La verità è per chiunque la voglia cercare…

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N.B.: Si partecipa ai Sig.ri fruitori di questo sito che alcuni articoli riportati sulla pagina iniziale possono rimanere in visione per molto tempo, mentre altri vengono aggiornati con maggiore frequenza e senza alcuna periodicità. Si invita pertanto a prendere sempre visione  dell’intera pagina.

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APPELLO

 

…alla luce di quanto sta avvenendo non è più pensabile continuare a dividersi in sicilianisti, napolitanisti, duosiciliani, borbonici, antiborbonici, meridionalisti, federalisti, autonomisti e via dicendo: ciò non farà altro che favorire il gioco di quelle oligarchie mondialiste che hanno causato ciò che stiamo subendo; la posta in gioco è troppo alta per non comprendere che solo una identità di intenti può porsi come elemento determinante per la riuscita di un qualunque progetto di riscatto. E’ indispensabile, anzi vitale, il superamento di quelle pur legittime diversità di vedute e propugnare, tutti insieme e nel rispetto delle specifiche idee, quanto meno un forte riavvicinamento delle varie componenti identitarie, nella convinzione e nella consapevolezza che se ciascuno farà un piccolo passo indietro, tutti insieme si farà un enorme passo avanti.

(Tratto da “Rinascita di una Nazione”, pag. 127)

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Si invitano i sig.ri lettori a dare attenta lettura dell’articolo seguente. Anche dalla sua lettura è possibile comprendere la deriva verso la quale, indipendentemente dai vari “credo” politici, siamo tutti volutamente trascinati.

– Perchè non si possa dire "Io non lo sapevo…" e la conseguente scelta indipendentista.

di Giovanni Maduli, 19.2.2016.

https://www.regnodelleduesicilie.eu/wordpress/page/2/

 

 

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PENSIERI…

 

– Palermo: Vespri 2019 e la necessità del partito unico meridionale.

di Giovanni Maduli

2.4.2019

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          Il 30 marzo 2019 si è svolta a Palermo, in ricordo della Rivolta del Vespro del 1282, una grande manifestazione alla quale hanno aderito e partecipato numerosi gruppi indipendentisti Siciliani; manifestazione alla quale ho partecipato. E’ stato un evento ben riuscito e ben organizzato nonostante il breve tempo che il Comitato Organizzatore ha avuto per poter mettere a punto tutte le necessità e incombenze che l’organizzazione di un tale evento richiede. Non posso quindi che plaudire all’iniziativa che spero possa ripetersi ininterrottamente anche negli anni a venire.

          A seguito di tale evento, subito dopo la fine dello stesso, sono iniziate su vari “social”, come era prevedibile, una serie di valutazioni, interventi, prese di posizione alcune volte non sempre pertinenti ma, molto più spesso, pienamente in linea con lo spirito dell’iniziativa, con i suoi fini e con il suo intrinseco atto di denuncia delle ormai insostenibili condizioni in cui versa la Sicilia sia da un punto di vista economico che sociale, culturale, demografico, etc.. Non da pochi, ad esempio, è stata evidenziata la dolorosa emorragia che vede espatriare di continuo i nostri giovani in cerca di una occupazione, spesso non in linea con il titolo di studio posseduto. Altri hanno insistito sull’evidente stato di colonia nel quale versa la nostra isola ormai da centocinquantotto anni. Ma uno degli argomenti che spesso, più o meno velatamente, ricorreva e ricorre negli interventi era ed è la necessità, ritenuta ormai inderogabile da molti, di giungere alla creazione di una indispensabile formazione politica in grado di far proprie queste istanze che ormai interessano e investono una sempre maggiore parte della (per non dire di tutta, ma poco ci manca…) popolazione Siciliana.

          Come è noto a chi conosce il mio pensiero sull’argomento, non posso non concordare con quest’ultima richiesta che ormai appare ed è, e da diversi anni, una ineludibile, vitale necessità.

          Sappiamo tutti dei vari tentativi che da più parti sono stati meritevolmente messi in atto in questi ultimi anni per tentare di superare la spinosa questione ma, vuoi per idee o programmi divergenti, vuoi per incapacità nel sapersi relazionare proficuamente con “gli altri”, vuoi, a volte, per carenze nell’ambito della dialettica politica e programmatica, vuoi per la “cecità” di alcuni, indisponibili a pensare progetti di ampio respiro in grado di superare divergenze e differenze e in grado di valutare opzioni e di aiutare il processo di nascita e sviluppo di un unico grande soggetto; quei tentativi, di fatto non sono approdati fino ad oggi e a mio parere, ad alcunché di utilmente ampio e quindi profondamente sostenibile.

          L’attuale panorama politico nazionale, d’altro canto, non mi sembra ci prospetti nulla di buono. Senza voler entrare in analisi e denunce su quanto l’attuale governo sta portando avanti, mi limito ad evidenziare solamente la “secessione di fatto” imposta dalla Lega, con la colpevole condiscendenza del Movimento 5 Stelle, con “l’autonomia” del Veneto, della Lombardia e dell’Emilia Romagna; secessione che di fatto consentirà un ulteriore arricchimento di quelle regioni a scapito di quelle del Sud. E mi limito ad evidenziare, ancora, la palese incongruenza in quel famigerato punto 25 del “Contratto di Governo” laddove si legge testualmente: “Con riferimento alle Regioni del Sud, si è deciso, contrariamente al passato, di non individuare specifiche misure con il marchio “Mezzo-giorno”, nella consapevolezza che tutte le scelte politiche previste dal presente contratto (con particolare riferimento a sostegno al reddito, pensioni, investimenti, ambiente e tutela dei livelli occupazionali) sono orientate dalla convinzione verso uno sviluppo economico omogeneo per il Paese, pur tenendo conto delle differenti esigenze territoriali con l'obiettivo di colmare il gap tra Nord e Sud.” Stendendo un velo pietoso sulla costruzione grammaticale e sintattica dell’intero articolo mi domando: Ma come è possibile contemperare uno “sviluppo economico omogeneo”, con le “differenti esigenze territoriali con l'obiettivo di colmare il gap tra Nord e Sud ? Delle due l’una: o si procede con uno sviluppo omogeneo dell’intero paese, il che vuol dire mantenere il “gap” iniziale, oppure si colma il “gap” evidenziato! Al più potranno affievolirsi le differenze in percentuale (e ci vorranno secoli…), ma le differenze, matematicamente, persisteranno ad libitum

Né un eventuale futuro e ipoteticamente nuovo panorama nazionale mi appare diverso quando personaggi di alto valore culturale quali ad esempio Enrico Maria Rinaldi o Nino Galloni ai quali, sia chiaro, va tutta la mia stima per il lavoro di informazione svolto in questi anni, si propongono all’interno di movimenti/associazioni che poco o nulla hanno a che vedere con le nostre istanze; movimenti/associazioni che non mi sembra abbiano mai affrontato apertamente, chiaramente e approfonditamente la cosiddetta “questione meridionale”. Né ancora appare credibile il recentissimo progetto (1) presentato da figure altrettanto autorevoli quali Diego Fusaro, Giulietto Chiesa, Pino Aprile, Alberto Bradanini posto che, al di là del “vero Risorgimento” proposto (che già lascia molto perplessi…), si fa ancora riferimento ad ideologie unitariste che non tengono minimamente conto delle insormontabili differenze culturali, quindi umane e sociali, che esistono fra i popoli meridionali e settentrionali italiani. Se da un canto infatti si propugna la riaffermazione dei valori tipici della cultura umanistica – si fa esplicito riferimento a Parmenide, ai Pitagorici, a Empedocle da Agrigento, cioè anche alla Magna Grecia – dall’altro si sottolinea la unitarietà nazionale del progetto, non considerando a fondo le radicali differenze sopra accennate. I popoli Meridionali e Siciliani, nella loro interezza, sono testimoni ed alfieri di un comune sentire basato su valori che discendono direttamente dalla Magna Grecia e dal Diritto Romano nonché, ovviamente, da una particolare sensibilità verso i valori cristiani; valori che quasi sempre sono contrapposti ed in antitesi con quelli assorbiti da una parte consistente delle popolazioni settentrionali e facenti in gran parte capo ad ideali derivati dalla (falsa) rivoluzione francese e dalla competitiva “cultura” anglosassone. I nostri valori, basati sulla unicità dell’essere umano, sulla solidarietà, sul senso di Communitas, sulla res publica, sul valore e sulla unicità della vita si trovano così, e non potrebbe essere diversamente, a fare da contraltare a pseudo valori glorificanti la competizione, l’arrivismo, il successo del singolo a discapito dell’altro o della società, l’interesse del singolo vincente sull’interesse del pubblico. Le differenze sono enormi e sottovalutare questa verità, pur esaltando al tempo stesso la cultura umanistica come culla della cultura moderna, significa procedere per una strada che, inevitabilmente, non troverà mai sbocchi credibili; mai sbocchi attendibili e quindi fruttuosi.

Da quanto sopra ne discende che solamente una unitaria libera compagine politica siciliana potrà avere, forse e se si saprà bene individuare percorsi, obiettivi, strategie comuni e quanto di altro necessario, una seria e credibile possibilità di restituire al Popolo Siciliano quella libertà, quella dignità e quella autorevolezza che gli sono state proprie per secoli. Da parte mia non potrò che supportare e sostenere, come del resto ho già fatto in passato, eventuali formazioni che si proponessero come identificative dell’indipendentismo Siciliano, però favorevole ed incline ad eventuali alleanze con altri soggetti che si proponessero lungo il difficile cammino che ci attende tutti.

Non è un percorso facile, ma è un percorso già felicemente avviato. Altre simili iniziative infatti stanno in questi tempi prendendo piede nella parte continentale di quello che una volta, ma per molti secoli, fu il Regno di Sicilia. E’ proprio di pochi giorni fa, ad esempio, la notizia della nascita della Confederazione dei Movimenti Identitari che vede riuniti numerosi gruppi della parte continentale dell’ex Regno di Sicilia e di diversa estrazione.

Ancora, l’otto settembre dello scorso anno, proprio a Palermo, è nata la Confederazione Siculo – Napolitana; Confederazione alla quale hanno aderito a titolo personale personaggi del calibro di Pippo Scianò, Roberto La Rosa, Giovanni Montedoro, Vincenzo Gulì (Napoli), Marina Lebro (Napoli), Edoardo Vitale (Napoli) e, molto più modestamente, lo scrivente.

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Personaggi alcuni dei quali hanno partecipato con affetto alla manifestazione del 30 marzo ultimo scorso; e perfino una Associazione, “Sud e Civiltà” che, nella persona del suo Presidente Dott. Edoardo Vitale, ha portato ai Siciliani la solidarietà dei Napolitani.

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Sono segnali importanti; segnali che non possiamo né dobbiamo sottovalutare. Si comprenderà tuttavia che, come detto, non è un percorso semplice o agevole; tanti sono gli ostacoli da superare e purtroppo occorre tempo, ma siamo fiduciosi nella riuscita di questi progetti anche perché non vediamo alternative.

Nello sviluppo di questi progetti siamo fortunatamente supportati da tanti, anche Siciliani, che proprio nel corso della manifestazione per i Vespri appena conclusa ci hanno testimoniato della simpatia e reciproca solidarietà (2).

Non mi dilungo sugli attuali scopi e obiettivi della Confederazione Siculo – Napolitana che possono desumersi, ancorché succintamente, dalla lettura del comunicato ufficiale a suo tempo emanato e riportato sulla foto allegata. Ma è chiaro che è un percorso che mira alla nascita, prima o poi, di un unico soggetto politico responsabile e qualificato; soggetto che vedrà coinvolte personalità della Puglia, della Calabria, della Basilicata, del Molise e dell’Abruzzo.

Sappiamo per contro che c’è chi, ancorchè in buona fede, punta ancora su divisionismi e separatismi; su differenze e distinguo. C’è chi ancora non ha compreso la necessità della solidarietà; chi non ha compreso l’importanza, quanto meno, di una alleanza; chi non ha compreso che solamente nella unità dell’intera Sicilia, insulare e continentale, potremo ritrovare la via per il nostro riscatto e la nostra rinascita.

Noi proseguiremo comunque il nostro percorso, certi della fondatezza delle nostre idee e del supporto di tanti uomini e donne, anche Siciliani che, come noi, credono nei valori dell’unità e della solidarietà.

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1)

VIDEO: https://www.byoblu.com/2019/03/24/il-nuovo-risorgimento-riparte-da-gioia-tauro-con-diego-fusaro-sindaco-e-francesco-toscano/

2)

In questo VIDEO, dal min. 6.30, grazie all’impegno di Caterina Carsidona, la testimonianza della solidarietà Napolitana.

https://www.facebook.com/caterina.carsidona/videos/10215858950320888/

 

 

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– Centro Studi Andrea Finocchiaro Aprile

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COMUNICATO

Scianò: << nella ricorrenza del 737° anniversario della grande Rivoluzione del Vespro, gli Indipendentisti del Centro Studi “Andrea Finocchiaro Aprile” rivendicano, innanzi tutto, il rispetto dei Diritti Fondamentali del Popolo Siciliano, compreso il Diritto al recupero della propria Memoria Storica >>. << Ed il Diritto alla Verità >>.

In questo contesto va rivolto un sincero apprezzamento per la iniziativa dell’apposito Comitato organizzatore di promuovere – ( per la giornata di sabato 30 Marzo 2019), – innanzi tutto, la commemorazione dell’evento storico nella Chiesa del Santo Spirito, – sul cui sagrato il Lunedì di Pasqua del 1282 ebbe inizio la Rivoluzione. Ed è pertanto prevista anche una solenne cerimonia religiosa che sarà officiata dal Parroco Padre Angelo Li Calzi.

Com’è noto si tratta di un adempimento che si perpetua, senza interruzioni, ogni anno, sin dal 31 Marzo del 1882.

In quell’anno, infatti, soprattutto per le pressioni dei Sicilianisti di tenace concetto dell’epoca, – la Chiesa era stata restaurata e “recuperata” dalle condizioni di degrado e di manomissioni, non casuali, – nelle quali era stata ridotta dopo le note vicende del 1860.

Il suddetto Comitato ha pure il merito di avere promosso, l’organizzazione di un corteo che, uscendo dal Cimitero di Sant’Orsola, si snoderà per le vie del “Centro Storico” fino alla Piazza “Croce dei Vespri”, coinvolgendo, il maggior numero di Cittadini possibile.

Va anche precisato che alla manifestazione parteciperanno Siciliani che perverranno da ogni parte della Sicilia ed anche dal “Continente”.

Particolarmente significativa è, – a tal proposito, – la preannunciata partecipazione di Edoardo Vitale, Presidente del Movimento Politico-Culturale “Sud e Civiltà” ed esponente di primo piano della “Confederazione Sicilia-Napolitania”.

La partecipazione di Edoardo Vitale ( che è anche il Direttore responsabile di una nota testata Giornalistica) dimostra altresì che, nel “Sud”, ed in modo specifico, anche in Sicilia, si stanno “costruendo” le condizioni necessarie per attivare una mobilitazione Politico-Culturale comune per “uscire” dalla Condizione Coloniale e per intraprendere democraticamente e ( senza violenze di alcun tipo) un percorso di rinascita e di riscatto, dal quale non si potrà più deflettere. Occorre, peraltro, mettere in moto una strategia Duo-Siciliana per l’Economia Duo-Siciliana.

Insomma: il “Sud”, – (finalmente!), – deve valorizzare la propria Centralità Geografica e dovrà riavere rapporti e contatti diretti e producenti con tutti i Popoli del Mediterraneo dell’Europa e del Mondo.

A N T U D U!

Palermu, 29 Marzu (Marzo) 2019

IL COORDINATORE DEL CENTRO STUDI “AFA”

(GIUSEPPE SCIANO’)

L’ADDETTO ALLA COMUNICAZIONE

(GIACOMO GIBELLINA)

P.S.: E’ doveroso rivolgere, per tutti, un caloroso ringraziamento alla Signora Piera Bettanin in Trovato, al Dr. Antonio Fricano, all’Avvocato La Rosa ed a quanti, in questa circostanza si sono dimostrati impareggiabili animatori delle manifestazioni in corso, per le quali per la verità inizialmente erano insorte alcune “riserve”.

“Riserve”, queste, che (lavorandoci su) si sono presto “dissolte” come nebbia al sole.

Ciò, grazie anche alla partecipazione “Motu Proprio” ed all’entusiasmo dei numerosi Giovani Sicilianisti, che hanno pure il merito di farci sperare in un futuro migliore per la Patria Siciliana.

P.S. In questi giorni a Caltagirone (città simbolo del Sicilianismo soprattutto nel secolo scorso) una delegazione dell’FNS, guidata dal Segretario Nazionale Francesco Perspicace, recherà un omaggio floreale ai piedi del monumento dedicato all’Eroe simbolo della Guerra del Vespro “Gualtiero da Caltagirone”.

SÍ ALLA SICILIA! NO ALLA MAFIA!

CENTRO STUDI “ANDREA FINOCCHIARO APRILE”

VIA BRUNETTO LATINI,26 – 90141 PALERMO (CELL. 3454549219)

EMAIL:scianogiuseppe@hotmail.it BLOG: scianò-separatistidellavecchiaguardia

 

 

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– La Sicilia e il Sud

di Roberto La Rosa

10.2.2019

Al di là di qualche dettaglio che non condividiamo del tutto (ma è legittimo che all'interno di una confederazione possano esserci lievi divergenze di vedute), non possiamo comunque non plaudire allo spirito che anima il seguente pensiero.

Il Sud e la Sicilia non possono più affidarsi agli ascari di turno.
Soltanto una Confederazione che nasce nel Sud e in Sicilia, e formata da persone che hanno dato nella vita politica e culturale prova di attaccamento alla propria Terra, può segnare la riscossa.
Siciliani e Napoletani, per tale motivo, hanno costituito una Confederazione.
Se l'Unità d'Italia ci ha "riservato" un destino comune (fatto di emigrazione, disoccupazione, discriminazione), contro questo destino comune bisogna combattere, insieme e democraticamente.
In democrazia, però, il consenso è dato dai numeri.
Per questo motivo i 5 milioni di Siciliani e i 15 milioni di Meridionali ed i nostri emigrati al Nord e all'estero devono stare insieme.
Alleati ed uniti in forma confederale, Siciliani e Napoletani hanno avuto tanta storia comune, e l'errore della dinastia borbonica, che abrogò nel 1816 lo storico Parlamento Siciliano, non può, e non deve, impedire tale alleanza fra due popoli sempre amici e spesso uniti dalla storia e dalla tradizione.
I Siciliani da sempre aspirano all'Indipendenza. Ma il sogno di una Repubblica Indipendente di Sicilia non potrà mai diventare realtà senza l'aiuto dei fratelli napoletani, e viceversa.
Con il dottore Edoardo Vitale, giurista e "storico" tradizionalista, presidente dell'associazione "Sud e civilità", con gli indipendentisti Siciliani Pippo Scianò, il sottoscritto ed il duosiciliano Gianni Maduli, stiamo lanciando un progetto che parte dal basso, al servizio esclusivo dei nostri due popoli, Siciliano e Napoletano, non più divisi ma alleati.

AN.TU.DO.

 

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NOTIZIE DAL REGNO – STORIA                                        

 

Grazie alla cortesia dell’Autore Gian Pio Mattogno e dell’Editore Claudio Mutti (Edizioni all’insegna del Veltro), iniziamo da oggi la pubblicazione a puntate di uno stralcio di un raro testo che molto bene delinea gli scenari sociali, politici ed economici dai quali scaturirono le “rivolte” pre-unitarie.

Le varie parti saranno via via raccolte in un unico documento che sarà possibile consultare alla pagina 3.

LA RIVOLUZIONE

BORGHESE IN ITALIA

(Dalla Restaurazione ai moti del 1831)

di Gian Pio Mattogno

Edizioni all’insegna del Veltro

(1993)

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INTRODUZIONE

 

Borghesia, massoneria, ebraismo e l’equivoco della restaurazione.

 

PARTI GIA' PUBBLICATE:

I, II, III, IV, V, VI, VII, VIII, IX, X

 

Per leggere il testo si vada a pag. 3 (v. fondo di questa pagina)

 

     

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– 4 aprile del 1860: la rivolta della Gancia apre la porta a Garibaldi e ai picciotti della mafia

di Ignazio Coppola, da inuovivespri.it

 

Grande pietà cristiana per le ‘tredici vittime’ di Palermo. Ma non bisogna dimenticare che dietro la rivolta della Gancia c’erano sì i ‘liberali’, ma c’erano anche i mafiosi con i quali i ‘rivoluzionari’ della Sicilia che volevano cacciare il Borbone si erano messi d’accordo. Picciotti che verranno poi contattati da Rosolino Pilo e da Giovanni Corrao per metterli al servizio di Garibaldi, a propria volta al servizio dei Savoia nella prima trattativa tra Stato e mafia. Tutto questo alla fine per che cosa? Per consegnare la Sicilia e il Sud a una dinastia sgarrupata, banditesca e criminale

“All’erta tutti ppi lu quattru aprili, sangu ppi sangu,nni l’avemu a fari, sta sette impia l’avemu a finiri, la Sicilia l’avemu a libbirari”.

Queste erano le parole d’ordine che il 4 aprile di 157 anni fa i congiurati del convento della Gancia cantavano a squarciagola agli ordini dei capipopolo Francesco Riso, mastro fontaniere, e Salvatore La Placa, sensale di bovini. Era la fine di febbraio del 1860 quando il comitato liberale i cui autorevoli rappresentanti erano Michele Amari, Filippo Cordova, il marchese di Torrearsa, Mariano Stabile, Matteo Reali, Vito D’ondes Reggio contattarono appunto Francesco Riso e Salvatore la Placa, due capipopolo in grado, grazie al loro ascendente, di raggruppare gente sveglia e pronta a menar le mani.

Poi fu necessario incontrare i baroni e, attraverso loro i vari gabelloti di riferimento, vennero messe a punto le operazioni che portarono, inevitabilmente, ad accordi con la mafia per preparare e favorire lo sbarco di Garibaldi.

Racconta il barone Brancaccio di Carpino, a proposito del reclutamento dei volontari da arruolare:

“Era dura necessità reclutare gente di ogni risma, vi si era costretti da forza maggiore, e non potendo essere arbitri della scelta si doveva accogliere tutti coloro che dicevano di essere pronti alla scelta”.

E in tal senso che vennero reclutati, con i loro picciotti ed adepti, alla bisogna ed alla scelta dagli autorevoli rappresentanti del comitato liberale i già citati capipopolo Francesco Riso e Salvatore La Placa.

Continua su:

http://www.inuovivespri.it/2017/04/04/4-aprile-del-1860-la-rivolta-della-gancia-apre-la-porta-a-garibaldi-e-ai-picciotti-della-mafia/?fbclid=IwAR3JlAHCxTn-yMWAjBYcZh7N37jtIRPsmNFhAyi8-s_DVYvJEq8K4QmzjTg

 

 

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– La vera storia dell’impresa dei Mille 16/ Il falso storico della ‘strage di Partinico’

di Pippo Scianò, da inuovivespri.it

 

Da Calatafimi ad Alcamo. In carrozza… – La sosta dell’Eroe Nizzardo a Calatafimi non è lunga. Si parte, quindi, alla volta della vicina Alcamo nella mattinata del 17 maggio.

Tutto procede bene. Il tam-tam della mafia ha già fatto confluire in zona altre migliaia di picciotti.

«Verso le dieci – scrive l’Abba, – ci abbattemmo (sic) in certe belle carrozze, mandate ad incontrarci come gran signori. Alcamo era vicina. Nelle carrozze v’erano gentiluomini lindi e lucenti, che fecero le accoglienze al Generale; mentre allo sbocco dei sentieri si affollavano dai campi molte donne campagnole, confidenti e senza paura di noi. Alcune si segnavano devotemente; ma ne vidi con due bambini sulle braccia inginocchiarsi quando il Generale passò…».

Ci risiamo! Coloro che vanno incontro a Garibaldi e mettono a disposizione le loro carrozze sono gentiluomini, se non baroni. Non ci sembra affatto un momento di quel conflitto sociale al quale fanno riferimento la maggioranza degli agiografi del Risorgimento.

L’Abba è però molto accorto in proposito ed inserisce nella noterella anche le campagnuole che si inginocchiano al passaggio del Generale e che si fanno il segno della croce. «Senza paura di noi», precisa.
Esagerato! È dunque festosa l’accoglienza di Alcamo?

Non sembrerebbe, se stiamo bene attenti a quello che scriverà poco dopo, lo stesso Abba:

«Entrammo ad Alcamo alle undici. È bella questa città, sebbene mesta; e all’ombra delle sue vie par di sentirsi investiti da un’aria moresca. Le palme ispiratrici si spandono dalle mura dei suoi giardini; ogni cosa pare un monastero; un paio d’occhi balenano dagli alti balconi; ti fermi, guardi, la visione è sparita».(1)

Continua su:

http://www.inuovivespri.it/2019/03/31/la-vera-storia-dellimpresa-dei-mille-16-il-falso-storico-della-strage-di-partinico/

 

 

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La vera storia dell’impresa dei Mille 15/ Dopo la finta vittoria di Calatafimi arrivano gli sciacalli della mafia!


 

Arrivano gli sciacalli – Soltanto quando sono certi che i combattimenti sono finiti, si rifanno vivi sul campo di battaglia i picciotti delle bande di Sant’Anna e di Coppola. Dalle loro fila escono molti sciacalli che si avventano, come belve, sui soldati Duosiciliani feriti e sui cadaveri per spogliarli di tutto. Se non visti si comportano ugualmente con i Garibaldini, morti o feriti che siano. Se qual- che soldato è ancora vivo, lo finiscono senza pietà per derubarlo anche dei vestiti, degli stivali, di tutto.

Per politicizzare i loro gesti infami, gli sciacalli spesso fanno scempio dei cadaveri, fingendo odio contro il nemico.


Per mettere una pezza, e per dare l’impressione che il fenomeno sia stato limitato, l’Abba racconta (o fa finta di raccontare) un aneddoto:

«I Napoletani morti, che pietà a vederli! Morti di baionetta molti; quelli che giacevano sul ciglio del colle quasi tutti erano stati colti nel capo. Là un mostriciattolo, che ai panni mi parve un villano da queste parti, inferociva su d’uno (sic) di quei morti. “Uccidete l’infame!”, Urlò Bixio, e spronò su di lui colla sciabola in alto. Ma il feroce scivolò fra le rocce e disparve, più bestia che uomo» (17).

Non ci dice, l’Abba, che anche queste belve umane e questi episodi (dovremo parlarne ancora in seguito e di più gravi) avevano una loro utilità per la riuscita dell’occupazione della Sicilia. È un fenomeno, quello dello sciacallaggio che, come abbiamo anticipato, vedremo ripetersi in altre occasioni e del quale, come uomini e come Siciliani, ci dobbiamo pure vergognare ed indignare.

Ma dobbiamo anche dire che sciacalli vi erano ovunque e vi saranno ai margini dell’Armata Garibaldina.

Continua su:

http://www.inuovivespri.it/2019/03/24/la-vera-storia-dellimpresa-dei-mille-15-dopo-la-finta-vittoria-di-calatafimi-arrivano-gli-sciacalli-della-mafia/

 

 

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– Storia: il mito di Garibaldi e la realtà in Sud America

da editorialeilgiglio.it

(Lettera Napoletana) Il mito di un Garibaldi eroe buono e disinteressato in Italia è sempre più incrinato da studi ed articoli di divulgazione che hanno scavato nella sua biografia. Ma in America Latina, dove Garibaldi visse diversi anni, combattendo per diverse bandiere e svolgendo anche l’attività di mercante di schiavi, la sua leggenda è contraddetta da numerosi episodi, mentre la memoria popolare lo ricorda come un oppressore ed un violento. Così lo descrive una canzoncina, “Garibaldi Pum !”, che circola in più versioni dal Perù all’Argentina.

Sugli anni di Garibaldi in Sud America e sulla sua immagine nel ricordo popolare LETTERA NAPOLETANA ha rivolto alcune domande allo studioso e giornalista peruviano Julio Loredo, responsabile per l’Italia dell’Associazione per la difesa della Tradizione Famiglia Proprietà (TFP).

D – Gli anni trascorsi da Garibaldi in Perù smentiscono l’immagine del disinteressato combattente per la libertà dei popoli nei “due mondi”?

R. Non solo gli anni trascorsi in Perù ma, in realtà, tutta la sua vita contraddice quell’immagine. Garibaldi era, senz’altro, una forza della natura. Aveva una grande vitalità e l’ansia irrefrenabile di realizzare grandi progetti. Purtroppo, ha messo tale vitalità al servizio del male, impegnandosi nelle cause massoniche e rivoluzionarie.

Proprio la sua vitalità, unita alla totale mancanza di scrupoli, lo portava a essere prepotente e altezzoso. Era una persona sgradevole ed aggressiva. A Lima, Garibaldi lasciò un’immagine di tipo violento e vendicativo, soprattutto quando era in ballo il suo smisurato ego. Il celebre scrittore peruviano Ricardo Palma (1833-1919) racconta un tipico episodio di iracondia garibaldina, del quale fu testimone. Il giornalista Carlos Ledos, di “El Correo de Lima”, si era permesso di criticarlo. Accecato dalla rabbia, Garibaldi si presentò nella redazione del giornale e prese Ledos a bastonate, lasciandolo sanguinante e tramortito.

Continua su:

http://www.editorialeilgiglio.it/storia-il-mito-di-garibaldi-e-la-realta-in-sud-america/

 

 

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La vera storia dell’impresa dei Mille 13/ Le ore che precedono la ‘battaglia di Calatafimi’. Garibaldi sapeva che il generale borbonico Landi avrebbe tradito
di Giuseppe (Pippo) Scianò, da inuovivespri.it

Sta per arrivare il ‘giorno fatidico’. Tutto è pronto per la ‘Grande battaglia di Calatafimi’, o meglio di Pianto dei Romani. Ad essere pronto è, soprattutto, il generale del Regno delle Due Sicilia, Francesco Landi, che tradirà la sua patria per fare vincere Garibaldi. Accanto al ‘Duce’ dei Mille, come racconta Giuseppe Scianò, non ci sono siciliani, come invece ci ha propinato l’agiografia garibaldina, ma mercenari pagati dagli inglesi e, al massimo, ‘picciotti di mafia’. Ma che cavolate ci hanno rifilato gli ‘storici’ di regime?  


Contadini? No. Nemmeno uno fra i volontari!

Il ruolo della mafia, come già accennato, diventa quanto mai fondamentale per l’impresa garibaldina, soprattutto per il fatto, imprevisto, che i veri contadini Siciliani non intendevano in alcun modo essere complici dell’occupazione della Sicilia. E la mafia, quindi, si dovrà fare in quattro per coprire anche questo vuoto.

Del resto abbiamo visto come, fin dall’inizio, gli interlocutori privilegiati di Garibaldi siano i traffichini, alcuni baroni ed alcuni latifondisti, meglio se retrogradi e corrotti, fornitori di agganci mafiosi e di picciotti, nonché i banditi comuni.

Ma non la gente comune, non i contadini, non gli operai, non gli agricoltori, non i commercianti, non i marinai, ecc.

Così scrive lo storico Natale Turco(34) a proposito del mancato appoggio dei contadini Siciliani alla conquista:

«Nel suo scritto del 1874 su I Mille, parlando del contadino Siciliano lo stesso Eroe dei Due Mondi testimonia: “Non v’è esempio di averne veduto uno tra i volontari”. E il suo Luogotenente Bixio, nella seduta del 9 dicembre 1863 della Camera dei Deputati, disse in proposito: “Il Dittatore ordinava la leva e nessuno presentavasi…!” volontari che venivano al mattino, se ne partivano in gran parte la sera, portando via scarpe, fucili e coperte. Il Governo Siciliano [cioè quello messo su dalla Dittatura] che andava raccogliendo con molto stento armi ed altro, non trovava il modo di far sentire il dovere d’armarsi per la completa liberazione dell’Isola e per proseguire sul Continente. Fu il Governo Piemontese ad equipaggiare, armare ed inviare da Genova dal 24 maggio al 3 settembre un contingente di 21.000 uomini, che giunsero in Sicilia a bordo di 34 navi, principalmente con le spedizioni del Generale Medici, dell’ex Generale borbonico Cosenz e di Clemente Corte.

Continua su:

http://www.inuovivespri.it/2019/03/10/la-vera-storia-dellimpresa-dei-mille-13-le-ore-che-precedono-la-battaglia-di-calatafimi-garibaldi-sapeva-che-il-generale-borbonico-landi-avrebbe-tradito/

 

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– L’Inghilterra, il Regno delle Due Sicilie e l’unità d’Italia: come provare a creare uno stato satellite

di Emanuele Mastrangelo, da nuovarivistastorica.it, via altaterradilavoro.com

Secondo la «logica della scacchiera», un’Italia unita faceva comodo a Londra come contraltare a Parigi. Ma prima occorreva demolire il Regno delle Due Sicilie, non disposto a fare «l’ascaro» di Sua Maestà Britannica. Protesa nel Mediterraneo, con migliaia di chilometri di coste da difendere, l’Italia unita voluta e sostenuta da Londra sarebbe stata sempre sotto ricatto della potente flotta inglese. Un progetto che non andò però sempre per il verso giusto (per gli inglesi). Questa è l’immagine che emerge dal colloquio di Eugenio Di Rienzo, ordinario di Storia contemporanea all’Università di Roma «La Sapienza» e direttore della «Nuova Rivista Storica». Di Rienzo si è occupato dei problemi relativi ai rapporti fra le potenze europee e lo Stato italiano pre-unitario dalla posizione più strategica: il Regno delle Due Sicilie. Per questo con lui verranno esaminati in questa intervista argomenti che sono più ampiamente trattati nel suo volume Il Regno delle Due Sicilie e le Potenze europee, 1830-1861, d’imminente pubblicazione per i tipi di Rubbettino.

Durante il XVI e il XVII secolo l’Italia esercita un grande fascino sull’Inghilterra. Questa fascinazione continua nei secoli successivi e si estende anche al Mezzogiorno. Per tutti i viaggiatori inglesi, l’Italia del Sud appare come un museo a cielo aperto abitato, però, da popolazioni incivili. Nasce allora un pregiudizio anti-italiano e in particolare anti-meridionale? Un pregiudizio fondato?

Continua su:

http://www.nuovarivistastorica.it/?p=3211

 

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PER NON DIMENTICARE…

(immagine tratta da madreluna.altervista.com)

 

– Calatafimi: 5 aprile 1861

Ucciso Leonardo Pampalone, comand. Locale Guardia Nazionale

Tommaso Romano, Sicilia 1860 – 1870, Una storia da riscrivere, ISSPE Edizioni, pag. 58

 

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– 8 aprile 1888: La strage di Bernalda

 

L'8 aprile del 1888, a Bernalda, nell'attuale provincia di Matera, ci fu una sommossa popolare contro l'introduzione, da parte dei piemontesi, della tassa di capitazione.

Tale tassa era anche chiamata del "fuocatico" ed era un'imposta applicata su ogni "fuoco" e cioè su ogni abitazione.

Come in molte altre occasioni, il governo piemontese non si fece scrupoli nel mandare l'esercito contro la popolazione e di far aprire il fuoco contro i cittadini. Ci furono 4 morti e decine di feriti. Di seguito riportiamo integralmente l'articolo originale, di quel nefasto giorno del 8 aprile del 1888, del quotidiano "Le Matin" con la traduzione dal francese all'italiano.

bernalda

(Foto diffusa da Cosimo Russo)

TRADUZIONE:

Un grave conflitto è esploso oggi a Bernalda, Circondario di Potenza, tra la forza pubblica e la popolazione a causa della tassa di capitazione.

I cittadini hanno urlato: abbasso il sindaco, abbasso le tasse.

I gendarmi sono stati costretti a fare fuoco. 4 cittadini sono stati uccisi, molti altri feriti

Sono stati feriti anche alcuni gendarmi. Le autorità hanno inviato a Bernalda rinforzi di truppa.

L ' ordine è stato ristabilito, ma il fermento persiste.

Le Matin, 10 aprile 1888

Fonte:

http://gruppobriganti.blogspot.it/2013/08/8-aprile-1888-la-strage-di-bernalda.html

 

 

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– Il 24 aprile 1861 a Monticchio (Pz) …

(foto da youtube.com)

Il 24 (aprile n.d.r.), incalzato da circa quattro migliaia tra fanti e cavalleria piemontese, Crocco, nel bosco di Monticchio, fraziona i suoi uomini in vari nuclei, comandati da Ninco Nanco, Mastronardi e Romaniello.

In tal modo sfugge all’accerchiamento. Poi si dirige verso Lagopesole, qui, il 25, è attaccato da un forte raggruppamento di guardie nazionali a cavallo comandate da Davide Mennuni.

Nei combattimenti sono catturati 71 insorti. Di essi 15 sono immediatamente fucilati, gli altri, portati nei paesi d’origine, sono fucilati nella piazza del paese e lasciati insepolti per ammonimento.

Il 25, nel bosco di Lagopesole, il 2° battaglione bersaglieri, una compagnia del 62° fanteria e reparti di guardie nazionali compiono un rastrellamento: del gruppo di Ninco-Nanco 15 insorti sono uccisi e 23 catturati. Frattanto anche sui versanti del Gargano sono fatti altri numerosi rastrellamenti.

Fonte:

http://napoilitania.myblog.it/archive/2013/04/25/ve-lo-do-io-il-25-aprile.html

 

 

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– Palermo, 30 aprile 1982

Uccisione di Pio La Torre

(Foto da youtube.com)

A lui, il nostro ricordo

 

 

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SCHEGGE DI STORIA                                                        

 

SCHEGGE DI STORIA 4/2019

 

          I rapporti militari degli ufficiali piemontesi spiegavano che nel Sannio “il contadino è di buon indole, ma i proprietari lo disprezzano guardandolo come una bestia da soma”. In provincia di Benevento, appena cinque famiglie erano proprietarie della maggior parte dei territori coltivati soprattutto a vigne e raramente a grano. I braccianti erano quasi sempre ricompensati solo con frutta e ortaggi. Erano condizioni di miseria, che crearono anche un commercio, da terzo mondo, con i giovani venduti dalle famiglie ai proprietari terrieri che ottenevano così lavoro a poco prezzo. Braccia forti per i campi, pagate a forfeit ai genitori e ricompensate per le loro fatiche nei campi solo con il vitto e alloggio. I contadini cedevano i loro figli maschi dodicenni, spinti dal bisogno di sfamare una famiglia numerosa. Quei miserabili in salsa meridionale venivano chiamati cli “alani”. Erano davvero una sorta di schiavi, che diventavano un buon affare per i proprietari che si assicuravano manodopera facile ed economica.  Chi li cedeva, sacrificava un figlio maschio per dare futuro ai fratelli e alle sorelle. Schiavi, anche qui, come i “negri d’America”. I proprietari esaminavano i giovinetti per verificare se fossero in salute e abbastanza forti per resistere alle fatiche del lavoro nei campi. Come al mercato degli schiavi di New Orleans.

Gigi Di Fiore, Briganti, UTET Edizioni, pag. 157.

 

 

          Anche nel Regno di Napoli le sette massonico – carbonare costituirono la truppa d’assalto della borghesia rivoluzionaria.

          Le varie frazioni carbonare, che nel periodo francese avevano oscillato tra filo – murattismo e filo – borbonismo, si ricomposero in un unico blocco rivoluzionario ostile alla monarchia.

          In verità sia il filo – murattismo che il filo – borbonismo erano stati solo degli espedienti opportunistici. I settari borghesi reclamavano delle garanzie costituzionali, garanzie che Murat non poteva o non voleva concedere e che speravano di ottenere da Ferdinando e dagli inglesi. Quando il monarca restaurato lasciò intendere chiaramente che non avrebbe concesso nessuna carta costituzionale ed anzi mise al bando le società segrete, i carbonari gettarono la maschera filo – borbonica e ripresero la loro attività cospirativa, accogliendo nelle proprie file i settori più radicali dell’opposizione borghese.

          “La Carboneria del Mezzogiorno, la più forte e consistente, fu in sostanza l’embrionale organizzazione politica della borghesia costituzionale meridionale, e soprattutto di quella delle province, fatta in buona parte di “galantuomini”, di quei proprietari, a volte usurpatori di terre demaniali, nei quali i contadini vedevano il loro avversario principale”. Fu infatti proprio la carboneria “ad assumere in quegli anni la direzione politica degli elementi più attivi della borghesia, dando ad essi un’ideologia in cui confluivano e trovavano espressione gli sparsi elementi di malcontento (…). La vasta diffusione che essa ebbe fu dovuta soprattutto al fatto che il suo programma rispecchiò alcune esigenze della borghesia napoletana”.

Gian Pio Mattogno, La rivoluzione borghese in Italia, Edizioni all’insegna del Velcro, pag.202, 203.

 

 

          Scrutiamo ora la condizione vera di quella Sicilia, cui da mezzo secolo si fan fare rivoluzioni, cagioni e pretesti di tutti i guai comuni. Dopo il 48 dissi come separata dal continente fu l’amministrazione dell’isola. A Palermo s’era nel 49 fondato il Gran Libro del debito pubblico siciliani; così quei popoli accontentando del non avere i loro capitali  soggetti a perturbazioni straniere. Allora i debiti di Sicilia montavano a 19 milioni e 535, 580 ducati; cioè pretesi dal tesoro di Napoli 13,774,716, e dai pubblici stabilimenti 5,760,864. Però come narrai (lib.11, par 22) il debito si fe’ di venti milioni per riparare a’ disavanzi preveduti a dover seguire nei primi anni. Ma ebbero più, perché conteggiato con Napoli, il debito si modernò a 9,983,773 e grana 49; cioè 3,790,943 men del preteso: che servì a pagare i tanti danni della rivoluzione.

          Si riproposero le tasse ch’eran prima del 48; cioè fondiaria, dazii indiretti, compreso dogane e macinato, grave più pel modo di riscuoterlo che per sé. Esso durava dal 1594, rendita principale de’ comuni; e il decreto del 1842, a semplificarne la percezione, avocato aveva al governo in una amministrazione il dazio comunale e il regio, fermatolo a carlini cinque per cantaio sulla macinatura de’ frumenti; e dava a’ comuni un tanto corrispondente al consumo presunto della popolazione. La rivoluzione per fingere la generosa abolì il dazio; ma anche tolse gli assegni a’ comuni; i quali però posero tasse nuove, e maggiori e più moleste. Restaurata la potestà regia, i municipii supplicarono si riponesse il macinato, e l’ottennero a’ 3 settembre 49 come nel 42, con modifiche, da renderlo men grave: così restituiti gli assegni, s’abolirono le nuove tasse. Se non che, sendo l’erario in iscapito, il luogotenente propose crescere d’altre grana venticinque a cantaio il macino; s’udì la consulta, e due apposite commessioni; le quali dichiararono quello essere il men gravoso dei dazii; onde fu approvato a’ 13 novembre 54, fuorchè per Palermo e mMessina. Da ultimo re Francesco II ridusse a metà questa soprattassa di grana 25.

Giacinto de’ Sivo, Storia delle Due Sicilie, Grimaldi & C. Editori, pagg. 22, 23.

 

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Per prendere visione delle altre “Schegge di Storia”, si veda la sezione omonima del menù verticale, in alto, alla sinistra del video.

 

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EVENTI

– San Giorgio a Cremano (Na), sabato 13 aprile 2019

Inaugurazione Piazza Carlo di Borbone

Solenne inaugurazione della nuova denominazione della piazza con tavola rotonda introduttiva alle ore 10 nella sala comunale, con partecipazione del prof. Vincenzo Gulì, e cerimonia successiva presso la targa che ricorda il grande re Carlo di Borbone.
Dettagli su: http://www.parlamentoduesicilie.eu/wordpress/?page_id=9876

 

 

 

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– Napoli 25 maggio 2019

Commemorazione Ferdinando II

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NOTIZIE DAL REGNO – ATTUALITA’                                   

 

– In vendita come un oggetto, Isola delle Femmine costa tre milioni di euro: "Salviamola"
da palermotoday.it

 

 

In vendita come un oggetto, Isola delle Femmine costa tre milioni di euro: "Salviamola"
„Messa in vendita come se fosse un semplice oggetto, su siti immobiliari specializzati, sia italiani che esteri. E’ il caso di Isola delle Femmine, il gioiello palermitano acquistabile per tre milioni di euro. Il coordinatore nazionale dei Verdi Angelo Bonelli adesso rivolge un appello accorato a due ministeri italiani, quello dell’Ambiente e dei Beni Culturali, affinché possano intervenire su una situazione sempre più delicata.“

Continua su:

http://www.palermotoday.it/cronaca/isola-delle-femmine-vendita-costo-esposto.html?fbclid=IwAR0JC-vn0uIDzQeV6yjL6TNlBDMJKW036GpJ0TyAxz2z4d6ic8VmRJwaRyA

 

 

 

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– Ospedale Incurabili e Farmacia storica a rischio crollo: “Cedimento in atto”

di Giuseppe Cesareo, da vesuviolive.it

Sprofondamento e crepe sembrano mettere a rischio la stabilità dell’ospedale Incurabili e della sua storica Farmacia. Il quadro drammatico emerge da un verbale dei Vigili del Fuoco che lo scorso venerdì hanno effettuato un’ispezione. In particolare, criticità sono state registrate nell’area antistante l’accesso al Cup (uno sprofondamento di circa due metri lineari) e nella Farmacia storica della struttura ospedaliera (sono comparse delle grosse crepe).

Continua su:

https://www.vesuviolive.it/vesuvio-e-dintorni/notizie-di-napoli/279146-ospedale-incurabili-e-farmacia-storica-a-rischio-crollo-cedimento-in-atto/

 

 

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– Il nuovo Risorgimento riparte da Gioia Tauro, con DIEGO FUSARO SINDACO e Francesco Toscano

di byoblu, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=gyrvqyOPF5A

 

 

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– IL MOVIMENTO DUOSICILIANO SOTTOSCRIVE UN "PATTO CONFEDERATIVO" TRA MOVIMENTI POLITICI MERIDIONALI.
Ladisa (MDS): la sfida ai partiti nazionali e al sistema italia è lanciata.

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Sabato 23 marzo 2019 a Napoli sette Movimenti hanno dato vita ad una Confederazione Identitaria adottando la sigla CMI.
Il Movimento Duosiciliano tramite il segretario generale Michele Ladisa ha sottoscritto il patto.
«E’ stata una grande giornata per il Sud» ha dichiarato Ladisa, che ha così continuato:
«Dopo anni di speranze e di illusioni è maturato il tempo per una battaglia unitaria a favore della nostra Terra e del nostro Popolo. Seguiranno altri incontri per definire le linee programmatiche e le azioni comuni da concordare con gli altri Movimenti. La sfida ai partiti nazionali e al sistema italia è lanciata».

Diffuso per il Movimento Duosiciliano dal Responsabile Stampa: Antonella Cirese.

Fonte:

https://www.facebook.com/movimentoduosiciliano/posts/2366205170269835

 

 

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– Striscione choc a Napoli: “Non riconosciamo l’Italia nazione”

da ilsudonline.it

“Viva Napoli, viva il Meridione. Non riconosciamo l’Italia nazione”. Questo il testo di uno striscione apparso la scorsa notte ai piedi della statua di Giuseppe Garibaldi, nell’omonima piazza a Napoli. Sullo striscione sono state aggiunte due date: quella del 17 marzo 1861, data ufficiale di nascita del Regno d’Italia, e quella di oggi, 17 marzo 2019, nella quale se ne celebra il 158° anniversario.

La foto dello striscione è stata pubblicata sulla pagina Facebook della Brigata Spalletella, “gruppo antirazzista” che supporta il progetto dell’Afro Napoli United, club calcistico che milita nel girone A di Eccellenza Campania. “Ancora oggi – si legge nel testo che accompagna la foto – paghiamo lo scotto della violenza barbara e devastante di questa Italia unita. Totalmente a trazione settentrionale, saccheggiando e distruggendo la nostra terra, questa ‘unità’ è stata madre di deportazioni e genocidi, terre usurpate e violenza verso il dissenso. Oggi nessuna data importante da celebrare, solo 158 anni per non dimenticare un Nord padrone e un Sud schiavo”.

Fonte:

https://www.ilsudonline.it/striscione-choc-a-napoli-non-riconosciamo-litalia-nazione/

 

 

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– 49vesimo Incontro Tradizionalista di Civitella del Tronto – Incontro con la storia – Edoardo Vitale

di Canale Identitario, da toutube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=vefoD98r4X0

 

 

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– MILIARDI di EURO RUBATI al SUD dagli ULTIMI GOVERNI PROGRESSISTI

di Lorenzo Piccolo, da sudexit.com

C'è una realtà nascosta nelle pieghe dell'informazione italiana che nasconde la sempreverde volontà di togliere risorse al Sud, anche quando queste provengono dall'Unione Europea, addossandone poi la responsabiltà al Sud incapace. Le cifre ufficiali non lasciano spazio a dubbi.

Se il termine “italia” indicasse un’unica nazione, la notizia sarebbe questa: l’indecente decisione del governo di tagliare il co-finanziamento nazionale ai fondi Ue 2014-2020 a Campania, Calabria e Sicilia, pone tali regioni nella condizione di perdere del tutto i fondi.

 Come si conviene ad ogni colonia interna che si rispetti, invece, la notizia viene urlata così: “C’è il rischio che a fine 2015 queste tre Regioni non siano in grado di dimostrare di aver speso tutti i fondi a loro disposizione, perdendoli“. Ad affermarlo Nicola De Michelis, direttore delle Politiche Regionali e Coesione Territoriale. Ma sulla stampa italiota il leitmotiv è un altro, e ben peggiore: “Programmi di Campania, Calabria e Sicilia non pervenuti e dunque, per colpa loro,  Italia nel drappello dei ritardatari”. Seguono invettive razziali sull’incapacità e l’inefficienza “genetica” del meridionale in quanto tale, con codazzo di piagnistei di “terroni” autoflagellanti (“ce lo meritiamo”; “è la nostra classe politica meridionale che fa schifo” etc. etc.), e psicosi varie da interiorizzazione del senso di colpa. Tuttavia le cifre in gioco sono sostanziose: solo i due fondi principali, FESR (fondo europeo per lo sviluppo regionale) e FSE (fondo sociale europeo), valgono 6.860 milioni per la Sicilia, 6.326 milioni per la Campania e 3.031 per la Calabria. Vale la pena di fare chiarezza.

Un primo punto fermo: il regolamento comunitario impone che, per usare i fondi europei, Paesi e Regioni devono cofinanziare le opere. Per le opere pubbliche il governo è tenuto a sborsare il 50% del costo complessivo, ma Renzi e Delrio riducono al 26% il cofinanziamento nazionale ai fondi Ue 2014-2020 per Campania, Calabria e Sicilia: 10 miliardi risparmiati sulla pelle del Sud per essere regalati al nord, di cui già uno smistato su Roma Capitale e Expo Milano (legge stabilità 2015), mentre altri 1.2 miliardi vanno a “sbloccare” i cantieri padani.

Continua su:

https://www.sudexit.com/2019/02/25/miliardi-di-euro-rubati-al-sud-dagli-ultimi-governi-progressisti/

 

 

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– Il Sud non spende i fondi europei? In parte è vero, ma ci sono responsabilità dello Stato/ INCHIESTA

da inuovivespri.it

Non è vero che della mancata spesa dei fondi europei destinati al Sud per le infrastrutture sono responsabili le Regioni del Sud. Ci sono grosse responsabilità da parte del Governo nazionale. L’imbroglio romano del mancato co-finanziamento. Come ai tempi del Governo Renzi sono stati scippati 10 miliardi di euro al Mezzogiorno, scaricando la responsabilità su Sud.

Abbiamo più volte scritto che sui fondi strutturali europei destinati alle quattro regioni ad Obiettivo Convergenza dell’Italia – Campania, Puglia, Calabria e Sicilia – sono state dette e si continuano a dire tante imprecisioni. Attenzione: non che le quattro Regioni del Sud del nostro Paese non commettano errori, ma i ritardi nella spesa di questi fondi non sono da imputare tutti alla suddette Regioni: ci sono anche responsabilità dello Stato.

Adesso a scrivere questo non siamo solo noi. Un’inchiesta del giornale Sudexit affronta il tema è fa giustizia dei tanti luoghi comuni.

L’incipit del servizio già anticipa tutto:

“Se il termine ‘italia’ indicasse un’unica nazione, la notizia sarebbe questa: l’indecente decisione del Governo (centrale, cioè Roma ndr) di tagliare il co-finanziamento nazionale ai fondi Ue 2014-2020 a Campania, Calabria e Sicilia, pone tali regioni nella condizione di perdere del tutto i fondi”.

Solo che quando il Governo nazionale ha deciso di tagliare il co-finanziamento statale – che, detto per inciso, nella Programmazione 2014-2020 è maggiore rispetto alla precedente Programmazione 2007-2013 – la notizia è passata in secondo piano.

Continua su:

http://www.inuovivespri.it/2019/03/12/il-sud-non-spende-i-fondi-europei-in-parte-e-vero-ma-ci-sono-responsabilita-dello-stato-inchiesta/

 

 

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ARCHITETTURE DEL REGNO                                               

 

– Palermo:

C’era una volta il "Real Teatro Ferdinando II".

di Giovanni Maduli

12.4.2019

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      Dal bel libro del compianto Nino Aquila e di Lino Piscopo, “Il teatro di prosa a Palermo. Luoghi, spettacoli, persone e memorie dal XVII secolo“, edito nel 2001 da Guida Edizioni, sappiamo che a Palermo, in pieno centro storico, in via Merlo 8, a pochi passi dall’attuale Piazza Marina, esisteva il Teatro San Ferdinando.

          Secondo quanto riportato nel testo, la storia dell’edificio ebbe origine verso la fine del XVIII secolo, quando un certo Antonio Carini, con il patrocinio della Regina Maria Carolina, ottenne di trasformare, su terreni del Principe Resuttano, alcuni antichi casotti in teatro stabile.

          Redattore del progetto fu l’architetto Antonio Cariglini e nel 1801 l’edificio venne solennemente inaugurato. Dopo appena pochi mesi dalla sua inaugurazione, Re Ferdinando concesse che allo stesso fosse attribuito il proprio nome che, da allora, fu denominato Teatro San Ferdinando.

          Il sipario del teatro fu dipinto da Vincenzo Riolo e rappresentava il “Trionfo della virtù sul vizio”. Abbate e Migliore, nella “Nuova Guida di Palermo” edita nel 1844, informa che in questo teatro venivano rappresentati drammi buffi e commedie in dialetto siciliano e pare potesse ospitare fino a quattrocento spettatori. Dalla Guida di Palermo di Gaspare Palermo del 1859, sappiamo che “ha quattro ordini di palchi, leggiadramente dipinto, e nella chiave dell'arco del palcoscenico è un orologio per comodo.”

          Nel 1859 Don Giovanni Carini chiese al Re di potere modificare il nome del teatro aggiungendovi il numero ordinale II e la qualifica di “Reale”. Il Re acconsentì e Palermo ebbe quindi il Real Teatro Ferdinando II.

          Per altro, da altre fonti, sappiamo che pochi anni prima del 1860, nonostante Palermo fosse ben fornita di teatri, era intenzione dell’amministrazione cittadina indire un concorso internazionale per la realizzazione di un nuovo grande teatro da intitolare a Ferdinando II; teatro che sarebbe sorto nell’attuale Piazza Marina.  

          Purtroppo, a seguito dei tristi eventi del 1860, non solo non fu più realizzato il nuovo teatro ma il Real Teatro Ferdinando II venne intitolato al principe Umberto. Con successivo decreto del 1882 il teatro assunse il nome di Real Teatro Umberto I; intitolazione che, come si evince dalla foto, campeggia ancora sulla facciata dell’edificio, nascondendo così agli ignari cittadini quale era il suo nome originario.

          Il successivo decadimento politico e culturale che investì tutto il Sud dal 1860 in poi portò ad un progressivo degrado dell’edificio fin quando esso, non più usato per rappresentazioni teatrali, fra il 1920 e 1930 venne rilevato dal Dopolavoro Postelegrafonico che a seguito di lavori di ristrutturazione e restauro rivalutò l’edificio destinandolo nuovamente a rappresentazioni teatrali, in particolare della Filodrammatica Stabile Postelegrafonica.

          Purtroppo i bombardamenti della seconda guerra mondiale hanno cancellato completamente e definitivamente quelle che erano le nobili strutture murarie della fabbrica, oggi sostituita da un normale edificio in condominio.

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Oggi di quelle strutture non rimane che un indizio sul portone di accesso. Indizio non del tutto veritiero ma che testimonia, a chi ha voglia si “sapere”, cosa si celi dietro la storia di quella iscrizione.

Per prendere visione delle altre “Architetture del Regno”, si veda la sezione “Architetture del Regno”, in alto, sulla sinistra del video.

 

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LUOGHI DEL REGNO                                                         

 

Pesche – Molise

di ispop.tv-popmolise, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=B0BCf7V5cBE

 

 

Per prendere visione degli altri “Luoghi del Regno”, si veda la sezione “Architetture del Regno”, in alto, sulla sinistra del video, pag 2.

 

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CULTURE DEL REGNO                                                         

 

“Mè patri mi rissi”, poesia Siciliana

di Alex Lucchese, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=5imA-c3r5Xo

 

Per prendere visione delle altre “Culture del Regno”, si veda la sezione “Architetture del Regno”, in alto, sulla sinistra del video, pag 3.

 

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TESTI CONSIGLIATI                                                            

 

– SUCCESSE IL '48

di Vincenzo Gulì

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Per il 170º anniversario della rivoluzione del 1848 è stato tempestivamente stampato questo saggio che va presentato con la prefazione dell’autore.

Nel frasario comune degli odierni meridionali d’Italia esiste la locuzione “successe il 48” che vuole esprimere l’idea di un pandemonio, uno sconvolgimento, un avvenimento violento che lascia il segno ma che non era del tutto imprevisto. Anche altrove si usa questo modo di dire che ha avuto la sua origine in un preciso anno citato nei numeri finali pronunziati, 1848. Allora in buona parte d’Europa la Rivoluzione (con la lettera maiuscola perché derivata pedissequamente dalla matrice del 1789) fece tremare troni e popolazioni per più di un anno seminando lutti e danni profondissimi. Ma fu un evento annunciato perché ovunque se ne parlava da quando la generazione precedente era stata costretta a viverne uno simile.

Si sa che la Rivoluzione è perenne fino a quando non avrà tutto il mondo tra le sue catene. Avendo mezzi illimitati a disposizione, può adoperare la guerra, gli strumenti di persuasione di massa, dei veri cavalli di Troia per i suoi resistenti secondo le situazioni di convenienza e del grado di titubanza rilevata. Essa non sta mai in quiete perché è costantemente alimentata per egemonizzare ogni cosa.

Il 1848 fu l’anno della lotta armata. Con l’iterata filosofia giacobina delle belle parole e dei brutti fatti, in nome della libertà e del progresso dei popoli si cercò in ogni modo di accelerare il loro avviamento alla schiavitù e alla barbarie.

In questo lavoro l’attenzione è ricaduta sul Regno delle Due Sicilie sotto il re Ferdinando II di Borbone perché ebbe parte fondamentale in quei tristi avvenimenti.

I nipoti dei briganti e dei lazzari del 1799 seppero rispondere alla grande alle seduzioni e ai tormenti rivoluzionari, pur nel formidabile potenziamento che essi dispiegarono allora. L’esercito duosiciliano li salvò dal giogo massonico che li ispirava e finanziava. I Borbone erano stati bravi a espungere la rivoluzione con le armi quando essa le usava. Furono assai meno valenti quando essa adoperò gli altri strumenti sopra citati. La loro indulgenza lasciò il campo libero alla lotta non armata che sempre prepara una successiva lotta armata.  Il 1799 portò al 1821, al 1828 e al 1848. Il 1848 condusse direttamente al 1860 in cui avvenne l’annientamento delle Due Sicilie e dei suoi amatissimi sovrani.

Se la storia è un insegnamento per i posteri sulle vicende del passato, questa è la lezione che noi dobbiamo assimilare. Chi subisce una rapina non deve pensare solo al momento in cui è stato derubato. Deve ripercorrere il tragitto che l’ha condotto a quella sventura. Da quando ha deciso di tenere la futura preda a quando imprudentemente è transitato per luoghi pericolosi, da quando non ha ascoltato i buoni consigli ricevuti a proposito a quando ha sottovalutato il rischio di essere vittima di furto non premunendosi di adeguate tutele.

Il regno delle Due Sicilie fu vittima di una rapina nel 1799 e si sentì tranquillo quando fu arrestato il colpevole, ne subì un’altra nel 1848 e si rilassò quando i manigoldi furono resi inoffensivi.  Non imparò mai la lezione che sono le occasioni a creare il ladrocinio perché il mondo civile è molto più popolato di malviventi di quanto non lo siano le carceri.

Dalla Rivoluzione ci si difende con una resistenza continua, com’è continua la sua azione criminale. Dalla Rivoluzione ci si protegge rintuzzando a uno a uno tutti i mezzi che essa ha a disposizione. Dalla Rivoluzione ci si salva se avviene una sinergia tra tutte le sue vittime nel tempo senza alcuna remora di razza, di risentimenti, di religione. Se i popoli del XXI secolo riusciranno a coalizzarsi in tal modo, la Rivoluzione comincerà ad arretrare proprio quando sembra che tutto il mondo le appartenga. Altrimenti questi sono gli anni dell’ultima spiaggia che potrebbero aprire a un futuro oscuro per un’umanità tale solo per definizione.

Ma, per fortuna, il corso della storia non dipende solamente dalla volontà degli uomini…

Vincenzo Gulì

N.B. Per presentazioni ed acquisizioni rivolgersi a questa redazione: info@parlamentoduesicilie.eu

Qui il VIDEO di presentazione a Portici:

https://www.youtube.com/watch?v=gr4RweT1cr4&feature=youtu.be

 

 

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– Messina, la capitale dimenticata

di Alessandro Fumia, Magenes Edizioni

UN LIBRO CHE TUTTI I DUOSICILIANI DOVREBBERO LEGGERE.

IN PARTICOLARE I SICILIANI.

In questo corposo volume di 339 pagine Alessandro Fumia rende partecipe il lettore di “cosa divenne” Messina subito dopo l’investitura di Carlo III della corona di “Utriusque Siciliae”. Ci ricorda che questa gloriosa città fu un tempo crogiuolo di iniziative industriali, economiche, finanziarie, commerciali, culturali e scientifiche di primissimo piano, tanto che tutte le maggiori potenze europee vollero colà i propri Consolati. Un fermento di iniziative e di progetti che la portarono presto ad essere fra le più importanti città del Regno seconda, forse, solo a Napoli. Una città che, da sola, forniva allo Stato una rendita fiscale superiore a quello di tutta la restante Sicilia nel suo insieme. Una città più volte capitale dell’Isola e che in più occasioni fu aspra rivale di Palermo. Una rivalità che sfocerà infine nella strenua e tenace difesa dei diritti del legittimo Governo contro la ribellione della capitale dell’isola, fomentata ad arte da liberali, massoni e profittatori guidati dalla nobiltà capitolina che vedeva ogni giorno diminuire i suoi illegittimi profitti a causa dei continui interventi dei Borbone in favore del popolo Siciliano. Ci guida infine nella disamina, quasi ora per ora, di ciò che esattamente avvenne nel corso della rivolta del ’48; chi ne furono i veri artefici, quali ne furono le vere cause, come e dove si svolsero esattamente i combattimenti ma, soprattutto, come ad essere i veri artefici del cosiddetto bombardamento di Messina, non furono le milizie Duo Siciliane, bensì gli “indipendentisti Siciliani”. E lo fa non attraverso sottili disquisizioni di ordine filologico o ideologico, bensì attraverso la pubblicazione di documenti, spesso inediti, quasi sempre di sponda “indipendentista”. E’ così smentita inequivocabilmente e ancora una volta la vigliacca invenzione per la quale, secondo alcuni sprovveduti, ma anche secondo quanto ancora si legge in certi libri scolastici, che sarebbe stato il “Re Bomba” (nomignolo vilmente affibbiato successivamente a Ferdinando II), ad operare quel bombardamento. Per la verità già altre fonti avevano avanzato questa versione, ma il merito del Fumia sta nel fatto di avere dimostrato che quanto raccontato nel testo non è, appunto, una “versione”, ma quanto realmente avvenne sulla base di prove documentali inappellabili.

Un testo quello del Fumia che contribuisce in modo determinante al disvelarsi di verità volutamente e vigliaccamente occultate, travisate e manipolate che però, ormai, risplendono in tutto il loro abbagliante fulgore.

G.M.

 

 

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– La Divina Tragedia

di Fabiuccio Maggiore

Dopo “L’uomo e il denaro”, Fabiuccio Maggiore con questo nuovo lavoro ci guida lungo un percorso fra i meandri infernali dell’alta finanza occulta facendoci comprendere, ancorchè in chiave apparentemente satirica e certamente ironica, gli oscuri meccanismi che stanno distruggendo le nostre economie e le nostre vite.

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divina-tragedia-fileminimizerDall’Introduzione:

Un po’ prima del mezzo del cammin di nostra vita, mi ritrovai per una selva oscura chè la diritta via era smarrita. Passando per lavanderie lussemburghesi dove il denaro veniva ripulito e ritrovandomi tra uomini più simili a delle bestie che mangiavano panini olandesi in salsa irlandese in quel dei paradisi fiscali, capii quanto profonda e oscura fosse la vasca contenente quei dannati valori elettronici che uomini sprovveduti ed ignari del pericolo solevano chiamare moneta. Ed ecco allora la follia umana, l’avarizia e l’ingordigia prendere il sopravvento giovando della pigrizia e della ignavia popolare di omuncoli distratti dalla carne dal ludico piacere dell’eterno fanciullo. Uomini che le bestie solevano chiamare “i dormienti”. Un inferno dantesco reale, all’interno del quale risiedono diavoli banchieri capaci di prestare ciò che non hanno, botteghini finanziari dalle scommesse truccate, mercati di debito aperti da strutture in ombra, paradisi fiscali nel bel mezzo di inferni terrestri, traffici illeciti e zone franche dove potere riciclare il denaro grazie all’uso – abuso delle nuove autostrade non asfaltate che hanno permesso il controllo planetario attraverso uno schermo, rendendo tragicamente reale il dispotico mondo orwelliano. Ogni dannato giorno, azioni lontane ai nostri occhi generano reazioni ed effetti a noi vicine capaci di intaccare la nostra stabilità ed armonia. Per queste ragioni, questo viaggio all’interno della Divina Tragedia deve servire a sensibilizzare colui che dorme nel reagire intellettualmente e attivamente per fermare quegli uomini resi bestia che han venduto l’anima al diavolo. Attraverso la nostra intellighenzia abbiamo ideato dei mezzi per agevolarci la vita, mezzi che hanno finito per distruggercela, e il denaro, il tragico potere divino ne è il principale esempio. Dopo il primo libro L’Uomo e il Denaro: Alla ricerca della Verità, in questo secondo lavoro La Divina Tragedia, ci addentreremo dentro il mondo della finanza occulta, alimentata dall’uso del digitale e dagli escamotage che la moderna tecnologia ha concesso alle bestie dei nostri giorni. Ogni descrizione “dantesca” legata ad una fantasia ironizzata per alleggerire la narrazione è affidata alle capacità di lettura e interpretazione del lettore al quale auguro un buon viaggio.

Gli occhi aperti non potranno più richiudersi.

Per acquistare il libro ci si può rivolgere direttamente all’Autore via Facebook.

 

 

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– …e nel mese di maggio 1860 la Siclia diventò "Colonia"

di Pippo (Giuseppe) Scianò

Pitti Edizioni, pag. 415

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Così si esprime Pippo (Giuseppe) Scianò a pagina 376 della sua ciclopica opera presentata oggi (7.4.’18) a Palermo intitolata “…e nel mese di maggio 1860 la Sicilia diventò <<Colonia>> – ciclopica non tanto per il numero delle pagine, che comunque sono ben 415, quanto per contenuti densi di documenti, testimonianze e circostanze, spesso inedite, e relativi “solamente” al periodo maggio/ottobre 1860 – riferendosi alle opere di Gustavo Rinaldi, storico e studioso, ed in particolare a quella intitolata “Il Regno delle Due Sicilie. Tutta la verità”:

          “A questo punto del nostro lavoro, sentiamo quindi il dovere di esprimere la nostra sincera gratitudine per l’opera meritoria che – non senza sacrifici – sta portando avanti  con successo e che contribuisce  in modo determinante a riaffermare il diritto dei Popoli dell’ex Regno delle Due Sicilie alla rispettiva memoria storica, all’identità nazionale, che dal 1860 sono state calpestate, prima dall’occupazione militare di stampo imperialista voluta dalla gran Bretagna e successivamente dai partiti unitari dominanti e dagli ascari locali e dai regimi e dalle istituzioni da questi dipendenti.

          Tutto e tutti al servizio dell’imperialismo interno delle regioni del nord e del loro Stato. E il diritto alla propria memoria storica – tanto per parlare di uno solo dei diritti negati – è, per ogni Popolo, la condizione essenziale per acquisire la consapevolezza di sé.

          Anche per uscire da quella alienazione culturale in forza della quale i popoli oppressi si identificano con i loro oppressori. E tanto più avviene questa identificazione quanto più gli oppressori sono stati spietati, assassini, feroci e canaglie.

          Come è accaduto, appunto dal 1860 in poi in Sicilia, in Calabria, in Basilicata, in Puglia, in Abruzzo, nel Molise, in Campania ed, in una parola, in tutto quanto il territorio del soppresso Regno delle Due Sicilie.

Qui il VIDEO della presentazione

https://www.youtube.com/watch?v=Mq-kCl_xgMs&feature=youtu.be

 

 

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– Quaderni Borbonici – 1

di Alessandro Fumia e Franz Riccobono

EDAS sas Edizioni

Dedicato a Carlo III di Borbone ed ai suoi interventi su Messina

 

 

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– Rinascita di una Nazione

di Giovanni Maduli

Presentazione di Vincenzo Gulì

Introduzione di Ignazio Coppola

Pitti Edizioni

 

 

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NOVITA' EDITORIALI                                                          

 

– Storie di garibaldini scomparsi

di Massimo Novelli

storie-garib-fileminimizerEditoriale Il Giglio

Fonte:

http://www.editorialeilgiglio.it/due-sicilie-i-mille-storie-di-avventurieri-e-delinquenti-comuni/

 

 

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– 1860 -La verità dimezzata – Cronistoria della spedizione dei mille e sue conseguenze

di Vincenzo Giannone

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– Verità e menzogne sul brigantaggio

La sconosciuta replica della Corte Borbonica alla relazione Massari (1863)

di Gaetano Marabello

libro-fileminimizerPagine 246, E 20,00

 

 

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NOTIZIE DAL MONDO – ECONOMIA, POLITICA              

 

– TG Bagnai Lega e Bottici M5S blindano l'oro italiano. Crolla l'industria tedesca. Accordo USA Cina

di Dentro la Notizia RobyMaster, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=0NS2gQ6b3Og

 

 

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– Ungheria rivela documento segreto dell'UE per invadere di migranti l'Europa

di Dentro la Notizia RobyMaster, da youtube.com

(Foto da youtube.com)

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=Bi4ylTHV7_A

 

 

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– Mauro Scardovelli commenta Francesco Amodeo

di Mauro Scardovelli, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=wrNLIdkcqLY

 

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– Neoliberismo e povertà – Ilaria Bifarini

da ereticamente.net

Ogni tanto, tra le varie notizie di propaganda che dipingono un paese irreale, in cui un aumento quasi impercettibile del Pil – peraltro stimato- e una diminuzione lievissima del tasso di disoccupazione attualmente alle stelle -perlopiù legata a fattori stagionali- vengono spacciati per crescita, trapela qualche dato reale sullo stato di salute del Paese. Uno di questi è quello divulgato ieri dall’Istat -e precedentemente anche dall’OCSE – sul livello di disuguaglianza interno alla popolazione: mentre una fascia ristretta della popolazione diventa sempre più ricca la schiacciante maggioranza si impoverisce. In un solo anno, dal 2015 al 2016, la percentuale di italiani a rischio povertà o esclusione sociale è passata dal 28,7% al 30%.

Il trend non è solo a livello nazionale, ma rispecchia una tendenza globale in atto già da decenni ed è strettamente collegato alla modello “di sviluppo” neoliberista e alla finanziarizzazione dell’economia ad esso connessa. Se osserviamo i valori relativi al reddito medio del 99% della popolazione più povera e dell’1% più ricco, osserviamo come i primi siano cresciuti fortemente a partire dal dopo guerra fino agli anni 70, contro un ritmo più moderato del secondo gruppo. Improvvisamente il trend si inverte, inizia il rallentamento della ricchezza del 99% più povero (cioè la stragrande maggioranza della popolazione del mondo, cioè noi) a fronte di un’impennata del reddito dell’1% più ricco.

Continua su:

http://www.ereticamente.net/2018/07/neoliberismo-e-poverta-ilaria-bifarini.html

 

 

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– Giulietto Chiesa – La Verità Sulla TAV

di Nuova Civiltà – Network News, da youtube.com

tav-fileminimizerVIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=Xvb-CRmzODg

 

 

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Pillola Rossa o Pillola Azzurra ? FRANCESCO AMODEO

di Lucia De Lucia, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?time_continue=3&v=HkzGzmY_rIo

 

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"Lasciate pignorare le case o niente soldi", l'Eurogruppo ricatta la Grecia
da europa.today.it

„Formalmente, Atene è uscita dal piano di salvataggio dell'ex Troika. Ma di fatto, resta ancora appesa ai diktat dei creditori della zona Euro. Che chiedono a Tsipras di abolire lo stop ai pignoramenti delle abitazioni delle famiglie insolventi con le case. In cambio dello sblocco di 1 miliardo“.

„Formalmente, è uscita dal programma di assistenza finanziaria. Ma di fatto, 4,8 miliardi che dovrebbe ricevere da qui al 2022 sono ancora bloccati nelle casse della Bce e delle altre banche nazionali dei Paesi dell'Eurozona. Per averli, deve concludere il suo programma di riforme. E poco importa che delle 16 misure pattuite, ben 13 siano state già approvate. Se la Grecia non abolirà lo stop ai pignoramenti delle case delle famiglie insolventi da parte delle banche, l'Eurogruppo non sbloccherà i fondi richiesti da Atene. “

Continua su:

http://europa.today.it/lavoro/eurogruppo-pignoramenti-casa.html?fbclid=IwAR01w7bUPo-6q1zGRJgYZqdsXhIY_moW_QZHx14WMUr9tj_OQsEjsXJVdXA

 

 

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CULTURA – COSTUME – SOCIETA'                                  

– Non c’è limite al peggio

di Adriano Tilgher, da ilpensieroforte.it

Odio l’ipocrisia, odio la falsità, odio il buonismo. Sì perché il buonismo è fatto di ipocrisia e falsità.

Sentiamo condannare, a parole, solo a parole, orribili cose come la pedofilia, ma poi consentiamo che personaggi, a loro dire scienziati, vadano in televisione a dire che anche i bambini hanno una loro sessualità e che è giusto che la esplichino.

Facciamo, come è giusto che sia, grandi campagne contro la violenza alle donne, e poi permettiamo che alcune coppie, in genere omosessuali, vadano all’estero a prendere in affitto un utero per poi strappare, per fame e povertà, la creatura alla madre, orrendo crimine contro le donne. Per di più, alcuni tornano in Italia e sbandierano il frutto di questa orribile violenza come una grande conquista civile, soprattutto quando a quella povera inerme creatura viene riconosciuta l’appartenenza alla coppia di fatto. Prova evidente di uno stato in dissoluzione.

Piangiamo, e non potrebbe essere diversamente, quando vediamo i poveri bambini che muoiono in mare vittime dei naufragi nel loro tentativo di fuga dall’Africa, sfruttata ed affamata dalle multinazionali e dal potere finanziario, e non spendiamo una parola, né ci disperiamo quando quegli stessi bambini, una volta sbarcati spariscono dai campi di accoglienza perché utilizzati come merce pregiata per il traffico di organi.

Continua su:

http://www.ilpensieroforte.it/cultura/1957-non-c-e-limite-al-peggio

 

 

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– La piccola Greta e i grandi gretini dell’ambientalismo malthusiano

di Marcello Pamio, da disinformazione.it

Da settimane i media mainstream hanno acceso e puntato i riflettori su una sconosciuta ragazzina svedese, spuntata letteralmente dal nulla.

Nessuno l’aveva mai vista. Di punto in bianco….puff….esce dal cilindro, viene invitata a parlare al vertice sul clima delle Nazioni Unite e poi al Forum di Davos, oggi addirittura è stata candidata al Premio Nobel.

Tutte cose normali per una qualsiasi ragazza di 16 anni, vero?

Ma i suoi discorsi hanno emozionato e toccato le corde profonde dell’anima, appassionando gli ambientalisti di tutto il mondo, così è stata presa come modello da stimare ed emulare.
Se non bastasse per capire il quadro, persino Sergio Mattarella l’ha elogiata, e il diversamente-sobrio Jean-Claude Junker le ha fatto il baciamano.

https://disinformazione.it/2019/03/16/la-piccola-greta-e-i-grandi-gretini-dellambientalismo-malthusiano/

 

 

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– La fine dell'Era della Tecnica – Valerio Malvezzi

di byoblu.com, da youtube.com

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Seguendo i link segnalati nel video è possibile sottoscrivere la lettera ai politici di Valerio Malvezzi

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=tN6wEzWJQd8

 

 

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– GLOBALIZZAZIONE E LIBERALISMO SONO SULL’ORLO DEL COLLASSO – MA DOPO CHI E COSA VERRÀ

di Alexander Dugin, da comedonchisciotte.org e da fort-russ.com

Il liberalismo e la globalizzazione hanno decisamente fallito. La situazione mi ricorda gli ultimi anni dell’URSS. Allora, il vero potere era ancora totalmente nelle mani del Partito Comunista che controllava quasi tutto, ma allo stesso tempo l’intero sistema era finito. E chiunque avrebbe potuto accorgersene.

Attualmente, per il dominio globale delle élite liberali ci troviamo nella stessa identica situazione. Esse controllano ancora tutto, ma sono già nella fase terminale. Scompariranno alla stessa velocità del comunismo nell’Europa orientale.

La mobilitazione anti-populista (anti-Putin, anti-Assad, anti-Cina, anti-Brexit, anti-Iran, anti-Salvini e così via) di Bernard-Henri Lévy, di E. Macron, di G. Soros, dei Rothschild o dei Clinton dimostra di essere in uno stato di pura sofferenza. Per loro è finita.

Non sono più in grado di governare. Sono condannati. Persevereranno e potranno guadagnare un po’ di tempo prima del collasso definitivo e irreversibile, ma i loro giorni saranno contati.

Non hanno più influenza sul futuro, l’hanno persa. Il Messia non arriverà in questo “Stato d’Israele” come attualmente è – Naturei Karta lo ha capito benissimo. Questo Stato è una parodia creata dall’uomo, non un miracolo escatologico, è esso stesso una fake-news. Quindi terminerà.

Continua su:

https://comedonchisciotte.org/globalizzazione-e-liberalismo-sono-sullorlo-del-collasso-ma-dopo-chi-e-cosa-verra/

 

 

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– Idioti digitali

di Tonguessy, da comedonchisciotte.org

L’effetto Flynn consiste nell’aumento nel valore del quoziente intellettivo medio della popolazione nel corso degli anni, un fenomeno osservato da James R. Flynn. L’effetto è stato da lui rilevato in svariati paesi: per questo motivo l’ha ritenuto indipendente dalla cultura di appartenenza.

Flynn osservò come durante il secolo scorso il valore del quoziente intellettivo fosse aumentato in modo progressivo, con una crescita media di circa 3 punti per ogni decennio.

Purtroppo la tendenza di questa funzione ha subito negli ultimi decenni una brusca inversione di tendenza. Chi se ne è accorto per prima è stato il servizio di leva Norvegese. Il team di scienziati del Ragnar Frisch Centre for Economic Research ha sottoposto test del QI a 730 mila ragazzi norvegesi di 18-19 anni valutati per il servizio militare obbligatorio. Tra i nati dopo il 1975, si è registrato un calo di punteggi medi pari a 7 punti per ogni generazione. Il risultato è confermato da alcuni altri studi, in parte condotti dallo stesso Flynn; secondo alcuni si è registrato un calo del QI britannico di ben 14 punti nel solo decennio 1999-2009.

Le cause? Sembrano legate ai cambiamenti nello stile di vita e nelle abitudini dei ragazzi – cosa e quanto leggono, come trascorrono il tempo libero, che tipo di istruzione ricevono – o anche, secondo Focus, a un mancato adattamento del test del QI all’intelligenza moderna. Cioè l’intelligenza postmoderna è diversa dall’intelligenza moderna, e non si possono fare confronti. Una volta gli adolescenti giocavano a pallone, oggi passano il loro tempo nei social. Due cose così differenti da non poter essere sottoposte allo stesso test del QI. Apoteosi del relativismo.

Continua su:

https://comedonchisciotte.org/idioti-digitali/

 

 

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– CHI È E DA CHE PARTE STA PAPA FRANCESCO?

di infOrmalTv, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=W_xtJ8o-HG0

 

 

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– Intervista al prof. de Mattei su La Verità

da corrispondenzaromana.it

Lunedì 4 marzo il quotidiano La Verità ha pubblicato un’intervista di Ignazio Mangrano a Roberto de Mattei, con il titolo Cara Chiesa, smetti di essere gay friendly E diventa sovranista. Riportiamo il testo integrale delle domande e delle risposte.

Il prof. Roberto de Mattei, presidente della Fondazione Lepanto e direttore della rivista Radici Cristiane, è uno dei promotori della manifestazione Acies ordinata, che il 19 febbraio ha schierato a piazza San Silvestro cento cattolici provenienti da tutto il mondo per una protesta silenziosa contro il vertice vaticano sugli abusi sessuali.

Professore, il summit Vaticano è stato un fallimento?

«Credo di sì. Lo hanno rilevato i maggiori organi di stampa, parlando di un messaggio debole e sottolineando l’insoddisfazione delle vittime. Io però credo che l’insuccesso dipenda da altro».

Da cosa?

«Ci si è concentrati sui sintomi, e non sulle cause del male».

Si spieghi.

«È stato trascurato un punto centrale, già emerso nel memoriale Viganò: quello della diffusione dell’omosessualità nella Chiesa come fenomeno organizzato».

C’è una lobby gay nella Chiesa?

«Sì. Mi sembra evidente».

Continua su:

https://www.corrispondenzaromana.it/intervista-al-prof-de-mattei-su-la-verita/

 

 

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– Francia: Gli insegnanti non potranno più dire "padre" e "madre"

da interris.it

Leggi su:

https://www.interris.it/bocciato/gli-insegnanti-non-potranno-pi-dire-padre-e-madre?fbclid=IwAR2fUKg-KULVWO_I3lM5_ehxx6F1bawVCt79C4e2qDSbWBEH9cVX53tZ6FE

 

 

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 MEDICINA                                                                        

GLI ARTICOLI DI SEGUITO RIPORTATI NON RAPPRESENTANO IN ALCUN MODO SUGGERIMENTI O INDICAZIONI TERAPEUTICHE IN QUANTO GLI AMMINISTRATORI DI QUESTO SITO NON SONO MEDICI; ESSI RAPPRESENTANO SOLAMENTE UN PANORAMA DI OPINIONI REPERITE SUL WEB. SI INVITA PERTANTO AD AVVALERI COMUNQUE DEL PROPRIO MEDICO CURANTE.

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– Stefano Montanari: Cellule fetali umane nei vaccini

di Renovatio21, da Facebook.com

VIDEO

https://www.facebook.com/Renovatio21/videos/2353780091508427/

 

 

 

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– La verità su Andrew Wakefield – Massimo Mazzucco

di byoblu, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=RstDa7SEtkw

 

 

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– Vaccini e autismo, Federica: all’estero per salvare mio figlio

da libreidee.org

Si chiama Federica, vive in provincia di Gorizia. Ha una voce melodiosa da cantante jazz, e un coraggio da eroe greco. Antigone, con due bambini da difendere con le unghie e coi denti. Entrambi minacciati da un orco invisibile, armato di siringa. Il piccolo Nicola, il primogenito, oggi ha otto anni. Da poco è tornato tra noi. Era scomparso: muto, assente, estraneo. Un bambino divenuto alieno, anaffettivo, indifferente a tutto. In una parola: autistico. Lo è diventato di colpo, dopo un vaccino “sbagliato”, esavalente: antitetanica, antiepatite B, antipolio, anti-difterica, anti-haemophilus, anti-pertosse. «A tredici mesi, Nicola sgambettava come un leprotto. A 20 parlava e cantava, manifestava il suo talento artistico in ogni occasione: sapeva dipingere, era affettuoso, baciava il fratellino nel pancione». Poi, intorno ai 22 mesi, subito dopo la nascita di Enrico, ha avuto un improvviso arresto dello sviluppo. «E in poche settimane ha smesso di parlare, di mangiare, di dormire». Sintomi allarmanti: vomito “a getto”. All’epoca, Federica non sapeva ancora della stretta correlazione fra cervello, stomaco e intestino. Già, perché l’intestino è il secondo cervello. E proprio dall’intestino è cominciata la guarigione “impossibile”: eliminando glutine e caseina, Nicola ha ripreso a parlare, a mangiare, a sorridere. Ma non in Italia: all’estero. Grazie al costoso intervento di medici all’avanguardia, in cliniche private.

In Italia, di fronte all’orco si resta soli. E si finisce in un limbo di dolore, se non si ha a fianco una madre come Federica Santi, già insegnante e musicista, ora interamente dedicata alla sua missione: salvare Nicola.

Continua su:

http://www.libreidee.org/2019/03/vaccini-e-autismo-federica-allestero-per-salvare-mio-figlio/

 

 

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– Vaccini e gli sciacalli che sfruttano gli immunodepressi!

di Marcello Pamio, da disinformazione.it

Fino a qualche tempo fa il Sistema, per soverchiare e bloccare la crescente tendenza dei genitori a mettere in dubbio le vaccinazioni coatte usava come scusante mediatica il fatto che il bambino non vaccinato poteva, a scuola, mettere a repentaglio la salute dei bambini ipervaccinati.

Questa ridicola scusante è stata soppiantata quando sono iniziate a sorgere domande spontanee sull’utilità dei vaccini. Perché, se un bambino vaccinato può prendere qualche malattia infettiva da uno non vaccinato, allora a cosa servono questi farmaci? E come proteggono la collettività?

Ora il nuovo grimaldello adottato dal Sistema sono i bambini immunodepressi, utili a far leva direttamente sulla pancia e le emozioni dei belanti sudditi-non-pensanti.

Nessuno vuole giudicare e/o commentare l’immane tragedia di una famiglia colpita da simili problematiche. Certamente però, ci sono alcune domande che meritano una risposta seria e circostanziata.

Qual è la causa – o le cause – dell’aumento di bambini immunodepressi nel nostro Paese?

Continua su:

https://disinformazione.it/2019/03/14/vaccini-e-gli-sciacalli-che-sfruttano-gli-immunodepressi/

 

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– Distruggono la sanità pubblica e fanno avanzare quella privata

di Gabriele Sannino, da controinformazione.info

Nel nostro paese, sono ormai milioni i cittadini che non possono più curarsi, dato che non hanno i soldi per farlo. Se ci riflettiamo un attimo, questo è del tutto incostituzionale, visto che l’art 32 della nostra sottesa Carta dichiara espressamente che “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”.
In realtà, quello che si sta consumando oggi, come spiegano bene Francesco Carraro e Massimo Quezel nel loro libro SALUTE S.P.A. con sottotitolo “La sanità svenduta alle assicurazioni” è il delitto perfetto, nel senso che, al grido di “Ce lo chiede l’Europa” e a colpi di spending review, i politici stanno operando da anni tagli alla nostra eccellente sanità pubblica, cosa che fa peggiorare i servizi, le strumentazioni, le condizioni in cui operano i sanitari, le unità di personale. I risultati sono tempi che si dilatano a dismisura per le visite – cosa che costringe gli italiani a curarsi a pagamento – ma anche errori nella sanità pubblica, che viene così vista e giudicata come “malasanità”.
In altre parole, la scarsità fittizia provocata dai banchieri e dalle loro crisi (dato che ci prestano “denaro dal nulla”) sta letteralmente uccidendo la sanità pubblica (anche) in questo paese, mentre quella privata si fa spazio sulle sue macerie.

Continua su:

https://www.controinformazione.info/distruggono-la-sanita-pubblica-e-fanno-avanzare-quella-privata/

 

 

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– Il fallimento dello scientismo in medicina – Erica Poli e Maurizio Grandi

di byoblu.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=VhhU3CMDy3g

 

 

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– Stop alle sperimentazioni fai-da-te. Le cavie le usano solo loro!

di Marcello pamio, da disinformazione.it

«L’annuncio di Fabio Franchi su Facebook è delirante e ho attivato i controlli del caso.

Voglio rassicurare i cittadini dicendo che in Italia non c’è spazio per sperimentazioni fai da te!”

E se lo dice con un tweet il ministro della salute Giulia Grillo, allora c’è da stare tranquilli. Fiuff…stavo proprio per pensar male…

Come non fidarsi, d’altronde, dell’onorevole pentastellata che nel 2017 attaccava e inveiva contro Beatrice Lorenzin per il decreto poi convertito nella sciagurata legge 119 sull’obbligatorietà dei vaccini e che oggi ne è la sostenitrice più incallita? La coerenza, come sempre, viene prima di tutto.

La situazione italiota è così allo sbando che ultimamente la Lorenzin sostiene addirittura la Grillo negli attacchi ai cosiddetti no-vax. Della serie: il nemico del mio nemico, è mio amico!

Queste sono le classiche notizie che schiudono il sarcofago dove è conservata la politicamente-nulla Lorenzin, ridestandone momentaneamente la coscienza. Rimane in ibernazione letargica per mesi e poi, di punto in bianco, si sveglia per twittare o postare su Facebook attacchi contro i novax.

Continua su:

https://disinformazione.it/2019/02/26/stop-alle-sperimentazioni-fai-da-te-le-cavie-le-usiamo-solo-noi/

 

 

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– Istituto Tavistock e il mutamento di paradigma

di Marcello Pamio, da disinformazione.it

Il 25 febbraio scorso è stato ufficializzato nella Gazzetta l’inserimento del medicinale Triptorelina nell’elenco dei farmaci erogabili a totale carico del Servizio Sanitario Nazionale.
La Triptorelina Pamoato è il principio attivo, il nome commerciale è Decapeptyl e appartiene alla categoria farmacologica degli «Analoghi degli ormoni liberatori delle gonadotropine», in pratica agisce causando la soppressione della funzione gonadotropa pituitaria, detto in parole semplici blocca alcuni importantissimi ormoni, come il testosterone, agendo direttamente sulla ghiandola endocrina pituitaria: l’ipofisi!

Attualmente viene somministrato nel carcinoma della prostata e in quello della mammella mediante un’iniezione che viene effettuata tassativamente ogni 3 mesi.
Ma perché un farmaco in uso nei tumori ormono-sensibili viene inserito nella Gazzetta ufficiale?
La risposta è semplice ma inquietante: perché l’impiego sarà allargato ai casi «in cui la pubertà sia incongruente con l’identità di genere (disforia di genere)».[1]
Quindi il Ministero della Salute e l’Aifa hanno autorizzato l’utilizzo di un farmaco ormono-castrante già in uso per il cancro al seno e alla prostata, per i bambini che non riconoscono il proprio corpo e/o la propria sessualità!

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https://disinformazione.it/2019/03/05/istituto-tavistock-e-il-mutamento-di-paradigma/

 

 

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– Donazione organi: 10 motivi per non firmare il modulo all’anagrafe quando chiedi o rinnovi la carta di identità

di Marcello Pamio, da disinformazione.it, a cura di Nerina Negrello

Perché firmando implicitamente accetti il concetto fasullo di “morte cerebrale” a cuore battente.

Perché il modulo omette l'informazione base che l'espianto è su un vivo che ha perso la coscienza dichiarato “morto cerebrale” sulla base di protocolli di Stato utilitaristici.

Perché è contro-legge 91/99 art.5 che prevede un Decreto attuativo per la dichiarazione di volontà, mai emanato da 20 anni ma sostituito con un Decreto temporaneo (Bindi 8 aprile 2000) che ha aperto ad ogni sorta di abusi, tra cui “una scelta in comune”.

Perché sono tuttora in vigore le Disposizioni Transitorie art.23, ovvero è consentito il prelievo salvo dichiarazione autografa d'opposizione personale o esplicita opposizione scritta della famiglia.

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https://disinformazione.it/2019/03/07/donazione-organi-10-motivi-per-non-firmare-il-modulo-allanagrafe-quando-chiedi-o-rinnovi-la-carta-di-identita/

 

 

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– Ecco cos'abbiamo trovato nei vaccini: lo studio Corvelva – Loretta Bolgan e Ivan Catalano

di byoblu, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?time_continue=3&v=V3h_G6BN9PM

 

 

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 SCIENZA E TECNICA                                                           

 

– “Il catastrofico riscaldamento globale causato dall’uomo è una bugia”: lo dicono oltre 30.000 scienziati

di Sara Maria Maestroni, da attivitasolare.com

L’articolo a cui fa riferimento il titolo che ho scelto per questo articolo data 31 Agosto 2016. Qualcuno penserà certamente che in due anni e mezzo abbondanti è passata molta acqua sotto i ponti.
La cosa interessante, però, è fare rimerimento a ciò stava succedendo in quel periodo del 2016.
Gli USA erano in piena campagna elettorale. L’autore dell’articolo ricorda che i più grandi sostenitori del “Global Warming” causato dall’uomo erano Hillary Clinton e Al Gore che, se avesse vinto la ex-first lady, avrebbe certamente coronato il suo sogno di vedere completamente legittimata questa “teoria” – non certo per solerzia e cura verso la popolazione americana e mondiale, come scoprirete più in fondo…

Si legge, infatti:

Al Gore potrebbe emergere dalle tenebre per dichiarare la vittoria nel dibattito sul riscaldamento globale se Hillary Clinton si trasferirà alla Casa Bianca. Sì, se ciò succedesse e le nuove regolamentazioni in ambito climatico diventassero legge del Paese, sarebbe molto difficile ribaltarle per 4-8 anni (Intervista a Coleman, del Climate Depot).

Al Gore è noto per le sue previsioni, in base alle quali ci sarebbe stato un massiccio scioglimento delle calotte polari. Peccato che tali previsioni si sono dimostrate completamente false – non solo con studi scientifici, ma anche dalle rilevazioni fatte sul campo e su quanto la Natura ci sta proponendo.

Queste sono le “scomode verità” che la Casa Bianca – il 44° Presidente era Obama – continuava ad ignorare.
La più famosa – di cui trovate anche riferimenti nel nostro sito – è quella che declamava che ci fosse un accordo del 97% fra gli scienziati di tutto il mondo, rispetto alla validità dell’AGW (estratto da National Review):

Un sondaggio del 2008 fatto da due scienziati Tedeschi, Dennis Bray e Hans von Storch, aveva rivelato che un numero significativo di scienziati era scettico riguardo l’esistenza di modelli climatici capaci di prevedere in modo accurato le temperature globali, le precipitazioni, i cambiamenti nei livelli dei mari o di eventi climatici estremi per oltre un decennio; essi diventavano sempre più scettici col passare del tempo (estratto da National Review).

Teniamo conto che, come ricorda l’articolo, persino il WSJ si è espresso coraggiosamente contro la pseudoscienza del riscaldamento globale!

Continua su:

https://www.attivitasolare.com/il-catastrofico-riscaldamento-globale-causato-dalluomo-e-una-bugia-lo-dicono-oltre-30-000-scienziati/?fbclid=IwAR08zTMW6Ni4S-Udni7RCmVseE3X0o_xElTBA69rgYAYlQTzgpJ6HAp0IUU

 

 

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– ABBIAMO VISTO UN BUCO NERO

di Random Physics, da youtube.com

(Foto da youtube.com)

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=_tsNykeF5Y8

 

 

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– Rubbia: la bufala del clima. Emissioni zero col gas naturale

da libreidee.org

Il clima della Terra è sempre cambiato. Oggi pensiamo, probabilmente sbagliando, che se tenessimo sotto controllo la CO2, il nostro clima resterebbe costante. Questo non è assolutamente vero. Durante l’ultimo milione di anni, la Terra era dominata da periodi di glaciazione con temperature a -10 gradi, tranne brevissimi periodi con temperature paragonabili a quelle di oggi. L’ultimo è stato 10.000 anni fa, quando è cominciato il cambiamento climatico che conosciamo, con l’agricoltura e lo sviluppo alla base di tutta la nostra civilizzazione. Ora, negli ultimi 2.000 anni ad esempio, la temperatura della Terra è cambiata profondamente. Ai tempi dei romani, ad esempio, Annibale è venuto in Italia attraversando le Alpi con gli elefanti. Oggi non potrebbe più farlo, perché la temperatura della Terra è inferiore di un grado e mezzo. C’è stato un periodo, nel medioevo, con una piccola glaciazione. Sì, intorno all’anno Mille c’è stato un aumento moderato delle temperature, simile ai tempi dei romani, e poi però c’è stata una mini-glaciazione – tra il 1500 e il 1600 – con fenomeni che hanno creato problemi di sopravvivenza alle popolazioni del Nord Europa, come i vichinghi. Se restiamo al periodo degli ultimi 100 anni, ci sono stati cambiamenti climatici sostanziali che sono avvenuti ben prima dell’effetto antropogenico, l’effetto serra.

Continua su:

http://www.libreidee.org/2019/03/rubbia-la-bufala-del-clima-emissioni-zero-col-gas-naturale/

 

 

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– Verifica della teoria del Global worming: Le temperature globali continuano con il record più basso del secolo, nonostante le crescenti emissioni!

di Jamie Spry – 06.06.2018

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Secondo i dati della NASA, il recente calo delle temperature globali di 0.56° C, dopo il super El Niño 2015/16, è il più grande evento di raffreddamento biennale in un secolo. “Bisogna tornare indietro al 1982-84 per trovare un calo più grande in un biennio, di 0,47° C, anche durante l’era del riscaldamento globale.”

I sistemi di misurazione satellitari MSU della NASA generano i set di dati RSS e UAH, che misurano la temperatura media di ogni pollice cubo dell’atmosfera inferiore (0-10 km), per la zona esatta in cui si intende verificare la teoria del riscaldamento globale.

TEMPERATURA DI MAGGIO + 0.18°C SOPRA MEDIA

Le temperature GLOBALI continuano la loro tendenza al raffreddamento, con un forte rimbalzo al Super El Niño del 2015/16, il più forte da quando sono iniziate con accuratezza le misurazioni, causate dalle acque superficiali nell’Oceano Pacifico, a ovest del Centro America, fino a 3° C più calde del solito.

VERIFICA DELLA TEORIA DEL GAS SERRA?

L’ultima anomalia UAH V6.0 del mese di maggio è di +0,18° C riporta le temperature ai livelli in cui si trovavano all’inizio del secolo, rafforzando l’attuale “pausa” del riscaldamento globale che al momento e di oltre 18 anni, nonostante il record dell’aumento delle emissioni di CO2 …

Continua su:

https://www.attivitasolare.com/verifica-della-teoria-del-global-warming-le-temperature-globali-continuano-con-il-record-piu-basso-del-secolo-nonostante-le-crescenti-emissioni/

 

 

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– La morte viaggia su auto elettrica: le verità scomode delle auto ecologiche

Lettera firmata, da difesaonline.it

 

05/03/19

Carissimo Direttore, fra pochi giorni quasi tutte le testate giornalistiche daranno notizia del salone dell’auto di Ginevra e ci parleranno del rapporto automobile-ecologia per convincerci che non c’è altro futuro automobilistico che non sia a propulsione elettrica o ibrida. Se non vengono smentiti con argomenti veri e comprovati riusciranno nel loro intento reale, che è sempre e solo quello di fare propaganda a chi li paga, mascherando da informazione parole mirate e finalizzate ad uno scopo preciso, nella migliore tradizione del giornalismo prezzolato e a libro paga dei potenti.

Conoscendo molto bene le cose che non verranno dette, sento il dovere di fornirvi un’analisi tecnica completa, portando così in evidenza le verità scomode di cui questo “imbuto tecnologico” dentro al quale ci stanno portando: rischi molto alti per l’incolumità della “popolazione stradale” a cui tutti noi apparteniamo, anche da pedoni.

Continua su:

http://www.difesaonline.it/evidenza/lettere-al-direttore/la-morte-viaggia-su-auto-elettrica-le-verit%C3%A0-scomode-delle-auto

 

 

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– Test: manichini sulla Luna. Ma non ci eravamo già stati?

da libreidee.org

Due robot spediti in orbita verso la Luna per testare la nostra capacità di resistenza alle radiazioni cosmiche? Ma scusate, in teoria non dovremmo già sapere tutto? Non ci siamo già stati nel 1969, sulla Luna? Non fu allora che – per la prima volta – gli astronauti superarono (incolumi) le temute Fasce di Van Allen che separano la Terra dal suo satellite? «Secondo me si divertono come dei pazzi a prenderci per il culo», scrive Massimo Mazzucco. «Non ci può essere altra spiegazione, per una notizia come quella circolata in questi giorni sull’imminente viaggio spaziale di Helga e Zohar intorno alla Luna». Helga e Zohar? «Sono due manichini, il cui scopo sarà quello di misurare le radiazioni cosmiche ricevute dagli astronauti durante un viaggio circumlunare». Sul sito della Esa, l’agenzia spaziale europea, si legge: «Questi due manichini occuperanno il posto dei passeggeri durante la prima missione di Orion intorno alla Luna, andando più lontano di quanto un essere umano abbia mai viaggiato fino ad oggi». Ancora: «Dotata di 5.600 sensori, la coppia di manichini misurerà le quantità di radiazioni a cui gli astronauti potrebbero essere esposti nelle missioni future, con una precisione senza precedenti». “Potrebbero essere esposti”, dice l’Esa? «Ma allora, scusate, la misurazioni “fatte durante le missioni Apollo” sulla Luna che fine hanno fatto? Non servono più a nulla?».

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http://www.libreidee.org/2019/02/test-manichini-sulla-luna-ma-non-ci-eravamo-gia-stati/

 

 

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– Monsanto-Bayer passa alla modificazione genica di frutta ed altro

di William Engdhall, da comedonchisciotte.org

Non a caso, la Monsanto, che oggi si nasconde dietro il logo Bayer, da leader mondiale delle sementi OGM brevettate e dell’erbicida a base di glifosato (probabilmente cancerogeno) Roundup, sta tentando di brevettare, senza dare nell’occhio, varietà geneticamente modificate (o OGM) di frutta utilizzando la controversa modalità della modificazione genica (gene editing). La “bellezza” della cosa per Monsanto-Bayer è che negli USA, secondo una recente sentenza del Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti, l’agricoltura geneticamente modificata non ha bisogno di test speciali e indipendenti. Questi sviluppi non sono certamente buoni per la salute o per la sicurezza umana, né faranno alcunchè per dare al mondo un modo migliore di nutrirsi.

Il colosso agrochimico e OGM Monsanto, che oggi cerca di mantenere un  basso profilo all’interno della Bayer, il gigante tedesco per prodotti chimici ad uso agricolo ed OGM, si sta orientando in direzione dell’assai controverso settore della modificazione genica di nuove varietà di colture. Nel 2018, mentre la società veniva inondata di cause legali contro l’uso del probabilmente cancerogeno Roundup, la Monsanto aveva investito 125 milioni di dollari in una piccola azienda specializzata in modificazioni geniche, denominata Pairwise. Il collegamento è tutt’altro che casuale.

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https://comedonchisciotte.org/monsanto-bayer-passa-alla-modificazione-genica-di-frutta-ed-altro/

 

 

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FUORI TESTO

 

Le lacrime che dai nostri occhi vedrete sgorgare

non crediatele mai segni di disperazione

promessa sono solamente

promessa di lotta.

Alexandros Panagulis
 

 

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– Fioravanti: il Regno dei Borbone, scuola di eccellenza

di CentroStudi Civitanovesi, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=lOZ_Bog8qpY

 

 

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CNT – Message à toute l'humanité

di Demo Sophie, da youtube.com

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https://www.youtube.com/watch?v=j1GCeJe7T74&feature=share

 

 

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Cos'è lo Spread – Nando Ioppolo

di Il Manto, da youtube.com

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https://www.youtube.com/watch?v=hyZgv4BlgCI

 

 

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– "Inganno Globale", di Massimo Mazzucco

di Il Portico Dipinto, da youtube.com

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https://www.youtube.com/watch?v=jNiZD1FQevk&t=662s

 

 

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– Cancro le Cure Proibite di Massimo Mazzucco

di Carlo Anibaldi, da youtube.com

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https://www.youtube.com/watch?v=qPZPGeLag9c

 

 

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– Ex Magistrato Paolo Ferraro Decide Di Parlare!

di InfoClub, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=QGHNSkmbH0E&t=11s

 

 

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