La verità è per chiunque la voglia cercare…

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N.B.: Si partecipa ai Sig.ri fruitori di questo sito che alcuni articoli riportati sulla pagina iniziale possono rimanere in visione per molto tempo, mentre altri vengono aggiornati con maggiore frequenza e senza alcuna periodicità. Si invita pertanto a prendere sempre visione  dell’intera pagina.

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APPELLO

 

…alla luce di quanto sta avvenendo non è più pensabile continuare a dividersi in sicilianisti, napolitanisti, duosiciliani, borbonici, antiborbonici, meridionalisti, federalisti, autonomisti e via dicendo: ciò non farà altro che favorire il gioco di quelle oligarchie mondialiste che hanno causato ciò che stiamo subendo; la posta in gioco è troppo alta per non comprendere che solo una identità di intenti può porsi come elemento determinante per la riuscita di un qualunque progetto di riscatto. E’ indispensabile, anzi vitale, il superamento di quelle pur legittime diversità di vedute e propugnare, tutti insieme e nel rispetto delle specifiche idee, quanto meno un forte riavvicinamento delle varie componenti identitarie, nella convinzione e nella consapevolezza che se ciascuno farà un piccolo passo indietro, tutti insieme si farà un enorme passo avanti.

(Tratto da “Rinascita di una Nazione”, pag. 127)

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Si invitano i sig.ri lettori a dare attenta lettura dell’articolo seguente. Anche dalla sua lettura è possibile comprendere la deriva verso la quale, indipendentemente dai vari “credo” politici, siamo tutti volutamente trascinati.

– Perchè non si possa dire "Io non lo sapevo…" e la conseguente scelta indipendentista.

di Giovanni Maduli, 19.2.2016.

https://www.regnodelleduesicilie.eu/wordpress/page/2/

 

 

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PENSIERI…

 

– La Sicilia e il Sud

di Roberto La Rosa

10.2.2019

Al di là di qualche dettaglio che non condividiamo del tutto (ma è legittimo che all'interno di una confederazione possano esserci lievi divergenze di vedute), non possiamo comunque non plaudire allo spirito che anima il seguente pensiero.

Il Sud e la Sicilia non possono più affidarsi agli ascari di turno.
Soltanto una Confederazione che nasce nel Sud e in Sicilia, e formata da persone che hanno dato nella vita politica e culturale prova di attaccamento alla propria Terra, può segnare la riscossa.
Siciliani e Napoletani, per tale motivo, hanno costituito una Confederazione.
Se l'Unità d'Italia ci ha "riservato" un destino comune (fatto di emigrazione, disoccupazione, discriminazione), contro questo destino comune bisogna combattere, insieme e democraticamente.
In democrazia, però, il consenso è dato dai numeri.
Per questo motivo i 5 milioni di Siciliani e i 15 milioni di Meridionali ed i nostri emigrati al Nord e all'estero devono stare insieme.
Alleati ed uniti in forma confederale, Siciliani e Napoletani hanno avuto tanta storia comune, e l'errore della dinastia borbonica, che abrogò nel 1816 lo storico Parlamento Siciliano, non può, e non deve, impedire tale alleanza fra due popoli sempre amici e spesso uniti dalla storia e dalla tradizione.
I Siciliani da sempre aspirano all'Indipendenza. Ma il sogno di una Repubblica Indipendente di Sicilia non potrà mai diventare realtà senza l'aiuto dei fratelli napoletani, e viceversa.
Con il dottore Edoardo Vitale, giurista e "storico" tradizionalista, presidente dell'associazione "Sud e civilità", con gli indipendentisti Siciliani Pippo Scianò, il sottoscritto ed il duosiciliano Gianni Maduli, stiamo lanciando un progetto che parte dal basso, al servizio esclusivo dei nostri due popoli, Siciliano e Napoletano, non più divisi ma alleati.

AN.TU.DO.

 

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NOTIZIE DAL REGNO – STORIA                                        

 

Grazie alla cortesia dell’Autore Gian Pio Mattogno e dell’Editore Claudio Mutti (Edizioni all’insegna del Veltro), iniziamo da oggi la pubblicazione a puntate di uno stralcio di un raro testo che molto bene delinea gli scenari sociali, politici ed economici dai quali scaturirono le “rivolte” pre-unitarie.

Le varie parti saranno via via raccolte in un unico documento che sarà possibile consultare alla pagina 3.

LA RIVOLUZIONE

BORGHESE IN ITALIA

(Dalla Restaurazione ai moti del 1831)

di Gian Pio Mattogno

Edizioni all’insegna del Veltro

(1993)

la-rivoluzione-borghese-in-italia-dalla-restaurazione-ai-moti-del-1831

INTRODUZIONE

 

Borghesia, massoneria, ebraismo e l’equivoco della restaurazione.

 

PARTI GIA' PUBBLICATE:

– PRIMA PARTE

– SECONDA PARTE

– TERZA PARTE

– QUARTA PARTE

– QUINTA PARTE

– SESTA PARTE

– SETTIMA PARTE

Per leggere il testo si vada a pag. 3 (v. fondo di questa pagina)

     

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La vera storia dell’impresa dei Mille 13/ Le ore che precedono la ‘battaglia di Calatafimi’. Garibaldi sapeva che il generale borbonico Landi avrebbe tradito
di Giuseppe (Pippo) Scianò, da inuovivespri.it

http://www.inuovivespri.it/wp-content/uploads/2019/03/calatafimi-2.jpg

Sta per arrivare il ‘giorno fatidico’. Tutto è pronto per la ‘Grande battaglia di Calatafimi’, o meglio di Pianto dei Romani. Ad essere pronto è, soprattutto, il generale del Regno delle Due Sicilia, Francesco Landi, che tradirà la sua patria per fare vincere Garibaldi. Accanto al ‘Duce’ dei Mille, come racconta Giuseppe Scianò, non ci sono siciliani, come invece ci ha propinato l’agiografia garibaldina, ma mercenari pagati dagli inglesi e, al massimo, ‘picciotti di mafia’. Ma che cavolate ci hanno rifilato gli ‘storici’ di regime?  


Contadini? No. Nemmeno uno fra i volontari!

Il ruolo della mafia, come già accennato, diventa quanto mai fondamentale per l’impresa garibaldina, soprattutto per il fatto, imprevisto, che i veri contadini Siciliani non intendevano in alcun modo essere complici dell’occupazione della Sicilia. E la mafia, quindi, si dovrà fare in quattro per coprire anche questo vuoto.

Del resto abbiamo visto come, fin dall’inizio, gli interlocutori privilegiati di Garibaldi siano i traffichini, alcuni baroni ed alcuni latifondisti, meglio se retrogradi e corrotti, fornitori di agganci mafiosi e di picciotti, nonché i banditi comuni.

Ma non la gente comune, non i contadini, non gli operai, non gli agricoltori, non i commercianti, non i marinai, ecc.

Così scrive lo storico Natale Turco(34) a proposito del mancato appoggio dei contadini Siciliani alla conquista:

«Nel suo scritto del 1874 su I Mille, parlando del contadino Siciliano lo stesso Eroe dei Due Mondi testimonia: “Non v’è esempio di averne veduto uno tra i volontari”. E il suo Luogotenente Bixio, nella seduta del 9 dicembre 1863 della Camera dei Deputati, disse in proposito: “Il Dittatore ordinava la leva e nessuno presentavasi…!” volontari che venivano al mattino, se ne partivano in gran parte la sera, portando via scarpe, fucili e coperte. Il Governo Siciliano [cioè quello messo su dalla Dittatura] che andava raccogliendo con molto stento armi ed altro, non trovava il modo di far sentire il dovere d’armarsi per la completa liberazione dell’Isola e per proseguire sul Continente. Fu il Governo Piemontese ad equipaggiare, armare ed inviare da Genova dal 24 maggio al 3 settembre un contingente di 21.000 uomini, che giunsero in Sicilia a bordo di 34 navi, principalmente con le spedizioni del Generale Medici, dell’ex Generale borbonico Cosenz e di Clemente Corte.

Continua su:

http://www.inuovivespri.it/2019/03/10/la-vera-storia-dellimpresa-dei-mille-13-le-ore-che-precedono-la-battaglia-di-calatafimi-garibaldi-sapeva-che-il-generale-borbonico-landi-avrebbe-tradito/

 

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– L’Inghilterra, il Regno delle Due Sicilie e l’unità d’Italia: come provare a creare uno stato satellite

di Emanuele Mastrangelo, da nuovarivistastorica.it, via altaterradilavoro.com

Secondo la «logica della scacchiera», un’Italia unita faceva comodo a Londra come contraltare a Parigi. Ma prima occorreva demolire il Regno delle Due Sicilie, non disposto a fare «l’ascaro» di Sua Maestà Britannica. Protesa nel Mediterraneo, con migliaia di chilometri di coste da difendere, l’Italia unita voluta e sostenuta da Londra sarebbe stata sempre sotto ricatto della potente flotta inglese. Un progetto che non andò però sempre per il verso giusto (per gli inglesi). Questa è l’immagine che emerge dal colloquio di Eugenio Di Rienzo, ordinario di Storia contemporanea all’Università di Roma «La Sapienza» e direttore della «Nuova Rivista Storica». Di Rienzo si è occupato dei problemi relativi ai rapporti fra le potenze europee e lo Stato italiano pre-unitario dalla posizione più strategica: il Regno delle Due Sicilie. Per questo con lui verranno esaminati in questa intervista argomenti che sono più ampiamente trattati nel suo volume Il Regno delle Due Sicilie e le Potenze europee, 1830-1861, d’imminente pubblicazione per i tipi di Rubbettino.

Durante il XVI e il XVII secolo l’Italia esercita un grande fascino sull’Inghilterra. Questa fascinazione continua nei secoli successivi e si estende anche al Mezzogiorno. Per tutti i viaggiatori inglesi, l’Italia del Sud appare come un museo a cielo aperto abitato, però, da popolazioni incivili. Nasce allora un pregiudizio anti-italiano e in particolare anti-meridionale? Un pregiudizio fondato?

Continua su:

http://www.nuovarivistastorica.it/?p=3211

 

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– Vibonati, 2 marzo 2019

I moti del 1848 in Cilento

VIDEO

Intervento del Prof. Vincenzo Gulì

https://www.youtube.com/watch?v=LkPMxYPN0CI

Intervento del Dott. Edoardo Vitale

https://www.youtube.com/watch?v=xh3ezAuJlD8

Intervento dell’ Avv. Silvestro Oliva

https://www.youtube.com/watch?v=6mX2PrmhRo4

Intervento del Dott. Edoardo Vitale

https://www.youtube.com/watch?v=-eAIQcqfdyg

 

 

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– Due Sicilie: chi difende il busto di Cialdini

da editorialeilgiglio.it

 

(Lettera Napoletana) Con una intera pagina messa a disposizione dall’edizione di Napoli del quotidiano “la Repubblica” (23.2.2019), il presidente della Società Napoletana di Storia Patria, Renata De Lorenzo e diverse associazioni di docenti universitari di Storia attaccano la Camera di Commercio di Napoli per la decisione di spostare il busto del generale piemontese Enrico Cialdini (1811-1892), responsabile del bombardamento di Gaeta durante l’assedio del 1860-61, dei massacri di Pontelandolfo e Casalduni (14 Agosto 1861) e di migliaia di fucilazioni, saccheggi e distruzioni di paesi del Sud durante la repressione dell’insurrezione definita brigantaggio successiva all’unificazione.

Il salone di rappresentanza dell’Ente, nel Palazzo della Borsa, ospita un grande busto in marmo di Cialdini, che la Giunta della Camera di Commercio, su proposta del vicepresidente vicario Fabrizio Luongo, ha deciso all’unanimità di spostare in altro luogo. “A noi piacerebbe  – ha detto Fabrizio Luongosostituirlo col volto di Angelina Romano, bimba di 9 anni che Cialdini fece fucilare” (“la Repubblica-Napoli”, 23.2.2019).

Diverse città del Sud tra le quali Palermo, Catania, Barletta e Lametia Terme, hanno cambiato negli anni scorsi la denominazione di strade e piazze intitolate all’autore delle stragi di civili meridionali. Anche Mestre ha deciso di cambiare il nome del piazzale che porta il nome del generale piemontese, mentre Vicenza ha cambiato la denominazione della piazza intitolata al colonnello vicentino Pier Eleonoro Negri, luogotenente di Cialdini che guidò i bersaglieri nella strage di Pontelandolfo, e l’ha ridenominata Piazza Pontelandolfo.

A Napoli, invece il tentativo di spostare un simbolo della violenza con la quale l’unificazione fu imposta all’ex Regno delle Due Sicilie provoca la mobilitazione della stampa radical-chic, delle vestali del Risorgimento, di giornalisti e docenti dietro i quali si muovono i poteri forti che presidiano la narrazione mitica dell’unificazione.

Continua su:

http://www.editorialeilgiglio.it/due-sicilie-chi-difende-il-busto-di-cialdini/

 

 

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– La morte di Mussolini e i misteri inglesi. Luciano Garibaldi e Enrico Montermini. Anteprima.

di studio del bianco, da youtube.com

dal min. 25,30 si sfiora la questione dell’unità d’Italia

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=AKtB3PveqLI

 

 

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– La vera storia dell’impresa del mille 11/ La vergogna di Salemi: Garibaldi si autoproclama dittatore, sputtanato pure da Giuseppe Mazzini
di Giuseppe Scianò, da inuovivespri.it

 

A Salemi Garibaldi diventa Dittatore… Ma perché proprio a Salemi? – Il 14 maggio 1860 da Salemi parte una grande operazione politica finalizzata a legittimare ed a presentare all’opinione pubblica internazionale lo sbarco dei Mille e l’inizio di quella che sarà la conquista del Sud. Operazione, questa, che, a giudicare dalla inesistenza di entusiasmo registrata a Marsala, non promette bene, ma che troverà altrove la sua forza ed il suo successo.

Gli Inglesi hanno premura che Garibaldi assuma al più presto un ruolo istituzionale che lo faccia uscire dallo status di capobanda o di capo di un piccolo esercito estraneo alla realtà siciliana. Forse proprio quel ruolo che il Nizzardo non era pienamente riuscito a ricoprire durante le vicende della Repubblica Romana. E che avrebbe voluto rivestire. Quello cioè di Dittatore. Bisogna quindi consentirgli di assumere la dittatura. Ovviamente alla condizione che sia «nel nome di Vittorio Emanuele Re d’Italia», come reciterà il decreto che lui stesso sottoscriverà e del quale parleremo.
Ma occorrerà inventare anche qualche consenso democratico. Esigenza alla quale sopperire con la invenzione della volontà dei Comuni liberati.

Continua su:

http://www.inuovivespri.it/2019/02/17/la-vera-storia-dellimpresa-del-mille-11-la-vergogna-di-salemi-garibaldi-si-autoproclama-dittatore-sputtanato-pure-da-giuseppe-mazzini/

 

 

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LA RIVOLTA di CASTELLAMMARE del Golfo del 1862

da altaterradilavoro.com

Tra le tante stragi compiute dai piemontesi, vogliamo ricordare oggi quella di Castellammare del Golfo in Sicilia, una strage dimenticata volutamente, scatenata dalla volontà di un potere straniero, quello piemontese, di imporre ad un popolo, fino a pochi anni prima indipendente, la propria volontà e le proprie leggi, che cozzavano discriminatamente con le idee e le leggi di quella gente.
Di fronte all’imposizione quel popolo seppe ribellarsi per difendere la propria libertà. Ma gli costò terribilmente, perchè il conquistatore non mancò di reprimere la sete di libertà con il sangue e la violenza. E ci sono ancora quelli che negano che tale azione del potere piemontese fu vero e proprio genocidio di un popolo, della sua libertà, delle sue idee. L’Istituzione della LEVA MILITARE OBBLIGATORIA, che non esisteva prima dell’unità in Sicilia, era diventata motivo di proteste e di ribellioni. Perché costringeva i giovani a stare sette anni lontani dalla loro casa.

Continua su:

http://www.altaterradilavoro.com/la-rivolta-di-castellammare-del-golfo-del-1862/?fbclid=IwAR3KIHkcLM9t5aYBA1Se7nsXTFUv4pvXzgedHmlV6xAZA4AMSGWQmm4e7Bs

 

 

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PER NON DIMENTICARE…

(immagine tratta da madreluna.altervista.com)

 

– 4, 5 marzo 1861. Sommosse e deceduti a Santa Marhgerita Belice (Pa).

 

A seguito di una sommossa si avranno tre uccisioni, fra le quali quella del dott. Giuseppe Montalbano che, liberale, aveva protestato contro i garibaldini per il loro comportamento.

 

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– 13 marzo 1861: cadeva la Real Cittadella di Messina

Fra i soldati napolitani e siciliani si conteranno 47 caduti

Non si conosce il numero esatto dei feriti.

 

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– 20 marzo 1861: Caduta di Civitella del Tronto

Fra i soldati duosiciliani si conteranno 260 deceduti.

Non si conosce il numero esatto dei feriti.

 

– La fortezza di Civitella del Tronto

di GiannidiMuzio, da toutube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=1qwA5OnPros

 

 

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SCHEGGE DI STORIA                                                        

 

SCHEGGE DI STORIA 3/2019

 

          La lunga storia della Sicilia e del Meridione è stata vicenda di unità nella diversità per sette secoli, fino al 1860, ed è stata contrassegnata da una precisa identità spirituale e originale che da Ruggero a Federico II, da Carlo III fino a Francesco II di Borbone l’ha connotata.

          Un’autonomia, una civiltà che, anche nei periodi difficili dei vicereami e delle presenze esterne di forze militari, ha però salvaguardato l’antico Regnum Siciliae (che non aveva solo i confini isolani) e il Regni si Napoli e prima ancora il Ducato, poi Principato, di Benevento. Furono le nazioni napoletana e siciliana, che formeranno quello che fu il Regno delle Due Sicilie fino al 20 marzo del 1861 data della caduta dell’ultima Real Piazza Borbonica a Civitella del Tronto nel teramano, subito dopo la resistenza di Gaeta e della cittadella di Messina.

          …

          Allora, pacatamente, riportiamoci alle condizioni sociali dell’Antico regno che precedettero l’unificazione.

          Scopriremo che il Sud si avviava ad essere, e in molti campi già lo era, un Regno fra i maggiori d’Europa. Ne sono testimonianza le eccellenze intellettuali e morali, accademie e centri di scienza, il lento processo di industrializzazione non indiscriminato ma ragionato in rapporto alle vocazioni e alle specificità del territorio; un sistema burocratico efficiente che si avviava alla razionalizzazione; banche ricche e floride; un sistema fiscale equo e non assolutamente coercitivo; un servizio postale fra i primi d’Europa, opere pubbliche allora all’avanguardia e non solo la pur importante prima tratta ferroviaria della penisola, la Napoli – Portici (1838); una agricoltura florida e un commercio che si sviluppava, specie via mare, in espansione; gioielli d’architettura e d’arte che adornavano (e adornano) l’intero Sud che si aggiungevano  – organicamente – all’habitat disegnato mirabilmente nel corso dei secoli  e che ancora oggi fanno del Meridione quella gemma che brilla, malgrado violenze, mafia, malaffare, unite all’inconcludenza  o peggio alle depredazioni  e corruzione che senza interruzioni  dall’unificazione, nel ceto politico e in quello economico e finanziario, sgovernano il Sud.

Tommaso Romano, Dal Regno delle Due Sicilie al declino del Sud, Thule Edizioni, pag. 23, 24, 25.

 

 

          Nell’ultima parte del 1847 la setta massonica alla conquista dell’Europa comincia le sue operazioni losche per la grande rivoluzione da far scoppiare nel 1848 negli stati più o meno refrattari ai suoi avidi voleri. Addirittura si strumentalizza la recente elezione di Pio IX spacciandolo per un papa liberale che cambierà il vecchio mondo attorno alla chiesa cattolica. Il premier inglese Palmerston manda il suo inviato speciale Lord Minto per appiccare focolai nelle principali capitali. Mentre a Roma, Firenze, Torino c’erano problemi in grado di autorizzare forme di protesta, molto più arduo sembrava infettare Napoli e Palermo che vivevano un periodo aureo in campo socio – economico. Non restava che ingaggiare un intellettuale locale non sazio di ciò per bramosia personale e fargli inventare una sequela di menzogne atte a diffamare il regno. In tal modo nasce la famosa “Protesta del Popolo delle Due Sicilie” di Luigi Settembrini che mostra sui mass media i Borbone di Napoli come i peggiori regnanti europei. Ferdinando è giustamente irritato e indignato e prontamente elargisce ancora più servizi e meno tributi ai suoi popoli che non si sarebbero mai sognati di protestare… I primi segni di rivolta si notano sullo Stretto sia a Reggio sia a Messina. Il solerte e deciso intervento dell’esercito riporta la calma senza tuttavia punire troppi rei in modo che gli scampati attendono fermenti la rivincita. Ciò a causa degli infiltrati settari persino nella magistratura che manda assolti personaggi come Carlo Poerio.

          Avendo anche Pio IX, Leopoldo II di Toscana e Carlo Alberto dati chiari segni di liberalità, a fine anno un manifesto firmato da “Gl’Italiani dell’Unione” invita Ferdinando II a fare di più e meglio per l’Italia. Da ciò è scaturita la diceria di un presunto tentativo dei rivoluzionari di affidare l’unificazione della penisola ai Borbone. Invece era solo un tranello per fargli abbassare le difese dato che sembra ormai acclarato e incontrovertibile che l’unità italiana a sia un orpello per celare la distruzione del regno delle Due Sicilie non solo come entità politica ma soprattutto come moderna organizzazione statale idonea a mettere a repentaglio il trionfo del capitalismo anglo – sassone, teso a conquistare il mondo. Come avrebbe la setta massonica potuto mai accettare un sovrano borbonico a capo dell’Italia con le sue idee antitetiche rispetto all’Inghilterra?

Vincenzo Gulì, Successe il ’48, pag. 8, 9.

 

 

          Persino l’Abba è costretto a parlare delle Bandiere Inglesi. Si vede che erano veramente molte. Anzi: troppe!

          A sbarco già avvenuto, scrive nelle sue noterelle, proprio con la data dell’11 maggio 1860: “Siedo sopra un sasso, dinanzi al fascio di armi della mia compagnia, in questa piazzetta squallida, solitaria, paurosa”.

          Dopo qualche osservazione sul Capitano Alessandro Ciacco, che piange di gioia e dopo aver fatto qualche altro piccolo riferimento di cronaca, il nostro Autore aggiunge: “Su molte case sventolano bandiere di altre nazioni. Le più sono Inglesi. Che vuol dire questo?”

          Si è detto che l’Abba pone un quesito al quale crediamo di avere risposto abbondantemente. Ma riteniamo che gli avessero già risposto esaurientemente quasi subito altri autori. E riteniamo altresì che l’Abba si sia risposto da sé, nel momento in cui è costretto ad ammettere che sventola una gran quantità di bandiere inglesi.

          Un fatto strano comunque.

          Per un cantore, per un apologeta dell’impresa garibaldina, per un operatore di disinformazione storica e politica del Risorgimento, è senza dubbio un sacrificio dare spazio a questo scorcio di verità. Ma non può farne a meno: il fenomeno è dilagante e si ripeterà a Palermo, a Catania, a Messina. Ovunque in Sicilia.

          Va da sè un’altra considerazione. L’Abba non afferma di aver visto bandiere italiane. Ci fa quindi dedurre che non ve ne siano. Neppure una. Non si tratta di un fatto secondario. Se infatti un agiografo come l’Abba avesse visto a Marsala un solo fazzoletto tricolore, lo avrebbe moltiplicato per cento… Saranno poi i pittori, i pennaioli ed i poeti (incaricati dal governo di Vittorio Emanuele o mossi dalla voglia di far carriera o dalla necessità di sopravvivere) che faranno miracoli, descrivendo folle osannanti, talvolta in ginocchio, che accolgono il Duce dei Mille fin dal molo del porto, in un tripudio di gigantesche bandiere tricolori.

Giuseppe (Pippo) Scianò, …e nel mese di maggio 1860 la Sicilia diventò colonia!, Pitti Edizioni, pag. 52.

 

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Per prendere visione delle altre “Schegge di Storia”, si veda la sezione omonima del menù verticale, in alto, alla sinistra del video.

 

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EVENTI

 

 

 

 

Dal Movimento Duosiciliano riceviamo e volentieri pubblichiamo:

– Bari, 17 marzo 2019

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Nel 158° anniversario dell’Unità d’Italia ricadente il prossimo 17 marzo 2019, in prossimità dell’ approvazione da parte del Governo dell’autodeterminazione-separazione delle Regioni Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna, il Movimento Duosiciliano manifesterà sul Lungomare Nazario Sauro domenica 17 marzo 2019 dalle ore 10,00 alle ore 13,00

1861-2019 L’Italia Misfatta è Disfatta

La programmazione dell’evento prevede l’esposizione su barca di un cartello riportante il titolo dell’evento. La barca navigherà sul tratto del lungomare dal lido Pane e Pomodoro sino al Teatro Margherita.

Sul marciapiede del lungomare alcuni manifestanti esporranno cartelli storici informativi  ed esibiranno striscioni legati all’evento.

Sit in di protesta contro i continui dinieghi autorizzativi dell’Amministrazione Comunale ai danni delle attività storico, culturali e politiche del Movimento Duosiciliano

Comunicato diffuso per il Movimento Duosciliano da

Antonella Cirese – responsabile stampa

Note e ragioni della manifestazione

Il  17 marzo 1861 con l’inaudita proclamazione del Regno d’Italia, lo Stato-Nazione delle Due Sicilie, riconosciuto dal "Congresso di Vienna" prima e dal "Trattato di Casalanza" poi, perse la propria sovranità in seguito all’annessione da parte del Regno di Piemonte e Sardegna.
Si pose fine a 800 anni di "storia unitaria" del sud.
Dopo la proclamazione, si continuò a combattere contro l’invasore Piemontese in tutta l’area meridionale dello Stivale, dagli Abruzzi alla Sicilia. Eccidi di massa, interi paesi rasi al suolo, depredazioni delle ricchezze, stupri, furono il costo pagato dai duosiciliani per diventare sardo-piemontesi nonché italiani.
Dal 1861 l’intero sud, ininterrottamente, ha vissuto e subisce una condizione coloniale rispetto alle altre aree geografiche della Penisola italiana.
Dal 1861 decine di milioni di cosiddetti meridionali sono emigrati in tutto il mondo ed a milioni sono morti nelle svariate guerre imposte dallo Stato italiano, inquantificabile è la spogliazione di risorse economiche, finanziarie e della Terra trasferite a favore delle aree del nord.
Oggi, nel 2019, la stessa "Italia" decide il suo smembramento con l’autodeterminazione mediante maggior "autonomia fiscale" alle regioni: Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna.
Ancora una volta il sud subisce ma da troppo tempo non reagisce o, quando lo fa, l’azione risulta inefficace.
Con la manifestazione del 17 marzo 2019 a Bari, il Movimento Duosiciliano nel diffondere e ricordare la verità storica negata dalla "storiografia ufficiale", intende porre all’ attenzione della "pubblica opinione" l’inqualificabile raggiro dell’italia ai danni della nostra Terra.

Michele Ladisa

 

 

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– Civitella del Tronto, 23 e 24 marzo 2019

 

XLIX Incontro Tradizionalista di

Civitella del Tronto

abruzzo-ultraProgramma:

 

– Sabato 23 marzo

Convegno di Studi sul tema:

 La tradizione come “ritorno al reale”

 

 presso la Sala Polivalente di Palazzo Rosati, in Piazza Rosati, messa gentilmente a nostra disposizione dall’Amministrazione Comunale, con inizio alle ore 16,00.

In apertura il dott. Giuseppe Catenacci presenterà il pamphlet edito per l’occasione dall’Associazione Nazionale ex Allievi Nunziatella e dalla Sezione Abruzzo e Molise della stessa: Rapporto  a S. M. Ferdinando II, re del Regno delle De Sicilie, dalla Giunta de’ Generali eretta con regal dispaccio de’ 31 dicembre 1832.

Il pamphlet, curato dal dott. Giuseppe Catenacci e dal dott. Francesco Maurizio D Giovine, sarà donato ai partecipanti al Convegno.

 

Presiede il Prof. Paolo Caucci von Saucken, fondatore e Presidente degli Incontri Tradizionalisti di Civitella del Tronto.

Interventi:

Il “ritorno al reale” come categoria intellettuale,

Prof. Giovanni Turco

La realtà della pubblicistica antirisorgimentale, in una visione d’insieme,

Dott. Maurizio Di Giovine 

Una “contro-realtà”: la politica economica alle origini dello Stato risorgimentale,

Dott. Edoardo Vitale

Lo stabilimento di Pietrarsa: la parabola di una produzione reale,

Prof. Vincenzo Gulì

La realtà sociale tradizionale nella dottrina carlista,

Dott. Gianandrea de Antonellis

Il “ritorno al reale” come terapia giuridico-politica,

Prof. Miguel Ayuso

Al termine del Convegno saranno presentate dal dott. Gianandrea de Antonellis due opere edite di recente sul Carlismo.

 

– Domenica 24 marzo 2019

 

Ore 9,30 Celebrazione della Santa Messa in memoria dei Martiri della Tradizione, dei Caduti Napolitani e degli Amici presenti ai passati Incontri Tradizionalisti di Civitella del Tronto che ci hanno lasciato per la Patria Celeste. La Santa Messa di sempre sarà celebrata da don Francesco Giordano, presso la Chiesa di Santa Maria degli Angeli.

Ore 10,30 Concentrazione dei partecipanti all’Incontro in Piazza Filippi Pepe per portare, in corteo, la corona di Alloro sul monumento a Matteo Wade a ricordo dei Caduti di Civitella del Tronto.

Ore 11,00 Salita alla Reale Fortezza con alzabandiera nella Piazza d’Armi e successiva commemorazione del Soldato Napolitano da parte del dott. Gaetano Marabello nel palazzo del Governatore.

Ore 13,30 Pranzo dell’arrivederci presso i ristoranti di Civitella

 

SISTEMAZIONE ALBERGHIERA

Hotel Zunica, Tel. 0861/91319 – fax 0861/918150

Camera singola: €. 50; doppia €. 75; tripla €. 90. Tutte con prima colazione inclusa.

Cena del Sabato: €. 30,00. Pranzo della domenica: €. 35,00

Hotel Fortezza, Tel. 0861/91321 – fax 0861/918221

Camera singola: €. 40; doppia €. 50; tripla €. 60; quadrupla €. 70. Tutte con prima colazione inclusa.

Cena del Sabato: €. 18,00. Pranzo della domenica: €. 20,00

Con l’augurio di incontrarvi numerosi a Civitella del Tronto, porgo il più cordiale saluto.

Per il Comitato Promotore degli Incontri Tradizionalisti di Civitella del Tronto

Francesco Maurizio Di Giovine, Cav. Uff. dell’Ordine de La Legitimitad Proscrita

 

 

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– Palermo, 30 marzo 2019

Commemorazione della

Rivolta dei Vespri Siciliani

 

vespri-19Programma:

– ore 12.00: Messa celebrativa presso la Chiesa di S. Spirito, presso il Cimitero di Sant'Orsola.

– ore 16,00: Raduno a Piazza Croce dei Vespri e corteo lungo via Roma, Cassaro, via Maqueda fino a piazza Verdi.

 

 

 

 

 

 

 

 

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NOTIZIE DAL REGNO – ATTUALITA’                                   

 

– MILIARDI di EURO RUBATI al SUD dagli ULTIMI GOVERNI PROGRESSISTI

di Lorenzo Piccolo, da sudexit.com

C'è una realtà nascosta nelle pieghe dell'informazione italiana che nasconde la sempreverde volontà di togliere risorse al Sud, anche quando queste provengono dall'Unione Europea, addossandone poi la responsabiltà al Sud incapace. Le cifre ufficiali non lasciano spazio a dubbi.

Se il termine “italia” indicasse un’unica nazione, la notizia sarebbe questa: l’indecente decisione del governo di tagliare il co-finanziamento nazionale ai fondi Ue 2014-2020 a Campania, Calabria e Sicilia, pone tali regioni nella condizione di perdere del tutto i fondi.

 Come si conviene ad ogni colonia interna che si rispetti, invece, la notizia viene urlata così: “C’è il rischio che a fine 2015 queste tre Regioni non siano in grado di dimostrare di aver speso tutti i fondi a loro disposizione, perdendoli“. Ad affermarlo Nicola De Michelis, direttore delle Politiche Regionali e Coesione Territoriale. Ma sulla stampa italiota il leitmotiv è un altro, e ben peggiore: “Programmi di Campania, Calabria e Sicilia non pervenuti e dunque, per colpa loro,  Italia nel drappello dei ritardatari”. Seguono invettive razziali sull’incapacità e l’inefficienza “genetica” del meridionale in quanto tale, con codazzo di piagnistei di “terroni” autoflagellanti (“ce lo meritiamo”; “è la nostra classe politica meridionale che fa schifo” etc. etc.), e psicosi varie da interiorizzazione del senso di colpa. Tuttavia le cifre in gioco sono sostanziose: solo i due fondi principali, FESR (fondo europeo per lo sviluppo regionale) e FSE (fondo sociale europeo), valgono 6.860 milioni per la Sicilia, 6.326 milioni per la Campania e 3.031 per la Calabria. Vale la pena di fare chiarezza.

Un primo punto fermo: il regolamento comunitario impone che, per usare i fondi europei, Paesi e Regioni devono cofinanziare le opere. Per le opere pubbliche il governo è tenuto a sborsare il 50% del costo complessivo, ma Renzi e Delrio riducono al 26% il cofinanziamento nazionale ai fondi Ue 2014-2020 per Campania, Calabria e Sicilia: 10 miliardi risparmiati sulla pelle del Sud per essere regalati al nord, di cui già uno smistato su Roma Capitale e Expo Milano (legge stabilità 2015), mentre altri 1.2 miliardi vanno a “sbloccare” i cantieri padani.

Continua su:

https://www.sudexit.com/2019/02/25/miliardi-di-euro-rubati-al-sud-dagli-ultimi-governi-progressisti/

 

 

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– Il Sud non spende i fondi europei? In parte è vero, ma ci sono responsabilità dello Stato/ INCHIESTA

da inuovivespri.it

Non è vero che della mancata spesa dei fondi europei destinati al Sud per le infrastrutture sono responsabili le Regioni del Sud. Ci sono grosse responsabilità da parte del Governo nazionale. L’imbroglio romano del mancato co-finanziamento. Come ai tempi del Governo Renzi sono stati scippati 10 miliardi di euro al Mezzogiorno, scaricando la responsabilità su Sud.

Abbiamo più volte scritto che sui fondi strutturali europei destinati alle quattro regioni ad Obiettivo Convergenza dell’Italia – Campania, Puglia, Calabria e Sicilia – sono state dette e si continuano a dire tante imprecisioni. Attenzione: non che le quattro Regioni del Sud del nostro Paese non commettano errori, ma i ritardi nella spesa di questi fondi non sono da imputare tutti alla suddette Regioni: ci sono anche responsabilità dello Stato.

Adesso a scrivere questo non siamo solo noi. Un’inchiesta del giornale Sudexit affronta il tema è fa giustizia dei tanti luoghi comuni.

L’incipit del servizio già anticipa tutto:

“Se il termine ‘italia’ indicasse un’unica nazione, la notizia sarebbe questa: l’indecente decisione del Governo (centrale, cioè Roma ndr) di tagliare il co-finanziamento nazionale ai fondi Ue 2014-2020 a Campania, Calabria e Sicilia, pone tali regioni nella condizione di perdere del tutto i fondi”.

Solo che quando il Governo nazionale ha deciso di tagliare il co-finanziamento statale – che, detto per inciso, nella Programmazione 2014-2020 è maggiore rispetto alla precedente Programmazione 2007-2013 – la notizia è passata in secondo piano.

Continua su:

http://www.inuovivespri.it/2019/03/12/il-sud-non-spende-i-fondi-europei-in-parte-e-vero-ma-ci-sono-responsabilita-dello-stato-inchiesta/

 

 

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– Il progetto segreto? Abbandonare il Mezzogiorno

di Lino Patruno, da lagazzettadelmezzogiorno.it

Leggi su:

https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/analisi/1114288/il-progetto-segreto-abbandonare-il-mezzogiorno.html?fbclid=IwAR2x-ZeAF1CfxDNn6kx4J4JjLpawBSVfdDZV0j3aHK37NKdyDiCrm3WPteU

 

 

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– Sicilia: in quattro anni espatriati in novantamila

leggi su:

https://www.lasicilia.it/news/italia/221281/fuga-dalla-sicilia-via-90-mila-in-4-anni-lavoro-e-qualita-della-vita-si-cercano-altrove.html

 

 

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– Un nuovo Umanesimo, base della controrivoluzione del Sud

(Intervento di Michele Ladisa al IV convegno del Movimento Duosiciliano tenutosi a Bari il 20.1.19)

VIDEO

https://www.facebook.com/movimentoduosiciliano/videos/1217708198378879/

 

 

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– Capitanata cenerentola d’Italia

di Geppe Inserra, da letteremeridiane.org

La provincia più grande d’Italia, Foggia, ridotta a cenerentola. Le città metropolitane di Bari e Napoli, nonché molte province pugliesi e campane che, pur governando territori complessi, non hanno risorse finanziarie sufficienti neanche per svolgere le poche, residue funzioni istituzionali.

Il ciclone istituzionale che si è abbattuto sulle Province, con il riordino e la quasi soppressione voluta dal Governo Renzi (e poco conta che gli italiani abbiano bocciato la riforma nel referendum costituzionale, in Italia funziona così…) è stato un autentico tsunami che ha prodotto danni devastanti, soprattutto in Puglia e in Campania. A dirlo non sono le più o meno discutibili indagini dei quotidiani specializzati, ma i dati ufficiali di Opencivitas, il portale istituito dal Ministero dell’Economia e delle Finanze al fine di tracciare e rendere trasparenti i bilanci degli enti locali. Il grafico più sotto mostra la situazione della spesa storica delle Province, raggruppate per Regioni.

Dopo la cura dimagrante imposta a quelli che erano una volta enti intermedi, con funzioni di governo di area vasta, la spesa storica delle province pugliesi e campane è crollata, attestandosi a 34,32 € all’anno in Puglia e a 36,22€ in Campania, dati che collocano le due province meridionale rispettivamente all’ultimo e al penultimo posto nazionale.

Va detto che la situazione non è omogenea nell’intero Mezzogiorno. La spesa storica disegna la classica pelle di leopardo raggiungendo punte ragguardevoli in Molise (66,86€, che fanno balzare la regione guidata da Campobasso al primo posto in Italia) e in Basilicata (62,41€, secondo posto).

Continua su:

http://www.letteremeridiane.org/2019/01/province-pugliesi-e-campane-le-piu-tartassate-ditalia/?fbclid=IwAR3E0AgSv–fdQ0qLPtByCgjxtL6RWqBmr5P7nS-Ge6jtf_3ziujb2xMy2I

 

 

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ARCHITETTURE DEL REGNO                                               

 

– La via Consolare borbonica da Cassino a Sora

di Ferdinando Corradini, da cdsconlus.it e da altaterradilavoro.com

A scuola ci hanno insegnato che l’attività prediletta dai Borboni di Napoli era di perseguitare i giacobini e i liberali. Nessuno ci ha mai detto, però, che l’ orditura stradale del Lazio meridionale – precedente alle odierne autostrada del Sole e “superstrade” – l’hanno realizzata loro. E ciò nonostante che di tali loro iniziative siano ancora ben presenti in situ le testimonianze.

La costruzione della strada

La prima di tali strade a essere realizzata fu quella che andava (e va) da Napoli a Sora. Il suo tracciato, nel tratto da Capua al cimitero di Arce, coincide – meno che nella zona di Teano – con la via Casilina e, dal detto cimitero, fino a Sora – a eccezione di una piccola variante nel territorio di Fontana Liri che vedremo meglio in seguito – con la Valle del Liri. Tale strada rotabile veniva indicata con il nome di “Consolare” probabilmente perché, a imitazione delle vie realizzate nel periodo romano, seguiva un tracciato di fondovalle, mentre le precedenti vie, che erano poco più che mulattiere, erano poste per lo più sulle colline.

Da sottolineare l’iter che portò alla decisione di realizzare tale strada: sul finire del Settecento il canonico Giacinto Pistilli di Isola del Liri presentò alla Regia Corte di Napoli alcuni suoi progetti industriali da attuare sfruttando le acque dei fiumi Liri e Fibreno; nell’ambito di tali iniziative si ravvisò l’opportunità di realizzare una via rotabile che collegasse le erigende fabbriche con la capitale del Regno1. Vi è da dire che, indipendentemente dalle iniziative prese dal canonico Pistilli, nella regione solcata dai fiumi Liri e Fibreno erano già presenti da tempo numerosi insediamenti industriali relativi alla produzione dei panni di lana e della carta: anche questa circostanza, con ogni probabilità, avrà indotto le autorità dell’epoca a costruire la strada di cui ci stiamo occupando, al fine di creare un agevole collegamento fra le dette fabbriche e il porto di Napoli2. In favore della realizzazione della strada avranno, probabilmente, svolto un ruolo importante anche delle considerazioni di carattere militare: la stessa, infatti, nel tratto che sarebbe andato da Arce a Sora, sarebbe venuta a trovarsi quasi a ridosso del confine con lo Stato pontificio.

I progetti per la realizzazione della Consolare furono redatti dall’ingegner Bartolomeo Grasso. I lavori ebbero inizio nel 1794 e furono diretti dal colonnello Giuseppe Parisi. La spesa preventivata era di trecentomila ducati, posti a carico dei Comuni e dei Feudatari, che si trovavano a dieci miglia dalla erigenda strada. La detta somma fu posta per un terzo a carico dei Feudatari e per i restanti due terzi a carico dei Comuni, che ripartirono la quota a loro carico fra i possidenti, in ragione del valore della proprietà di ciascuno e della distanza della proprietà dalla strada3.

L’apertura della stessa ebbe delle immediate conseguenze politiche. Quasi contemporaneamente all’inizio dei lavori, infatti, per la precisione nel 1796, la Corte di Napoli aggregò al Regio Demanio gli Stati appartenenti al duca Boncompagni-Ludovisi. Tali stati erano quelli di Sora (che comprendeva anche Isola, Castelliri, Broccostella e Pescosolido), Arpino (con Casalvieri, Fontechiari e Casalattico), Arce (con Rocca d’Arce, Fontana e Santopadre) e Aquino (con Roccasecca, Castrocielo, Colle San Magno e Terelle); i detti Stati erano tutti attraversati dalla Consolare4. Si prevedeva, come in effetti poi avvenne, che la costruzione della strada avrebbe favorito lo sviluppo industriale della media valle del Liri. Ad evitare che tale sviluppo potesse essere ostacolato dalle pretese del Feudatario, fu adottato il provvedimento con il quale gli stessi furono sottratti alla sua giurisdizione. Possiamo ben ritenere, quindi, che nella media valle del Liri – grazie alla strada di cui ci stiamo occupando – il feudalesimo fu abolito con dieci anni di anticipo sul resto del regno di Napoli, dove, com’è noto, tale abolizione avvenne nel 1806 in modo generalizzato.

Continua su:

https://www.cdsconlus.it/index.php/2016/09/29/la-via-consolare-borbonica-da-cassino-a-sora/

Per prendere visione delle altre “Architetture del Regno”, si veda la sezione “Architetture del Regno”, in alto, sulla sinistra del video.

 

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LUOGHI DEL REGNO                                                         

 

– Il Castello Candriano a Torrella dei Lombardi – Avellino

di Circolo del Viaggiatore Lioni e di Luigi Salzarulo, da youtube.com

VIDEO

https://i.ytimg.com/vi/4jUvO_S-r5k/hqdefault.jpg

 

 

Per prendere visione degli altri “Luoghi del Regno”, si veda la sezione “Architetture del Regno”, in alto, sulla sinistra del video, pag 2.

 

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CULTURE DEL REGNO                                                         

 

“Mè patri mi rissi”, poesia Siciliana

di Alex Lucchese, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=5imA-c3r5Xo

 

 

 

Per prendere visione delle altre “Culture del Regno”, si veda la sezione “Architetture del Regno”, in alto, sulla sinistra del video, pag 3.

 

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TESTI CONSIGLIATI                                                            

 

– SUCCESSE IL '48

di Vincenzo Gulì

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Per il 170º anniversario della rivoluzione del 1848 è stato tempestivamente stampato questo saggio che va presentato con la prefazione dell’autore.

Nel frasario comune degli odierni meridionali d’Italia esiste la locuzione “successe il 48” che vuole esprimere l’idea di un pandemonio, uno sconvolgimento, un avvenimento violento che lascia il segno ma che non era del tutto imprevisto. Anche altrove si usa questo modo di dire che ha avuto la sua origine in un preciso anno citato nei numeri finali pronunziati, 1848. Allora in buona parte d’Europa la Rivoluzione (con la lettera maiuscola perché derivata pedissequamente dalla matrice del 1789) fece tremare troni e popolazioni per più di un anno seminando lutti e danni profondissimi. Ma fu un evento annunciato perché ovunque se ne parlava da quando la generazione precedente era stata costretta a viverne uno simile.

Si sa che la Rivoluzione è perenne fino a quando non avrà tutto il mondo tra le sue catene. Avendo mezzi illimitati a disposizione, può adoperare la guerra, gli strumenti di persuasione di massa, dei veri cavalli di Troia per i suoi resistenti secondo le situazioni di convenienza e del grado di titubanza rilevata. Essa non sta mai in quiete perché è costantemente alimentata per egemonizzare ogni cosa.

Il 1848 fu l’anno della lotta armata. Con l’iterata filosofia giacobina delle belle parole e dei brutti fatti, in nome della libertà e del progresso dei popoli si cercò in ogni modo di accelerare il loro avviamento alla schiavitù e alla barbarie.

In questo lavoro l’attenzione è ricaduta sul Regno delle Due Sicilie sotto il re Ferdinando II di Borbone perché ebbe parte fondamentale in quei tristi avvenimenti.

I nipoti dei briganti e dei lazzari del 1799 seppero rispondere alla grande alle seduzioni e ai tormenti rivoluzionari, pur nel formidabile potenziamento che essi dispiegarono allora. L’esercito duosiciliano li salvò dal giogo massonico che li ispirava e finanziava. I Borbone erano stati bravi a espungere la rivoluzione con le armi quando essa le usava. Furono assai meno valenti quando essa adoperò gli altri strumenti sopra citati. La loro indulgenza lasciò il campo libero alla lotta non armata che sempre prepara una successiva lotta armata.  Il 1799 portò al 1821, al 1828 e al 1848. Il 1848 condusse direttamente al 1860 in cui avvenne l’annientamento delle Due Sicilie e dei suoi amatissimi sovrani.

Se la storia è un insegnamento per i posteri sulle vicende del passato, questa è la lezione che noi dobbiamo assimilare. Chi subisce una rapina non deve pensare solo al momento in cui è stato derubato. Deve ripercorrere il tragitto che l’ha condotto a quella sventura. Da quando ha deciso di tenere la futura preda a quando imprudentemente è transitato per luoghi pericolosi, da quando non ha ascoltato i buoni consigli ricevuti a proposito a quando ha sottovalutato il rischio di essere vittima di furto non premunendosi di adeguate tutele.

Il regno delle Due Sicilie fu vittima di una rapina nel 1799 e si sentì tranquillo quando fu arrestato il colpevole, ne subì un’altra nel 1848 e si rilassò quando i manigoldi furono resi inoffensivi.  Non imparò mai la lezione che sono le occasioni a creare il ladrocinio perché il mondo civile è molto più popolato di malviventi di quanto non lo siano le carceri.

Dalla Rivoluzione ci si difende con una resistenza continua, com’è continua la sua azione criminale. Dalla Rivoluzione ci si protegge rintuzzando a uno a uno tutti i mezzi che essa ha a disposizione. Dalla Rivoluzione ci si salva se avviene una sinergia tra tutte le sue vittime nel tempo senza alcuna remora di razza, di risentimenti, di religione. Se i popoli del XXI secolo riusciranno a coalizzarsi in tal modo, la Rivoluzione comincerà ad arretrare proprio quando sembra che tutto il mondo le appartenga. Altrimenti questi sono gli anni dell’ultima spiaggia che potrebbero aprire a un futuro oscuro per un’umanità tale solo per definizione.

Ma, per fortuna, il corso della storia non dipende solamente dalla volontà degli uomini…

Vincenzo Gulì

N.B. Per presentazioni ed acquisizioni rivolgersi a questa redazione: info@parlamentoduesicilie.eu

Qui il VIDEO di presentazione a Portici:

https://www.youtube.com/watch?v=gr4RweT1cr4&feature=youtu.be

 

 

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– Messina, la capitale dimenticata

di Alessandro Fumia, Magenes Edizioni

UN LIBRO CHE TUTTI I DUOSICILIANI DOVREBBERO LEGGERE.

IN PARTICOLARE I SICILIANI.

In questo corposo volume di 339 pagine Alessandro Fumia rende partecipe il lettore di “cosa divenne” Messina subito dopo l’investitura di Carlo III della corona di “Utriusque Siciliae”. Ci ricorda che questa gloriosa città fu un tempo crogiuolo di iniziative industriali, economiche, finanziarie, commerciali, culturali e scientifiche di primissimo piano, tanto che tutte le maggiori potenze europee vollero colà i propri Consolati. Un fermento di iniziative e di progetti che la portarono presto ad essere fra le più importanti città del Regno seconda, forse, solo a Napoli. Una città che, da sola, forniva allo Stato una rendita fiscale superiore a quello di tutta la restante Sicilia nel suo insieme. Una città più volte capitale dell’Isola e che in più occasioni fu aspra rivale di Palermo. Una rivalità che sfocerà infine nella strenua e tenace difesa dei diritti del legittimo Governo contro la ribellione della capitale dell’isola, fomentata ad arte da liberali, massoni e profittatori guidati dalla nobiltà capitolina che vedeva ogni giorno diminuire i suoi illegittimi profitti a causa dei continui interventi dei Borbone in favore del popolo Siciliano. Ci guida infine nella disamina, quasi ora per ora, di ciò che esattamente avvenne nel corso della rivolta del ’48; chi ne furono i veri artefici, quali ne furono le vere cause, come e dove si svolsero esattamente i combattimenti ma, soprattutto, come ad essere i veri artefici del cosiddetto bombardamento di Messina, non furono le milizie Duo Siciliane, bensì gli “indipendentisti Siciliani”. E lo fa non attraverso sottili disquisizioni di ordine filologico o ideologico, bensì attraverso la pubblicazione di documenti, spesso inediti, quasi sempre di sponda “indipendentista”. E’ così smentita inequivocabilmente e ancora una volta la vigliacca invenzione per la quale, secondo alcuni sprovveduti, ma anche secondo quanto ancora si legge in certi libri scolastici, che sarebbe stato il “Re Bomba” (nomignolo vilmente affibbiato successivamente a Ferdinando II), ad operare quel bombardamento. Per la verità già altre fonti avevano avanzato questa versione, ma il merito del Fumia sta nel fatto di avere dimostrato che quanto raccontato nel testo non è, appunto, una “versione”, ma quanto realmente avvenne sulla base di prove documentali inappellabili.

Un testo quello del Fumia che contribuisce in modo determinante al disvelarsi di verità volutamente e vigliaccamente occultate, travisate e manipolate che però, ormai, risplendono in tutto il loro abbagliante fulgore.

G.M.

 

 

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– La Divina Tragedia

di Fabiuccio Maggiore

Dopo “L’uomo e il denaro”, Fabiuccio Maggiore con questo nuovo lavoro ci guida lungo un percorso fra i meandri infernali dell’alta finanza occulta facendoci comprendere, ancorchè in chiave apparentemente satirica e certamente ironica, gli oscuri meccanismi che stanno distruggendo le nostre economie e le nostre vite.

luomo-e-il-denaro

divina-tragedia-fileminimizerDall’Introduzione:

Un po’ prima del mezzo del cammin di nostra vita, mi ritrovai per una selva oscura chè la diritta via era smarrita. Passando per lavanderie lussemburghesi dove il denaro veniva ripulito e ritrovandomi tra uomini più simili a delle bestie che mangiavano panini olandesi in salsa irlandese in quel dei paradisi fiscali, capii quanto profonda e oscura fosse la vasca contenente quei dannati valori elettronici che uomini sprovveduti ed ignari del pericolo solevano chiamare moneta. Ed ecco allora la follia umana, l’avarizia e l’ingordigia prendere il sopravvento giovando della pigrizia e della ignavia popolare di omuncoli distratti dalla carne dal ludico piacere dell’eterno fanciullo. Uomini che le bestie solevano chiamare “i dormienti”. Un inferno dantesco reale, all’interno del quale risiedono diavoli banchieri capaci di prestare ciò che non hanno, botteghini finanziari dalle scommesse truccate, mercati di debito aperti da strutture in ombra, paradisi fiscali nel bel mezzo di inferni terrestri, traffici illeciti e zone franche dove potere riciclare il denaro grazie all’uso – abuso delle nuove autostrade non asfaltate che hanno permesso il controllo planetario attraverso uno schermo, rendendo tragicamente reale il dispotico mondo orwelliano. Ogni dannato giorno, azioni lontane ai nostri occhi generano reazioni ed effetti a noi vicine capaci di intaccare la nostra stabilità ed armonia. Per queste ragioni, questo viaggio all’interno della Divina Tragedia deve servire a sensibilizzare colui che dorme nel reagire intellettualmente e attivamente per fermare quegli uomini resi bestia che han venduto l’anima al diavolo. Attraverso la nostra intellighenzia abbiamo ideato dei mezzi per agevolarci la vita, mezzi che hanno finito per distruggercela, e il denaro, il tragico potere divino ne è il principale esempio. Dopo il primo libro L’Uomo e il Denaro: Alla ricerca della Verità, in questo secondo lavoro La Divina Tragedia, ci addentreremo dentro il mondo della finanza occulta, alimentata dall’uso del digitale e dagli escamotage che la moderna tecnologia ha concesso alle bestie dei nostri giorni. Ogni descrizione “dantesca” legata ad una fantasia ironizzata per alleggerire la narrazione è affidata alle capacità di lettura e interpretazione del lettore al quale auguro un buon viaggio.

Gli occhi aperti non potranno più richiudersi.

Per acquistare il libro ci si può rivolgere direttamente all’Autore via Facebook.

 

 

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– …e nel mese di maggio 1860 la Siclia diventò "Colonia"

di Pippo (Giuseppe) Scianò

Pitti Edizioni, pag. 415

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Così si esprime Pippo (Giuseppe) Scianò a pagina 376 della sua ciclopica opera presentata oggi (7.4.’18) a Palermo intitolata “…e nel mese di maggio 1860 la Sicilia diventò <<Colonia>> – ciclopica non tanto per il numero delle pagine, che comunque sono ben 415, quanto per contenuti densi di documenti, testimonianze e circostanze, spesso inedite, e relativi “solamente” al periodo maggio/ottobre 1860 – riferendosi alle opere di Gustavo Rinaldi, storico e studioso, ed in particolare a quella intitolata “Il Regno delle Due Sicilie. Tutta la verità”:

          “A questo punto del nostro lavoro, sentiamo quindi il dovere di esprimere la nostra sincera gratitudine per l’opera meritoria che – non senza sacrifici – sta portando avanti  con successo e che contribuisce  in modo determinante a riaffermare il diritto dei Popoli dell’ex Regno delle Due Sicilie alla rispettiva memoria storica, all’identità nazionale, che dal 1860 sono state calpestate, prima dall’occupazione militare di stampo imperialista voluta dalla gran Bretagna e successivamente dai partiti unitari dominanti e dagli ascari locali e dai regimi e dalle istituzioni da questi dipendenti.

          Tutto e tutti al servizio dell’imperialismo interno delle regioni del nord e del loro Stato. E il diritto alla propria memoria storica – tanto per parlare di uno solo dei diritti negati – è, per ogni Popolo, la condizione essenziale per acquisire la consapevolezza di sé.

          Anche per uscire da quella alienazione culturale in forza della quale i popoli oppressi si identificano con i loro oppressori. E tanto più avviene questa identificazione quanto più gli oppressori sono stati spietati, assassini, feroci e canaglie.

          Come è accaduto, appunto dal 1860 in poi in Sicilia, in Calabria, in Basilicata, in Puglia, in Abruzzo, nel Molise, in Campania ed, in una parola, in tutto quanto il territorio del soppresso Regno delle Due Sicilie.

Qui il VIDEO della presentazione

https://www.youtube.com/watch?v=Mq-kCl_xgMs&feature=youtu.be

 

 

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– Quaderni Borbonici – 1

di Alessandro Fumia e Franz Riccobono

EDAS sas Edizioni

Dedicato a Carlo III di Borbone ed ai suoi interventi su Messina

 

 

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– Rinascita di una Nazione

di Giovanni Maduli

Presentazione di Vincenzo Gulì

Introduzione di Ignazio Coppola

Pitti Edizioni

 

 

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NOVITA' EDITORIALI                                                          

 

– Storie di garibaldini scomparsi

di Massimo Novelli

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Fonte:

http://www.editorialeilgiglio.it/due-sicilie-i-mille-storie-di-avventurieri-e-delinquenti-comuni/

 

 

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– 1860 -La verità dimezzata – Cronistoria della spedizione dei mille e sue conseguenze

di Vincenzo Giannone

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– Verità e menzogne sul brigantaggio

La sconosciuta replica della Corte Borbonica alla relazione Massari (1863)

di Gaetano Marabello

libro-fileminimizerPagine 246, E 20,00

 

 

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NOTIZIE DAL MONDO – ECONOMIA, POLITICA              

 

Pillola Rossa o Pillola Azzurra ? FRANCESCO AMODEO

di Lucia De Lucia, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?time_continue=3&v=HkzGzmY_rIo

 

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"Lasciate pignorare le case o niente soldi", l'Eurogruppo ricatta la Grecia
da europa.today.it

„Formalmente, Atene è uscita dal piano di salvataggio dell'ex Troika. Ma di fatto, resta ancora appesa ai diktat dei creditori della zona Euro. Che chiedono a Tsipras di abolire lo stop ai pignoramenti delle abitazioni delle famiglie insolventi con le case. In cambio dello sblocco di 1 miliardo“.

„Formalmente, è uscita dal programma di assistenza finanziaria. Ma di fatto, 4,8 miliardi che dovrebbe ricevere da qui al 2022 sono ancora bloccati nelle casse della Bce e delle altre banche nazionali dei Paesi dell'Eurozona. Per averli, deve concludere il suo programma di riforme. E poco importa che delle 16 misure pattuite, ben 13 siano state già approvate. Se la Grecia non abolirà lo stop ai pignoramenti delle case delle famiglie insolventi da parte delle banche, l'Eurogruppo non sbloccherà i fondi richiesti da Atene. “

Continua su:

http://europa.today.it/lavoro/eurogruppo-pignoramenti-casa.html?fbclid=IwAR01w7bUPo-6q1zGRJgYZqdsXhIY_moW_QZHx14WMUr9tj_OQsEjsXJVdXA

 

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– Blackout e aiuti bruciati, la stampa Usa smaschera Guaidò

da libreidee.org

Aiuti umanitari per il Venezuela bruciati oltre confine: non da Maduro, ma dal rivale Guaidò, con l’obiettivo di incolpare il governo di Caracas. E’ la stampa Usa ad accusare lo stesso Guaidò (e Washington) sia per l’auto-distruzione degli aiuti che per il drammatico blackout inflitto al Venezuela, con almeno 14 pazienti deceduti negli ospedali. Le denunce del “New York Times” e di “Forbes”, scrive Gennaro Carotenuto sul suo blog, attestano che in Venezuela la guerra è già cominciata, e che le false notizie dominano incontrastate la costruzione dell’opinione pubblica. «Le guerre di nuova generazione fanno morti come e più di quelle che si combatterono con la clava, la balestra o il fucile Chassepot», scrive Carotenuto. «Rispetto alla gravità del blackout in Venezuela, ai media italiani è piaciuto a scatola chiusa sposare la tesi dell’inettitudine chavista», dato che i chavisti «sono per definizione tutti incapaci, sanguinari e corrotti». Al contrario, «vari media statunitensi hanno preso molto sul serio e considerano credibile che il blackout in Venezuela sia stato causato da un cyber-attacco informatico Usa». Se così fosse, aggiunge Carotenuto, «saremmo di fronte a un atto di guerra», nell’ambito di un conflitto “di quarta generazione”. Tanto per chiarire: «Fossero stati gli hacker russi, parleremmo di terrorismo».

Continua su:

http://www.libreidee.org/2019/03/blackout-e-aiuti-bruciati-la-stampa-usa-smaschera-guaido/

 

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LA GUERRA AL VENEZUELA È COSTRUITA SULLA MENZOGNA

di DI JOHN PILGER, da comedonchisciotte.org

Viaggiando con Hugo Chavez, mi fu subito chiara la minaccia del Venezuela. In una cooperativa agricola nello stato di Lara, la gente aspettava paziente e allegra, nonostante il caldo. Brocche d’acqua e succo di melone passavano di mano in mano. Una chitarra suonava; una donna, Katarina, si alzò e cantò con voce roca.

“Che cosa dicono le parole?” chiesi.

“Che siamo orgogliosi”, fu la risposta.

Gli applausi per lei si mischiarono a quelli per l’arrivo di Chavez. Sotto un braccio portava una borsa piena di libri. Indossava la sua grande camicia rossa e salutava le persone per nome, fermandosi ad ascoltare. La cosa che mi colpì di più era la sua capacità di ascoltare.

Poi si mise a leggere. Per quasi due ore lesse al microfono dalla pila di libri accanto a lui: Orwell, Dickens, Tolstoj, Zola, Hemingway, Chomsky, Neruda: una pagina qui, una riga o due là. La gente applaudiva e fischiava mentre lui passava da autore ad autore.

Poi gli agricoltori presero il microfono e gli raccontarono ciò che sapevano e ciò di cui avevano bisogno; un volto antico, che pareva scolpito dal tronco di un albero, fece un lungo discorso critico sul tema dell’irrigazione; Chavez prendeva appunti.

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https://comedonchisciotte.org/la-guerra-al-venezuela-e-costruita-sulla-menzogna/

 

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– I Tabligh, islamici: il terrorismo Isis viene da massoni Usa

da libreidee.org

Date retta: il terrorismo islamico è roba americana, fabbricata da massoni. Chi lo dice? Un musulmano integralista, Jaouad, intervistato da Giuseppe De Lorenzo sul “Giornale”, nell’ambito di un report esclusivo sui Tabligh Eddawa, frati missionari itineranti. E’ la prima volta, a quanto pare, che sulla stampa italiana compare una denuncia simile. Le comunità islamiche hanno regolarmente condannato il terrorismo condotto in nome di Allah, sia che si trattasse di Al-Qaeda che poi dell’Isis. Ma non si erano mai spinte – sui giornali, almeno – a denunciare direttamente settori della massoneria atlantica. I grandi media, certo, evitano di ricordare che lo stesso Osama Bin Laden fu reclutato da Zbigniew Brzezinski, stratega della Casa Bianca, per guidare i muhajeddin in Afghanistan contro l’Urss. C’è voluto Gioele Magaldi per spiegare – nel saggio “Massoni” – che Brzezinski, pezzo da novanta della massoneria mondiale nonché della Commissione Trilaterale, non si limitò a ingaggiare Bin Laden come pedina strategica: il leader della futura Al-Qaeda venne “iniziato” alla superloggia “Three Eyes” (che poi abbadonò, dice sempre Magaldi, per passare coi Bush nella “Hathor Pentalpha”, una Ur-Lodge sospettata di aver ispirato il maxi-attentato dell’11 Settembre).

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http://www.libreidee.org/2019/02/i-tabligh-islamici-il-terrorismo-isis-viene-da-massoni-usa/

 

 

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CULTURA – COSTUME – SOCIETA'                                  

 

– La fine dell'Era della Tecnica – Valerio Malvezzi

di byoblu.com, da youtube.com

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Seguendo i link segnalati nel video è possibile sottoscrivere la lettera ai politici di Valerio Malvezzi

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=tN6wEzWJQd8

 

 

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– GLOBALIZZAZIONE E LIBERALISMO SONO SULL’ORLO DEL COLLASSO – MA DOPO CHI E COSA VERRÀ

di Alexander Dugin, da comedonchisciotte.org e da fort-russ.com

Il liberalismo e la globalizzazione hanno decisamente fallito. La situazione mi ricorda gli ultimi anni dell’URSS. Allora, il vero potere era ancora totalmente nelle mani del Partito Comunista che controllava quasi tutto, ma allo stesso tempo l’intero sistema era finito. E chiunque avrebbe potuto accorgersene.

Attualmente, per il dominio globale delle élite liberali ci troviamo nella stessa identica situazione. Esse controllano ancora tutto, ma sono già nella fase terminale. Scompariranno alla stessa velocità del comunismo nell’Europa orientale.

La mobilitazione anti-populista (anti-Putin, anti-Assad, anti-Cina, anti-Brexit, anti-Iran, anti-Salvini e così via) di Bernard-Henri Lévy, di E. Macron, di G. Soros, dei Rothschild o dei Clinton dimostra di essere in uno stato di pura sofferenza. Per loro è finita.

Non sono più in grado di governare. Sono condannati. Persevereranno e potranno guadagnare un po’ di tempo prima del collasso definitivo e irreversibile, ma i loro giorni saranno contati.

Non hanno più influenza sul futuro, l’hanno persa. Il Messia non arriverà in questo “Stato d’Israele” come attualmente è – Naturei Karta lo ha capito benissimo. Questo Stato è una parodia creata dall’uomo, non un miracolo escatologico, è esso stesso una fake-news. Quindi terminerà.

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https://comedonchisciotte.org/globalizzazione-e-liberalismo-sono-sullorlo-del-collasso-ma-dopo-chi-e-cosa-verra/

 

 

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– Idioti digitali

di Tonguessy, da comedonchisciotte.org

L’effetto Flynn consiste nell’aumento nel valore del quoziente intellettivo medio della popolazione nel corso degli anni, un fenomeno osservato da James R. Flynn. L’effetto è stato da lui rilevato in svariati paesi: per questo motivo l’ha ritenuto indipendente dalla cultura di appartenenza.

Flynn osservò come durante il secolo scorso il valore del quoziente intellettivo fosse aumentato in modo progressivo, con una crescita media di circa 3 punti per ogni decennio.

Purtroppo la tendenza di questa funzione ha subito negli ultimi decenni una brusca inversione di tendenza. Chi se ne è accorto per prima è stato il servizio di leva Norvegese. Il team di scienziati del Ragnar Frisch Centre for Economic Research ha sottoposto test del QI a 730 mila ragazzi norvegesi di 18-19 anni valutati per il servizio militare obbligatorio. Tra i nati dopo il 1975, si è registrato un calo di punteggi medi pari a 7 punti per ogni generazione. Il risultato è confermato da alcuni altri studi, in parte condotti dallo stesso Flynn; secondo alcuni si è registrato un calo del QI britannico di ben 14 punti nel solo decennio 1999-2009.

Le cause? Sembrano legate ai cambiamenti nello stile di vita e nelle abitudini dei ragazzi – cosa e quanto leggono, come trascorrono il tempo libero, che tipo di istruzione ricevono – o anche, secondo Focus, a un mancato adattamento del test del QI all’intelligenza moderna. Cioè l’intelligenza postmoderna è diversa dall’intelligenza moderna, e non si possono fare confronti. Una volta gli adolescenti giocavano a pallone, oggi passano il loro tempo nei social. Due cose così differenti da non poter essere sottoposte allo stesso test del QI. Apoteosi del relativismo.

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https://comedonchisciotte.org/idioti-digitali/

 

 

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– CHI È E DA CHE PARTE STA PAPA FRANCESCO?

di infOrmalTv, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=W_xtJ8o-HG0

 

 

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– Intervista al prof. de Mattei su La Verità

da corrispondenzaromana.it

Lunedì 4 marzo il quotidiano La Verità ha pubblicato un’intervista di Ignazio Mangrano a Roberto de Mattei, con il titolo Cara Chiesa, smetti di essere gay friendly E diventa sovranista. Riportiamo il testo integrale delle domande e delle risposte.

Il prof. Roberto de Mattei, presidente della Fondazione Lepanto e direttore della rivista Radici Cristiane, è uno dei promotori della manifestazione Acies ordinata, che il 19 febbraio ha schierato a piazza San Silvestro cento cattolici provenienti da tutto il mondo per una protesta silenziosa contro il vertice vaticano sugli abusi sessuali.

Professore, il summit Vaticano è stato un fallimento?

«Credo di sì. Lo hanno rilevato i maggiori organi di stampa, parlando di un messaggio debole e sottolineando l’insoddisfazione delle vittime. Io però credo che l’insuccesso dipenda da altro».

Da cosa?

«Ci si è concentrati sui sintomi, e non sulle cause del male».

Si spieghi.

«È stato trascurato un punto centrale, già emerso nel memoriale Viganò: quello della diffusione dell’omosessualità nella Chiesa come fenomeno organizzato».

C’è una lobby gay nella Chiesa?

«Sì. Mi sembra evidente».

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https://www.corrispondenzaromana.it/intervista-al-prof-de-mattei-su-la-verita/

 

 

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– Francia: Gli insegnanti non potranno più dire "padre" e "madre"

da interris.it

Leggi su:

https://www.interris.it/bocciato/gli-insegnanti-non-potranno-pi-dire-padre-e-madre?fbclid=IwAR2fUKg-KULVWO_I3lM5_ehxx6F1bawVCt79C4e2qDSbWBEH9cVX53tZ6FE

 

 

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 MEDICINA                                                                        

GLI ARTICOLI DI SEGUITO RIPORTATI NON RAPPRESENTANO IN ALCUN MODO SUGGERIMENTI O INDICAZIONI TERAPEUTICHE IN QUANTO GLI AMMINISTRATORI DI QUESTO SITO NON SONO MEDICI; ESSI RAPPRESENTANO SOLAMENTE UN PANORAMA DI OPINIONI REPERITE SUL WEB. SI INVITA PERTANTO AD AVVALERI COMUNQUE DEL PROPRIO MEDICO CURANTE.

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– Il fallimento dello scientismo in medicina – Erica Poli e Maurizio Grandi

di byoblu.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=VhhU3CMDy3g

 

 

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– Stop alle sperimentazioni fai-da-te. Le cavie le usano solo loro!

di Marcello pamio, da disinformazione.it

«L’annuncio di Fabio Franchi su Facebook è delirante e ho attivato i controlli del caso.

Voglio rassicurare i cittadini dicendo che in Italia non c’è spazio per sperimentazioni fai da te!”

E se lo dice con un tweet il ministro della salute Giulia Grillo, allora c’è da stare tranquilli. Fiuff…stavo proprio per pensar male…

Come non fidarsi, d’altronde, dell’onorevole pentastellata che nel 2017 attaccava e inveiva contro Beatrice Lorenzin per il decreto poi convertito nella sciagurata legge 119 sull’obbligatorietà dei vaccini e che oggi ne è la sostenitrice più incallita? La coerenza, come sempre, viene prima di tutto.

La situazione italiota è così allo sbando che ultimamente la Lorenzin sostiene addirittura la Grillo negli attacchi ai cosiddetti no-vax. Della serie: il nemico del mio nemico, è mio amico!

Queste sono le classiche notizie che schiudono il sarcofago dove è conservata la politicamente-nulla Lorenzin, ridestandone momentaneamente la coscienza. Rimane in ibernazione letargica per mesi e poi, di punto in bianco, si sveglia per twittare o postare su Facebook attacchi contro i novax.

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https://disinformazione.it/2019/02/26/stop-alle-sperimentazioni-fai-da-te-le-cavie-le-usiamo-solo-noi/

 

 

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– Istituto Tavistock e il mutamento di paradigma

di Marcello Pamio, da disinformazione.it

Il 25 febbraio scorso è stato ufficializzato nella Gazzetta l’inserimento del medicinale Triptorelina nell’elenco dei farmaci erogabili a totale carico del Servizio Sanitario Nazionale.
La Triptorelina Pamoato è il principio attivo, il nome commerciale è Decapeptyl e appartiene alla categoria farmacologica degli «Analoghi degli ormoni liberatori delle gonadotropine», in pratica agisce causando la soppressione della funzione gonadotropa pituitaria, detto in parole semplici blocca alcuni importantissimi ormoni, come il testosterone, agendo direttamente sulla ghiandola endocrina pituitaria: l’ipofisi!

Attualmente viene somministrato nel carcinoma della prostata e in quello della mammella mediante un’iniezione che viene effettuata tassativamente ogni 3 mesi.
Ma perché un farmaco in uso nei tumori ormono-sensibili viene inserito nella Gazzetta ufficiale?
La risposta è semplice ma inquietante: perché l’impiego sarà allargato ai casi «in cui la pubertà sia incongruente con l’identità di genere (disforia di genere)».[1]
Quindi il Ministero della Salute e l’Aifa hanno autorizzato l’utilizzo di un farmaco ormono-castrante già in uso per il cancro al seno e alla prostata, per i bambini che non riconoscono il proprio corpo e/o la propria sessualità!

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https://disinformazione.it/2019/03/05/istituto-tavistock-e-il-mutamento-di-paradigma/

 

 

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– Donazione organi: 10 motivi per non firmare il modulo all’anagrafe quando chiedi o rinnovi la carta di identità

di Marcello Pamio, da disinformazione.it, a cura di Nerina Negrello

Perché firmando implicitamente accetti il concetto fasullo di “morte cerebrale” a cuore battente.

Perché il modulo omette l'informazione base che l'espianto è su un vivo che ha perso la coscienza dichiarato “morto cerebrale” sulla base di protocolli di Stato utilitaristici.

Perché è contro-legge 91/99 art.5 che prevede un Decreto attuativo per la dichiarazione di volontà, mai emanato da 20 anni ma sostituito con un Decreto temporaneo (Bindi 8 aprile 2000) che ha aperto ad ogni sorta di abusi, tra cui “una scelta in comune”.

Perché sono tuttora in vigore le Disposizioni Transitorie art.23, ovvero è consentito il prelievo salvo dichiarazione autografa d'opposizione personale o esplicita opposizione scritta della famiglia.

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https://disinformazione.it/2019/03/07/donazione-organi-10-motivi-per-non-firmare-il-modulo-allanagrafe-quando-chiedi-o-rinnovi-la-carta-di-identita/

 

 

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– Ecco cos'abbiamo trovato nei vaccini: lo studio Corvelva – Loretta Bolgan e Ivan Catalano

di byoblu, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?time_continue=3&v=V3h_G6BN9PM

 

 

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 SCIENZA E TECNICA                                                           

 

– La morte viaggia su auto elettrica: le verità scomode delle auto ecologiche

Lettera firmata, da difesaonline.it

 

05/03/19

Carissimo Direttore, fra pochi giorni quasi tutte le testate giornalistiche daranno notizia del salone dell’auto di Ginevra e ci parleranno del rapporto automobile-ecologia per convincerci che non c’è altro futuro automobilistico che non sia a propulsione elettrica o ibrida. Se non vengono smentiti con argomenti veri e comprovati riusciranno nel loro intento reale, che è sempre e solo quello di fare propaganda a chi li paga, mascherando da informazione parole mirate e finalizzate ad uno scopo preciso, nella migliore tradizione del giornalismo prezzolato e a libro paga dei potenti.

Conoscendo molto bene le cose che non verranno dette, sento il dovere di fornirvi un’analisi tecnica completa, portando così in evidenza le verità scomode di cui questo “imbuto tecnologico” dentro al quale ci stanno portando: rischi molto alti per l’incolumità della “popolazione stradale” a cui tutti noi apparteniamo, anche da pedoni.

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http://www.difesaonline.it/evidenza/lettere-al-direttore/la-morte-viaggia-su-auto-elettrica-le-verit%C3%A0-scomode-delle-auto

 

 

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– Test: manichini sulla Luna. Ma non ci eravamo già stati?

da libreidee.org

Due robot spediti in orbita verso la Luna per testare la nostra capacità di resistenza alle radiazioni cosmiche? Ma scusate, in teoria non dovremmo già sapere tutto? Non ci siamo già stati nel 1969, sulla Luna? Non fu allora che – per la prima volta – gli astronauti superarono (incolumi) le temute Fasce di Van Allen che separano la Terra dal suo satellite? «Secondo me si divertono come dei pazzi a prenderci per il culo», scrive Massimo Mazzucco. «Non ci può essere altra spiegazione, per una notizia come quella circolata in questi giorni sull’imminente viaggio spaziale di Helga e Zohar intorno alla Luna». Helga e Zohar? «Sono due manichini, il cui scopo sarà quello di misurare le radiazioni cosmiche ricevute dagli astronauti durante un viaggio circumlunare». Sul sito della Esa, l’agenzia spaziale europea, si legge: «Questi due manichini occuperanno il posto dei passeggeri durante la prima missione di Orion intorno alla Luna, andando più lontano di quanto un essere umano abbia mai viaggiato fino ad oggi». Ancora: «Dotata di 5.600 sensori, la coppia di manichini misurerà le quantità di radiazioni a cui gli astronauti potrebbero essere esposti nelle missioni future, con una precisione senza precedenti». “Potrebbero essere esposti”, dice l’Esa? «Ma allora, scusate, la misurazioni “fatte durante le missioni Apollo” sulla Luna che fine hanno fatto? Non servono più a nulla?».

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http://www.libreidee.org/2019/02/test-manichini-sulla-luna-ma-non-ci-eravamo-gia-stati/

 

 

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– Monsanto-Bayer passa alla modificazione genica di frutta ed altro

di William Engdhall, da comedonchisciotte.org

Non a caso, la Monsanto, che oggi si nasconde dietro il logo Bayer, da leader mondiale delle sementi OGM brevettate e dell’erbicida a base di glifosato (probabilmente cancerogeno) Roundup, sta tentando di brevettare, senza dare nell’occhio, varietà geneticamente modificate (o OGM) di frutta utilizzando la controversa modalità della modificazione genica (gene editing). La “bellezza” della cosa per Monsanto-Bayer è che negli USA, secondo una recente sentenza del Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti, l’agricoltura geneticamente modificata non ha bisogno di test speciali e indipendenti. Questi sviluppi non sono certamente buoni per la salute o per la sicurezza umana, né faranno alcunchè per dare al mondo un modo migliore di nutrirsi.

Il colosso agrochimico e OGM Monsanto, che oggi cerca di mantenere un  basso profilo all’interno della Bayer, il gigante tedesco per prodotti chimici ad uso agricolo ed OGM, si sta orientando in direzione dell’assai controverso settore della modificazione genica di nuove varietà di colture. Nel 2018, mentre la società veniva inondata di cause legali contro l’uso del probabilmente cancerogeno Roundup, la Monsanto aveva investito 125 milioni di dollari in una piccola azienda specializzata in modificazioni geniche, denominata Pairwise. Il collegamento è tutt’altro che casuale.

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https://comedonchisciotte.org/monsanto-bayer-passa-alla-modificazione-genica-di-frutta-ed-altro/

 

 

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FUORI TESTO

 

Le lacrime che dai nostri occhi vedrete sgorgare

non crediatele mai segni di disperazione

promessa sono solamente

promessa di lotta.

Alexandros Panagulis
 

 

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– Fioravanti: il Regno dei Borbone, scuola di eccellenza

di CentroStudi Civitanovesi, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=lOZ_Bog8qpY

 

 

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CNT – Message à toute l'humanité

di Demo Sophie, da youtube.com

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https://www.youtube.com/watch?v=j1GCeJe7T74&feature=share

 

 

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Cos'è lo Spread – Nando Ioppolo

di Il Manto, da youtube.com

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https://www.youtube.com/watch?v=hyZgv4BlgCI

 

 

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– "Inganno Globale", di Massimo Mazzucco

di Il Portico Dipinto, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=jNiZD1FQevk&t=662s

 

 

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– Cancro le Cure Proibite di Massimo Mazzucco

di Carlo Anibaldi, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=qPZPGeLag9c

 

 

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– Ex Magistrato Paolo Ferraro Decide Di Parlare!

di InfoClub, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=QGHNSkmbH0E&t=11s

 

 

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QUESTO SITO NON  E' UNA TESTATA GIORNALISTICA IN QUANTO VIENE AGGIORNATO SENZA ALCUNA PERIODICITA', PERTANTO NON PUO' ESSERE CONSIDERATO UN PRODOTTO EDITORIALE AI SENSI DELLA L. N. 62 DEL 7.3.2001. L'AUTORE DEL BLOG NON E' RESPONSABILE DEL CONTENUTO DEGLI ARTICOLI LINKATI. ALCUNI TESTI E IMMAGINI SONO TRATTI DAL WEB E PERTANTO DI PUBBLICO DOMINIO. QUALORA LA PUBBLICAZIONE DI ALCUNI DI ESSI VIOLASSE EVENTUALI DIRITTI D'AUTORE, SU RICHIESTA VERRANNO RIMOSSI.

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