La verità è per chiunque la voglia cercare…

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N.B.: Si partecipa ai Sig.ri fruitori di questo sito che alcuni articoli riportati sulla pagina iniziale possono rimanere in visione per molto tempo, mentre altri vengono aggiornati con maggiore frequenza e senza alcuna periodicità. Si invita pertanto a prendere sempre visione  dell’intera pagina.

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APPELLO

 

…alla luce di quanto sta avvenendo non è più pensabile continuare a dividersi in sicilianisti, napolitanisti, duosiciliani, borbonici, antiborbonici, meridionalisti, federalisti, autonomisti e via dicendo: ciò non farà altro che favorire il gioco di quelle oligarchie mondialiste che hanno causato ciò che stiamo subendo; la posta in gioco è troppo alta per non comprendere che solo una identità di intenti può porsi come elemento determinante per la riuscita di un qualunque progetto di riscatto. E’ indispensabile, anzi vitale, il superamento di quelle pur legittime diversità di vedute e propugnare, tutti insieme e nel rispetto delle specifiche idee, quanto meno un forte riavvicinamento delle varie componenti identitarie, nella convinzione e nella consapevolezza che se ciascuno farà un piccolo passo indietro, tutti insieme si farà un enorme passo avanti.

(Tratto da “Rinascita di una Nazione”, pag. 127)

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Si invitano i sig.ri lettori a dare attenta lettura dell’articolo seguente. Anche dalla sua lettura è possibile comprendere la deriva verso la quale, indipendentemente dai vari “credo” politici, siamo tutti volutamente trascinati.

– Perchè non si possa dire "Io non lo sapevo…" e la conseguente scelta indipendentista.

di Giovanni Maduli, 19.2.2016.

http://www.regnodelleduesicilie.eu/wordpress/page/2/

 

 

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EDITORIALI

 

– Una macroregione per il Sud. Parliamone.

di Giovanni Maduli

15.4.2018

rene-magritte-la-condizione-umana-1933(Renè Magritte – La condizione umana – 1933)

 

Con il referendum del dicembre 2016 sulle proposte riforme costituzionali e ancor di più con le consultazioni elettorali del marzo 2018 può ritenersi che, finalmente, una coscienza del popolo delle ex Due Sicilie stia risvegliandosi. Una coscienza che sopita per oltre cento cinquanta anni, ha potuto rinnovarsi e nutrirsi anche grazie al contributo di tanti storici, studiosi e semplici amatori della nostra storia che hanno contribuito a divulgare quella storia e il peso determinante che essa ha avuto sulle conseguenti, pessime condizioni, nelle quali i nostri territori versano; pessime condizioni non solamente in relazione agli aspetti occupazionali ed economici, ma anche in relazione a quelli sociali, culturali ed umani in genere. Per la verità già con Carlo Alianello nell’ormai lontano 1972 e con “L’unità d’Italia, nascita di una colonia” del 1971 di Nicola Zitara e con altre sue autorevoli pubblicazioni, il nostro popolo ha avuto la possibilità di riscoprire, seppure lentamente, quelle amare verità che furono e sono causa prima delle nostre condizioni. Ancora, non va dimenticato l’ancor più antico contributo di Antonio Gramsci sulla questione con i suoi “Quaderni dal carcere” pubblicati fra il 1948/1951. Successivamente numerosissimi altri studi e pubblicazioni hanno preso vita, fra i quali il celebre “Terroni” di Pino Aprile, ponendo le premesse per i risultati del referendum e delle consultazioni che ho richiamato all’inizio che, quindi, possono riguardarsi anche come lo specchio di un naturale epilogo di una evoluzione, una presa di coscienza ed una consapevolezza che hanno ormai raggiunto buona parte del Popolo del Sud.

          E’ evidente che a seguito dell’acquisizione di quelle conoscenze e di quella consapevolezza, al di là dei risultati di quelle consultazioni sopra richiamate e ancor prima, sia andato crescendo anche un naturale, specifico e legittimo desiderio di civile rivalsa; un desiderio che molti attendono di vedere realizzato attraverso la nascita di una compagine politica o di una risoluzione organizzativa e programmatica in grado di far valere le nostre ragioni, oltre che storiche, soprattutto occupazionali, economiche, culturali e di riscatto nel senso più ampio del termine. Ed infatti abbiamo assistito in questi anni alla nascita di numerosi gruppi e partiti che, in vario modo, hanno tentato di raccogliere e convogliare simpatie e consensi e questo, si badi bene, sia nei nostri territori insulari che peninsulari. Purtroppo i risultati, fino ad oggi, non appaiono lusinghieri e tutti i vari tentativi messi in campo non hanno ottenuto i risultati nei quali si sperava.

          Al contempo, da alcuni decenni, ed in particolare con i successi della Lega Nord, si è cominciato a sentir parlare di macroregioni o macro aree e di soluzioni che in qualche modo miravano a “suddividere” il territorio italico appunto in “settori” ben precisi ed identificabili, e segnatamente in una macro area settentrionale ed una meridionale. Il tutto sotto l’appellativo di federalismo. Non è il caso in questa sede di esaminare nei dettagli cosa quel federalismo propugnava ed ha poi, seppure in parte, messo in atto; mi limiterò a ricordare come e soprattutto in funzione di quali parametri, siano stati suddivisi ad esempio i finanziamenti degli asili nido fra il Nord, il Centro ed il Sud. Chi vuole approfondire potrà farlo autonomamente; ma gli esempi sarebbero moltissimi.

          Sulla scia di quei primi “vagiti” di federalismo, anche a seguito della sempre maggior consapevolezza acquisita dal popolo del Sud Italia ed infine sulla scorta delle evidenti risultanze di cui al referendum e votazioni di cui in apertura, si giunge in questi giorni a dover registrare la proposta della creazione di una macroregione per il Sud; proposta avanzata, secondo quanto riportato dagli organi di stampa, dal Coordinamento Movimento Meridionalisti con l’appoggio di Stefano Caldoro (Forza Italia). Potrebbe apparire, e per molti sembra esserlo, una buona soluzione per iniziare ad affrontare o quanto meno migliorare le spaventevoli condizioni economiche e sociali nelle quali versano i nostri territori da ormai ben 158 anni. E potrebbe anche esserlo se, però, si fissassero bene ed in anticipo alcuni punti sui quali credo valga la pena riflettere.

1) Il federalismo dal quale la proposta macroregione trae la sua ragion d’essere, fa riferimento ad un approccio leghista che, sin dal suo nascere, come l’esempio che ho sopra richiamato dimostra, mette in atto modalità esecutive che sinceramente mi sembrano estremamente lontane dai principi di equità, correttezza e giustizia che dovrebbero sottintendere un simile progetto. Credo non si possa negare che una macroregione che fondi le sue radici su quei principi (e su quelle esperienze) difficilmente potrà portare al Sud i risultati sperati. Ne discende che la creazione di una macroregione che effettivamente possa costituire almeno elemento propedeutico ad un effettivo riscatto del Sud, dovrebbe essere portata avanti non secondo le regole imposte da altri (vedi Lega) ed a loro esclusivo vantaggio, ma secondo regole da noi valutate e determinate; da noi indicate e suggerite. Affidarsi ad un sistema pseudo federalista ideato da altri e sulla scorta di interessi esclusivi di altri che già ha dimostrato in numerose circostanze la sua faziosità ed il suo falso equilibrio, non credo sia il miglior modo di affrontare il problema.

2) Il referendum proposto dovrebbe interessare solamente la parte continentale del Sud Italia con esclusione quindi della Sicilia. Non capisco da cosa possa essere determinata una simile scelta. La Sicilia non abbisogna forse di riscatto e di miglioramenti economici e sociali? Forse si pensa che poiché la Sicilia è dotata di “Statuto”, ancorchè solo sulla carta, Essa non necessiti di alcun provvedimento migliorativo? Ritornerò più avanti sull’argomento.

3) La creazione di una macroregione, qualunque siano le sue regole, resterebbe comunque soggiogata alla moneta truffa che è l’euro nonché agli scellerati trattati europei che limitano qualunque iniziativa finanziaria, monetaria e quindi politica di qualunque entità, sia esso Stato, Regione, macro area o macroregione che dir si voglia. Sarebbe opportuno tenere presente che se ben sei premi Nobel per l’economia, non schierati, Christopher Pissadires, James Mirrlees, Paul Krugman, Milton Fiuredman, Joseph E. Stiglitz e Amartya Sen, hanno consigliato all’Italia l’immediata uscita dall’euro, un motivo dovrà pur esserci. Se i pareri del Prof. Giacinto Auriti, di Alberto Bagnai, di Nando Ioppolo, di Nino Galloni hanno un qualche valore, e credo che ne abbiano tanto, non credo che la soluzione dei nostri problemi, e nemmeno un loro miglioramento, possa individuarsi semplicemente nella creazione di una macro regione. I problemi sono ben altri e di ben più vasta portata.

4) Un aspetto dell’intera questione, a mio avviso assolutamente ignorato, è quello relativo al recente referendum con il quale le Regioni di Lombardia e Veneto, vincendolo, hanno chiesto maggiore autonomia al Governo Italiano. Non è strano che, a fronte di uno Statuto di autonomia mai messo in atto in Sicilia, il Governo Gentiloni, teoricamente “di sinistra”, si sia affrettato a dichiarare la disponibilità del Governo a mettere in atto le risultanze derivanti da quel referendum? E non è ancor più strano che appena cinque mesi dopo quel referendum del “Lombardo-Veneto” “il Sud”, con l’appoggio di Caldoro, presenti una richiesta se non uguale, comunque molto simile con la proposizione di un referendum sull’istituzione di una macroregione? E qualcuno forse pensa che Caldoro possa avventurarsi in una proposta del genere senza aver prima aver avuto l’avallo dei vertici del suo partito?  E nessuno si chiede come mai una notizia del genere che fino a poco tempo fa sarebbe rimasta sottaciuta e nascosta, assurga improvvisamente all’onore delle cronache del TG1 (1)?    Sarà una coincidenza, ma la quasi contemporaneità dei due “eventi” c’è, ed è evidente a chi vuol vederla. E’ lecito allora chiedersi: E’ possibile che sia già in atto la suddivisione dell’Italia senza dare troppo nell’occhio? E se sì, quali regole sottintendono una tale scelta?

5) Indipendentemente da quanto evidenziato al punto precedente non credo poi che sarebbe da sottovalutare quanto si legge nell’intervista rilasciata il 14 ottobre 2017 a Roberto Galullo dal Gran Maestro del GOI (Grande Oriente d'Italia) (2). In tale intervista fra l’altro l’intervistatore domanda: “Veniamo all’indagine, che corre parallela a quella di Reggio Calabria, di Palermo, nella quale, nel processo sulla trattativa tra Stato e Cosa nostra i PM sono tornati a rievocare il ruolo della massoneria deviata, della stessa P2, in quel vero o presunto disegno che voleva portare a un nuovo ordine politico, compresa l’eventuale secessione o frammentazione dell’Italia in macroregioni: cosa sa di quanto avvenne in quel periodo ad opera della massoneria deviata in quel progetto folle e allo stesso tempo ambizioso?”.

Non so se e come si siano conclusi quei processi ma sappiamo per certo, quanto meno, che la Magistratura sospetta o ha sospettato l’interesse della massoneria, o di una parte di essa, nella suddivisione dell’Italia in macroregioni. Né conosco i motivi che avrebbero spinto la massoneria o parte di essa ad interessarsi alle macroregioni. Sarà o sarà stata la Magistratura a dipanare quegli eventuali sospetti.

Ancora, nel volume “L’Italia delle mafie e delle massonerie” di Antonio Giangrande, fra le pagine 77 e 78, che comunque può leggersi interamente in Pdf al link sotto riportato (3), fra l’altro si legge: “Dichiarazioni, rese nell’arco di un ventennio che mostrano ancora una volta la joint venture tra ‘ndrangheta e Cosa nostra, ma anche i collegamenti istituzionali e para istituzionali, soprattutto con il mondo della massoneria e dei servizi segreti. E, ancora, la piena adesione della ‘ndrangheta al progetto separatista dell’inizio anni ’90, che sappiamo, condivideva, con Cosa nostra siciliana e, con i Graviano direttamente incaricati di tirare le fila di tali movimenti in ambito palermitano; la finalità ultima del progetto leghista che consisteva nel creare delle macro – regioni, dove, in quella meridionale, le organizzazioni di tipo mafioso potevano controllare il quadro politico di governo e godere, quindi, di una sorta di immunità e salvacondotto permanenti. Il quadro dei rapporti fra ‘ndrangheta e massoneria, veniva, infine, da ultimo compitamente descritto…”. Non conosco nemmeno le motivazioni che avrebbero potuto portare o meno le organizzazioni criminali ad interessarsi della creazione di macroregioni ma, alla luce di quanto sopra, sappiamo quanto meno che la Magistratura ha indagato queste possibilità. Taccio sulle opinioni che la Lega avrebbe, secondo quanto riportato nel testo citato, sulle caratteristiche della macroregione meridionale.

Oltre ai sospetti di cui sopra vi è però la certezza che la creazione delle macroregioni è un progetto della UE; nell’articolo del quale si riporta in calce il link(4), intitolato: “Le Macroregioni decise dalle UE, ritorna una sorta di litorale austriaco se l'Europa guarda all'Impero caduto” infatti si legge: ”L'Italia verrà smembrata. Il Friuli Venezia Giulia seguirà il suo naturale destino, quello di essere regione multiculturale, un tempo mitteleuropea, ma dovrà decidere dove voler stare. Vi sono due immense zone delle Macroregioni che includono il FVG. Le Macroregioni di cui praticamente tutti ignorano l'esistenza, sono destinate a ribaltare la geografia politica e non solo politica dell'Europa e dell'Italia. Si tratta di progetti nati, così come nacque la CEE, poi Ce, ed ora UE, in primo luogo per coordinare l'intervento economico su determinate aree. Ma lo scopo finale sarà quello di fare in modo che, rafforzandosi in maniera importante e determinante il ruolo delle Regioni, queste possano negoziare, trattare, direttamente con Bruxelles senza coinvolgere i Paesi nazionali di cui fanno parte. Insomma le Regioni scavalcheranno lo Stato, si coordineranno con le Regioni della Macroregione di cui faranno parte per costituire inevitabilmente un nuovo corpus politico ed autonomo che minerà, ovviamente, il senso degli Stati così come oggi e ieri li abbiamo conosciuti”.

Voglio essere chiaro su di un punto: ho l’assoluta certezza e sincera convinzione che chi oggi domanda la creazione di una macroregione meridionale sia in assoluta buona fede, mosso da sinceri ideali e ovviamente lontanissimo e totalmente al di fuori da collusioni di qualsiasi natura che qui non si vogliono in alcun modo, neanche lontanamente sottintendere. Ma il problema è: E' possibile che chi oggi in buona fede vede nella creazione delle macroregioni una possibilità di riscatto del popolo meridionale sia o possa essere vittima inconsapevole di una strategia messa in moto da poteri ben più alti e complessi? E’ possibile che costoro, inconsapevolmente, stiano facendo il gioco di poteri ben più in alto? Il sospetto è quanto meno lecito ove si consideri che tutte le maggiori rivoluzioni della storia, da quella francese a quella bolscevica, alla nascita del nazismo, come la vera storia insegna, sono sempre state progettate e messe in atto da forze rimaste sempre nell’ombra ma ben più potenti e subdole di quanto noi, comuni cittadini, si possa lontanamente immaginare. E, si badi bene, non con imposizioni, violenze o atti intimidatori (semmai sono stati poi i popoli, dopo, a mettere in atto quelle violenze e quegli atti intimidatori), bensì attraverso il “consenso” e il “volere” dei popoli. E quale migliore dimostrazione di democrazia e “volere dei popoli” può essere più “democratico” e “legittimo” di una decisione che scaturisse da un referendum richiesto dal popolo?

Potrei sbagliarmi, ma ho l’impressione che ci potremmo trovare in presenza dell’ennesimo classico esempio di come il vero potere opera: a) Scelta dell’obiettivo da perseguire (obiettivo del vero potere); b) creazione del problema (gravi disagi della popolazione); c) Offerta della soluzione (ovviamente conforme ai desiderata del vero potere). Così, forse al fine di disgregare gli stati, creare un gran numero di macroregioni che inevitabilmente prima o poi avrebbero la necessità di un coordinamento politico ed economico superiore, ed infine pervenire ad una unica realtà statuale europea, si spinge la popolazione a chiedere, a gran voce e con metodi più che “democratici”, quella soluzione che il vero potere ha già pronta e in serbo da tempo. Soluzione che, fra l’altro, vedrebbe un inevitabile indebolimento del Sud laddove si preveda, come l’attuale progetto prevede, la separazione della Sicilia dal suo naturale consesso storico, geografico e culturale che è il Sud.

Ecco perché sono contrario alla creazione di macroregioni al di fuori dei Nostri desideri, delle Nostre aspirazioni, delle Nostre regole. Se e quando saremo capaci di unirci in un unico spontaneo sincero e leale progetto, al di fuori di una moneta a debito impostaci a soli fini speculativi; al di fuori di questa Europa voluta esclusivamente dai poteri finanziari e dalle lobbies industriali, economiche, alimentari, farmaceutiche etc., allora potremo affrontare tutti insieme e senza timori le difficoltà che comunque ci si porranno di fronte per creare quello Stato sovrano che tutti meritiamo e che ci è stato scippato 158 anni fa.

 (1)

https://www.facebook.com/sergio.angrisano.1/videos/10214374752356209/

(segnalazione Fb. di S.A.)

(2)

http://www.iacchite.com/ndrangheta-cosa-nostra…/

(3) https://books.google.it/books?id=B1mEj0GtktIC&pg=PA78&lpg=PA78&dq=massoneria+macroregioni&source=bl&ots=Grtw0EWNkz&sig=L71TQrhGsnXNYbJctT4JpnGzqHM&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwiKgKSnt7zaAhXjdpoKHaScC54Q6AEINzAC#v=onepage&q=massoneria%20macroregioni&f=false

(4)

http://xcolpevolex.blogspot.it/2016/01/le-macroregioni-decise-dalle-ueritorna.html

 

 

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NOTIZIE DAL REGNO – STORIA                                        

 

Dall’Istituto ricerche storiche Due Sicilie riceviamo e volentieri pubblichiamo

– 12 aprile 1815. Murat è sconfitto a Casaglia: così cominciò il valzer che riportò il Borbone a Napoli

di Roberto Della Rocca, da istitutoduesicilie.blogspot.it

NAPOLI – La battaglia di Casaglia, combattuta il 12 aprile 1815, è uno degli scontri della breve guerra che, tra il 1814 e il 1815, infiammò la penisola italiana e che si combatté tra l'esercito napoletano del Re Gioacchino Murat, e le truppe austriache. Napoleone aveva abbandonato, complice una notte senza luna e la distrazione dei sorveglianti britannici, l'isola d'Elba ed era sbarcato a Cannes intenzionato a riprendersi Parigi, la Francia e, forse, a salvare le conquiste territoriali della rivoluzione del 1789.  I più grandi diplomatici d'Europa stavano invece discutendo a Vienna come ridisegnare le mappe del continente dopo la rovinosa caduta dell'Impero Francese tra l'incendio di Mosca e la defezione bavarese a Lipsia. 

Il momento era particolarmente delicato per il futuro assetto geopolitico dell'Italia e per il destino di Napoli. Gioacchino Murat, figlio di un bettoliere, apparteneva alla nuova aristocrazia rivoluzionaria. Generali e uomini di indiscusso valore militare come Lannes, Ney, Soult, MacDonald, a prescindere dalle proprie origini avevano raggiunto i massimi gradi dell'armata napoleonica ed erano stati elevati a 'nobili vittoriosi' (Ney fu duca di Eylau, piccolo borgo tra la Prussia e la Lituania dove fu determinante nella vittoria contro i russi nel 1807). Altri militari vennero elevati a sovrani: uno fu Bernadotte che avrebbe tradito Napoleone dopo essere diventato Re di Svezia (l'attuale casa regnante trae la sua origine dal maresciallo di Francia spedito a Stoccolma nel 1810) e l'altro fu Murat, che di Napoleone divenne cognato dopo aver sposato la preferita tra le sorelle del generale-Imperatore, Carolina.

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http://istitutoduesicilie.blogspot.it/2018/04/12-aprile-1815-murat-e-sconfitto.html

 

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– Giuseppe Massari con la commissione d’inchiesta sul brigantaggio aprì le porte alla Legge Pica

di Giovanni Greco, da altaterradilavoro.com

Giuseppe Massari (Taranto, 11 agosto 1821 – Roma, 13 marzo 1884) è stato un patriota, giornalista e politico italiano. Deputato dal 1860 alla morte, coltivò l’amicizia di Cavour, del quale appoggiava in pieno la politica. Si fece notare per il suo impegno soprattutto in occasione dell’annessione al Piemonte dell’Emilia. Ha scritto numerose biografie sui protagonisti del Risorgimento e un Diario e fu componente della Commissione sul brigantaggio.

“L’agente segreto di Cavour – Giuseppe Massari e il mistero del diario mutilato”

 Giuseppe Massari fu segretario ufficiale di Cavour dal 1858 al 1860, suo consigliere decisivo e confidente per tanti affari segreti. Deputato di Terra di Bari al Parlamento napoletano, fu uomo di coinvolgente oratoria, autore prolifico, giornalista, consigliere presente agli incontri più importanti accanto al presidente del consiglio e, soprattutto, incaricato di missioni segrete per l’Unità.

 Considerò il brigantaggio il primo ostacolo per unificare l’Italia e nella sua relazione alla Camera del 1862 “Commissione d’inchiesta sul brigantaggio RELAZIONE STRALCIO di GIUSEPPE MASSARIsosteneva che gli agenti borbonici e clericali fomentavano il fenomeno del brigantaggio.

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http://www.altaterradilavoro.com/giuseppe-massari-con-la-commissione-dinchiesta-sul-brigantaggio-apri-le-porte-alla-legge-pica/

 

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– 1848: un 170˚ da rivisitare e ricordare

di Vincenzo Gulì, da parlamentoduesicilie.eu

Cade quest’anno il 170˚ della famosa rivoluzione del 1848 che è rimasta anche nel frasario comune come “succede il ’48” quando dei grossi guai accadono.

Una serie di articoli riguarderà questo tema fondamentale della storia duosiciliana che è il vero prodromo del risorgimento del 1860.

Cominciamo con scandire le date di quell’anno fatidico evidenziando gli avvenimenti più rilevanti.

Già a fine 1847 attorno al Faro sediziosi stranieri appiccano focolai a stento rintuzzati dai Regi.

Il nuovo anno si apre con i moti di Sicilia.

Gennaio 12

Scoppia la rivoluzione a Palermo grazie alla regia inglese (Lord Mintho),  ai settari internazionali sbarcati, ai nobili oppressi (loro sì dai Borbone) e ai loro nuovi servi della gleba i famosi picciotti.

Gennaio 29

Il Re Ferdinando si trova in grande imbarazzo con la Sicilia rivoltata e Napoli zeppa di sediziosi. Prima di prendere decisioni fa quello che nessuno storico postumo ha mai riportato: esce dalla reggia e incontra con una esigua scorta i popolani in varie zone della capitale. Ad essi chiede pareri e consigli che sono tutti orientati contro la rivoluzione dei signori e degli stranieri, con l’assicurazione che i Napoletani avrebbero combattuto per lui.

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http://www.parlamentoduesicilie.eu/wordpress/?page_id=8872

 

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– Angri, Regno delle Due Sicilie

di o’ sanfedista, da youtube.com

Conferenza ad Angri (SA) il 17 marzo 2018 del P2S e NBA sul Regno delle Due Sicilie tra falsi luoghi comuni e verità di archivio. Parte I : l'intervento del prof. Vincenzo Gulì

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=51uxDtT6tnM&feature=youtu.be

 

 

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– Come Ferdinando I (il “re lazzarone”…), difendeva i grani siciliani

(da una segnalazione di Pompeo De Chiara)

grano-sicilia-ferdinando-1

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(cliccare sulle immagini per ingrandirlle)

 

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– 4 aprile del 1860: la rivolta della Gancia apre la porta a Garibaldi e ai picciotti della mafia

di Ignazio Coppola, da inuovivespri.it

 

“All’erta tutti ppi lu quattru aprili, sangu ppi sangu,nni l’avemu a fari, sta sette impia l’avemu a finiri, la Sicilia l’avemu a libbirari”.

Queste erano le parole d’ordine che il 4 aprile di 157 anni fa i congiurati del convento della Gancia cantavano a squarciagola agli ordini dei capipopolo Francesco Riso, mastro fontaniere, e Salvatore La Placa, sensale di bovini. Era la fine di febbraio del 1860 quando il comitato liberale i cui autorevoli rappresentanti erano Michele Amari, Filippo Cordova, il marchese di Torrearsa, Mariano Stabile, Matteo Reali, Vito D’ondes Reggio contattarono appunto Francesco Riso e Salvatore la Placa, due capipopolo in grado, grazie al loro ascendente, di raggruppare gente sveglia e pronta a menar le mani.

Poi fu necessario incontrare i baroni e, attraverso loro i vari gabelloti di riferimento, vennero messe a punto le operazioni che portarono, inevitabilmente, ad accordi con la mafia per preparare e favorire lo sbarco di Garibaldi.

Racconta il barone Brancaccio di Carpino, a proposito del reclutamento dei volontari da arruolare:

“Era dura necessità reclutare gente di ogni risma, vi si era costretti da forza maggiore, e non potendo essere arbitri della scelta si doveva accogliere tutti coloro che dicevano di essere pronti alla scelta”.

Continua su:

http://www.inuovivespri.it/2018/04/04/4-aprile-del-1860-la-rivolta-della-gancia-apre-la-porta-a-garibaldi-e-ai-picciotti-della-mafia-2/

 

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PER NON DIMENTICARE…

(immagine tratta da madreluna.altervista.com)

 

– 8 aprile 1888: La strage di Bernalda

L'8 aprile del 1888, a Bernalda, nell'attuale provincia di Matera, ci fu una sommossa popolare contro l'introduzione, da parte dei piemontesi, della tassa di capitazione.

Tale tassa era anche chiamata del "fuocatico" ed era un'imposta applicata su ogni "fuoco" e cioè su ogni abitazione.

Come in molte altre occasioni, il governo piemontese non si fece scrupoli nel mandare l'esercito contro la popolazione e di far aprire il fuoco contro i cittadini. Ci furono 4 morti e decine di feriti. Di seguito riportiamo integralmente l'articolo originale, di quel nefasto giorno del 8 aprile del 1888, del quotidiano "Le Matin" con la traduzione dal francese all'italiano.

(Foto diffusa da Cosimo Russo)

TRADUZIONE:

Un grave conflitto è esploso oggi a Bernalda, Circondario di Potenza, tra la forza pubblica e la popolazione a causa della tassa di capitazione.

I cittadini hanno urlato: abbasso il sindaco, abbasso le tasse.

I gendarmi sono stati costretti a fare fuoco. 4 cittadini sono stati uccisi, molti altri feriti

Sono stati feriti anche alcuni gendarmi. Le autorità hanno inviato a Bernalda rinforzi di truppa.

L ' ordine è stato ristabilito, ma il fermento persiste.

Le Matin, 10 aprile 1888

Fonte:

http://gruppobriganti.blogspot.it/2013/08/8-aprile-1888-la-strage-di-bernalda.html

 

 

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– Il 24 aprile 1861 a Monticchio (Pz) …

Il 24 (aprile n.d.r.), incalzato da circa quattro migliaia tra fanti e cavalleria piemontese, Crocco, nel bosco di Monticchio, fraziona i suoi uomini in vari nuclei, comandati da Ninco Nanco, Mastronardi e Romaniello.

In tal modo sfugge all’accerchiamento. Poi si dirige verso Lagopesole, qui, il 25, è attaccato da un forte raggruppamento di guardie nazionali a cavallo comandate da Davide Mennuni.

Nei combattimenti sono catturati 71 insorti. Di essi 15 sono immediatamente fucilati, gli altri, portati nei paesi d’origine, sono fucilati nella piazza del paese e lasciati insepolti per ammonimento.

Il 25, nel bosco di Lagopesole, il 2° battaglione bersaglieri, una compagnia del 62° fanteria e reparti di guardie nazionali compiono un rastrellamento: del gruppo di Ninco-Nanco 15 insorti sono uccisi e 23 catturati. Frattanto anche sui versanti del Gargano sono fatti altri numerosi rastrellamenti.

Fonte:

http://napoilitania.myblog.it/archive/2013/04/25/ve-lo-do-io-il-25-aprile.html

 

 

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SCHEGGE DI STORIA                                                        

 

SCHEGGE DI STORIA 4/2018

 

          Ci vollero cinque anni, uno stato d’assedio, ventiquattro mesi di leggi speciali, oltre 100.000 soldati per avere la meglio sui ribelli nel Sud. Ma quella guerra contadina continuò a far vittime. Qualche anno dopo, infatti, cominciò la grande emigrazione meridionale, su cui Francesco Saverio Nitti avrebbe voluto raccogliere una mappa ragionata. Scrisse proprio Notto: “Noi mandiamo ogni anno fuori dall’Europa, dal solo Mezzogiorno continentale, un vero esercito di quasi 50.000 persone e i contadini della Basilicata, delle Calabrie, del Cilento, che non chiedono nulla allo Stato, nemmeno bonifiche derisorie, nemmeno consorzi mentitori, nemmeno tariffe di protezione, danno il contingente più largo”. Da briganti a emigranti.

          Chi rimase continuò a vivere nella miseria e in condizioni difficili. Lo confermò, vent’anni dopo la rivolta del brigantaggio, il lavoro della Commissione agraria che pubblicò le sue conclusioni nel 1882. La situazione dei “lavoratori della terra” veniva tratteggiata così: “Pane bruno e duro, condito dal sudore della fronte e con la scarsa quantità. E’ questo il cibo ordinario degli agricoltori; una magra minestra allieta il loro desinare nei giorni festivi (…). La tassa sul macinato ebbe effetti funesti”. Ventun anni di Italia unita non avevano dunque cambiato la situazione, nessun intervento era stato deciso per migliorare le condizioni dei contadini.  Continuava l’emorragia verso Paesi lontani documentata dalla Commissione parlamentare, che aggiungeva: “L’emigrazione cresce di giorno in giorno da impensierire. La miseria presente e la lusinga di arricchire altrove con mezzi quali che fossero, ne sono la cagione principale. Tende a divenire definitiva, perché non pochi emigrati chiamano le rispettive famiglie in quelle remote regioni”.

Gigi Di Fiore, Briganti, pag. 33, 34 – Utet Edizioni.

 

 

          Prime a sorgere furono le industrie tessili, con capitale a maggioranza straniera in un primo momento, quindi le iniziative locali. Seguirono le industrie chimiche per la produzione di materiali necessari alla realizzazione di tessuti ed infine vennero le industrie meccaniche e metallurgiche, per fornire macchinari e ricambi all’industria tessile ed alle altre industrie sorgenti. Intorno agli anni ’40 il regno aveva raggiunto tutte le condizioni necessarie e sufficienti per far sorgere una forte industria metal meccanica, elemento che avrebbe annoverato il regno delle Due Sicilie fra le potenze europee in espansione.

          Per attuare la sua politica, Ferdinando II fece sorgere varie società con compiti commerciali ed industriali. Sino a quell’epoca il regno aveva avuto esclusivamente società di assicurazioni con un capitale complessivo che non superava i 552.000 ducati. Ora, le nuove società disponevano da sole di un capitale pari a quello complessivo di tutte le vecchie compagnie di assicurazioni, formato da azioni di piccolo taglio: 50, 40, 30, 20 ducati l’una. Ciò permetteva il coinvolgimento societario a livelli sempre più estesi di azionariato che raggiungeva i ceti medi, abituandoli alla mentalità del rischio d’impresa. Nel biennio 1833 – 1834 queste società disponevano di un capitale di 5.000.000 di ducati e seppero dar vita a rami dell’industria sino ad allora sconosciuti. Sorsero la Società enologica, la Società industriale partenopea, la Compagnia Sebezia promotrice delle industrie nazionali, la Società per la ferrovia Napoli – Salerno (1837), la Società per l’illuminazione a gas (1841), la Società per la navigazione a vapore (1846).

                    Accanto a queste società, sorte per fini di lucro, si svilupparono società governative, chiamate Società Economiche, allo scopo di promuovere con ogni mezzo la rinascita materiale del regno. In ogni comune vennero istituite delle Commissioni, formate dal sindaco e da due notabili, aventi, per il territorio del comune , scopo identico a quello delle società economiche e, nel 1851, venne istituita la “Commissione di Statistica generale pe’ reali domini continentali” la cui attività consisteva nel condurre, con analisi, consigli e direttive, la politica economica del paese, aiutata in questo compito dalle Giunte statistiche costituite in ogni provincia e circondario.

          Altra importante società governativa fi l’Istituto di Incoraggiamento che, in un primo momento ebbe solo l’incarico di investigare per approfondire la conoscenza del suolo, delle naturali ricchezze e dell’economia del reame, al fine di di giovare al progresso delle industrie, delle arti e delle scienze sperimentali. Successivamente l’Istituto venne diviso in due classi: quella per “l’economia rurale” e quella per “l’economia civile”. I premi concessi dall’istituto rappresentavano una valida raccomandazione del prodotto pubblico.

          In alcuni casi il governo mise a disposizione della nascente industria mano d’opera a buon mercato, attingendo ad elementi che manteneva in ospizi di beneficenza. Di fronte a simili incoraggiamenti, capitali e capitalisti, nazionali ed esteri, specie tedeschi, accorsero nel regno conducendo un personale tecnico e dirigente, di prim’ordine. Nel regno si vide un fiorire dell’industria che molti non credevano possibile.

Francesco Maurizio di Giovine, La dinastia Borbonica, Ripostes edizioni, pag. 123, 124.

 

 

“Questa mossa”, (cioè la nomina di Bentinck, da parte inglese, a ministro della corona britannica a Palermo, n.d.r.), “manifestava chiaramente l’intenzione di trasformare la Sicilia in un protettorato inglese. Infatti, senza por tempo in mezzo, Lord Bentinck impose al governo borbonico la liberazione dei baroni deportati. Ferdinando e Maria Carolina si opposero con energia alle pretese del Ministro inglese. Ma Bentinck, dopo essersi recato a Londra a conferire col suo governo, ritornò a Palermo con istruzioni anche più draconiane. Fu imposto a Ferdinando di ritirarsi dagli affari e di cedere il potere al figlio Francesco col titolo di Vicario; Maria Carolina fu confinata in campagna e Ferdinando stesso allontanato dalla capitale; Bentinck, messa una guarnigione inglese a Palermo, si fece attribuire il comando supremo di tutte le forze borboniche; costituitosi un ministero di siciliani, questo tenne i suoi consigli alla presenza di Bentinck; radunato il parlamento, fu promulgata una costituzione di tipo inglese.

          Le intenzioni dell’Inghilterra erano così man9feste, che gli ecclesiastici di palermo imposero una redazione caratteristica dell’articolo primo della costituzione: “La religione dovrà essere unicamente Cattolica, Apostolica, Romana ad esclusione di qualunque altra: il Re sarà obbligato a professare la medesima religione; e quante volte ne professerà un’altra sarà ipso facto decaduto dal trono”. Si voleva così stabilire una impossibilità costituzionale per il re d’Inghilterra di impadronirsi della corona di Sicilia.

          L’appetito britannico divenne rapidamente smisurato. … Il primo stato europeo al quale l’Inghilterra impose il compromesso costituzionale fu, dunque, la Sicilia. Bentinck preparava una pecie di fantoccio coronato nella persona del Duca di Calabria, Francesco, Vicario del regno. Nel medesimo tempo, approssimandosi la conclusione della tragedia napoleonica, il proconsole inglese carezzava un suo pholosophic dream (sogno filosofico), un suo castle in Spain (castello in Spagna). Nelle lettere a Castlereagh, ministro degli esteri di Sua maestà Britannica, Bentinck parlava non solo di una Sicilia costituzionale sotto protettorato inglese, ma addirittura di un movimento di unificazione italiana mosso dalla Sicilia, con estensione della carta costituzionale a tutta la Penisola!

          Il governo di Londra mirava, invece, ad obiettivi più realistici. Dopo la campagna di Russia la diplomazia austriaca era riuscita a distaccare Murat dal blocco napoleonico. Il governo di Vienna mirava a creare un diversivo nell’Italia Meridionale che avesse impedito ad Eugenio di Beauharnais, Vicerè d’Italia, di accorrere in aiuto del pericolante Napoleone. L’Austria si risolveva quindi, a consentire che Murat agitasse i suoi improvvisi ideali di unità italiana, ma a riconoscerlo come vero e legittimo Re di Napoli. Era un colpo quasi mortale che l’Imperatore d’Austria inferiva al suocero Ferdinando IV. Tuttavia, bene si calcolava a Vienna che gli sforzi diversivi di Bentinck sul Duca di Calabria non avrebbero mai potuto avere la estensione e la efficacia del passaggio al nemico di Murat.

          La pace tra l’Austria e il Murat ebbe l’immediato consenso di Londra. Castlereagh dtte ordine a Bentinck di concludere un trattato col re di Napoli e di persuadere Ferdinando IV a riconoscere il fatto in cambio di un compenso territoriale. In realtà, la cabala di Metternich andava incontro ai più vivi desideri dell’Inghilterra. Il Borbone, ridotto alla sola Sicilia, non sarebbe più uscito dalle mani inglesi. La pace fra l’Austria e Muratsi significava praticamente la cessione dell’isola agli inglesi. Tuttavia Bentinck non si mostrò entusiasta delle istruzioni di Castlereagh. In luogo di un trattato di pace, concluse con Murat un armistizio, e copertamente suggerì a Ferdinando di protestare e di proclamare altamente i suoi diritti. Il proconsole inglese non aveva perduto la speranza di costituzionalizzare anche il regno di Napoli e di attirare tutta la penisola italiana nella sfera dell’influenza britannica.

Asvero Gravelli, L’Inghilterra e la Sicilia, da un libretto edito negli anni ’30 del secolo scorso dallo Stabilimento Tipografico “Europa” di Roma e riprodotto a cura dell’Istituto di Studi Storici Economici e Sociali, Napoli; pag. 19, 20, 21.

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Per prendere visione delle altre “Schegge di Storia”, si veda la sezione omonima del menù verticale, in alto, alla sinistra del video.

 

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EVENTI

 

– Palermo, 20, 21 e 22 aprile 2018

“E fecero l’Italia…”

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“E fecero l’Italia…”, per la regia di Bibi Bianca, tratta della nascita del regno d'Italia che i libri di storia non riportano.

Ovviamente in forma satirica con dei monologhi che esprimono il dolore è il sacrificio degli uomini del Sud che hanno invano contrastato i piemontesi.
Il 20 e il 21 aprile a Palermo, al Teatro Petrarca Orion, in via Peralta, 1.

 

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– Gravina di Puglia, 25 aprile 2018

Gran Riconoscimento

I Gigli delle Due Sicilie

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– 1 maggio 2018, Pietrarsa (Na)

I° Maggio Duosiciliano

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– Palermo, 12 – 13 maggio 2018

Incontro sul tema:

“IL SUD TRA EMERGENZE E GLOBALIZZAZIONE”

organizzato dal Prof. Tommaso Romano.

Incontro con il quale I fratelli Napolitani del Movimento "Sud e civiltà" invitano alla comune battaglia per il riscatto del Sud

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Il luogo e l’ora dell’incontro saranno comunicati appena possibile

 

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NOTIZIE DAL REGNO – ATTUALITA’                                   

 

– Tribunale di Palermo: Trattativa Stato – mafia: c'è Stato!

di Pandora TV, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?time_continue=175&v=Neve3812ipM

 

 

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In relazione all’articolo che segue ed al video di Rai1, si invita a prendere visione dell’editoriale in apertura “Una macroregione per il Sud. Parliamone.”

 

– Macro regione meridionale e Referendum: istruzioni per l’uso

di Gino Giammarino, da ilbrigantesite.wordpress.com

Con le firme apposte sul documento di costituzione del Comitato Promotore parte ufficialmente la possibilità, per tutti i meridionali di buona volontà, di lavorare alla realizzazione di una Macro regione meridionale.
La conferenza stampa di presentazione, tenutasi al Caffè Gambrinus di Napoli martedì 10 aprile 2018, ha registrato una massiccia partecipazione delle testate locali e nazionali, ma anche del mondo meridionalista e non solo.

Fonte:

https://ilbrigantesite.wordpress.com/2018/04/11/macro-regione-meridionale-referendum-istruzioni-per-luso/

 

– Una macroregione per il Sud

di RAI 1, da una segnalazione Fb. di S.A.

VIDEO

https://www.facebook.com/sergio.angrisano.1/videos/10214374752356209/

 

 

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– Cosimo Gioia: “C’è una lobby che spinge le banche a vendere i terreni degli agricoltori a prezzi stracciati”

da inuovivespri.it

“C’è una lobby che spinge le banche a mettere all’asta i terreni ipotecati degli agricoltori per venderli a prezzi stracciati”.

E’ un’accusa pesante come un macigno, quella lanciata da Cosimo Gioia, agricoltore, produttore di grano duro. Commentando su facebook un nostro articolo pubblicato lo scorso 8 aprile (dove si parla del giovane agricoltore di Vittoria, Giovanni Viola, 31 anni, che si è tolto la vita perché non riusciva più a fronteggiare le difficoltà economiche dell’azienda agricola di famiglia), Cosimo Gioia ha fatto il punto della situazione arrivando a una conclusione inquietante.

Continua su:

http://www.inuovivespri.it/2018/04/12/cosimo-gioia-ce-una-lobby-che-spinge-le-banche-a-vendere-i-terreni-degli-agricoltori-a-prezzi-stracciati/

 

 

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Da una segnalazione de inuovivespri.it, riceviamo e, con rabbia e costernazione, pubblichiamo:

– La crisi della Sicilia: un agricoltore di Vittoria si toglie la vita

di Giulio Ambrosetti, da inuovivespri.it

Alla famiglia di Giovanni Viola, le nostre più sincere e sentite condoglianze

Il giovane agricoltore di Vittoria non è morto per colpa di un destino cinico e baro, ma per precise responsabilità politiche. A cominciare da un’Unione Europea dell’euro che, imponendo l’arrivo di prodotti agricoli da mezzo mondo a prezzi stracciati (soprattutto da Cina, Africa e, adesso, anche dal Canada), sta massacrando gli agricoltori italiani e, segnatamente, gli agricoltori siciliani

Attanagliato dai debiti ha deciso di farla finita. Si è conclusa in modo tragico la vita di un giovane agricoltore di Vittoria che non se l’è sentita più di andare avanti. Storia emblematica in una città siciliana che un tempo era la capitale della serricoltura e che, oggi, versa in una pesantissima crisi.

Scrive sulla propria pagina facebook Francesco Aiello, più volte sindaco di Vittoria, già parlamentare regionale, già assessore regionale all’Agricoltura, uomo politico di lungo corso della sinistra dell’Isola che conosce molte bene la storia e le vicissitudini della sua città:

“Si è impiccato all’interno della sua azienda agricola Giovanni Viola, classe 1987, sposato, padre di una bambina di pochi mesi, attanagliato da debiti da crisi agricola, presumibilmente dopo pranzo nelle campagne agricole di Scoglitti. Alle 17 i familiari, non vedendolo rientrare, sono andati a cercarlo e lo hanno trovato impiccato. Nessun aiuto ha potuto dare l’ambulanza medicalizzata del 118 di Scoglitti. Giovanni Viola è la più giovane vittima della crisi agricola di questi mesi. Il dolore dei vittoriesi è grande”.

Continua su:

http://www.inuovivespri.it/2018/04/08/la-crisi-della-sicilia-un-agricoltore-di-vittoria-si-toglie-la-vita/#_

 

 

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– Gli accordi commerciali Ue: uno schiaffo al Mezzogiorno

di Michele Eugenio Di Carlo, da letteremeridiane.blogspot.it

Non c’è alcun dubbio: gli accordi internazionali siglati dall’Unione Europea e accettati dall’Italia pesano come macigni sull’economia e sull’agricoltura del Sud.

Nell’accordo di libero scambio e protezione di prodotti dell’UE con la Cina, ben 26 prodotti DOP (denominazione di origine protetta) e IGP (indicazione geografica protetta) su 100 sono italiani: un ottimo risultato; peccato che solo la mozzarella di bufala campana sia stata inserita per le regioni meridionali.

Uno scandalo che si configura come un vero e proprio disastro per l’agricoltura del Sud.

Dov’era il ministro delle politiche agricole Maurizio Martina, ora reggente del PD?

E così, a titolo di esempio, mentre il sicilianissimo e pregiato pomodoro di Pachino non ha nessuna tutela, sulle nostre tavole domina il pomodoro cinese.

Non era bastato il CETA, l’accordo di libero scambio tra l’Unione Europea e il Canada, approvato dal parlamento nazionale?

Un accordo che ancora una volta mette a dura prova i nostri prodotti tipici di qualità a filiera corta e a 0 km, favorendo, come al solito, la grande industria, la grande distribuzione e la speculazione finanziaria.

Continua su:

https://letteremeridiane.blogspot.it/2018/03/gli-accordi-commerciali-ue-uno-schiaffo.html

 

 

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– Ultima grande banca del Sud, addio!

di Michele Ladisa, da ondadelsud.it

Fu ben studiata a tavolino l’ultima rapina a mano armata della banda del Giglio Magico di renziana memoria. Veramente un bel colpo che ha visto comprimari i manutengoli al servizio dello stato italiano, faccendieri senza scrupoli, politici traditori del sud, mezzecalzette e sprovveduti.

Quel  Decreto Legge  nr 3 2015 imposto da Renzi per la trasformazione delle Banche Popolari in spa ha svolto ormai  e con successo tutte le fasi per la sua attuazione.

La Banca Popolare di Bari, ultima grande Banca del sud con una governance tutta di casa nostra, che alla vigilia del famigerato D.L. rientrò prepotentemente fra le prime 10 Popolari italiane grazie ai propri capitali, sta per essere azzannata dalle fauci fameliche finanziarie tosco padane, d’europa o, perché no,  di Kim jong- un.

http://www.ondadelsud.it/?p=13801

 

 

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ARCHITETTURE DEL REGNO                                               

 

– La Biblioteca Regionale della Regione Siciliana

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La Biblioteca centrale della Regione Siciliana è la più recente denominazione di un Istituto sorto il 15 novembre 1782. Infatti, nel complesso monumentale costituito dal Collegio Massimo dei Gesuiti e dall’attigua chiesa barocca di S. Maria della Grotta, veniva inaugurata la Reale Biblioteca, per ordine di Ferdinando I. Il merito della sua costituzione va al principe di Torremuzza, Gabriele Lancillotto Castelli, che chiamò il celebre architetto Venanzio Marvuglia per adattare la grande sala sul lato sud dell’edificio, odierna Sala di lettura generale.

A dirigere la nuova Biblioteca reale fu chiamato il teatino p. Giuseppe Sterzinger, mentre il primo fondo librario fu costituito coi resti della Biblioteca della Compagnia di Gesù, che ne era stata espulsa il 20 novembre 1767.

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Unificata l’Italia, essa prese il nome di Biblioteca nazionale e si arricchì progressivamente, oltre che del patrimonio librario delle disciolte corporazioni religiose e di alcune raccolte bibliografiche di cittadini illustri, anche degli esemplari depositati per legge.

Durante la II Guerra mondiale la Biblioteca fu pesantemente bombardata, e temporaneamente trasferita al palazzo Mazzarino in via Maqueda.

Conclusi i lavori di restauro del Collegio Massimo, nel 1948 la Biblioteca ritornò nella sua sede originaria, ed in quella occasione fu scoperta una lapide commemorativa. I lavori di adattamento continuarono anche dopo quella data, con la costruzione di una “Torre libraria”, alta ben 26 metri, nell’antica chiesa sconsacrata di S. Maria della Grotta, la costruzione della Sala di consultazione recentemente restituita a Sala di lettura, il rifacimento della Sala di lettura generale ideata dal Marvuglia, bombardata durante la guerra, ricostruita, ma privata della bellissima scaffalatura lignea che la adornava, distrutta dai bombardamenti. Fu anche costruito un nuovo scalone centrale, utilizzato oggi per accedere alle sale dall'ingresso della Biblioteca.

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Nel 1977, a seguito del trasferimento delle competenze in materia di beni culturali dallo Stato alla Regione siciliana, con la legge regionale 80/77, la Biblioteca ha assunto la denominazione di Biblioteca centrale della Regione siciliana, configurandosi come il massimo Istituto bibliotecario siciliano, cui sono assegnati compiti di rilevanza regionale.

Vi sono custoditi manoscritti, opere a stampa del XV e XVI secolo. La raccolta di periodici dell'emeroteca è una delle più importanti del meridione. È polo S.B.N. (servizio bibliotecario nazionale) per la Sicilia.

Fonti:

http://www.palermoweb.com/cittadelsole/monumenti/biblioteca_regionale.htm

https://it.wikipedia.org/wiki/Biblioteca_centrale_della_Regione_Siciliana

http://www.palermoweb.com/cittadelsole/monumenti/biblioteca_regionale.htm

Per prendere visione delle altre “Architetture del Regno”, si veda la sezione “Architetture del Regno”, in alto, sulla sinistra del video.

 

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LUOGHI DEL REGNO                                                         

 

– Basilicata: Pisticci

di eliodarmento, da youtube.com

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VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=lUHHLCHcSCo

 

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VISITA IL NOSTRO CANALE YOUTUBE:

https://www.youtube.com/results?search_query=regnodelledue+sicilieeu

Per prendere visione degli altri “Luoghi del Regno”, si veda la sezione “Architetture del Regno”, in alto, sulla sinistra del video, pag 2.

 

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CULTURE DEL REGNO                                                         

 

– Pietro Cirillo e Mimmo Cavallaro- Ritmo Popolare (Official Video)

(Officine Popolari Lucane)

di Pietro Cirillo Channel, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=ocG8UWVh9Ak

Per prendere visione delle altre “Culture del Regno”, si veda la sezione “Architetture del Regno”, in alto, sulla sinistra del video, pag 3.

 

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TESTI CONSIGLIATI                                                            

 

– …e nel mese di maggio 1860 la Siclia diventò "Colonia"

di Pippo (Giuseppe) Scianò

Pitti Edizioni, pag. 415

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Così si esprime Pippo (Giuseppe) Scianò a pagina 376 della sua ciclopica opera presentata oggi (7.4.’18) a Palermo intitolata “…e nel mese di maggio 1860 la Sicilia diventò <<Colonia>> – ciclopica non tanto per il numero delle pagine, che comunque sono ben 415, quanto per contenuti densi di documenti, testimonianze e circostanze, spesso inedite, e relativi “solamente” al periodo maggio/ottobre 1860 – riferendosi alle opere di Gustavo Rinaldi, storico e studioso, ed in particolare a quella intitolata “Il Regno delle Due Sicilie. Tutta la verità”:

          “A questo punto del nostro lavoro, sentiamo quindi il dovere di esprimere la nostra sincera gratitudine per l’opera meritoria che – non senza sacrifici – sta portando avanti  con successo e che contribuisce  in modo determinante a riaffermare il diritto dei Popoli dell’ex Regno delle Due Sicilie alla rispettiva memoria storica, all’identità nazionale, che dal 1860 sono state calpestate, prima dall’occupazione militare di stampo imperialista voluta dalla gran Bretagna e successivamente dai partiti unitari dominanti e dagli ascari locali e dai regimi e dalle istituzioni da questi dipendenti.

          Tutto e tutti al servizio dell’imperialismo interno delle regioni del nord e del loro Stato. E il diritto alla propria memoria storica – tanto per parlare di uno solo dei diritti negati – è, per ogni Popolo, la condizione essenziale per acquisire la consapevolezza di sé.

          Anche per uscire da quella alienazione culturale in forza della quale i popoli oppressi si identificano con i loro oppressori. E tanto più avviene questa identificazione quanto più gli oppressori sono stati spietati, assassini, feroci e canaglie.

          Come è accaduto, appunto dal 1860 in poi in Sicilia, in Calabria, in Basilicata, in Puglia, in Abruzzo, nel Molise, in Campania ed, in una parola, in tutto quanto il territorio del soppresso Regno delle Due Sicilie.

Qui il VIDEO della presentazione

https://www.youtube.com/watch?v=Mq-kCl_xgMs&feature=youtu.be

 

 

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– Quaderni Borbonici – 1

di Alessandro Fumia e Franz Riccobono

EDAS sas Edizioni

Dedicato a Carlo III di Borbone ed ai suoi interventi su Messina

 

 

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LA REPRESSIONE POSTUMA

Pelermo 1866: una rivolta breve

e il suo epilogo giudiziario

di Rino Messina, Istituto Poligrafico Europeo

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– Briganti

Controstoria della guerra contadina nel Sud dei Gattopardi

di Gigi Di Fiore

Edizioni UTET

 

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– Tracce per una storia delle arti duosiciliane
Lineamenti di contro-storiografia dell'arte italiana

di Gennaro Avano

L’ impegnativo studio di Gennaro Avano ha l’obiettivo di individuare le “tracce” della storia delle Arti Duosiciliane. Nel cercare queste “tracce” l’autore riesce a legare tra di loro i vari filoni culturali, lungo un percorso storico che va dal 1200 ai nostri giorni, sostanziando in tal modo una visione organica di tutto ciò che ha contraddistinto il Meridione. Il risultato è duplice : da un lato c’è la riscoperta dell’ immensa storia delle Arti Duosiciliane e dall’altro c’è la prospettiva di un vasto orizzontale culturale in cui potersi confrontare.

Giuseppe Vozza Editore, E 13,00

 

 

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– Storia delle Due Sicilie

2 tomi – Grimaldi & C. Edizioni

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– I protocolli dei savi anziani di Sion (pdf)

http://antimassoneria.altervista.org/wp-content/uploads/2016/02/I-Protocolli-dei-Savi-Anziani-di-Sion.pdf

 

 

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– Rinascita di una Nazione

di Giovanni Maduli

Presentazione di Vincenzo Gulì

Introduzione di Ignazio Coppola

Pitti Edizioni

 

 

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NOVITA' EDITORIALI                                                          

 

– Verità e menzogne sul brigantaggio

La sconosciuta replica della Corte Borbonica alla relazione Massari (1863)

di Gaetano Marabello

libro-fileminimizerPagine 246, E 20,00

 

 

 

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– Pagine di storia militare del Reno delle Due Sicilie

di Francesco Maurizio Di Giovine

Controcorrente Edizioni

 

 

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– L’Industria del Regno di Napoli, 1859 – 1860

di Angelo Mangone

(riedizione)

Grimaldi & C Editori, con il contributo della Fondazione “Il Giglio”

(Lettera Napoletana) Alla vigilia dell’unificazione il Regno delle Due Sicilie contava, solo nella parte continentale, esclusa la Sicilia, su quasi 5mila industrie. Il settore industriale occupava 195mila addetti (considerando solo le imprese con almeno 5 dipendenti ed escluse le imprese artigiane), circa il 6% della popolazione attiva.

La quota di addetti all’industria sul totale della popolazione (poco più di 7 milioni nella parte continentale del Regno) era vicina a quella del Piemonte (7,5-8%) e del Lombardo-Veneto, appartenente all’Impero Austro-Ungarico, e percentuali di quest’ordine di grandezza facevano registrare molti Paesi in via di sviluppo industriale dell’epoca.

Nel 1860 l’industria delle regioni continentali del Regno delle Due Sicilie impiegava il 27% del totale degli addetti di tutti gli Stati italiani.

Questa fotografia dello sviluppo industriale delle Due Sicilie è contenuta nel saggio di Angelo Mangone, “L’industria del Regno di Napoli 1859-1860”, uno studio fondamentale per la ricostruzione della storia meridionale, uscito nel 1976 ma esaurito da anni, che viene ora ripubblicato, con un’introduzione di Gennaro De Crescenzo, da Grimaldi Editori & C. con il contributo della Fondazione Il Giglio.

Continua su:

http://www.editorialeilgiglio.it/sud-cosi-erano-le-industrie-del-regno-un-libro-verita/

 

 

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NOTIZIE DAL MONDO – ECONOMIA, POLITICA              

 

DA NON PERDERE…

– Il mondo nuovo? Pnt 5 – Le società della menzogna

L'intervento di Paolo Maddalena, già Presidente emerito della Corte Costituzionale, al congresso "Nuove frontiere della biologia" svoltosi a Roma il 2 marzo scorso.

di PandoraTv, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?time_continue=239&v=Gb9wEXPLz5M

 

 

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– PERCHÉ IL CETA DOVREBBE FARTI PAURA – Monica Di Sisto

di Byoblu.com, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?time_continue=18&v=DZgUIyYsf_0

 

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– L’Unione Europea non può essere democratizzata

di Bill Mitchel e Thomas Fazi, Francesco Mazzuoli, da eurocrazia.info

 

L’Unione Europea non può essere riformata, perché è un progetto teso alla distruzione degli Stati nazionali e all’annichilimento della democrazia.

Invito alla lettura e alla diffusione dell’articolo seguente, che dovrebbe togliere a chiunque gli ultimi dubbi sulle forze politiche e sui singoli individui che non propongano un’uscita – senza se e senza ma – dall’Unione Europea.

Mentre la crisi interna dell’Unione Europea peggiora, e molti cittadini si ribellano contro quello che è diventato un progetto neoliberista, i politici europei si affrettano a spogliare i governi nazionali di ogni potere per impedire ulteriori interventi democratici. Il centro-sinistra crede ancora che la UE sia una istituzione votata al bene dell’Europa. Omettono la domanda più importante: di quale Europa stiamo parlando?

Continua su:

http://www.eurocrazia.info/lunione-europea-non-puo-essere-democratizzata/

 

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– Siria, la guerra sporca dell'Occidente (e non solo)…

di Informazione Alternativa, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=5cX2xOB7sM0

 

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– Se un generale italiano accusa i ribelli siriani per i gas..

da secolo-trentino.com

Leonardo Tricarico, generale già capo di stato maggiore dell’aeronautica militare, imbarazza i media di servizio. Anzi, li imbarazzerebbe se gli dedicassero un po’ di spazio. Invece, dopo una infelice comparsata in una trasmissione de La 7, Tricarico è tornato nell’ombra. Ma perché infelice comparsata? Perché il generale ha detto ciò che tutti sanno benissimo a proposito della Siria ma che i media di servizio evitano accuratamente di raccontare. E cioè che Assad non ha mai, ma proprio mai utilizzato i gas o fatto ricorso ad armi chimiche di qualsiasi natura. Il generale ha infatti chiarito che ogni volta si è trattato di fake news create appositamente dai ribelli quando erano sul punto di essere sconfitti.

Continua su:

https://secolo-trentino.com/pensieri-in-liberta/se-un-generale-italiano-accusa-i-ribelli-siriani-per-i-gas/

 

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– La Russia improvvisamente mette le truppe in allerta per il combattimento completo

da controinformazione.info

Il comando militare russo mette improvvisamente le truppe in piena allerta, si osservano in quasi in tutto il paese movimenti dei veicoli da combattimento e dei sistemi missilistici.

Un’attività insolita delle truppe russe è più notevole nella parte occidentale della Russia, vicino ai confini con l’Ucraina e la Repubblica di Bielorussia, così come nella regione Transbaikal e in Estremo Oriente. L’8 aprile e il 9-04, sono stati osservati movimenti attivi di un gran numero di veicoli e carri armati militari ed anche lo spostamento dei sistemi missilistici Iskander con il supporto della difesa aerea.

Alcune fonti hanno riferito che le forze russe hanno implementato i sistemi di comando e controllo sulle principali basi navali militari e sui campi di aviazione militare.

I funzionari della difesa russi hanno rifiutato di commentare qualsiasi trasferimento di truppe.

Continua su:

https://www.controinformazione.info/la-russia-improvvisamente-mette-le-truppe-in-allerta-per-il-combattimento-completo/

 

 

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– Nino Galloni: Come fare una moneta nazionale, sovrana, non a debito

di Byoblu, da youtube.com

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https://www.youtube.com/watch?v=P96F3ojhrVA

 

 

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CULTURA – COSTUME – SOCIETA'                                  

Questo è il mondo verso il quale ci stiamo avviando…

– Alfie, Corte Suprema UK: eutanasia di Stato ed esproprio della responsabilità dei genitori

di centrostudilivatino.it

La decisione della Corte Suprema del Regno Unito (in calce) che oggi respinge il ricorso dei genitori di Alfie Evans contiene dei passaggi sconcertanti:

 1) nega la possibilità di sopravvivere a un essere umano che, come Alfie, ha necessità di sostegno tecnico per alimentarsi, per bere e per respirare, e non ha possibilità di migliorare (§ 2). Attenzione: nel caso concreto non si è di fronte a quello che impropriamente viene definito “accanimento terapeutico”, e che meglio potrebbe dirsi “trattamento sanitario sproporzionato”. Si è di fronte a un caso di mantenimento vitale;

 2) nega la capacità di decidere ai genitori. Pur riconoscendo che in passato essa esisteva (al § 6), per la Corte ciò appartiene a un mondo superato, nel quale il padre di famiglia aveva la custodia del figlio. Oggi – spiega la Corte – i genitori devono pensare solo al “benessere” (sic) dei figli! Nega quindi il diritto/dovere dei genitori di tentare il possibile per salvarlo. Il “welfare” compete ai genitori, la vita del figlio no!

 3) il “miglior interesse del minore”, unico criterio da prendere in considerazione per la Corte, è che qui il bambino muoia, con lo Stato arbitro di stabilirlo al posto dei genitori, parificati in esplicito (§ 12) per questa loro scelta vita a soggetti che abbandonano i loro figli;

 4) la decisione della Corte non è modificabile da nessuno, neanche dalla Cedu.

 Non è la prima volta che in Nazioni dove i diritti sono stati riconosciuti prima che altrove lo Stato si arroga il potere di morte su un bambino solo perché ammalato, e contro il volere dei suoi genitori. Accade così in Belgio e in Olanda. In questo il Regno Unito è tutt’altro che fuori dall’Europa, nonostante per un diritto così importante non voglia attendere l’eventuale decisione della Cedu. 

E’ quanto sostiene il Centro Studi Rosario Livatino, formato da magistrati, docenti universitari e avvocati.

Il Centro studi Livatino

Fonte:

http://www.centrostudilivatino.it/alfie-corte-suprema-uk-eutanasia-di-stato-ed-esproprio-della-responsabilita-dei-genitori/

 

 

 

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– La profezia di Edmund Husserl e il destino dell’Europa

di Alessandro Benigni, da ontologismi.wordpress.com

Si può dire che uno dei fondamentali orizzonti di ricerca della Fenomenologia, così com’è stata pensata da Edmund Husserl, abbia come scopo la chiarificazione concettuale del nesso tra la ragione storica (a partire dall’immagine scientifica del mondo che ne deriva) e la responsabilità (altrettanto storica) della Filosofia nell’individuare e nel perseguire il senso finale dell’umanità. Questo riguarda – per ricalcare una bellissima espressione di Marsilio Ficino – sia il microcosmo che il macrocosmo. Ovvero, detto in altri termini, comprende sia la finalità e gli scopi della propria esistenza individuale – ristretta dunque ad un limitato spazio sociale – sia una complessiva teleologia del nostro stare insieme, fino ad arrivare, alzando ancora un po’ di più lo sguardo, ad una prospettiva nazionale e sovra-nazionale: qual è, per esempio, la teleologia della storia europea? Qual è il fine del “fare Europa” insieme? E soprattutto – per tornare all’impostazione husserliana – la Filosofia è ancora in grado di indicare la strada all’intera comunità?

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https://ontologismi.wordpress.com/2018/04/14/la-profezia-di-edmund-husserl-e-il-destino-delleuropa/

 

 

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– Siamo schiavi senza catene? Huxley la chiamava 'dittatura dolce', una manipolazione invisibile e capillare

di Enrica Perrucchietti, da unoeditori.com

In una lettera del 21 ottobre 1949, lo scrittore Aldous Huxley ringraziava l’ex allievo dell’Eton College, George Orwell, per avergli spedito una copia del suo nuovo romanzo, 1984. Huxley si mostrava entusiasta del manoscritto ma si permetteva di notare la differenza sostanziale tra il modello di dittatura “dolce” immaginato da lui 17 anni prima nel romanzo distopico Il mondo nuovo, e quello invece cupo e “sadico” descritto da Orwell, spiegando cosa, secondo lui, sarebbe avvenuto nel prossimo futuro:

«Credo che le oligarchie troveranno forme più efficienti di governare e soddisfare la loro sete di potere e saranno simili a quelle descritte in Il mondo nuovo».

Huxley si mostrava convinto che i governanti avrebbero assunto la forma della dittatura “dolce”, in quanto avrebbero trovato nell’ipnotismo, nel condizionamento infantile e nei metodi farmacologici della psichiatria un’arma decisiva per piegare le menti e il volere delle masse.

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https://unoeditori.com/blog/siamo-schiavi-senza-catene-huxley-la-chiamava-dittatura-dolce-una-manipolazione-invisibile-e-capillare-n173

 

 

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– Un pendio scivoloso. Cosa succede nei paesi che hanno già approvato l’eutanasia?

da centrostudilivatino.it

In esclusiva per questo sito (centrostudilivatino.it, n.d.r.), pubblichiamo lo studio del prof. Mauro Ronco, presidente del Centro studi Livatino, su quel che accade in Nazioni – in particolare Olanda e Belgio – che hanno approvato prima dell’Italia legislazioni pro eutanasia.

1. I Paesi Bassi e il Regno del Belgio hanno riformato nel 2001 e nel 2002, con leggi rispettivamente del 10 aprile 2001 e del 28 maggio 2002, la loro legislazione penale, statuendo che, a certe condizioni, l’eutanasia e il suicidio assistito non sono punibili. Il criterio scusante previsto in entrambe le leggi sta nella richiesta fatta volontariamente dai pazienti che assumono di soffrire in modo insopportabile per una malattia e dichiarano di non vedere prospettive di miglioramento alla loro condizione. Alla richiesta attuale è equiparato il desiderio espresso con direttive anticipate di chi dichiara di desiderare l’eutanasia o l’assistenza al suicidio per il caso in cui, nel futuro, potrebbe venire a trovarsi nella medesima situazione.

Entrambe le normative prevedono una sorta di controllo amministrativo ex post per opera di una commissione, composta da esperti, medici, eticisti  e giuristi, cui spetta il compito di valutare se il medico ha rispettato i criteri richiesti per il compimento dell’eutanasia o dell’assistenza al suicidio. Oggetto del controllo dovrebbe essere soprattutto la volontarietà e la serietà della richiesta, nonché la gravità della sofferenza e l’assenza di prospettive migliorative. Scopo del controllo è di evitare che alla volontà del paziente si sostituisca la volontà di terze persone, tra cui, in particolare, quella dei familiari, dei conviventi o dei badanti del paziente, ovvero dei medici su cui grava il dovere di cura. Lo scopo è altresì di verificare l’effettiva correlazione tra la sofferenza e la patologia in atto.

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http://www.centrostudilivatino.it/un-pendio-scivoloso/

 

 

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– Vincent, il condannato a morte nella "libera" Francia

Non è in coma, non è in stato vegetativo, non è in fin di vita. Eppure deve morire. La cultura di morte continua ad avanzare. In Francia Vincent Lambert è un paziente tetraplegico e dovrà morire il 19 aprile. E' la decisione medico-giudiziaria dopo un lungo iter iniziato nel 2013. Un dramma che ora arriva anche sul tavolo del presidente Macron. Anche per lui il Papa ha pregato ieri nel Regina Coeli.

di Luisella Scrosati, da lanuovabq.it

Un uomo che non è mantenuto in vita da chissà quali macchine, che non necessita di chissà quali terapie che potrebbero essere ritenute sproporzionate, un uomo che è semplicemente tetraplegico, a causa di un incidente stradale avvenuto dieci anni fa, e che – allo stato attuale – riesce a mangiare e a bere solo in modo medicalmente assistito: Vincent Lambert.

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http://www.lanuovabq.it/it/vincent-il-condannato-a-morte-nella-libera-francia

 

 

 

– Sopravvissuta all'aborto: una testimonianza da far tremare i polsi

di DeCivitateDei1, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=bXVUlS0kyw8

 

 

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 MEDICINA                                                                        

GLI ARTICOLI DI SEGUITO RIPORTATI NON RAPPRESENTANO IN ALCUN MODO SUGGERIMENTI O INDICAZIONI TERAPEUTICHE IN QUANTO GLI AMMINISTRATORI DI QUESTO SITO NON SONO MEDICI; ESSI RAPPRESENTANO SOLAMENTE UN PANORAMA DI OPINIONI REPERITE SUL WEB. SI INVITA PERTANTO AD AVVALERI COMUNQUE DEL PROPRIO MEDICO CURANTE.

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Vaccini: la richiesta di informazioni all'Asl sospende l'obbligo (di vaccinazione dei figli, n.d.r.)

T.A.R. Brescia, ord. 133/2018

di Lucia Izzo, da studiocataldi.it

La richiesta dei genitori all'Autorità Sanitaria per ottenere chiarimenti sui vaccini, la loro sicurezza e il rischio di reazioni avverse, è idonea a bloccare il provvedimento di esclusione del minore dalla scuola per non aver ancora completato l'iter vaccinale.

È quanto ha deciso il T.A.R. di Brescia nell'ordinanza cautelare n. 133/2018 (qui sotto allegata) pronunciandosi sul ricorso promosso da una coppia che aveva iscritto il figlio presso l'asilo nido a settembre dello scorso anno.

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https://www.studiocataldi.it/articoli/29923-vaccini-la-richiesta-di-informazioni-all-asl-sospende-l-obbligo.asp

 

 

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– Vaccinazioni e autismo – Tasso di mortalità infantile sotto i 5 anni.

di F. Verzella-R. Minguzzi, e da un post Fb. di G.B.

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– Vaccini, radiata a Milano medico no vax. Burioni: buona notizia

da askanews.it

 

E’ stata radiata dall’Ordine dei Medici di Milano Gabriella Maria Lesmo, nota per le sue posizioni non vax e per aver messo in correlazione vaccini e autismo. “Buone notizie. Un altro passo verso la civiltà” è il commento, su facebook, del virologo Roberto Burioni. Il procedimento sulla Lesmo era stato aperto dall’Ordine nel 2017 dopo una segnalazione. Sul suo profilo Fb la dottoressa radiata però avverte: “Mi difendero’ nelle sedi opportune, senza coltivare rabbia o rancore, ma non faro’ sconti a nessuno. Nessuno può impedirmi di Essere un Medico nè di continuare a curare, guarire, consolare tutti coloro che me lo chiederanno”.

Fonte:

http://www.askanews.it/cronaca/2018/04/12/vaccini-radiata-a-milano-medico-no-vax-burioni-buona-notizia-pn_20180412_00298/

 

 

 

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– Scoperto un nuovo organo sotto pelle: potrebbe aiutare nella ricerca sul cancro

di Immapaola Memoli, da vesuviolive.it

Una scoperta destinata a rivoluzionare la scienza è quella di un gruppo di ricercatori della New York University’s School of Medicine che hanno trovato un nuovo organo nascosto sotto la nostra pelle. L’hanno chiamato interstitium e si trova quasi ovunque sotto la superficie della nostra pelle. Circonda le vene e le arterie e crea un’intercapedine tra i tessuti fibrosi dei muscoli, riveste l’apparato digerente, i polmoni e l’apparato urinario.

Ha l’aspetto di una maglia con diverse cavità piene di fluidi sostenute da una tela chiamata elastina composta di collagene e proteine flessibili. Gli scienziati prima di questa scoperta pensavano fosse un denso tessuto connettivo mentre sembra si tratti di un vero e proprio organo.

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http://www.vesuviolive.it/ultime-notizie/244269-scoperto-un-nuovo-organo-sotto-pelle-potrebbe-aiutare-nella-ricerca-sul-cancro/

 

 

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– VACCINI / IL MANUALE ANTI FAKE NEWS FIRMATO DAL VIROLOGO GIULIO TARRO

di Andrea Cinquegrani, da lavocedellevoci.it

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Un vero manuale anti bufale, un volume che tutti i genitori e le famiglie dovrebbero leggere per districarsi nella giungla dei vaccini, un libro da far adottare in tutte le scuole, da imporre ai politici di ogni colore, in particolare alla ministra (per fortuna ex) della Salute Beatrice Lorenzin, un must per il Mago di ricette & provette Stefano Burioni, che su questo fronte considera tutti “Somari”, anche il Nobel Luc Montagnier, protagonista, lo scorso 2 marzo in occasione dei 50 anni dell’Ordine Nazionale dei Biologi, di un pesantissimo j’accuse sull’uso obbligatorio di massa dei vaccini. Come neanche ai tempi della Gestapo.

Autore del fresco di stampa è il virologo napoletano Giulio Tarro, già candidato al Nobel per la Medicina, allievo di Albert Sabin e presidente della Commissione sulle biotecnologie della virosfera all’Unesco. “10 cose da sapere sui vaccini”, il titolo dell’e book appena in rete per i tipi di Newton Compton.

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http://www.lavocedellevoci.it/2018/03/19/vaccini-il-manuale-anti-fake-news-firmato-dal-virologo-giulio-tarro/

 

 

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 SCIENZA E TECNICA                                                           

 

– Il telefono è in ascolto: sa dove sei, chi incontri e cosa dici

di Paolo Franceschetti, da libreidee.org

Sono negli Usa. Compro un pacchetto di sigari e pago con carta di credito. Arrivo a casa, apro il pc per iniziare il lavoro quotidiano e mi compare una pubblicità di sigari. Pochi giorni fa vado nel bar di un mio amico che aveva messo in vendita su Internet una cucina da ristorante; mi racconta la sua avventura per vendere queste apparecchiature. Torno a casa, apro il cellulare, e mi compaiono annunci di vendita di cucine da ristorante. Quello che mi ha sorpreso è la rapidità con cui il dato che io avevo fornito col mio acquisto (sigari) è stato elaborato per mandarmi una pubblicità mirata. Il tempo trascorso dall’acquisto all’apertura del pc, infatti, era di circa trenta minuti. Un tempo poco superiore è trascorso nell’intervallo in cui ero a casa del mio amico e il momento in cui mi è comparsa la pubblicità delle cucine. Ora, premetto che pur essendo un complottista convinto, non sono affatto preoccupato che venga tracciato tutto ciò che faccio, vendo, compro, ecc. Quando certi strumenti saranno ancora più invasivi, sarà forse la volta buona che inizieremo a lasciare sempre più spesso a casa i cellulari e solleveremo sempre più lo sguardo dagli schermi dei nostri apparecchi elettronici, per volgerlo all’ambiente attorno a noi o al cielo. Le domande che mi faccio sono due, e di altro tipo.

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http://www.libreidee.org/2018/03/il-telefono-e-in-ascolto-sa-dove-sei-chi-incontri-e-cosa-dici/

 

 

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– Secondo gli scienziati il sogno dell’energia gratuita illimitata sta per divenire realtà.

da ununiverso.it

ANCHE VIDEO

Il concetto di ciò che molti ricercatori di verità chiamano energia libera è un argomento popolare di discussione alternativa. Per decenni, i ricercatori scientifici si sono cimentati con la possibilità di attingere a una fonte di energia universale con il potenziale per eliminare completamente la grande industria petrolifera. Si dice che questo potenziale di obsolescenza sia una delle cause principali della resistenza media, corporativa e sociale coerente anche alla semplice indagine sulla possibilità di energia libera.

Questa strana e costante repulsione che riguarda il tema dell’energia libra è diventata una fonte di estrema frustrazione nelle comunità di ricercatori di verità. Ciò è dovuto principalmente al fatto che molti ricercatori si sono resi conto che, per un lungo periodo, il concetto di sovra-unità era basato su ricerche scientifiche concrete e dimostrabili. Nel frattempo, il mondo degli editori e degli pseudoscientisti semi-scientifici hanno fatto tutto il possibile per allontanare il pubblico dal concetto di energia gratuita, affermando che il principio era ridicolo.

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https://ununiverso.it/2018/03/24/secondi-gli-scenziati-il-sogno-dellenergia-gratuita-illimitata-sta-per-divenire-realta/

 

 

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– Ecco l’auto elettrica “made in Bari”. Lo schiaffo della Puglia alle Multinazionali: “200 km con una ricarica, costo 10.000 euro”

da reattivonews.com

Ecco l’auto elettrica “made in Bari”. Lo schiaffo della Puglia alle Multinazionali: “200 km con una ricarica, costo 10.000 euro” – Scommettiamo che sparirà come in passato sono sparite tutte le geniali invenzioni che hanno dato fastidio alle lobby del Petrolio?
Promosso da Tua Industries, il progetto del prototipo di una minicar elettrica ‘made in Bari’ è in programma al salone dell’Automotive della Fiera del Levante, nel padiglione 104. Si tratta di un quadriciclo pesante con motore elettrico che la Tua Industries, società che fa capo al fondo di investimento americano LCM (Lev Capital Management), subentrata con la reindustrializzazione della Om Carrelli di Modugno (Bari), ha realizzato e che presto partirà con la produzione vera e propria. Un veicolo in grado di percorrere 200 km con una sola ricarica elettrica. Il costo dovrebbe aggirarsi a poco più di 10.000 euro.

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http://gf.reattivonews.com/2018/03/24/lauto-elettrica-made-bari-lo-schiaffo-della-puglia-alle-multinazionali-200-km-ricarica-costo-10-000-euro/

 

 

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– Il mondo nuovo Pnt 1 – Acqua coerente e combustibile

di PandoraTv, da youtube.com

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https://www.youtube.com/watch?time_continue=21&v=4olKN4zlfu4

 

 

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– La Chimica che ci piace

di Alfonso Pozio, da enzopennetta.it

Nel clima di confusione che si è diffuso riguardo ai sessi una voce chiara e illuminante ci viene dalla chimica dove mode e ideologie non trovano spazio.

Tra le innumerevoli molecole prodotte dal nostro organismo ve ne sono due che influenzano così tanto la nostra vita che vale la pena di dar loro voce per qualche minuto.

La prima ha un nome impronunciabile, si chiama: (8R,9S,10R,13S,14S,17S)- 17-idrossi-10,13-dimetil-1,2,6,7,8,9,11,12,14,15,16,17-dodecahydrocyclopenta[a]phenanthren-3-one (C19H28O2) e per semplicità da ora in avanti la chiameremo ADM:

La sua formula di struttura è costituita da quattro anelli esagonali appiccicati; tre di loro a sei atomi e l’ultimo a cinque atomi di carbonio (Fig. 1).

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http://www.enzopennetta.it/2018/03/la-chimica-che-ci-piace/

 

 

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– Il tetto in cemento che assorbe energia solare e la trasforma in elettricità

di Erika Seghetti, da green.it

cemento-che-assorbe-energia-solare-fileminimizerANCHE VIDEO

Flessibili, leggere ed eco-sostenibili. Saranno così le case del futuro, o perlomeno questa dovrebbe essere la direzione da seguire. Va in quest’ottica la ricerca dell’ETH di Zurigo, il più prestigioso istituto universitario politecnico della Svizzera e uno dei più importanti centri di ricerca al mondo. E’ qui che da diversi anni si stanno studiando materiali e sistemi costruttivi che potranno guidare l’evoluzione dell’edilizia in un’ottica di minore impatto ambientale e maggiore efficienza energetica. L’abitazione del futuro, che gli studiosi del Politecnico federale, stanno mettendo a punto, pezzo per pezzo, si chiama HiLo e verrà testata il prossimo anno nei laboratori NEST, di Dübendorf. L’ultimo tassello del prototipo è una copertura in cemento che assorbe energia solare trasformandola in elettricità.

Continua su:

http://www.green.it/tetto-cemento-assorbe-energia-solare-la-trasforma-elettricita/

 

 

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– INTERVISTA PROIBITA 1: AEROPORTUALE DENUNCIA LE SCIE

di TViVO, da youtube.com

Vi si parla anche di Puglia e di Xilella

(foto da Tanker Enemy)

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https://www.youtube.com/watch?v=v2Ie31LFkCs

 

 

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FUORI TESTO

 

Le lacrime che dai nostri occhi vedrete sgorgare

non crediatele mai segni di disperazione

promessa sono solamente

promessa di lotta.

Alexandros Panagulis
 

 

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– Fioravanti: il Regno dei Borbone, scuola di eccellenza

di CentroStudi Civitanovesi, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=lOZ_Bog8qpY

 

 

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– "Inganno Globale", di Massimo Mazzucco

di Il Portico Dipinto, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=jNiZD1FQevk&t=662s

 

 

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– Cancro le Cure Proibite di Massimo Mazzucco

di Carlo Anibaldi, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=qPZPGeLag9c

 

 

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– Ex Magistrato Paolo Ferraro Decide Di Parlare!

di InfoClub, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=QGHNSkmbH0E&t=11s

 

 

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QUESTO SITO NON  E' UNA TESTATA GIORNALISTICA IN QUANTO VIENE AGGIORNATO SENZA ALCUNA PERIODICITA', PERTANTO NON PUO' ESSERE CONSODERATO UN PRODOTTO EDITORIALE AI SENSI DELLA L. N. 62 DEL 7.3.2001. L'AUTORE DEL BLOG NON E' RESPONSABILE DEL CONTENUTO DEGLI ARTICOLI LINKATI. ALCUNI TESTI E IMMAGINI SONO TRATTI DAL WEB E PERTANTO DI PUBBLICO DOMINIO. QUALORA LA PUBBLICAZIONE DI ALCUNI DI ESSI VIOLASSE EVENTUALI DIRITTI D'AUTORE, SU RICHIESTA VERRANNO RIMOSSI.

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