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APPELLO

 

…alla luce di quanto sta avvenendo non è più pensabile continuare a dividersi in sicilianisti, napolitanisti, duosiciliani, borbonici, antiborbonici, meridionalisti, federalisti, autonomisti e via dicendo: ciò non farà altro che favorire il gioco di quelle oligarchie mondialiste che hanno causato ciò che stiamo subendo; la posta in gioco è troppo alta per non comprendere che solo una identità di intenti può porsi come elemento determinante per la riuscita di un qualunque progetto di riscatto. E’ indispensabile, anzi vitale, il superamento di quelle pur legittime diversità di vedute e propugnare, tutti insieme e nel rispetto delle specifiche idee, quanto meno un forte riavvicinamento delle varie componenti identitarie, nella convinzione e nella consapevolezza che se ciascuno farà un piccolo passo indietro, tutti insieme si farà un enorme passo avanti.

(Tratto da “Rinascita di una Nazione”, pag. 127)

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Si invitano i sig.ri lettori a dare attenta lettura dell’articolo seguente. Anche dalla sua lettura è possibile comprendere la deriva verso la quale, indipendentemente dai vari “credo” politici, siamo tutti volutamente trascinati.

– Perchè non si possa dire "Io non lo sapevo…" e la conseguente scelta indipendentista.

di Giovanni Maduli, 19.2.2016.

http://www.regnodelleduesicilie.eu/wordpress/page/2/

 

 

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EDITORIALI

 

IL (NON) VOTO INDIPENDENTISTA DELLE DUE SICILIE

di Giovanni Maduli

11.2.2018

 

Con l’approssimarsi delle prossime consultazioni politiche nazionali riemerge la diatriba fra chi invita (comunque) alla partecipazione, chi invita ad astenersi e chi invita a partecipare annullando il voto. Vediamo di fare un po’ di chiarezza.

L’elettorato, in linea di larga massima, può essere suddiviso in tre principali categorie:

– coloro che ritengono la partecipazione al voto un diritto/dovere che va comunque esercitato in virtù della riaffermazione della sovranità popolare e che l’astensione significherebbe una “resa” nei confronti del potere;

– coloro che ritengono il voto inutile perché “tanto, sono tutti uguali”;

– coloro che ritengono preferibile astenersi dal voto in quanto la consultazione, comunque si risolva, non cambierà di una virgola lo “status quo”.

Ai primi sarebbe utile rammentare che la sovranità popolare che loro vorrebbero giustamente riaffermare è stata svenduta già da diversi anni attraverso i vari trattati europei che, di fatto, hanno esautorato la Costituzione e la legislazione italiana, relegando i cittadini al ruolo di semplici sudditi obbedienti, volenti o nolenti; trattati che hanno esautorato anche i politici, ridotti a meri – ma colpevoli – esecutori dei “dictat” che ormai provengono da luoghi e “istituzioni” lontane sia fisicamente che idealmente dai luoghi e dalle problematiche delle quali, invece, intendono dittatorialmente occuparsi. Politici colpevoli perché, si badi bene, erano e sono ben consapevoli di quanto si andava e si va avallando, rendendosi quindi complici della perdita di quella sovranità che gli elettori di questa categoria giustamente, ma ingenuamente, vorrebbero riaffermare. E’ invero un dato di fatto che quasi tutte le coalizioni politiche siano consapevolmente – per soli e squallidi interessi personali – asservite a quei poteri autodefinitisi “sovranazionali” ed ai quali non è consentito disobbedire, pena la esclusione dal mondo e dall’agone politico. Preso atto di queste verità inconfutabili, ne discende che per chiunque si voterà, si voterà in realtà per quei poteri “sovranazionali” che hanno decretato, con l’avallo e la complicità dei nostri politici, la fine della sovranità del popolo. E’ pur vero che sembrano profilarsi all’orizzonte nuovi schieramenti sinceramente indirizzati alla riaffermazione di quella sovranità che ci è stata sottratta, ma si tratta di schieramenti troppo esigui per potere anche minimamente influire sui futuri sviluppi politici ed economici (pessimi) che ci attendono. Ma anche quando qualcuna di queste formazioni riuscisse, col tempo, a farsi valere, quali garanzie avremmo che non saranno costrette a rientrare nei canoni comportamentali dettati dalle oligarchie finanziarie ed europee? I casi di Enrico Mattei, Aldo Moro, Dalla Chiesa, Falcone e Borsellino o Gianluca Buonanno, solo per fare qualche esempio, ci dicono ben altro: ci dicono chiaramente che o ci si assoggetta ai desiderata dei nostri carnefici o si è “fuori”; a volte anche “in tutti i sensi”.

Ha senso un voto in queste circostanze? Ai lettori la risposta.

Alla seconda categoria di elettori, quelli cioè secondo i quali è inutile votare perché “tanto sono tutti uguali”, nel riconoscere loro di non avere tutti i torti, specie in considerazione di quanto prima affermato, andrebbe tuttavia evidenziato che un tale atteggiamento di rifiuto, sempre e comunque, della partecipazione (o sarebbe meglio dire “alla complicità”?) al voto, li assimila ad una condizione di vassallaggio all’interno della quale, a nostro avviso, non è poi lecito lamentarsi di nulla. Il voto resterebbe comunque l’unico strumento valido, in certe condizioni, per manifestare la volontà e la sovranità popolare, ancorchè umiliata ed annullata da quanto prima evidenziato.

Infine, in relazione a coloro che ritengono inutile la partecipazione al voto in quanto, indipendentemente dal risultato, nulla cambierebbe delle reali condizioni economiche, politiche e sociali, non potremmo che essere costretti, nel dar loro ragione, a riaffermare quanto sostenuto in relazione al secondo gruppo, e cioè che anch’essi si ritroverebbero all’interno di quella condizione di vassallaggio di cui sopra.

Alle superiori considerazioni c’è infine chi obietta che un eventuale “voto di protesta”, in qualsiasi modo indirizzato, sarebbe comunque un utile segnale da lanciare al potere. A questi ultimi si potrebbe rispondere che il “vero potere”, quello cioè delle lobbies finanziarie ed autocratiche molto difficilmente avrebbe un pur minimo sussulto in questa eventualità. Anzi, sarebbe un comodo modo per sottolineare spocchiosamente e falsamente l’esistenza di una “opposizione democratica” che, di fatto, non esiste.

Nelle superiori considerazioni ho volutamente usato il condizionale in quanto, in realtà, una tale diatriba non può interessare gli indipendentisti Duosiciliani.

Premesso che le riflessioni di cui sopra derivano e discendono da una realtà storica che ben conosciamo, inviterei ad ulteriori e diverse riflessioni che giustificano e motivano il perché della conclusione per la quale queste consultazioni non possono interessarci.

Come è ormai noto, le Due Sicilie furono aggredite ed annesse proditoriamente e violentemente contro il volere della stragrande maggioranza della sua popolazione; prova inconfutabile ne è la lunga guerra di resistenza portata avanti dalle sue popolazioni per oltre dieci anni e subdolamente etichettata come “brigantaggio”. I famosi plebisciti con il quali si tentò di sancire e legalizzare l’invasione e l’annessione delle Due Sicilie all’Italia, furono più che una farsa. Vi partecipò meno del due per cento della popolazione; furono vistosamente contraffatti; si tennero sotto la minaccia delle armi e delle intimidazioni. Una buffonata e una truffa insomma, voluta da massoneria, potenze straniere e potentati economici. Ne discende che a tutt’oggi le Due Sicilie “vivono” all’interno di uno stato che le ha annesse illegalmente. Viviamo quindi una realtà illegale, confermata fra l’altro, da innumerevoli illegalità pregresse, non ultima l’incostituzionalità della legge elettorale con la quale sono stati eletti gli ultimi governi (v. sentenza n. 1/2014 della Corte Costituzionale). Di conseguenza, sono illegali i politici eletti, illegali le leggi da loro promulgate; illegali gli accordi nazionali ed internazionali da essi sottoscritti. Insomma, viviamo immersi nell’illegalità e di essa impregnati. E, come disse qualcuno molto giustamente, “Una cosa illegale non diventa legale con il passare del tempo…”. Quindi nessuna sorpresa per quanto e come oggi siamo costretti a vivere. E nessuna illusione su quello che, in queste condizioni, sarà il nostro futuro. Siamo stati annessi per essere una colonia interna e tali siamo. Anzi, tripla colonia: dell’Italia e, da alcuni anni, anche dell’Europa, oltre che degli USA.

          A questo punto, chi davvero conosce la Storia; chi davvero ha compreso quali siano i veri poteri che determinano le nostre condizioni di vita, passate, presenti e future; chi non si riconosce in quella società che ci è stata imposta dall’unità ad oggi; chi davvero ha maturato una salda, profonda e consapevole scelta indipendentista, non può che rifiutare per intero quella società che ci è stata imposta e, di conseguenza, non può che rifiutare di partecipare, o meglio, di rendersi complice di quella pantomima – perché tale è – che sono le cosiddette “consultazioni” elettorali. 

          Si potrebbe obiettare: “Ma anche in questo modo ci si ritroverebbe in quella condizione di vassallaggio prima criticata.”. Vero, ma la non partecipazione degli indipendentisti al voto di chi ci ha attaccato, annesso e tradito illegalmente, e continua a farlo, rappresenta il nostro chiaro e netto rifiuto dell’accettazione di quella annessione e di quei tradimenti. Rappresenta il disconoscimento di tutto quanto quella aggressione e quei tradimenti hanno comportato, da allora ad oggi e per il futuro. Rappresenta l’attesa di un riscatto che non tarderà ad arrivare. I tempi stanno maturando.

Boicottiamo quindi queste false e ridicole votazioni o, meglio, partecipiamo annullando la scheda lasciando un segno della nostra presenza. Faremo così chiaramente comprendere che le Due Sicilie non sono disposte ad avallare e giustificare quelle violenze e quella annessione di allora; né le illegalità, le ingiustizie, le collusioni, le sopraffazioni di allora e di oggi, né quelle di domani. Dimostriamo che le Due Sicilie sono vive e fiere e non accettano silenti le prevaricazioni ed i soprusi che subiscono ormai da 158 anni.

Traditi ugualmente, ugualmente spogliati, risorgeremo allo stesso tempo dalle nostre sventure; che mai à durato lungamente l’opera della iniquità, nè sono eterne le usurpazioni.” (Francesco II).

 

 

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– Il meridionalismo: l’inferiorità del meridione.

di Giuseppe Corona, da altaterradilavoro.com e da blog.napolitania

 

La situazione ultima dei rifiuti e delle discariche nel mezzogiorno sanciscono la situazione meridionale come irreversibile e non deve scandalizzare che tale pensiero scaturisce per lo più da arguti opinionisti di origine meridionale e magari vivendo nello stesso mezzogiorno. Se così fosse e nulla si ergesse a confutazione di questo giudizio di condanna, sarebbe giocata e persa per sempre la causa del Mezzogiorno.

Ma è da sollevare un’obiezione a questo giudizio, dando per accettata una sconfitta, ma non quella del “Mezzogiorno” bensì dichiarando fallito il meridionalismo. Infatti ci si deve porre l’obiettivo di spazzare via il meridionalismo dalla testa e dal cuore dei meridionali, facendo capire che esso non è mai stata la soluzione del problema, ma il problema, che in fondo costituisce una malattia quasi mortale del Mezzogiorno, del quale ha fiaccato le forze, mettendolo in condizione indubitabile di inferiorità e configurando, come ogni malattia, in maniera conforme al malato, l’uomo meridionale che l’antropologia definisce inferiore.

Se il meridionalismo si potesse definire come un farmaco inoculato dall’esterno, per curare una malattia presunta, e fosse stato esso a creare la malattia, non vi sarebbe alcun dubbio che tolto il farmaco, rivelatosi veleno, il corpo avrebbe più possibilità, se si è ancora in tempo di farcela, fino a rinvigorirsi del tutto, in maniera corrispondente a tutte le sue possibilità vitali.

Il meridionalismo è vera e propria teoria dell’inferiorità del meridione, opera di uomini che dall’interno chiedono aiuto a altri uomini che dall’esterno la offrono. Tutto fa pensar che l’uomo esterno ha instillato e favorito in un certo tipo di meridionali, non in tutti, non nei “briganti” ad esempio, il complesso d’inferiorità.

Probabilmente uomini come Salvemini e Gramsci, ad esempio, non sono mai stati dei meridionalisti, ma l’esatto contrario. E’ il meridionalismo che li ha, impropriamente, reclutati tra le sue fila. Il meridionalismo nasce probabilmente con Saraceno e Morandi, due lombardi che inventarono la teoria dell’aiuto esterno al Mezzogiorno in forma straordinaria, ossia autoritaria, per la semplice ragione che i meridionali non avessero la forza di farcela da soli, che in fondo fossero inferiori. Questa teoria fu accettata volentieri dalle classi dominanti meridionali che evidentemente trovarono in essa una loro convenienza di parte.

Da allora, a dosi sempre più massicce, fu inoculato nel Mezzogiorno un veleno che portò alla dipendenza farmacologica e all’inferiorità. L’effetto lo si vede nello stato pietoso in cui versa l’homo politicus meridionale, il quale, rendendolo capace del misfatto dei rifiuti, è il simbolo della situazione di inferiorità al quale il Mezzogiorno è stato ridotto.

In definitiva è il meridionalismo che ci ha reso inferiori, cosa che prima non era. Si poteva essere meno forti e potenti, ma non inferiori. Il meridionalismo, dunque, è stata l’arma del settentrionale per tenere a bada il potente meridionale, riducendolo all’arte del lamento e dell’impietosire.

Contro e oltre il meridionalismo, arte del buon soccorso, c’è solo l’autodeterminazione, l’indipendenza e l’autosufficienza di un popolo che si basi sul principio dello “aiutati che Dio ti aiuta”, questa è l’unica strada praticabile, ammesso che ci sia, e questo dipende da quanto hanno influito su di noi i 150 anni di subalternità coatta.

Da: “La rotazione di Norfolk e la questione meridionale”, di Giuseppe Corona

Fonte:

http://www.altaterradilavoro.com/il-meridionalismo-linferiorita-del-meridione/

 

 

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NOTIZIE DAL REGNO – STORIA                                        

 

– Foggia, la Tomba della Medusa

Un’altra (l’ennesima) prova del legame indissolubile delle popolazioni del (odierno) Sud Italia. La testa che campeggia al centro del simbolo della Sicilia, la Triscele, richiama chiaramente la testa di una Gorgone, che erano tre: Medusa (la gorgone per antonomasia), Steno ("la forte"), Euriale ("la spaziosa"). A Foggia ritroviamo la Tomba della Medusa.

– Fogia cur me fugis cum te fecit mea manus

di Daniela Alemanno, da briganti.info

Cosa c’è di più fallimentare dell’ abbandono, dell’ incuria, del menefreghismo verso il nostro passato, verso le tracce che riemergono e che riportano a ciò che fummo e che ci ha resi tali ?

Foggia è una città martoriata, colpita al cuore dalla natura e dalla cattiveria umana; il terremoto del 1731 distrusse un terzo delle abitazioni e gran parte del suo patrimonio artistico e culturale; durante la Seconda Guerra Mondiale Foggia poi, venne presa di mira dai bombardamenti che rasero al suolo gran parte delle abitazioni e causarono più di 20000 vittime. In seguito alla distruzione bellica, la città venne ricostruita secondo uno stile fascista, di palazzoni addossati.

Eppure, tra quelle ricostruzioni “moderne”, il passato cerca di mostrarsi, di lasciar viva la memoria delle bellezze che furono, con il Duomo o i resti del cosiddetto Arco di Federico II. Già, i resti … un portale alto 7,38 metri e largo 3,20 metri,  costituito da un arco finemente scolpito: “Hoc fieri iussit Federicus Cesar ut urbs sit Fogia regalis sede inclita imp(er)ialis” (Ciò comandò Federico Cesare che fosse fatto affinché la città di Foggia divenisse reale e inclita sede imperiale). Questa la scritta che troneggia sull’ Arco. Perché Federico II, lo Stupor Mundi, scelse Foggia come sede imperiale e centro strategico del suo vasto impero, e dietro i resti di quel portale vi era un magnifico palazzo dotato, presumibilmente, di giardini, fontane, sculture, con interni costituiti da ampi saloni rivestiti di marmi preziosi e ancora  scuderie, magazzini e stalle.

Continua su:

http://briganti.info/fogia-cur-me-fugis-cum-te-fecit-mea-manus/

 

– La Tomba della Medusa – Foggia

di FrancescoPaolo Gentile, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=2DjY7-8aF_Y

 

 

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– Rivoluzione d’Ottobre e supercapitalismo

da quieuropa.it

Chi finanziò la rivoluzione giudeo-bolscevica

anti-cristiana del 1917?

Ruolo del sistema bancario internazionalista e dell'élite 

anglo-americana e tedesca nell'ascesa del comunismo

Tutto, forse, è già stato scritto sulla Rivoluzione russa, ma una domanda inquietante non ha avuto ancora esauriente risposta. Chi finanziò la Rivoluzione? Quali furono, cioè, gli uomini o i gruppi che offrirono alla Rivoluzione il supporto economico necessario per il suo successo e per il suo consolidamento? (2) Si tratta di una domanda non retorica e non secondaria, che viene stimolata dal recente libro di Aleksandr Solženicyn (1918-2008) Lenin a Zurigo (3): un volume che, al di là dei suoi pregi letterari, ha il merito di offrire al grande pubblico uno squarcio di storia contemporanea, che fino a oggi aveva attirato l'interesse solo dei «sovietologi» o di qualche cultore di quel genere particolare di storia che va sotto il nome di «guerra occulta». Il lettore estraneo a tale tematica rimarrà certamente sconcertato nel vedere emergere, come reale protagonista delle pagine di Solženicyn, un personaggio fin qui ignoto ai libri di storia: Aleksander Israel Helphand (1867-1924), detto Parvus (foto grandi in copertina: primo da sinistra)  (4) , la cui figura sanguigna e ributtante giganteggia accanto a quella di Lenin (1870-1924), «l'unico al mondo che potesse veramente competere con lui e il più delle volte vittoriosamente, sempre avanti di qualche passo» (5). Parvus-Helphand non fu infatti solo l'uomo in casa del quale nacque l'Iskra, il giornale di Lenin, e che suggerì a Leon Bronstein Trotskij (1879-1940) la teoria della «Rivoluzione permanente» (6), tirando le fila del primo Soviet di San Pietroburgo, nel 1905; ma fu anche il veicolo del massiccio aiuto finanziario che Lenin ottenne dagli ambienti politici e militari tedeschi. «Fanatico rivoluzionario, non gli tremava la mano nel distruggere gli imperi; mercante fino al midollo, gli tremava la mano quando doveva contare i soldi»  (7). «Non c'era socialdemocratico al mondo – scrive ancora Solženicyn – del quale Lenin non sapesse con che chiave aprirlo e su che ripiano sistemarlo: il solo Parvus non si lasciava aprire e incasellare, e restava a sbarrargli la strada». 

http://www.quieuropa.it/rivoluzione-dottobre-e-supercapitalismo/

 

 

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– Banche del Sud prosciugate dai capitali aurei imposti dai colonizzatori

di Luigi Maganuco, da quotidianodigela.it

Gela. La storia economica , di cui voglio affrontare in questo mio lavora, riguarda il periodo del Regno delle Due Sicilie,

completamente dimenticato dagli studiosi di economia politica, interessati a studiare l’economia dell’Italia unificata e perciò della politica economica messa in atto dai Piemontesi dopo il 1860.

Già nel secolo XVI esistevano nel Regno di Napoli i Banchi Pubblici dei luoghi Pii  che avevano lo scopo filantropico di fornire prestiti  su pegno senza interesse.

Questa funzione economica andava a sostituire il mutuo ad alti tassi, assicurato dai banchieri genovesi e dagli Ebrei. Fu proprio il vice rè di Toledo, Don Pedro, nel 1539 a suggerire al Governatore spagnolo la fondazione del SACRO MONTE DI PIETA’, uno dei banchi pubblici riuniti alla fine del settecento in un unico istituto divenuto poi Banco di Napoli.

Come affermato dal prof. Domenico De Marco, esperto di storia Economica ed accademico dei Lincei, ed Edoardo Nappi, studioso e responsabile dell’Archivio storico del Banco di Napoli, esistevano le Casse di Deposito delle case sante, che avevano rilevati alcuni carteggi relativi a depositi, prestiti e prelevamenti della cassa di deposito Casa Santa dell’Annunziata, custoditi presso l’archivio di stato di Napoli.

Questa documentazione farebbe risalire le origini del Banco di Napoli al 1463, ponendolo addirittura prima del Monte dei Paschi di Siena che fu operativo nel 1472.

Continua su:

https://www.quotidianodigela.it/banche-del-sud-prosciugate-dai-capitali-aurei-imposti-dai-colonizzatori/

 

 

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– La prima lavatrice in Italia fu opera dei Borbone: poteva lavare 2000 lenzuola

di Federica Barbi, da vesuviolive.it

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             (Cliccare sull'immagine per ingrandirla)

 

Studiando la gloriosa Napoli del Regno delle Due Sicilie non si smette mai di scoprire primati ed egemonie varie, che confermano il ruolo di “grande” che la città partenopea ricopriva ai tempi dei Borbone. La dinastia borbonica ha permesso a Napoli di fare da apripista in tantissime cose, tra queste, c’è anche il “battesimo” in Italia di un elettrodomestico presente oggigiorno in tutte le abitazioni, di uso comune: la lavatrice.

Sì, perché i primi modelli italiani motorizzati risultano proprio nel Regno delle Due Sicilie, a Napoli, fin dal 1851 “in uso presso il Real Albergo de’ Poveri su modello di Luigi Armingaud ed in grado di lavare fino a 1000 camicie e 2000 lenzuola”. A testimoniarlo è la Disamina eseguita dal Reale Istituto d’Incoraggiamento de’ saggi esposti nella solenne mostra industriale del 30 maggio 1853 (Napoli, 1855, pp. 171-172).

Continua su:

http://www.vesuviolive.it/cultura-napoletana/233090-la-lavatrice-italia-fu-opera-dei-borbone-poteva-lavare-2000-lenzuola/

 

 

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– Controstoria dell’Unità d’Italia

di Carlo Coppola, da altaterradilavoro.com

Molti storici in epoca moderna hanno fatto luce sugli eventi che hanno caratterizzato l’unità d’Italia dimostrando, con certezza, che la cultura di “regime” stese, dai primi anni dell’unità, un velo pietoso sulle vicende “risorgimentali” e sul loro reale evolversi.

Tutte le forme d’influenza sulla pubblica opinione furono messe in opera, per impedire che la sconfitta dei Borboni o la rivolta del popolo meridionale si colorasse di toni positivi.

Si cercò di rendere patetica e ridicola la figura di Francesco II – il “Franceschiello” della vulgata – arrivando alla volgarità di far fare dei fotomontaggi della Regina Maria Sofia in pose pornografiche, che furono spediti a tutti i governi d’Europa e a Francesco II stesso, il quale, figlio di una “santa” e allevato dai preti, con ogni probabilità non aveva mai visto sua moglie nuda nemmeno dal vivo. Risultò, in seguito, che i fotomontaggi erano stati eseguiti da una coppia di fotografi di dubbia fama, tali Diotallevi, che confessarono di aver agito su commissione del Comitato Nazionale; la vicenda suscitò scalpore e, benché falsa, servì allo scopo di incrinare la reputazione dei due sovrani in esilio.

La memoria di Re Ferdinando II, padre di Francesco, fu infangata da accuse di brutalità e ferocia: gli fu scritto dal Gladstone – interessatamente – d’essere stato – lui cattolicissimo – “la negazione di Dio”.

Soprattutto si minimizzò l’entità della ribellione che infiammava tutto il l’ex Regno di Napoli, riducendolo a “volgare brigantaggio”, come si legge nei giornali dell’epoca (giornali, peraltro, pubblicati solo al nord in quanto la libertà di stampa fu abolita al sud fino al 31 dicembre 1865); nasce così la leggenda risorgimentale della “cattiveria” dei Borboni contrapposta alla “bontà” dei piemontesi e dei Savoia che riempirà le pagine dei libri scolastici.

Restano a chiarire le motivazioni che hanno indotto gli ambienti accademici del Regno d’Italia prima, del periodo fascista e della Repubblica poi, a mantenere fin quasi ai giorni nostri, una versione dei fatti così lontana dalla verità.

Continua su:

http://www.altaterradilavoro.com/controstoria-dellunita-ditalia-di-carlo-coppola/

 

 

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– Per una storia dei rapporti fra il Regno di Napoli e l’Impero Russo

 di Marina di Filippo, da europaorientalis.it

 

 

Questo saggio nasce da una iniziativa del prof. Riccardo Picchio, che nel 1984 si fece promotore di un progetto di ricerca, denominato "Russica-Italica". L'iniziativa aveva come obiettivo l'individuazione e Io studio di documenti e testimonianze manoscritte dei rapporti fra Napoli e la Russia. Insieme con A. Carico, L. Gambacorta, G. Gigante, G. Moracci, A. Urusov, formammo un gruppo di testa all'Istituto Orientale di Napoli con il compito di effettuare ricognizioni sistemati-che nei vari archivi e fondi di biblioteche napoletane e di procedere alla costituzione di un corpus di documenti. Ciascuno, compatibilmente con i propri interessi e competenze, scelse per sé un settore di indagine nella prospettiva unitaria di una storia, ancora tutta da scrivere, tra Napoli e i Paesi slavi. Alcuni di noi elaborarono, in parte, i materiali raccolti in pubblicazioni,' senza però che si giungesse mai a convogliare i dati in una trattazione organica.

Il dato generale acquisito da questa indagine riguardò la natura della documentazione censita, più adatta a ricostruire una storia dei rapporti politico-diplomatici tra i paesi, mentre scarsi risultarono, allora, i materiali documentari inquadrabili in una prospettiva storico-letteraria.

Continua su:

http://www.europaorientalis.it/uploads/files/archivio_iv/6._napoli.pdf

 

 

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PER NON DIMENTICARE…

(immagine tratta da madreluna.altervista.com)

 

– 2, 3 febbario 1799 – L’eccidio di Ripa Teatina (Ch)

Furono massacrati otto frati del Convento

(foto tratta da mondodelgusto.it)

 

 

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– 13 febbraio 1861; capitolazione di Gaeta.

Gaeta ed i gaetani diedero ben vasto contributo di sangue e di eroismi al Risorgimento d’Italia: pagarono lo scotto più amaro e sanguinoso. Sull’antica Gaeta le artiglierie di Cialdini lanciarono quasi 160.000 bombe; sul Borgo ne caddero più di 35.000; una pioggia di 115.000 proiettili investì tutta la città. Case e palazzi furono colpiti, sventrati, abbattuti; al momento della resa c’erano ovunque cadaveri, rovine, ammalati e feriti.

– Antonio Ciano, Le stragi e gli eccidi dei Savoia, Graficart, Formia 2006, pag. 95.

(foto da luminous-lint.com)

Il bilancio delle vittime ufficiali dell’assedio, registrate al momento della firma della capitolazione.

Morti:      826

Feriti:      569

Dispersi: 200

Nelle stime sono esclusi i civili (in città se ne contavano tremila nel dicembre 1860) rimasti sepolti e uccisi dalle bombe piemontesi, ma naturalmente anche i militari morti negli ospedali per le ferite e il tifo nei mesi successivi.

Gigi Di Fiore, Gli ultimi giorni di Gaeta, Rizzoli Editore, pag. 293.

 

 

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SCHEGGE DI STORIA                                                        

 

SCHEGGE DI STORIA 2/2018

 

          Molto si provvide alla marina mercantile. Avevamo scuole nautiche a Meta, Carotto, Castellamare, Procida, Gaeta, Bari e Reggio; e in Sicilia il collegio nautico a Palermo, e scuole a Messina, a Trapani, Siracusa, Giarre, Riposto e Catania. Con decreto del 1852 i piloti delle scuole nautiche di Palermo, Messina e Trapani, erano ammessi a concorrere ai posti superiori della marina regia; e l’anno seguente si permise agli alunni delle scuole di Siracusa, Giarre e Riposto concorressero a terzi piloti su’ regii legni. Nel 1846 si abolì il diritto pe’ documenti degli atti di riconoscimento de’ padroni di navigli. Nel 1837 si crebbe al trenta per cento il premio ai legni siciliani di diminuzione di dazio sulle merci recate dall’Indie, e del venti a quelle del Baltico. Queste e altre molte facilitazioni, che tralascio per brevità, feron progredire la nostra marina mercantile. Nel 1825 aveva legni 5008, di tonnellate 107,938; e nel 1855era già di legni 8988, di tonnellate 213,003, cioè doppia; nel 25 non avevamo piroscafi, nel 55 n’avevamo sedici, di 3859 tonnellate. Il commercio in trent’anni prosperò tanto che nel 56 erano solo in Napoli già 25 compagnie con circolazione venti milioni e più di ducati. Questa prosperità marinaresca insolita al nostro paese, ne rendeva indipendenti dal commercio straniero: ecco il rangolo dell’Inghilterra.

Giacinto de’ Sivo, Storia delle Due Sicilie, vol. I, pag. 53, Grimaldi & C. Editori.

 

 

          Da Calitri, il grosso della banda continuò per Pescopagano e poi a Sant’Andrea di Conza, dove l’arcivescovo Gregorio De Luca li benedì. “Dio è con voi, contro i blasfemi nemici della fede” disse. Ma in quei giorni gli equilibri cambiavano a ripetizione, confondendo umori e simpatie. Borbone e Savoia erano parole d’ordine, a giustificare decine di morti. Per fermare Crocco, vennero raggruppate diverse colonne di bersaglieri e guardie nazionali su disposizione del governatore Nicola De Luca. Al comando dei cacciatori irpini, si unì a loro anche Giuseppe De Marco. Erano forze ben organizzate e minacciose. Contro di loro, Crocco applicò ancora una volta la sua tattica del mordi e fuggi. Alla fine, le bande, senza più strade sicure, si rifugiarono nei boschi di Castiglione e Monticchio.

          De Marco era famoso per la sua spietatezza. Con la sua colonna di volontari, entrò a Calitri e subito istituì un tribunale di guerra. Fece eseguire subito sei fucilazioni, mentre altre cinque persone, compreso un frate cappuccino, furono segnalate al giudice mandamentale. A Sant’Andrea di Conza, venne arrestato anche l’arcivescovo Gregorio De Luca, poi processato con altri cinquantotto imputati. Come sempre quando non si trattava di gente umile, furono tutti assolti per insufficienza di prove. Nessuna prova confermò la loro partecipazione alla “cospirazione borbonica in connivenza con la banda Crocco”. Anche in Irpinia, come in Basilicata, le relazioni del giorno dopo erano sempre assolutorie nei confronti dei baroni e dei grandi proprietari, “vittime di improvvisa euforia nel mezzo del pauroso incubo”. Ma il vicegovernatore di Avellino, Ferrara, scrisse: “Nei fatti narrati è deplorevole vedere che agiati proprietari come Zampaglione e fin l’arcivescovo si sant’Andrea di Conza hanno dato favore ai ribelli ladri e incendiari, ma la massa non ha perduto senno civile e attaccamento al governo attuale”.   Previsione troppo ottimistica: due mesi dopo, trentun comuni irpini esponevano sul campanile la bandiera delle Due Sicilie.

Gigi Di Fiore, Briganti, pag. 77, Utet Edizioni.

 

          L’indirizzo tanucciano, reso operativo in Sicilia col real dispaccio del 25 marzo 1768, incontrò la generale ostilità sia del baronaggio che dell’amministrazione vice regia, impersonata dal Fogliani. La Giunta gesuitica, addirittura, nonostante fosse composta da magistrati scelti nominativamente dal governo, fece formale opposizione, ma dovette modificare il suo atteggiamento, e limitarsi ad applicare la legge, pur non cessando di favorire la nobiltà in tutti i modi possibili. Finirono ai baroni, in conseguenza, alcuni grossi fondi che sarebbero dovuti andare ai contadini. La legislazione governativa, vigorosamente ancorata al principio di censurare le terre ex gesuitiche ai contadini, fu come una rete continuamente strappata dai pesci troppo grossi che non riusciva a trattenere, ma continuamente ricucita a maglie sempre più strette e robuste, al fine di conseguire lo scopo perseguito. In un primo tempo, si stabilì che le terre da concedere ai contadini fossero solo i fondi non migliorati, cioè in pratica i terreni nudi, privi di alberi, di case e di altre migliorie fondiarie. Poiché la disposizione fu applicata con una certa latitudine a favore del baronaggio, si prescrisse che anche i fondi migliorati ad alberi e vigne, orti e giardini ecc., fossero da quotizzare a contadini. Divenne quindi impossibile evadere lo spirito della legge, ma non ne conseguì una più sollecita e puntuale applicazione della medesima. Fu necessario, pertanto, nel 1773, cioè sei anni dopo l’espulsione, emanare una nuova e più radicale disciplina della censuazione dei beni ex gesuitici, e ne venne fuori un testo legislativo organico, cioè l’ordine regio 15 giugno, il quale può considerarsi il rimo provvedimento di riforma e di colonizzazione del latifondo meridionale. In forza di questa nuova legge, la quotazione del patrimonio fondiario dei gesuiti procedette finalmente con speditezza, e nel corso del 1774, del 1775 e del 1776 quasi tutte le grandi aziende ex gesuitiche furono ripartite fra i contadini. Quello siciliano fu il più consistente programma di riforma agraria attuato in Italia nel corso del Settecento. Ben 28.625 ettari di terra furono concessi a 3.229 famiglie contadine col sistema della quotizzazione. Altri 6.000 ettari furono concessi col sistema a corpo, beneficiandone i contadini quando si trattava di piccoli fondi. Le terre vendute furono oltre 10.000 ettari. Furono alienati, quindi, circa 45.000 ettari del patrimonio gesuitico, e non si procedette ancora oltre, perché sopravvenne la caduta del Tanucci e l’avvento del marchese della Sambuca, il quale interruppe il corso della politica riformatrice del predecessore.

Francesco Renda, già Professore Emerito di Storia Moderna presso l’Università di Palermo, Storia della Sicilia, Società Editrice Storia di Napoli e della Sicilia, Vol. VI, pag. 232, 233.

 

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Per prendere visione delle altre “Schegge di Storia”, si veda la sezione omonima del menù verticale, in alto, alla sinistra del video.

 

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EVENTI

 

– Bari, 13 febbraio 2018

MDS, giornata della memoria delle vittime meridionali del Risorgimento italiano

di Livia Augusta Mattoni, da ondadelsud.it

7 Febbraio 2018

In mancanza dell’attesa delibera della mozione presentata dal Movimento 5 Stelle per l’istituzione del 13 febbraio come giornata della memoria delle vittime meridionali del Risorgimento italiano, il Segretario Michele Ladisa dichiara a nome del Movimento Duosiciliano la volontà di commemorare autonomamente le vittime presenziando a Bari il 13 febbraio in Corso Vittorio Emanuele. L’intenzione è quella di dare la possibilità ai cittadini di informarsi su ciò che viene ancora oscurato dalla storia scritta dai Savoia e dalla storiografia ufficiale in modo da poter riacquisire la propria identità.

Resp. Stampa

Livia Augusta Mattoni

Fonte:

http://www.ondadelsud.it/?p=13615

 

 

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NOTIZIE DAL REGNO – ATTUALITA’                                   

 

– Una nave nel porto di Pozzallo sta scaricando grano del Kazakistan!

da inuovivespri.it

 

Siccome il grano duro del Canada – che contiene glifosato e micotossine – non lo vuole più nessuno lo stanno sostituendo con il grano duro del Kazakistan. Ci auguriamo che il presidente della Regione, Nello Musumeci, e l’assessore all’Agricoltura, Edy Bandiera, ci spieghino quello che sta succedendo. Saverio De Bonis: “E’ un grano di pessima qualità”

Nel giorno in cui in Italia entra in vigore una legge-burla – l’etichettatura della pasta e del riso (ovviamente, acquistando un pacco di pasta non troverete alcuna indicazione: la scusa è che, tra sei mesi, entrerà in vigore un regolamento dell’Unione Europea che vanificherà la legge italiana, con l’etichettatura che si applicherà su base volontaria: una farsa imposta dalle multinazionali) – in Sicilia arriva una novità: il grano duro di provenienza dal Kazakistan. Proprio mentre noi scriviamo questo articolo, una nave sta scaricando grano nel porto di Pozzallo.

Continua su:

http://www.inuovivespri.it/2018/02/15/una-nave-nel-porto-di-pozzallo-sta-scaricando-grano-del-kazakistan/

 

 

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– Scenari e misteri nei cieli della Sicilia

di Giovanni Sorbello, da ilfarosulmondo.it

Basta guardare il cielo sopra la piana di Catania, in Sicilia, per assistere a continui e sospetti decolli e atterraggi dalla base Usa di Sigonella. Elicotteri da guerra in esercitazione, voli cargo in partenza per chissà quale destinazione, Atlantique ed Orion in perlustrazione. Improvvisamente, tra la quiete di distese di aranceti, ci si rende conto di non essere padroni a casa propria. Questo inquietante traffico aereo è anche causa di drammatici incidenti, ben tredici quelli ufficiali dal 1975 ad oggi.

Sigonella non è soltanto il supporto logistico alla Sesta Flotta della US Navy nel Mediterraneo, è anche il ponte verso i teatri di guerra medio orientali, in attività da quando nel 1991 Bush padre diete inizio alla prima “Tempesta nel deserto”. Il Psi (Proliferation Security Initiative) e l’Ags (Alliance Ground Surveillance), sono i due piani per contrastare il “terrorismo internazionale” e controllare Medio Oriente e Mediterraneo. Il primo è attivo da anni, il secondo è in via di ultimazione e prevede l’impiego di aerei con o senza pilota per le ricognizioni e la raccolta di informazioni in Africa e Medio Oriente.

Continua su:

https://www.ilfarosulmondo.it/misteri-cieli-sicilia/

 

 

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– “Giornata della memoria dei caduti delle Due Sicilie”. MDS, noi nulla a che fare col M5S

da ondadelsud.it

 

Al riguardo della manifestazione del 13 febbraio u.s per la “Giornata della memoria dei caduti delle Due Sicilie” tenutasi a Bari presso la sede della Regione Puglia, Il Movimento Duosiciliano precisa di non aver mai delegato alcuno, né per proprio conto né per altri movimenti presenti alla manifestazione, ad incontri con esponenti del Movimento 5 Stelle presso il Consiglio Regionale pugliese. Il Segretario del Movimento Duosiciliano, Michele Ladisa, ha aggiunto che le intenzioni del Movimento sono quelle dichiarate agli organi di stampa intervenuti, e che lo scopo principale era comunque d’informare i cittadini della verità storica e degli eccidi di massa avvenuti nel corso della cosiddetta unità d’italia, non certo quello d’ incontrare esponenti dei Movimento 5 Stelle o di altri partiti, dai quali è equidistante non condividendone le posizioni anche ideologiche. Prosegue dicendo, che alcuni personaggi che hanno ritenuto di far intendere, come riprovato da un video messaggio, di essere rappresentanti dei manifestanti, accreditandosi in questo senso con il Movimento 5 Stelle , lo hanno fatto arbitrariamente e a titolo personale, assumendo una gratuità non dovuta, pregiudizievole per l’immagine del Movimento Duosiciliano e degli altri movimenti ed associazioni presenti. Ladisa ha concluso che provvederà a diffidare legalmente coloro che intendessero proseguire con fatti e atteggiamenti tesi a minare l’immagine politica del Movimento Duosiciliano.

Resp. stampa

Livia Augusta Mattoni

Fonte:

http://www.ondadelsud.it/?p=13658

 

 

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– La Mafia non è nient’altro che il braccio armato della massoneria

da laveritàdininconaco e da altaterradilavoro.com

Le mafie non sono nient’altro che il braccio armato della massoneria e dei servizi segreti. Non fatevi ingannare da chi vi vuole parlare di mafia ma non fa questi collegamenti, perché vuol dire che è in malafede e lo fa per disinformarvi. Basta pensare che la mafia è nata con l’Unità d’Italia è c’è chi afferma che a fondare “l’onorata società” fu proprio il massone Giuseppe Mazzini . Lo stesso rito di affiliazione alla mafia si rifà ai riti iniziatici massoni. Nella ‘Ndrangheta, che tra l’altro gli ultimi pentiti parlano anche di massoneria , quando si riceve “la santa” (un grado criminale che permette a chi lo riceve di allacciare rapporti con lo stato) si pronuncia una formula che fa chiaro riferimento ai massoni e all’unità d’Italia , la formula è questa:

“Buon vespero e santa sera ai santisti, Giustappunto questa santa sera, nel silenzio della notte e sotto la luce delle stelle e lo splendore della luna, formo la santa catena. Nel nome di Garibaldi, Mazzini e La Marmora, con parole d’umiltà, formo la santa società”. “Dite assieme a me: ‘Giuro di rinnegare tutto fino alla fine della settima generazione , tutta la società criminale fino ad oggi riconosciuta, per salvaguardare l’onore dei miei saggi fratelli. In nome di Garibaldi, Mazzini, La Marmora, passo la mia votazione sul conto di Buttà G. Se prima lo conoscevo come un saggio fratello fatto e non fidelizzato, da questo momento lo conosco per un mio saggio fratello. Sotto la luce delle stelle e lo splendore della luna, sformo la santa catena, nel nome di Garibaldi, Mazzini e La Marmora, con parole d’umiltà, sformo la santa società”

Possiamo vedere il chiaro riferimento alla massoneria , anzi si giura proprio nel nome di tre grandi esponenti della massoneria. Oltre ai riti iniziatici questi rapporti tra mafie massoni e servizi segreti li vediamo spuntare ogni qual volta si parla di stragi, omicidi di membri dello stato o giornalisti o di traffici di armi e di rifiuti, il problema è che a prendere tutte le colpe e a pagare è sempre solo il braccio armato, chi sta sopra ne esce sempre pulito.

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http://www.altaterradilavoro.com/la-mafia-non-e-nientaltro-che-il-braccio-armato-della-massoneria/?doing_wp_cron=1518040976.0958840847015380859375

 

 

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– La Sicilia la regione più povera in assoluto. Diminuisce anche la ”speranza di vita”

di Nicola Funaro, da ilsicilia.it

 

La Sicilia è, in Europa, la regione con il più alto tasso di persone a rischio povertà: il 41,8%.

Nell’Isola un terzo dei giovani tra 15-24 anni (il 31,9%) non studia né lavora (Neet).

Inoltre, una bimba nata in Sicilia, nel 2016, ha una speranza di vita di due-tre anni in meno rispetto una bambina nata altrove, anche, rispetto al nord Italia: 83,8 anni a Palermo, 86,3 a Trento.

Sono i dati di una ricerca sull’attuazione in Sicilia del Sia, Sostegno all’inclusione attiva, la misura contro la povertà adottata nel 2016 e che, da quest’anno, ha ceduto il passo al Rei, Reddito d’inclusione. Quest’ultimo è figlio del confronto tra Governo nazionale e Alleanza contro la povertà, la rete che nel paese collega 37 tra associazioni, sindacati, enti e movimenti del terzo settore.

Ne è scaturito un memorandum firmato congiuntamente, la prima volta di un documento Governo-associazioni per le politiche socioassistenziali, che il 14 aprile di un anno fa ha gettato le basi del decreto delegato che dal primo gennaio ha reso operativo il Rei.

Continua su:

http://www.ilsicilia.it/la-sicilia-la-regione-piu-povera-in-assoluto-diminuisce-anche-la-speranza-di-vita/

 

 

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– Il “Coriandolo sospeso” per i bimbi del Santobono: come aderire all’iniziativa

da vesuviolive.it

 

Il “coriandolo sospeso”, una nuova iniziativa che vede come protagonista il carnevale. I grandi locali leisure Youngo in Campania hanno lanciato quest’iniziativa. Qualsiasi bambino può così portare il suo “coriandolo sospeso” nelle sedi Youngo campani al Vulcano Buono, Pontecagnano, Le Ginestre fino al 13 febbraio. Quest’attività permetterà così ai bambini meno fortunati di ricevere un dono di carnevale che può essere qualsiasi oggetto o costume.

Il 13 febbraio, i doni raccolti verranno consegnati, con la collaborazione della Fondazione Sorrisi Onlus, ai bambini ricoverati al Santobono-Pausilipon e al S. Maria dell’Olmo di Cava de’ Tirreni. 

In vista del Carnevale i grandi locali leisure Youngo in Campania hanno deciso di lanciare l’iniziativa del “coriandolo sospeso” per coinvolgere i più piccoli in una staffetta di solidarietà.

Fonte:

http://www.vesuviolive.it/eventi/234494-coriandolo-sospeso-bimbi-del-santobono-aderire-alliniziativa/

 

 

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– Petrolio, nuove perforazioni in Basilicata. Sentenza del Tar riapre il progetto Tempa la Petrosa

da basilicata24.it

Il Tar di Basilicata riapre la vicenda relativa al progetto di estrazione idrocarburi denominato Tempa La Petrosa. Accolto il ricorso della Total contro la delibera della Giunta regionale lucana in cui si esprimeva parere negativo sulla compatibilità ambientale del progetto.

“Gli effetti dei provvedimenti scellerati del Governo Renzi continuano a farsi sentire nella nostra Regione riaprendo ferite aperte”. Così il consigliere regionale M5s Gianni Leggieri denuncia l’approvazione dell’articolo 38 del Decreto Legge n.134 del 2014 (c.d. Sblocca Italia), infatti “la Total E&P Italia s.p.a. – afferma Leggieri in una nota – ottiene da parte del TAR di Basilicata l’annullamento della deliberazione di Giunta con la quale la Regione Basilicata aveva espresso parere negativo alla compatibilità ambientale del progetto denominato “Tempa La Pertosa”.

Continua su:

https://www.basilicata24.it/2018/01/petrolio-nuove-perforazioni-basilicata-sentenza-del-tar-riapre-progetto-tempa-la-petrosa-52444/

 

 

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ARCHITETTURE DEL REGNO                                               

 

– La Certosa di Padula, storia e origini del convento più grande d’Italia

di Federica Barbi, da vesuviolive.it

(foto da Nikon Club)

 

La certosa di San Lorenzo, meglio conosciuta come Certosa di Padula, è una certosa situata nel Vallo di Diano, in provincia di Salerno. E’ la prima certosa ad essere nata in Campania, ancor prima di quella di San Martino a Napoli e di San Giacomo a Capri. La certosa è strutturata su tre chiostri, un giardino, un cortile e una chiesa, ed è uno dei più importanti complessi monumentale barocchi del sud Italia, oltre che la più grande certosa d’Italia e tra le maggiori in Europa.

Le origini

La sua nascita risale al IX-X secolo, quando la popolazione, che si era rifugiata sulle alture, preferì insediarsi sulla collina al termine delle incursioni saracene. Alla sua costruzione contribuirono i monaci Basiliani, come testimoniano la Chiesa di San Nicola alle Donne e i ruderi dell’antico Monastero di San Nicola al Torone.

Successivamente, nel 1296, Tommaso II Sanseverino, conte di Marsico e signore del Vallo di Diano, entrò in possesso della città, interessandosi particolarmente al sito in cui sorgeva la Grancia di San Lorenzo dell’abate di Montevergine. Dopo qualche anno ottenne tutti i beni della Grancia e li donò ai Certosini di San Brunone. Così iniziava a sorgere il primo nucleo della Certosa, che nei secoli assunse le grandiose dimensioni odierne. L’ordine certosino, fondato da San Brunone con casa gentilizia a Grenoble, era sostenuto dagli Angioini, che oltre a quella di Padula, favorirono la nascita anche della Certosa di San Martino a Napoli e quelle di Capri e Chiaromonte.

La storia

Nel Risorgimento, la regione che circonda la Certosa ha visto la tragica fine dei trecento seguaci di Carlo Pisacane. Della struttura primitiva, infatti, resta molto poco. Le modifiche più rilevanti risalgono alla metà del ’500, dopo il Concilio di Trento: tra queste il chiostro della foresteria e la facciata principale, arricchite nel ’700 da sculture e decorazioni del Vaccaro, nonché la torre degli Armigeri. Del ‘600 sono gli interventi di doratura degli stucchi della chiesa, opera del converso Francesco Cataldi. Sempre del ’700 sono gli affreschi e le trasformazioni d’uso di ambienti esistenti. I Certosini lasciarono Padula nel 1807 e il grande patrimonio artistico e librario andò quasi interamente disperso, con un conseguente stato di abbandono del sito stesso. Fu campo di concentramento nelle due guerre mondiali, come testimoniano le scritte nella corte esterna e le pitture sulle pareti al piano terra dello scalone. La Certosa è stata presa in carico dalla Soprintendenza per i Beni architettonici di Salerno solo a partire dal 1981 e un anno dopo sono partiti i lavori di restauro.

Continua su:

http://www.vesuviolive.it/cultura-napoletana/230051-la-certosa-padula-storia-origini-del-convento-piu-grande-ditalia/

Per prendere visione delle altre “Architetture del Regno”, si veda la sezione “Architetture del Regno”, in alto, sulla sinistra del video.

 

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LUOGHI DEL REGNO                                                         

 

– Basilicata: Il Duomo di Matera

di Wikimatera Staff, da youtube.com

(foto da commons.wikimedia.org)

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=0iTWz6eoLv8

 

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https://www.youtube.com/results?search_query=regnodelledue+sicilieeu

Per prendere visione degli altri “Luoghi del Regno”, si veda la sezione “Architetture del Regno”, in alto, sulla sinistra del video, pag 2.

 

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CULTURE DEL REGNO                                                         

 

– "CIA' UAJO'!" – Canzone Abruzzese – Parole e musica di FLORINDO CROCE

di Florindo Croce, da youtube.com

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https://www.youtube.com/watch?v=jD1P_aztfm0

Per prendere visione delle altre “Culture del Regno”, si veda la sezione “Architetture del Regno”, in alto, sulla sinistra del video, pag 3.

 

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TESTI CONSIGLIATI                                                            

 

LA REPRESSIONE POSTUMA

Pelermo 1866: una rivolta breve

e il suo epilogo giudiziario

di Rino Messina, Istituto Poligrafico Europeo

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– Briganti

Controstoria della guerra contadina nel Sud dei Gattopardi

di Gigi Di Fiore

Edizioni UTET

 

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– Tracce per una storia delle arti duosiciliane
Lineamenti di contro-storiografia dell'arte italiana

di Gennaro Avano

L’ impegnativo studio di Gennaro Avano ha l’obiettivo di individuare le “tracce” della storia delle Arti Duosiciliane. Nel cercare queste “tracce” l’autore riesce a legare tra di loro i vari filoni culturali, lungo un percorso storico che va dal 1200 ai nostri giorni, sostanziando in tal modo una visione organica di tutto ciò che ha contraddistinto il Meridione. Il risultato è duplice : da un lato c’è la riscoperta dell’ immensa storia delle Arti Duosiciliane e dall’altro c’è la prospettiva di un vasto orizzontale culturale in cui potersi confrontare.

Giuseppe Vozza Editore, E 13,00

 

 

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– Storia delle Due Sicilie

2 tomi – Grimaldi & C. Edizioni

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– I protocolli dei savi anziani di Sion (pdf)

http://antimassoneria.altervista.org/wp-content/uploads/2016/02/I-Protocolli-dei-Savi-Anziani-di-Sion.pdf

 

 

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– Rinascita di una Nazione

di Giovanni Maduli

Presentazione di Vincenzo Gulì

Introduzione di Ignazio Coppola

Pitti Edizioni

 

 

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NOVITA' EDITORIALI                                                          

 

– Pagine di storia militare del Reno delle Due Sicilie

di Francesco Maurizio Di Giovine

Controcorrente Edizioni

 

 

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– L’Industria del Regno di Napoli, 1859 – 1860

di Angelo Mangone

(riedizione)

Grimaldi & C Editori, con il contributo della Fondazione “Il Giglio”

(Lettera Napoletana) Alla vigilia dell’unificazione il Regno delle Due Sicilie contava, solo nella parte continentale, esclusa la Sicilia, su quasi 5mila industrie. Il settore industriale occupava 195mila addetti (considerando solo le imprese con almeno 5 dipendenti ed escluse le imprese artigiane), circa il 6% della popolazione attiva.

La quota di addetti all’industria sul totale della popolazione (poco più di 7 milioni nella parte continentale del Regno) era vicina a quella del Piemonte (7,5-8%) e del Lombardo-Veneto, appartenente all’Impero Austro-Ungarico, e percentuali di quest’ordine di grandezza facevano registrare molti Paesi in via di sviluppo industriale dell’epoca.

Nel 1860 l’industria delle regioni continentali del Regno delle Due Sicilie impiegava il 27% del totale degli addetti di tutti gli Stati italiani.

Questa fotografia dello sviluppo industriale delle Due Sicilie è contenuta nel saggio di Angelo Mangone, “L’industria del Regno di Napoli 1859-1860”, uno studio fondamentale per la ricostruzione della storia meridionale, uscito nel 1976 ma esaurito da anni, che viene ora ripubblicato, con un’introduzione di Gennaro De Crescenzo, da Grimaldi Editori & C. con il contributo della Fondazione Il Giglio.

Continua su:

http://www.editorialeilgiglio.it/sud-cosi-erano-le-industrie-del-regno-un-libro-verita/

 

 

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L’Europa e la “Questione Napoletana”, 1861 – 1870

di Eugenio Di Rienzo, D’Amico Editore

Recensione tratta da: linchiestaquotidiano.it

CASSINO – Quando, il 17 marzo del 1861, nacque ufficialmente il Regno d'Italia, l’ormai ex re delle Due Sicilie, Francesco II di Borbone, si trovava già da qualche settimana a Roma, ospite di papa Pio IX. Pur rattristato dalla piega degli eventi, non aveva rinunciato a battersi per cercare di rientrare in possesso di quel trono che gli era stato sottratto da un’audace operazione di pirateria. Per questo si era portato dietro un pugno di fedelissimi che, di fatto, costituirono il suo governo in esilio. Governo che subito si trovò diviso su come affrontare la “riconquista”: attraverso una incisiva azione diplomatica a livello europeo oppure servendovi della guerriglia brigantesca nelle provincie dell’ex Regno? Pietro Calà Ulloa (1801-1879), l’elemento di spicco di quel consesso, propendeva decisamente per la prima soluzione. Altri, invece, erano per intensificare la lotta armata contro il piemontese invasore. E le due linee di pensiero e di azione, almeno fino al 1864-65, marciarono parallele, anche se non produssero risultati di rilievo. Calà Ulloa, dunque, disapprovava il brigantaggio e con esso i  tentativi di rinfocolare la lotta nell’ex Regno da parte della centrale legittimista capitolina? Non proprio. Era però convinto che le azioni brigantesche, nella loro limitatezza e nella totale mancanza di coordinamento, da sole, non avrebbero conseguito alcun risultato. Azioni inutili, quindi, e solo velleitarie? No, esse anzi erano utili a dimostrare all’opinione pubblica del vecchio continente che quella sabauda era stata una mera occupazione militare e che le genti dell’ex regno borbonico non volevano sottostare ad uno spietato regime poliziesco. Ma mantenere nella parte meridionale dello Stivale acceso il fuoco della rivolta popolare non era di per sé sufficiente. Serviva, nel contempo, una azione diplomatica forte ed autorevole che convincesse le potenze europee a condannare quel misfatto, ad intervenire (anche se non si era più ai tempi del Congresso di Vienna) ed a restituire il maltolto al suo legittimo propietario ossia al re Borbone.

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NOTIZIE DAL MONDO – ECONOMIA, POLITICA              

 

– Alberto Bagnai e Claudio Borghi in diretta da Siena, su Byoblu.com

di Byoblu, da youtube.com

IN PARTICOLARE SI SEGNALANO I MINUTI DA 31 A 54

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?time_continue=1522&v=ylbjgBP9hW4

 

 

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– Barnard: siamo in crisi perché l’antica élite si è ripresa tutto

da libreidee.org

Ogni aspetto che regola la nostra vita nell’Unione Europea è deciso dalla Commissione, non eletta da nessuno. La Commissione Europea decide anche sulle Costituzioni: una sentenza della Corte Europea di Giustizia decreta che le leggi europee hanno priorità anche sulle Costituzioni dei singoli paesi. Oggi, per statuto, parlamentari e ministri italiani in Europa sono tenuti a fare gli interessi dell’Europa in Italia, non gli interessi dell’Italia in Europa. Non rappresentano l’Italia in Europa: rappresentano l’Europa in Italia. Questa struttura sovranazionale, creata dall’élite politico-economica messa all’angolo dalla Rivoluzione Francese e poi nel ‘900 dall’affermazione della democrazia, ha ripreso il potere e ha creato l’euro per togliere la sovranità agli Stati. Lo sapevano dal 1943: l’euro serve a togliere agli Stati la loro ragione di esistere, fino a distruggerli. Cito una frase, pronunciata da uno dei grandi burocrati europei, uno degli uomini del vero potere, Jacques Attali. Era consulente di Mitterrand insieme a un insigne economista, Alain Parguez, poi ravvedutosi. Parguez lo ferma in un corridoio della Commissione Europea e gli dice: «Sapete cosa state facendo? State distruggendo l’Europa. Cos’avete in mente?». E Attali risponde, letteralmente: «Non è colpa nostra se la plebaglia europea pensa che l’unione monetaria sia stata fatta per la loro felicità».

Continua su:

http://www.libreidee.org/2018/02/barnard-siamo-in-crisi-perche-lantica-elite-si-e-ripresa-tutto/

 

 

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– Grasso contro il contante: dalla parte delle banche!

di Diego Fusaro, da diegofusaro.com

Grasso: “futuro è abolizione del contante”. Sembrava una citazione di Mario Monti, di Soros o di un qualsivoglia agente della bancocrazia usurocratica turbocapitalistica. Una volta di più: la Sinistra libertaria del Costume giustifica culturalmente ciò che la Destra liberista del Danaro vuole economicamente.

Fonte:

https://www.diegofusaro.com/grasso-contante-dalla-parte-delle-banche/

 

 

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– Gli Ogm: Italia vota a favore “grazie” alla Lorenzin

di Carmen Guarino, da ambientebio.it

 

Contenuti

Gli Ogm in Europa: gli Stati membri sono stati chiamati a votare l’introduzione in Ue di mais geneticamente modificato. E l’Italia ha votato sì. Carnemolla (Federbio) e Greenpeace reagiscono.

Voltafaccia dell’Italia lo scorso 27 gennaio: a sorpresa vota per gli ogm. La Commissione europea ha chiamato gli Stati membri nel comitato permanente Ue per piante, animali, alimenti e  mangimi (Paff) a votare l’autorizzazione di due mais ogm (il BT11 della Syngenta e il 1507 della DuPont Pioneer) e rinnovare l’autorizzazione del mais MON810 della Monsanto, unico ogm finora ammesso.

La Commissione non ha ottenuto la maggioranza e la richiesta non ha avuto i numeri per l’approvazione. Intanto non passa inosservato il voto dell’Italia.

Continua su:

https://www.ambientebio.it/ambiente/sostenibilita/gli-ogm-italia-favorevole-lorenzin/

 

 

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– Agricoltori in piazza per la sovranità alimentare: “I nostri nemici non sono all’estero…”

da inuovivespri.it

(foto da ilmessaggero)

A Roma la prima tappa di un percorso “che punta a dare vita ad una forte, ampia, plurale e inclusiva iniziativa per la riforma dell’agroalimentare italiano”. La lettera ai politici

Sono arrivati da tutta l’Italia  a Roma per partecipare alla mobilitazione «contro la crisi, la malagestione dei fondi pubblici in agricoltura, il trust e il dumping commerciale che sta uccidendo le aziende agricole e i diritti di agricoltori e cittadini». L’iniziativa di LiberiAgricoltori e Altragricoltura sta andando in scena davanti al Ministero dell’Agricoltura.

“La giornata – si legge in una nota – è la prima tappa di un percorso che punta a dare vita ad una forte, ampia, plurale e inclusiva iniziativa per la riforma dell’agroalimentare italiano assumendo la sovranità alimentare come base per la difesa dei diritti degli agricoltori e dei cittadini”.

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http://www.inuovivespri.it/2018/02/14/agricoltori-in-piazza-per-la-sovranita-alimentare-i-nostri-nemici-non-sono-allestero/#more-33296

 

 

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– Lunedì Nero: le banche centrali preparano il Crollo

di Federico Dezzani, da federicodezzani.altervista.org

Il 5 febbraio Wall Street ha subito uno dei peggiori tracolli della storia, bruciando circa 1.000 $mld di capitalizzazione. Non è certamente casuale che il Lunedì Nero sia coinciso con l’insediamento di Jerome Powell ai vertici della Riserva Federale: al nuovo governatore della banca centrale spetta infatti il compito di “sgonfiare la bolla” che le politiche monetarie ultra-espansive hanno alimentato sin dal 2008. Il rialzo dei tassi della FED, coordinato con “la vecchia signora di Threadneedle Street”, innescherà un crollo che supererà per magnitudo il crack di Lehman Brothers: dall’area euro alla tenuta dei sistemi democratici, passando per un probabile sbocco bellico, come cambierà il mondo?

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http://federicodezzani.altervista.org/lunedi-nero-le-banche-centrali-preparano-crollo/

 

 

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– L'Italia è una colonia francese

di Paolo Annoni, da Il Sussidiario.net e da Italiaoggi.it

 

Il crollo dei mercati degli ultimi giorni segnala, a prescindere dalle evoluzioni immediate, che lo scenario finanziario a cui siamo stati abituati negli ultimi anni potrebbe essere prossimo alla conclusione. È stato uno scenario di tassi bassissimi e assenza di volatilità che sembra aver risolto o messo in secondo piano molte criticità: il deficit commerciale americano, l'esplosione dei debiti pubblici, il crollo della domanda interna in Europa e l'esplosione delle differenze tra centro e periferia tra gli altri. Qualsiasi aumento della volatilità sui mercati e qualsiasi accenno di recessione o solo rallentamento dell'economia globale si inserisce, in Europa, in una fase di profondo ripensamento delle sue strutture e dei suoi equilibri interni. La divaricazione tra centro e periferia e la cessione di sovranità verso i Paesi forti non avviene gradualmente, ma con strappi improvvisi e violenti.

Qualsiasi cosa si pensi di euro o Europa, l'attuale struttura dei rapporti interni agisce in senso centrifugo e aumenta le differenze. La ragione è semplicissima e di buon senso. Se in una fase di crisi, un Paese può fare politiche anticicliche, investimenti pubblici ed espansione del debito, e viene sostenuto dalle istituzioni europee mentre non le può fare un Paese indebitato, alla fine della crisi, le differenze non potranno che essere aumentate.

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http://www.italiaoggi.it/giornali/dettaglio_giornali.asp?preview=false&accessMode=FA&id=2245524&codiciTestate=1&sez=hgiornali&testo&titolo=L%27Italia+%C3%A8+una+colonia+francese

 

 

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COSTUME – SOCIETA'                                                      

 

– Guerra e pace

di Alceste, da alcesteilblog.blogspot.it

Fassbinder. Il Capitalista e il Poliziotto, maschere brechtiane, si scambiano facezie. Il Poliziotto: “Un po' di tempo fa ho sognato … ho sognato che i capitalisti avevano inventato il terrorismo per costringere lo Stato a difendere i loro interessi … é buffo, no?” E tutti e due se la ridono di cuore. Una scena da La terza generazione (Die dritte Generation), di Rainer Werner Fassbinder. Il vecchio Fassbinder aveva alti e bassi, ma qui scala inconsuete cime sarcastiche, innevate dalla verità.

Terrorismo. Il terrorismo neanche esiste. Quanti sono morti di "terrorismo" in Occidente? In realtà, a ben osservare, è la violenza nel suo insieme a decrescere costantemente. Consultiamo la Cronaca di Roma in un quotidiano dell’immediato dopoguerra: suicidi terribili, morti bianche, omicidi dell'ignoranza e della fame, coltellate date per amore, vendette incrociate, avvelenamenti, bruti. Oggi? Dilavate ogni evento dalla grancassa (venti telegiornali su ogni canale, speciali, servizi esclusivi, congreghe di matres lacrimarum) e vi resterà in mano ben poco.

Se proprio vogliamo dare scandalo diciamo: la violenza esplode per la mancanza di violenza. In Occidente.

Questa non è una società basata sulla violenza fisica, ormai in via di sparizione, bensì sull'indottrinamento psicologico, sulla suasione coatta, questi sì violentissimi, coercitivi, perentori.

La nostra vita scorre anonima, eguale a quella di ognuno, intercambiabile, senza sofferenze visibili. Solo la malattia ci insidia. A questo abbiamo rimediato raccattando dal cesto delle regalie un edonismo a bassa tensione. Funziona.

Terrorismo 2. Nel film di Fassbinder il Capitalista finanzia i terroristi (si lascia rapire onde instillare il panico e lanciare un ritrovato per l’identificazione personale: sistemi di sicurezza) e, ovviamente, essendo il padrone del gioco, si mette a sghignazzare davanti alle telecamere che lo riprendono prigioniero. I temibili terroristi, invece, si vestono da pagliacci: la loro, infatti, è una lugubre, sanguinosa, carnevalata.

Tutta la fine del gran casino. Qualche tempo fa citai un racconto di Stephen King, Tutta la fine del gran casino. Un genio decide di farla finita con violenza e guerre. L’esperimento di massa riesce. L’umanità diviene un esercito di miliardi di ebeti.

Credo che tale innocuo raccontino ci racconti il mondo prossimo futuro.

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http://alcesteilblog.blogspot.it/2018/02/guerra-e-pace.html#more

 

 

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– Sarò Franco: L' aiuto reale alle famiglie e alla natalità

da PandoraTv

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?time_continue=173&v=i9YODeFYTrY

 

 

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– Il vincitore del festival di Sanremo 2018

di Alberto Carnevale da Facebook.com

sanremo-2018Fonte:

https://www.facebook.com/photo.php?fbid=806578012872009&set=a.123473961182421.1073741833.100005594524625&type=3

 

 

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– DOPO 13818 – 82 FR 60839, E DOPO QUESTA “ULTIMA ORA”, I MEDIA NON ESISTONO PIU’.

di Paolo Barnard, da paolobarnard.info

Che i media siano controllati e che si auto-censurino per salvarsi il sedere, lo sa anche un cacciavite. Ma che due notizie bomba sul Presidente della nazione più potente del mondo, e accessibili a tutti, possano lo stesso per un ordine di scuderia scomparire nel nulla sui maggiori media occidentali, no, questo non lo credevo. Attenti, forse avete letto in fretta: nei Pentagon Papers, nel Watergate, nell’Iran-Contras, nell’Iraq-gate, i fatti erano occulti. Nei due casi che racconto qui, no, sono pubblici e accessibili da una pensionata, riguardano l'uomo più potente del pianeta, eppure sono stati ‘suicidati’ e sepolti da tutti i grandi media con un accordo e con una sincronia scioccanti. Davvero, io mi devo arrendere ai ‘complottisti’ e dire: i media non esistono più.

Ecco le storie.

Il Presidente Donald Trump è sotto attacco da parte di due Stati ombra ben noti all’interno dello Stato americano (e di ogni altro Stato): cioè il raggruppamento dei Servizi Segreti da una parte – che comprendono CIA, NSA, NGA, FBI e che va sotto il nome di ‘Shadow Government’; e le maggiori Corporations coi loro lobbysti che foraggiano il Congresso, dall’altra – ovvero Big Oil, Big Pharma, Big Banks, Big Media, Arms Industry, Silicon Valley, che passano sotto il nome di ‘Deep State’. *

* (Nota per i lettori: chiunque neghi l’esistenza e i poteri di questi apparati con la parola “complottismo”, non ha mai letto una pagina del NYTimes, del Washington Post o sentito di P2 e Stragismo in Italia. Quindi è un cretino)

In USA i Poteri non si attaccano mai per rispetto della legge, non siamo bambini, quindi il motivo dei sopraccitati attacchi è ovvio (e noto): questo Presidente è incontrollabile, e forse anche mentalmente instabile, ma così facendo e così essendo, egli ha devastato la sacra tradizione di almeno 70 anni di presidenze americane, dove le politiche reali furono sempre influenzate o truccate da ‘Shadow Government’ e ‘Deep State’, fino alla presidenza Obama inclusa. Trump va quindi abbattuto.

Ma quest’uomo è molto meno fesso di ciò che appare. O forse è meglio dire: si è circondato di alcuni dei più brillanti ‘Rasputin’ di tutta la Storia moderna. Trump ha quindi contrattaccato coi due numeri scritti nel titolo: 13818 – 82 FR 60839. Si riferiscono rispettivamente al N. del Presidential Executive Order del 20 dicembre 2017, e al N. di protocollo del medesimo presso il U.S. Government Publishing Office. La mossa è stata ‘nucleare’, ma talmente tanto che quegli apparati di Potere, ripeto ‘Shadow Government’ e ‘Deep State’, faticano a riprendersi. Chiarisco e aggiungo con ordine, perché la storia è agghiacciante.

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http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=1999

 

 

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– Paolo Varini

da Facebook.com

VIDEO

https://www.facebook.com/vincenzo.buonomo/posts/10155466467778931?hc_location=ufi

Qui il link al video già censurato:

https://www.facebook.com/paolo.varini.3192/videos/222132811666106/

 

 

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– LA SCUOLA TI VUOLE MEDIOCRE – Enzo Pennetta

di Byoblu, da youtube.com

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https://www.youtube.com/watch?time_continue=24&v=dL6jyoJNwhk

 

 

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Ma infine, qual è l’obiettivo?

di Francesco Lamendola, da unavox.it

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Osservare lo sfacelo della Chiesa cattolica sotto i colpi della neochiesa modernista, non basta; non basta denunciare gli abusi, le menzogne, le prevaricazioni di un neoclero traviato e infedele; non basta segnalare la decadenza dei seminari, l’ignoranza della dottrina, l’anarchismo liturgico, il soggettivismo pastorale; bisogna andare fino alla radice del problema, e cercar di capire cosa c’’è sotto, qual è lo scopo, l’obiettivo finale di questa immensa manovra. Perché, sia chiaro, non ci si può fermare al livello psicologico, anche se certamente molti di codesti preti e vescovi “di strada”, gonfi di narcisismo patologico e di smanie di protagonismo, e molti di codesti teologi della svolta antropologica, che si credono più bravi e più profondi di sant’Agostino e san Tommaso, e molti di codesti cardinali ambiziosi e depravati sono, in realtà, gli utili idioti che il gioco delle loro passioni spinge a far da manovalanza di un disegno superiore; ma quel disegno, essi, fondamentalmente, lo ignorano, tranne in pochissimi casi.

E non ci si può fermare neppure al livello sociologico e culturale, perché, sì, senza dubbio la secolarizzazione, penetrando in maniera diffusa anche all’interno della Chiesa, ha radicalmente modificato la percezione che i membri del clero hanno di sé, li ha spinti a voler essere più moderni, più al passo coi tempi, e ha fatto loro credere che solo in tal modo sarebbero stati all’altezza delle sfide di una società post-cristiana e post-moderna. Ma non basta; bisogna scavare ancora, bisogna risalire ancora.

Lo abbiamo detto più volte e ne siamo profondamente convinti: il disegno è vastissimo, di proporzioni addirittura mondiali; lo si deduce anche dal controllo capillare che si nota al livello di tutti i principali mezzi e reti d’informazione, il che lascia intravedere un illimitato potere finanziario e anche un livello di controllo politico che ha del sorprendente. Non solo: siamo persuasi che tale disegno non riguarda solo la Chiesa cattolica, ma un po’ tutti i livelli della vita associata: dalla sfera religiosa allo spettacolo, dallo sport alla cultura, dalla televisione all’università, senza lasciare alcun porto franco, alcuno spazio libero. La Chiesa cattolica, in questa fase storica, è particolarmente presa di mira per un insieme di ragioni, che si possono sintetizzare in due filoni principali: primo, perché è, al presente, la più vulnerabile, in quanto la più facilmente ricattabile mediante sensi di colpa d’ogni tipo, che la spingono non solo ad autocensurarsi ed auto-mortificarsi, ma, addirittura, a farsi promotrice di quelle stesse forze che, verosimilmente, finiranno per spazzarla via, sia interne, come il modernismo, sia esterne, come l’islamismo; secondo, perché è l’ultimo cospicuo baluardo della tradizione, della civiltà pre-moderna, o, se si preferisce dei valori spirituali e permanenti, della philosophia perennis, di una concezione dell’uomo e del mondo che non è, a meno di venire adulterata, compatibile con la mercificazione, lo sfruttamento e l’alienazione di cui il sistema mondiale ha bisogno per ridurre l’umanità in uno stato di totale asservimento.

In questo senso, la colpa del neoclero modernista è ancora più grave, perché, oltre ad essere un tradimento verso il messaggio autentico del cristianesimo, è anche un tradimento nei confronti dell’umanità intera, compresa quella parte di umanità che non è cristiana, ma che nel cristianesimo potrebbe trovare la sola risposta alla drammatica crisi che l’attanaglia: come se i pompieri decidessero, volutamente, di distruggere l’ultimo serbatoio d’acqua esistente in città, in modo da rendere impossibile  qualsiasi eventuale intervento, al prossimo incendio che dovesse scoppiare, e che molti indizi fanno capire essere già scoppiato.

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http://www.unavox.it/ArtDiversi/DIV2312_Lamendola_Qual_e_l-obiettivo.html

 

 

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 MEDICINA                                                                        

GLI ARTICOLI DI SEGUITO RIPORTATI NON RAPPRESENTANO IN ALCUN MODO SUGGERIMENTI O INDICAZIONI TERAPEUTICHE IN QUANTO GLI AMMINISTRATORI DI QUESTO SITO NON SONO MEDICI; ESSI RAPPRESENTANO SOLAMENTE UN PANORAMA DI OPINIONI REPERITE SUL WEB. SI INVITA PERTANTO AD AVVALERI COMUNQUE DEL PROPRIO MEDICO CURANTE.

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– 3 abitudini alimentari che dovresti evitare (se vuoi rimanere in salute)

di Corsi.it, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=OGsFN3TXy3s

 

 

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– I COMICI SARDI RIUNITI X I MALATI DI SLA

di Angelo Fanni e Ignazio Deligia, da Facebook.com

VIDEO

https://www.facebook.com/deligiai/videos/10211498252920931/

 

 

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– Autismo. Nature contro Trump e la sua commissione sicurezza vaccini

di Cinzia Marchegiani, da freedompress.cc

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https://www.freedompress.cc/autismo-nature-contro-trump-e-la-sua-commissione-sicurezza-vaccini/

 

 

 

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– 5 cibi da evitare per allontanare i tumori (Dott. Claudio Pagliara)

di Corsi.it, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=eAlLKDCaRQg

 

 

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– Tumore alla prostata, i grassi aiutano la diffusione del cancro

da liberoquotidiano.it

Un team di ricercatori dell’Istituto Oncologico di Ricerca (IOR), dell’Università della Svizzera Italiana e dell’Università di Padova, guidato dal Professor Andrea Alimonti, ha identificato uno dei meccanismi alla base del metabolismo del tumore alla prostata. La ricerca dimostra il ruolo chiave dell'enzima PDC, elemento che ha mostrato che senza lipidi le cellule tumorali non sarebbero in grado di proliferare.

"Per anni si è creduto che le cellule tumorali avessero bisogno di aumentare il loro consumo di glucosio escludendo il metabolismo del mitocondrio per supportare la loro crescita, una scoperta fatta oltre un secolo fa da Otto Warburg – ha spiegato Alimonti – Il mitocondrio è un organello che produce energia necessaria alla sopravvivenza della cellula, funzionando come una sorta di centrale elettrica. Oggi abbiamo scoperto che le cellule del tumore prostatico hanno bisogno del mitocondrio non perché questo produce energia ma perché regola uno specifico processo metabolico. In particolare il mitocondrio è in grado di regolare tramite un complesso enzimatico chiamato PDC la sintesi dei grassi (lipidi). Senza la capacità di produrre efficientemente lipidi, le cellule del tumore prostatico non sono infatti in grado di crescere e metastatizzare pur in presenza di un aumentata glicolisi".

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http://www.liberoquotidiano.it/news/scienze—tech/13300025/tumore-prostata-grassi-aiutano-la-diffusione-del-cancro.html

 

 

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 SCIENZA E TECNICA                                                           

 

– Il caso non esiste: c’è una forza intelligente che governa tutto

da newstime24.it

Fisico e teorico americano molto rispettato, Michio Kaku, famoso per la formulazione della teoria rivoluzionaria delle stringhe (modello di fisica fondamentale che presuppone che le particelle materiali apparentemente specifici sono in realtà “stati vibrazionali”) , ha recentemente causato una piccola scossa nella comunità scientifica sostenendo di aver trovato le prove dell’esistenza di una forza sconosciuta e intelligente che governa la natura.

Più semplicemente, qualcuno simile al concetto che molti hanno di Dio come creatore e organizzatore dell’universo.

Per arrivare a questa conclusione Michio Kaku ha utilizzato una nuova tecnologia creata nel 2005 e che gli ha permesso di analizzare il comportamento della materia su scala subatomica, basandosi su un “primitivo tachioni semi-radio”.

Tachioni, incidentalmente, sono tutte quelle ipotetiche particelle in grado di muoversi a velocità superluminali, cioè sono particelle teoriche, prive di qualsiasi contatto con l’universo.

Quindi questa materia è pura, totalmente libera dalle influenze dell’universo che la circonda.

Viviamo in Matrix.

Secondo il fisico, osservando il comportamento di questi tachioni in diversi esperimenti, si arriva alla conclusione che gli esseri umani vivono in una sorta di “Matrice”, cioè un mondo governato da leggi e principi concepiti da una specie di grande architetto intelligente . “Sono giunto alla conclusione che siamo in un mondo fatto da regole create da un’intelligenza, non molto diversa da un gioco per computer, ma naturalmente, più complessa”, ha detto lo scienziato.

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http://www.newstime24.it/2017/12/22/forza-intelligente/

 

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– UN INGEGNERE GIAPPONESE INVENTA UNA MACCHINA PER ELIMINARE LA PLASTICA..E NESSUN GIORNALE NE PARLA

da lospillo.info

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Abbiamo le macchine, la conoscenza, gli strumenti, per potere eliminare il primo elemento inquinante del pianeta terra, la plastica. E nessuno ne parla? Tutto questo è veramente deprimente.
Questo ingegnere giapponese ha inventato una macchina che estrae benzina e olio lubrificante dalla plastica, pensate che da un chilogrammo di plastica riesce ad estrarre 1 litro di benzina, ma chiaramente gli stati che lucrano sul petrolio e sui suoi derivati ostacoleranno progetti simili, che difficilmente vengono attenzionati dagli organi d’informazione ufficiali.

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http://lospillo.info/un-ingegnere-giapponese-inventa-una-macchina-per-eliminare-la-plastica-e-nessun-giornale-ne-parla/

 

 

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– NIKOLA TESLA: LA FREE ENERGY E CIÒ CHE I GOVERNI HANNO OCCULTATO PER FARCI RESTARE IN SCHIAVITU'

da terrarealtime.blogspot.it

Imm.

https://cdn.psychologytoday.com/sites/default/files/styles/article-inline-half/public/blogs/85600/2014/10/162503-167170.jpg?itok=OFvH3W8V

ANCHE VIDEO

A livello energetico esistono enormi alternative per la creazione di energia pulita e indipendente che potrebbero rivoluzionare il mondo eliminando la nostra dipendenza dal petrolio, dal nucleare, con mezzi di trasporto non inquinanti alimentati a basso costo e con energia che si rigenera naturalmente. 

 

Ma tutto questo trova opposizione da parte dei potenti e dalle multinazionali interessate a garantirsi il potere e la ricchezza, questi ostacolano o fanno sparire comprando i brevetti a prezzi astronomici o anche in maniera illecita, ricorrendo anche all’assassinio, tutto ciò che possa intaccare il loro business. Ma per fortuna ci sono persone che nonostante gli ostacoli proseguono nella ricerca, e cercano di diffondere le loro scoperte…In questa importantissima conferenza il giornalista RINO DI STEFANO ci introduce alla conoscenza di un argomento di eccezionale interesse e le cui implicazioni potrebbero determinare profondi cambiamenti negli assetti politico-economici, socio-culturali e scientifici della nostra società. Si tratta infatti di uno dei più affascinanti misteri dell’epoca moderna che ci viene illustrato anche attraverso filmati sconvolgenti e scottanti documenti. Il giornalista Rino di Stefano presenta infatti le evidenze straordinarie che confermano l’esistenza di una macchina in grado di produrre energia gratuita e illimitata, di un raggio capace di vaporizzare la materia, tutto all’interno di un intrigo internazionale. Questi sono gli ingredienti di un’incredibile storia vera che ci viene raccontata dal bravissimo giornalista che l’ha scoperta e documentata.

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http://terrarealtime.blogspot.it/2018/02/nikola-tesla-la-free-energy-e-cio-che-i.html

 

 

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– In fuga dal Wi – Fi

di Pandora Tv, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=E9llQzYN6Tw

 

 

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– LA TEORIA DELLE RISONANZE EVOLUTIVE – Achille Damasco

di byoblu, da youtube.com

(foto da la Repubblica Napoli)

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?time_continue=452&v=8Zc6-c07I4w

 

 

 

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FUORI TESTO

 

Le lacrime che dai nostri occhi vedrete sgorgare

non crediatele mai segni di disperazione

promessa sono solamente

promessa di lotta.

Alexandros Panagulis
 

 

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– Fioravanti: il Regno dei Borbone, scuola di eccellenza

di CentroStudi Civitanovesi, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=lOZ_Bog8qpY

 

 

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– "Inganno Globale", di Massimo Mazzucco

di Il Portico Dipinto, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=jNiZD1FQevk&t=662s

 

 

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– Cancro le Cure Proibite di Massimo Mazzucco

di Carlo Anibaldi, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=qPZPGeLag9c

 

 

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– Ex Magistrato Paolo Ferraro Decide Di Parlare!

di InfoClub, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=QGHNSkmbH0E&t=11s

 

 

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