressioni sulla parola perché non sia più usata nel contesto geografico italiano. C’è, poi, l’impatto del luogo comune, della frase a effetto sentita una volta e poi ripetuta a orecchio, per cui capita sempre più spesso, se dite “dialetto napoletano”, che qualcuno salti su a correggervi, affermando con tono ieratico: “il napoletano non è un dialetto, è una lingua!”. Sì, perché l’espressione “giusta” sarebbe questa: lingua napoletana, lingua veneta, lingua sarda e così via. Ma è proprio corretto?
Io stesso ho pubblicato in questo sito un articolo dal titolo La lingua napoletana nella storia della musica. Mi sono espresso bene? Voglio approfondire un po’ la questione, e comincio dalle definizioni ufficiali di dialetto.
Zingarelli: “Lingua speciale di paese, regione o città rispetto alla lingua comune”.
Rizzoli-LaRousse: “Il dialetto è una lingua che ha subito un’evoluzione in uno spazio limitato e che si affianca ad altri tipi linguistici simili riferibili allo stesso ceppo”.

Continua su:

https://www.pontelandolfonews.com/napoletanita/il-napoletano-lingua-o-dialetto-1/

 

Per prendere visione delle altre “Culture del Regno”, si veda la sezione “Architetture del Regno”, in alto, sulla sinistra del video, pag 3.

 

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TESTI CONSIGLIATI                                                            

N.B.:

– Alla sez. TESTI CONSIGLIATI (v. sul menù alla sinistra della presente pagina), grazie alla cortesia dell'Autore Tommaso Romano, è pubblicato integralmente  il testo Sicilia 1860 – 1870 – Una storia da riscrivere

– Alla stessa sezione di cui sopra, alla pag. 35, grazie alla cortesia dell’Autore Gian Pio Mattogno e dell’Editore Claudio Mutti (Edizioni all’insegna del Veltro),  sono pubblicate alcune parti (Introduzione, Cap. V^ e Cap. VI^) di un raro testo che molto bene delinea gli scenari sociali, politici ed economici dai quali scaturirono le “rivolte” pre-unitarie: La rivolta borghese in Italia – Dalla restaurazione ai moti del 1831.

 

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VIVAMENTE CONSIGLIATO

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CRISTIANI E MUSULMANI NEI SECOLI…

di Michele Antonio Crociata

Dario Flaccovio Editore – Palermo

Leggi su:

 

http://www.lafedequotidiana.it/monsignor-crociata-sullislam-e-lislamizzazione-allah-non-e-dio/?utm_source=dlvr.it&utm_medium=facebook

 

 

 

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– Quello stretto (ignorato) legame tra massoneria e fascismo

di Angela Pellicciari, da altaterradilavoro.com

 

I libri di storia ben scritti hanno fascino. E quello scritto da Gerardo Padulo ne ha. E molto. Innanzitutto per il tipo di scrittura che, documentata alla virgola, non è né pedante né noiosa. Poi per la novità e l’autorevolezza con cui disegna del fascismo e del suo rapporto con la massoneria un quadro tanto diverso da quello conosciuto da farlo risultare inedito e insieme ovvio. Sto parlando di L’ingrata progenie. Grande Guerra, Massoneria e origini del Fascismo (1914-1923), edito da Nuova Immagine (208 pagine, 30 euro).

Continua su.

http://www.altaterradilavoro.com/quello-stretto-ignorato-legame-tra-massoneria-e-fascismo-2/?fbclid=IwAR2sswkPia5cb4zDR3muGCR2sQaKM5xKBECFlOnRotiGQkDNtMEIMEOrdZY

 

 

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– Messina, la capitale dimenticata

di Alessandro Fumia, Magenes Edizioni

UN LIBRO CHE TUTTI I DUOSICILIANI DOVREBBERO LEGGERE.

IN PARTICOLARE I SICILIANI.

In questo corposo volume di 339 pagine Alessandro Fumia rende partecipe il lettore di “cosa divenne” Messina subito dopo l’investitura di Carlo III della corona di “Utriusque Siciliae”. Ci ricorda che questa gloriosa città fu un tempo crogiuolo di iniziative industriali, economiche, finanziarie, commerciali, culturali e scientifiche di primissimo piano, tanto che tutte le maggiori potenze europee vollero colà i propri Consolati. Un fermento di iniziative e di progetti che la portarono presto ad essere fra le più importanti città del Regno seconda, forse, solo a Napoli. Una città che, da sola, forniva allo Stato una rendita fiscale superiore a quello di tutta la restante Sicilia nel suo insieme. Una città più volte capitale dell’Isola e che in più occasioni fu aspra rivale di Palermo. Una rivalità che sfocerà infine nella strenua e tenace difesa dei diritti del legittimo Governo contro la ribellione della capitale dell’isola, fomentata ad arte da liberali, massoni e profittatori guidati dalla nobiltà capitolina che vedeva ogni giorno diminuire i suoi illegittimi profitti a causa dei continui interventi dei Borbone in favore del popolo Siciliano. Ci guida infine nella disamina, quasi ora per ora, di ciò che esattamente avvenne nel corso della rivolta del ’48; chi ne furono i veri artefici, quali ne furono le vere cause, come e dove si svolsero esattamente i combattimenti ma, soprattutto, come ad essere i veri artefici del cosiddetto bombardamento di Messina, non furono le milizie Duo Siciliane, bensì gli “indipendentisti Siciliani”. E lo fa non attraverso sottili disquisizioni di ordine filologico o ideologico, bensì attraverso la pubblicazione di documenti, spesso inediti, quasi sempre di sponda “indipendentista”. E’ così smentita inequivocabilmente e ancora una volta la vigliacca invenzione per la quale, secondo alcuni sprovveduti, ma anche secondo quanto ancora si legge in certi libri scolastici, che sarebbe stato il “Re Bomba” (nomignolo vilmente affibbiato successivamente a Ferdinando II), ad operare quel bombardamento. Per la verità già altre fonti avevano avanzato questa versione, ma il merito del Fumia sta nel fatto di avere dimostrato che quanto raccontato nel testo non è, appunto, una “versione”, ma quanto realmente avvenne sulla base di prove documentali inappellabili.

Un testo quello del Fumia che contribuisce in modo determinante al disvelarsi di verità volutamente e vigliaccamente occultate, travisate e manipolate che però, ormai, risplendono in tutto il loro abbagliante fulgore.

G.M.

 

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– …e nel mese di maggio 1860 la Siclia diventò "Colonia"

di Pippo (Giuseppe) Scianò

Pitti Edizioni, pag. 415

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Qui il VIDEO della presentazione

 

https://www.youtube.com/watch?v=Mq-kCl_xgMs&feature=youtu.be

 

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– Rinascita di una Nazione

di Giovanni Maduli

Presentazione di Vincenzo Gulì

Introduzione di Ignazio Coppola

Pitti Edizioni

 

 

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NOVITA' EDITORIALI                                                          

 

Dalla Rete Tradizionalista delle Due Sicilie ci viene comunicato che è uscito il numero 71 de L'Alfiere.

 

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– Chi vive?

di Fabrizio Fanciulli

Leggi su:

https://www.giornaledimontesilvano.com/libri/chi-vive-brigantaggio-a-tagliacozzo?fbclid=IwAR0RosCn91qo6UGyYhS5_j5kH22FpS7FRrjC-jhIx-B9dNzgyHJIQ_oyb5o

 

 

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NOTIZIE DAL MONDO – ECONOMIA, POLITICA              

 

– DOV'È MATTARELLA? MANOVRA APPROVATA SENZA CONSULTARE I DEPUTATI: È GRAVISSIMO

di Radio Radio Tv, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=T729q6Zt4w0

 

 

 

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– Uscire dall'euro rilancerebbe il paese. Ecco le prove pubblicate in tutti i giornali.

di Francesco Amodeo, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=aqZfvBv7mPI

 

 

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– 22 dicembre 1913: dopo 106 anni di depistaggi e bugie

di Fabiuccio Maggiore, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=fER67R_JxtI

 

 

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– L'incredibile discorso di Gratteri che i media avrebbero dovuto mandare a reti unificate.

di Francesco Amodeo, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=0ZkbHjAY8so

 

 

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– Magaldi: la mafia dei media tace sulla massoneria che conta

da libreidee.org

Comodo, sparare a man salva sulle piccole massonerie regionali: funziona a meraviglia, come escamotage per non parlare mai dell’unica massoneria che conti davvero, quella sovranazionale, a cui Gioele Magaldi ha dedicato il bestseller “Massoni”, uscito nel 2014 per Chiarelettere. Nomi e cognomi, indicazioni mai smentite: «E’ anche grazie a quel libro, citato in Parlamento dai 5 Stelle, se poi Napolitano s’è dovuto dimettere, dopo aver insediato Monti alla guida del governo su mandato delle aristocrazie massoniche più reazionarie». Magaldi presenta Napolitano come un esponente di spicco della superloggia “Three Eyes”, «di cui la P2 di Gelli era stata la succursale italiana». Precisa l’autore: «Posso documentare ogni mia affermazione: dispongo di 6.000 pagine di dossier». Nessuno, però, ha mai preteso di visionare quei documenti. E’ più facile, semmai, riesumare il fantasma di Gelli per parlare della massoneria in termini generici e persino criminologici, sulla scorta di inchieste molto mediatiche come quella sull’ipotetica connessione tra logge e ‘ndrangheta, in Calabria, attorno alla figura di Giancarlo Pittelli. In attesa che le indagini proseguano, Magaldi resta prudente: «Troppe volte, dopo l’iniziale polverone suscitato dai media, non è emerso nulla di sostanziale, per il paese: neppure l’indagine “Minotauro” condotta da Agostino Cordova pervenne ad alcunché di clamoroso».

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https://www.libreidee.org/2019/12/magaldi-la-mafia-dei-media-tace-sulla-massoneria-che-conta/

 

 

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– Sfida a Londra: la Scozia avvia la procedura per l’indipendenza

di Nicol degli Innocenti, da ilsole24ore.com

La premier di Edimburgo, Nicola Sturgeon, invia al governo inglese nel giorno del discorso della regina un disegno di legge che le permette di indire un nuovo refendum sulla secessione dal Regno Unito

Il Regno Unito lascia l’Unione Europea e la Scozia vuole lasciare il Regno Unito. La premier Nicola Sturgeon oggi ha presentato un disegno di legge che darebbe a Edimburgo invece che a Londra il potere di indire altri referendum sull’indipendenza.

La legge del 1998 che ha concesso autonomia alla Scozia (Scotland Act) va modificata per ampliare i poteri riservati al Governo di Holyrood, secondo la Sturgeon. Allo stato attuale spetta a Londra decidere se concedere o meno un referendum, e il premier britannico Boris Johnson ha già messo in chiaro di non avere alcuna intenzione di acconsentire alla richiesta di Edimburgo.

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https://www.ilsole24ore.com/art/sfida-londra-scozia-avvia-procedura-l-indipendenza-ACCTDM7?fbclid=IwAR3gyT8EQFDB4uYkng0htACOD3RXRK-VH4ZYDGifIs82paiCsYAEh9x8qa8&refresh_ce=1

 

 

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"La Polonia fuori dall'Ue", perché Varsavia potrebbe seguire il Regno Unito”
di Dario prestigiacomo, da europa.today.it

 

La Polonia potrebbe lasciare l'Unione europea. Ad affermarlo non è un politico o un partito euroscettico, ma la Corte suprema dell'ex Paese del blocco sovietico. Il motivo? Il braccio di ferro tra Varsavia e Bruxelles sulla riforma della giustizia. 

"I contrasti tra il diritto polacco e il diritto comunitario con ogni probabilità condurranno a un intervento delle istituzioni europee in merito a una violazione dei trattati Ue e, nella prospettiva più lunga porteranno alla necessità di lasciare l'Unione europea", ha affermato la Corte suprema, citata dalla Reuters. La questione riguarda una serie di riforme della giustizia su cui già l'Ue è intervenuta in passato, deferendo la Polonia alla Corte europea. Primo passo verso una sanzione che potrebbe comportare la sospensione del diritto di voto di Varsavia in sede Ue. 

Il fronte aperto con Bruxelles, pero', non ha intimorito finora il governo, guidato dal partito Diritto e Giustizia, PiS l'acronimo in polacco, che fa leva sul forte consenso popolare in Patria. Il PiS, che al Parlamento europeo è alleato di Fratelli d'Italia, ha presentato una nuova legge che punta a impedire ai giudici di mettere in discussione la legittimità delle riforme. Un po' come se la nostra Corte costituzionale non avesse più il potere di annullare una norma se contro l'ordinamento italiano.

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http://europa.today.it/attualita/polonia-giustizia-brexit.html

 

 

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– ECO & Franco CFA: Africa in rivolta. Mohamed Konarè

di MePiu, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=AHCtQ7KbuoA

 

 

 

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CULTURA – COSTUME – SOCIETA'                                  

 

– A chi si appartiene

di Alceste, da alcesteilblog.blogspot.com

Me lo domando spesso.

La vita si riduce, a volte, a tale banale considerazione: a chi si appartiene?

Si dice che il destino atterri alcuni, esalti gli altri e che solo il Tempo intervenga a sedare l’ingiustizia permettendo la verità: sono d’accordo, a patto di non chiamarlo destino.

In realtà ciò che amiamo appellare destino, nel breve margine che la Morte ci concede, non è che una scelta d’appartenenza. La schiavitù a un ordine, a una setta, a un pensiero prestabilito. Ciò determina il nostro essere nel mondo, la fatuità del vivere, i successi, le soddisfazioni.

Chi è estraneo a questo viene estromesso, di fatto, dal consesso sociale. Ora più di prima, molto più di prima. La libertà, di cui si ciancia, è davvero un fantasma sul proscenio del postmoderno. E chi se ne accorge? Nessuno, poiché ognuno, o la maggior parte di noi, appartiene a qualcosa o qualcuno.

Ci si affatica a osannare il Tale; a denigrare il Talaltro: entrambi, però, appartengono a qualcuno; o a qualcosa; se non fosse così non ci sarebbe da osannarli o denigrarli dacché non esisterebbero su nessun palco della venerazione o della disapprovazione.

Persino certi salvatori della patria appartengono a qualcuno o qualcosa: lo so, li vedo; noto dei particolari, ai più indifferenti, che loro, invece, pongono in sobrio risalto, come a dire: ecco, io appartengo a questo o a questa cosa.

Chi non appartiene a niente rimane solo. La solitudine, che è altro dalla vita solitaria, bramata e necessaria all’autentica meditazione, schianta l’individuo e lo rende, alla lunga, sterile. La sconfitta, continua, bestiale, feroce, ci trasforma in esseri muti e rassegnati oppure in personaggi queruli e degni di un sorriso di compatimento o scherno.

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http://alcesteilblog.blogspot.com/2019/12/a-chi-si-appartiene.html

 

 

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– Le radici europee nelle idee di Benedetto XVI e del Patriarca russo Kirill

da l’intellettuale dissidente

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https://www.lintellettualedissidente.it/controcultura/esteri-3/benedetto-xvi-e-mosca-idea-comune-di-europa/

 

 

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– Le privatizzazioni ci stanno riportando al Feudalesimo

di Paul Craig Roberts, da comedonchisciotte.org

 

L’America è il paese degli scandali. L’ultimo è l’uso da parte del multi-miliardario ebreo Mike Bloomberg di call center operati da carcerati per la pubblicità della sua campagna presidenziale.

A me sembra che lo scandalo sia l’attacco di Bloomberg alla Costituzione americana, non il suo utilizzo del lavoro carcerario. Bloomberg vuole abrogare il Secondo Emendamento e disarmare il popolo americano, proprio nel momento in cui il paese sta crollando spiritualmente, moralmente, economicamente e politicamente.

In un passato non lontano, avevo riferito sull’uso diffuso del lavoro penitenziario da parte delle principali aziende statunitensi e del Dipartimento della Difesa. Apple è una di queste aziende e stivali e abbigliamento per i militari vengono prodotti facendo lavorare i detenuti. Chiaramente, le autorità hanno legittimato le carceri private e l’appalto del lavoro penitenziario a basso costo ad entità private che lo utilizzano a scopo di lucro.

Bloomberg, secondo The Intercept, vale 54 miliardi di dollari ed Apple molto di più, almeno in base al mercato azionario. Se Apple può usare il lavoro dei carcerati, perché non può farlo Bloomberg?

Sono gli appaltatori che affittano i detenuti-lavorari a Bloomberg, ad Apple, al Dipartimento della Difesa, quelli che ci guadagnano. Incassano il salario minimo statale per i lavori penitenziari, mentre i carcerati sono retribuiti con pochi dollari al mese.

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https://comedonchisciotte.org/le-privatizzazioni-ci-stanno-riportando-al-feudalesimo/

 

 

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– Il Gattopardo e la perdita della memoria storica

di Diego B. Panetta, da lintellettualedissidente.it

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https://www.lintellettualedissidente.it/controcultura/letteratura-2/il-gattopardo-e-la-perdita-della-memoria-storica/

 

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– BERGOGLIO, UNA NUOVA RIVELAZIONE

di Maurizio Blondet, da maurizioblondet.it

Qual è stato il peccato di Sodoma, per cui  l’antica città venne incenerita? Finalmente la Pontificia Commissione  Biblica ci chiarisce ogni dubbio,  in uno studio che è stato commissionato dal “Santo Padre”: – ” un peccato che consiste nella mancanza di ospitalità, con ostilità e violenza nei confronti del forestiero, comportamento giudicato gravissimo e meritevole perciò di essere sanzionato con la massima severità, perché il rifiuto del diverso, dello straniero bisognoso e indifeso, è principio di disgregazione sociale, avendo in se stesso una violenza mortifera che merita una pena adeguata”.

Finalmente corretti duemila anni  di fraintendimenti,  per cui addirittura “sodomia” è diventato, tra il  popolino, sinonimo del peccato impuro contro natura. Un errore condiviso persino da “Giuda fratello di Giacomo” , palesemente un contemporaneo di Cristo,  di cui c è stata tramandata una lettera canonica: “Così Sòdoma e Gomorra e le città vicine, che alla stessa maniera si abbandonarono all’immoralità e seguirono vizi contro natura, stanno subendo esemplarmente le pene di un fuoco eterno” (Giuda 7).

Continua su:

https://www.maurizioblondet.it/bergoglio-una-nuova-rivelazione/

 

 

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– Gaza 2020: com’è facile per il mondo cancellare il dolore palestinese

da invictapalestina.org

Nel 2012 le Nazioni Unite  dichiararono che Gaza sarebbe  diventata invivibile entro il 2020. Israele ha deliberatamente contribuito a far sì che questo avvenga.

Immagine di copertina: Un uomo tiene la mano di Maria al-Gazali, una bambina palestinese di 14 mesi, mentre il suo corpo giace su una barella in un ospedale di Beit Lahia, nel nord di Gaza, il 5 maggio 2019. È morta durante un attacco aereo israeliano (AFP)

Mi piacerebbe  che provaste a fare un esperimento: cercate su Google “famiglia di otto persone uccise”. Vi verranno fornite diverse opzioni: una famiglia uccisa a Sonora, in Messico, un’altra a Pike, nell’Ohio, un’altra nella Contea di Mendocino, in California.

Ma la sconfinata  memoria di Google sembra  soffrire di amnesia riguardo ciò che è successo solo un mese fa a Deir al-Baba, Gaza.

Ricapitolando, visto che anche voi potreste aver dimenticato: il 14 novembre un pilota israeliano lanciò una bomba JDAM da una tonnellata su un edificio in cui dormivano otto membri di una stessa famiglia. Cinque di loro erano bambini. Due di loro erano neonati.

Cotinua su:

https://www.invictapalestina.org/archives/37494

 

 

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 MEDICINA                                                                        

GLI ARTICOLI DI SEGUITO RIPORTATI NON RAPPRESENTANO IN ALCUN MODO SUGGERIMENTI O INDICAZIONI TERAPEUTICHE IN QUANTO GLI AMMINISTRATORI DI QUESTO SITO NON SONO MEDICI; ESSI RAPPRESENTANO SOLAMENTE UN PANORAMA DI OPINIONI REPERITE SUL WEB. SI INVITA PERTANTO AD AVVALERI COMUNQUE DEL PROPRIO MEDICO CURANTE.

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– Napoli: nuova terapia restituisce a due bambini la vista

da ilmattino.it

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https://www.ilmattino.it/napoli/cronaca/terapia_genica_restituisce_vista_bambini_napoli_universita_vanvitelli-4929885.html?fbclid=IwAR3v2FrBy-AHq_If2zL3bs6EzowdpcvAb9g4SRXMNAlR47fHUcT7t4wkecY

 

 

 

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– Analisi vaccinali: qualcosa si muove…

di Marcello Pamio, da disinformazione.it

Complimenti ai parlamentari Andrea Cecconi e Sara Cunial (fuoriusciti per fortuna loro e nostra dal Movimento 5 stelle), per aver in Commissione Affari Sociali presentato un’interrogazione sulle iniziative volte a ridurre il rischio di reazione avversa causata dalla somministrazione di vaccini.

Il tema del contendere sono gli esami laboratoristici effettuati dall’associazione Corvelva.

Risponde il viceministro Pierpaolo Sileri del Movimento 5 stelle!

Fin da subito il medico mette le mani avanti dicendo che secondo “il Rapporto Vaccini 2019 recentemente pubblicato sul sito dell’Agenzia e tutti i rapporti precedenti non è stata confermata la presenza di rischi aggiuntivi a quelli già noti”.

Quindi state tranquille mamme, non c’è alcun rischio per i vaccini, ed entra nel dettaglio spiegando quello che avviene dopo che i laboratori delle industrie brevettano un prodotto chimico (farmaco e/o vaccino che sia).

Innanzitutto «i controlli di qualità vengono effettuati dalla ditta durante tutto il ciclo produttivo di ogni lotto di vaccino, prima della distribuzione sul mercato. I metodi utilizzati per i controlli effettuati sui vaccini dalle aziende produttrici e le relative specifiche sono approvati dalle autorità competenti al termine della fase di valutazione del prodotto».

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https://disinformazione.it/2019/10/04/analisi-vaccinali-qualcosa-si-muove/

 

 

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– LA FALSIFICAZIONE DEI DATI NEI DECESSI DA VACCINI – Jacob Puliyel

di byoblu, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=YDvKZIQmD_0&fbclid=IwAR0USctK19xU130GkwVzTyM2YSWYAxgSt2mQY9sGI0Abi9-J40MJFcJLyKA

 

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– La "morte cerebrale" è una finzione – Parte 1 – Gennaio 2019

di antipredazione, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=8wvZNWG-c3Q&fbclid=IwAR3APu-DhN4Lvntbwdr6E3JZF1Wt0QLfZVi3vDCcdX6GnUdboum0Su_jx9o

 

 

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– Google oscura i siti della medicina alternativa per proteggere la gente dai consigli medici ‘pericolosi’

di Barry Brownstein, da fee.org e da comedonchisciotte.org

 

Nel classico romanzo di Ray Bradbury Fahrenheit 451, i pompieri non spengono gli incendi, li appiccano per bruciare i libri.

I totalitari sostengono di avere nobili intenzioni nel bruciare i libri. Vogliono risparmiare ai cittadini l’infelicità causata dal dover sceglere fra teorie contrastanti.

La censura è controllo

Nella distopia di Bradbury, il vero obiettivo della censura è quello di tenere sotto controllo la popolazione. Il capitano Beatty spiega al protagonista, il vigile del fuoco Montag: “Non puoi costruire una casa senza chiodi e legno. Se non vuoi che una casa venga costruita, nascondi chiodi e legno.” La “casa” a cui Beatty fa riferimento sono le opinioni che contrastano con quella “ufficiale.”

Se non vuoi un uomo politicamente infelice, non fargli una domanda che abbia due risposte possibili, una è più che sufficiente. Meglio ancora, non fargliela affatto. Lascia che dimentichi che esiste una cosa come la guerra. Se il governo è inefficiente, oneroso e impone tasse assurde, è meglio che le cose stiano così, piuttosto che la gente si preoccupi.

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https://comedonchisciotte.org/google-oscura-i-siti-della-medicina-alternativa-per-proteggere-la-gente-da-consigli-medici-pericolosi/

 

 

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SCIENZA E TECNICA

 

– Cina: Nasce il primo bambino modificato geneticamente

da ilfoglio.it

Quando nel 2015 gli scienziati della Sun Yat-sen University di Guangzhou, in Cina, hanno usato per la prima volta la tecnologia Crispr sugli embrioni umani, la comunità scientifica occidentale, ma anche l’opinione pubblica, si è espressa in modo molto critico: la modifica del genoma umano è un passo troppo grande da fare, non si può andare avanti senza una adeguata riflessione etica. Perché la tecnica Crispr potrebbe consentire di ereditare il genoma modificato, ma appunto, non ha limiti di applicazione: potrebbe eliminare il gene dell’Alzheimer ma anche creare bambini tutti biondi, alti e con gli occhi azzurri. Si chiama, in questo caso, eugenetica.

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https://www.ilfoglio.it/scienza/2018/11/26/news/le-vie-della-cina-sono-infinite-226410/

 

 

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– La NASA annuncia: Il più grande ghiacciaio della Groenlandia cresce per il terzo anno consecutivo, con un ispessimento che si sta verificando in un’area sempre più vasta

di  Teo Blašković, da attivitasolare.com

Il ghiacciaio Jakobshavn nella Groenlandia occidentale, meglio conosciuto per essere il ghiacciaio più veloce del mondo, sta crescendo per il terzo anno consecutivo. E per il terzo anno, l’ispessimento si sta verificando in un’area sempre più ampia.

Il ghiacciaio ha trascorso decenni in ritirata fino a quando gli scienziati non hanno osservato un inaspettato progresso tra il 2016 e il 2017. Oltre a crescere verso l’oceano, il ghiacciaio è risultato rallentare e ispessirsi.

I dati raccolti nel marzo 2019 confermano che il ghiacciaio è cresciuto per il terzo anno consecutivo, e gli scienziati attribuiscono il cambiamento alle fresche acque oceaniche, riferisce Kathryn Hansen nei rapporti della NASA.

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https://www.attivitasolare.com/la-nasa-annuncia-il-piu-grande-ghiacciaio-della-groenlandia-cresce-per-il-terzo-anno-consecutivo-con-un-ispessimento-che-si-sta-verificando-in-unarea-sempre-piu-vasta/?fbclid=IwAR2_iRnH2wAeRgPOZGqcWyrBc5Bg9qajfCGhFTSXRH3Lncs0SDL-SdYFRpw

 

 

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DA NON PERDERE:

– Transumanesimo: il disboscamento degli umani – Enrica Perucchietti

di byoblu, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=0nBygBTAZiE&feature=emb_logo

 

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– La petizione dei 500

di Enzo pennetta, da enzopennetta.it

L’idea di rispondere con un appello di persone di scienza al tentativo di screditare come antiscientifiche le posizioni di chi non giunge alle stesse allarmanti conclusioni dell’IPCC in materia di allarme climatico era stata lanciata lo scorso mese di giugno (ne ho parlato in “Petizione sul riscaldamento globale antropico“).

Volutamente ignorata dalla stampa e dai grandi media era stata invece contrastata con una contro petizione alla quale, al contrario, veniva data grande visibilità.

L’idea ha poi varcato i confini nazionali trovando grande attenzione all’estero e giungendo infine ad essere fatta propria e rilanciata da altri 400 studiosi di tutto il mondo divenendo una nuova petizione da 500 firme che verrà presentata il 18 ottobre ad Oslo e a Roma.

Qui il link alla petizione.

L’evento di Roma si terrà al Senato, dopo la soppressione ingiustificata di un’analoga iniziativa il 13 novembre dello scorso anno si spera che questa volta non ci sia nessuna censura.

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https://www.enzopennetta.it/2019/10/la-petizione-dei-500/

 

 

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– Lettera aperta ad ogni sindaco d’Italia sul 5G

da disinformazione.it

Gentile Sindaco,

si ritiene di fondamentale importanza da parte Sua leggere con molta attenzione la seguente ORDINANZA (n.7 del 20 settembre 2019) firmata da un Suo collega del Comune di Camponogara in provincia di Venezia, sul divieto di installazione e diffusione di nuovi impianti di telefonia mobile con tecnologia 5G.

Non si tratta, come qualcuno pensa, di voler bloccare l’innovazione delle telecomunicazioni: nessuno vuole tornare al Medioevo, ma non si può nemmeno accettare ad occhi chiusi una tecnologia che, per interessi industriali, metta a repentaglio la salute pubblica, come in questo caso.

Stiamo parlando infatti di una tecnologia sconosciuta e soprattutto MAI testata sulla popolazione!

Conviene fare molta attenzione, anche perché «spetta al Sindaco la responsabilità penale, civile, amministrativa, di accertarsi nelle competenti sedi, per le conseguenze di ordine sanitario che dovessero manifestarsi a breve, medio e lungo termine nella popolazione residente nel territorio comunale».

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https://disinformazione.it/2019/10/15/lettera-aperta-ad-ogni-sindaco-ditalia-sul-5g/

 

 

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– Altro che complotti! Capito a cosa serve l'eliminazione del contante?

da terrarealtime.blogspot.com

ANCHE VIDEO

https://terrarealtime.blogspot.com/2019/10/altro-che-complotti-capito-cosa-serve.html

 

 

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FUORI TESTO

 

Le lacrime che dai nostri occhi vedrete sgorgare

non crediatele mai segni di disperazione

promessa sono solamente

promessa di lotta.

Alexandros Panagulis
 

 

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– Fioravanti: il Regno dei Borbone, scuola di eccellenza

di CentroStudi Civitanovesi, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=lOZ_Bog8qpY

 

 

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CNT – Message à toute l'humanité

di Demo Sophie, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=j1GCeJe7T74&feature=share

 

 

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Cos'è lo Spread – Nando Ioppolo

di Il Manto, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=hyZgv4BlgCI

 

 

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– "Inganno Globale", di Massimo Mazzucco

di Il Portico Dipinto, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=jNiZD1FQevk&t=662s

 

 

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– Cancro le Cure Proibite di Massimo Mazzucco

di Carlo Anibaldi, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=qPZPGeLag9c

 

 

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– Ex Magistrato Paolo Ferraro Decide Di Parlare!

di InfoClub, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=QGHNSkmbH0E&t=11s

 

 

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