La verità è a disposizione di chiunque la voglia cercare…

Questo sito non è monarchico

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N.B.: Si partecipa ai Sig.ri fruitori di questo sito che alcuni articoli riportati sulla pagina iniziale possono rimanere in visione per molto tempo, mentre altri vengono aggiornati con maggiore frequenza. Si invita pertanto a prendere sempre visione  dell’intera pagina.

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Totale accessi agosto 2016: 9.477;

media accessi/giorno:        : 305,71;

 

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APPELLO

 

…alla luce di quanto sta avvenendo non è più pensabile continuare a dividersi in sicilianisti, napolitanisti, duosiciliani, borbonici, antiborbonici, meridionalisti, federalisti, autonomisti e via dicendo: ciò non farà altro che favorire il gioco di quelle oligarchie mondialiste che hanno causato ciò che stiamo subendo; la posta in gioco è troppo alta per non comprendere che solo una identità di intenti può porsi come elemento determinante per la riuscita di un qualunque progetto di riscatto. E’ indispensabile, anzi vitale, il superamento di quelle pur legittime diversità di vedute e propugnare, tutti insieme e nel rispetto delle specifiche idee, quanto meno un forte riavvicinamento delle varie componenti identitarie, nella convinzione e nella consapevolezza che se ciascuno farà un piccolo passo indietro, tutti insieme si farà un enorme passo avanti.

(Tratto da “Rinascita di una Nazione”, pag. 127)

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Si invitano i Sig.ri lettori a dare attenta e completa lettura del seguente articolo. Anche attraverso di esso è possibile avvicinarsi alla comprensione di una realtà che, indipendentemente dai differenti "credo" politici, ci sta coinvolgendo tutti portandoci verso un disastro sociale, economico, politico, culturale e filosofico senza precedenti.

Perché non si possa dire “Io non lo sapevo…” e la conseguente scelta indipendentista.

Di Giovanni Maduli.

IN AGGIORNAMENTO CONTINUO…

Ma che sta succedendo?

Si resta smarriti e disorientati di fronte all’accavallarsi di eventi che spesso non comprendiamo, o peggio, crediamo di comprendere condizionati e manipolati come siamo dai mass media e dalle informazioni di regime.

Stiamo vivendo un periodo di stravolgimenti epocali che investono tutti i settori della comunità umana: dall’economia alla società, dalla religione alla scuola, dai diritti sempre più negati – nonostante le apparenze – agli ideali e, perfino, alla nostra stessa filosofia. Quasi una seconda “rivoluzione francese” forse con ancora molte più vittime di quante allora se ne contarono.

Per prendere visione dell'intero articolo cliccare qui:

http://www.regnodelleduesicilie.eu/wordpress/page/2/

 

 

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Con invito alla massima e continua diffusione:

Marco Travaglio: la dittatura che la casta instaura con le modifiche alla Costituzione

di Luca Castaldi, da youtube.com

VIDEO:

https://www.youtube.com/watch?v=hl1FskkJLxQ

 

 

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EDITORIALI

 

– Il nostro commento all'articolo "Il Giure Siculo" di Massimo Costa

Caccamo

In relazione al bell’articolo a firma dell’amico Massimo Costa, “Il Giure Siculo”, che si può leggere al seguente link,

http://www.sicilianiliberi.org/…/a…/187-il-giure-siculo.html
mi corre l’obbligo di fare alcune precisazioni.

Va premesso che, per come è stato autorevolmente e giustamente sostenuto da altro commentatore ad altro articolo storico di Massimo Costa, la storia siciliana (ultra e citra faro) è estremamente complessa e molti possono essere i fatti e gli argomenti che possono essere letti ed interpretati in maniere diverse eppure corrette e legittime. In sostanza non è difficile trovare argomentazioni che possano far propendere per una tesi o per l’altra e cioè per l’unità del popolo siciliano nel suo complesso, ultra e citra faro, ovvero per una divisione fra i popoli siciliani continentali e quelli insulari.
Detto questo, nell’evidenziare che nessuno mette in discussione l’alto livello raggiunto dalla giurisprudenza isolana, livello che come giustamente rilevato nell’articolo affonda le sue radici nel periodo federiciano, vorrei soffermarmi su alcuni punti del superiore articolo.

Nell’articolo si afferma che “Il codice ferdinandeo era ricalcato su quello francese, di diretta derivazione napoleonica, e quindi rivoluzionaria e illuminista, andando a sostituire il “Code Civil” che Murat attuava direttamente durante la sua monarchia con analoga rivoluzione giuridica nel regno continentale.”. Una tale affermazione non corrisponde ai dati di fatto. Infatti, a prescindere dall’avversione dichiarata del Regno Duosiciliano alle idee “rivoluzionarie” francesi e poi murattiane, è appena il caso di ricordare che il popolo napolitano nel 1799, proprio contro quelle idee, diede vita alla famosa “Rivoluzione dei Lazzari”.

Si afferma poi: “Il codice ferdinandeo era ricalcato su quello francese, di diretta derivazione napoleonica, e quindi rivoluzionaria e illuminista. …La Sicilia… fu conquistata così dal razionalismo illuminista, dai Francesi e da Napoleone”. Anche questa affermazione non corrisponde ai dati di fatto. Niente era infatti più lontano dalla Corte Borbonica delle idee illuministe e napoleoniche. Come poteva essere possibile che i sovrani siciliani appoggiassero le idee che erano professate da coloro che li avevano illegalmente spodestati?

Come si vede quindi, non si tratta di “…realtà inoppugnabili…”; semmai di fatti che si leggono a seconda di quale sia il proprio legittimo punto di vista.

Infine un’ultima non secondaria precisazione.

Non mi vanterei del fatto che “…la legislazione sicula, per molti versi analoga a quella britannica…” per i seguenti motivi:

1) Se è vero che la legislazione Siciliana (ultra faro) era di stampo anglo sassone e da questa aveva preso spunto (come di stampo anglosassone fu anche la tanto decantata e subdola Costituzione Siciliana del 1812), è anche vero che la Sicilia (isola) era considerata dall’Inghilterra una vera e propria colonia e che inoltre la stessa Inghilterra in diverse occasioni ed in diversi modi fece di tutto per inglobarla nella sua giurisdizione. Quanti, ad esempio, sono a conoscenza del fatto che la flotta militare siciliana, istituita a seguito della costituzione del 1812, aveva per comandante un ammiraglio inglese?

2) E’ da far notare che la tanto decantata “democrazia inglese” ebbe i suoi natali a seguito della Prima Rivoluzione Inglese del 1642; rivoluzione attraverso la quale si instaurò un regime apparentemente democratico ma che in realtà (come fece più tardi la rivoluzione francese) non faceva altro che trasferire i poteri dalla classe dominante all’aristocrazia finanziaria e mercantile; proprio in quelle circostanze il potere di emettere moneta passò dallo Stato alle banche. I risultati di quella rivoluzione sono, oggi, sotto gli occhi di tutti.

Per contro, infine, la unitarietà del popolo siciliano nella sua interezza (citra e ultra faro), è testimoniata da origini linguaggi, musica, cultura e tanto altro che affondano le loro comuni radici nella notte dei tempi: tutti i popoli meridionali d’Italia, per come è anche stato di recente comprovato da un autorevole studio biogenetico (1) infatti, derivano da un unico popolo (e dalle successive commistioni con latri popoli) e più precisamente dai Sikle, antica popolazione di origine mesopotamica che intorno al 4000 a.C. si insediò nella penisola italica.

La “cesura drastica” e la “definitiva soluzione di continuità di un ordinamento che affondava in secoli di statualità le proprie origini” richiamata nell’articolo, cozza quindi con la realtà dei fatti che vede nei popoli meridionali un unicum inscindibile, e da un punto di vista storico e da un punto di vista culturale e da un punto di vista genetico.

1) http://genealogiagenetica.it/storia-genetica-degli-italiani/

Giovanni Maduli

 

 

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La politica del disastro.

di Vincenzo Gulì, da parlamentoduesicilie.eu

Agosto 2016

Chi s’intende un po’ di finanza pubblica è portato a fare alcune considerazioni sul alcuni fenomeni attuali che sembrano altrimenti inspiegabili. Quello che andiamo dicendo riguarda l’intero pianeta poiché crisi e annessi sono effetti di quella élite che lo tiene celatamente in pugno. E’ risaputo che nei periodi di crisi c’è un’automatica stretta alle spese pubbliche (spending review) con più rigoroso e demagogico controllo delle stesse, minore circolazione di denaro e conseguente più bassa possibilità di lucrare su appalti e business plan. E’ risaputo pure che l’avidità dei politicanti non conosce freni ed escogita, proprio nei momenti più difficili, espedienti per rimpinzarsi maggiormente. L’unico problema risiede nel non allertare l’opinione pubblica che già è sotto alta tensione per la congiuntura sfavorevole. Da tempo la fondamentale attività di ricerca è stata orientata in un settore che nemmeno i più pessimisti avrebbero immaginato. Con una serie di pretesti idonei a tenere buona la massa, come la crisi energetica o i miglioramenti agricoli, si è stati purtroppo capaci di modificare il clima, creare sismi sulla terra ferma e nei mari, avvelenare in varie maniere intere popolazioni, come per la Terra dei Fuochi. Apparentemente i danni conseguenti dovrebbero essere una perdita secca per le amministrazioni pubbliche costrette ad intervenire. Ma non è così. Già l’assenza di seria prevenzione dovrebbe far riflettere gli scettici; non proteggere equivale ad elevare il rischio. Tornando a quanto detto sopra per la riduzione delle risorse e della maggiore severità nell’utilizzarle, tutto viene magicamente a cadere quando si verifica una calamità sociale. Per l’urgenza, i fondi sono immediatamente sbloccati e reperiti se insufficienti, magari con prestiti esteri; le ispezioni legislative e contabili sono posposte e quindi incapaci di intervenire tempestivamente; tangenti e pizzi si susseguono a meraviglia rimpinguando le tasche dei piccoli e grandi sciacalli.

La prima volta che la Scienza delle Finanze annovera qualcosa di simile è nei bilanci pubblici post-rivoluzionari, come quelli della Repubblica Partenopea di Napoli del 1799. Mentre prima si realizzavano le opere pubbliche essenziali praticamente solo con gli apporti dei sovrani e dell’aristocrazia e si mirava al pareggio del bilancio, in seguito si inventò il cronico disavanzo dello stesso da ripianare con l’aumento esponenziale dei tributi colpendo le altre classi sociali con balzelli crescenti soprattutto sui beni di consumo. Naturalmente la demagogia riempì i mass media della favola che più spese significavano più servizi e quindi più benessere sociale. Gli indici economici pre e post rivoluzionari forniscono l’adeguata e incontrovertibile risposta a queste utopie.

Allora la politica del disavanzo, contrabbandata per welfare, adesso la politica del disastro spacciato per evento naturale. Essa è adottata da tutti i paesi egemoni, USA in testa, e Italia in particolare. Le trivellazioni per fonti energetiche, l’irrorazione quotidiana di scie chimiche micidiali, l’esiziale traffico di rifiuti tossici sono dei mezzi tramite i quali si inferiscono alle popolazioni catastrofici danni. Quando i settentrionalisti lanciano lo slogan “Vesuvio lavali col fuoco” non proferiscono una mera espressione razzista bensì soprattutto un auspicio rivolto ai tiranni globalizzati o al caso di concedere loro uno dei più grossi business del secolo!

Per l’opinione pubblica ci sono tanti opinion maker che dai punti di informazione più autorevoli, (come televisione, giornali e università) deviano abilmente l’attenzione su falsi problemi e obiettivi (come lo sport o la politica di destra e sinistra) sminuendo ogni perplessità e facilitando in tal modo la marcia vittoriosa della Signora con la Falce. Agli stessi autori di questi orrendi crimini si rivolgono questi ingenui con il cervello modificato dall’informazione per chiedere aiuto (vedi marce per la pace e raccolta di firme). L’esito delle loro istanze è scontato perché in questa lurida politica del disastro è compresa l’attività formale di bonifica e ricostruzione, ramo fondamentale per eludere la compressione delle spese e quant’altro già detto.

Ribadendo che questa politica è una piaga mondiale e che la sovranità di quasi tutti gli stati, come quello italiano, è assolutamente limitata (basti pensare alla sudditanza monetaria) non esiste soluzione legale all’interno del sistema. Esiste però la legittima difesa dei Popoli. Solo nelle zone in cui ancora c’è un Popolo si intravede la luce in fondo al tunnel…

 

 

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NOTIZIE DAL REGNO – STORIA                                      –

 

– I tanto bistrattati Borboni(e) primi anche nel regolamento antisismico

di Mimmo Stirparo, da ilcirotano.it

A Trento effettuato un test su una parte del Palazzo Vescovile di Mileto

Borboni maledetti? Ferdinando II ed i suoi eredi maledetti? No di sicuro! Fu vero il contrario, perché questo re, controverso e trattato dalla stampa del tempo come “Re Bomba”, in realtà lasciò all’erede Francesco II il più ricco regno della penisola e, perché no, anche uno dei più moderni certamente per quei tempi. Non certamente come lo dipinse “la propaganda risorgimentale, che doveva giustificare l’aggressione contro il Regno delle Due Sicilie, creò attorno ai sovrani partenopei una delle numerose ‘leggende nere’ che ancora infestano tanti manuali scolastici e che popolano l’immaginario popolare. ‘Borbonico’ è un termine dispregiativo: è sinonimo di oscurantismo, inefficienza, barbarie. La realtà, invece, fu ben diversa. A leggere la storia senza pregiudizi, ci si accorge che il regno borbonico fu caratterizzato, oltre che da ricchezza culturale e artistica, anche da benessere materiale, commerciale, agricolo e industriale” come scrive Don Leonardo Calabretta. Durante tutto il secolo borbonico, la Calabria culturalmente conobbe una graduale evoluzione che la liberò – scrive Brasacchio – dall’ambito abbastanza limitato dello scolasticismo e delle erudizioni municipali, aprendo orizzonti nuovi attraverso anche il numeroso stuolo di sacerdoti che non disdegnarono di abbracciare il vangelo massonico ed illuministico e di vivacizzare la cultura attraverso la fondazione di Accademie letterarie e poetiche. Fu proprio con i Borbone la riscoperta della Magna Grecia grazie alle Tavole di Eraclea affiorate nel 1732, agli scavi di Ercolano e Pompei e le campagne archeologiche avviate a Locri da Domenico Venuti, allora direttore della Real Fabbrica Ferdinandea delle Porcellane.

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http://www.ilcirotano.it/2013/09/11/i-tanto-bistrattati-borboni-primi-anche-nel-regolamento-antisismico/

 

 

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– Londra: Cavour assassinato, l’Italia doveva restare docile

da libreidee.org

Cavour assassinato da un complotto e avvelenato dal medico personale del sovrano, Vittorio Emanuele II, con il quale lo stratega dell’unità nazionale era ormai in rotta. Lo dicono le carte rinvenute a Londra da Giovanni Fasanella, già autore di libri come “Colonia Italia” e “Il golpe inglese” (Chiarelettere, scritti con Mario Josè Cereghino). Già nel 2011, l’autore metteva in luce il ruolo occulto della Gran Bretagna nell’Unità d’Italia, a partire dalla protezione assicurata dalla flotta di sua maestà alla spedizione di Mille, con navi da guerra al largo della Sicilia, pronte a intervenire per dare manforte a Garibaldi. Robustissimo il movente geopolitico: se le élite risorgimentali del centro-nord avevano ormai deciso di spingere per l’unificazione del Belpaese, utilizzando il Piemonte e la massoneria, la nuova Italia doveva restare assolutamente sotto tutela inglese, dato il cantiere aperto nel 1859 per il Canale di Suez. La penisola sarebbe diventata la piattaforma-chiave del Mediterraneo per i traffici dell’Impero britannico. Per unire il centro-nord, Cavour aveva usato soprattutto l’arte dell’imbroglio. Il sud invece era stato colonizzato brutalmente, con il genocidio. “Fatta l’Italia, ora bisogna fare gli italiani”? Cavour non fece in tempo. A liquidarlo però non fu la malaria, come si disse, ma il cianuro.

Lo scrive Fasanella nel suo nuovo libro, “Italia oscura”, scritto con Antonella Grippo. Premessa: inutile stupirsi se così spesso, nella nostra storia recente, emergono strane “trattative” tra il potere istituzionale, attraverso settori dei servizi segreti e la criminalità mafiosa. Quello era il metodo inaugurato proprio da Cavour, che reclutò la mafia in Sicilia e la camorra a Napoli per governare i nuovi terrori, largamente ostili all’unificazione e conquistati manu militari, dall’esercito piemontese. La resistenza dell’esercito meridionale (pur superiore) fu molto debole? Certo: l’intelligence di Cavour aveva “comprato” gli alti ufficiali delle Due Sicilie. A pagare il prezzo della conquista, con anni di legge marziale e stragi inaudite, fu la popolazione del Sud: mezzo milione di morti, si calcola, più 15 milioni di profughi, emigrati poco dopo, per lo più in America.

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http://www.libreidee.org/2016/09/londra-cavour-assassinato-litalia-doveva-restare-docile/

 

 

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– Mafia e Unità d’Italia, Casarrubea:”La mafia è alle radici del Risorgimento”

da timesicilia.it

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Come un fiume carsico, di tanto in tanto torna in superficie un dibattito che infiamma gli animi: la mafia esisteva prima dell’Unità d’Italia o ha fatto la sua comparsa dopo?

L’argomento, al di là delle discussioni sui social network che testimoniano un interesse sempre vivo e che coincidono che il revisionismo storico che negli ultimi anni ha portato il Sud Italia ad andare al di là delle verità ufficiali sul periodo del Risorgimento, è stato oggetto di studio da parte di molti storici e intellettuali siciliani. Ma non solo. Proprio su Facebook viene ricordata una intervista a Rocco Chinnici: “Prima di occuparci della mafia del periodo che va dall’unificazione del Regno d’Italia alla prima guerra mondiale e all’avvento del fascismo, dobbiamo brevemente, ma necessariamente, premettere che essa come associazione e con tale denominazione, prima dell’unificazione non era mai esistita, in Sicilia. La mafia nasce e si sviluppa subito dopo l’unificazione del Regno d’Italia”.

Cosa voleva dire il padre del pool antimafia, che prima dell’Unità non c’era criminalità in Sicilia? Certamente no. Con ogni probabilità, voleva dire, e questo coinciderebbe con le analisi di tanti studiosi, che la mafia, così come l’abbiamo conosciuta, ha preso forma dopo il processo unitario. Che prima di allora c’erano c’erano certamente esempi di prepotenza criminosa, ma non si poteva parlare di mafia intesa come organizzazione socio-politica. Non era neanche una prerogativa solo siciliana: nei Promessi sposi, Manzoni descrive personaggi che non è difficile oggi etichettare come ‘mafiosi’ ed è un romanzo storico e come tale ritrae la società milanese del 1600.

Tornando ai fatti risorgimentali, è nota l’alleanza tra Garibaldi e i picciotti siciliani, l’eccidio di Bronte ne è la prova più eclatante, e lo stesso Garibaldi scrisse nel suo diario:“E Francesco Crispi arruola chiunque: ladri, assassini, e criminali di ogni sorta, 11 maggio 1860”.

Insomma, come scrive Valerio Rizzo, “non sarebbe corretto far partire la storia della criminalità organizzata dall’Unità d’Italia, in quanto già esistevano germi di prepotenze e piccole organizzazioni di derivazione feudale. Forse ciò che non si accetta è il fatto che tali germi siano stati innaffiati dal dopo-Unità, tanto da far nascere l’albero chiamato Mafia”. 

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http://timesicilia.it/mafia-unita-ditalia-nato-luovo-la-gallina/

 

 

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– Quando Garibaldi rubò i soldi al Banco di Sicilia e al Banco di Napoli

di Ignazio Coppola, da timesicilia.it

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Sulla ‘gloriosa’ spedizione dei Mille in Sicilia ci hanno raccontato un sacco di menzogne. Non solo non ci fu nulla di ‘eroico’, ma Garibaldi svuotò le ‘casse’ del Banco di Sicilia (depredando 5 milioni di ducati corrispondente a 82 milioni di Euro dei nostri giorni) e poi le ‘casse del Banco di Napoli (depredando 6 milioni di ducati equivalenti a 90 milioni degli attuali Euro). Tutti soldi portati ai Savoia. E noi ancora oggi ricordiamo questo bandito di passo!  

11 Maggio 1860, esattamente 156 anni fa, con lo sbarco di Garibaldi a Marsala inizia la invasione del Sud e la sistematica colonizzazione della Sicilia. Uno sbarco che come tutto il resto della spedizione dei Mille, da Calatafimi alla presa di Palermo, sarà un’indegna sceneggiata caratterizzata da squallidi episodi che in termini militari si usano definire di “intelligenza con il nemico”.

E di intelligenza con il nemico, a differenza di quanto da sempre ci è stato propinato dalla storiografia ufficiale, è macchiato ed inficiato lo sbarco dei garibaldini a Marsala. Basta rivisitare obbiettivamente le cronache dello sbarco indisturbato della camice rosse di quel lontano giorno alle ore 13,00 del 11 maggio 1861 per rendersi conto dell’accordo sottobanco tra Garibaldini e gli ufficiali della marina borbonica che avrebbero dovuto ostacolare e non lo fecero, se non in ritardo ed a sbarco avvenuto, e tutto questo con la complicità degli inglesi che avevano un forte radicamento economico a Marsala con una notevole presenza di loro bastimenti ancorati in quel porto.

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http://timesicilia.it/garibaldi-rubo-soldi-al-banco-sicilia-al-banco-napoli/

 

 

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Quando Garibaldi, i garibaldini e l’Unità d’Italia legittimarono mafia e camorra

di Ignazio Coppola, da timesicilia.it

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Ieri, nella quarta puntata della Controstoria dell’impresa dei Mille (che potete leggere qui), abbiamo sottolineato il ruolo di Garibaldi e dei garibaldini in quella che, alla fine, è stata la prima trattativa tra Stato italiano allora nascente e mafia. Oggi approfondiamo l’argomento avvalendoci della testimonianza di storici e valenti magistrati che si sono occupati di mafia e di rapporti tra la stessa mafia e lo Stato.

Quando oggi parliamo di trattativa “Stato-mafia”, non possiamo non andare indietro nel tempo e riferire questo vituperato ed aborrito binomio alle origini del nostro Paese inteso nella sua accezione unitaria. In parole povere, questo sodale rapporto tra la mafia e lo Stato nasce con l’Unità d’Italia o, peggio ancora, con la mala unità d’Italia e sin dai tempi dell’invasione garibaldina che si servì per le sue discusse e dubbie vittorie del contributo determinante della mafia in Sicilia e della camorra a Napoli.

In Sicilia in quel lontano maggio del 1860 infatti accorsero, con i loro “famosi picciotti” in soccorso di Garibaldi i più autorevoli capi-mafia dell’epoca come Giuseppe Coppola, di Erice; i fratelli Sant’Anna di Alcamo; i Miceli di Monreale; il famigerato Santo Mele così bene descritto da Cesare Abba, Giovanni Corrao, referente delle consorterie mafiose che operavano a Palermo nel quartiere del Borgo vecchio e che poi addirittura diverrà generale garibaldino e che verrà ucciso 3 anni dopo nell’agosto del 1863 nelle campagne di Brancaccio in un misterioso ed enigmatico agguato a fosche tinte mafiose.

Un apporto determinante degli “uomini d’onore” di allora che farà dire allo storico Giuseppe Carlo Marino, nel suo libro” Storia della mafia”, che Garibaldi senza l’aiuto determinante dei mafiosi in Sicilia non avrebbe potuto assolutamente fare molta strada.

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http://timesicilia.it/garibaldi-garibaldini-lunita-ditalia-legittimarono-mafia-camorra/

 

 

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Radici storiche dell’Autonomia siciliana:

Dalla “Gran Contea” al Regno di Sicilia superpotenza internazionale

da noisicilianiliberi.it

Nei fatti il Duca di Puglia, Roberto, di Sicilia non si poté occupare troppo. Aiutò il fratello Ruggero sulle prime alla conquista dell’Isola, tenne per qualche tempo Palermo, poi solo mezza, e l’alta sovranità sull’Isola, ma non usò mai il titolo di “Duca di Sicilia”. La sua strategia di consolidamento dei possedimenti nell’Italia meridionale e i tentativi di espansione nei Balcani lo portavano lontano.

Fu Ruggero I invece il vero edificatore del nuovo Stato di Sicilia sulle ceneri dell’Emirato in frantumi. Dal 1060 (sbarco a Messina) al 1098 (presa di Malta) la sua vita fu un’epopea di conquiste dalle quali sarebbe uscita quella Sicilia che poi sarebbe arrivata sino alla contemporaneità. Al termine di questa epopea l’Apostolica Legazia (1098) riconosciuta da Urbano II garantiva ai sovrani siciliani un controllo auto nomo sulla Chiesa siciliana che li rendeva piú simili agli imperatori d’oriente che non a sovrani occidentali.

Ruggero si appoggiò quanto poté su ciò che restava a Palermo dell’amministrazione saracena, molto piú efficiente di quella feudale ancora prevalente in tutta Europa, Italia meridionale inclusa. Anzi potremmo dire che la miscela tra elementi arabi, greco-siciliani, monaci benedettini francesi e la spada dei normanni creò la base per una potenza politica ed economica senza precedenti.

Anche l’amministrazione interna – la divisione in Valli ad esempio – fu complessivamente lasciata, pur se i sovrani normanni su questa ritagliarono una mappa di diocesi vescovili che, con qualche innesto successivo, è tutto sommato ancor oggi riconoscibile.

Continua su:

http://www.noisicilianiliberi.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/10/Radici-storiche-autonomia-5.pdf

 

 

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– La scomoda verità del terremoto di Messina e Reggio del 1908 conservata negli archivi russi

di Antonio Petrone, da lalibreriaculturale.altervista.org

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Fin da ragazzo sono stato pervaso da un profondo desiderio di conoscenza , per la storia del passato e per le mancate verità, che spesso la “ragion di stato” o  il più bieco affarismo politico hanno teso occultare. Proprio in questi giorni ho terminato un libro di Pino AprileGiù al Sud” in un capitolo si fa menzione dei tragici fatti di Messina, seguiti  a vere e proprie ruberie territoriali effettuate da truppe governative nei confronti di inermi cittadini gia provati dal terribile sisma.  Ciò, che all’epoca fu accuratamente occultato per difendere una assurda ragione di stato riemerge dopo 100 anni, grazie alla caduta del segreto di stato voluta dal presidente Putin su documenti dell’ex Polizia segreta la NKVD. Contemporaneamente all’arrivo del monumento a loro dedicato, giungono nuovi documenti direttamente dall’Archivio governativo di Mosca tutti dedicati alle vicende dei soccorsi prestati dai marinai russi.

Continua su:

http://lalibreriaculturale.altervista.org/la-scomoda-verita-del-terremoto-messina-reggio-del-1908-conservata-negli-archivi-russi/

 

 

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IL RAGIONIER Vittorio Sacchi e le finanze del Regno delle Due Sicilie
di Antonio Ciano

 

NITTI ha ascritto che..

[… ]Dei Borbone si può dare qualunque giudizio: furono fiacchi, non sentirono i tempi nuovi, non ebbero altezza di vedute mai, molte volte mancarono di parola, molte volte peccarono; sempre per timidità, mai forse per ferocia. Non furono dissimili dalla gran parte dei principi della penisola, compreso il Pontefice. Ma qualunque giudizio che si dia di essi non bisogna negare che i loro ordinamenti amministrativi erano spesso ottimi; che la loro finanza era buona, e in generale, onesta…”12). A suffragare le affermazioni di Nitti ci viene in aiuto il signor Vittorio Sacchi, amico del Conte di Cavour, direttore delle contribuzioni e del catasto del Regno di Sardegna, mandato a Napoli dal Ministero piemontese per regolare e governare le finanze napoletane dal 1° aprile al 31 ottobre del 1861. La finanza napoletana, organizzata da un uomo di genio, il cavalier Medici, era forse la più adatta alla situazione economica del paese. Le entrate erano poche e grandi e di facile riscossione. Base di tutto l’ordinamento fiscale era una grande imposta fondiaria. Questa era così bene organizzata che rappresentava un vero contrasto col Piemonte, dov’era assai più gravosa e di difficile riscossione. Riferisce il Sacchi nella sua relazione al governo piemontese:” Il sistema di percezione della fondiaria era incontrastabilmente il più spedito, semplice e sicuro che si avesse forse in Italia. Lo Stato, senza avervi quella minuziosa ingerenza, che vi ha in Francia e nelle antiche Province, ( del Piemonte, ndr) ove si fece perfino intervenire il potere legislativo nella spedizione degli avvisi di pagamento, aveva assicurato a periodi fissi e ben determinati l’incasso del tributo, colle più solide garanzie contro ogni malversazione per parte di contabili.”(Francesco Saverio Nitti, Scritti sulla Questione Meridionale, Nord e Sud, Editori Laterza,1958, pag 473).

 

 

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PER NON DIMENTICARE…

(immagine tratta da madreluna.altervista.com)

 

– 2 settembre 1862 – Eccidio di Fantina (Me)

di Ignazio Coppola, da

di Ignazio Coppola, da inuovivespri.it

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Fantina è un paesino del Messinese. Qui il 2 Settembre del 1862, le truppe piemontesi, al comando del maggiore Giuseppe De Villalta, si resero protagoniste di un eccidio di un gruppo di garibaldini in ritirata, dopo che il loro capo – Garibaldi – era stato bloccato sull’Aspromonte dal ‘presunto’ re galantuomo. Vi raccontiamo un atto di rara vigliaccheria che la dice tutta sullo schifo delle truppe sabaude, i cui metodi non erano molto diversi da quelli che, anni dopo, la Germania di Hitler utilizzerà per fare fuori gli ebrei   

Fra le tante verità negate dalla storiografia ufficiale del risorgimento in Sicilia, ossia gli eccidi, nell’Agosto del 1860, di Bronte, di Biancavilla e dei paesi del circondario etneo ad opera del generale garibaldino Nino Bixio – ed ancora la rivoluzione repressa nel sangue di Alcara Li Fusi, nel Maggio dello stesso anno, ad opera di un’altro generale garibaldino, Giovanni Interdonato, di cui troviamo traccia nel libro di Vincenzo Consolo Il sorriso dell’ignoto marinaio – e le successive rivolte anch’esse annegate nel sangue dal generale Pietro Quintino, a Castellammare del Golfo, il 3 gennaio del 1862 (che potete leggere qui) e poi ancora quella di Palermo del settembre del 1866 detta ‘La rivolta del sette e mezzo’ (durò infatti 7 giorni e mezzo) in cui, in una Sicilia tenuta, di volta in volta, in perenne stato d’assedio sino alla rivolta dei Fasci siciliani, furono massacrati migliaia e migliaia di palermitani dalle truppe piemontesi del generale Raffaele Cadorna, ve n’è una passata anch’essa nel dimenticatoio della storia del nostro risorgimento che va sotto il nome di eccidio di Fantina.

Continua su:

http://www.inuovivespri.it/2016/09/02/oggi-e-lanniversario-delleccidio-di-fantina-uno-degli-atti-vili-compiuti-da-piemontesi-in-sicilia/#_

 

 

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– Palermo, 16 – 22 settembre 1866: La Rivolta del Sette e mezzo

(così chiamata perchè durata sette giorni e mezzo)

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(immagine da palermo-meridionews.it)

Non si è mai saputo il numero effettivo dei caduti fra la popolazione, ma molti storici stimano quel numero in diverse migliaia.

Per avere un’idea di ciò che avvenne in quei giorni a Palermo, è “esemplare” la lettera che un ufficiale piemontese, Antonio Cattaneo, indirizzava ad alcuni suoi amici: “Vi posso assicurare che qualche vendetta la facemmo anche noi, fucilando quanti ci capitavano. Anzi il 23 settembre, condotti fuori porta circa 80 arrestati si posero in un fosso e ci si fece fuoco addosso, finché bastò per ucciderli tutti”.

Ma ancor più raccapricciante, quando lo stato d’assedio posto dal generale Cadorna era stato già revocato con il ritorno, si fa per dire, alla legalità, fu quanto accadde tra il 12 ed il 15 gennaio del 1867. Due gruppi di detenuti, senza alcun processo e senza alcuna sentenza, furono fucilati dalle truppe durante l loro traduzione a Palermo. Stesso destino per altri cinque prigionieri provenienti da Misilmeri, fucilati ad un paio di chilometri dal capoluogo.

 

 

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SCHEGGE DI STORIA                                                     –

 

SCHEGGE DI STORIA 9/2016

 

          Lo stesso avveniva sotto la rivoluzione francese. Dai più tristi uffiziali del regime del Terrore nacquero bande d’assassini che tribolarono la Francia, ed erano detti chauffeurs e garritteurs dai mezzi adoperati per rubare, ch’erano la garrotta ed il fuoco. Gli uni stringevano un ferro al collo del proprietario che volevano spogliare, gli altri del fuoco usavano così: entrati in una casa, impadroniovansi del capo della famiglia, e preso uno de’ suoi piedi lo mettevano sulle bragie facendolo soffrire finchè non rivelasse dove avea mascosto il tesoro (2).

          E questi ladroni erano logici, perché, dopo aver rubato in nome dello Stato sotto gli ordini di Robespierre, stimavano di poter rubare ancora in nome proprio. Giacché lo Stato essendo lo insieme dei cittadini, se il furto è lecito ad alcuni milioni di persone riunite fra loro in società, non può venire proibito ai membri che compongono questa società medesima.

          Finalmente la repubblica Romana regalò agli Stati pontificii un numero senza numero di latrocinii. Carlo Luigi Farini ne parla a lungo nel suo Stato Romano e ci racconta una parte de’ latrocinii commessi sotto quel tristissimo governo. “Fra gli inni di libertà e gli augurii di fratellanza (così il Farini) erano violati i domicilii, violate le proprietà; qual cittadino nella persona, qual era nella roba offeso, e le requisizioni dei metalli preziosi divenivano esca a ladroneggi e pretesto a rapinerie”.

          Ed erano logici anche questi furfanti, applicando ai Romani le dottrine della rivoluzione, e poiché era stato lecito ai così detti uomini del Governo togliere il regno al Papa, faceano ragione i malfattori che non potesse loro vietarsi di levare le sostanze e la vita ai privati, ché una sola è la morale, e tutti i diritti, tutte le proprietà poggiano sulla medesima base.

2) La rivoluzione francese del 1848 ci ha dato i voraces, che si rovesciarono sulla Savoia. Erano i voraces una Società segreta che nacque sotto il Governo di Luigi Filippo, ed imperversò principalmente a Lione. Quanti partiti politici potrebbero a ragione chiamarsi LES VORACES!

Borri Felice – Libraio Editore (torinese…), Come si rubava nel Regno d’Italia dal 1848 – 1872.

 

         

          L’attività repressiva dei bersaglieri vide il susseguirsi incessante di rastrellamenti, saccheggi, arresti, torture e fucilazioni arbitrarie che seminarono il terrore nelle campagne del circondario di Rossano, portando all’arresto e alla morte di centinaia di persone tra sospetti briganti e sospetti conniventi. I metodi del Milon erano, certo, efficaci e assai esemplari; ma, per la loro brutalità, suscitarono una serie di reazioni, anche in sede parlamentare, com’è testimoniato dalla interpellanza svolta alla Camera dei deputati il 10 giugno 1869, dall’on. G. Ricciardi: “Io non leggerò per intero ciò che mi è stato scritto dai vari punti delle Calabrie, non darò che un cenno dei fatti ond’è accusata l’autorità militare. (…). Bisogna assolutamente che la luce si faccia, bisogna che cessi uno stato di cose mostruosamente anormale. Dai fogli che ho fra le mani risulta che i conventi furono mutati in carceri, che i carcerati furono sottoposti ai più barbari trattamenti, che talune volte alcuni furono liberati e poi fatti fucilare alle spalle siccome fuggitivi. (…) Taccio di soprusi minori. Taccio degli arsi casolari e delle taglie imposte e dei piantoni mandati a coloro che non si presentano a mandare i loro guardiani o mandriani a cooperare alla repressione del brigantaggio, il quale sia detto in parentesi, non è stato ancora represso, ma solo diminuito. Potrei sino ad un certo punto chiudere gli occhi, se questa orribile piaga delle provincie meridionali fosse almeno estirpata, ma ciò non è”.

          In meno di un anno le bande furono liquidate: Romanello; Catalano catturato, torturato e fucilato; Turchio e Faccione, si consegnarono promettendo di collaborare cosa che non fecero. Restava libero l’inafferrabile Palma, in cui ormai s’identificava il brigantaggio calabrese.

Eugenio De SimoneAtterrite queste popolazioni, Magenes Edizioni, pag. 24, 26.

 

 

          Il principale bersaglio di Cadorna (Palermo 1866, n.d.r.) furono gli ecclesiastici. Ritenne i frati di Sant’Antonio complici della rivolta e accusò le suore di Santa Maria la Nova di essersi fatte scortare dai ribelli. Anche stavolta, francesi e inglesi rimasero in attesa degli eventi, ma il console di Parigi, con gran parte della stampa del suo paese, invitò il governo italiano a non infierire sui rivoltosi che si erano arresi. Ma gli appelli non trovarono ascolto. furono soppresse ben 1027 corporazioni religiose, fino ad allora scampate agli espropri disposti dopo l’unificazione. La mano della repressione si allungò sui religiosi: 47 in carcere a Palermo, 46 a Siracusa, 40 a Girgenti,26 a Caltanissetta, 18 a Messina. Tra loro anche il vescovo novantenne di Monreale, Benedetto D’Acquisto. Ma se il generale addossava molte colpe ai religiosi, a Firenze si preferiva accusare soprattutto delinquenti e facinorosi, che non avevano seguito alcuna strategia politica.

          Come in Abruzzo, il generale piemontese si comportò da conquistatore in una città ostile. Ordinò molte esecuzioni: solo il capitano Antonio Cattaneo del 10° granatieri fece fucilare ottanta prigionieri. Poco prima furono costretti a scavare una fossa comune, che doveva raccogliere i loro corpi. Un testimone di quei giorni, Gian Luigi Bozzoni, dichiarò al “Giornale di Sicilia” che “nella caserma di San Giacomo erano state trucidate 300 persone” e che “300 furono anche le fucilazioni nei cimiteri di Sant’Orsola, dei Rotoli e dei Cappuccini”.

          Fucilazioni e anche domicilio coatto. Decine di uomini in catene furono trasportati sulle isole di Ustica e Lipari. La repressione, senza andare tanto per il sottile, andò avanti per tre mesi. Poi si annunciò un’amnistia: concedeva l’impunità a chi era stato sorpreso senza armi. Era il 31 gennaio 1867. In quel momento, solo tre persone si trovavano nelle condizioni di poterne beneficiare.

          E i morti della rivolta? Il calcolo non risultò semplice. Secondo stime ufficiose, tra i militari le vittime erano state 3-400 con un migliaio di feriti. Tra i rivoltosi, invece, i morti furono non meno di un migliaio, ma molti corpi vennero sepolti in fosse comuni e così non furono mai ritrovati. A confondere i calcoli contribuì il colera, diffuso in Sicilia dai soldati sbarcati dalla Tancredi. Una fonte parlò di 65.000 vittime dell’epidemia, altri stimarono 61.380 decessi. Fu comunque una strage.

Gigi Di FioreControstoria dell’Unità d’Italia, Focus Storia Edizioni, pag. 330, 331.

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Per prendere visione delle altre “Schegge di Storia”, si veda la sezione omonima del menù verticale, alla sinistra del video.

 

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EVENTI                                                                             

 

– Napoli, giovedì 22 settembre 2016, ore 10,00

Incontro sul tema:

Napoli e il suo proprio re

Carlo di Borbone

e apertura della mostra documentaria 22 settembre – 31 dicembre

Interverranno:

– Imma Ascione

– Anna Maria Rao

– Guido D’Agostino

– Fausto De Mattia

Archivio di Stato di Napoli, Sala Filangieri

 

 

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– Mongiana, sabato 24 settembre 2016, ore 16,30.

Apertura del Museo delle Reali Ferriere

Un museo per fare i conti col passato. Apre il “Museo della fabbrica d’armi reali ferriere di Mongiana”. La cerimonia inaugurale, cui prenderanno parte numerose autorità, si svolgerà a partire dalle 16,30 di sabato 24 settembre.

Fonte:

http://www.telemia.it/new/2016/09/a-mongiana-paese-delle-reali-ferriere-borboniche-apre-il-museo-dedicato-al-trascorso-siderurgico-calabrese/

 

 

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– Aci Sant’Antonio, 1 ottobre 2016, ore 18,00

Incontro sul tema:

Riforme Costituzionamli e Statuto Speciale

Quale futuro per la Regione Siciliana?

Aci (FILEminimizer)

Interventi di:

– Prof. Massimo Costa

– Avv. Carmelo Sardella

Palazzo Catarrella

 

 

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– Palermo, 15 ottobre 2016, ore 9,30 – 13,00

Convegno sul tema:

Liberiamo la Sicilia

convegno (FILEminimizer)

organizzato dall’ Associazione “I Nuovi Vespri”

Saranno presenti i rappresentanti dei movimenti indipendentisti europei.

A breve il programma definitivo.

Teatro Jolly, via Domenico Costantino 54, Palermo.

Fonti:

http://www.inuovivespri.it/2016/09/26/liberiamo-la-sicilia-il-15-ottobre-convegno-a-palermo/

https://www.facebook.com/events/327086590974935/

 

 

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NOTIZIE DAL REGNO – ATTUALITA’                               –

 

– Sud penalizzato dai tagli alla cultura. SVIMEZ: «la cultura non è un bene di lusso e va garantita ovunque»

di Alessandro Novoli, da famedisud.it

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E’ ormai noto da anni come il patrimonio culturale, naturalistico e enogastronomico del Sud Italia, costituisca un insieme di risorse imprescindibili su cui costruire progetti di sviluppo sostenibile del territorio. Ma il passaggio da tale consapevolezza alla concreta operatività di quegli stessi progetti continua ad essere lungo e faticoso, fatta eccezione per poche isole felici nate da specifiche ed illuminate iniziative pubbliche o private. Garantire tutela e conservazione a tali patrimoni e trasformarli in risorse economicamente produttive, richiede investimenti mirati e costanti e da questo punto di vista il contributo pubblico – fra Stato, enti territoriali e Unione Europea – continua ad essere la principale fonte di sostegno. Fonte che per quanto riguarda in particolare il settore culturale – elemento principe della stessa immagine dell’Italia nel mondo – ha subito, negli ultimi anni e in tutto il Paese, un progressivo assottigliamento, andando a penalizzare soprattutto le regioni meridionali. A denunciarlo è il rapporto divulgato dalla SVIMEZ (Associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno) lo scorso febbraio 2016, nel quale si è tenuto a sottolineare come la cultura non sia un bene di lusso, ma vada garantito su tutto il territorio nazionale in maniera equanime.

I dati diffusi – emersi dalla Nota di ricerca “Le spese per la cultura nel Mezzogiorno d’Italia” del Consigliere della SVIMEZ Federico Pica e di Alessandra Tancredi (Agenzia per la Coesione Territoriale, CPT, Unità tecnica centrale) – prendono in considerazione un periodo di 13 anni (dal 2000 al 2013) ed analizzano l’andamento delle spese correnti, in conto capitale e totali per la cultura, nelle circoscrizioni Nord/Sud e in alcune regioni italiane.

Continua su:

http://www.famedisud.it/sud-penalizzato-dai-tagli-alla-cultura-svimez-la-cultura-non-e-un-bene-di-lusso-e-va-garantita-ovunque/

 

 

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– Sanità: Lo Stato italiano sta uccidendo i Siciliani – Ecco i numeri

da sicilianiliberi.org/it

 

La ridefinizione della struttura sanitaria regionale, telecomandata da Roma, ed eseguita prontamente da un governo regionale servo, sta facendo sollevare mezza Sicilia.

Ci è venuto un dubbio. Ma come mai tutti i giornali e telegiornali parlano solo di sprechi della sanità meridionale e siciliana e qui, per esperienza diretta, troviamo solo diritto alla salute negata ed ospedali chiusi?

Persino il siciliano medio si è convinto che, se qui non ci si può curare, la colpa sarà dei "politici che si mangiano i soldi", ma i soldi ci sarebbero. Ed è convinto che lo Stato "fa tanto per noi" solo che noi "non sappiamo spendere bene". Quante volte abbiamo sentito la storiella della siringa che in Calabria costa il doppio che in Lombardia. Una bugia detta sempre, sempre, sempre, diventa quasi per magia una verità.

E allora ci è venuta la curiosità di guardare i numeri, i crudi numeri che hanno la testa molto dura. Senza neanche molto sforzo, con gli ultimi dati ufficiali, di pochi anni fa, disponibili liberamente sul web. Dopo i recenti tagli la situazione non può che essere andata a peggiorare.

E abbiamo scoperto cosa? Quello che sapevamo. Che al Sud la sanità è un diritto negato. Che, a forza di piani di rientro, la sanità pubblica in Sicilia in particolare non esiste più, nemmeno quella privata convenzionata. Chi ha soldi si cura, chi non ha soldi muore.

Continua su:

http://www.sicilianiliberi.org/it/198-sanita-lo-stato-italiano-sta-uccidendo-i-siciliani-ecco-i-numeri.html

 

 

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– Costa: "La Sicilia è colonia dell'Italia e l'Italia è colonia dell'Europa"

di Siciliani Liberi, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=XWQD_UunA5g

 

 

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– Fusaro: "La Costituzione italiana è nemica del capitale finanziario"

di Siciliani Liberi, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=UOolK3OP1TQ

 

 

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– Interviste Insorgenti: Ciro Lomonte

da insorgenza.it

Parla Ciro Lomonte, architetto palermitano, sostenitore del progetto “Siciliani Liberi”

Ciro Lomonte, architetto palermitano che da anni si occupa dello studio e della valorizzazione delle maestranze artigianali tipiche della tradizione siciliana, argenteria e oreficeria in primis, è una delle personalità del mondo della cultura che sta sostenendo il prof. Massimo Costa nel progetto politico di Siciliani Liberi.

Architetto Lomonte, il Siciliano si è convinto – o meglio: è stato convinto – che da sé non è in grado di amministrarsi. Che cosa fare per sradicare questa convinzione?

Il Secolo dei Lumi ha introdotto la menzogna per ottenere i progressi ritenuti tali dagli intellettuali. Bisogna riscrivere la storia della Sicilia, piena di pregiudizi e luoghi comuni strumentali a quella che è stata spacciata per Unità d’Italia. Oltretutto gli archivi storici della nostra terra traboccano di documenti che attendono ancora di essere esaminati con cura. Anche Tomasi di Lampedusa è caduto nella trappola degli stereotipi sul siciliano indolente ed incapace di fare impresa. Non è facile, ma bisogna fare lo sforzo di studiare e trasmettere i fatti, con l’onestà di chi è davvero libero. Per questo preferisco parlare di impegno per l’indipendenza piuttosto che di indipendentismo.

Sembra che nel pedigree del bravo intellettuale da salotto siciliano vi debba oggi essere una critica dell’autonomia. Perché?

Un po’ si tratta di snobismo, un po’ di opportunismo. Le regole del gioco, da settant’anni a questa parte, prevedono che, se vuoi potere e lauti guadagni, devi obbedire alle logiche centraliste. Lo Statuto Siciliano, frutto di grandi sacrifici, è stato disatteso in modo subdolo. In cambio del silenzio (e dei voti ai partiti italiani) sono stati concessi posti pubblici ed è stato alimentato il precariato. Non era questo l’intento di chi ha elaborato una Carta che precede e fa parte della Costituzione Italiana.

Parliamo del suo campo, dell’architettura e delle arti sacre. Contro quali pregiudizi si deve lottare?

Nel 2015 l’itinerario “arabo-normanno”, che non esiste, è stato dichiarato giustamente patrimonio dell’umanità dall’Unesco. Ma bisognava definirlo arte siculo-normanna. In generale si può dire che esiste un’arte siciliana. In Sicilia tutti i germi di novità introdotti dall’esterno si sono trasformati, grazie alle straordinarie doti creative e manuali dei nostri artigiani e dei nostri artisti. Non è un caso che le forme di tante opere d’arte della Sicilia al tempo dei greci e dei fenici, al tempo dei normanni, al tempo degli spagnoli, al tempo dei Florio, si trovano soltanto qui. E sono straordinariamente belle e ricche di significato. Proprio per non disperdere tanti saperi abbiamo creato la Monreale School of Arts & Crafts.

Fonte:

http://www.insorgenza.it/interviste-insorgenti-ciro-lomonte/

 

 

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– Pasta senza glifosato e senza micotossine: ecco dove trovarla in Sicilia e nel resto del Sud

di Giulio Ambrosetti, da inuovivespri.it

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Che pasta mangiare? Dove acquistarla? Il nostro blog ha cominciato ad affrontare una serie di temi legati al grano e ai suoi derivati. Abbiamo parlato dei grani duri che arrivano in Sicilia – ma anche nel resto d’Italia – con le navi. Spesso sono petroliere in disarmo che sbarcano dalle nostre parti un prodotto carico di veleni. Ci siamo soffermati sul grano duro canadese, che non è – come hanno cercato di farci credere in tutti questi anni – il migliore del mondo (come potete leggere qui).

Abbiamo parlato degli studi che sostengono il nesso tra glifosato che finisce nella pasta e malattie gravi come la Sla e Alzheimer in questo articolo  che ha spopolato.

Continua su:

http://www.inuovivespri.it/2016/09/14/pasta-senza-glifosato-e-senza-micotossine-ecco-dove-trovarla-in-sicilia-e-nel-resto-del-sud/

 

 

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ARCHITETTURE DEL REGNO                                          –

– Il Castello Normanno Svevo di Bari

a cura di Silvia Bove, da gocasteldelmonte.it

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(foto da abaporu.org)

 

Il Castello di Bari, il cosiddetto Castello Svevo, è l'esempio più evidente della grandezza della città, che da sempre ha visto ricchezza e prosperità come due parole centrali e costanti nella propria definizione. Luogo testimone del dominio longobardo, del quale territorio era capitale, ma anche erede della storia normanna e di quella trasportata dalle reliquie di San Nicola, che qui si conservano, sotto il dominio bizantino visse un periodo di massimo splendore, nel quale fu estesa e fortificata, come testimoniano le mura urbane.

E' proprio all'interno di queste mura, che si aprono in corrispondenza della Porta Vecchia e della Porta Nuova (dove attualmente sorge Piazza del Ferrarese), che si erge il castello, una rocca in cui l'ingegno fa da padrone, presentandosi come un castello nel castello. Le mura esterne, sovrastate dall'imponenza del castrum, sono esse stesse contenitore delle torri difensive del periodo medievale e della reggia rinascimentale, rafforzando il potere difensivo della struttura.

La storia del Castello di Bari

I Normanni invasero e parzialmente distrussero la città nel 1156, guidati da Guglielmo il Malo, incontrando, in ogni caso, una forte resistenza da parte dei cittadini baresi che lottarono fieramente per difendere il proprio territorio. Fu grazie a Federico II che il castello fu ristrutturato e reso più similare ad una residenza.

Continua la lettura a pag. 41 della sez. "Architetture del Regno" (in alto, sulla sinistra del video)

Fonte:

https://www.gocasteldelmonte.it/castelli-e-cattedrali-puglia/castello-di-bari/

Per prendere visione delle altre “Architetture del Regno”, si veda la sezione “Architetture del Regno”, in alto, sulla sinistra del video.

 

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LUOGHI DEL REGNO                                                     –

 

– Salerno – Il Castello Arechi

di Gian Marco Menmolo, da youtube.com

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https://www.youtube.com/watch?v=ps9HsLwhEJM

VISITA IL NOSTRO CANALE YOUTUBE:

https://www.youtube.com/results?search_query=regnodelledue+sicilieeu

Per prendere visione degli altri “Luoghi del Regno”, si veda la sezione “Architetture del Regno”, in alto, sulla sinistra del video, pag 2.

 

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CULTURE DEL REGNO                                                   –

 

– Eduardo Nicolardi: "NAPULE" – Le videopoesie di Gianni Caputo

di Gianni Caputo, da youtube.com

(foto da edizon.net)

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=pp7oa7z9Hf4&feature=youtu.be&app=desktop

 

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TESTI CONSIGLIATI                                                        –

 

– Putinfobia

di Giulietto Chiesa, Piemme Edizioni

(foto da snapelio.it)

Dalle pagine 30, 31, 32:

(testi in rosso di G.M.)

“Il nostro problema (ed è di questo che intendo occuparmi qui) è che l’enorme maggioranza di “noi” non lo sa ancora: tutti ragioniamo in base a un “fattore tempo” che non esiste più. A differenza dei “padroni universali”, che invece usano le tecnologie di cui sono proprietari per guardare molto oltre ciò che il semplice essere umano può vedere o anche solo immaginare.

E’, a suo modo, la riproposizione di un Medioevo moderno. Allora i principi e i signori costruivano le loro torri per scopi molto pratici. Certo, erano il simbolo della loro potenza, solleticavano il loro orgoglio e servivano a intimorire i sudditi. Ma soprattutto permettevano alle sentinelle in alto di osservare in anticipo l’arrivo di potenziali nemici e quindi di preparare le difese.

I signori del nostro tempo stanno facendo la stessa cosa. Prevedono il nostro e il loro futuro. L’intensità frenetica con cui lo fanno ci dice soltanto che anch’essi hanno paura. Per questo una delle loro preoccupazioni principali è che “noi” restiamo all’oscuro di ciò che possono vedere. Così ci hanno convinti che siamo tutti abitanti del “villaggio globale”, dove teoricamente tutti sanno di tutto e di tutti. Dunque saremmo, almeno sotto questo profilo, tutti uguali e in condizioni di usare tutto il sapere, attraverso internet e la rete.

Naturalmente non c’è niente di vero, ma la favola funziona a meraviglia.

E’ una favola, come dicevo, ma tanto potente da essere diventata “senso comune” per centinaia di milioni di individui che, del resto, già da tempo sono stati privati della capacità di sottoporre a esame critico le favole che vengono loro raccontate come verità.

E il nodo diventa ancor più intricato per il fatto che i più acculturati pensano simultaneamente due cosa in ugual misura sbagliate: la prima è che il resto del mondo sia come loro; la seconda è che loro, loro sì che sono intelligenti. A loro non c’è nessuno che possa raccontare bugie. Dimostrando in tal modo involontariamente l’esatto contrario di ciò che pensano o credono di pensare.

Sono già prigionieri della grande prigione senza finestre di Matrix. Il loro orizzonte è già stato definito, e non da loro stessi: è quello in cui la realtà coincide con la coscienza. Ma questo è il contrario della verità. La quantità e qualità di coscienza della realtà è infatti immensamente diversa – e minore – rispetto alla quantità e qualità della realtà. E’ questo uno degli effetti più gravi e importanti della frantumazione dell’unità dell’individuo in due parti fondamentali e contrapposte: l’intelletto, cioè lo spirito, e il corpo, cioè la materia.

 

 

 

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– Come si rubava nel Regno d’Italia dal 1848 – 1872

 

Borri Felice, Libraio – Editore (Torinese…)

Torino, 1872

 

 

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– Da Bocca di falco a Gaeta

di Giuseppe Buttà, cappellano militare del 9° Battaglione Cacciatori, sotto il comando dell’allora (1859) Maggiore Ferdinando Beneventano del Bosco – Monreale (Pa)

Napoli 1875

PDF

http://www.theseuslibri.it/open2b/var/catalog/product/files/38.pdf

 

 

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– Rinascita di una Nazione

di Giovanni Maduli, Pitti Edizioni

Qui il video di presentazione a Palermo:

http://www.tvmpalermo.it/video/1294/rinascita-di-una-nazione

Qui il video di presentazione a Capo D’Orlando

https://www.facebook.com/matasso/videos/vb.1582254086/10205764920553878/?type=2&theater&notif_t=video_tag

(Vedi gli altri "Testi consogliati" nella sezione apposita, in alto, alla sinistra del video)

 

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NOVITA' EDITORIALI                                                      –

 

– Il Reggimento Real Marina, La Fanteria di Mare del Regno delle Due Sicilie (1735-1861)

di Salvo Carreca, Magenes Edizioni

libro salvo carreca reggimento real marina (FILEminimizer)

Dalla prefazione:

“…Il libro nasce dalla passione dell'autore per la rievocazione storica e per l'approfondimento di fatti che spesso vengono misconosciuti dalla pubblicistica ufficiale. In questa ricostruzione storica, che non manca certo di fonti e approfondimenti documentari, viene ricostruita con dovizia di particolari la vita di un reggimento che segnò davvero l'apogeo e la decadenza di una grande dinastia quella dei Borbone di Napoli. Quello di Carreca è un quadro a rilievo in cui la storia si lega alla microstoria, piccoli aneddoti di oscuri soldati, si mescolano alle vicende di grandi ammiragli, guardando soprattutto alla psicologia delle persone in guerra e degli uomini di mare. Battaglie, inseguimenti e abbordaggi che farebbero invidia a Salgari, ma che qui sono storia vera e documentata. Come l’assedio di Algeri, in cui le truppe da sbarco borboniche in una operazione interforze con Spagna e Malta tentarono invano, nel luglio 1784, di conquistare la città di Othman Ben IV. Un saggio che serve a non dimenticare, preservare la memoria e perizia marinaresca napoletana che oggi naviga ancora con il Vespucci…”

Il libro in 1a edizione speciale, in unico tomo di 558 pagine è in vendita al prezzo di € 29,50

Per info, prenotazioni ed acquisti fare riferimento al sito http://realmarina.altervista.org/

Fonte:

http://www.associazioniduesicilie.it/portal/index.php?option=com_content&view=article&id=392%3Asalvo-carreca-il-reggimento-real-marina-la-fanteria-di-mare-del-regno-delle-due-sicilie-1735-1861&catid=41%3Aeditoria&Itemid=11

 

 

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– Chi vive? Uomini deventati briganti

di Fabrizio Fanciulli

Immagine non disponibile

 

Storie di “briganti” della Majella fra i Comuni di Pretoro (Ch), Guardiagrele (Ch), Semivicoli (Ch), Casoli (Ch), Fara Filiorum Petri (Ch), Caramanico (Pe), Abbateggio (Pe), Roccamorice (Pe), Serramonacesca (Pe), Campo di Giove (Aq), Rossano Calabro (Cs).

 

Nella sezione “EVENTI” (più in alto, in questa stessa pagina) le date e i luoghi di prossima presentazione.

 

SIGRAF Edizioni

 

 

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– IL REGNO DELLE DUE SICILIE (1734-1860). Le relazioni internazionali.

Volume I –

di Francesco Barra

Edizioni Il Trebinto, Avellino

 

 

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– Cuore a Sud

Articoli sulla storia del Regno delle Due Sicilie

di Ubaldo Sterlicchio

(immagine da altaterradilavoro.com)

Pro Loco Solopaca

 

 

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– La poltrona di Maria Carolina e il gelo di mellone

di Licia Cardillo Di Prima ed Elvira Romeo

Dario Flaccovio Edizioni – Palermo

"La poltrona di Maria Carolina e il gelo di mellone", edito da Dario Flaccovio (144 pagine, 12 euro), racconta prima di tutto un incontro: quello di un'insegnante di lettere appassionata di vini e di un'avvocato con la passione della cucina. Due mondi apparentemente distanti ma dalle radici comuni, che hanno trovato modo di avvicinarsi e mescolarsi, anche grazie a un'avventura letteraria.
E poi racconta la Sicilia, quella dei gloriosi fasti e  quella della terra brulla, quella dei baroni e quella dei servi, quella di una regina dal mitico fondoschiena e di una poltrona capace di attraversare i secoli e i giorni e diventare leggenda. Ma anche la Sicilia delle cucine, le cucine delle madri e delle figlie, dei nobili e dei poveracci, di ieri e di sempre.  

Testo tratto da :

http://www.balarm.it/articoli/la-poltrona-di-maria-carolina-e-il-gelo-di-mellone.asp

(Vedi le altre "Novità editoriali" all'interno della sezione "Testi consigliati", in alto, alla sinistra del video)

 

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NOTIZIE DAL MONDO                                                      –

 

– Andrea Orlando confessa: Governo sotto ricatto BCE sul Pareggio di Bilancio.

di Claudio Messora, da byoblu.com

 

ANCHE VIDEO

http://www.byoblu.com/post/2016/09/18/andrea-orlando-confessa-governo-sotto-ricatto-bce-sul-pareggio-di-bilancio.aspx

 

 

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– Marco Mori: Luigi Di Maio? È un agente della disinformazione

di byoblu, da youtube.com

(foto da youtube.com)

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=MgyJIvtD2AM&feature=youtu.be

 

 

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– Monica Maggioni presidente di Trilateral Italia?

da megachip.globalist.it

M. Maggioni (FILEminimizer)

Diceva tempo fa Pier Carlo Padoan, ministro all'Economia, che la spending review poteva bastare, che altrimenti si sarebbe andata a toccare la carne viva dei cittadini. Parole dal sen fuggite durante un convegno sull'economia europea. Non era vero che non era stata fatta, allontanando, così, la bocciatura, era il 18 febbraio scorso, di Raffaele Squitieri, presidente della Corte dei Conti, in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario. Un "parziale insuccesso", l'aveva definita il magistrato contabile, con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il ministro Padoan ad ascoltare in sala. Un granello di sabbia incastratosi fra i meccanismi dell'epopea renziana, fatta di task force e dream team.

Con l'ex sindaco di Firenze a Palazzo Chigi i costi delle spese di palazzo sono lievitate. Toccate tutto, non il mio regno. Chi è il renziano che fa di conto (agli altri) con attaccata sul bavero l'etichetta consigliere economico del premier e commissario alla spending review? È Itzhak Yoram Gutgeld, economista israeliano naturalizzato italiano e deputato del Pd.

Continua su:

http://sapereeundovere.com/monica-maggioni-presidente-di-trilateral-italia/

 

 

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– Cancellate tutte le concessioni per i mercati comunali

da corradiniadvisors.com

(foto da teatrocomunale.it)

La Direttiva Bolkestein prevede l’azzeramento di tutte le concessioni in essere per mercati e fiere nei comuni italiani dal 7/5/2017.

La Conferenza delle Regioni e Province autonome ha approvato il facsimile per i bandi che i Comuni Italiani dovranno emanare per l’assegnazione delle aree pubbliche di tipologia A (posteggio fisso) con validità non superiore a dodici anni.

Un punteggio più alto sarà attribuito a tutti gli ambulanti che possiedono una professionalità acquisita nel settore, massimo 60 punti (con più di 10 anni di iscrizione alla C.C.I.A.A.). A coloro che occupano già da tempo il posteggio a bando saranno riconosciuti altri 40 punti.

Il DURC (documento che attesta la regolarità contributiva) vale altri 3 punti.

Lo stesso operatore potrà avere non più di 4 posteggi, nei mercati fino a 100 aree e 6 per i mercati con oltre 100 aree.  

Fonte:

http://www.corradiniadvisors.com/blog/433-cancellate-tutte-le-concessioni-per-i-mercati-comunali

 

 

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– Il Ministero della Difesa della Russia risponde alle minacce degli USA

da aurorasito.wordpress.com

igor_konashenkov (FILEminimizer)

Il Ministero della Difesa della Federazione Russa non poteva non rispondere alle dichiarazioni scioccanti del portavoce del dipartimento di Stato degli USA John Kirby. Nel corso di un briefing aveva chiaramente detto che le città russe saranno attaccate dai terroristi. Secondo il funzionario statunitense, se la guerra in Siria continua i terroristi attaccheranno le città russe e la Russia riceverà i soldati nei “sacchi di plastica, continuando a perdere mezzi, possibilmente aeromobili”.
Il Ministero della Difesa della Federazione Russa interpreta tali dichiarazioni come ammissione degli USA che la presunta “opposizione” che conduce la “guerra civile” in Siria sia solo terrorismo “internazionale” telecomandato dagli statunitensi. Ciò che è particolarmente scioccante dell’ammissione di Kirby, secondo il rappresentante del Ministero della Difesa della Federazione Russa Maggior-Generale Igor Konashenkov, è che l’influenza diretta degli Stati Uniti sui terroristi è globale e punta alla Russia, tra l’altro. “Sulla minaccia di Kirby per la possibile perdita di aerei russi e il ritorno di soldati russi ‘in sacchi di plastica’, va detto che sappiamo bene dove in Siria, anche nella Provincia di Aleppo, ed esattamente come molti specialisti “non dichiarati” operano coordinando e comandando i terroristi“, ha aggiunto Konashenkov: “Naturalmente, possono continuare a dirci come ostinatamente ma vanamente cerchino di distinguere Jabhat al-Nusra dall”opposizione’. Tuttavia, se proveranno ad attuare tali minacce, non è affatto scontato che potranno salvare la pelle“.

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https://aurorasito.wordpress.com/2016/09/30/il-ministero-della-difesa-della-russia-risponde-alle-minacce-degli-usa/

 

 

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– Riconoscere negli Usa l’Anticiviltà

di Maurizio Blondet, da maurizioblondet.it

 

La superpotenza, i suoi complici, e i suoi (e nostri) media hanno toccato un nuovo livello di bassezza   con il bombardamento delle truppe siriane a Der Ezzor. Anche l’Australia, e persino la Danimarca con due caccia, piccolo maramaldo,  hanno partecipato al proditorio attacco – con bombe al fosforo  –   alle posizioni siriane, proprio mentre esse erano assediate da Daesh.  Come risultato, l’area (l’altura di Jabal Tharda, che guarda sull’aeroporto di Der Ezzor) è oggi sotto il controllo pieno dello Stato Islamico. I 150 mila civili che lì vivono, non sono più sotto la protezione del governo siriano e sono in mano ai tagliagole,  tagliati fuori da ogni rifornimento (senza che l’Onu strilli alla catastrofe umanitaria) . Simultaneamente, l’aviazione israeliana  ha attaccato le posizioni siriane sul Golan, in un attacco concertato con gli americani(australiani e  danesi) ma anche su richiesta di AL Qaeda, che ha tirato un mortaio in territorio israeliano onde provocare “la reazione”, in realtà per avvertire che era il omento dell’attacco: è  la  menzogna israeliana  d’ordinanza: se qualcuno spara dal Golan, ritiene colpevole il governo siriano.  Del resto il ministro della difesa Moshe Yaalon ha riconosciuto pubblicamente di “assistere” i terroristi in Siria, come da articolo   qui sotto riportato, perfettamente accessibile ai nostri giornalisti:

http://www.timesofisrael.com/yaalon-syrian-rebels-keeping-druze-safe-in-exchange-for-israeli-aid/

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http://www.maurizioblondet.it/riconoscere-negli-usa-lanticivilta/

 

 

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COSTUME – SOCIETA'                                                    –

 

– Divide et impera

di Giorgio Masiero, da enzopennetta.it

Divide (FILEminimizer)

La prima volta che visitai l’Aquitania, la terra orgogliosa delle sue 4 M, mi divisi tra le delibazioni la sera agli châteaux della Médoc (la prima M), una placida distesa di vigneti cabernet, merlot, malbec e sauvignon, e il pellegrinaggio la mattina alle nobili dimore di tre grandi di Francia nati colà: Montaigne, Montesquieu e Mauriac (le altre 3 M). Al castello di Charles-Louis de Secondat, barone de La Brède e di Montesquieu, o semplicemente Montesquieu (1689 – 1755), la guida ci rammentò con enfasi che questo signore classificò i regimi di governo: la monarchia, l’aristocrazia e la democrazia. E per primo anche teorizzò la necessità di bilanciare i poteri dello stato, separando il legislativo dall’esecutivo e dal giudiziario, onde evitare l’involuzione dei regimi nelle loro forme degenerative, rispettivamente: la tirannide, l’oligarchia e la demagogia violenta. Sono tutte nozioni che ogni italiano conosce bene, perché gli sono state inculcate fin da piccolo nelle scuole della Repubblica e periodicamente fattegli ripassare in età adulta dai mezzi di comunicazione. Basta dare un’occhiata sul web alla voce Montesquieu, o allo Spirito delle leggi, che del barone illuminista bordolese è la maggiore opera filosofica…

Oggi però ho fatto una scoperta, personale s’intende, che vado a condividere con i lettori di CS: quella dell’ennesimo scippo fatto dai cugini d’Oltralpe al nostro patrimonio. Come molte nozioni, è una cosa che inconsapevolmente già possedevo da tempo, sita in qualche anfratto della memoria, ma che non avevo mai collegata ad un’altra cosa, sita in altro, separato anfratto. Il link tra i due siti, come in ogni scoperta, si deve al caso. La lettura dei giornali, occupati nelle vicende partitocratiche romane, mi ha spinto nel periodo estivo di otium a rifugiarmi in un classico, le Storie di Polibio, in particolare nel Libro VI dove l’autore spiega la sua infinita ammirazione per le istituzioni della res publica romana. Che felice funzione accessoria delle lettere classiche è la terapia dell’anima, la sua consolazione nei momenti in cui la cronaca quotidiana si fa più buia! La funzione principale naturalmente sta nell’allenamento della ragione unito all’apprendimento della storia, magistra vitae… Ma procediamo in ordine.

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http://www.enzopennetta.it/2016/09/divide-et-impera/

 

 

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– Facebook e Israele annunciano ufficialmente una collaborazione per censurare i contenuti sui social media

da pressenza.com

Face (FILEminimizer)

Dopo le polemiche seguite alla censura che Facebook ha fatto di una fotografia famosa in tutto il mondo della guerra del Vietnam, Facebook ha accettato di “lavorare insieme” al governo di Israele per censurare contenuti che funzionari israeliani ritengano essere impropri. Facebook ha annunciato ufficialmente l’accordo di “cooperazione”, dopo un incontro che ha avuto luogo l’11 settembre tra ministri del governo israeliano e alti funzionari di Facebook. La spinta frenetica del governo israeliano a monitorare e censurare i contenuti di Facebook che ritiene inadeguati è conseguenza del successo virale di BDS, Boicottaggio Disinvestimento Sanzioni, un movimento non violento globale che lavora per denunciare le violazioni dei diritti umani israeliani.

Il successo di BDS ha colpito un nervo scoperto di Israele tanto da portare il suo governo ad approvare una legge che permette di spiare e deportare attivisti stranieri che operano in Israele e Palestina. Israele ha minacciato anche la vita di sostenitori BDS ed ha esercitato pressioni perché in tutto il mondo vengano prese misure legislative contro il BDS. Ora cercano di arginare ogni ulteriore successo BDS controllando direttamente il contenuto degli utenti di Facebook.

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http://www.pressenza.com/it/2016/09/facebook-e-israele-annunciano-ufficialmente-una-collaborazione-per-censurare-contenuti-sui-social-media/

 

 

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– Twitter “silenzia veramente alcuni utenti”, secondo una fonte interna

di Milo, da vocidallestero.it

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Le voci che Twitter ha iniziato a silenziare segretamente gli utenti politicamente sconvenienti sono state confermate da una fonte interna alla compagnia, che ha parlato in esclusiva con Breitbart Tech. Questa pratica è stata confermata da un senior editor presso un grande editore.

Secondo la fonte interna, Twitter ha una “lista bianca” di account twitter privilegiati e una “lista nera” di utenti indesiderati. Gli account sulla lista bianca hanno maggiore priorità nei risultati delle ricerche, anche nel caso in cui non siano i più popolari tra gli utenti. D’altro canto, i tweet degli account in lista nera vengono nascosti sia nei risultati di ricerca sia nelle timeline degli altri utenti.

La conferma è arrivata da un senior editor presso un grande editore, che ha detto a Breitbart che Twitter gli ha confermato di mettere deliberatamente certi utenti in lista nera o in lista bianca. Ha aggiunto di essere spaventato dal potere della piattaforma, facendo notare che i suoi tweet potrebbero sparire dalla timeline degli altri utenti se sono dovesse uscire dalle grazie dell’azienda.

Continua su:

http://vocidallestero.it/2016/09/23/twitter-silenzia-veramente-alcuni-utenti-secondo-una-fonte-interna/

 

 

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– Australia il primo paese ‘cavia’ dell’impianto RFID

di Federica, da libertadiparola.com

L’Australia è il primo paese in tutto il mondo che inizierà ad inserire il microchip ai suoi cittadini.

L’ NBC diramo’ la notizia che tutti gli americani sarebbero stati dotati di microchip entro il 2017, ma sembra che l’Australia sia arrivata prima. Può sembrare fantascienza, ma centinaia di australiani si stanno trasformando in ‘super-umani’ che possono sbloccare porte, accendere le luci di casa, il computer e tanto altro solo con un cenno della loro mano.

“È possibile impostare la vostra vita in modo da non dover più preoccuparvi di qualsiasi password o PIN”, ha scritto il sito di informazione News.com.au. “Con Opal si ottiene un numero di identificazione univoco che può essere programmato nel chip. Le carte fedeltà dei negozi sono solo un’altro ingobro per il vostro portafoglio. I microchip, che hanno le dimensioni di un chicco di riso, possono agire come un biglietto da visita, trasferire i vostri dati direttamente agli smartphone e avere in memoria le informazioni mediche più complesse.

Shanti e suo marito hanno entrambi il RFID (radio-frequency identification) chip nella mano sinistra. L’impianto è quasi impossibile da individuare e ha lasciato un piccolo segno della sua presenza.

Continua su:

http://www.libertadiparola.com/rfid-disinformazione-controllo/?user=freeslave93

 

 

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MEDICINA                                                                     –

GLI ARTICOLI DI SEGUITO RIPORTATI NON RAPPRESENTANO IN ALCUN MODO INDICAZIONI TERAPEUTICHE, IN QUANTO GLI AMMINISTRATORI DI QUESTO SITO NON SONO MEDICI. GLI ARTICOLI SOTTO RIPORTATI RAPPRESENTANO SOLAMENTE UN PANORAMA DI PARERI E NOTIZIE  TRATTE DAL WEB, CHE IN NESSUN MODO POSSONO ASSUMERSI COME COMPROVATE O CONSIGLIATE TERAPIE. PERTANTO SI CONSIGLIA E SI INVITA AD AVVALERSI COMUNQUE DEL PARERE DEL PROPRIO MEDICO CURANTE.

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– Vaccini e scienza. Le nuove sofisticate armi batteriologiche di sterminio

da antimassoneria.altervista.org

bill-gates (FILEminimizer)Continua su:

http://antimassoneria.altervista.org/vaccini-scienza-moderne-armi-battereologiche-del-xx-secolo/

 

 

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– Cosa c'è nel pane che mangiamo

di La7 Attualità, da youtube.com

Pane (FILEminimizer)VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=uYx-mqZD-PY

 

 

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– Nuovi ticket, la sanità diventa (quasi) privata

da contropiano.org

Mentre in televisione sorrideva fissa, come le hanno insegnato ai corsi di Publitalia-Forza Italia, la ministra della salute Beatrice Lorenzin – giustamente ridicolizzata per le campagne abortite sul Fertility Day – assicurava giuliva che "nella legge di stabilità ci saranno due miliardi in più per la sanità". A far intendere che, aumentando la spesa, avrebbe funzionato meglio o si sarebbe creato lo spazio per ridurre qualche ticket.

E' vero naturalmente il contrario: i ticket aumentano. Anzi, vengono introdotti anche per prestazioni che finora erano esenti dal pagamento di un balzello supplementare (per finaziare la sanità pubblica, infatti, paghiamo già le tasse).

Per saperlo, però, bisogna letteralmente scoprirlo spulciando pazientemente i documenti governativi (la relazione tecnica del ministero della Salute al decreto sui Lea). Solo così, infatti, qualcuno – in questo caso qualche funzionario non dormiente o non ancora "complicizzato" della Cgil – ha notato che sono stati decisi nuovi "Livelli essenziali di assistenza" (Lea). Si tratta della lista di cure e prestazioni garantite ai cittadini gratuitamente o con compartecipazione alla spesa. Basat spostare alcune voci dalla gratuità alla "compartecipazione" e il gioco è fatto. Interventi di piccola chirurgia finora gratuite, come l’intervento per la cataratta o per il tunnel carpale, oppure dall’ernia al dito a martello, dall’impianto e ricostruzione del cristallino fino a interventi di artroscopia ed artroplastica. Si tratta, in tutto, di 24 prestazioni che diventeranno a pagamento.

Le maggiori entrate previste non sono poi decisive: appena 60 milioni. Ci si dovrebbe quindi chiedere perché tanto zelo nello stilare una lista di "risparmi" dal risultato così impercettibile. Guardando meglio, però, si vede che si tratta quasi sempre di interventi per patologie tipiche di persone anziane. Dunque, più che al risparmio, si punta al rapido degrado delle condizioni di vita di questa fascia di età, favorendone la "riduzione delle aspettative di vita".

In effetti, così le cose acquistano un certo senso. Macabro.

Fonte:

http://contropiano.org/altro/2016/09/25/nuovi-ticket-la-sanita-diventa-quasi-privata-083939

 

 

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Cancro: la rivoluzione scientifica e il cambio di paradigma

di Marcello Pamio, da disinformazione.it

 

A livello globale sta succedendo qualcosa di molto particolare: le più importanti riviste scientifiche accreditate (quelle col più alto Impact Factor, fattore d’impatto), stanno pubblicando studi e ricerche che minano alla base l’attuale paradigma.
La verità come si sa è figlia del tempo e stiamo assistendo ad un grande, strutturale e dirompente cambiamento scientifico. Il vecchio verrà spazzato via dal nuovo, che ci piaccia o no.
Gli accanimenti vergognosi che si stanno scatenando su tutti quei medici che in Scienza e Coscienza seguono le volontà dei propri assistiti e tralasciano i diktat delle industrie del farmaco vengono sistematicamente tacciati di ciarlataneria e pesantemente minacciati; gli attacchi mediatici dei media mainstream sulle persone che decidono di intraprendere altre strade aldilà della mortiferia chemio indicano esattamente questo.

Le persone stanno prendendo sempre più coscienza su vari fronti: i rischi delle vaccinazioni pediatriche, i grossissimi pericoli di chemio e radio, l’importanza di uno stile di vita sano in primis l’alimentazione, e questo sta facendo tremare il terreno sotto i piedi dell’Industria della malattia, che non guadagna se le persone rimangono sane!

Ricordiamo sempre che il pericolo più grande per il Sistema è il risveglio delle coscienze.

Gli studi qui sotto elencati rappresentano solo una piccolissima parte della mole di lavoro che è stata pubblicata ufficialmente.

Contributo della chemioterapia alla sopravvivenza a 5 anni

Clinical Oncology, dicembre 2004

Nel 2004 una delle più prestigiose riviste di oncologia del mondo, Clinical Oncology pubblica a firma di Grame Morgan (professore di radiologia al Royal North Shore Hospital di Sidney), Robyn Ward (professore oncologo dell’University of New South Wales) e Michael Barton (radiologo e membro del Collaboration for Cancer Outcome Research and Evaluation del Liverpool Health Service d Sidney), un imponente studio osservazionale della durata di ben 14 anni su 227.874 pazienti (72.903 australiani e 154.971 americani) sui 22 tipi di tumori più diffusi.
Il titolo è il “Contributo della chemioterapia citotossica alla sopravvivenza a 5 anni dei tumori in adulti”.
Quando i dati erano incerti gli autori hanno deliberatamente stimato in eccesso i benefici della chemioterapia. Nonostante questo lo studio ha concluso che la chemioterapia non contribuisce più del 2% alla sopravvivenza (Australia 2,3%, Stati Uniti 2,1%).

Molti medici continuano a pensare ottimisticamente che la chemioterapia citotossica possa aumentare significativamente la sopravvivenza dal cancro”, scrivono nell’introduzione gli autori.
“In realtà
– continua il professor Grame Morgan – malgrado l’uso di nuove e costosissime combinazioni di cocktails chimici… non c’è stato alcun beneficio nell’uso di nuovi protocolli”.

La domanda che sorgere spontanea è: se la chemioterapia citotossica contribuisce nella sopravvivenza a 5 anni per un misero 2%, cos’è accaduto al rimanente 98% delle persone? Sono morti prematuramente? Sono morti per cancro o per la chemio?

Continua su:

http://www.disinformazione.it/Cancro_cambio_paradigma.htm

 

 

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SCIENZA E TECNICA                                                      –

 

– CORRUZIONE DELLA SCIENZA E ‘VERITA’ CONFEZIONATE

di David W. Orr, da nogeoingegneria.com

manipolazione-mentale (FILEminimizer)

L’originale promessa della scienza era di utilizzare il potere della ragione e della conoscenza per il miglioramento della condizione umana e per il progresso. Quella nobile visione è stata ridotta per adattarsi a fini ignobili e, peggio, è stata corrotta a scopi che compromettono la dignità e il futuro umani. Questa manipolazione della scienza, dicono gli autori, è “senza precedenti”. In breve, “la conoscenza oggettiva viene distorta per fini politici da parte dell’Amministrazione Bush, e viene travisata o addirittura nascosta al Congresso e al largo pubblico”.

A chi fa attenzione, conclusioni come queste non giungeranno inaspettate. Si inseriscono in un modello più ampio che spazia dall’uso errato di informazioni riservate per giustificare la guerra in Iraq, la frode sul bilancio, sull’andamento economico, e sugli effetti del taglio delle tasse, e la lista continua, e per la sua lunghezza e la sua portata è, ancora, senza precedenti. Qualcuno potrebbe obiettare che tale informazione è faziosa e non dovrebbe stare su questo giornale e non ha nessuna attinenza con la sua missione di portare la scienza autentica sui problemi di conservazione. D’altra parte, indipendentemente dallo schieramento politico, la corruzione della scienza e dell’informazione pubblica per fini politici dovrebbe essere profondamente offensiva, allo stesso modo, per scienziati e cittadini. Se continuerà, come il metodo di Lysenko (2) nell’Unione Sovietica, questa “corruzione” demoralizzerà gli scienziati, degraderà la reputazione della scienza, e discrediterà l’informazione necessaria per una società libera. E, in modo specifico per quelli che lavorano nella biologia della conservazione, la ricerca, qualunque sia il suo merito o apporto, non sarà tenuta in conto o sarà trascurata dagli uffici federali, dal Congresso, e dalla Casa Bianca.

Continua su:

http://www.nogeoingegneria.com/effetti/politicaeconomia/corruzione-della-scienza-e-verita-confezionate/

 

 

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– La Nasa ammette di spruzzare i cittadini con scie chimiche velenose

di J.D. HEYES, da comedonchisciotte.org

Per anni il governo federale e non solo hanno etichettato come complottisti coloro che manifestavano preoccupazione per le sostanze chimiche spruzzate sulle popolazioni, le scie chimiche, ma l’agenzia spaziale nazionale ha appena ammesso che i “complottisti” avevano ragione al 100 percento.
Come riporta The Waking Times, uno scienziato della NASA ha ammesso che la sua agenzia sta mettendo nei gas di scarico dei razzi il litio (ascoltate qui ), che successivamente viene disperso nell’atmosfera. Non solo, il rilascio di litio è in corso sin dagli anni settanta, come ammette Rowland nel video, che è la registrazione di una telefonata.
Benché secondo Rowland il litio non sia dannoso per l’ambiente, questa sostanza è stata usata per decenni come farmaco psichiatrico. Funziona alterando i livelli di serotonina e di norepinefrina che sono secreti dal sistema endocrino umano. Il litio altera fortemente gli schemi cerebrali, ma nella registrazione Rowland afferma che “non è pericoloso.”

Continua su:

http://comedonchisciotte.org/la-nasa-ammette-spruzzare-cittadini-scie-chimiche-velenose/

 

 

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– CSSC, da pagina Facebook

Questo video è stato realizzato a Vorarlberg in Austria, sfido qualsiasi disinformatore a raccontare qualsiasi panzana dopo aver visto questo video delirante.
SVEGLIAMOCI!!

VIDEO

https://www.facebook.com/CSSC.Italia/videos/148272678643776/

 

 

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Con la pubblicazione dei due seguenti articoli non intendiamo avallare e nemmeno respingere l’ipotesi formulata. Può però essere utile prendere in considerazione anche queste ipotesi.

 

– Quelle onde H.A.A.R.P prima del terremoto…

da ilnuovomondodanielereale.blogspot.it

HAARP-Resmi (FILEminimizer)

(foto da Kisaltmalar.net)

Le immagine che vedete sono riprese dal satellite e si riferiscono a come si presentava il cielo il 23 agosto (il giorno precedente al terremoto di Amatrice – Roma), che ha causato la morte di 73 persone fino ad ora (268 morti e 387 feriti alla data del 26.8.16 – Fonte Corriere.it).

Diversi utenti su facebook hanno subito espresso i propri sospetti sui militari che modificano il clima attraverso scie chimiche e onde elettromagnetiche. 

L'ex giornalista Rai, Gianni Lannes già diversi anni fa aveva affrontato il tema "terremoti artificiali e modifiche climatiche", sostenendo che anche il precedente terremoto che colpì l'Aquila fosse di origine artificiale:

"Lo Stato italiano era, ed è, ben a conoscenza delle sperimentazioni segrete messe in atto, oggi come allora, dalle Forze Armate degli Stati Uniti d’America."

"A L’Aquila e dintorni è stato riscontrato un autentico bombardamento di segnali ELF, VLF, ULF."

Scrisse inoltre che: 

"Un indizio non fa una prova, ma decine di riscontri probanti si. Non va dimenticato che mentre la Commissione Grandi Rischi sollecitata dal capo dipartimento della Protezione Civile, tale Bertolaso Guido, aveva tranquillizzato la popolazione, si procedeva a sgomberare la sede della prefettura locale, vale a dire, il centro fondamentale di coordinamento di allerta e soccorsi, senza però avvertire la gente locale."

Segue il testo di Dottor Domenico Biscardi:

Continua su:

http://ilnuovomondodanielereale.blogspot.it/2016/08/quelle-onde-haarp-prima-del-terremoto.html

 

 

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FUORI TESTO                                                                  –

Le lacrime che dai nostri occhi vedrete sgorgare,

non crediatele mai segni di disperazione.

Promessa sono solamente.

Promessa di lotta.

Alekos Panagulis

 

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– Il Regno dei Borbone, scuola d'eccellenza.

 

 

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– Il segreto di “Oz” – 2010

di Bill Still, da youtube.com

https://www.youtube.com/watch?v=Tz4SdQRLbmQ#t=38

 

 

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– "STATO – MAFIA" – Intervista di TgCafè24 a PaoloFerraro

 

 

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– Intervista ad Antonio Pimpini – Auriti e la sovranità monetaria

 

 

 

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– Rubbia sui cambiamenti climatici al Senato

di Carlo Martelli, da yotube.com e da una segnalazione di N. Z.

(foto tratta da giornalettismo.com)

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=2G-7xykTO14

 

 

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– "Inganno globale", di Massimo Mazzucco

 

 

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– Cancro, le cure proibite, di Massimo Mazzucco

di Antitanker, da youtube.com

https://www.youtube.com/watch?v=1RUrIO3Emws

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QUESTO SITO NON E’ UNA TESTATA GIORNALISTICA IN QUANTO VIENE AGGIORNATO SENZA ALCUNA PERIODICITA’.  NON PUO’ PERTANTO ESSERE CONSIDERATO UN PRODOTTO EDITORIALE AI SENSI DELLA L. N.  62 DEL 2001.
 

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