La verità è per chiunque la voglia cercare…

Questo sito non è monarchico

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N.B.: Si partecipa ai Sig.ri fruitori di questo sito che alcuni articoli riportati sulla pagina iniziale possono rimanere in visione per molto tempo, mentre altri vengono aggiornati con maggiore frequenza e senza alcuna periodicità. Si invita pertanto a prendere sempre visione  dell’intera pagina.

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Totale accessi giugno 2018: 11.835;

Media accessi giorno:            394,5;

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APPELLO

 

…alla luce di quanto sta avvenendo non è più pensabile continuare a dividersi in sicilianisti, napolitanisti, duosiciliani, borbonici, antiborbonici, meridionalisti, federalisti, autonomisti e via dicendo: ciò non farà altro che favorire il gioco di quelle oligarchie mondialiste che hanno causato ciò che stiamo subendo; la posta in gioco è troppo alta per non comprendere che solo una identità di intenti può porsi come elemento determinante per la riuscita di un qualunque progetto di riscatto. E’ indispensabile, anzi vitale, il superamento di quelle pur legittime diversità di vedute e propugnare, tutti insieme e nel rispetto delle specifiche idee, quanto meno un forte riavvicinamento delle varie componenti identitarie, nella convinzione e nella consapevolezza che se ciascuno farà un piccolo passo indietro, tutti insieme si farà un enorme passo avanti.

(Tratto da “Rinascita di una Nazione”, pag. 127)

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Si invitano i sig.ri lettori a dare attenta lettura dell’articolo seguente. Anche dalla sua lettura è possibile comprendere la deriva verso la quale, indipendentemente dai vari “credo” politici, siamo tutti volutamente trascinati.

– Perchè non si possa dire "Io non lo sapevo…" e la conseguente scelta indipendentista.

di Giovanni Maduli, 19.2.2016.

http://www.regnodelleduesicilie.eu/wordpress/page/2/

 

 

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PENSIERI…

 

– COMUNICATO del Centro Studi Camillo Finocchiaro Aprile

SCIANO’:<< LA “GRANDE STAMPA” HA DATO MOLTO SPAZIO, – PROPRIO IN QUESTI GIORNI, – AL RECENTE “RAPPORTO” DELLA BANCA D’ITALIA SULLO “STATO” DELL’ECONOMIA SICILIANA. DAL “DOCUMENTO” SI EVINCE CHE, NELL’AMBITO DELLA “REGIONE SICILIANA”, IN TRE FAMIGLIE SU DIECI NON LAVORA NEPPURE UN COMPONENTE. AVVIENE, CIOE’, CHE BEN 412 MILA FAMIGLIE (VALE A DIRE IL 29,8 PER CENTO DEL TOTALE DELLE FAMIGLIE RESIDENTI IN SICILIA) NON HANNO UN SOLO COMPONENTE CHE ABBIA UNA OCCUPAZIONE.

VERGOGNA!!!

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Il fenomeno è tanto più grave e discriminante in quanto la media Nazionale Italiana è invece del 15,3 per cento. In poche parole: il tasso di disoccupazione in Sicilia è di gran lunga maggiore di quello “ITALIANO”.

Il quotidiano “La Repubblica” (edizione di Palermo del 21 Giugno 2018) sottolinea in particolare che… il divario col Paese è ampio anche per le famiglie nelle quali lavorano due persone: il 22,1 per cento in Sicilia,contro il 36,5 in campo “Nazionale”. Un dato che certifica l’eterna emergenza lavoro dell’Isola che, dopo un lieve calo nel 2017, ha visto nel primo trimestre 2018 il record storico di Siciliani in cerca di lavoro: oltre 400 mila.

Ci permettiamo di aggiungere da parte nostra. “Tantoppiù che non ci risulta che questi dati allarmanti, dolorosi e mortificanti, abbiano caratterizzato – né tantomeno condizionato – i tanti dibattiti, i tanti confronti e le tante “sfide” elettorali che hanno coinvolto l’elettorato Siciliano in questo scorcio di… anno del Signore 2018. Ed è, questo, in sé, un fatto veramente scandaloso”.

Sono prevalse le logiche spartitorie e clientelari, le lottizzazioni, le promesse elettorali “ACCHIAPPA CITRULLI”. E – diciamolo francamente – abbiamo assistito spesso anche alla disinformazione organizzata. Insomma : sostanzialmente non ci risulta che si sia fatto alcun, seppure piccolissimo, riferimento alla “QUESTIONE SICILIANA”, nonché alla “CONDIZIONE COLONIALE” nella quale versa dal 1860 la Sicilia. Ed alla quale – (non a caso) – aggiungeremmo il cosiddetto “SUD”, – per il quale sarebbe più corretto dire la “NAPOLITANIA”. Ossia la “parte continentale del Regno delle Due Sicilie”, il grande Stato Sovrano, altrettanto illegittimamente, soppresso nel 1860.

Il Centro Studi AFA ribadisce, soprattutto in questa circostanza, il principio che non si possa andare da nessuna parte senza una STRATEGIA SICILIANA PER L’ECONOMIA SICILIANA nella quale abbiano rilevanza le (sempre valide ed attuali) numerose proposte “Sicilianiste” che in questa sede non possiamo elencare compiutamente ma che sintetizziamo nella valorizzazione della “centralità geografica” nel Mediterraneo e nel ruolo della Sicilia stessa, come punto d’incontro “attivo” fra i Continenti che qui gravitano. Ovviamente per raggiungere questi obiettivi è necessario che il Popolo Siciliano si risvegli e che ritiri la delega ai gruppi di potere, ai partiti politici ed ai loro rappresentati, comunque ed ovunque, CAMUFFATI o DENOMINATI, che di fatto sono portatori di interessi estranei e spesso contrastanti, con quelli del Popolo Siciliano, della Nazione Siciliana. E che vogliono impedire al Popolo Siciliano di riabbracciare gli altri Popoli del Mondo e di partecipare in prima persona ai Consessi Internazionali, dai quali oggi la Sicilia stessa è sostanzialmente esclusa per il ruolo di COLONIA di fatto, interna allo Stato Italiano.

SICILIA, SVEGLIATI!!!

A N T U D U!

Palermu, 26 Giugnu 2018

Il Coordinatore del Centro studi A.F.A.

(Giuseppe Scianò)

L’Addetto alla Comunicazione

(Giacomo Gibellina)

“SÌ ALLA SICILIA!

NO ALLA MAFIA!”

CENTRO STUDI “ANDREA FINOCCHIARO APRILE”

VIA BRUNETTO LATINI,26 – 90141 PALERMO (CELL. 3454549219)

Fonte:

https://www.facebook.com/scianogiuseppe/posts/10209789220046308

 

 

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– COMUNICATO del Centro Studi Camillo Finocchiaro Aprile

da pag. Fb. di Pippo Scianò del 17.7.18

SCIANO’:<< IN QUESTI GIORNI – E DA PIU’ PARTI – SI RISCONTRANO INIZIATIVE RIVOLTE A PORTARE AVANTI UNA POLITICA ANTISICILIANA E FILO-NORDISTA, NONCHE’ TUTTA UNA SERIE DI INIZIATIVE ANTI-AUTONOMISTE, MIRANTI A SVUOTARE DI CONTENUTI E DI “RUOLO” LO STESSO STATUTO SPECIALE DELLA REGIONE SICILIANA.

CONTRO TALI MANOVRE INTENDONO OPPORSI GLI INDIPENDENTISTI DEL CENTRO STUDI “ANDREA FINOCCHIARO APRILE”>>

La condizione Coloniale non è più tollerabile.

A tal proposito si sottolinea anche che proprio lo Statuto Speciale Siciliano è l’erede legittimo della COSTITUZIONE SICILIANA APPROVATA dallo Stato Siciliano (guidato da Ruggero Settimo).

“COSTITUZIONE”, (approvata dal Parlamento Siciliano in data 10 Luglio 1848 e della quale in questi giorni ricorre il 170° anniversario) che fu la più moderna, la più progressista e la più “avanzata” dell’Italia dell’epoca e dell’Europa del XIX secolo. Ed ovviamente delle tante Costituzioni intervenute successivamente…

Ricordiamo che il Parlamento Siciliano respinse sdegnosamente ed aprioristicamente ogni proposta “unitaria” o “annessionista”. Si ipotizzavano tuttavia eventuali “CONFEDERAZIONI” fra gli stati ITALIANI a loro volta Indipendenti. Si assicurava pari dignità con gli altri Stati, ma restavano ferme la Indipendenza e la sovranità dello STATO SICILIANO.

Il Centro Studi “AFA” sottolinea, – altresì a scanso di equivoci, – che il Regno delle Due Sicilie ed il Regno di Sicilia del 1848 rimanevano ed erano riconosciuti come gli “STATI” più moderni e più civili fra gli altri Stati e staterelli Italiani pre-unitari (Regno Sabaudo compreso).

Non meritavamo pertanto di diventare colonie “interne” e di “fatto” dello Stato Sabaudo. Cosa, questa, avvenuta come ben sappiamo dal 1860 al 1946. E, successivamente, continuata in quanto colonia di fatto della Repubblica Italiana sopravvenuta dal 2 Giugno 1946, appunto.

Questa ultima precisazione vuole essere un invito a tutti i Popoli del soppresso Regno delle Due Sicilie di lottare assieme per la rinascita del glorioso SUD spezzando le catene del COLONIALISMO.

A N T U D U!

Palermu, 17 Giugnettu (Luglio) 2018

Il Coordinatore del Centro studi A.F.A.

(Giuseppe Scianò)

Il vice Presidente F.F.

(Giacomo Gibellina)

“SÌ ALLA SICILIA!

NO ALLA MAFIA!”

CENTRO STUDI “ANDREA FINOCCHIARO APRILE”

VIA BRUNETTO LATINI,26 – 90141 PALERMO (CELL. 3454549219)

 

 

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– Stringiamoci a corte

di Fiorentino Bevilacqua, da altaterradilavoro.com

 

No, non accusatemi di blasfemia per questo titolo: non voglio fare, né in questa sede né in altre, l’esegesi o l’apologia di questo verso dell’inno d’Italia.

Ma voglio richiamarlo perché mi sembra abbia una qualche attinenza con ciò che sta avvenendo in una certa parte nel Movimento, in senso lato, che, partendo dal revisionismo storico (e dal basso!), ha operato un recupero e una corretta narrazione di quelle parti della nostra storia fin qui negate, sottaciute o mal narrate.

Il Movimento è cresciuto, sia come numero di gruppi attivi (Associazioni, Movimenti etc.) che come numero di iscritti e simpatizzanti. Ma è cresciuto anche nel numero delle singole persone che, pur non facendo parte di nessun gruppo organizzato del Movimento, “sentono” e pensano in maniera rivisitata la storia d’Italia e quella del proprio territorio di appartenenza che, finalmente, viene così ad avere una sua storia di cui, tra l’altro, non ci si deve più vergognare, anzi: tutt’altro.

Da meridionali e Duosiciliani, dunque: il passo, da molti, è stato compiuto1.

 Là dove qualcosa stride, invece, è tra i Gruppi, sia di recente nascita che di costituzione più datata.

Che possa esserci chi accende la miccia, il fuoco e poi ci soffi sopra per alimentarlo è … normale. Si può decidere di combattere a viso aperto l’avversario; ma questo costa molto di più che combatterlo subdolamente, instillando nelle sue fila zizzania, odio e rancori che ne rendono più facile la sconfitta, che magari sopraggiunge per dissoluzione interna.

Che ci possa essere chi, in perfetta buona fede, crede che la sua visione delle molteplici questioni da affrontare, la priorità da dare ad esse e il modo stesso in cui affrontarle, sia l’unico degno di essere portato avanti…ci può stare anche questo.

Che possano essere stati commessi errori, ab initio o nel corso del cammino fin qui fatto, è possibile…

Ma che da questo nasca un armarsi gli uni contro gli altri, ce ne corre…

Continua su:

http://www.altaterradilavoro.com/stringiamoci-a-coorte/

 

 

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– SCIANO’: IL POPOLO DUOSICILIANO RIVENDICA IL DIRITTO ALL’AUTODETERMINAZIONE, AL PROGRESSO, ALLA LIBERTA’ E ALL’INDIPENDENZA.

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<<Al Sud ci sono ancora forze sufficienti per decuplicare in breve tempo la nostra ricchezza, ma, come spesso ripeteva Gabriele (Mazzocco), bisogna liberarsi dei parassiti e dei succhia sangue padani>>. Così scriveva Antonio Pagano sul periodico “DUE SICILIE” n° 5/2009 ed aggiungeva. << Basti solo considerare che al Sud, come si rileva dai dati della Coldiretti, si concentrano circa i due terzi delle coltivazioni biologiche nazionali con quasi la metà delle imprese agricole italiane e che il 10 per cento del territorio è coperto da parchi ed aree protette. Un patrimonio che rappresenta una opportunità formidabile per generare nuovo sviluppo e opportunità occupazionali se vien dato valore al rapporto con il territorio, in un sistema integrato che coinvolga tutti i protagonisti, dall’agricoltura all’industria, dalla finanza al commercio fino al turismo, in stretta connessione con le risorse storiche, archeologiche, culturali ed ambientali di cui il Sud è ricchissimo>>. <<Tutte opportunità che il Governo “italiano”, teso sempre a sostenere l’area tosco-padana neanche considera e ne lascia lo sfruttamento solo agli <<ascari utili idioti>> dei politici meridionali che così lucrano i 30 denari per il collaborazionismo, consentendo così alle cosche tosco-padane di farla da padroni nelle nostre Terre>>.

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I “FATTI POLITICI, SUCCESSIVI, FINO AL GIORNO D’OGGI, hanno confermato l’esattezza dell’amara analisi del Generale Antonio Pagano. Ma hanno fatto di più: hanno riportato con forza l’esigenza che i Popoli del soppresso Regno delle Due Sicilie prendano piena consapevolezza della loro condizione coloniale (imposta dal 1860 fino ai nostri giorni), nonché della pericolosità delle grandi “manovre” in corso.

“Manovre” che si concretizzano anche nella IMPOSIZIONE dell’ALIENAZIONE CULTURALE per cancellare completamente la consapevolezza di NOI STESSI e per costringerci ad identificarci… con l’oppressore (come, per casi analoghi,) aveva prognosticato FRANTZ FANON nella prima metà del secolo scorso…

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“Manovre indegne” che spesso vengono da lontano e che tendono a fare PRESCRIVERE il DIRITTO all’AUTODERMINAZIONE, nonché i diritti all’Indipendenza, alla LIBERTA’, AL PROGRESSO ed al FUTURO. Mentre noi, con forza, reclamiamo ancora una volta la volontà ed il Diritto a riabbracciare gli altri Popoli del Mondo ed a partecipare alla Unione Europea ed agli altri Consessi Internazionali a pieno titolo ed in prima persona.

A tal proposito è doveroso ricordare che nel corso di un recente e importante avvenimento culturale svoltosi a Palermo il Magistrato EDOARDO VITALE, principale ed instancabile promotore del recupero della verità storica, della cultura, nonché della dignità dei Popoli delle Due Sicilie, ha rivolto un accorato appello all’AZIONE. Un appello che va raccolto, arricchito di nuovi contributi e di più ampia partecipazione. E va riproposto con forza. Tantoppiù che la illegittimità ed i delitti commessi nel 1860 e nei decenni immediatamente successivi contro lo Stato denominato Regno delle Due Sicilie non possono essere legittimati dal lungo lasso di tempo intercorso né dalle violenze e dalle stragi con le quali furono soffocati i Diritti fondamentali dei Popoli della Sicilia e della NAPOLITANIA.

A N T U D U!

Palermu, 10 Giugnettu (Luglio) 2018

Il Coordinatore del Centro studi A.F.A.

(Giuseppe Scianò)

L’Addetto alla Comunicazione

(Giacomo Gibellina)

“SÌ ALLA SICILIA!

NO ALLA MAFIA!”

CENTRO STUDI “ANDREA FINOCCHIARO APRILE”

VIA BRUNETTO LATINI,26 – 90141 PALERMO (CELL. 3454549219)

 

 

 

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– Gli italiani hanno votato e hanno scelto! (così almeno credono…)

di Giovanni Maduli

1.6.2018

            Gli italiani hanno votato e hanno “scelto”. Ed hanno scelto anche sulla base dell’”Accordo per il cambiamento” siglato da Lega e M5S; accordo che inizialmente prevedeva, fra l’altro, l’esclusione dalla vita politica di quelle figure che appartenessero alla massoneria; clausola questa poi sparita dalla versione finale. Si leggeva infatti al punto 1, pag. 5: “Non possono entrare a far parte del governo soggetti che… appartengano alla massoneria…”. (1)

          A tal proposito invitiamo i lettori a prendere visione video di cui al link riportato in calce; video particolarmente interessante dal min. 2,00. Nel video si afferma fra l’altro che Paolo Savona è membro dell’Aspen Institute. Abbiamo voluto verificare ed abbiamo accertato che nel sito ufficiale dell’Aspen Institute Italia può leggersi che Paolo Savona ne è Vice Presidente (Vicario) (2). Certo, l’Aspen Insitute non è una loggia massonica, tuttavia delle somiglianze fra questo “istituto” e la massoneria, secondo alcuni, sembrano sussistere ed infatti, nell’articolo di seguito indicato alla postilla (3), può leggersi: “In effetti, non è la massoneria, ma le somiglia molto: mancano cappucci e compassi, ma il livello di segretezza, al di là della formale apparenza, è da veri professionisti del potere”. (3).

Giovanni Tria, che secondo quanto riportato dal sito ilpost.it (4) sarebbe stato indicato da Paolo Savona, sempre secondo quanto riportato nell’articolo citato, sembrerebbe favorevole ad un aumento dell’IVA.

VIDEO

GUERRA ALLA GERMANIA – ControRassegna Blu #12 – 31/05/2018

di byoblu, da youtube.com

https://www.youtube.com/watch?v=cA80_aTJP_o

1

http://www.iltempo.it/userUpload/contrattom5s_lega.pdf

2

http://www.aspeninstitute.it/istituto/comunita-aspen/organi-direttivi

3

http://palermo.meridionews.it/articolo/18236/si-scrive-aspen-si-legge-bilderberg/

http://dauriagiancarloevaldo.altervista.org/gruppi-di-elite.html

http://www.altrainformazione.it/wp/gli-organi-visibili-del-governo-ombra/le-nazioni-unite/i-membri-dellaspen-institute/

4

https://www.ilpost.it/2018/06/01/giovanni-tria-ministro-economia/

Gli italiani hanno votato e hanno “scelto”: Auguri!

 

 

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Pippo Scianò, Presidente del Centro Studi Camillo Finocchiaro Aprile

Giovanni Maduli, V. Presidente del Parlamento delle Due Sicilie – Parlamento del Sud (R)

 

Cittadini della Sicilia e del Napolitano, coraggiosi ed onesti !

         3

          I fatti politici, le statistiche e le analisi a carattere economico e sociale ci confermano che le parole ed i buoni propositi servono a ben poco. Dimostrano altresì che la “politica politicata” dei partiti italiani dominanti, a prescindere dalle ideologie per altro ormai morte, e dalle promesse elettoralistiche e dagli impegni, sempre inevasi ma dichiarati a gran voce (spesso anche in modo goffamente teatrale), serve solamente a perpetrare la condizione coloniale e la servile subordinazione ad interessi estranei, e spesso anche contrastanti, a quelli delle nostre popolazioni, dei nostri giovani, delle nostre famiglie, dei nostri interessi; ancora, servono per farci perdere la consapevolezza  di noi stessi, del nostro passato e delle nostre radici per fossilizzarci in quella alienazione culturale, denunziata nel secolo scorso da Frantz Fanon, messa in atto nei confronti dei popoli “sconfitti e conquistati con i metodi più spietati del colonialismo dei secoli XIX e XX”; alienazione ancora operante ai nostri giorni anche per le diverse complicità dell’ascarismo di coloro che avrebbero avuto il dovere di rappresentare nelle Istituzioni gli interessi e le esigenze dei nostri popoli: Vergogna!

          Ne sono ennesima dimostrazione le poche righe, (meno di otto!!!), con le quali la Lega e i 5Stelle “affrontavano” il problema del Sud nel loro “Programma per il cambiamento”! Nulla si diceva in quel Programma in relazione a quali misure, con quali mezzi e con quali strategie si pensava di avviare un serio programma di sviluppo del Sud e della Sicilia. Righe nelle le quali, per altro, si affermava, grottescamente, di voler risolvere la cosiddetta “questione meridionale” attraverso scelte “…orientate dalla convinzione verso uno sviluppo economico omogeneo per il Paese, pur tenendo conto delle differenti esigenze territoriali con l'obiettivo di colmare il gap tra Nord e Sud.”. E la domanda sorge spontanea: Come sarebbe stato possibile uno sviluppo omogeneo per il Paese (tutto) e contemporaneamente colmare il gap tra Nord e Sud? Delle due l’una: o si sarebbe dovuto procedere ad uno sviluppo omogeneo, quindi mantenendo costante il gap; oppure si sarebbero dovute destinare per lunghi anni maggiori risorse al Sud a scapito del Nord. Quindi in maniera certamente non omogenea! E’, questo, solo l’ultimo esempio.

          Ed è a dir poco scandaloso che non si sia ritenuto di pianificare e portare avanti una adeguata, consapevole, seria e concreta iniziativa di lotta alla mafia, alla camorra, alla ‘ndrangheta ed a tutte quelle altre grandi organizzazioni criminali, più o meno mascherate e/o occulte, ed a tutte le altre espressioni di criminalità organizzata che dal 1860 ammorbano ed appestano l’aria che respiriamo, e contro le quali hanno eroicamente lottato, immolandosi, tanti EROI SICILIANI che, come Falcone e Borsellino e tanti altri, meritano in ogni momento di essere ricordati affinchè il loro sacrificio non sia vanificato.

          Questi territori, i nostri territori, evidentemente considerati ancora “figli di un dio minore”, rimangono ancora relegati ad un marginale ruolo secondario e coloniale succubi di interessi altri, di pianificazioni altre. Territori per i quali, nonostante versino in condizioni economiche e sociali a dir poco drammatiche, non si è ritenuto nemmeno di richiamare una programmazione di interventi appena adeguata. Non si è ritenuto di avanzare una seppur minima metodologia di intervento in quello che era stato il territorio del grande e glorioso Regno delle Due Sicilie, soppresso illegittimamente nel 1860, come ben ricordiamo!

          Persino in relazione agli eventi che hanno caratterizzato le recenti vicende politiche relative alle ultime elezioni regionali e politiche, e ad ogni altro livello, si è assistito al colpevole silenzio sui drammatici problemi che assillano i nostri territori e le nostre popolazioni. E ciò nonostante il crescente ed altissimo tasso di disoccupazione e l’arretramento dei settori economici e produttivi, nonché il progressivo degrado ambientale. Tutto ciò nonostante la nostra centralità nel Mediterraneo ed il ruolo naturale di punto di incontro dei tre Continenti che qui gravitano. Condizioni, queste, che avrebbero dovuto essere valorizzate e sostenute dai partiti e dai rappresentanti politici qui eletti, tanto più che costoro, spesso, ostentano “panni” Sicilianisti e/o Meridionalisti.

La “Questione Siciliana” e la “Questione Meridionale”, che si finge di sconoscere e che sono state volutamente e proditoriamente accantonate, non possono più protrarsi a lungo! Pertanto riteniamo di rivendicare con forza il diritto ad una nostra specifica strategia per la rinascita ed il progresso della Sicilia e del territorio Napolitano, cioè della parte continentale dell’ex Stato delle Due Sicilie. Dobbiamo pertanto uscire, una volta per tutte e per sempre, dalla inaccettabile condizione coloniale nella quale siamo costretti dal 1860! In conseguenza, occorre allora ragionare su una strategia comune che cominci a “pensare” ed a pianificare uno specifico futuro politico, economico, sociale, culturale e quant’altro, libero e diverso da quei condizionamenti esterni e da quegli sfruttamenti che, ormai da ben 157 anni, impediscono un sano e corretto sviluppo della Sicilia e della parte continentale del soppresso Stato delle Due Sicilie. Condizionamenti che soprattutto “uccidono” de facto qualsiasi speranza di riscatto; qualsiasi speranza di rinascita.

E’ giunto quindi il momento di dar vita ad una mobilitazione culturale di ampio respiro, di grande partecipazione e di ampi orizzonti. Una mobilitazione ad ampia partecipazione popolare che non sia asservita ai partiti ed alle dinastie politiche oggi dominanti.

E’, questo, un gravoso impegno che assorbirà tutte le nostre energie; impegno per il quale , anche accogliendo l’appello che Edoardo Vitale, Presidente del Movimento Sud e Civiltà, ha indirizzato ai Siciliani in occasione dell’incontro avutosi a Palermo il 12 maggio 2018 – appello che facciamo nostro – chiediamo il coinvolgimento dell’opinione pubblica e, sin da ora, la collaborazione dei migliori intellettuali di sicura fede e con competenze specifiche quali, filosofi, sociologi, giuristi, economisti, pianificatori, tecnici, medici etc., degni delle ultra millenarie tradizioni di quella Magna Grecia della quale siamo orgogliosi di essere figli ed eredi.

 

 

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NOTIZIE DAL REGNO – STORIA                                        

 

– Controstoria del Risorgimento (II)

di Fernando Riccardi, da altaterradilavoro.com

Il governo italiano alla disperata ricerca della “soluzione finale”

Si voleva realizzare uno stabilimento penale in un’isola dell’Oceano Atlantico, nel Borneo o in Patagonia dove deportare gli ex soldati dell’esercito napoletano

I tentativi hanno inizio nel 1862 quando il ministro degli Esteri Durando contatta il governo portoghese per chiedere l’autorizzazione ad allestire nell’isola di Timor Est, nell’Oceano Atlantico, una colonia penale, dove rinchiudere i soldati dell’ex esercito napoletano rinchiusi nelle prigioni del nord Italia e che avevano rifiutato di passare nelle fila dell’esercito sabaudo. Ma la richiesta viene respinta e il progetto si blocca per alcuni anni. Fino a quando, nel 1867, il Presidente del Consiglio e ministro degli Esteri Menabrea contatta il governo inglese per chiedere il permesso di realizzare un penitenziario in Eritrea. Ma ancora una volta deve registrarsi il netto diniego delle autorità britanniche. L’anno seguente Menabrea torna alla carica chiedendo all’Inghilterra di cedere all’Italia un suo possedimento sulle coste del Mar Rosso per realizzare una colonia penale, richiesta che viene di nuovo respinta. Sempre nel 1868 Menabrea, che voleva a tutti i costi la “soluzione finale”, contatta il governo argentino per farsi cedere una porzione di terreno in Patagonia allo scopo di costruirvi un penitenziario capace di contenere 10/15 mila prigionieri, in gran parte soldati dell’ex esercito delle Due Sicilie. Ma una volta di più incassa un netto rifiuto. E allora ci prova, con altrettanta scarsa fortuna, contattando il bey di Tunisi. Dopo aver collezionato tutta una serie di fallimenti (tutti i governi interpellati avevano rispedito al mittente la richiesta in quanto non si voleva concedere all’Italia la possibilità di intraprendere una politica di chiaro stampo coloniale), il cocciuto Menabrea decide di cambiare strategia. E così, nel 1868, l’anno in cui in Italia, grazie all’introduzione della famigerata tassa sul macinato, la rivolta brigantesca che pareva essersi assopita conosce un’improvvisa recrudescenza, dà incarico alla Marina di trovare un posto dove allestire il penitenziario.

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http://www.altaterradilavoro.com/controstoria-del-risorgimento-di-fernando-riccardi-ii/?doing_wp_cron=1532082810.9896569252014160156250

 

 

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– Altro che briganti Fu una resistenza contro un'invasione

di Matteo Sacchi, da ilgiornale.it

Quali sono gli argomenti più forti di coloro che sostengono che il Regno delle Due Sicilie con l'ingresso nel regno di Italia ebbe – economicamente, socialmente – solo da perderci? Lo speciale di Storia in rete intitolato Savoia vs Borbone ne fa una belle cernita, attingendo alle opere di molti degli autori più noti nell'aver cercato percorsi diversi da quelli della storiografia più battuta sul Risorgimento: da Gennaro De Crescenzo a Pino Aprile passando per Gigi di Fiore.

Partiamo dall'economia. Per quanto la pubblicistica inglese, sin dalle lettere di William Ewart Gladstone del 1851, descriva il regno borbonico come un luogo arretratissimo, gli storici che rivalutano i Borbone pongono l'accento su quelli che secondo loro sono chiari segni di sviluppo del Regno. Il più noto è il primato ferroviario della Napoli-Portici, la prima strada ferrata della Penisola (lunga 7,5 chilometri) del 1839. Ma sono molte le industrie specializzate del Sud, spesso nate direttamente con patrocinio Reale, che sono state riscoperte negli ultimi anni: le Reali Officine di Mongiana (armi), una cantieristica sviluppata, il perfezionamento a livello altissimo delle tecniche di produzione delle ceramiche… Si pone anche molta attenzione ai dati statistici che – pur con l'affidabilità limitata dell'epoca – lasciano in più casi intendere come i livelli occupazionali del Sud erano più alti di quelli di alcune regioni del Nord; e anche l'apporto alimentare medio era maggiore.

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http://www.ilgiornale.it/news/spettacoli/altro-che-briganti-fu-resistenza-contro-uninvasione-1544077.html

 

 

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– L’insorgenza di Lugo di Romagna del 1796

di Renato Cirelli, da altaterradilavoro.com

La rivolta di Lugo di Romagna si situa nel quadro dell’insorgenza delle popolazioni italiane contro l’invasione francese del 1796 e contro i giacobini italiani che la sostengono. Essa assume una importanza rilevante innanzitutto perché appartiene al momento iniziale dell’insorgenza e quindi per la ferocia della repressione che ne segue e che avrebbe contraddistinto tutto il periodo della dominazione franco-giacobina in Italia.

La Bassa Romagna di cui faceva parte Lugo insieme a Bagnacavallo, Cotignola, Massalombarda, Conselice e Fusignano, oggi appartenente alla provincia di Ravenna, alla fine del secolo XVIII faceva parte della Legazione pontificia di Ferrara, come già prima del Ducato Estense. Gli Estensi avevano rispettato gli antichi statuti lughesi e sotto il governo della Santa Sede Lugo acquista una prosperità economica che ne fa un importante centro agricolo e commerciale che, alla vigilia dell’invasione francese, conta ottomila abitanti che aumentano a sedicimila con il contado, compresi quattrocento ebrei che, malgrado le restrizioni imposte dal Ghetto secondo le consuetudini e le leggi del tempo, godono degli stessi privilegi concessi ai cristiani da Papa Clemente VIII (1535-1605).

Continua su:

http://www.altaterradilavoro.com/linsorgenza-di-lugo-di-romagna-del-1796/

 

 

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– E ANCORA CAVOUR…….

da altaterradilavoro.com

Insomma, da questa relazione, non sappiamo se veritiera o (più probabilmente) scritta per essere divulgata, possiamo scoprire il vero punto nodale al quale accenna di sfuggita Cavour: l’aspetto finanziario: i dané, i danari. La guerra all’Austria andava fatta per consentire al Piemonte, con i nuovi acquisti territoriali, di poter ripagare l’enorme debito accumulato anche con le sue guerre precedenti.

In pratica i creditori dovevano finanziare ancora una volta il Piemonte per poter riprendere i vecchi ed i nuovi prestiti. Dall’altro lato Napoleone III facendosi garante della riuscita della guerra, guadagnava Nizza e la Savoia, scaricando il costo della guerra sul Piemonte: tipico caso di usura! Per Cavour non aveva importanza, un debito in più uno in meno… Il problema era che non basta voler far debiti per farli. Qualcuno aveva addirittura insinuato che la ragione dell’invio delle truppe in Crimea non fosse di alta politica estera ma solo di bassa economia interna e cioè riuscire ad avere un prestito di 50 milioni. Di certo sappiamo che Cavour e Vittorio Emanuele fecero un viaggio a Parigi ed a Londra dopo la caduta di Sebastopoli e prima dell’inizio delle trattative di pace di Parigi. Il 20 novembre 1855 i due partirono per Parigi.

Gli incontri di Cavour e Vittorio Emanuele a Parigi

La coppia di ospiti italiani ebbe accoglienze molto inferiori al previsto. Napoleone III e consorte fecero del loro meglio per dare al re di Sardegna dimostrazioni di simpatia, che valessero a cancellare le impressioni poco favorevoli dell’arrivo. Cavour e Vittorio Emanuele incontrarono personalità politiche ed istituzionali, Cavour ebbe la possibilità di avere contatti con il nunzio pontificio. Ma gli incontri più importanti Cavour li ebbe con Rothschild e con Isaac Péreire, i due massimi esponenti del mondo finanziario francese. Péreire gli parve “un homme étonnement habile” “un uomo straordinariamente abile” dotato di “plus d’esprit que tous les banquiers de Paris réunis” “più immaginazione di tutti i banchieri di Parigi”. Con i ministri Magne e Rouher e con i finanzieri interessati, che, in aggiunta al Laffitte, presidente della società ferroviaria Vittorio Emanuele, includevano i ricordati Rothschild e Péreire e altri ancora, preparò l’accordo poi sanzionato il 7 dicembre in vista della fusione della Vittorio Emanuele con altre iniziative ferroviarie francesi (R3). Ai soci francesi fu poi concesso, a carico dei successivi sette esercizi del bilancio statale piemontese, un finanziamento di 21.400.000 lire, mentre il capitale della Vittorio Emanuele veniva elevato a 100 milioni. Oltre ai 100 milioni della Vittorio Emanuele, l’economia nazionale avrebbe beneficiato di un apporto analogo da parte della società che progettava la costruzione della ferrovia del Varo alla frontiera modenese, e in tal modo 200 milioni, raccolti sui mercati finanziari stranieri, avrebbero fecondato l’economia del paese; perché, si leggeva nella relazione al progetto di legge, “non vi è altro mezzo per aumentare le entrate, non solo senza aggravare i contribuenti, anzi agevolando loro il mezzo di sopperire alle imposte, che quello di sviluppare tutte le risorse materiali del paese, di favorire la maggiore libertà del commercio, di accrescere la pubblica e privata ricchezza, attirando in ogni modo l’impiego di capitali esteri sia nelle costruzioni di strade ferrate, che nelle coltivazioni di miniere, creazione di stabilimenti, di manifatture e simili” (R3).

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http://www.altaterradilavoro.com/e-ancora-cavour/

 

 

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– Cittadinanza agli immigrati: I Borbone risolsero il “problema” con una semplice legge

di Antonio Gaito, da vesuviolive.it

Nei mesi scorsi la questione dello ius soli è stata al centro di un acceso dibattito politico che ha, alla fine, dissuaso il governo Gentiloni a perseguire il suo scopo su una tematica oltremodo delicata che è legata a doppio filo ad un’altra, anzi potremmo dire che ne è una diretta conseguenza.

La questione della cittadinanza per gli stranieri che vivono da molti anni sul suolo italiano, e che si sono perfettamente integrati nella nostra società, è solo una delle infinite sfumature del più ampio e complicato discorso sull’immigrazione.

Tale tematica è da sempre molto dibattuta. Gli attriti e le divergenze sono all’ordine del giorno a causa della sua grande complessità. In questi ultimi anni l’interesse da parte di politici di ogni ordine, grado ed appartenenza politica ha posto la questione all’attenzione di tutti. Sono i frequenti flussi migratori a destare preoccupazioni per i diplomatici italiani, i quali stanno cercando di trovare una soluzione atta a soddisfare le esigenze di tutti.

Non è questa la sede più opportuna per discutere sulla presunta efficacia e le modalità di queste misure, o per analizzare le proposte fatte in merito. Possiamo però dire che difficilmente l’essere umano è in grado di apprendere le lezioni che la storia gli sottopone, e spesso si ostina a brancolare nel buio o a percorrere strade dalle mete incerte, invece di vedere come gli uomini che ci hanno preceduto si sono regolamentati su questioni analoghe.

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http://www.vesuviolive.it/cultura-napoletana/storia/256619-cittadinanza-agli-immigrati-i-borbone-risolsero-il-problema-con-una-semplice-legge/

 

 

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– 75 anni fa lo sbarco degli americani in Sicilia. Il ruolo della mafia e le stragi del generale Patton

di Ignazio Coppola, da inuovivespri.it

Imm.

Il 10 luglio del 1943, quelli passati alla storia come “alleati”, invadevano la Sicilia. La colossale manovra militare segnò l’inizio della campagna d’Italia, il primo passo delle penetrazione degli americani nel Continente europeo. Così come la mafia, nel 1860, aveva aiutato Garibaldi, i mafiosi – siciliani e siculo-americani – nel 1943, supportarono gli americani. Anche se non mancarono le stragi operate dal paranoico generale Patton.

Esattamente 75 anni fa, il 10 luglio del 1943, avveniva una delle fasi più drammatiche e appassionanti della Seconda guerra mondiale: lo sbarco in Sicilia delle truppe alleate. L’Operazione Husky, come venne chiamata in codice, fu una colossale manovra militare che segnò l’inizio della campagna d’Italia ed è anche il primo passo della penetrazione alleata nel Continente europeo. Come porta d’ingresso si scelse l’Italia, che Churchill definiva “il ventre molle” dell’Asse.

11 giugno 1943: gli inglesi occupano Pantelleria. E’ il primo lembo d’Italia a cadere. 10 luglio 1943: comincia lo sbarco di 160.000 soldati alleati sulle coste sud-orientali della Sicilia. 39 giorni dopo, il 17 agosto 1943, il generale USA George Patton entra a Messina, ultima città a capitolare. La Sicilia è conquistata.

Un imponente operazione militare che nei suoi meandri ha dei punti oscuri che la storia, al di là delle retoriche e dei trionfalismi, ha sempre taciuto e nascosto. Come quello del ruolo di supporto logistico che, per facilitare lo sbarco, ebbe la mafia con personaggi come Lucky Luciano, Vito Genovese, Calogero ‘Calò’ Vizzini e Giuseppe Genco Russo. E poi ancora sulle stragi dimenticate e impunite compiute dai “liberatori” militari americani su civili e prigionieri italiani subito dopo lo sbarco alleato.

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http://www.inuovivespri.it/2018/07/10/75-anni-fa-lo-sbarco-degli-americani-in-sicilia-il-ruolo-della-mafia-e-le-stragi-del-generale-patton/

 

 

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– PORTELLA DELLA GINESTRA: documenti sulla strage. Parte prima (introdotti, raccolti e curati da GIUSEPPE CASARRUBEA 1999)

da siciliastoriaemito.altervista.org

Vengono qui presentati alcuni documenti sulla strage di Portella della Ginestra che ci è parso utile consegnare all’attenzione dei lettori per un triplice ordine di motivi:

  1. si tratta in parte di atti che servirono all’Ufficio Istruzione del Tribunale di Palermo per gettare le basi processuali di un decennio e per sorreggere l’atto di accusa col quale, il 4 settembre 1947, vennero denunciati, quali autori di quell’episodio efferato, Salvatore Giuliano e gli uomini della sua banda;

  2. fortissimi indizi e dati obiettivi avrebbero potuto orientare le scelte degli inquirenti anche verso altri soggetti che assieme alla banda Giuliano avevano organizzato ed eseguito quel battesimo di fuoco della prima Repubblica;

  3. è necessario recuperare, prima che sia troppo tardi, ogni documento, memoria, traccia utile a conservare, per le nuove generazioni, il significato di quella vicenda: un vero “affare” per le classi dominanti di allora e al contempo banco di prova della nascita del ‘doppio Stato’ e del terrorismo

Sono stati aggiunti alcuni documenti che riguardano la fase dibattimentale del processo di Viterbo, con le relative dichiarazioni di Gaspare Pisciotta, e alcuni altri atti che testimoniano i particolari sospetti del senatore Giuseppe Montalbano circa i comportamenti tenuti dall’ispettore Messana.

Mafie locali e forze istituzionali emergono – come il lettore potrà ben vedere – come elementi nodali. Sta, di fatto, tuttavia che esse, sul piano giudiziario, non ebbero rilievo alcuno. Questo spiega anche come molti enigmi siano stati risolti a senso unico, e non vagliando – come sarebbe stato doveroso fare – ogni indizio utile ai fini dell’approfondimento delle indagini.

Continua su:

http://siciliastoriaemito.altervista.org/portella-della-ginestra-documenti-sulla-strage-introdotti-raccolti-e-curati-da-giuseppe-casarrubea-1999/

 

 

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– 1862 uso della forza per reprimere il CONTRABBANDO in Terra d’Otranto; ma i primi contrabbandieri erano camorristi che Garibaldi arruolò come prefetti.

da ricerche di Giovanni Greco, da belsalento.altervista.org

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Circolare del 13 gennaio 1862 relativa alla necessità di reprimere il CONTRABBANDO in Terra d’Otranto e prevenire abusi e disordini, servendosi di Carabinieri Reali e Agenti di Pubblica Sicurezza.

 Ma all’interno del nascente Stato Unitario all’inizio fu il salentino Liborio Romano che si rivolse ai camorristi (e contrabbandieri) per costituire la Guardia Cittadina; ed anche il capintesta Salvatore De Crescenzo e il capintrito Pasquale Merolle, che Garibaldi arruolò nel 1861 come prefetti, erano camorristi (e contrabbandieri); e ancora con i guappi (e contrabbandieri) Nicola Jossa e Nicola Capuano, dopo aver ricoperto incarichi nella Guardia Cittadina nel 1862 saranno convocati dal questore Aveta e promossi delegati di Pubblica Sicurezza.

In questo documento si evince la necessità del Prefetto Elia di usare la forza per reprimere il contrabbando e adempiere così facendo agli ordini impartiti dal nascente regno d’Italia e dalla monarchia sabauda. La presente è la Circolare N.5 (originale del governo savoiardo, stampa datata Lecce – 13 gennaio 1862, firmata dal Prefetto Elia e indirizzata a Prefetti, Sindaci e Carabinieri Reali), contenente l’avviso della necessità di reprimere il CONTRABBANDO di sale e tabacco in Terra d’Otranto e prevenire abusi e disordini che esso potrebbe provocare, servendosi di Carabinieri Reali e Agenti di Pubblica Sicurezza.

Carabinieri e agenti di pubblica sicurezza venivano ricompensati con la riscossione di due terzi delle somme di ogni contravvenzione, che venivano devoluti in premio a coloro che scoprivano un contrabbando. Ci si chiede quanti contadini meridionali siano stati accusati falsamente di contrabbando.

Continua su:

http://belsalento.altervista.org/1862-uso-della-forza-per-reprimere-il-contrabbando-in-terra-dotranto-ma-i-primi-contrabbandieri-erano-camorristi-che-garibaldi-arruolo-come-prefetti/

 

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PER NON DIMENTICARE…

(immagine tratta da madreluna.altervista.com)

 

– Luglio 1861: Tumulti a Messina

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(immagine da Regione Siciliana)

          Tumulti a luglio sono scatenati a Messina dagli operai per le basse paghe. La città riverrà privata del porto franco. Il giornale anticlericale di Palermo “L’Arlecchino Oppositore” il 29 novembre 1861 accusò il clero di borbonismo elencando ben sedici ecclesiastici, arrestati la notte precedente con l’accusa  di cospirazione contro il governo. Essi erano: padre Matteo Adragna di S. Francesco d’Assisi, scoperto con “carte sorprese”; con la stessa imputazione furono arrestati anche il canonico Pollara, il canonico Agostino da Trapani, maestro di cerimonie mons. Ciccoli, padre Banaventura di Sambuca, frà Ferdinando Favaloro accusato di essere spia, padre Pasquale e padre Lorenzo del convento del SS. Salvatore, padre Costantino di San Giovanni, padre Celestino Arcangelo Raffaele, padre Raffaele e padre Pietro si S. Michele, infine padre Pipitone.

– Tommaso Romano, Sicilia 1860 – 1870, una storia da riscrivere, ISSPE Edizioni, pag. 62

 

 

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– La strage di Palermo: 8 luglio 1960

 

L’otto luglio 1960, nel corso di una normale manifestazione organizzata dalla CGIL a Palermo (come pure a Genova e Reggio Emilia), a seguito della brutale carica della polizia che spara sulla folla inerme si avranno quattro morti, trentasei feriti, settantuno arrestati e trecentosettanta fermati.

I caduti furono:

– Andrea Cangitano di anni 14;

– Giuseppe Malleo di anni 16;

– Francesco Vella di anni 42;

– Rosa La Berbera di anni 53.

Quest’ultima raggiunta da uno dei tanti colpi sparati all’impazzata dalla polizia mentre si apprestava a chiudere la finestra di casa.

Fonte

http://www.inuovivespri.it/2016/07/08/anniversario-da-ricordare-56-anni-fa-a-palermo-la-strage-del-governo-tambroni/#_

 

 

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– Palermo, 19 luglio 1992

 

Cadeva sotto i colpi dell’affarismo, degli interessi e dei grandi connubi malavitosi il Giudice Paolo Borsellino.

(foto tratta da wikipedia.org)

"Mi uccideranno,

ma non sarà una vendetta della mafia.

Forse saranno mafiosi quelli che

materialmente mi uccideranno,

ma quelli che materialmente

avranno voluto la mia morte

saranno altri".

(Paolo Borsellino)

 

A lui il nostro imperituro rispetto.

Ai familiari il nostro più sentito cordoglio.

 

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– 21 luglio 1861, la strage di Nola

Dalle memorie del bersagliere Carlo Margolfo.

Una colonna mobile guidata dal generale Pinelli, dopo un rastrellamento, fa fucilare duecento persone.

 

 

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– Palermo, 29 luglio 1983 – Cadeva il Giudice Rocco Chinnici

“Prima di occuparci della mafia del periodo che va dall’unificazione del Regno d’Italia alla prima guerra mondiale e all’avvento del fascismo, dobbiamo brevemente, ma necessariamente premettere che essa come associazione e con tale denominazione, prima dell’unificazione, non era mai esistita, in Sicilia.”

 http://www.associazionemagistrati.it//gallery/In-memoria-di/Rocco-Chinnici.jpg

A lui il nostro ricordo e la nostra stima.

 

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– 30 luglio 1861 – La strage di Auletta

auletta(foto da MeridioNews-Palermo)

Il massacro di Auletta, avvenuto il 30 luglio 1861, fu una strage compiuta dall'Esercito italiano da un contingente di bersaglieri affiancati da una squadra della Legione ungherese, ai danni della popolazione civile del piccolo centro del salernitano.
Espugnato il piccolo centro, al mattino del 30 luglio e messi in fuga i guerriglieri, i militari si accanirono sulla popolazione civile, uccidendo, saccheggiando e bruciando.
Tra le 45 vittime accertate vi fu il parroco Giuseppe Pucciarelli, mentre altri quattro religiosi furono pestati a sangue in piazza e costretti ad inginocchiarsi davanti al tricolore sabaudo. Uno di loro, settuagenario, cercò di rialzarsi, ma venne ucciso da un sergente a colpi di calcio di fucile alla testa. Secondo altre fonti i morti «sembra fossero 130». I luoghi di culto furono saccheggiati e duecento cittadini vennero arrestati e tradotti nel carcere di Salerno con l'accusa di rivolta e di cospirazione.

Fonte wikipedia

 

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SCHEGGE DI STORIA                                                        

 

SCHEGGE DI STORIA 7/2018

 

          Gli ufficiali italiani erano impegnati in periodiche cacce all’uomo. Spesso spietate. Si distinguevano per la ferocia i bersaglieri, ma anche la Legione ungherese, con lancieri e ussari. “Quanto più feroci erano i briganti, tanto più violentemente reagiva la truppa, che puniva senza pietà” ricordò Basilide Del Zio. Nei primi due anni, Crocco rimase ferito quattro volte. Alla fine del 1862, mentre era con gli uomini di Giuseppe caruso, il capo brigante fu attaccato da una compagnia del 36° fanteria rinforzata da cento uomini della guardia nazionale. L’astuzia sostituiva le nozioni militari, L’esperienza e la conoscenza del terreno diventavano vantaggi. Attirarono i soldati in un’area fangosa, dove con stivali e equipaggiamento pesante non si poteva proseguire. Così la truppa si trovò immersa in una specie di pantano, senza potere correre, né muoversi. Bloccati. I briganti piombarono loro addosso, urlando e bestemmiando. I soldati, terrorizzati, non riuscendo a capire da dove sbucassero quelle furie, si divisero e si sbandarono. Furono circondati e massacrati. Un tenente, rimasto vivo, fu legato a un albero e fucilato. Il capitano Giuseppe Rota, ex garibaldino, ferito a un braccio da un colpo di fucile, riuscì a trovare la forza di spararsi un colpo alla tempia con la rivoltella, uccidendosi. I cadaveri furono spogliati e depredati di tutto quello che avevano addosso.

Gigi Di Fiore, Briganti, Utet Edizioni, pag. 109, 110.  

 

          Il cattolico Piemonte assiste costernato al montare della persecuzione anticattolica. Cavour va dicendo che la legge contro i conventi gode del pieno sostegno dell’opinione pubblica, ma in Senato il cattolico maresciallo Vittorio Della Torre lo smentisce platealmente:

          “Quando passate davanti a una chiesa stracolma di gente, cercate di entrarvi e chiedete che cosa si sta facendo; tutti quelli che interrogherete vi risponderanno che si sta pregando per il progetto di legge. Questo succede a Torino, ed è ancora più vistoso nelle province e soprattutto a Genova e in Savoia, ovunque l’opinione pubblica è contraria alla legge che discutiamo”.

          Cavour può affermare che il provvedimento anticattolico del governo è pienamente condiviso dall’opinione pubblica perché ritiene che l’opinione dei cattolici non vada nemmeno presa in considerazione. Per sincerarsene basta leggere cosa rispondere a Della Torre: “L’onorevole maresciallo ha detto che gran parte della popolazione era avversa a questa legge. Io in verità non mi sarei aspettato di vedere invocata dall’onorevole maresciallo l’opinione di persone, di masse, che non sono e non possono essere legalmente rappresentate”.

          Quando Cavour sostiene che l’opinione pubblica è tutta col governo, Cavour ha ragione: l’1% della popolazione, di fede liberale, appoggia con convinzione i provvedimenti anticattolici.  L’opinione del 99% della popolazione, di fede cattolica, non conta. Le masse devono limitarsi a obbedire alle decisioni dei “governi illuminati”. Quando parla di “opinione pubblica” Cavour si riferisce, per definizione, alla sola opinione die liberali.       

Angela Pellicciari, La gnosi al potre, Fede&Cultura Edizioni, pag. 45.

 

 

          Mentre a Marsala i Garibaldini erano stati accolti come “cani in chiesa” (parole testuali del Bandi), a Salemi i fratelli Sant’Anna possono offrire loro qualche festeggiamento e non pochi applausi. E a Salemi lo stesso Garibaldi ha potuto realizzare il desiderio (sempre su probabile indicazione di Londra) di autoproclamarsi Dittatore, dandosi un ruolo istituzionale.

          Ma perché proprio a Salemi e non in un’altra città? Cerchiamo di capirne di più.

          Ci aiuta in ciò lo scrittore e studioso Salvatore Riggio Scaduto, nativo di Salemi, quando scrive che la scelta della sua cittadina, come vera e propria base dell’impresa garibaldina, non è stata affatto casuale. Ci spiega, infatti, che a Salemi, più che altrove in Sicilia, era molto fiorente la massoneria. Anche troppo.

          Esisteva già, nel 1860, una “loggia” di ben 75 adepti. Tutte persone molto importanti. Al riguardo il Riggio Scaduto richiama quanto aveva avuto modo di dire, sull’apporto massonico, Titta Lo Jacono, noto studioso che ha pubblicato diversi testi specialistici, tutti interessanti e documentati, sulla presenza Ebraica in Sicilia. Altro aspetto, questo, poco conosciuto della storia siciliana, ma ininfluente per i fatti che narriamo.

          Titta Lo Jiacono così scrive, parlando della massoneria salemitana:

          “Non a caso, alla vigilia della spedizione dei Mille, a Salemi opera attivamente una loggia massonica forte di 75 fratelli, numero veramente notevole se rapportato al piccolo paese agricolo, di cui diventò il vero centro motore. Garibaldi, messia laico, incarnava appunto l’ideale cui aspiravano con trepida speranza sia gli antichi marrani, che i moderni massoni. Questa loggia riunita ritualmente trascorse in uno stato di esaltante eccitazione i tre giorni che precedettero l’ingresso di Garibaldi a Salemi”.

Il Riggio Scaduto ci aveva fatto notare altresì, che:

“…nessun marsalese seguì i Garibaldini, i quali da bravi invasori la prima cosa che fecero fu quella di mettere le mani sulle casse della tesoreria comunale, trovandovi, però, pochi spiccioli, così come ebbe a scrivere Ippolito Nievo, perché i previggenti marsalesi avevano proceduto a mettere in salvo il tesoro comunale”.

          Come inizio, insomma, non c’è male…

Giuseppe Scianò, …e nel mese di maggio 1860 la Sicilia diventò “Colonia”!, Pitti Edizioni, pag. 79, 80.

 

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Per prendere visione delle altre “Schegge di Storia”, si veda la sezione omonima del menù verticale, in alto, alla sinistra del video.

 

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EVENTI

 

– Fenestrelle, 1 luglio 2018

 

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– Venerdì 20 luglio 2018, Torre del Greco, ore 20,30

‘E SURDATE D’O LUCIANO D’O RRE!

Serata identitaria con musiche a tema e buffet

Lido La Conchiglia, via Litoranea, Torre del Greco

 

 

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– Sabato 21 luglio 2018, Salice Salentino (Le), ore 19,00

Incontro sul tema:

“Conoscenza del passato è coscienza del futuro”

L’uomo, il lavoro l’economia

Relatori:

– Monica Lippolis, autrice de “L’altra Storia”

– Canio Trione, Economista “Compra Sud”

– Michele Ladisa, Segretario del Movimento Duosiciliano

Via Vittorio Emanuele II, Galleria La Colonna

 

 

 

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NOTIZIE DAL REGNO – ATTUALITA’                                   

 

– CETA vs JEFTA. Perde sempre il Sud.

di Massimo Mastruzzo, da unionemediterranea.info

Dopo la netta presa di posizione del nuovo governo contro la ratifica del Ceta (trattato di libero scambio Ue-Canada) arriva il contemporaneo via libera alla firma del Jefta (accordo di libero scambio Ue-Giappone), il cui negoziato è stato chiuso con una grande cerimonia a Tokyo il 17 luglio.

Per il sud e le sue eccellenze enogastronomiche cambierà qualcosa?

Facciamo un passo indietro, vediamo cosa prevedeva il Ceta.

Ecco lo scempio che la follia razzista della Lega, erano ministri Zaia e poi Galan quando questa porcheria fu impostata, aveva partorito:

I vini tutelati?

Quattordici e tutti del Centro e del Nord Italia. Nell’elenco spiccano le cinque etichette del Piemonte, seguite da quattro della Toscana e tre del Veneto. Presenti anche Lombardia e Abruzzo. Nulla per Sicilia, Puglia, Campania. Addirittura tra i marchi tutelati c’è il generico Igt «vino di Toscana».

Gli oli d’oliva a marchio protetto?

Nonostante dopo gli iberici l’Italia sia il secondo produttore del pianeta, e in Italia il Veneto la quindicesima regione italiana per produzione (un ventottesimo rispetto alla Campania, un 143° della Puglia), sono veneti tutti i quattro marchi dop per l’olio d’oliva inseriti dall’Italia nel Ceta. Tre indicati direttamente da Zaia e il quarto (il dop Garda) aggiunto successivamente.

Questa impostazione iniziale di Zaia rimase immutata nonostante dopo di lui si siano succeduti in quel dicastero ben cinque ministri, anche del Sud.

Continua su:

https://www.unionemediterranea.info/notizie/ceta-vs-jefta-perde-sempre-il-sud/

 

 

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– E se il SUD staccasse la spina ?

Le regioni del SUD hanno un surplus di Energia Elettrica impressionante che viene usata per alimentare le industrie ed illuminare le città del Nord

di Paolo Spadafora, da medium.com

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Al Sud,infatti, si produce molta più energia di quella che viene consumata. Il trend è in continua ascesa con incrementi considerevoli negli ultimi anni. L’energia prodotta al SUD è prevalentemente energia VERDE.

Dall’ultimo Rapporto delle Attività del Gestore dei Servizi Energetici (GSE), risulta che l’Italia è il terzo Paese in Europa per consumi energetici alimentati da fonti rinnovabili e rappresenta circa l’11% di tutta l’energia da fonte rinnovabile consumata nell’Unione Europea. Il trend è in ascesa verticale e l’Italia potrebbe raggiungere l’indipendenza dai combustibili fossili in anticipo rispetto alle più rosee previsioni.

Solo nel 2016 (Dati ufficiali Terna sui bilanci regionali vedi tabella), il Surplus delle regioni del SUD è stato di 17.994 GWh.

Si tratta di energia elettrica prodotta al SUD ed esportata verso le regioni del Nord. A prezzi ingrosso di circa 42,299 € Mwh (dati PUN medio nazionale ufficiale GSE), dal SUD è stata esportata energia per un controvalore di 761 milioni di euro . (Si consideri che il 2016 ha rappresentato un anno particolare con prezzi all’ingrosso molto bassi e che i prezzi del 2018 invece si aggirano intorno a 55 € Mwh pe un equivalente quindi di quasi un miliardo).

Continua su:

https://medium.com/@paolospadafora/e-se-il-sud-staccasse-la-spina-a3abeed0d0a6

 

 

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– A Sergio Costa: ispezioni sismiche ENI con dinamite in Sicilia, cosa facciamo?

da dorsogna.blogspot.com

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Diverse sono le concessioni in giro per l’Italia in uno stato di limbo, nel senso che sono state proposte sotto la precendente amministrazione del duetto Gianluca Galletti e Dario Franceschini, rispettivamente ministri dell’ambiente e dei beni culturali fino al 2018 e di cui non conosciamo il fato.

Che ne sara’ di queste concessioni?

Cosa fara’ il neo ministro Sergio Costa?

Io le boccerei tutte, per il semplice motivo che non sono i buchi che porteranno a migliorare ne' l’economia ne' la salute degli italiani, e che non c’e’ stato buco in Italia, o nel mondo se e' per questo, che nella complessivita’ delle cose sia stato buono per le comunita’ locali.

Certo, qualcuno si sara’ arricchito (=petrolieri e affini), ma il prezzo da pagare e’ sempre stato inquinamento, deserto di qualsiasi altra opportunita’ economica, emigrazione, sismicita’ indotta, poverta’ diffusa.

E allora eccone una di concessioni su cui Sergio Costa e Alberto Bonisoli, ministri di ambiente e cultura rispettivamente,  dovranno pronuniciarsi: la concessione dell’ENI Med di Friddani e Passo di Piazza nelle province di Caltanissetta, Catania, Enna e Ragusa, in Sicilia.

Eh si, perche' l'ENI non felice di avere distrutto Gela, passa al resto della regione.

Si tratta dell’esecuzione di ispezioni sismiche in due siti adiacenti, appunto Friddani e Passo di Piazza, in un un area complessiva di circa 1400kmq che si estende dal cuore della Sicilia, fino al mare.

Continua su:

https://dorsogna.blogspot.com/2018/07/a-sergio-costa-ispezioni-sismiche-eni.html

 

 

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– Qualità della vita 2017 (Classifica vivibilità)

Tabella da ilsole24ore.com

Vedi su:

http://www.ilsole24ore.com/speciali/qvita_2017_dati/home.shtml?refresh_ce=1

 

 

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– La fuga dalle Università del Sud è una buona notizia

da video.corriere.it

Università di Bari

(foto da wikipedia)

VIDEO

https://video.corriere.it/fuga-universita-sud-buona-notizia/6c10ff28-7f79-11e8-8b30-21507ef7c055

 

 

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ARCHITETTURE DEL REGNO                                               

 

– La Biblioteca Regionale della Regione Siciliana

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La Biblioteca centrale della Regione Siciliana è la più recente denominazione di un Istituto sorto il 15 novembre 1782. Infatti, nel complesso monumentale costituito dal Collegio Massimo dei Gesuiti e dall’attigua chiesa barocca di S. Maria della Grotta, veniva inaugurata la Reale Biblioteca, per ordine di Ferdinando I. Il merito della sua costituzione va al principe di Torremuzza, Gabriele Lancillotto Castelli, che chiamò il celebre architetto Venanzio Marvuglia per adattare la grande sala sul lato sud dell’edificio, odierna Sala di lettura generale.

A dirigere la nuova Biblioteca reale fu chiamato il teatino p. Giuseppe Sterzinger, mentre il primo fondo librario fu costituito coi resti della Biblioteca della Compagnia di Gesù, che ne era stata espulsa il 20 novembre 1767.

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Unificata l’Italia, essa prese il nome di Biblioteca nazionale e si arricchì progressivamente, oltre che del patrimonio librario delle disciolte corporazioni religiose e di alcune raccolte bibliografiche di cittadini illustri, anche degli esemplari depositati per legge.

Durante la II Guerra mondiale la Biblioteca fu pesantemente bombardata, e temporaneamente trasferita al palazzo Mazzarino in via Maqueda.

Conclusi i lavori di restauro del Collegio Massimo, nel 1948 la Biblioteca ritornò nella sua sede originaria, ed in quella occasione fu scoperta una lapide commemorativa. I lavori di adattamento continuarono anche dopo quella data, con la costruzione di una “Torre libraria”, alta ben 26 metri, nell’antica chiesa sconsacrata di S. Maria della Grotta, la costruzione della Sala di consultazione recentemente restituita a Sala di lettura, il rifacimento della Sala di lettura generale ideata dal Marvuglia, bombardata durante la guerra, ricostruita, ma privata della bellissima scaffalatura lignea che la adornava, distrutta dai bombardamenti. Fu anche costruito un nuovo scalone centrale, utilizzato oggi per accedere alle sale dall'ingresso della Biblioteca.

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Nel 1977, a seguito del trasferimento delle competenze in materia di beni culturali dallo Stato alla Regione siciliana, con la legge regionale 80/77, la Biblioteca ha assunto la denominazione di Biblioteca centrale della Regione siciliana, configurandosi come il massimo Istituto bibliotecario siciliano, cui sono assegnati compiti di rilevanza regionale.

Vi sono custoditi manoscritti, opere a stampa del XV e XVI secolo. La raccolta di periodici dell'emeroteca è una delle più importanti del meridione. È polo S.B.N. (servizio bibliotecario nazionale) per la Sicilia.

Fonti:

http://www.palermoweb.com/cittadelsole/monumenti/biblioteca_regionale.htm

https://it.wikipedia.org/wiki/Biblioteca_centrale_della_Regione_Siciliana

http://www.palermoweb.com/cittadelsole/monumenti/biblioteca_regionale.htm

Per prendere visione delle altre “Architetture del Regno”, si veda la sezione “Architetture del Regno”, in alto, sulla sinistra del video.

 

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LUOGHI DEL REGNO                                                         

 

– Calabria – Nicastro: Il Castello Normanno Svevo (ruderi)

di Saverio Stranges, da youtube.com

(foto da lameziaoggi.it)

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=QcmMwSHIAv8

 

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VISITA IL NOSTRO CANALE YOUTUBE:

https://www.youtube.com/results?search_query=regnodelledue+sicilieeu

Per prendere visione degli altri “Luoghi del Regno”, si veda la sezione “Architetture del Regno”, in alto, sulla sinistra del video, pag 2.

 

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CULTURE DEL REGNO                                                         

 

– Si nui simu briganti, vui cu siti?

di Francesca Prestia, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=trxun4NaWYs

Per prendere visione delle altre “Culture del Regno”, si veda la sezione “Architetture del Regno”, in alto, sulla sinistra del video, pag 3.

 

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TESTI CONSIGLIATI                                                            

 

– La Divina Tragedia

di Fabiuccio Maggiore

Dopo “L’uomo e il denaro”, Fabiuccio Maggiore con questo nuovo lavoro ci guida lungo un percorso fra i meandri infernali dell’alta finanza occulta facendoci comprendere, ancorchè in chiave apparentemente satirica e certamente ironica, gli oscuri meccanismi che stanno distruggendo le nostre economie e le nostre vite.

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divina-tragedia-fileminimizerDall’Introduzione:

Un po’ prima del mezzo del cammin di nostra vita, mi ritrovai per una selva oscura chè la diritta via era smarrita. Passando per lavanderie lussemburghesi dove il denaro veniva ripulito e ritrovandomi tra uomini più simili a delle bestie che mangiavano panini olandesi in salsa irlandese in quel dei paradisi fiscali, capii quanto profonda e oscura fosse la vasca contenente quei dannati valori elettronici che uomini sprovveduti ed ignari del pericolo solevano chiamare moneta. Ed ecco allora la follia umana, l’avarizia e l’ingordigia prendere il sopravvento giovando della pigrizia e della ignavia popolare di omuncoli distratti dalla carne dal ludico piacere dell’eterno fanciullo. Uomini che le bestie solevano chiamare “i dormienti”. Un inferno dantesco reale, all’interno del quale risiedono diavoli banchieri capaci di prestare ciò che non hanno, botteghini finanziari dalle scommesse truccate, mercati di debito aperti da strutture in ombra, paradisi fiscali nel bel mezzo di inferni terrestri, traffici illeciti e zone franche dove potere riciclare il denaro grazie all’uso – abuso delle nuove autostrade non asfaltate che hanno permesso il controllo planetario attraverso uno schermo, rendendo tragicamente reale il dispotico mondo orwelliano. Ogni dannato giorno, azioni lontane ai nostri occhi generano reazioni ed effetti a noi vicine capaci di intaccare la nostra stabilità ed armonia. Per queste ragioni, questo viaggio all’interno della Divina Tragedia deve servire a sensibilizzare colui che dorme nel reagire intellettualmente e attivamente per fermare quegli uomini resi bestia che han venduto l’anima al diavolo. Attraverso la nostra intellighenzia abbiamo ideato dei mezzi per agevolarci la vita, mezzi che hanno finito per distruggercela, e il denaro, il tragico potere divino ne è il principale esempio. Dopo il primo libro L’Uomo e il Denaro: Alla ricerca della Verità, in questo secondo lavoro La Divina Tragedia, ci addentreremo dentro il mondo della finanza occulta, alimentata dall’uso del digitale e dagli escamotage che la moderna tecnologia ha concesso alle bestie dei nostri giorni. Ogni descrizione “dantesca” legata ad una fantasia ironizzata per alleggerire la narrazione è affidata alle capacità di lettura e interpretazione del lettore al quale auguro un buon viaggio.

Gli occhi aperti non potranno più richiudersi.

Per acquistare il libro ci si può rivolgere direttamente all’Autore via Facebook.

 

 

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– …e nel mese di maggio 1860 la Siclia diventò "Colonia"

di Pippo (Giuseppe) Scianò

Pitti Edizioni, pag. 415

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Così si esprime Pippo (Giuseppe) Scianò a pagina 376 della sua ciclopica opera presentata oggi (7.4.’18) a Palermo intitolata “…e nel mese di maggio 1860 la Sicilia diventò <<Colonia>> – ciclopica non tanto per il numero delle pagine, che comunque sono ben 415, quanto per contenuti densi di documenti, testimonianze e circostanze, spesso inedite, e relativi “solamente” al periodo maggio/ottobre 1860 – riferendosi alle opere di Gustavo Rinaldi, storico e studioso, ed in particolare a quella intitolata “Il Regno delle Due Sicilie. Tutta la verità”:

          “A questo punto del nostro lavoro, sentiamo quindi il dovere di esprimere la nostra sincera gratitudine per l’opera meritoria che – non senza sacrifici – sta portando avanti  con successo e che contribuisce  in modo determinante a riaffermare il diritto dei Popoli dell’ex Regno delle Due Sicilie alla rispettiva memoria storica, all’identità nazionale, che dal 1860 sono state calpestate, prima dall’occupazione militare di stampo imperialista voluta dalla gran Bretagna e successivamente dai partiti unitari dominanti e dagli ascari locali e dai regimi e dalle istituzioni da questi dipendenti.

          Tutto e tutti al servizio dell’imperialismo interno delle regioni del nord e del loro Stato. E il diritto alla propria memoria storica – tanto per parlare di uno solo dei diritti negati – è, per ogni Popolo, la condizione essenziale per acquisire la consapevolezza di sé.

          Anche per uscire da quella alienazione culturale in forza della quale i popoli oppressi si identificano con i loro oppressori. E tanto più avviene questa identificazione quanto più gli oppressori sono stati spietati, assassini, feroci e canaglie.

          Come è accaduto, appunto dal 1860 in poi in Sicilia, in Calabria, in Basilicata, in Puglia, in Abruzzo, nel Molise, in Campania ed, in una parola, in tutto quanto il territorio del soppresso Regno delle Due Sicilie.

Qui il VIDEO della presentazione

https://www.youtube.com/watch?v=Mq-kCl_xgMs&feature=youtu.be

 

 

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– Quaderni Borbonici – 1

di Alessandro Fumia e Franz Riccobono

EDAS sas Edizioni

Dedicato a Carlo III di Borbone ed ai suoi interventi su Messina

 

 

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– Rinascita di una Nazione

di Giovanni Maduli

Presentazione di Vincenzo Gulì

Introduzione di Ignazio Coppola

Pitti Edizioni

 

 

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NOVITA' EDITORIALI                                                          

 

– 1860 -La verità dimezzata – Cronistoria della spedizione dei mille e sue conseguenze

di Vincenzo Giannone

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– Verità e menzogne sul brigantaggio

La sconosciuta replica della Corte Borbonica alla relazione Massari (1863)

di Gaetano Marabello

libro-fileminimizerPagine 246, E 20,00

 

 

 

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– Pagine di storia militare del Reno delle Due Sicilie

di Francesco Maurizio Di Giovine

Controcorrente Edizioni

 

 

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– L’Industria del Regno di Napoli, 1859 – 1860

di Angelo Mangone

(riedizione)

Grimaldi & C Editori, con il contributo della Fondazione “Il Giglio”

(Lettera Napoletana) Alla vigilia dell’unificazione il Regno delle Due Sicilie contava, solo nella parte continentale, esclusa la Sicilia, su quasi 5mila industrie. Il settore industriale occupava 195mila addetti (considerando solo le imprese con almeno 5 dipendenti ed escluse le imprese artigiane), circa il 6% della popolazione attiva.

La quota di addetti all’industria sul totale della popolazione (poco più di 7 milioni nella parte continentale del Regno) era vicina a quella del Piemonte (7,5-8%) e del Lombardo-Veneto, appartenente all’Impero Austro-Ungarico, e percentuali di quest’ordine di grandezza facevano registrare molti Paesi in via di sviluppo industriale dell’epoca.

Nel 1860 l’industria delle regioni continentali del Regno delle Due Sicilie impiegava il 27% del totale degli addetti di tutti gli Stati italiani.

Questa fotografia dello sviluppo industriale delle Due Sicilie è contenuta nel saggio di Angelo Mangone, “L’industria del Regno di Napoli 1859-1860”, uno studio fondamentale per la ricostruzione della storia meridionale, uscito nel 1976 ma esaurito da anni, che viene ora ripubblicato, con un’introduzione di Gennaro De Crescenzo, da Grimaldi Editori & C. con il contributo della Fondazione Il Giglio.

Continua su:

http://www.editorialeilgiglio.it/sud-cosi-erano-le-industrie-del-regno-un-libro-verita/

 

 

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NOTIZIE DAL MONDO – ECONOMIA, POLITICA              

 

– IL VERO VOLTO DELL’UNIONE EUROPEA

di Giacomo Canal, da oltrelalinea.news

Che cos’è l’Unione Europea e cosa rappresenta? Come inquadrarla antropologicamente e storicamente? Domande all’apparenza banali, quasi superflue, che invece non lo sono affatto per noi che questi tempi li stiamo vivendo e ne siamo il frutto.

Partiamo dunque da quello che non è: Unione Europea non significa Europa. Mentre la prima è nata nella forma odierna nel ’92, il continente europeo è lì da milioni di anni e sarà ancora al suo posto quando l’Unione diverrà soltanto un paragrafo nel libro della storia. L’Unione, che si presenta come un’organizzazione sovranazionale pensata e creata da uomini, non va quindi confusa con il continente da cui ha preso il nome. Quello appena esposto sembra essere un concetto abbastanza semplice, comprensibile per chiunque, tuttavia spesso così non è – e difatti tutti noi conosciamo qualcuno che si ostina a non afferrarlo.

Tornando a noi, possiamo affermare che UE non è Europa più di quanto non lo è stata la stessa unificata sotto l’impero romano o, in tempi più recenti, sotto quello napoleonico. Ed ecco che, indirettamente, giungiamo ad una prima risposta alle nostre domande: l’Unione Europea è un impero, un impero la cui forma è – quasi – inedita rispetto ad ogni altro venuto prima. Quello che avete appena letto potrebbe sembrare, di primo acchito, una follia: lasciate quindi che vi spieghi che non lo è affatto.

Continua su:

http://www.oltrelalinea.news/2018/07/12/il-vero-volto-dellunione-europea/

 

 

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– “PIANO B DELL’ITALIA”, PERCHÉ PAOLO SAVONA HA RAGIONE: IL CASO DEUTSCHE BANK

di Davide Pellegrino, da oltrelalinea.news

Quando c’erano da salvare i sistemi bancari di Cipro, Italia, Spagna e Grecia, la Germania si oppose sostenendo che la copertura di 8 miliardi di euro rischiava di esaurire il Meccanismo Europeo di Stabilità. Finì che i suddetti Paesi dovettero risolvere tale crisi pagando di tasca propria. I conseguenti effetti nefasti, presentatisi nel lungo periodo, li abbiamo conosciuti tutti. Il 28 giugno 2018, al Consiglio Europeo, invece, ne ha chiesto l’utilizzo in accordo con la Francia. Il perché è presto detto; Deutsche Bank ha un debito 5000 volte superiore quello di MPS. 15 volte il PIL del Paese. Insostenibile. A causa di ciò, la Federal Reserve le applicherà nuovamente il downgrade in tempi brevi. Insieme alla pesante inflessione dei suoi titoli finanziari, ciò comporterà il suo bailout governativo, quasi sicuramente.

Per far fronte a esso a Berlino non basterà la copertura di tale strumento, sarà costretta a due opzioni. Una è l’uscita dall’UE. Poiché ne è organo vitale e, insieme a tale istituto, di stabilità finanziaria per via dell’elevata esposizione ai derivati, l’effetto domino sarà la disgregazione dell’eurozona e la conseguente perdita della sua egemonia geopolitica acquisita con le ripetute violazioni di Maastricht in questi 26 anni. L’altra la speranza che si concretizzi la creazione di un Fondo Monetario Europeo sulla scia dell’FMI. Sempre con l’appoggio di Parigi. Dato che con lei raggiungerebbe il 49% del capitale UE, le basterebbe “comprare” il voto di un singolo Paese a lei dipendente (Belgio, Lussemburgo) e manterrà inalterato il suo potere nell’organizzazione. In un simile circolo vizioso, la conseguenza sarebbe che la sovranità dei cosiddetti “Paesi deboli” (come il nostro) sarebbe sotto il loro controllo. Letteralmente un’espropriazione di democrazia con il ricatto finanziario. Paolo Savona, quindi, non ha detto nulla di eversivo concernente il “piano B” dell’Italia dettato sia da contingenze esterne che “necessità”. Ha semplicemente descritto la realtà. Limpida e cristallina.

Fonte:

http://www.oltrelalinea.news/2018/07/11/piano-b-dellitalia-perche-paolo-savona-ha-ragione-il-caso-deutsche-bank/

 

 

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– Sbarco Diciotti, Prof Sinagra: Mattarella ha agito in violazione di ogni regola e criterio costituzionale

da Imola Oggi e da scenarieconomici.it

I mezzi di informazione riferiscono che il noto Sergio Mattarella in ulteriore violazione della Costituzione, che egli ha l’obbligo primario di salvaguardare, continua a interferire negli affari del Governo e per di più in modo informale e inammissibilmente ufficioso.

In violazione di ogni regola, limite e criterio costituzionale egli, come riferisce la stampa e la televisione e come è comunque notizia diffusa e non smentita dal Capo del Governo, egli è intervenuto nella vicenda dei 67 africani condotti a Trapani dalla Nave “Diciotti” della nostra Guardia Costiera.

Siamo in presenza di un ulteriore gravissimo “vulnus” alla Costituzione, che nasconde non chiare finalità, specie se si considera che il noto Mattarella Sergio è rimasto muto e quasi nascosto quando la Repubblica italiana e il suo Governo venivano volgarmente insultati e minacciati da vertici istituzionali di altri Stati, a cominciare da quell’ineffabile personaggio di Emanuele Macron e dal portavoce del suo Partito “En Marche” (ovviamente, verso la spazzatura).

È legittimo chiedersi chi siano i “danti causa” di Mattarella Sergio e a chi questi debba rispondere!
A questo punto occorre il formarsi di una diffusa coscienza e volontà popolare perché Sergio Mattarella venga esonerato dalle sue funzioni svolte in modo quanto meno non chiaro e che la questione venga valutata e decisa dal Parlamento cui spetta tale compito.

Donde, esilium Mattarellae salus Rei Publicae.

 Augusto Sinagra

Professore ordinario di diritto delle Comunità europee presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”.

Fonte:

https://scenarieconomici.it/sbarco-diciotti-prof-sinagra-mattarella-ha-agito-in-violazione-di-ogni-regola-e-criterio-costituzionale-da-imolaoggi/

 

 

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– Il crollo della sinistra e del PD. Tutto previsto da Pasolini e Del Noce.

di Antonio Socci, da antoniosocci.com

Leggi su:

https://www.antoniosocci.com/il-crollo-e-la-crisi-del-pd-e-della-sinistra-tutto-previsto-da-del-noce-e-pasolini-ecco-perche/#more-7099

 

 

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– Immigrazione: il cinismo del buonismo

di Alessio Trovato, da sputniknews.com

Patrice Lumumba e Thomas Sankara lo avevano detto – non c’è bisogno di aiutare l’Africa, c’è bisogno di lasciarla in pace. ‘Facciamoli entrare tutti’ o ‘aiutiamoli a casa loro’ sono entrambi slogan da cocktail di chi in Africa ci va in vacanza e in Europa vive al piano attico. Vogliamo aiutare veramente l’Africa e con questo salvare anche l’Europa?

Bene, allora per prima cosa non dobbiamo ammazzargli i Lumumba e i Sankara ogni qual volta ne nascono dalle loro parti. Patrice era per la nazionalizzazione delle risorse del suo Paese, il Congo, per una piena e non solo formale indipendenza, era antimperialista, filocomunista, voleva ridurre il potere delle tribù, unificare il Paese e voleva una vera politica sociale e di sviluppo. Lo hanno rapito, ammazzato, fatto a pezzi e sparire nell'acido. Thomas invece una volta disse:

« L'imperialismo è un sistema di sfruttamento che si verifica non solo nella forma brutale di chi viene a conquistare il territorio con le armi. L'imperialismo avviene spesso in modi più sottili. Un prestito, l'aiuto alimentare, il ricatto. Stiamo combattendo questo sistema che permette a un pugno di uomini di governare l'intera specie ».

Continua su:

https://it.sputniknews.com/opinioni/201807176251012-Immigrazione-clandestina-Patrice-Lumumba-Thomas-Sankara-buonisti-ipocrisia-colonizzazione-radical-chic/

 

 

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– Haftar brucia il tricolore, ma il mandante è Macron

di Gioan Micalessin, da sputniknews.com

Che succede? L'Italia è veramente ai ferri corti con l'uomo forte di Tobruk?

Prima le immagini del tricolore italiano in fiamme diffuso dalle televisioni della Cirenaica fedeli al generale Haftar. Poi le dichiarazioni dello stesso generale che — dopo quattro anni passati a far la guerra agli islamisti incita i capi tribù del sud della Libia "al Jihad contro i fascisti italiani". Che succede? L'Italia è veramente ai ferri corti con l'uomo forte di Tobruk?

Rischia veramente di perdere qualsiasi influenza sulle tribù del sud libico fondamentali per il controllo delle frontiere e dei flussi di migranti? Per comprendere la nuova febbre anti italiana bisogna ricordare che lo scontro tra Haftar, uomo forte della Cirenaica e il premier di Tripoli Fayez Al Sarraj è il riflesso della complessa partita giocata da Italia e Francia per il controllo politico ed economico del paese. Macron tenta da tempo di strappare all'Italia l'iniziativa politica nell'ex-colonia. Tutto inizia nel luglio di un anno fa quando Macron convoca a Parigi Haftar e Serraj per mediare una riconciliazione.

Il tentativo fallisce, ma Macron non demorde. L'arrivo al potere di Cinque Stelle e Lega, ovvero di quella che il presidente francese considera la "lebbre populista", lo spinge a riprovarci. Il 29 maggio mentre Salvini e Di Maio discutono l'intesa di governo il presidente francese approfitta del vuoto di potere a Roma per riconvocare Haftar e Serraj e dettar loro un accordo che fissa le elezioni per il prossimo 10 dicembre. Con quel voto Macron punta a regalare la vittoria ad un generale forte del consenso in Cirenaica e dell'appoggio di quanti in Tripolitania lo considerano la miglior garanzia per tener lontani i jihadisti. Ma Macron non ha fatto i conti con l'irruenza di un Haftar che subito dopo tenta di metter le mani sui terminali petroliferi della Cirenaica.

Continua su:

https://it.sputniknews.com/opinioni/201807156240847-haftar-brucia-tricolore-macron-italia-libia/

 

 

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– Fulvio Scaglione: Più soldi alla Nato? Piuttosto andiamocene

di PandoraTv, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?time_continue=320&v=CHNPv6jKIJs

 

 

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– Perché l’Italia si deve riprendere la Sovranità Monetaria

di Valerio Malvezzi – Win the bank, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=vcF4RhZq1dQ

 

 

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CULTURA – COSTUME – SOCIETA'                                  

 

Piano Kalergi, magliette rosse e immigrazionismo: i disegni occulti dei seguaci dell'europeismo

di Sergio Basile, da quieuropa.it

Nei giorni scorsi l'esercito degli europeisti apolidi, dei radical-chic e catto-comunisti, tutti allegramente immigrazionisti per statuto e uniti all'unisono in un'orgia ideologica di raro squallore, hanno mandato in scena in numerose piazze italiane la protesta delle "magliette rosse", fingendo un commosso pietismo che, come vedremo, non ha nulla né di morale né di cristiano. Il tutto accompagnato dal solito festival di falsità, nel tentativo di far breccia sul buon cuore delle masse italiche ignoranti e ignave che, d'altro canto, sia pur per istinto, respingono in gran parte quest'idea malsana d'invasione coatta. Necessita pertanto rispondere per le rime, facendo un pò di chiarezza sui cosiddetti "profughi" e ribadendo ancora una volta che: non si tratta di donne e bambini in fuga; giungono in Italia dall'Africa grazie a ONG pirata battenti bandiere tra le più disparate e provenienti da mezz'Europa, violando le regole del diritto internazionale e portando avanti business miliardari; alimentano redditizi traffici umani coperti e sostenuti da organizzazioni mondialiste vicine a Soros & soci; non aiutano le sorti della nazione, né a livello sociale (non hanno la minima intenzione di integrarsi e rispettare le leggi e regole civili e religiose) né a livello economico, in quando la maggior parte degli immigrati (clandestini) oltre ad essere mantenuta con fondi pubblici, lavora anche in nero: quindi non è per nulla vero che gli invasori "ci pagano le pensioni". Anzi, è ormai acclarato che il 90% ed oltre di tali "profughi-immigrati" non sono tali, ma sono maschi adulti, in ottime condizioni di salute (non deperiti da fame, guerre o carestie) e giunti con il collaborazionismo della mafia europeista e catto-comunista con la precisa volontà di colonizzare l'Italia e minare le nostre radici cristiane. Ciò a discapito dei veri profughi siriani e dei cristiani africani (nigeriani, ecc..) vittime di quotidiane pulizie etniche, dei quali però non giunge alcuna lamentela o denuncia, né dall'ala massonica del Vaticano, né dai radical chic filo-europeisti. E che dire dell'eterno silenzio mediatico sulla segregazione sociale in Palestina ad opera d'Israele?

Continua su:

http://www.quieuropa.it/piano-kalergi-magliette-rosse-e-immigrazionismo/

 

 

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– Reagire alla velenosa campagna del Gender nelle scuole ed alla omologazione, prima che sia troppo tardi

da controinformazione.info

“Festa per il Gay Pride al centro estivo di Casalecchio , rabbia dei genitori
Casalecchio di Reno (Bologna), 13 luglio 2018 – Il Gay Pride si festeggia anche al centro estivo dell’asilo, aperto per i bambini fino a 5 anni. Laboratori di pittura e scrittura, letture orientate al mondo omosessuale e persino i volti colorati con l’arcobaleno della parata. Accade nella scuola dell’infanzia del quartiere Meridiana di Casalecchio, cittadina satellite di Bologna.
Le educatrici del centro estivo – gestito da una cooperativa (la Coop Dolce) – hanno voluto fare celebrare il giorno prima anche ai bambini.
I genitori ignari hanno scoperto la scelta educativa quando sono andati a ripredersi i bimbi. Ad accoglierli, oltre a i figli, i cartelloni finali dell’attività, con tanto di foto dei piccoli in versione parata arcobaleno: «Oggi ci siamo dipinti la faccia per festeggiare insieme il Gay Pride!!!». E per evitare equivoci, il cartellone chiosa con un «Viva l’amore!» che fa tanto politicamente corretto”. (da Il Resto del Carlino)

COMMENTO

Viviamo tempi difficili e stiamo subendo un attacco, un attacco dei più subdoli che coinvolge anche i nostri figli o nipoti, questo è un dato di fatto, una realtà ma non tutti siamo consapevoli di quanto forte sia questo attacco e di chi lo dirige e quali siano le finalità persegue. Non è un attacco immediatamente visibile, si tratta di una forma sottile di aggressione contro le nostre radici, contro l’identità e la cultura storica e religiosa di un popolo e di una Nazione.
Quello di Bologna Casalecchio non è  un caso isolato, ne sono avvenuti altri simili, in altre località, dove si diffonde la subdola predicazione dell’ideologia Gender che vuole minare le basi stesse della Famiglia tradizionale e della natura umana.

Continua su:

https://www.controinformazione.info/reagire-alla-velenosa-campagna-del-gender-nelle-scuole-ed-alla-omologazione-prima-che-sia-troppo-tardi/

 

 

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– Il Piano Dulles, la P2, Berlusconi e il ’68

di SergioBasile, da quieuropa.it

Nel 1953 negli USA la massoneria diede forma programmatica ad un antico piano segreto di corruzione della gioventù americana su larga scala, implementando una strategia già avviata nei decenni precedenti; non a caso nello stesso anno l'avventuriero giudeo-massone Hugh Hefner fondò la rivista Play Boy, sdoganando l'erotismo e la pornografia a livello planetario. Il piano del '53 è riportato testualmente nell'opera "La Massoneria, società segreta iniziatica" (Ed.Civiltà, AAvv.). A pag. 91 si legge:

          "Abbiamo cominciato a realizzarlo e lo perfezioneremo con i seguenti mezzi:

                                  il cinema, la pubblicazione-porno a buon prezzo,

                                     i libri comici con storie di sesso e di violenza;

                                ultimo mezzo, ma non il più piccolo, la televisione….

                non osiamo andare troppo lontano con la televisione, per il momento.

  Ma essa ci riserva un uditorio immenso, e sarà il mezzo migliore per accostare i bambini".

"Il nostro piano è di incoraggiare – si legge ancora nel piano massonico del '53 – da prima delle rappresentazioni amorose, se non subito immorali, così graduando progressivamente la malvagità, tutta calcolata, si avrà il possesso di tutta la gioventù. Sarà tenuta occupata tutto il giorno, senza lasciare spazio per la religione. Così, i giovani, al loro risveglio e al loro coricarsi a sera, avranno la testa piena di cow boys, di omicidi, di terrori, di cartoni animati inoffensivi.

Continua su:

http://www.quieuropa.it/il-piano-dulles-la-p2-berlusconi-e-il-68/

 

 

 

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– Dal Rotary alla Loggia: ecco l’élite delle camicie rosse

di Roberto Dal Bosco e Elisabetta Frezza, da riscossacristiana.it

 

Quanto belli erano in piazza, tutti di rosso vestiti, preferibilmente griffati (sono radical, sì, ma pur sempre chicchini), a fare girotondo tenendosi per mano.

Giro, girotondo, casca il mondo ma loro non se ne accorgono, salutano dal Titanic su cui si sono felicemente imbarcati e si risciacquano la coscienza con i flash mob da Villaggio Valtour. Che – come commentava una ragazzina – “neanche nel peggio grest”.

E si trovano tutti giù per terra, ma non se ne rendono conto. Hanno perduto tutto: voti, consensi, faccia, e persino il senso del ridicolo, che resta sempre l’ultimo baluardo. Ma non mollano. Le poltrone non saranno più frau, ma valgono comunque una sceneggiata, costi pure dei fischi a scena aperta.

I signori in rosso sono di estrazione variegata, tenuti insieme dalla schiuma vischiosa della rabbia contro il nuovo nemico oggettivo. Che è una colla potente e serve per cementare i cascami di ideologie diverse, ma parimenti autodistruttive.

Il nemico oggettivo, questo babau “condiviso” (per usare il loro gergo cattocomunistoide), oggi è il “populismo”, epiteto (ab)usato da lorsignori in tono sprezzante e denigratorio: dovrebbe significare, dal loro punto di vista, l’inabilità a governare di chi, mosso da mera demagogia, intercetti un consenso di pancia senza possedere la “competenza” dei professionisti del sistema. I generati dal sistema, nutriti dal sistema, lanciati dal sistema, applauditi dal sistema.

Visto da davanti, tuttavia, lo stesso identico termine “populismo” suona politicamente lusinghiero al sommo grado, perché riporta al senso vero, originario (e perduto) della democrazia, e titilla la voglia di riscatto identitario di un popolo reso servo delle oligarchie sovranazionali (facendogli credere peraltro che il giogo fosse inevitabile, e fosse per il suo bene). Populista diventa allora sinonimo di anti-sistema (dove il sistema è la tirannide travestita da democrazia) e significa il rifiuto delle strutture di un potere fattosi élite.

 

L’elitismo antipopulista

Ma perché la marmellata rossa, di laici clericali e di chierici laicisti, ha così tanto in odio il cosiddetto populismo? Perché lo teme. E lo teme perché la matrice degli antipopulisti – che sono immigrazionisti, globalisti, egualitaristi, progressisti, evoluzionisti, abortisti, omosessualisti, genderisti (tutte “qualità” intimamente collegate l’una all’altra e alimentate in blocco dai potentati finanziari) – è quella tipicamente elitaria che implica, dietro il buonismo ecumenico e la solidarietà universale, un effettivo disprezzo per il popolo. Anzi, per il genere umano, che essi vogliono “umanitariamente” ridurre, da bravi nipotini di Malthus. I plutocrati dediti alla filantropia, da coniugi Gates in giù, sono tutti dei malthusiani sfegatati, votati al decremento demografico, prodighi elargitori di programmi di sterilizzazione di massa e di omicidi seriali di innocenti.

Sono impregnati, gli antipopulisti, di una disposizione paternalistica e filantropica che presuppone un radicato complesso di superiorità verso tutti gli altri, i quali, non all’altezza, necessiterebbero di essere educati, guidati, eterodiretti e, all’occorrenza, resi destinatari di una carità pelosa e sempre, immancabilmente, interessata. Da bravi nipotini di Darwin.

Fatto sta che, inalberando la bandiera dei buoni sentimenti e spendendo una presunta, apodittica superiorità morale – con la chiesa ex cattolica a fare da garante stabile, su mandato non più di Cristo ma di Soros e dei suoi sodali – sono riusciti a irretire le masse e a cristallizzare un potere basato su un’autoinvestitura continuativa. Credevano nella propria inamovibilità.

Continua su:

https://www.riscossacristiana.it/dal-rotary-alla-loggia-ecco-lelite-delle-camicie-rosse-di-roberto-dal-bosco-e-elisabetta-frezza/

 

 

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 MEDICINA                                                                        

GLI ARTICOLI DI SEGUITO RIPORTATI NON RAPPRESENTANO IN ALCUN MODO SUGGERIMENTI O INDICAZIONI TERAPEUTICHE IN QUANTO GLI AMMINISTRATORI DI QUESTO SITO NON SONO MEDICI; ESSI RAPPRESENTANO SOLAMENTE UN PANORAMA DI OPINIONI REPERITE SUL WEB. SI INVITA PERTANTO AD AVVALERI COMUNQUE DEL PROPRIO MEDICO CURANTE.

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Alluminio nel tessuto cerebrale nell’Autismo

da mineral-test.it

“Conclusioni: Abbiamo misurato per la prima volta l’alluminio nel tessuto cerebrale dei bambini con Disturbo dello Spettro Autistico e abbiamo dimostrato che il CONTENUTO di ALLUMINIO nel CERVELLO è STRAORDINARIAMENTE ALTO

Abstract

 “Il disturbo dello spettro autistico è un disordine dello sviluppo neurologico ad eziologia sconosciuta. È suggerito il coinvolgimento sia di una suscettibilità genetica sia di fattori ambientali, tra cui le tossine ambientali di quest’ultimo. L’esposizione umana alla tossina ambientale alluminio è stata collegata, seppur provvisoriamente, al disturbo dello spettro autistico. In questa ricerca abbiamo usato la <spettrometria ad assorbimento atomico a fornetto di grafite riscaldato trasversalmente> per misurare, per la prima volta, il contenuto di alluminio nel tessuto cerebrale di donatori con una diagnosi di autismo. Abbiamo anche usato la fluorescenza selettiva per l’alluminio per identificare l’alluminio nel tessuto cerebrale mediante microscopia a fluorescenza. Il contenuto di alluminio del tessuto cerebrale nell’autismo era costantemente alto. Il contenuto di alluminio medio (deviazione standard) in tutti i 5 individui per ciascun lobo era 3,82 (5,42), 2,30 (2,00), 2,79 (4,05) e 3,82 (5,17) μg/g di peso secco, rispettivamente per i lobi occipitale, frontale, temporale e parietale. Questi sono alcuni dei valori più alti per l’alluminio nel tessuto cerebrale umano finora registrati e bisogna chiedersi perché, per esempio, il contenuto di alluminio del lobo occipitale di un bambino di 15 anni sarebbe di 8,74 (11,59) μg/g di peso secco? La microscopia a fluorescenza alluminio-selettiva è stata utilizzata per identificare l’alluminio nel tessuto cerebrale in 10 donatori. Mentre l’alluminio si immagina associato con i neuroni, sembrava essere presente intracellularmente in cellule microglia simili ed in altre cellule infiammatorie non neuronali nelle meningi, sistema vascolare, materia grigia e bianca. La preminenza dell’alluminio intracellulare associata a cellule non neuronali è un’osservazione eccezionale nel tessuto cerebrale autistico e può offrire indizi sia sull’origine dell’alluminio nel cervello sia su un presunto ruolo nel disturbo dello spettro autistico.”

Link all’articolo originale:

https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0946672X17308763

Fonte:

https://www.mineral-test.it/2017/11/28/alluminio-nel-tessuto-cerebrale-nellautismo/

 

 

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– Analizzati i vaccini: peggio del previsto!

di Marcello Pamio, da informasalus.it

I vaccini si sa contengono sostanze note e altre meno note perché coperte dall’inviolabile segreto industriale, quasi a livello militare. Ma dietro a sigle e acronimi si celano materiali che potrebbero giocare un ruolo prioritario nell’eziologia di gravissime e incurabili patologie neonatali e non solo.

Da oggi il quadro generale sta prendendo forma… decisamente una forma molto inquietante.

Ad accendere il lumino e portare luce nella tenebra più oscura ci ha pensato il Corvelva, il Comitato veneto che da oltre vent’anni si occupa di fare corretta informazione nell’ambito delle libertà vaccinali. A proprie spese hanno infatti commissionato l’analisi delle contaminazioni biologiche e le verifiche delle sequenze genomiche.

Le motivazioni di tali analisi ce le spiega Nassim Langrudi, una responsabile del Corvelva: «siamo stati costretti a farlo, dal momento che si sente ripetere da tutti che i vaccini sono i farmaci più sicuri ed efficaci al mondo; che non presentano effetti collaterali, senza però averne mai avuto una dimostrazione tecnico-scientifica. Abbiamo voluto verificare empiricamente se queste affermazioni fossero fondate o meno».

 Il Corvelva ha quindi portato in un laboratorio, non certo il primo scelto a caso, visto che «i laboratori appena sentono la parola ‘analisi’ associata a ‘vaccini’, tendono a tirarsi indietro. Comportamento non certo strano questo, visto che tutto quello che va fuori dal pensiero unico viene disintegrato con ogni mezzo… Fortunatamente esistono ancora professionisti seri disposti a fare il lavoro, pur sapendo che il campo è minato.

Continua su:

http://www.informasalus.it/it/articoli/analizzati-vaccini-peggio-previsto.php

 

 

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– Al via in Sicilia il primo impianto di zucchero di Stevia, il dolcificante naturale che non fa ingrassare
di Giulio Ambrosetti, da inuovivespri.it

(foto da elle.com)

Questo zucchero non solo non alza i valori glicemici, ma ha anche un effetto ipotensivo (abbassa la pressione sanguigna). L’impianto di essiccazione ad energia solare, spettacolare esempio di innovazione, viene inaugurato oggi a Licata, in provincia di Agrigento, alla presenza del chimico del Cnr Mario Pagliaro e del suo team. Ed è lo stesso Mario Pagliaro che ci svela i segreti di questa tecnologie e dello zucchero di Stevia.

L’energia solare, si ripete da tempo, è il futuro migliore della Sicilia. In particolare, se utilizzata insieme con la bioeconomia: ovvero se usata per la valorizzazione delle risorse biologiche del territorio, che poi sarebbero quelle dell’agricoltura e della pesca. E’ il caso della Stevia, pianta dalla quale si ottiene l’omonimo edulcorante naturale presente nei migliori dolcificanti per cibi e bevande (nella foto sopra il campo sperimentale di Stevia a Licata).

Un tema affrontato dal Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) e, in particolare, dal chimico Mario Pagliaro (gli studi del suo team sono noti in tutto il mondo, se è vero che Pagliaro è uno dei ricercatori italiani più citati a livello globale).

Oggi Mario Pagliaro (nella foto sopra) e suo team sono a Licata, in provincia di Agrigento, dove si inaugura il primo impianto ad energia solare per l’essiccazione di piante officinali: parliamo di alcune piante che, per secoli, sono state le uniche medicine disponibili per curare le più svariate patologie.

Continua su:

http://www.inuovivespri.it/2018/07/04/al-via-in-sicilia-il-primo-impianto-di-zucchero-di-stevia-il-dolcificante-naturale-che-non-fa-ingrassare/#_

 

 

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– L'origine psico-spirituale delle malattie – Elio Sermoneta

di PandoraTv, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?time_continue=2759&v=fbrZqa_Rsmc

 

 

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– ESTORSIONE STATALE DI ORGANI UMANI IN ITALIA

di Gianni Lannes, da sulatestagiannilannes.blogspot.com

(cliccare sull'immagine per ingrandirla)

Per approfondire:

http://www.antipredazione.org/

Fonte:

http://sulatestagiannilannes.blogspot.com/2018/06/estorsione-statale-di-organi-umani-in.html

 

 

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– Vaccini: ecco i dati sulle reazioni avverse raccolti dal Codacons

da emiliaromagnamamma.it

Sui vaccini è battaglia legale fra il Codacons e le autorità. Da una parte l’associazione dei consumatori, dall’altra il ministero della Salute e l’Agenzia per il farmaco. La prima ha denunciato l’Aifa e il ministro Beatrice Lorenzin per abuso d’ufficio, omesso controllo e favoreggiamento alle case farmaceutiche interessate alla somministrazione dei vaccini, in relazione alla morte di cinque neonati. In particolare il Codacons accusa la Lorenzin di non aver informato gli altri ministri, al momento dell’approvazione del decreto sui vaccini, dell’esistenza “di un documento dell’Aifa sulle reazioni avverse”. Dal canto suo l’Aifa ha dato mandato ai proprio legali “di difendere contro il Codancons, in ogni forma e in ogni sede, la verità scientifica, la realtà dei dati, la qualità dell’operato del lavoro svolto dall’Agenzia”.

I dati presentati dal Codacons questa mattina dicono che le segnalazioni di sospette reazioni avverse ai vaccini sono state 21.658 nel triennio 2014-2016. Prima di scendere nel dettaglio il Codacons ha voluto ribadire ancora una volta che l’associazione non è contro i vaccini: “Chiunque a partire dall’Aifa dovesse ancora affermare che il Codacons è contro i vaccini sarà immediatamente querelato per diffamazione e per strumentalizzazione diretta a favorire le case farmaceutiche attraverso affermazioni false”. I consumatori infatti auspicano “vaccini singoli, sicuri, testati ed adeguate indagini pre vaccinali“.

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http://www.emiliaromagnamamma.it/2017/05/vaccini-dati-sulle-reazioni-avverse-raccolti-dal-codacons/

 

 

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– Puoi guarire corpo e mente con i Campi Magnetici. La fisica quantistica dimostra che Tesla aveva ragione

da quantisticamente.it

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Oggi si pensa ai campi magnetici a livello medico solo come uno strumento diagnostico, ma la medicina, soprattutto in Germania ed Inghilterra, si sta nettamente orientando verso le nuove applicazioni terapeutiche che le scoperte della fisica quantistica stanno portando alla luce.

Lo stesso Tesla più di 100 anni fa ne era a conoscenza e le provò su sé stesso. Come riportato nel libro di Edoardo Segato, Tesla – Lo Scienziato Contro:

“Nel corso delle sue ricerche Tesla comprese il valore stimolante e terapeutico delle alte frequenze e dei relativi campi magnetici sull’uomo, ma non brevettò mai nessun metodo o apparecchio. Si limitò ad annunciarne la scoperta nel 1892-93 nelle conferenze che tenne tra Europa e America. Tesla espose tutta una serie di possibili soluzioni terapeutiche non invasive. Tra questi c’era un trattamento magnetico, oggi uno dei metodi più all’avanguardia. Sono in molti a sostenere che entro breve sarà accessibile per tutti una medicina molto diversa, più radicale e meno invasiva, “senza fili”, e soprattutto senza farmaci e senza aghi.

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http://quantisticamente.it/puoi-guarire-corpo-mente-campi-magnetici-la-fisica-quantistica-dimostra-tesla-ragione/

 

 

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– Che cosa succede quando dimentichiamo il significato dei termini?

di Enzo Pennetta, da enzopennetta.it

Prima di addentrarci nella struttura logica dell’argomento, una breve premessa.

La nota, dolorosissima vicenda-incubo del piccolo Alfie Evans ha dimostrato molte cose.

Ne sottolineo almeno due:

1) un piccolo-mondo, nel-mondo, si è finalmente ribellato

E ben oltre i tweet o i messaggi di protesta sui social. Con le motivazioni più diverse, che per ora non c’interessano, ma tant’è: dopotutto s’è vista quella sollevazione popolare che non c’è stata con Charlie Gard o Isaiah Haastrup (vedi qui Da Charlie a Isaiah, i precedenti del caso Alfie).

Tanto da dover schierare la polizia intorno all’Ospedale in cui il bambino era tenuto sequestrato.

L’immagine è altamente significativa: la folla è a protezione del bambino e vuole la sua vita, la polizia è a protezione dell’Ospedale che vuole la sua morte. Si capisce bene: c’è un piccolo-mondo che è disposto a fare un passo avanti. Qualcuno non ne può più di vedere questi bambini ammazzati come i cavalli (a proposito: qui un bel pezzo di Caterina Giojelli). C’è quindi un sentire comune che ancora non si lascia irretire dal pensiero unico oggi dominante.

Ma c’è anche un’altra questione:

2) l’incredibile vicenda ha definitivamente messo a nudo le altrettanto incredibili amnesie del mondo cattolico sul tema

Questo ci aiuta ad avvicinarci all’analisi logica del concetto di “accanimento terapeutico” (e dei correlati concetti di “best interest” ed “eutanasia”, spacciati per atti di compassione per i malati gravi e gravissimi). Eh sì: scivoloni logici anche nel mondo cattolico. Perché era certamente logico e prevedibile aspettarsi fin nei dettagli più brutali quello che è poi successo, con le giustificazioni più assurde dei giudici, la complicità dei medici – imbarbariti da un’ideologia che li ha trasformati in boia -, la mancata obiezione di coscienza di un intero ospedale, la complicità della polizia ed il plauso indegno dei radical chic di tutto il pianeta (a proposito, ciao Tom Wolf!), ormai alle prese con un un mega-corto-circuito logico che nessuno (di loro) sa disinnescare e che presto verrà a scoppiare nelle mani dell’ultimo sfigato di turno (Jacques Attali è troppo intelligente per cascarci: c’è da scommettere che al momento opportuno si smarcherà dai suoi nipotini).

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https://www.enzopennetta.it/2018/05/che-cosa-succede-quando-dimentichiamo-il-significato-dei-termini/

 

 

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 SCIENZA E TECNICA                                                           

 

– Lo scienziato “Padre del riscaldamento globale” alla fine ammette che la teoria è sbagliata.

di Baxter Dmitry da attivitasolare.com

Lo scienziato ampiamente conosciuto come “padre del riscaldamento globale” ha ammesso per la prima volta che i dati utilizzati per promuovere la sua teoria sui cambiamenti climatici erano falsi e manipolati falsamente da Al Gore per adattarli all’ordine del giorno.

Nel 1986 l’ex scienziato della NASA, James Hansen, ha testimoniato al Congresso durante un’audizione sul riscaldamento globale, organizzata dall’allora deputato Al Gore, per produrre modelli scientifici basati su una serie di scenari diversi che avrebbero potuto avere un impatto sul pianeta.

Secondo Hansen, Al Gore ha preso i dati forniti dello “scenario peggiore” e lo ha intenzionalmente distorto, facendo rebranding come “Global Warming”, guadagnando decine di milioni di dollari nel corso del processo.

Il modello aveva il titolo di “Scenario B” ed era uno dei tanti forniti al Congresso da Hansen, tuttavia non ha tenuto conto di fattori significativi, il che significa che non poteva riflettere le condizioni del mondo reale. Questo non ha impedito ad Al Gore e agli allarmisti del clima di utilizzare i dati per ingannare milioni di persone in tutto il mondo.

Tuttavia un nuovo studio che mette a confronto i dati del mondo reale con il modello dello Scenario B originale – non trovando correlazione – ha ricevuto il sostegno di Hansen, il “Padre del riscaldamento globale” che ammette di essere “devastato” dal modo in cui i suoi dati sono stati utilizzati dagli allarmisti del clima.

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https://www.attivitasolare.com/lo-scienziato-padre-del-riscaldamento-globale-alla-fine-ammette-che-la-teoria-e-sbagliata/

 

 

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– Agrumi: la Sicilia ha tra le mani un affare miliardario. Si chiama limonene e si trova nelle bucce delle arance. Ma…

di Giulio Ambrosetti, da inuovivespri.it

(foto da Acicastello informa)

Chi lo doveva dire che con le bucce di arance si possono fare un sacco di soldi? Lo sanno bene gli spagnoli che, zitti zitti, con il limonene – una sostanza contenuta nelle bucce di arance – producono pesticidi biologici che eliminano insetti e funghi dannosi per l’agricoltura senza inquinare l’ambiente. Un grande affare a nove zeri. E la Sicilia? Affrontiamo l’argomento con il chimico del CNR, Mario Pagliaro.

 

Quando lo abbiamo appreso, siamo rimasti perplessi. L’olio estratto dalla buccia delle arance, lo stesso che quando le sbucciamo emette quel gradevole profumo, sarebbe un potente pesticida naturale usato in tutto il mondo per la difesa delle colture. Abbiamo dunque fatto qualche ricerca in rete, e la cosa sarebbe confermata.

La notizia vera è che questo prodotto – il limonene, contenuto nella buccia degli agrumi e, in particolare, nelle bucce delle arance bionde – sta diventando più importante dell’arancia e del succo di arancia. Perché, come già accennato, viene usato al posto dei pesticidi per combattere gli insetti e i funghi dannosi per l’agricoltura, ed ha anche trovato molti altri usi.

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http://www.inuovivespri.it/2018/06/18/agrumi-la-sicilia-ha-tra-le-mani-un-affare-miliardario-si-chiama-limonene-e-si-trova-nelle-bucce-delle-arance-ma/

 

 

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– L’evoluzione non è darwiniana: studio della Rockefeller University smentisce il gradualismo

di Enzo Pennetta, da enzopennetta.it

La teoria di Darwin sarebbe nata già morta se lui non avesse aggirato il problema dell’assenza di gradualismo.

Adesso è definitivo: l’evoluzione non è graduale.

La teoria darwiniana implica cambiamenti graduali, è lo stesso Darwin ad affermarlo:

Come mai la natura non avrebbe fatto un salto da una struttura all’altra? Secondo la nostra dottrina d’elezine naturale possiamo capire chiaramente perchè essa nol possa fare; perchè l’elezione naturale non può agire che approfittando delle piccole variazioni successive; essa non può mai fare un salto, ma deve procedere per gradi corti e lenti.

C. Darwin, Sull’origine delle specie – Zanichelli 1864, pag. 153

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https://www.enzopennetta.it/2018/06/levoluzione-non-e-darwiniana-studio-della-rockefeller-university-smentisce-il-gradualismo/

 

 

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– È stata l’attività di fracking a causare l’eruzione vulcanica sull’isola di Hawaii?

di Jon Rappoport, da comedonchisciotte.org

A Puna, sull’isola di Hawaii, la più grande dell’arcipelago, dove il vulcano Kilauea ha eruttato violentemente, si trova la centrale geotermica Puna Geothermal Venture (PVG).

Esiste un annoso dibattito intorno alla presunta attività di fracking della centrale PGV, che potrebbe esser ridotto a una mera questione terminologica considerando che, nel processo geotermico, come informa il sito hawaiifracking.com,

“…la perforazione e l’iniezione di acqua fredda, attività tipiche delle centrali geotermiche, fratturano le rocce. Ciò può indurre terremoti e, attraverso la contaminazione dell’atmosfera e delle falde acquifere, può incidere sulla nostra salute e sicurezza”.

Sia che l’iniezione profonda di un fluido abbia lo scopo di estrarre petrolio, gas o calore geotermico, la fase iniziale del processo è la stessa.

I terremoti indotti attraverso queste iniezioni d’acqua potrebbero certamente provocare un’eruzione vulcanica.

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https://comedonchisciotte.org/e-stata-lattivita-di-fracking-a-causare-leruzione-vulcanica-sullisola-di-hawaii/

 

 

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– L’origine della vita sempre più oscura (e anche l’origine delle specie)

di Enzo Pennetta, da enzopennetta.it

 

Più la vista si acuisce più ci accorgiamo che la soluzione si allontana: l’origine della vita è ancora del tutto un mistero. E di conseguenza la comprensione della vita stessa deve essere messa in dubbio.

Qual è la complessità minima per costruire il più semplice essere vivente e di conseguenza come era fatta la prima cellula? La possibilità che si sia partiti da qualcosa di molto più semplice e quindi più facilmente spiegabile rispetto alle cellule attuali sembra essersi arenata di fronte ad uno studio pubblicato su Science nel quale è emerso che il numero minimo di geni necessari per far funzionare una cellula è molto superiore a quanto sinora ipotizzato e, fatto forse ancor più rilevante, che le interazioni tra geni rendono più difficile anche immaginare un’evoluzione con i meccanismi neodarwiniani di caso e necessità.

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https://www.enzopennetta.it/2018/05/lorigine-della-vita-sempre-piu-oscura-e-anche-lorigine-delle-specie/

 

 

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– Fusione nucleare, a Frascati la DTT

di Antonella Ardito, da ingegneri.info

 

Una macchina sperimentale per la fusione nucleare nascerà a Frascati: è la Divertor Tokamak Test facility (DTT) e renderà il sito dell’ENEA centro di eccellenza internazionale per la ricerca sulla fusione nucleare. I lavori di costruzione dovrebbero iniziare a novembre 2018 e costare 500 milioni di euro. Il DTT è nei fatti l’anello di congiunzione con l’ITER, il reattore sperimentale in costruzione in Francia. L’obiettivo è verificare fattivamente la possibilità scientifica di produrre energia nucleare pulita attraverso la fusione e non la fissione nucleare.

Continua su:

http://www.ingegneri.info/news/ambiente-e-territorio/fusione-nucleare-a-frascati-la-dtt/

 

 

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FUORI TESTO

 

Le lacrime che dai nostri occhi vedrete sgorgare

non crediatele mai segni di disperazione

promessa sono solamente

promessa di lotta.

Alexandros Panagulis
 

 

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– Fioravanti: il Regno dei Borbone, scuola di eccellenza

di CentroStudi Civitanovesi, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=lOZ_Bog8qpY

 

 

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CNT – Message à toute l'humanité

di Demo Sophie, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=j1GCeJe7T74&feature=share

 

 

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– "Inganno Globale", di Massimo Mazzucco

di Il Portico Dipinto, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=jNiZD1FQevk&t=662s

 

 

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– Cancro le Cure Proibite di Massimo Mazzucco

di Carlo Anibaldi, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=qPZPGeLag9c

 

 

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– Ex Magistrato Paolo Ferraro Decide Di Parlare!

di InfoClub, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=QGHNSkmbH0E&t=11s

 

 

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