La verità è a disposizione di chiunque la voglia cercare…

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N.B.: Si partecipa ai Sig.ri fruitori di questo sito che alcuni articoli riportati sulla pagina iniziale possono rimanere in visione per molto tempo, mentre altri vengono aggiornati con maggiore frequenza e senza alcuna periodicità. Si invita pertanto a prendere sempre visione  dell’intera pagina.

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APPELLO

 

…alla luce di quanto sta avvenendo non è più pensabile continuare a dividersi in sicilianisti, napolitanisti, duosiciliani, borbonici, antiborbonici, meridionalisti, federalisti, autonomisti e via dicendo: ciò non farà altro che favorire il gioco di quelle oligarchie mondialiste che hanno causato ciò che stiamo subendo; la posta in gioco è troppo alta per non comprendere che solo una identità di intenti può porsi come elemento determinante per la riuscita di un qualunque progetto di riscatto. E’ indispensabile, anzi vitale, il superamento di quelle pur legittime diversità di vedute e propugnare, tutti insieme e nel rispetto delle specifiche idee, quanto meno un forte riavvicinamento delle varie componenti identitarie, nella convinzione e nella consapevolezza che se ciascuno farà un piccolo passo indietro, tutti insieme si farà un enorme passo avanti.

(Tratto da “Rinascita di una Nazione”, pag. 127)

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Si invitano i Sig.ri lettori a dare attenta e completa lettura del seguente articolo. Anche attraverso di esso è possibile avvicinarsi alla comprensione di una realtà che, indipendentemente dai differenti "credo" politici, ci sta coinvolgendo tutti portandoci verso un disastro sociale, economico, politico, culturale e filosofico senza precedenti.

Perché non si possa dire “Io non lo sapevo…” e la conseguente scelta indipendentista.

Di Giovanni Maduli.

IN AGGIORNAMENTO CONTINUO…

Per prendere visione dell'articolo cliccare qui:

http://www.regnodelleduesicilie.eu/wordpress/page/2/

 

 

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EDITORIALI

 

– SE QUESTA E' DEMOCRAZIA: Cosa accade quando…

di La Verità ci rende Liberi, da Facebook.com

VIDEO

https://www.facebook.com/121083388058285/videos/848307172002566/

 

 

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– Guerra perenne e Manipolazione di massa nel Sud. Ecco le 10 costanti che si perpetuano ciclicamente dal 1861 ad oggi.

di Giovanni Greco, da belsalento.altervista.org

Fecero il deserto e lo chiamarono pace” (Tacito)

Sin dal 1861 nel Sud c’è in atto una manipolazione di massa permanente, che è funzionale ad alimentare una sorta di guerra quotidiana. Nel 1861 ci fu l’invasione del Meridione, cui fecero seguito emigrazione, la distruzione delle ricchezze del Sud, le deportazioni a Fenestrelle … Da allora si è impiantata una evoluzione di quella conquista iniziale; una manipolazione di massa permanente ed una guerra invisibile quindi, che si perpetua ciclicamente e che prosegue da ben oltre 150 anni. Ma chi crea e alimenta ancora oggi questa guerra? E contro chi vien fatta? O contro cosa? Tutte domande comprensibilissime, ma siamo nell’ambito di una guerra non canonica, nella quale non c’è più un nemico tangibile; si tratta di una lotta all’invisibile, ai preconcetti, e tramite essa si sono combattute le idee più che le persone. In realtà anche se nessuno ha mai visto un nemico da combattere, comunque da quel 1861 e di decennio in decennio perdura un continuo stato d’allarme per qualcosa di impalpabile eppure persistente. Una sorta di ansia indotta, funzionale a motivare il desiderio di liberarsi da questo strano nemico, se pur invisibile … Mah. In altre parole è solo uno degli effetti raggiunti del falso mito di libertà già sbandierata e imposta sin dall’Unità d’Italia.

La realtà è che dal 1861 ad oggi è bastato motivare ciclicamente il popolo meridionale con una qualsivoglia paura per ottenere che ciclicamente sarà lo stesso popolo meridionale a chiedere che gli venga tolto un diritto o la stessa terra … un metodo consolidato per giustificare il continuo aiuto al Sud. Certo, per farlo “crescere” (?)

Ecco in cosa consiste la manipolazione di questa sorta di guerra quotidiana o meglio, perenne; che, guarda caso, è sempre interna al Meridione. Eppure di questa guerra però, nessuno se ne accorge. Come mai?

Pare che il motivo sia implicito nello stesso meccanismo per cui persiste questa strana guerra eterna. Più che altro sembra si tratti di un metodo consolidato; e giacchè ciò che fa sistema vuol dire che è, e che è stato redditizio, può essere che siamo sulla strada giusta.

La prima guerra del Meridione (e la prima manipolazione di massa del Meridione) fu nel 1861; partì senza nessuna dichiarazione, ma con un’adeguatissimo strumento di propaganda. Tant’è che sin da subito i poteri forti di quei tempi propinarono in Europa e nello stesso Sud, l’idea che i cattivi erano i Borbone, la dinastia più longeva e pacifica dell’intero continente europeo e regnante da ben 8 secoli.

Si riuscì a manipolare l’opinione pubblica dicendo che era “necessario” liberare il Meridione dal presunto despotismo e dalla presunta arretratezza della dinastia del regno delle Due Sicilie. E si convensero tutti che liberando il Sud dai Borbone (dipinti come oppressori) si poteva dare lavoro, libertà, progresso al Meridione. Però però però … i documenti desecretati e le ultimissime ricerche di valenti studiosi del “Risorgimento”, hanno smentito definitivamente quelle presunzioni e quelle falsità che nei decenni a venire sono passate come “storia” e quindi sono finite nelle scuole. La storia si sa, la scrivono i vincitori; e Il vincitore cerca sempre di denigrare il vinto, con tutti i mezzi leciti e illeciti possibili. Le nostre ricerche rivelano invece l’opposto di ciò che venne porpagandato per denigrare il periodo borbonico. Era un regno florido e all’avanguardia. Ma a quei tempi si voleva creare un’Italia Unita sotto la casa Savoia; che era anche poverissima sino alla data del 1861. Quindi con la falsa necessità di liberare il Meridione dai Borbone (che furono definiti oppressori), in molti applaudirono Garibaldi, Cavour, Mazzini e i Savoia. La storiografia ufficiale ha poi continuato per oltre 150 anni con questa distorzione e manipolazione della realtà. Una manipolazione ben riuscita in pratica! (Poverinoi).
La
propaganda anti-borbonica. Una spietata, costante, martellante campagna del fango su un regno, quello borbonico, che macinava primati, ricchezza, e innovazione, molto oltre ciò che i sabaudi avrebbero mai sperato di poter ottenere un giorno con le proprie forze. Un esempio di denigrazione internazionale valga per tutti: la storia delle carceri borboniche.
Cfr : https://www.vocedinapoli.it/2017/04/20/regno-napoli-la-germania-la-guerra-lunita-ditalia-colpi-bond/
Ma se inizialmente fu propagandato che i cattivi erano i Borbone
(guarda caso regnanti interni al Meridione), da quel 1861 in poi sono stati individuati nuovamente altri cattivi. Sempre internamente allo stesso Meridione; solo che di volta in volta e sino ad oggi, hanno assunto nomi diversi. E quali sono questi nuovi nemici contro i quali intervenire per salvare il Sud? Sono vari: si passa da “questione meridionale” e “mafia” a “inerzia” a “xylella”. Certo ad esempio la mafia è reale … ma allora com’è che se c’è una soluzione puntualmente accade che il problema si triplica? Ecco che dopo oltre 150 anni possiamo determinare che c’è un Sud in guerra perenne. Ma è sempre stata una guerra alle idee o ai preconcetti. Altri esempi : dal 1861 sino alla metà del 1900 si diceva che il tiranno oppressore era “la “questione meridionale” e “la mafia”. E la soluzione che si individuò fu cementificare per debellare questo tiranno locale e per dare lavoro, libertà, progresso. Poi sino alla fine del 1900 il tiranno era diventato “l’arretratezza, l’inerzia, il lassismo”. E per debellare questa … come definirla? autocommiserazione tirannica locale? Continuarono a cementificare per dare lavoro, libertà, progresso. Infine nell’era contemporanea degli anni 2000 il tiranno da distruggere è diventato un insetto : “la xylella”; oppure è la mancanza di energia. Che strano! Parlano di xylella, ma omettono di accennare del Codiro e dell’abnorme uso di tonnellate e tonnellate di pesticidi, moschicidi, lombricidi e erbicidi seccatutto che sono stati sversati per cinquanta anni nel Salento provocando l’inaridimento dei terreni. Nel caso della xylella la soluzione che viene proposta è l’eradicazione. E riproveranno a cementificare forse? Ma perchè no! Ovviamente per debellare queste cattive oppressioni tiranniche locali (sempre interne, dicono!) … e per dare il solito lavoro, libertà, progresso …

Interessante anche dare un quadro della real politik che attraversa indelebile questi oltre 150 anni di sfruttamento e di manipolazione del meridione. Chi sono questi manipolatori? Una casta? Una elite senza nome? I rettiliani? Beh intanto parlando di 1861 dobbiamo indirizzare lo sguardo alla Londra di quei tempi, alle società bancarie che finanziarono l’invasione e i liberali anti borbonici, il perdurare dei loro interessi economici nella “colonia” Sud, i giornali (sig), poi nel corso dei decenni arriviamo agli industriali legati al potere e servi dei poteri che si sono via via riaffermati, ossia le varie classi politiche da destra, al centro, alla sinistra che hanno speculato i loro malaffari nel Sud, quindi con le associazioni a loro collegate … il tutto per sfruttare le genti, l’agricoltura e il futuro salentino e pugliese. Oggi lo vediamo con coloro che sono favorevoli alle eradicazioni degli ulivi nel Salento; dopo che per quasi cinquanta anni il Salento, di tutta Italia, è stato il miglior venditore di fitofarmaci Roundup della ditta Monsanto, ditta guarda caso discendente di quei finanziatori dell’invasione dei Savoia nel Sud nel 1861. Tutto torna … E’ liberismo e neoliberismo dipanato in oltre 150 anni.

Personalmente ho individuato 10 costanti che si perpetuano ciclicamente nel tempo dal 1861 ad oggi

Il meccanismo con cui si sviluppa questa guerra quotidiana La prima costante è nel meccanismo con cui si sviluppa questa guerra quotidiana. Esso è sempre uguale a se stesso; ed è divenuto sistemico; un sistema di coercizione in base al quale (dal 1861 ad oggi) : deve sempre sembrare che il Meridione debba essere liberato da qualche tiranno o da qualche oppressione. Tiranno ed oppressione che, ovviamente, devono risultare essere sempre interni al Meridione.

2- Il problema deve essere sempre interno al meridione La seconda costante infatti, è che questi “problemi” (?) sono sempre puntualmente imputati al territorio meridionale, ossia sono sempre interni al Meridione, quasi si voglia supporre siano connaturati con il dna di questi luoghi.

3 – Una guerra psicologica La terza costante è che dopo oltre 150 anni di guerra quotidiana, i principali caduti in battaglia di questa guerra invisibile (e all’invisibile) sono state le nostre idee, la nostra memoria, la nostra cultura, la nostra coscienza. Si sono combattute le idee; in una maniera sottile e nascosta, manipolando le menti, elargendo falsità, plasmando la società. Si tratta di una guerra psicologica che vuole combattere l’idealizzazione di un sempre nuovo fantomatico cattivone interno al Sud.

4 – Una guerra ciclica La quarta costante è la sopra menzionata guerra ciclica e permanente nel Sud appunto, che corrisponde ad una paura indotta. Ossia in un arco di tempo che va dal 1861 ad oggi, ciclicamente sono stati propinati sempre nuovi oppressori del Meridione che, ripeto, sono individuati sempre internamente al Meridione. E questi oppressori vengono fatti percepire come mali che attentano al benessere del Sud. Si induce quindi la massa a individuare sempre un nuovo nemico (ripeto ancora, interno al Sud) al quale portare guerra. Si attua così una sorta di guerra psicologica (e ciclica) al male di turno: una guerra perenne, appunto per eliminare ogni fantomatico oppressore, che non ha mai un volto, ma che è idealizzato in un sempre nuovo malessere interno al Sud. E chi è che fa questa guerra? E contro chi? E’ una guerra di tutti contro nessuno; o meglio è contro le paure, contro il nulla, contro l’armonia. Intanto in questo modo (lentamente) si plasma la società, e lentamente si fa accettare alla gente ogni cambiamento. Cosa che non sarebbe possibile se questi cambiamenti fossero attuati dall’oggi al domani.

5 – Benefici economici La quinta costante è che ciclicamente questo sistema ha portato dei benefici economici ma solo in determinate tasche e con scarsissime ricadute positive sul territorio meridionale. Effettivamente ciò che fa sistema vuol dire che è, e che è stato redditizio. Ma mai per il Sud. Si pensi all’Ilva o a Cerano.

6 – Manipolazione di massa permanente La sesta costante è racchiusa in una coercizione (manipolazione di massa permanente) ben espressa da David Icke, che propone il concetto di : PROBLEMAREAZIONESOLUZIONE. Questa tecnica di manipolazione di massa serve ad evitare opposizione a quello che è l’obiettivo dei “manipolatori”, e addirittura riesce a condizionare la gente per far in modo che sia la gente stessa a richiedere sia raggiunto l’obiettivo che i “manipolatori” volevano ottenere sin dall’inizio. Questa costante perdura dal 1861 e ha attraversato indenne tutte le ere politiche sino ad oggi, anche se di volta in volta ha cambiato nome. Funziona così : si crea un problema e si utilizzano i mass media per manipolare l’opinione pubblica in relazione al problema che si è creato, aspettando la reazione del popolo; il quale chiederà che venga fatto qualcosa per risolvere il problema. A quel punto coloro che hanno avallato il problema, useranno di nuovo i mass media o i governi per offrire la loro soluzione. In questo modo (subdolo) si è manipolata la popolazione meridionale e si è fatto richiedere dallo stesso popolo ciò che si voleva. Viene cioè creata una reazione da parte del popolo, il quale richiederà una immediata protezione – Provo a ripetere il concetto – Diciamo che si voglia raggiungere un obiettivo che il popolo non accetterebbe dall’oggi al domani. Pertanto si procede per piccoli passi, in modo da far accettare gradualmente la soluzione che verrà proposta. Ipotizziamo che si voglia impiantare una qualche industria (o cancellare qualche vecchio monopolio industriale) : qualcuno inventerà un problema (distaccato dalla realtà) tipo “la questione meridionale”, “l’inerzia”, “la xylella”, avallando teorie lombrosiane per dar valore alla tesi del problema proposto. Viene quindi attivata una ferrea campagna mediatica per convincere l’opinione pubblica che il territorio è arretrato per colpa di “questione meridionale”, “inerzia” o “xylella”. Cioè si vuol far intendere che ad esempio si possa risolvere la mancanza di lavoro nel Sud, debellando il (falso) problema della questione meridionale, dell’inerzia, della xylella … e così via. Attorno a questi falsi problemi si riesce a scatenare panico e quindi una forte REAZIONE della gente, al punto da far pensare a tutti che per risolvere il problema che è stato avallato bisogna trovare una soluzione; la quale sarà esattamente quella che i “manipolatori” si erano prefissati di raggiungere sin dal principio. Infatti mentre la gente dirà : “cosa accadrà, bisogna fare qualcosa“, ecco che subentra la tanto attesa SOLUZIONE. Soluzione … che però non risolverà alcunchè, in quanto sarà una non-soluzione, e comunque ottenuta tramite una coercizione subdola, una manipolazione di massa, una truffa silenziosa e raffinatissima.

7 – Cementificare è la soluzione permanente  La settima costante è che ciclicamente si offre al Meridione la medesima soluzione : la cementificazione; che di volta in volta compenserà ogni sforzo (…) E lasciando sopravvivere le generazioni a venire in un mediocre livello di finto benessere, si otterrà anche di far dimenticare facilmente alle generazioni future il ciclo che le ha precedute. Basti pensare alle dimenticate lotte dell’Arneo e delle tabacchine.

Una costante questa da ricercare nel concetto della manipolazione di massa in atto dal 1861, per il quale riprendo la frase di Publio Cornelio Tacito «desertum fecerunt et pacem appellaverunt» : Fecero il deserto e lo chiamarono pace. Ossia come dicevo il sistema resta il medesimo dal 1861 ad oggi : deve sempre sembrare che il Meridione debba essere liberato da qualche tiranno o da qualche oppressione interna. Ma soprattutto in questo modo, riproponendo un sempre nuovo cattivone da distruggere (in una guerra psicologica che vuole combattere l’idealizzazione di un sempre nuovo fantomatico cattivone interno al Sud) si riesce a ottenere che la massa ignori le finalità ultime e si convinca della necessità di fare una guerra al problema posto (questione meridionale, inerzia, xylella), per conquistare una pace persa; e per far ciò la massa chiederà al suo carnefiche che venga fatto deserto. Eppure, se pur convincenti (guardando la storia delle cose dal 1861 ad oggi), queste “logiche” sembrano però alquanto strane e per lo più la soluzione (che è sempre uguale a se stessa : la cementificazione cioè) pare sia sempre calata dall’esterno! E invogliata da una stirpe di meridionali anti meridionalisti che da decenni attuano politiche sociali e ambientali che mirano a “salvare” il Sud … distruggendolo.

8 – Lo fanno per noi L’ottava costante è che sin dal principio l’importante è aiutare (?) il meridione contro questi oppressori cattivi; cementificando, ovvio. Il tutto per far crescere il Sud e sempre in nome dell’unitá nazionale.

9 – cancellare la memoria storica La nona costante è che dal 1861 ad oggi l’intero Sud, senza accorgersene è divenuto una colonia sottomessa ad una dittatura soft (della quale pochi coraggiosi ne ammettono l’esistenza!). E, dopo che gli è stata cancellata la sua memoria storica, l’intero meridione senza accorgersene è stato condizionato ad assuefarsi alla schiavizzazione dei suoi carnefici, quei manopolizzatori legati alle poltrone e ad interessi economici. Pare che siano le logiche (illogiche) del liberismo e del capitalismo a voler cancellare la memoria storica. Una linea che pertanto risale alle prime manovre avviate sin dall’Unità d’Italia.

10 – vietato alzare la voce La decima costante Utile anche ricordare che per oltre 150 anni allorquando qualcuno abbia alzato la voce contro questo sistema, ecco che la dittatura sommersa (di cui nessuno vuole ammetterne l’esistenza) è passata da soft a strong: ultimamente con sindaci, medici, politici prontissimi a far intervenire asl, polizia e magistratura con manganellate, multe o carcere per tappare la bocca a quei cittadini attivi e per reprimere con la forza chiunque tenti di destabilizzare il sistema di poltrone e di potere. E talvolta anche con abusi di potere! In quanto il Sud deve stare fermo, deve restare zitto e sottomesso,  e deve sopravvivere costretto in questa perenne guerra infinita … per proseguire la sua lotta ai fantasmi (inventati) … e affinchè possa “liberarsi” (…).

Forte vero?

In conclusione : non vi sembra che “questione meridionale”, “arretratezza” e “xylella” siano tutte invenzioni ad hoc per alimentare una guerra perenne? E per quanto tempo ancora la soluzione resterà come al solito : CEMENTIFICARE? Con tutto ciò che consegue al silenzio indotto : Pesticidi, Ogm, Tap, Xylella, 275, Discariche … O, come dirla in altri termini? Sarà che questa guerra perenne nel Meridione è funzionale esclusivamente a banche, strade, rifiuti, voto di scambio …  e basta?

Poi dicono che il problema del Sud è la mafia. Certo, la mafia raffinatissima di certi colletti bianchi!

Fonte:

http://belsalento.altervista.org/guerra-perenne-e-manipolazione-di-massa-nel-sud-ecco-le-10-costanti-che-si-perpetuano-ciclicamente-dal-1861-ad-oggi/

 

 

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– VECCHIE CONSIDERAZIONI – INUTILI – SU MINIMO COMUNE MULTIPLO E MASSIMO COMUNE DIVISORE…

di Fabio Grassi, da Facebook.com

N.B.: Unico aggettivo che non condividiamo del seguente articolo è quel… “inutili”  (ancorchè probabilmente ironico) del titolo.

A nostro parere le considerazioni contenute nel testo che pubblichiamo non sono affatto “inutili”: servono a ribadire, costantemente, ciò che tanti non vogliono comprendere.

Per capire il veleno del nazionalismo, dobbiamo capire quanto a lui dobbiamo dell'essere Italiani, nel senso politco, intendo. Il più Italiano degli scrittori, il geniale Manzoni ci spiega il sogno e la menzogna del nazionalismo, dell'autonomia fino alla separazione con una poesia, Marzo 1821:
"Una gente che libera tutta

Una d’arme, di lingua, d’altare,
Di memorie, di sangue e di cor."
Cosa c'entra il vecchio poeta unitario con noi? C'entra perchè inseguiamo miti e sogni che si specchiano esattamente nelle sue parole.
Per sintetizzare le posizioni…
Napoletanisti: tutto si chiama Napoli, il napolitano è lingua unica parlata dal liri allo stretto e a S. Maria di Leuca, noi qui in continente siamo tutti Napolitani, giammai siciliani sia storicamente, vedi Caltabellotta, sia etnicamente… e non è vero. Ci si inventa addirittura un regno di Napoli, che non smise mai di chiamarsi di Sicilia, avendo i suoi re la pretesa di farsi dire Maestà Siciliana e di monetare con tale titolo.
Sicilianisti isolani e isolazionisti: Dio ha creato coscientemente la Sicilia e si è distratto sul resto, esiste un unico siciliano sia pure dibattuto tra il dire “arancine” o “arancini”, una sola razza siciliana e via discorrendo, e anche questi si inventano il regno di Napoli, discepoli di mire straniere con cui solleticare fanatismi nazionali … l'invenzione storica del Regno di Napoli, è stato ancora un ingrediente di rovina per tutti.
Non me ne vogliano gli uni e gli altri: non è solo per canzonarli, perchè, sia pure da me estremizzate e banalizzate, e ironicamente descritte, le due tesi contengono elementi di assoluta verità.
Il punto è che sta nascendo, di fianco a quello vetero Siciliano, un nuovo nazionalismo Napolitano e come tutti i nazionalismi, quando cita la storia la distorce per una tesi, se no la si inventa …
Ma ora, ferma restando ogni vera differenza e non discutendo sulle meno vere, dobbiamo trovare un minimo comune denominatore per quello che sentiamo tutti come necessario.
E come?
Abbandonando un sentimento nazionalista, che non ci appartenne in sette secoli di esistenza. Non ci serve, è il motivo della nostra inferiorità perché ogni nazionalismo nega la differenza per esaltare l'uniformità e schiacciare ciò che non è uniforme e assimilabile: esso è la faccia apparentemente nobile del colonialismo.
Siamo fortunati: il massimo divisore comune è esattamente uguale al minimo comune multiplo.
Cari neoborbonici, veteroborbonici, legittimisti di trono e altare, proletaristi meridionali, repubblicani meridionalisti, nazionalisti napoletani, sicilianisti, duosiciliani, monosiciliani e costellazioni e galassie varie: tutti si vive tra le macerie e la desolazione. Abbiamo un dato: viviamo tra macerie.
Il futuro ci dividerà, come spesso ci divide la riflessione sul passato, sovente operata cercando conferme in qualche libro che quanto già pensiamo sia vero, o leggendo i titoli e saltando i contenuti. Cioè non studiando, ma confermando tesi aprioristiche.
Non importa.
Il tempo della divisione non è ora, magari verrà domani. Oggi?
Oggi dobbiamo trovare la forza di parlarci e di trovare la via comune e non è che possiamo filtrare moscerini ingoiando cammelli: abbiamo un solo presente e con noi i Sardi, abitanti di un isola ricchissima ridotta allo stremo prima di noi e peggio di noi.
Un solo presente comporta un'unica azione: un'unica autonomia per tutti noi citra e ultra faro, per Napoli e Palermo, un'unica via per sederci con una voce sola e rivendicare dignità e rispetto, perché insieme, e solo insieme, oggi, non importa quanto diversi e quanto separati domani, siamo forti, siamo grandi, siamo Stato. Stato e non fummo stati…. e ANCHE OGGI HO FARNETICATO.

Fonte:

https://www.facebook.com/groups/351714309468/permalink/10155660114859469/

 

 

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NOTIZIE DAL REGNO – STORIA                                        

 

– Mileto 1860 – Garibaldi e i musicanti – L’uccisione del generale Borbonico Fileno Briganti (prima parte)

di Giuseppe Calzone, da rivistasantamariadelbosco.it

(foto da eBay)

Leggi su:

http://www.rivistasantamariadelbosco.it/index.php/second-home/740-mileto-1860-garibaldi-e-i-musicanti-l-uccisione-del-generale-borbonico-fileno-briganti-prima-parte

 

 

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– Risorgimento del popolo italiano o emancipazione del popolo ebraico?

di Cristina Amoroso, da ilfarosulmondo.it

La partecipazione degli ebrei alla causa del Risorgimento fu pressoché totale e vide coinvolte tutte le comunità sparse nella penisola. Altrettanto non si può dire del coinvolgimento di tutto il popolo italiano in quello che fu uno straordinario capolavoro geopolitico, l’unificazione d’Italia con le stelle lucenti di Mazzini, Cavour e Garibaldi.

All’alba dei rivolgimenti che avrebbero abbattuto le “monarchie assolutiste” dei diversi Stati pre-unitari italiani, gli ebrei erano presenti in tutta Italia, dove i maggiori centri dell’ebraismo erano: Livorno – la Sion d’Italia –, Roma, Trieste, Mantova, Ancona, Venezia, Torino, Ferrara, Firenze, Venezia e Verona. Erano ancora chiusi i ghetti e d’obbligo i segni di riconoscimento, la rotella gialla o il cappello giallo. Gli ebrei francesi erano stati equiparati ad altri cittadini il 27 settembre 1791 e gli ebrei del nostro Paese aspettavano di avere gli stessi diritti. 

Quindi tutte le Comunità sparse nella penisola si gettarono con fervore nella lotta per indipendenza nazionale, persino in quegli Stati, come il Lombardo-Veneto o la Toscana, ove Editti di Tolleranza avevano mitigato le ristrettezze per il popolo ebraico.

All’arrivo di Napoleone in Italia, gli ebrei del Piemonte si schierarono con entusiasmo dalla parte dei “liberatori”: a Fossano l’oratore ufficiale è Abramo Sinigaglia. Ad Acqui il giovane Abramo Azarià Ottolenghi, che diventerà rabbino della città, pubblica un proclama sull’albero della libertà. Nella Repubblica Cisalpina, a Bologna sull’albero della Libertà vengono messe come simbolo di giustizia le Tavole della Legge. A Venezia la gloriosa Repubblica si arrende subito, a far parte del nuovo Consiglio comunale entrano tre ebrei. Così via via in tutta Italia, tra ebrei ortodossi, marrani e cripto-ebrei.

Respirata la libertà con Napoleone, gli avvenimenti successivi delle guerre d’indipendenza furono direttamente influenzati, suscitati e diretti da elementi ebraici, come scrive Carlo Alberto Roncioni: “L’opera compiuta dagli ebrei in Piemonte per interessare i pubblici poteri alla causa della loro emancipazione fu messa in luce dall’ebreo Giuseppe Levi. Gli ebrei diffusero libri, giornali, pubblicazioni a loro favorevoli, premiarono gli autori che scrissero in difesa del giudaismo, parteciparono alle agitazioni patriottiche dando al Paese uomini e denaro. Un drappello di ebrei torinesi si unì ai volontari delle altre comunità ebraiche e formò la 7^ Compagnia Bersaglieri Ebrei”.

Continua su:

https://www.ilfarosulmondo.it/risorgimento-popolo-italiano-emancipazione-popolo-ebraico/

 

 

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– Maria Sofia, ultima regina delle Due Sicilie: un’eroina amata dal suo popolo

di Antonio Gaito, da vesuviolive.it

 

Marie Sophie Amalie von Wittelsbach, Herzogin in Bayern, nota in italiano come Maria Sofia Amalia di Baviera, è stata l’ultima regina consorte delle Due Sicilie.

Nata nel Castello di Possenhofen il 4 ottobre 1841 fu figlia del duca Massimiliano Giuseppe in Baviera e della principessa Ludovica di Baviera, sorella dell’arcinota Elisabetta di Baviera, per tutti Sissi. Maria Sofia aveva ricevuto un’educazione molto sui generis per una personalità del suo lignaggio, che l’aveva portata ad amare la vita all’aperto, a contatto con la natura.

Era un’esperta cavallerizza, ottima nuotatrice e pratica nell’uso della carabina. Il Tosti la descrive come «alta, slanciata, dotata di bellissimi occhi di color azzurro-cupo e di una magnifica capigliatura castana; Maria Sofia aveva un portamento nobile ed insieme maniere molto graziose».

Nel 1858, a soli 17 anni, venne promessa in sposa a colui che sarebbe diventato re Francesco II di Borbone delle Due Sicilie. I futuri marito e moglie non si erano mai visti prima. Il loro matrimonio, celebrato per procura l’8 gennaio 1859, fu combinato per rafforzare i rapporti tra le due corone, quella borbonica e quella asburgica. Maria Sofia giunse in una Bari festante il primo febbraio e solo allora vide per la prima volta il marito e suo suocero, re Ferdinando II di Borbone, sul quale già aleggiava l’ombra della malattia che di lì a poco gli sarebbe costata la vita.

Continua su:

http://www.vesuviolive.it/cultura-napoletana/storia/219023-maria-sofia-ultima-regina-regno-delle-due-sicilie/

 

 

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– “Questione Meridionale, le origini”

da altaterradilavoro.com

Il periodo più doloroso della storia nazionale, origine dell’irrisolta Questione Meridionale, è quello del Brigantaggio tra gli anni 1860-1870, nella fase iniziale dell’Unità. Periodo ancora deformato, negli studi storici, da letture ideologizzate e unilaterali che non permettono una visione d’insieme dei fatti e delle tensioni ideali dell’epoca.

I primi 10 anni dell’Unità avrebbero dovuto esser fondamentali per la costruzione della nuova entità istituzionale; furono soltanto la prosecuzione dell’esperienza piemontese, allargata al Paese diventato più grande con le annessioni. Cambiò solo il nome, Regno d’Italia e non più di Sardegna. In questo contesto, che si sta rileggendo con correttezza da parte di una storiografia chiamata a torto “revisionista”, perché la ricerca storica di per sé è sempre revisionista, il Brigantaggio è fenomeno di ribellione all’occupazione delle truppe piemontesi nel Sud. Negli ultimi tempi iniziative e studi stanno cercando di offrire un quadro più aderente alla realtà, rispettando e recuperando la memoria storica dei protagonisti, in particolare le masse popolari. Si pensi in Lucania al Parco della Grancia dove si rappresenta il cinespettacolo “La Storia Bandita”, alla mostra su Brigantaggio e Risorgimento nel Museo di Picciano (Pescara). Tra le ricerche storiche che rileggono e reinterpretano la “guerra civile” tra esercito piemontese/italiano e i gruppi che si opposero, di grande rilievo è “Stato, società e briganti nel Risorgimento italiano” (Pianetalibroduemila, Possidente (PZ), 2002, 171 pagine, € 10). L’autore è Ottavio Rossani, inviato speciale del “Corriere della Sera”, calabrese (di Soverato), poeta e scrittore anche di racconti.

Continua su:

http://www.altaterradilavoro.com/questione-meridionale-le-origini/

 

 

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– Unità d’Italia: Un monumento fatto di menzogne difeso a tutti i costi

di Roberto Golisciano, da ondadelsud.it

Il Consiglio Regionale della Basilicata lo scorso 16 settembre con la mozione presentata da uno dei suoi consiglieri, ha annullato la precedente del 7 marzo scorso in cui si istituiva la “Giornata della memoria per le vittime meridionali dell’Unità d’Italia”.

Non si poteva dare molto credito a quest’iniziativa italo-pentastellata, errata già nella titolazione in quanto, si presta a interpretazioni diverse ma nessuna confacente al nobile tentativo di giustizia. Comunque avrebbe potuto significare un importante momento di un lungo processo di maturazione e di riscatto di una nazione, l’italia, voluta e realizzata dalle superpotenze dell’epoca pre-unitaria.

Soltanto i miopi o coloro che sono in mala fede possono vedere, in una simile iniziativa, qualcosa di orrendo o di pseudo nostalgico.

Il sentimento della nostalgia, tra l’altro, si manifesta sempre verso le cose buone, vere ed autentiche, mai verso cose e fatti negativi.

Come siamo lontani dai tempi di re Ferdinando II di Borbone che ebbe a dire ed attuare in due sole parole più di quanto tutti gli articoli messi insieme di una qualsiasi carta costituzionale riuscirebbero mai a dire ed attuare: “La buona amministrazione dello stato è fondamentale cura del governo, in quanto da essa deriva la felicità dei Popoli”.

Continua su:

http://www.ondadelsud.it/?p=13484#more-13484

 

 

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– L’anello di re Ferdinando II

I moti nel Cilento nel 1848 – Costabile Carducci e don Vincenzo Peluso

di Vincenzo Gulì, da parlamentoduesicilie.eu

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Quest’estate a Villammare di Vibonati presso Sapri per la prima volta sono stati esposti i fatti delle trite e ritrite ‘rivoluzioni cilentane’ smascherando i falsi eroi che la storiografia ufficiale e menzognera ostenta da 150 anni tra gli sprovveduti intellettuali locali. Personalmente ho tratteggiato un losco personaggio fin qui esaltato, Costabile Carducci, giungendo a insperate e belle conclusioni. La famiglia di costui, chiaramente originaria della Toscana, era una delle tante emigrate tempo prima nel regno di Napoli per trovare rifugio e sostentamento. Il cattivo sangue non mente e il Carducci si lascia facilmente affascinare dalle sirene massoniche rivoluzionarie sin dal 1828, quando sogna che dal disordine nasca finalmente quel sistema di sfruttamento del prossimo che dal 1789 in poi tenta di governare il mondo, come purtroppo oggi è pienamente avvenuto.  La reazione borbonica fa abortire i moti del ’28 e l’incauto buonismo regio lo perdona lasciandolo preziosa pedina nelle mani settarie perennemente in complotto.

L’avidità del personaggio lo rende inquieto e fertile alle promesse straniere. Il famoso anno della rivoluzione mondiale del 1848 lo trova modesto locandiere e inflessibile gestore di una scafa sul Sele con tanti debiti per l’inadeguato tenore di vita. Un altro sovversivo del ’28 improvvidamente graziato dai Borbone, Antonio Leipnecher, lo contatta incaricandolo di far scoppiare in zona tumulti il 18 di quell’anno fatidico. Naturalmente secondo il collaudato cliché massonico: soldi dall’estero, collegamenti con i notabili esosi locali, ingaggio di delinquenti comuni per far massa.  Per il 17 tutto è pronto e Carducci anticipa addirittura la data: ordina il taglio del telegrafo a Castellabate e interrompe il passaggio sul fiume; in tal modo la sua zona è isolata e tutelata dalla forza pubblica per diversi giorni.  Gli avvenimenti a Napoli, con la Costituzione concessa il 27 dello stesso mese e il l’apertura del perfido parlamento rivoluzionario, vanno tutti a suo favore e si ritrova vincitore senza combattere e addirittura colonnello della Guardia Nazionale pretesa dai ribelli.  Quando re Ferdinando II, dopo aver consultato il popolo per le vie della capitale, comanda finalmente la reazione del 15 maggio gli agitatori scappano da Napoli con la protezione palese dei mandanti anglo-francesi sulle navi in rada. Costabile sbarca tra Calabria Citra e Principato Citra e tante di resistere alle truppe regie ma a Campotenese i facinorosi sono battuti e dispersi. Con pochi seguaci non potendo più illudersi di abbattere il legittimo governo, i vari capetti rivoluzionari propendono per le vendette personali approfittando della situazione ancora nono totalmente normalizzata. Così anche il taverniere di sangue toscano si dirige verso Sapri con l’intento di ammazzare un suo antico antagonista locale il sacerdote don Vincenzo Peluso, fedelissimo a Sua Maestà sin dall’invasione del 1799 quand’era giovanissimo. Il prete era divenuto un devoto regio osservatore locale e controllava continuamente i faziosi del posto. Carducci vuole approfittare del momento per liberarsi definitivamente di lui tramite un criminale del luogo appositamente assoldato. Ma quando costui scopre l’identità della designata vittima, desiste essendo stato beneficato in passato proprio dal religioso.  Il Peluso viene allora a conoscenza dell’imminente arrivo di Carducci per spargere gli ultimi veleni rivoluzionari proprio nei pressi della sua abitazione ad Acquafredda vicino Maratea. Lì si apposta con dei leali sudditi e, nella penombra della sera, i due gruppi si intravedono. Carducci spera che siano i delinquenti locali buoni per continuare la sedizione dopo l’avvenuta uccisione di don Vincenzo e grida <<CHI VIVA?>> Per averne conferma.  Ma non risuona né <<VIVA LA REPUBBLICA>> né <<VIVA L’ITALIA>>, come sognava ma un forte <<VIVA RE FERDINANDO!>> che gli raggela il sangue nelle vene.  Scoppia la sparatoria in cui è immediatamente ferito al braccio proprio Costabile che ha un’emorragia capace di indurre alla resa i suoi compari.  Noncurante dei problemi personali il Peluso porta il colpito a casa sua bloccando la perdita ematica che lo stava facendo perire. Dopo, com’è naturale, lo consegna ai gendarmi per tradurlo al carcere più vicino di Lagonegro. Qui s’impone la saggezza popolare perché i custodi intuiscono il prevedibile prosieguo della vicenda, simile a quello di vent’anni prima, con Carducci ritenuto colpevole ma graziato per l’eccessiva indulgenza dei giudici gradita al Re. Fatto è che strada facendo decidono di giustiziarlo da soli, buttando poi il corpo in un dirupo. L’arma più letale dei neogiacobini, l’informazione, tuona tempestivamente in tutta Europa accusando le autorità borboniche del ‘crimine‘ con condanne solenni da Londra, ampiamente diffuse, e smentite ufficiali, dopo la legittima reazione di Napoli, artatamente ovattate. In tal modo i ‘professorelli‘ di allora e di oggi ancora considerano Costabile Carducci un eroe, martire della tirannide del Borbone. Era invece uno squallido traditore incallito che si sarebbe sicuramente salvato dalla pena capitale se fosse stato presentato davanti a un tribunale. Avrebbe proseguito a fare il sovversivo, marciando assieme a Garibaldi una dozzina di anni più avanti e macchiandosi del sangue del suo prossimo come tutti i suoi degni compari e come invitava a fare ad un ufficiale sottoposto in una lettera (agli atti del processo della Gran Corte Speciale del Principato Citra sui moti cilentani) scritta quando comandava la Guardia Nazionale di Salerno: <<L’esorto a non risparmiare il sangue, e far danaro se vuole vedere progredita la nostra causa.>>

L’agevole stroncatura del mito fasullo di Costabile Carducci è stata però l’occasione di approfondire un personaggio antitetico come don Vincenzo Peluso, sacerdote ma ‘Brigante di Sua Maestà’ come lo consideravano i francesi invasori del 1799 e seguenti. Un uomo leale, generoso e forte perché dotato di un fisico possente. Compì la sua più importante impresa a favore della Patria nella terza età dopo aver servito superbamente tre re: Ferdinando IV, Francesco I e poi Ferdinando II. Per sua fortuna passò al Cielo qualche anno dopo, cioè prima che soffrisse nel vedere lo scempio ‘risorgimentale‘ della sua Patria delle Due Sicilie ma in tempo per ricevere direttamente dalla mani di Re Ferdinando un regalo per i meriti ampiamente acquisiti di fedeltà e abnegazione. Una piccola flotta militare si fermò presso Acquafredda e il sovrano gli fece visita donandogli un anello d’oro per eterna riconoscenza. In occasione del convegno abbiamo avuto la gioia di conoscere un discendente di don Vincenzo che ci ha mostrato con orgoglio l’anello gelosamente custodito per oltre un secolo e mezzo. La nostra patria risorge con le verità storiche che spingono quelli che stanno nell’ombra a palesare sentimenti ed oggetti che si credevano per sempre perduti …

Fonte:

http://www.parlamentoduesicilie.eu/wordpress/?page_id=8531

 

 

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PER NON DIMENTICARE…

(immagine tratta da madreluna.altervista.com)

 

– Palermo, 1 ottobre 1862: 13 vittime

Il 1° ottobre a Palermo furono accoltellati simultaneamente, in luoghi diversi, tredici persone. Uno degli accoltellatori, in seguito e arrestato, confessò che gli era stato ordinato da un “guardapiazza” (quello che oggi viene chiamato mafioso) di colpire alla cieca e che erano stati pagati con danaro proveniente dal principe Raimondo Trigona di Sant’Elia, senatore del regno, delegato da Vittorio Emanuele II. Da successivi controlli fatti dal piemontese sostituto procuratore del re Guido Giacosa, evidentemente all’oscuro delle criminali intenzioni del governo piemontese, venne accertato che i moltissimi omicidi, avvenuti anche prima e molti altri dopo, avevano il solo scopo di “sconvolgere l’ordine” per poter permettere e giustificare la feroce repressione così da eliminare impunemente la resistenza siciliana antipiemontese. L’indagine, che portò a riconoscere la responsabilità di quei sanguinosi crimini al reggente della questura palermitana, il bergamasco (ma messinese di nascita) Giovanni Bolis, antico affiliato carbonaro con La Farina, fu, comunque, subito chiusa.

Fonte:

http://cronologia.leonardo.it/storia/a1862f.htm

 

– 8 ottobre 1860 Poggio Imperiale dice no al plebiscito

 

– La strage del pane a Palermo del 19 ottobre 1944

(foto da ora-siciliana.eu)

Si ebbero 24 morti e 158 feriti

Giuseppe Balistreri (16 anni), Vincenzo Cacciatore (38), Domenico Cordone(16), Rosario Corsaro(30), Michele Damiano(12), Natale D’Atria(28), Andrea Di Gregorio (16), Giuseppe Ferrante (12), Vincenzo Galatà (19), Carmelo Gandolfo ( 25), Francesco Gannotta ( 22), Salvatore Grifati ( 9 ), Eugenio Lanzarone ( 20), Gioacchino La Spia ( 17), Rosario Lo Verde (17), Giuseppe Maligno (22), Erasmo Midolo (19), Andrea Oliveri (16), Salvatore Orlando (17), Cristina Parrinello (61), Anna Pecoraro ( 37), Vincenzo Puccio (22 ), Giacomo Venturelli (60) e Aldo Volpes ( 23 ).

 

VIDEO

di paesemio 1958, da youtube.com

https://www.youtube.com/watch?v=nYwC36TCZ0I

 

– 20 ottobre 1861Disordini a Marsala con lanci di pietre verso i Carabinieri –

– 26 ottobre 1861 – Disordini a Paceco

Tommaso Romano, Sicilia 1860 – 1870, una storia da riscrivere, pag. 59

 

– 29 ottobre 1949La strage di Melissa

Nell'ottobre del 1949 i contadini calabresi marciarono sui latifondi per chiedere con forza il rispetto dei provvedimenti emanati nel dopoguerra dal ministro dell'Agricoltura Fausto Gullo e la concessione di parte delle terre lasciate incolte dalla maggioranza dei proprietari terrieri. Interi paesi parteciparono a questa mobilitazione che vide circa 14 mila contadini dei comuni orientali delle province di Cosenza e Catanzaro scendere in pianura. Chi a piedi, chi a cavallo, con donne e bambini e gli attrezzi da lavoro, quando giunsero sui latifondi segnarono i confini della terra e la divisero, iniziando i lavori di preparazione della semina. Irritati per questa ondata di occupazioni alcuni parlamentari calabresi della Democrazia Cristiana si recarono a Roma per chiedere un intervento della polizia al Ministro dell'Interno Mario Scelba. I reparti della Celere si recarono quindi in Calabria e uno di loro si stabilì a Melissa (oggi provincia di Crotone) presso la proprietà del possidente del luogo, barone Berlingeri, del quale i contadini avevano occupato il fondo detto Fragalà. Questo fondo era stato assegnato dalla legislazione napoleonica del 1811 per metà al Comune, ma la famiglia Berlingeri, nel tempo, lo aveva occupato abusivamente per intero. La mattina del 29 ottobre 1949 la polizia entrò della tenuta e cercò di scacciare i contadini occupanti con la forza.

Vista la resistenza dei manifestanti la polizia aprì il fuoco; tre persone furono uccise:

Giovanni Zito di 15 anni

Francesco Nigro di 29 anni

Angelina Mauro di 23 anni, che morirà più tardi per le ferite riportate, oltre a 15 feriti.

Fonte:

https://it.wikipedia.org/wiki/Strage_di_Melissa

 

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SCHEGGE DI STORIA                                                        

 

SCHEGGE DI STORIA 10/2017

 

          Fingendo il passato, la letteratura (Romantica n.d.r.) colorava l’avvenire con lusinghe di speranza, con pompa d’eloquenza, e vezzi di poesia; onde i lettori abbagliati da tanta promissione di bene, ne ripetevano i concetti, e senza saperlo eran braccio di sette.

          I governi italiani di ciò non s’avvedevano, e facevan ponte al nemico. Fu misera cecità che la censura preventrice de’ libri e de’ teatri combattesse grettamente parole e motti, quando lasciava correre quella letteratura falsa, che come è dannosa all’arte del bello, così minacciava la quiete sociale. Storie, romanzi, versi, drammi bruttavano torchi e scene, che senza il favor settario s’avrebbero avuto fiamme e fischi; e invece permessi e plauditi, navigavano a vele gonfie al naufragio della cosa pubblica. Né d’Italia solo; venivan di Francia e di Germania, pria celebrati, torrenti di commedie, novelle, scene e quadri e leggende e romanzi corrompitori del gusto, e seminatori di principii di comunella, cui dicevan sociali, con bella parola; ma che al nerbo della società fean guerra. Né tampoco adesso cotesta straniera letteratura ha finito d’invader l’Italia; né ancora l’Italia doma da arme straniere ha smesso il basso vezzo d’essere di straniere lettere imitatrice, dove fu reina e maestra. Quest’altro danno avemmo dalle sette, che proclamanti libertà tendono ad asservire questa patria, anche nella manifestazione di quell’ingegno che Dio ne largiva.

Giacinto de’ Sivo, Storia delle Due Sicilie, Grimaldi & C. Editori, pag. 31.

 

 

          Neanche quando Garibaldi passò lo stretto di Messina (18 agosto) la flotta borbonica fece nulla. Il generale Giuliano Briganti, altro grande traditore che si ritirava sempre rifiutando per denaro ogni forma di resistenza, scoperto dai suoi stessi uomini, venne ucciso da loro, inferociti per la sua condotta. Ciò provocò l’anarchia fra le truppe e i generali Giuseppe Ghio e Allessandro Nunziante consegnarono le loro fortezze senza combattere. Ghio, in particolare, disponeva di 10 mila uomini nel campo trincerato di Soveria Mannelli (Catanzaro).

          Al favore degli alti gradi militari, all’inerzia dei dirigenti e al disfacimento dell’apparato statale si aggiunse la diffusa, anche se infondata, aspettativa di un rivolgimento sociale.

          Nei decenni precedenti, infatti, la piccola borghesia agraria, grazie anche alla legislazione rivoluzionaria napoleonica, si era impadronita delle terre indivise, frammentandole e sottraendo ingenti quantità di terre agli “usi civici”, che da tempo immemorabile soddisfacevano i bisogni delle popolazioni rurali.

          Nel 1860, pertanto, i medesimi proprietari terrieri, in buona parte usurpatori, diventarono precipitosamente annessionisti e spianarono in tal modo la strada agli invasori sabaudi nella prospettiva di conservare e possibilmente ampliare le loro posizioni. Circondati da un ambiente ostile, affascinati ed insieme intimoriti dalla fama di Garibaldi, sconcertati dalla sua tattica militare poco ortodossa, gli ufficiali borbonici finirono per capitolare senza opporre resistenza. Quasi ovunque, però, i soldati si rifiutarono di aderire alla causa unitaria e, sbandati o a gruppi, cercarono di unirsi al grosso dell’esercito regio.

          Di fronte al successo del nizzardo, il conte di Cavour, dopo avere cercato invano di fomentare una rivolta nella capitale borbonica, che ne giustificasse l’annessione al regno sardo – piemontese, ruppe gli indugi e prese direttamente l’iniziativa nell’intento di conquistare la direzione del movimento annessionistico, subordinando così l’azione di Garibaldi e dei suoi possibili “colpi di testa” repubblicani alle direttive torinesi ed anche per salvaguardare il nucleo centrale del territorio pontificio e non creare imbarazzo a Napoleone III che ne era il tutore.

          Il 15 luglio, però, a San Martino valle Caudina (Avellino) la popolazione si ribellò ai “galantuomini”, che sostenevano la causa garibaldina, e assalì le loro abitazioni al grido “Viva ù re nuosto, morte a’ liberali, a’ garibaldini!”. Il 21 avvenne la stessa cosa a San Giorgio La Montagna e a Salza Irpina e il 23 a Venafro.

          Tra la fine di agosto e i primi di settembre, in quasi tutti i paesi della Basilicata e della Calabria migliaia di contadini, richiamati dal suoni dei corni e delle campane, insorsero incendiando i circoli filosabaudi con il tricolore ed innalzando la bandiera borbonica. Il 4 settembre, in Irpinia, centinaia di rurali piombarono sulla cittadina di Ariano e le forze filosabaude, prese alla sprovvista, lasciarono sul campo 31 morti. Garibaldi, allora, mandò sul posto il generale ungherese Stefano Turr (1825 – 7908), che compì una cruenta rappresaglia nelle campagne con centinaia di fucilazioni e di arresti.

Michele Antonio Crociata, Sicilia nella Storia – Tomo II, Dario Flaccovio Editore, pag. 31, 32.

 

 

(Sulla "Rivolta del Sette e mezzo" in Sicilia)

          Lo stesso Vittorio Emanuele II, quando fu informato dei fatti, addirittura scrisse di proprio pugno al capo del governo italiano un messaggio nel qual raccomandò di “non avere pietà per quella plebaglia”. Il messaggio era stato scritto in lingua francese, che era ancora la lingua più familiare al “re galantuomo” e ai suoi collaboratori. Le rappresaglie, anche contro la popolazione civile, furono tremende e senza regole. Le torture, le violenze, le fucilazioni arbitrarie, senza processi e senza verbali, si susseguirono ancora per molto tempo. I processi veri e propri furono pochi, in quanto al governo italiano premeva mantenere il silenzio su quella grande rivoluzione indipendentista che lo aveva sostanzialmente delegittimato e che dimostrava, ancora una volta, al mondo che i siciliani non avevano mai voluto né volevano che la Sicilia fosse ridotta al rango di “colonia di sfruttamento”. Ma la verità, seppure tra mille difficoltà, venne in un modo o nell’altro a galla: grazie alla stampa cattolica, grazie ad alcuni giornali, grazie alle astute pubblicazioni messe in circuito dall’abate Agostino Rotolo, grazie alle impreviste dichiarazioni e testimonianze che emergono, comunque, dagli atti parlamentari della specifica Commissione d’inchiesta che ha operato nel 1867, con grande precauzione ma anche con qualche momento di tolleranza e di rispetto delle regole; atti che sono stati pubblicati soltanto nel 1966, cioè dopo un secolo.

Rino Messina, La Repressione postuma – Palermo 1866: una rivolta breve e il suo epilogo giudiziario, Istituto Poligrafico Europeo, pag. VI e VII della prefazione.

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Per prendere visione delle altre “Schegge di Storia”, si veda la sezione omonima del menù verticale, in alto, alla sinistra del video.

 

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EVENTI                                                                                 

 

– Maddaloni, 8 ottobre 2017

VII^ edizione Tour del Volturno

Caro compatriota delle Due Sicilie,

              domenica 8 ottobre 2017 si terrà la VII edizione del Tour del Volturno, evento patrocinato dal legittimo Parlamento delle Due Sicilie ®, aperto liberamente a singoli, gruppi e associazioni che amano la propria Terra, che intende approfondire la storia delle Due Sicilie rivivendola sui luoghi in cui è stata scritta e stanandola dal chiuso delle  sale in cui altri saltuariamente ne discutono. Questo Tour è dedicato alla battaglia del Volturno del l'1 e 2 ottobre 1860 che segnò l'inizio della fine della nostra duplice nazione.

              Si raccomanda caldamente a tutti quelli che si trovano in zona di partecipare sfruttando l'occasione per rinsaldare i nostri rapporti identitari e per trascorrere una giornata piacevole e istruttiva per alimentare la loro fede duosiciliana.

Itinerario programmato:

  •        10.00     raduno ai Ponti della Valle presso Maddaloni presso il "sacrario" dei nemici di Napoli morti per la conquista delle Due Sicilie con rievocazione generale della battaglia
  •        11.00     trasferimento presso la scafa di Limatola dove sul nostro sacro fiume saranno ricordati i nostri caduti senza alcuna sepoltura e lanciati fiori rossi e bianchi in loro perenne onore e memoria.
  •        12.15     trasferimento  a Castel Morrone sul monte dove si consumò la lotta tra borbonici e garibaldini determinante per le sorti della battaglia; verbalmente omaggio ai primi senza segni di memoria e oltraggio ai secondi con mausoleo risorgimentale.
  •        13.30     conviviale conclusiva in un ristorante del luogo.

I trasferimenti avverranno con mezzi propri o prendendo contatto con gli organizzatori.  Il commento storico sarà come di consueto a cura del prof. V. Gulì.

         Al termine della seduta vi sarà un pranzo conviviale in un ristorante tipico.

Viva 'O Rre! Viva 'O Popolo sovrano!

Napoli, 24 settembre 2017, CLVI A.O. (anno di occupazione)

Il coordinatore nazionale

Prof. Vincenzo Gulì

Sito web: www.parlamentoduesicilie.eu

 

 

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– Napoli, sabato 28 ottobre 2017, Villa Domi

Ore 10,00 – 20,00 ca.

Primo convegno tradizionalista di Napoli Capitale

Il Sud non può aspettare

La civiltà del Sud contro le oligarchie dell’usura che attaccano la Tradizione per distruggere il futuro dei popoli e creare un mondo di schiavi

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NOTIZIE DAL REGNO – ATTUALITA’                                   

 

– GRAN SASSO: IN ARRIVO UNA SORGENTE RADIOATTIVA DALLA RUSSIA

di Gianni Lannes, da sulatestagiannilannes.blogspot.it

Radiazioni in arrivo sotto una montagna sacra italiana. Rischi inaccettabili in territorio sismico con il maggiore acquifero del centro Italia, in un laboratorio già classificato a rischio di incidente rilevante dalle normative europee. Nel belpaese la materia nucleare è oscura, sempre coperta da segreti indicibili ai comuni mortali. Prendete ad esempio il caso del trasferimento dalla Russia in Italia fra sei mesi (arrivo previsto ad aprile dell’anno 2018) di una potente sorgente radioattiva a base del micidiale cerio 144, dal potenziale catastrofico.

Nei programmi ignoti all’opinione pubblica e alla popolazione locale, la sorgente radioattiva da 100/150 mila curie sarà incapsulata nel più grande contenitore di tungsteno mai prodotto, in Cina, da 19 centimetri di spessore, per schermare le radiazioni gamma. L'attività radioattiva della sorgente è pari a circa un quarto del cesio 137 radioattivo emesso nell'oceano da Fukushima, come riporta il rapporto tecnico della Iaea sull'incidente. Il trasporto della sorgente prodotta a partire dal combustibile, avverrà dal sito nucleare di Mayak, tristemente nota per essere la città dove nel 1957 avvenne un grave incidente, attraverso la Francia in un contenitore fornito dalla Areva, colosso transalpino del nucleare.

Dove andranno a collocarla? In un luogo sicuro? Macché nelle viscere di una montagna abruzzese ricca di acqua da bere, addirittura sotto un mastodontico serbatoio di idrocarburi, in un laboratorio valutato a rischio di incidente rilevante secondo le direttive Seveso. Per giunta, grazie ad un finanziamento dell’Unione europea di 3,5 milioni di euro e la benedizione del governo illegittimo del passacarte eterodiretto di turno a nome di Paolo Gentiloni (assurto alle cronache per aver regalato in gran segreto nel 2015 addirittura 339,9 chilometri quadrati di mare italiano alla Francia). Lo stesso Gentiloni che ha presentato un disegno di legge in fase di approvazione al fine di ridurre al silenzio l'informazione indipendente sul web in Italia.

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http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2017/10/gran-sasso-in-arrivo-una-sorgente.html?spref=fb

 

 

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– Sorpresa: il Nord Africa per fare il cus cus non vuole il grano canadese, ma quello siciliano e pugliese!

di Giulio Ambrosetti, da inuovivespri.it

E’ noto che in tanti Paesi del Nord Africa il cus cus, se non è ovunque il piatto nazionale, è di certo un cibo, a base di cereali, molto diffuso. Ebbene, cosa andiamo a scoprire? Che mentre l’Italia, per produrre la pasta industriale, continua a importare grano duro dal Canada e dall’Ucraina, in Nord Africa non vogliono nemmeno sentire parlare di grano duro pieno di glifosato e micotossine DON, così importano il grano uro siciliano e pugliese – che non contiene questi contaminanti – e si mettono il classico ferro dietro la porta!

Sono le follie della globalizzazione dell’economia. O – nel caso dell’Unione Europea – gli interessi delle multinazionali, che per avere mano libera in Canada (cioè per fare affari in questo Paese) sta imponendo il grano duro canadese ai 27 Paesi dell’Unione con il CETA.

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http://www.inuovivespri.it/2017/10/07/sorpresa-il-nord-africa-per-fare-il-cus-cus-non-vuole-il-grano-canadese-ma-quello-siciliano-e-pugliese/

 

 

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– Prof. Costa (Siciliani Liberi) scrive al presidente della Camera Laura Boldrini…

da sicilianiliberi.org

 

PALERMO – Nel disegno di legge elettorale in discussione, cosiddetto neo-rosatellum, “rileviamo un gravissimo vizio di incostituzionalità che ci costringerà, qualora venisse approvato da entrambi i rami del Parlamento, a un ricorso in Corte Costituzionale e addirittura, se in quest'ultima dovesse  prevalere una interpretazione ‘abrogativa’ della Costituzione per pura ‘ragion di stato’, a forme clamorose di disobbedienza civile, ancorché del tutto pacifiche e non violente”. E’ un passaggio della lettera che il prof. Massimo Costa, presidente del movimento indipendentista ‘Siciliani liberi’, ha inviato al presidente della Camera dei deputati, Laura Boldrini.

Per gli indipendentisti “la norma in questione contiene espressamente la previsione di uno sbarramento elettorale calcolato ‘sulla cifra elettorale nazionale’, anche per il Senato per il quale la Costituzione, senza possibilità di interpretazioni che ne aggirino la previsione, dispone inequivocabilmente che ‘è eletto su base regionale’”.  “Non vogliamo entrare nel merito del provvedimento, giacché sappiamo bene che solo all'attuale Parlamento spetta legittimamente ogni valutazione di contenuto – scrive il prof. Massimo Costa – Ci asteniamo quindi dal dare qualunque giudizio di valore, tanto più che il nostro movimento, operando solo sul territorio della Regione siciliana, ritiene che legittimamente questa funzione spetti ai movimenti politici cosiddetti nazionali". Sollecitando al presidente Boldrini  un emendamento “che riporti la legge nell'alveo naturale della Costituzione”, gli indipendentisti sottolineano nella missiva “che la a contraddizione tra la legge elettorale e la Costituzione non è infatti puramente formale”.

Continua su:

http://www.sicilianiliberi.org/index.php/2017-05-29-20-19-45/comunicati-stampa/373-prof-costa-siciliani-liberi-scrive-a-presidente-camera-laura-boldrini-riforma-elettorale-toglie-diritto-rappresentanza-sicilia-e-sardegna-penalizzate-appello-per-modificare-ddl-pronti-a-ricorso-consulta-e-disobbedienza

 

 

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– Massimo Costa sull’indipendenza catalana

di TvmPalermo, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=8d0G9MjLAg4

 

 

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– De Magistris in sciopero della fame per lo ius soli

da napolitoday.it

Luigi de Magistris in sciopero della fame. Il Sindaco di Napoli aderisce alla staffetta per lo ius soli.

"Oggi sarò in sciopero della fame aderendo alla 'staffetta'. Lo ius soli è un diritto costituzionale ed è quindi necessario che il parlamento italiano lo sancisca attraverso una legge dello Stato. È anche un dovere etico e di giustizia sociale che il legislatore deve garantire per questa e per le prossime generazioni. In questo modo sicurezza e pace si consolidano. Culture e diritti rafforzano la vita", afferma il primo cittadino partenopeo.

Fonte:

http://www.napolitoday.it/politica/de-magistris-sciopero-fame-ius-soli.html

 

 

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– “Referendum” sulle Due Sicilie…

(un po’ di buon umore… anche se amaro…)

di Fanpage.it, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=sfjeWoEQzas

 

 

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– Clementine estere vendute come prodotto locale: è allarme

da ecodellojonio.it

Autotreni carichi di clementine spagnole e tunisine stanno arrivando in diversi capannoni del nostro territorio nel cuore della notte. Accade, ormai, da qualche giorno. Tutti sanno, ma nessuno parla. Clementine che poi vengono mischiate con quelle coltivate e prodotte nella nostra terra e vendute con etichettatura tipo “Clementine della Sibaritide” oppure “… di Rossano” “… di Corigliano”. Tutto questo è inaccettabile. Si tratta di frode, di inganno. Su cui le autorità di polizia e commerciali dovrebbero immediatamente eseguire controlli per prendere poi i dovuti provvedimenti.

Continua su:

http://www.ecodellojonio.it/invasione-di-clementine-dallestero-e-allarme-in-tutta-la-sibaritide/?doing_wp_cron=1507207590.5469310283660888671875

 

 

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– Battaglia del grano: I Nuovi Vespri e GranoSalus vincono in Tribunale contro Aidepi, Barilla, De Cecco, Divella, La Molisana e Garofalo

di Giulio Ambrosetti, da inuovivespri.it

Per la seconda volta il Tribunale dà ragione a GranoSalus e a I Nuovi Vespri: le analisi su otto marche di pasta industriale sono corrette e gli articoli riportati dai due siti non ledono i diritti degli industriali: sono solo corretta informazione in favore dei cittadini. Gli industriali condannati al pagamento delle spese. Una grande vittoria del Sud Italia e, soprattutto di Puglia e Sicilia, dove si concentra la produzione del grano duro italiano 

Battaglia del grano: GranoSalus e I Nuovi Vespri vincono su tutta la linea. Il Tribunale di Roma, Prima Sezione Civile, ha rigettato il ricorso presentato dagli industriali della pasta e ha condannato gli stessi industriali (Aidepi, sigla che sta per Associazione delle industrie del dolce e della pasta, la Barilla G & R Fratelli spa, i Fratelli De Cecco di Filippo Fara S. Martino spa, la F. Divella spa, La Molisana spa e il pastificio Lucio Garofalo) al pagamento delle spese.

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http://www.inuovivespri.it/2017/10/04/battaglia-del-grano-i-nuovi-vespri-e-granosalus-vincono-in-tribunale-contro-aidepi-barilla-de-cecco-divella-la-molisana-e-garofalo/

 

 

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ARCHITETTURE DEL REGNO                                               

 

– PALAZZO SCARDINO – UNO SPACCATO DI STORIA MESSINESE

di Alessandro Fumia, da antoniocattino.blogspot.it

In una città che si rispetti, il patrimonio monumentale deve essere valorizzato, tutelato e difeso. Messina non può fare eccezione alla regola, perché fra le altre cose, ha perduto gran parte della sua memoria storico-monumentale pertanto, deve percorrere tutte le strade che portano alla difesa di ogni arredo urbano proveniente dal suo passato.  Il Palazzo La Rosa – Scardino, antica memoria del patrimonio architettonico di Messina, distinto nella fase della ricostruzione, dopo il sisma del 1783 dagli edifici innalzati durante il regno delle due Sicilie, fonda le sue basi d'opera durante la prima decade dalla fondazione del regno d'Italia. Poi nella seconda metà dell'ottocento, i volumi edili dei nuovi edifici furono programmati nella legge del 1865, trasformando il nuovo recinto municipale della Città dello Stretto esteso verso mezzogiorno, per trovare una nuova dimensione degli arredi architettonici sperimentati in quella fase storica. Messina accorpa nei piani di sviluppo progettati dall'ingegner Spadaro, la nuova chiave residenziale rispetto alla città borbonica, sperimentando nel moderno quartiere alle Moselle, quelle trovate urbanistiche necessarie a favorire lo sviluppo del quartiere. Infatti, con l'elaborazione di quelle isole, furono trovate soluzioni architettoniche specifiche, favorendo la costruzione dei fabbricati con un'intelaiatura a mattoni portanti lineare, sagomando i prospetti dei fabbricati in una sorta di corrente filosofica, capace di lasciare un'impronta marcata in tutti quegli edifici che furono costruiti dal 1869 al 1908. Le tipologie costruttive legate a quel periodo storico presentano una chiave di lettura architettonica precisa, che unisse nello stesso corpo sia l'abitazione per la residenza, sia la bottega per l'attività commerciale, facilitando il passaggio dalle produzioni mercantili, un tempo concentrate verso la costa o nelle sue immediatezze, verso l'interno di Messina e il relativo circondario agricolo, in passato circoscritto ai suoi villaggi collinari. Le residenze costruite nel Piano Spadaro si aprivano verso uno scambio di attività lavorative concentrate nei relativi nuovi spazi insediati.

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http://antoniocattino.blogspot.it/2017/05/palazzo-scardino-uno-spaccato-di-storia.html#.WQ7SCcxdYhE.facebook

Per prendere visione delle altre “Architetture del Regno”, si veda la sezione “Architetture del Regno”, in alto, sulla sinistra del video.

 

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LUOGHI DEL REGNO                                                         

 

– Termoli, la Cattedrale

di Maurizio Perrotta, da youtube.com

(foto da Guida Turistica Termoli)

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=lA3eldavfIg

VISITA IL NOSTRO CANALE YOUTUBE:

https://www.youtube.com/results?search_query=regnodelledue+sicilieeu

Per prendere visione degli altri “Luoghi del Regno”, si veda la sezione “Architetture del Regno”, in alto, sulla sinistra del video, pag 2.

 

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CULTURE DEL REGNO                                                         

 

– Isa Danieli: Fragile

di Gigi Esposito, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=NO4xllygmRA

Per prendere visione delle altre “Culture del Regno”, si veda la sezione “Architetture del Regno”, in alto, sulla sinistra del video, pag 3.

 

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TESTI CONSIGLIATI                                                            

 

LA REPRESSIONE POSTUMA

Pelermo 1866: una rivolta breve

e il suo epilogo giudiziario

di Rino Messina, Istituto Poligrafico Europeo

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– Briganti

Controstoria della guerra contadina nel Sud dei Gattopardi

di Gigi Di Fiore

Edizioni UTET

 

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– Tracce per una storia delle arti duosiciliane
Lineamenti di contro-storiografia dell'arte italiana

di Gennaro Avano

L’ impegnativo studio di Gennaro Avano ha l’obiettivo di individuare le “tracce” della storia delle Arti Duosiciliane. Nel cercare queste “tracce” l’autore riesce a legare tra di loro i vari filoni culturali, lungo un percorso storico che va dal 1200 ai nostri giorni, sostanziando in tal modo una visione organica di tutto ciò che ha contraddistinto il Meridione. Il risultato è duplice : da un lato c’è la riscoperta dell’ immensa storia delle Arti Duosiciliane e dall’altro c’è la prospettiva di un vasto orizzontale culturale in cui potersi confrontare.

Giuseppe Vozza Editore, E 13,00

 

 

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– Storia delle Due Sicilie

2 tomi – Grimaldi & C. Edizioni

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– I protocolli dei savi anziani di Sion (pdf)

http://antimassoneria.altervista.org/wp-content/uploads/2016/02/I-Protocolli-dei-Savi-Anziani-di-Sion.pdf

 

 

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– Come si rubava nel Regno d’Italia

1848 – 1872

Come si rubava nel Regno d'ItaliaBorri Felice, Libraio – Editore

Torino, 1872

 

 

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– Rinascita di una Nazione

di Giovanni Maduli

Presentazione di Vincenzo Gulì

Introduzione di Ignazio Coppola

Pitti Edizioni

 

 

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NOVITA' EDITORIALI                                                          

 

L’Europa e la “Questione Napoletana”, 1861 – 1870

di Eugenio Di Rienzo, D’Amico Editore

Recensione tratta da: linchiestaquotidiano.it

CASSINO – Quando, il 17 marzo del 1861, nacque ufficialmente il Regno d'Italia, l’ormai ex re delle Due Sicilie, Francesco II di Borbone, si trovava già da qualche settimana a Roma, ospite di papa Pio IX. Pur rattristato dalla piega degli eventi, non aveva rinunciato a battersi per cercare di rientrare in possesso di quel trono che gli era stato sottratto da un’audace operazione di pirateria. Per questo si era portato dietro un pugno di fedelissimi che, di fatto, costituirono il suo governo in esilio. Governo che subito si trovò diviso su come affrontare la “riconquista”: attraverso una incisiva azione diplomatica a livello europeo oppure servendovi della guerriglia brigantesca nelle provincie dell’ex Regno? Pietro Calà Ulloa (1801-1879), l’elemento di spicco di quel consesso, propendeva decisamente per la prima soluzione. Altri, invece, erano per intensificare la lotta armata contro il piemontese invasore. E le due linee di pensiero e di azione, almeno fino al 1864-65, marciarono parallele, anche se non produssero risultati di rilievo. Calà Ulloa, dunque, disapprovava il brigantaggio e con esso i  tentativi di rinfocolare la lotta nell’ex Regno da parte della centrale legittimista capitolina? Non proprio. Era però convinto che le azioni brigantesche, nella loro limitatezza e nella totale mancanza di coordinamento, da sole, non avrebbero conseguito alcun risultato. Azioni inutili, quindi, e solo velleitarie? No, esse anzi erano utili a dimostrare all’opinione pubblica del vecchio continente che quella sabauda era stata una mera occupazione militare e che le genti dell’ex regno borbonico non volevano sottostare ad uno spietato regime poliziesco. Ma mantenere nella parte meridionale dello Stivale acceso il fuoco della rivolta popolare non era di per sé sufficiente. Serviva, nel contempo, una azione diplomatica forte ed autorevole che convincesse le potenze europee a condannare quel misfatto, ad intervenire (anche se non si era più ai tempi del Congresso di Vienna) ed a restituire il maltolto al suo legittimo propietario ossia al re Borbone.

Continua su:

http://www.linchiestaquotidiano.it/news/2017/10/13/leuropa-e-la-questione-napoletana-in-un-libro-di-eugenio-/18288

 

 

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– La mala setta – Alle origini di mafia e camorra

di Francesco Benigno

Einaudi Storia

(foto da Hoepli.it)

Lo sviluppo del crimine organizzato nei primi due decenni dell'Italia unita, e in particolare la crescente popolarità di mafia e camorra considerate alla stregua di sette segrete, è strettamente legato alla lotta dello Stato contro gli eversori, repubblicani prima e socialisti internazionalisti poi. In questo dirompente e innovativo libro, Francesco Benigno illustra il rapporto tra il neonato Stato italiano e la criminalità organizzata, avvalendosi di fonti d'epoca poliziesche e giudiziarie oltre che delle fonti giornalistiche coeve. Il risultato dell'indagine mostra come attorno al nodo dell'ordine pubblico la società italiana si divida e si ricomponga lungo linee di frattura che oppongono – a Nord come a Sud – svariate opzioni ideali e politiche e differenti concezioni della pubblica sicurezza. Il libro mostra anche la genesi di pratiche poliziesche di manipolazione, infiltrazione e diversione comuni in epoca liberale e che, attraverso il fascismo, sono poi transitate nell'Italia repubblicana.

Fonte:

http://www.einaudi.it/libri/libro/francesco-benigno/la-mala-setta/978880622441

 

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Storia della spedizione dell’eminentissimo Cardinale D. Fabrizio Ruffo.

di D. Domenico Petromasi,

Ristampa anastatica a cura dell’Associazione Identitaria Alta Terra di lavoro

(foto da libreria universitaria)

 

 

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– Onore al soldato napoletano (vol. 1 e 2)

di Massimo Cardillo

I testi riportano, per quanto è stato possibile ricostruire, i nominativi e la provenienza dei soldati delle Due Sicilie ai tempi dell’aggressione sabauda.

 

 

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– 1860: il tricolore trucidava i bambini

di Franco Cafararo

Prefazione di Vincenzo Gulì

Luciano Editore

 

 

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– Brigantaggio e rivolta di classe

di Enzo Di Brango e Valentino Romano

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Nova Delphi Edizioni

 

 

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ECONOMIA – POLITICA                                                   

 

– Cedere sovranità è reato! A dirlo finalmente è un tribunale.

di Marco Mori, da byoblu.com

VIDEO

http://www.byoblu.com/post/minipost/cedere-sovranita-e-reato-a-dirlo-finalmente-e-un-tribunale

 

 

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– IL SUICIDIO POLITICO DEI 5 STELLE

da comidad.org

 

Mentre i “suicidi” delle persone sono troppo spesso la conclusione di indagini non svolte, i suicidi politici costituiscono un dato costante della Storia. Una discreta parte della classe dirigente della cosiddetta “Prima Repubblica” (i Cagliari, i Gardini, i Mensorio, i Bisaglia) fu “suicidata”, o “incidentata”, per favorire il passaggio di consegne, dato che le inchieste giudiziarie sembravano non bastare. Sta di fatto che quei “suicidi” di persone furono preceduti da un vero suicidio politico del regime di allora.

A partire dalla fine degli anni ’70 la Democrazia Cristiana, il mitico "Partito-Stato” dei documenti delle BR, compì una serie di scelte che avrebbero ben presto posto fine al suo regime: l’adesione al Sistema Monetario Europeo, l’affidamento della politica economica ad un mistico-liberista invasato come Beniamino Andreatta, la delega ai negoziati per il Trattato di Maastricht ad un lobbista della finanza sovranazionale come Guido Carli. Tra le scelte che contribuirono a tagliare il ramo su cui il regime era appollaiato, vi fu anche quella di umiliare a tutti i costi quello che costituiva uno dei principali puntelli sociali del regime stesso, cioè i sindacati.

http://www.comidad.org/dblog/articolo.asp?articolo=809

 

 

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– La Fedeli assume gli immigrati come bidelli nelle scuole. Beffati gli italiani.

di Robert Perdicchi, da secoloditalia.it

(foto da Zenit)

Lo scoop è del quotidiano La Verità, che sull’argomento lascia la parola ai sindacati di categoria che rappresentano gli aspiranti “ausiliari” della scuola, altrimenti detti bidelli, che saranno scavalcati nelle graduatorie di merito, in funzione dell’assunzione, dagli immigrati in arrivo da altri paesi. «Il ministero dell’Istruzione ha aperto le graduatorie di terza fascia per il personale Ata, ovvero bidelli e personale tecnico e amministratovp, anche a profughi ed extracomunitari», racconta in un articolo Alfonso Piscitelli, secondo cui, in questo modo, verranno scavalcati i 20mila precari italiani. Come gli aspiranti bidelli.  

Continua su:

http://www.secoloditalia.it/2017/10/la-fedeli-assume-gli-immigrati-come-bidelli-nelle-scuole-beffati-gli-italiani/#

 

 

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– I ROTHSCHILD VOGLIONO UN'EUROPA FEDERALE DI MICROSTATI DA LORO GOVERNATI

da nomassoneriamacerata.blogspot.it

 

Nel 1992 il miliardario ed eurofilo Freddy Heineken disegno' un'Europa Federale con 75 regioni o mini-stato tutti sotto il controllo di un governo federale europeo.

L'idea proveniva dall'economista e filosofo Leopold Kohr insegnante presso la London School of Economics controllata dai Rothschild.

Kohr credeva che piu' piccola era la struttura politica e piu' democratiche erano le sue istituzioni.

Kohr ha proposto un ritorno ai micro-stati medievali d'Europa per creare una federazione sovranazionale europea. Le idee di Kohr sono diventate molto influenti nei circoli politici dell'Unione Europa. Le elite globaliste vogliono rendere l'Unione Europea la rappresentazione politica del loro potere. Un'Europa federale di micro-stati le cui politiche sono determinate dai globalisti rendendo impossibile unificare i cittadini europei contro loro. Quindi la disintegrazione degli stati e' un piano a lungo termine per favorire un super-Stato europeo altamente centralizzato sotto l'influenza degli oligarchi.

Fonte:

http://nomassoneriamacerata.blogspot.it/2017/10/i-rothschild-vogliono-uneuropa-federale.html

 

 

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– La strage di LAS VEGAS è stata annunciata 3 settimane prima

di Maurizio Blondet, da maurizioblondet.it

 

Sul sito 4chan , un tale “John” ha postato, l’11 Settembre scorso, questi post:

Traduco  i post essenziali: l’1 e il 5 e 6

Lunedì 11 settembre, ore 6:08   – N. 141100963

“Sentite, mi spiace per alcuni di voi, per cui vi dirò un piccolo segreto.  Se vivete a Las Vegas o Henderson [un sobborgo. Ndr.] state a casa domani. Non andate in nessun luogo dove ci sia  un grande assembramento di folla.  E anche: se vedete tre furgoni neri parcheggiati l’uno vicino all’altro, lasciate la zona immediatamente. Prego. John

 Lunedì 11 settembre, 6:28

“Si chiama “progetto alto incidente”. Vogliono che il pubblico americano pensi che posti con altissimo  livello di sicurezza non sono sicuri.  Stanno cercando di instaurare più regolamenti.  Vedrete nuove leggi proposte nei prossimi anni per   installare sempre più metal detector e altri apparati.  I media e i politici diranno che i posti   con tanta polizia richiedono ancora più polizia. Non posso garantire che accada domani ma    hanno in mente Las Vegas.

Lunedì 11 settembre, 6:55

Se il loro piano ha successo lo stato del Nevada passerà leggi  che obbligheranno tutti i casinò ad avere metal detector e  porte  a raggi ..Subito dopo leggi saranno varate per posizionare queste cose in università, licei, palazzi federali,  dite  voi che altro.  Osi syste,ms e chertoff sono i maggiori produttori di questi macchinari. Verso il 2020 chertoff  ed osi si fonderanno in un’unica ditta.   Faranno milioni in profitti. Chertoff è in contatto con Sheldon Adelson. Adelson  sarà grande sponsor di queste macchine  e sarà il primo a metterle nei suoi casinò quado passerà la legge. Questo è il mio ultimo messaggio  per ora. Non aspettate che torni presto.

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http://www.maurizioblondet.it/la-strage-las-vegas-stata-annunciata-3-settimane/

 

 

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– Domani (5.10.’17 n.d.r.) al Senato si vota per la sorveglianza di massa sul web – Fulvio Sarzana

di Byoblu, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=9IsD4_mDsL0&feature=share

 

 

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COSTUME – SOCIETA'                                                        

 

– Perché non possiamo chiamare le cose come vogliamo

di Alessandro Benigni, da ontologismi.wordpress.com

 

C’è un limite, finché si resta umani

C’è un limite, finché si resta umani e liberi

Mi sembra che sia chiaro: non è solo una questione di nascondino filosofico. Non si tratta solo del gusto di capire chi ci sta fregando e come lo sta facendo. O di trovare il trucco del prestigiatore. E non è solo la questione trita e ritrita dell’inganno universale, di Orwell, dei Massoni, dello stordimento planetario, del controllo mentale o, come preferisco dire, della droga cerebrale.

 Sì, della roba tossica che ci mettono nel cervello, in modo che prima ci piace, con la sua promessa di liberazione da tutti vincoli, da tutti i limiti: poi però ci confonde e infine, ne restiamo totalmente dipendenti e più vincolati e limitati di prima. Dopodiché siamo spacciati: e senza nemmeno rendercene conto.

 Come sarebbe bello, in fondo, essere davvero liberi di pensarla, su tutto, ognuno come gli va. Liberi di chiamare le cose come si vuole, anzi, addirittura di “essere” come si vuole. Mandando a quel paese ogni vincolo. Ogni limite.

Aspetta. Com’è che diceva il grande profeta del Nichilismo?

 “Dove se n’è andato Dio? – gridò – ve lo voglio dire! Siamo stati noi a ucciderlo: voi e io! Siamo noi tutti i suoi assassini! Ma come abbiamo fatto questo? Come potemmo vuotare il mare bevendolo fino all’ultima goccia? Chi ci dette la spugna per cancellar via l’intero orizzonte? Che mai facemmo a sciogliere questa Terra dalla catena del suo Sole? Dov’è che si muove ora? Dov’è che ci muoviamo noi? Via da tutti i Soli? Non è il nostro un eterno precipitare? E all’indietro, di fianco, in avanti, da tutti i lati? Esiste ancora un alto e un basso? Non stiamo forse vagando come attraverso un infinito nulla?” [F. Nietzsche, La gaia scienza, III, n. 125].

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https://ontologismi.wordpress.com/2017/10/01/perche-non-possiamo-chiamare-le-cose-come-vogliamo/

 

 

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– L’uomo senza identità, un “migrante” dalla sessualità precarizzata

di Diego Fusaro, da controinformazione.info

Uno spettro si aggira per il mondo: lo spettro dell’uomo senza identità. L’uomo senza identità è, per sua natura, unisex e senza radici, senza storia e senza coscienza critica, senza progetti e senza futuro, erratico e fashion addicted.

Pura “materia non signata”, esso – il neutro è d’obbligo – risulta pronto a ricevere passivamente gli stimoli provenienti dall’ambito del consumo e della circolazione: vive nel puro presentismo aprospettico e asimbolico, senza sapere donde provenga e dove sia diretto. È una semplice funzione variabile delle strategie del consumo, figurando a un tempo come consumatore e come consumato dal consumo stesso.

LA FIGURA DEL QUEER, BIZZARRO. Manca di un suo radicamento identitario autonomo, in nome del quale respingere, contestare e combattere ciò che dall’esterno lo minaccia, ne mette a repentaglio l’esistenza e ne oltraggia la natura. È questa l’essenza del paradigma gender e della sua desimbolizzazione, quale si esprime in modo esemplare nella figura del queer, letteralmente il “bizzarro”, l’insolito, l’indefinito, colui che è sessualmente fluido e senza fissa dimora, sempre disposto a ridefinire la propria identità strutturalmente instabile .

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https://www.controinformazione.info/luomo-senza-identita-un-migrante-dalla-sessualita-precarizzata/

 

 

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ALEXANDER DUGIN: L'ULTRALIBERISMO GLOBALISTA È CONTRO LA NATURA UMANA E A FAVORE DELLA SUA TOTALE DISTRUZIONE !

da sadefenza.blogspot.it

Alexander Dugin è un filosofo russo, attento osservatore della società globale, che con le sue interviste e i suoi saggi pone al centro la vita umana , cerca di avvisarci del pericolo che corriamo a seguire questa ideologia,  perciò ci lancia un avviso sui rischi che corre l'umanità  a stare in mano a questi governi gestiti da criminali ultraliberisti che hanno come scopo finale l'eliminazione completa dell'umanità  dei suoi valori tradizionali  a favore di una società completamente senza sentimenti umani.

"I globalisti hanno bisogno di un nemico, ma un nemico adeguato  , che in realtà sono loro stessi,  perchè distruggeranno l'umanità rimpiazzando il genere umano con l'intelligenza artificiale , una specie di cyborg.
Cercano di distruggere tutti i legami dell'umanità con la sua essenza. E questo è totalmente negativo!
Il loro obiettivo è quello di andare contro la normalità.
Per sviare l'attenzione , hanno bisogno di un nemico e hanno nominato la Russsia come il loro nemico numero uno.
Li aiuta a distogliere l'attenzione dagli autentici crimini che essi stessi commettono.
il nostro Presidente è un autentico democratico ed è un leader molto ragionevole e pragmatico.  Rifiuta la globalizzazione del governo mondiale.
Cerca di difendere, riaffermare e rafforzare la sovranità russa, e questo è tutto!
Putin è un ostacolo per la globalizzazione e la consumazione dei malvagi piani dei globalisti.
La battaglia non è politica, bensì metafisica  e non ha a nulla a che vedere con interessi superficiali, a breve termine o nazionali.

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http://sadefenza.blogspot.it/2017/10/alexander-dugin-lultraliberismo.html

 

 

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– COSE CHE NON VI RACCONTANO DI CHARLES DARWIN – Enzo Pennetta

di byoblu, da youtube.com

Splendido VIDEO che relaziona fra loro Liberismo, Darwinismo, Economia, Cultura, Politica e quanto altro oggi regola le nostre vite.

https://www.youtube.com/watch?time_continue=14&v=-WIGqbUMtEQ

 

 

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MEDICINA                                                                         

GLI ARTICOLI DI SEGUITO RIPORTATI NON RAPPRESENTANO IN ALCUN MODO SUGGERIMENTI TERAPEUTICI IN QUANTO GLI AMMINISTRATORI DI QUESTO SITO NON SONO MEDICI. GLI ARTICOLI SONO TRATTI DAL WEB E NON POSSONO IN ALCUN MODO ESSERE ASSUNTI O INTESI QUALI SUGGERIMENTI O PRESE DI POSIZIONE. SI INVITA PERTANTO A RIVOLGERSI SEMPRE AL PROPRIO MEDICO CURANTE.

                                                                                              

 

– Vaccini e la perdita dell’immunità naturale

di Marcello Pamio, da disinformazione.it

 

Secondo la visione corrente la tecnologia vaccinale rappresenta il trionfo dell’umanità sui disegni “difettosi” di Madre Natura.

Peccato che a quella scienza autoincensatasi “non democratica”, va ricordato che l’evoluzione naturale non produce meccanismi difettosi, anzi.

L’allattamento al seno per esempio è il metodo di protezione immunologica specificamente adatto a tutte le esigenze del neonato. Oggi sappiamo infatti che numerosi componenti bioattivi contenuti nel latte materno conferiscono una determinata e importantissima protezione immunologica.

Come il latte in polvere non può competere con il latte materno dal punto di vista nutrizionale, così i vaccini non possono competere con il latte materno dal punto di vista dell’immunità.

Questo è assodato, anche se viene sempre dimenticato dalla medicina ufficiale.

Ecco perché la qualità dell’alimentazione (della madre in gravidanza e del neonato) continua ad essere un fattore cruciale nel determinare la funzionalità delle difese immunitarie nei bambini più grandi e negli adulti.

Perdita dell’immunità naturale

Il sistema immunitario dei neonati è immaturo e non è in grado di gestire in modo efficace i virus naturali e nemmeno i virus artificialmente attenuati contenuti nei vaccini.

Le madri naturalmente immuni – ossia quelle che hanno contratto le malattie virali durante l’infanzia – proteggono i loro bambini da queste malattie con il trasferimento passivo della loro immunità tramite la placenta durante la gravidanza e tramite il latte materno dopo il parto.

Se una madre è naturalmente immune, un’eventuale esposizione del bambino al virus durante l’allattamento porterebbe a un’infezione del tutto asintomatica con conseguente immunità a vita per quel particolare virus. Se il bambino invece viene esposto per la prima volta a quel virus soltanto dopo lo svezzamento, egli contrarrà la malattia naturalmente senza tante problematiche e acquisirà comunque una immunità a vita. Così funziona in Natura.

Le malattie virali sono sempre state definite “malattie infantili” proprio perché prima dell’istituzione delle vaccinazioni obbligatorie venivano contratte prevalentemente durante l’infanzia.

I bambini erano protetti dall’immunità materna, mentre gli adulti erano coperti dall’immunità a vita che avevano acquisito durante l’infanzia. Oggi non è più così perché l’impiego dei vaccini ha cambiato drasticamente questo schema!

Continua su:

http://www.disinformazione.it/Vaccini_perdita_immunita.htm

 

 

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– I poco intelligenti se la spassano

di Emanuela Lorenzi, da comedonchisciotte.org

La frase del titolo, che riassume il dolore e il peso della consapevolezza e l’apparente elogio della famosa e ancora estesa “beata ignoranza”, è uscita dalla bocca di mio figlio seienne qualche giorno fa, fra un rap e l’altro inventato al momento che include sempre “quel Mattarella lì” che “non dove-va firma-re” e quella Lorenzin che “se ne dove-va anda-re” (forse non avrei dovuto parlargli di un altro Presidente, Pertini, perché adesso vuole un Presidente così, e di un’altra Ministra della Sanità, quella Tina Anselmi che rifiutò i 35 miliardi che le offrirono e che poi tentarono di far saltare in aria perché non firmasse la legge che riduceva il numero di farmaci -altro che De Lorenzo e Lorenzin – altri tempi, altri tempi davvero piccolo, ma ci sono state persone così persino nelle nostre istituzioni) e che, mi chiede, “avrà dei bambini anche lei? allora perché non li salva? tutte le mamme salvano i loro bambini“.

Forse non tutte, forse dipende da cosa credono di salvare i figli. Ecco figlio mio, io ti salverò, come ti salvo ogni giorno dagli attacchi più o meno naturali non già di virus e batteri ma di analfabetismo affettivo e cognitivo.

Ma se noi gli facciamo vedere che non abbiamo paura e che sappiamo che il vaccino fa male?”

È uno tosto, mio figlio.

Continua su:

https://comedonchisciotte.org/i-poco-intelligenti-se-la-spassano/

 

 

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– Perché la frutta secca aiuta a prevenire il cancro più della frutta fresca?

da globochannel.com

La frutta secca è solo frutta regolare senza il suo contenuto di acqua originale, quindi perché alcuni esperti nutrizionali approvano la frutta secca mentre altri consigliano frutta fresca? Un recente studio presentato alla Conferenza sperimentale sulla biologia a Boston ha scoperto che mangiare prugne secche può aiutare a ridurre il rischio di cancro al colon facendo agevolare la conservazione dei batteri intestinali nel colon.

Continua su:

https://www.globochannel.com/2017/09/23/perche-la-frutta-secca-aiuta-a-prevenire-il-cancro-piu-della-frutta-fresca/

 

 

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– Reazioni avverse ai vaccini, la testimonianza di alcuni genitori

di Genitori del NO Obbligo Lombardia, da youtube.com

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https://www.youtube.com/watch?v=eEs8-gZtgn4

 

 

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SCIENZA E TECNICA                                                         

 

– 11 settembre: Mentana manda in onda le bufale di Attivissimo

di luogocomune2, da youtube.com

(immagine da PandoraTv)

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?time_continue=178&v=JquIMRHgHiU

 

 

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– L’uomo che visse due volte

Scoperte a Creta impronte di fonte umana risalenti a 5,7 milioni di anni fa

di Achille Damasco, da enzopennetta.it

La notizia è clamorosa e giustamente molti me l’hanno segnalata in chat privata: trovata a Creta un’impronta quasi umana risalente a 5,7 milioni di anni fa, circa 2 milioni di anni prima della (ex) marcia del progresso iniziata in Africa a cui tutti siamo abituati.

 Un dato che stravolge la narrazione scientifica almeno per quanto riguarda il bipedismo (che non è solo un piede con tallone, alluce più grande delle altre quattro dita, vicino a queste e tutte e 5 senza artigli, ma anche rotazione del bacino, cervelletto adatto ad attualizzare il bipedismo eccetera). Andranno aggiornati e riformulati i testi di scienze, ma in questa sede possiamo iniziare col dire che tale dato non contrasta con la TRE (ma anzi forse la avvantaggia) per due ragioni:

1) l’apparizione relativamente rapida di un bipedismo quasi umano volge a sostegno dei salti evolutivi e contro il gradualismo, ma la TRE è stata concepita proprio in questa chiave, poggiandosi sul concetto dei “fenotipi discreti” (variazioni raggruppabili in regioni di equilibrio separate tra loro, cioè con discontinuità) e implicando variazioni divergenti (e quindi rapide) per le più importanti transizioni da una specie ad un’altra;

2) l’apparizione del bipedismo due volte in regioni diverse e tempi lontanissimi suggerisce il realizzarsi di una “legge di forma”, cioè di una relazione A PRIORI tra le componenti biologiche e atta a dare stabilità alla specie; la base materiale di una tale legge sono i numerosissimi vincoli INTERNI a cui fa rifermento la TRE quando descrive un punto di equilibrio (la specie di partenza e quindi anche quella di arrivo).

Il quadro complessivo che ne emerge è di un evoluzione che può realizzare anche in relativamente poco tempo un numero enorme di forme viventi, grazie alla ricombinazione di relativamente pochi elementi (per es. esistono solo 200 tipi di tessuto) in un numero transfinito di possibilità non casuali e quindi in parte ripetibili (dato il rispetto di leggi di stabilità).

Fonte:

http://www.enzopennetta.it/2017/09/lhomo-che-visse-due-volte/

 

 

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– La scienza oggi è davvero "scientifica"? Non proprio… Ecco perchè.

di byoblu e da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=JJ-Ol_bY8Xg

 

 

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– Fukushima, Tepco pronta a riversare in mare 770mila tonnellate di acqua radioattiva

da quotidiano.net

Tokyo, 14 luglio 2017  – Ambientalisti e pescatori, ma anche gente comune, in ansia per la notizia che la centrale nucleare giapponese di Fukushima, a oltre 6 anni dal disastroso incidente (11 marzo 2011),  si appresta a riversare in mare 770.000 tonnellate di acqua usata per raffreddare i reattori contaminata con il trizio.

La centrale Tepco fu investita prima da un terremoto e da un susseguente tsunami che allagò i gruppi elettrogeni di emergenza causando il blocco dei sistemi di raffreddamento di 3 reattori e la conseguente fusione dei loro noccioli, dando vita al peggiore disastro dai tempi di Chernobil (1986) in Ucraina.

Ora si sbarazza in mare di 770.000 tonnellate di acqua usata per raffreddare i reattori. Acqua che è contaminata con il trizio, un isotopo radioattivo dell'idrogeno. Il presidente della Tepco, Takashi Kawamura, ha detto a Newsweek che l'oceano sarà in grado di assorbire il trizio senza causare danni. 

Ma i pescatori locali preoccupati delle ripercussioni sul loro lavoro. Anche se sulla pericolosità per l'uomo anche il presidente dell'agenzia nipponica per la regolamentazione dell'energia nuclearem, Shunichi Tanaka, sostiene che non c'è pericolo.

Fonte:

http://www.quotidiano.net/esteri/fukushima-acqua-radioattiva-1.3270985

 

 

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– “Le Scienze” e la ‘fine del sesso’: il mondo nuovo è già in mezzo a noi

di Enzo Pennetta, da enzopennetta.it

(foto da Bella24)

Dopo aver confermato che si può parlare di rapporti sessuali solo quando potenzialmente fecondi, il libro pubblicato da Le Scienze passa a mostrare come inevitabile lo sviluppo della riproduzione umana verso l’eugenetica, la fecondazione extracorporea e la gestazione artificiale.

Il Mondo nuovo è già in mezzo a noi, ma non ancora compiuto.

Dopo aver dato un dispiacere alle rivendicazioni LGBTQ ecc… affermando che si può parlare di sesso solamente se c’è possibilità di fecondazione, come visto nell’articolo precedente, il libro proposto da Le Scienze passa a mostrare il perché di tale presa di posizione.

Il motivo è sorprendente, infetti si definisce il sesso solo per poterlo subito dopo negare, per l’autore del libro, H.T. Greely, il futuro porterà a superare il modo tradizionale di riprodursi, a cominciare dal fatto che le tecniche di fecondazione assistita da pratiche per risolvere i problemi d’infertilità dovrebbero diventare la norma. Il motivo per cui la fecondazione assistita dovrebbe diventare la via normale per riprodursi viene individuata nella possibilità di effettuare diagnosi preimpianto economiche (PGD) e quindi nella possibilità di eliminare embrioni portatori di malattie.

Si tratta di eugenetica pura, un termine che secondo Greely è stato troppo caricato di valenze negative per colpa del nazismo che praticandola l’ha messa in cattiva luce. Una volta detto chiaramente che la diagnosi preimpianto dovrà al più presto essere praticata come normale procedura si passa ad analizzare quali possono essere gli ostacoli verso tale pratica e, a parte quelli culturali e religiosi, il principale viene individuato nella dolorosa e poco salutare pratica del prelievo dei gameti femminili dalle ovaie. Altra ammissione inaspettata: la ‘donazione’ degli ovuli non fa bene alla salute delle donatrici.

Continua su:

http://www.enzopennetta.it/2017/08/le-scienze-e-la-fine-del-sesso-il-mondo-nuovo-e-gia-in-mezzo-a-noi/

 

 

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–  FUORI TESTO                                                                  

 

Le lacrime che dai nostri occhi vedrete sgorgare non crediatele mai segni di disperazione. Promesse sono solamente, promesse di lotta.

Alekos Panagulis

 

 

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– Fioravanti: il Regno dei Borbone scuola di eccellenza – 22 gennaio 2011

di Associazione Identitaria Alta Terra di lavoro, da youtube.com

Scuola d'eccellenza (FILEminimizer)

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=KDg1psxrEaM

 

 

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– Ex Magistrato Paolo Ferraro decide di parlare!

di InfoClub, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=QGHNSkmbH0E

 

 

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– "Inganno Globale", di Massimo Mazzucco

di il Portico Dipinto, da youtube.com

(immagine da shop.luogocomune.net)

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=jNiZD1FQevk

 

 

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– CANCRO LE CURE PROIBITE a cura di Massimo Mazzucco

di TheAntitanker, da youtube.com

(immagine da il sicomoro)

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=1RUrIO3Emws

 

 

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IL PRESENTE SITO NON E’ UNA TESTATA GIORNALISTICA IN QUANTO VIENE AGGIORNATO SENZA ALCUNA PERIODICITA’. PERTANTO NON PUO’ CONSIDERARSI UN PRODOTTO EDITORIALE AI SENSI DELLA L. N. 62 DEL 7.3.2001.

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