La verità è a disposizione di chiunque la voglia cercare…

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N.B.: Si partecipa ai Sig.ri fruitori di questo sito che alcuni articoli riportati sulla pagina iniziale possono rimanere in visione per molto tempo, mentre altri vengono aggiornati con maggiore frequenza e senza alcuna periodicità. Si invita pertanto a prendere sempre visione  dell’intera pagina.

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APPELLO

 

…alla luce di quanto sta avvenendo non è più pensabile continuare a dividersi in sicilianisti, napolitanisti, duosiciliani, borbonici, antiborbonici, meridionalisti, federalisti, autonomisti e via dicendo: ciò non farà altro che favorire il gioco di quelle oligarchie mondialiste che hanno causato ciò che stiamo subendo; la posta in gioco è troppo alta per non comprendere che solo una identità di intenti può porsi come elemento determinante per la riuscita di un qualunque progetto di riscatto. E’ indispensabile, anzi vitale, il superamento di quelle pur legittime diversità di vedute e propugnare, tutti insieme e nel rispetto delle specifiche idee, quanto meno un forte riavvicinamento delle varie componenti identitarie, nella convinzione e nella consapevolezza che se ciascuno farà un piccolo passo indietro, tutti insieme si farà un enorme passo avanti.

(Tratto da “Rinascita di una Nazione”, pag. 127)

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Si invitano i Sig.ri lettori a dare attenta e completa lettura del seguente articolo. Anche attraverso di esso è possibile avvicinarsi alla comprensione di una realtà che, indipendentemente dai differenti "credo" politici, ci sta coinvolgendo tutti portandoci verso un disastro sociale, economico, politico, culturale e filosofico senza precedenti.

Perché non si possa dire “Io non lo sapevo…” e la conseguente scelta indipendentista.

Di Giovanni Maduli.

IN AGGIORNAMENTO CONTINUO…

Per prendere visione dell'articolo cliccare qui:

http://www.regnodelleduesicilie.eu/wordpress/page/2/

 

 

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EDITORIALI

 

– Un movimento politico identitario per costruire da protagonisti il futuro del Sud

di Mimmo Della Corte, da ilsudsiamonoi

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C’è una “questione meridionale” anche in termini elettorali. Destra, sinistra e centro, sono categorie superate. Ora è il momento dell’identità

 “Basta permettere alla gente di votare, come in Italia non accade da troppo tempo e il quadro cambia”. Lo sottolinea nell’editoriale post-ballottaggi  de “Il Giornale” il direttore Alessandro Sallusti. E, se l’analisi si limita soltanto alla lettura del quadro politico che ne è scaturito, è davvero così. Ma c’è una riflessione che analisti, commentatori, politologi, ecc.  sembrano – forse, sarebbe meglio dire preferiscono – non fare: l’esistenza di “una questione meridionale” anche in termini elettorali. Una questione che si esprime – oltre che, come succede al Nord, con l’astensione anche qui a livelli altissimi, anzi, alla luce dei dati numerici, anche di più – con la strana, ed obiettivamente inspiegabile, continuità nell’espressione del voto: soprattutto in Campania e Puglia.  Del resto, a differenza di quanto si verifica, al di sopra del Garigliano, al di sotto, le possibilità di scelta offerte ai cittadini non sono molte. E non mi riferisco alla quantità, visto che liste e candidati, crescono – appuntamento dopo appuntamento – in quantità industriale, bensì alla reale consistenza delle liste e dei protagonisti impegnati nel gran premio elettorale. Un trionfo di liste civiche, con il compito di fare da portatrici di voti e specchietto per le allodole, al fine di distrarre l’attenzione degli elettori da problemi e questioni reali delle città, con programmi, predisposti alla bisogna e solo perché la legge ne impone la presenza fra i documenti necessari per la presentazione delle liste. Il che fa il gioco di mestieranti della politica, nonché di partiti e partitanti mascherati, che, quindi e nonostante tutto, continuano a farla da padroni. Sicché, a mio modestissimo avviso, è arrivato il momento di rompere con il passato, con le “ciniche” vuoto a pedere, e di dar vita finalmente ad un contenitore politico identitario che compatti: movimenti ed associazioni meridionaliste, che abbia come primo ed unico obiettivo quello della difesa a tutti i livelli: comuni, province, regioni e parlamento, degli interessi e delle ragioni del Sud e dei suoi abitanti; che faccia da argine alle velleità espansionistiche della Lega Nord al di qua del Garigliano; che riscoprendo i primati del passato, punti a  costruire il futuro del Mezzogiorno facendo leva sulle sue potenzialità endogene (che sono tante) ed i suoi immensi tesori d’arte, cultura, storia e tradizioni e ponga le premesse con la raccolta delle firme e la richiesta di referendum costituzionale, per la istituzione della macroregione autonoma dell’Italia del Sud.

Fonte:

http://www.ilsudsiamonoi.it/futuro-del-sud/

 

Il nostro commento:

 

Concordo in buona parte con l'articolo dell'amico (virtuale) Mimmo Della Corte, che saluto. Molto meno con l'articolo di Sallusti (1) che, ancora, attribuisce i disastri della cosiddetta "questione meridionale" alla "sinistra", come se la "destra" o altri schieramenti (che pure hanno governato in altre legislature) invece, potrebbero offrire o abbiano offerto migliori possibilità ai popoli del Sud. Tuttavia credo che la soluzione proposta, e cioè l'istituzione di una macroregione meridionale autonoma, per quanto in teoria "migliorativa", non risolverebbe il problema. Provo a dare la mia interpretazione dei fatti. E i fatti dimostrano che tutti, e sottolineo tutti, i principali partiti dell'arco costituzionale sono asserviti al "sistema". Non è questione quindi di "destra", "sinistra", M5S o altro; il problema è che questa partitocrazia NON è a servizio dei cittadini e del popolo. Quindi anche la creazione di una macroregione meridionale che rimanesse all'interno di un sistema finanziario-bancario usuraio (non solo monetariamente, ma anche da un punto di vista dei diritti e delle sovranità dei popoli), potrà, forse, alleviare di un po' le sofferenze, ma non potrà certamente superarle: il caso della Sicilia, che sulla carta dovrebbe godere di una ampia autonomia, è lì a testimoniarlo. E non è colpa dei Siciliani ma dei politici ascari asserviti ai partiti nazionali. E' il sistema che è falso e marcio e va eradicato alla radice. Quali le alternative? Credo profondamente che ormai solamente una totale indipendenza dei cosiddetti popoli "Meridionali" potrà avere una qualche speranza di riaffermare quei diritti che quotidianamente ci vengono sottratti; indipendenza che, sola, potrà affrancarci dalla distruzione materiale, economica, culturale e filosofica che stiamo subendo da oltre 156 anni. Sarà difficile? Certamente! Non solo, ma sarà una strada lunga, piena di insidie, ostacoli, impedimenti, sbarramenti e quant'altro, ma non vedo alternative. Il movimento politico identitario va certamente creato, e forse sta già nascendo, ma con obiettivo l'indipendenza.

Giovanni Maduli.

 

(1) Qui l’articolo di Sallusti al quale si fa riferimento:

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/centrodestra-boom-rottamato-renzi-1413229.html

 

 

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– L’Economia delle Due Sicilie tra capitalismo anglo-sassone e nascente socialismo

 

Conferenza tenutasi a Sorrento il 27 maggio 2017

Relatore: Prof. Vincenzo Gulì

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=WSExtcZdZR4

 

 

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– L’unità delle Sicilie, una ulteriore conferma: Girgenti, in provincia di…

di Giovanni Maduli, 31.5.2017

 

Da recente si è diffusa in rete la notizia dell’esistenza in territorio del Comune di Serrapetrona, in provincia di Macerata, nelle Marche, di una frazione denominata Caccamo; nome questo, identico ad altra località siciliana e segnatamente del Comune di Caccamo in provincia di Palermo. In particolare una lapide ancora oggi visibile, testualmente recita: “I Siculi, abitatori della sinistra del Chiento, sin da quattro millenni avanti l’era cristiana, Caccamo chiamarono questa contrada – Avv. G. Speranza, Storia del Piceno”. Da indagini esperite da studiosi del ramo, far i quali Claudio D’Angelo, si apprende che Caccamo nell’antica lingua Sekelesh significherebbe “terra desiderata”, “terra amata”.

caccamo

I Sekelesh, popolo proveniente dall’area approssimativamente identificabile con l’odierno Pakistan, sarebbero quindi giunti nell’Italia centrale intorno al quattromila a.C. dando origine alla stirpe dei Siculi; stirpe che occupò originariamente l’intero meridione dell’Italia peninsulare e successivamente la Sicilia.

"I Siculi fin dalle loro origini"

Video di Claudio D'Angelo, da youtube.com

https://www.youtube.com/watch?v=PVeP85x2oNw&t=636s

 

Quanto sopra riportato, unitamente a recenti studi di ordine genetico (1), nonché ad evidenze riscontrabili nelle lingue, nei comuni usi, costumi e consuetudini delle popolazioni della media e bassa Italia peninsulare, si pone quindi come indiscutibile conferma dell’unitarietà e dell’inscindibilità del nostro popolo.

Ma di recente un altro tassello viene a confermare questa tesi.

Nel comune di Pescorocchiano, in provincia di Rieti, nel Lazio, vi è una frazione denominata Girgenti. “Documenti consultabili all'Archivio di Stato di Rieti attestano la presenza di un castello di Girgenti già nel 1183 assegnato al barone Sinibaldi da re Ruggero” (2). Inoltre, nella stessa frazione, esiste ancora Palazzo Iacobelli, appartenuto alla famiglia dominante dei luoghi per ben sei secoli; famiglia di origini siciliane.

(foto da naturainviaggio.it)

Non sono note le origini temporali della frazione e le teorie ipotizzano o una datazione riconducibile al periodo arabo, ovvero ad un periodo normanno ma sembra accertato comunque che la fondazione della frazione sia da addebitare ad agrigentini trasferitisi in quelle zone. Pur non essendo un linguista, in relazione alla data di primo insediamento, propenderei per l’ipotesi che prevede la nascita del borgo in epoca normanna per il seguente motivo. Agrigento, l’antica città siciliana, fu fondata dai Greci con il nome di Akragas, che divenne Agrigentum con i Romani, Kerkent o Gergent sotto la dominazione araba ed infine Girgenti nel periodo normanno. Se Girgenti, frazione del Comune di Pescorocchiano, fosse nata in periodo arabo, la denominazione del luogo dovrebbe oggi “suonare” come Gergent italianizzabile in Gergenti. Ma la denominazione che è giunta sino a noi non è quest’ultima, bensì Girgenti, denominazione della siciliana Agrigento nel periodo normanno, come Girgenti è appunto la denominazione pervenutaci della frazione del Comune di Pescorocchiano.

In ogni caso ed a prescindere dalla datazione corretta della nascita di Girgenti frazione del Comune laziale, appare comunque inequivocabilmente e ulteriormente confermata la tesi che, oltre a vedere tutte le aree del cosiddetto Meridione d’Italia caratterizzate da una unitarietà etnica e culturale discendente da una unica etnia originaria – ancorchè successivamente mescolata con discendenze di altre etnie – si è progressivamente consolidata prima attraverso la Magna Grecia e successivamente attraverso il Regno di Sicilia; Regno che, seppure sotto diverse forme  e sotto diverso nome (Due Sicilie), ha mantenuto inalterata la sua unitarietà fino al 1860. Unitarietà che però continua pervicacemente ancora oggi attraverso il mantenimento di usi, costumi, consuetudini comuni e che, inevitabilmente ritroverà, prima o poi, anche la interrotta unità politica e giurisdizionale.

1)

http://genealogiagenetica.it/storia-genetica-degli-italiani/

2)

http://www.suddovest.it/cms/?q=node/439

 

 

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NOTIZIE DAL REGNO – STORIA                                        

 

– Un disegno Geopolitico ha cancellato il Regno delle Due Sicilie

di Anonimo Insorgente, da altaterradilavoro.com

Il contesto o quadro storico in cui si sviluppano gli eventi che poi hanno portato allo sfaldamento o per essere piu crudi alla spoliazione del Regno delle Due Sicilie e’ il contesto dell’affermazione del capitalismo mondiale. Lo storico inglese Hobsbawn parlava in un suo libro di trionfo della borghesia, in verita’ il titolo originale era “the age of capitslism”, perche’ per la prima volta nella storia della umanita’ dal 1848 al 1875 tutte le parti del mondo furono in connessione, e’ questa l’era in cui la Gran Bretagna invade con i suoi prodotti tutte le parti del mondo.

Secondo Adam Smith che e’ il teorico del liberalismo inglese, nella sua ricchezza delle nazioni che e’ la opera principale, l’ Inghilterra doveva diventare il negozio del mondo, un po come fanno fare alla Germania nei confronti della Europa. Quindi l’Inghilterra doveva prendere materia prima dai paesi arretrati, trasformarla e rivenderla a quegli stessi paesi a cui aveva rubato le materie prime. Questo e’ un protocollo che gli inglesi fanno con le oligarchie, con i politici dell’epoca e con ogni stato nazionale che non fosse una potenza.

L’Inghilterra dice alle oligarchie di queste nazioni ” fatevi una bandiera, componete il vostro inno nazionale, create un governo che meglio riesca ad imitare il vostro potere, non vogliamo che voi diventiate una nostra colonia, l’ importante e che noi facciamo affari con voi, l’importante e’ che noi entriamo nei vostri mercati che nell’800 non erano capitalistici, ma esisteva una economia domestica, ogni paese soddisfaceva i propri bisogni con le proprie produzioni.

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http://www.altaterradilavoro.com/un-disegno-geopolitico-ha-cancellato-il-regno-delle-due-sicilie/

 

 

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– CAVOUR (seconda parte)

di Carmine De Marco, da altaterradilavoro.com

La leggenda del Cavour imprenditore agrario – I

Nel 1837 Camillo di Cavour fu nominato dal padre, sempre preoccupato per la mancanza di un avvenire del figlio, amministratore della tenuta di famiglia di Leri. Nell’investitura, però, il padre si riservava “la generale sorveglianza”, forse ammaestrato dalle precedenti esperienze del figlio. La decisione di assumere la direzione di Leri, assumeva agli occhi di Cavour il significato di una scelta di fondo, destinata a determinare tutto il corso ulteriore della sua vita. Dichiarò di dedicarsi all’agricoltura deciso “a procurarmi un gran numero di scudi senza curarmi delle raccomandazioni delle associazioni agricole e senza curarmi delle utopie di fattorie modello”.

“Je tâche de me procurer le plus grande nombre d’écus sans m’inquiéter des mémoires des sociétés agricoles et des utopies des fermes modèles”. Tra i numerosi tentativi infruttuosi di cambiamento ed innovazioni troviamo quello di introdurre la barbabietola da zucchero: fu abbandonata dopo qualche anno. La conduzione della tenuta agricola proseguì per alcuni anni senza significativi risultati fino al 1843 quando Cavour, ancora poco soddisfatto dello stato dell’azienda agricola, chiese ad un grosso agricoltore, Giacinto Coiro, di voler cooperare alla direzione dell’azienda agricola. In seguito la direzione passò al solo Coiro (R1 R2). Gli storici ufficiali crearono al Cavour la fama di grande imprenditore agricolo, confondendo i fallimenti del Cavour con la sana amministrazione e con i buoni risultati del Coiro che, al contrario del Cavour, non inseguiva ipotesi non sperimentate o idee suggestive.

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http://www.altaterradilavoro.com/cavour-seconda-parte/

 

 

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– I TRIBUNALI DI GUERRA DEI SAVOIA DAI FRANCESI CHIAMATI SAVOIARDI

da altaterradilavoro.com

I bravi piemontesi misero subito in azione quello che da mesi era già preventivato: misero in stato di assedio tutte le province del Mezzogiorno continentale ad eccezione di quelle di Teramo, Reggio Calabria, Napoli, Bari e Terra d’ Otranto già abbondantemente massacrate dall’esercito sabaudo.

Il ministro della Guerra istituì Tribunali di guerra a Potenza, a Foggia, ad Avellino, a Caserta, a Campobasso, a Gaeta, a L’Aquila, a Cosenza che si aggiungevano a quelli di Bari, di Catanzaro, di Chieti e di Salerno. Il comportamento dei giudici militari di quei tribunali è stato a dir poco spregevole, orripilante: gli assassinii venivano legalizzati da un ufficiale facente le funzioni di giudice; le condanne a morte furono tante, tantissime, a volte anche senza processo. Quegli ufficiali mettevano a verbale solo qualche processo intentato dalla giustizia ordinaria, gli altri no.

Pasquale Stanislao Mancini, qualche anno più tardi affermò di volersi astenere dal meglio precisare le critiche verso quei tribunali di guerra, per non essere costretto “ a fare rivelazioni, di cui l’Europa dovrebbe inorridire” (Franco Molfese, Storia del brigantaggio dopo l’Unità, Feltrinelli, Milano, 1983, pag 287)

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http://www.altaterradilavoro.com/i-tribunali-di-guerra-dei-savoia-dai-francesi-chiamati-savoiardi/

 

 

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– Garibaldi in difesa dei briganti fucilati: “Come sono fieri quella caterva di smerdafogli ministeriali…”

da inuovivespri.it

In calce all’articolo il nostro commento…

Firma il suo commento solo con il nome: Carlo. Trattandosi di un commento ad un articolo che non è più in homepage, abbiamo pensato di pubblicarlo in questo post per dargli più visibilità e permettere a quanti più lettori possibili di leggerlo. Si parla di Garibaldi, personaggio cui questo blog, nella sezione Storia e Controstoria, ha dedicato tanto spazio con l’obiettivo dichiarato di smentire tutte la propaganda risorgimentale che ha spacciato l’invasione del Sud Italia come un’ottima operazione politica.

Carlo, con il suo commento, riporta in primo piano quei racconti della storiografia che parlano di un ‘pentimento’ di Garibaldi dopo la campagna del Mezzogiorno d’Italia, o quanto meno di una presa di coscienza degli inganni che si celavano dietro lo sbarco dei Mille e dietro l’annessione delle colonie meridionali.

Prima di farvi leggere il suo commento, che riprende uno scritto di Garibaldi (Giuseppe Garibaldi Scritti e discorsi politici e militari n° 1304 volume 6) non possiamo non sottolineare un aspetto già noto e che si ripete sempre quando si parla di Risorgimento: la censura. La storia ufficiale, infatti, non ha mai dato spazio alle considerazioni postume di Garibaldi. Nessuno a scuola ci ha parlato della sua critica all’invasione sabauda o le sue riflessioni sulla questione meridionale o sul brigantaggio. Perfettamente in linea con tutte le bugie della cultura ufficiale che ha tentato di fare digerire al Sud Italia il Risorgimento.

Ecco il commento di Carlo:

Continua su:

http://www.inuovivespri.it/2017/06/15/garibaldi-difesa-briganti-fucilati-come-sono-fieri-quella-caterva-di-smerdafogli-ministeriali/

 

 

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– “Cominciava l’arte del boia”. Ecco chi era Camillo Benso, conte Cavour!

di Ubaldo Sterlicchio, da altaterradilavoro.com

Cavour fu un ambiziosissimo personaggio, amico di tutti i più influenti uomini della massoneria europea, frammassone egli stesso, che cominciò a farsi conoscere sulla scena politica con una decisione cinica: mandò incontro alla morte 15 mila soldati piemontesi in Crimea, al fianco di Francia, Inghilterra, Austria e Turchia contro i Russi, solamente per poter sedere al tavolo della pace e “guadagnarsi” l’alleanza della Francia e dell’Inghilterra. Per le spese avrebbe provveduto il governo inglese… con un prestito di un milione di sterline; questo prestito verrà in massima parte rimborsato dal Regno d’Italia, che lo estinguerà solo nel 1902. In Crimea, i Piemontesi dovettero vedersela soprattutto con il colera, che ne fece morire 1300, fra cui il generale Alessandro La Marmora, fratello del comandante in capo, Alfonso: nel tanto esaltato combattimento alla Cernaia (agosto 1855), i Piemontesi ebbero appena 14 morti e 170 feriti. Al termine delle operazioni di guerra, furono tuttavia contati complessivi 5.000 morti: un terzo dell’intero contingente di spedizione. Ma in Crimea, oltre allo scandalo di nazioni cristiane che combatterono contro la cristiana Russia in favore dei Turchi, nello specifico caso del coinvolgimento del Piemonte, si arrivò addirittura al paradosso: il Regno di Sardegna, che si stava preparando ad una guerra di “liberazione nazionale” contro l’Austria, al momento sua alleata, combatteva per difendere le ragioni dell’impero ottomano, per secoli nemico storico della cristianità e “conculcatore dell’indipendenza e della libertà” degli stati della penisola balcanica. Camillo, all’età di nove anni, fu rinchiuso all’Accademia Militare, all’epoca considerata il rifugio dei somari. La terminò a sedici anni, con esami splendidi in tutte le materie, meno che… in italiano. Lo parlava male e lo scriveva peggio, perché la lingua di casa Cavour era il francese. Per tutta la vita, parlò e scrisse in italiano traducendo dal francese, mentre, in privato continuò a parlare e scrivere in francese. Dovevano correggergli i discorsi, che pronunciava con voce stridula e cercando le parole.

Continua su:

http://www.altaterradilavoro.com/cominciava-larte-del-boia-ecco-chi-era-camillo-benso-conte-cavour/?doing_wp_cron=1497251275.3347520828247070312500

 

 

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PER NON DIMENTICARE…

(immagine tratta da madreluna.altervista.com)

 

– 3 giugno 1860 – Nissoria (En):   Fucilati Epifanio Mazzocca e dodici civili

nissoria-fileminimizer(foto mapio.net)

Il 3 giugno 1860 a Nissoria (En), a seguito delle ribellioni per la mancata promessa di divisione delle terre, venivano fucilati:

Epifanio Mazzocca e altri dodici civili.

A seguito di questo evento si formò una banda di “briganti” che si diede alla macchia per combattere l’invasore.

Fonte:

Tommaso Romano, Sicilia 1860 – 1870, una storia da riscrivere, pag. 24, 25

 

 

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– 17 giugno 1945 morivano Antonio Canepa, Carmelo Rosano e Giuseppe Lo Giudice.

 

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Intorno alle ore otto del mattino di domenica 17 giugno 1945, un motofurgone con a bordo diversi separatisti dell’ E.V.I.S. (Esercito Volontario Indipendentista Siciliano) incappa in un non casuale posto di blocco. A seguito di scontro a fuoco rimangono uccisi, alcuni più tardi a causa delle ferite riportate, Antonio Canepa, Carmelo Rosano e Giuseppe Lo Giudice.

“I Carabinieri si affrettarono a portare via i cadaveri per farli tempestivamente  tumulare nel cimitero di Jonia (oggi Giarre). Intendevano sbarazzarsi al più presto dei cadaveri di Canepa, Rosano e Lo Giudice. Nell’impellenza di compiere la traslazione delle salme commisero una grave scorrettezza. In gran segreto, all’alba di lunedì 18 giugno 1945, Nando Romano, in stato di incoscienza venne prelevato e trasportato con un camion militare scortato, su una barella, assieme ai cadaveri dei suoi compagni al cimitero, per essere seppelliti.

Giunti a Jonia, i militari imposero al custode del cimitero, Isidoro Privitera, di chiudere i cancelli mentre  venivano ricomposte le salme all’interno delle casse …

Il custode eccepì che mancavano i certificati di morte. I carabinieri si giustificarono dicendo  che << si trattava di banditi morti in conflitto >> da seppellire subito. Il Privitera tergiversò e insistette almeno perché gli declinassero i nomi degli sfortunati. Fu in quel  frangente che si accorse, per puro caso, che uno dei quattro non era morto  ed anzi respirava e lo seguiva con lo sguardo. Il custode credendo ad un fenomeno di rinvenimento da morte apparente, mise in salvo il “redivivo”, evitandogli di essere calato nella tomba.”

Salvatore Musumeci, Voglia d’Indipendenza, Armenio Editore, pag. 141, 142.

 

 

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SCHEGGE DI STORIA                                                        

 

SCHEGGE DI STORIA 6.1/2017

 

Real Decreto 10 agosto 1824

Istituzione in Sicilia della Soprintendenza Generale delle Strade e dei Ponti

 

          A causa di questa condizione di svantaggio rispetto a Napoli, con il Regio decreto del 10 agosto 1824, regnante Ferdinando I^, nell’isola venne istituita la Soprintendenza Generale delle Strade e dei Ponti per la costruzione e la manutenzione delle strade regie.

          Nel decreto veniva annunciato “che la costruzione delle strade rotabili in Sicilia sarebbe stata di sommo utile al commercio interno ed esterno e di maggior comodo e sicurezza ai viandanti, (…) e rimossi gli ostacoli che ne avevano ritardato lo adempimento”, e si considerava necessario “creare ed organizzare nei domini oltre il Faro, un corpo separato da qualunque altro dell’Ordine Amministrativo”, diretto dal luogotenente generale, che si occupasse esclusivamente della gestione di questo ente, garantendo i, corretto “maneggio dei fondi” e il compimento dei lavori necessari, con delle leggi efficaci a “respingere tutto ciò che possa ritardare o indebolire l’energia delle operazioni”.

          Nel decreto si stabiliva, inoltre, che un soprintendente generale avrebbe presieduto alle opere assumendone la direzione, coadiuvato da un ispettore. Entrambe queste figure sarebbero state nominate dal Ministero per gli Affari Interni, su proposta del luogotenente generale. Gli altri impiegati dell’amministrazione erano eletti direttamente dal luogotenente su proposta dell’ispettore. Al fine di controllare e assicurare il buon andamento dei lavori, si dispose la creazione di deputazioni locali presso i vari comuni dell’isola.

Continua qui:

http://www.regnodelleduesicilie.eu/wordpress/page/3/

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Per prendere visione delle altre “Schegge di Storia”, si veda la sezione omonima del menù verticale, in alto, alla sinistra del video.

 

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EVENTI                                                                                 

 

– Palermo, 24 giugno 2017, ore 17,00

Manifestazione regionale per la

LIBERTA’ DI SCELTA VACCINALE

Piazza F. Crispi

 

 

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– Auletta, domenica 2 luglio 2017, ore 18,00

Convegno – Dibattito sul tema:

Falsi miti e stragi risorgimentali

Auletta simbolo del massacro del Sud

(foto da meridionews)

Interverranno:

– Prof. Giuseppe Melchionda

– Dott. Edoardo Vitale

– prof. Vincenzo Gulì

Modera Carmine Cocozza

Palazzo monumentale Jesus, via Rivellino, Auletta.

 

 

 

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– Bari, 8 luglio 2017, ore 17,00

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  Presso la sede  del Movimento Duosiciliano in via Filioli, nel cuore della città vecchia, alle ore 17.00

 

 

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– Montemiletto (Av), 2, 3, 4, 5 agosto 2017

LE 4 NOTTI DEI BRIGANTI

Storia, tradizione, musica, enogastronomia

In una cornice molto suggestiva e scenografica della Piazza IV Novembre e l'affascinante centro storico già bello di per sè, si assisterà ad uno spettacolo che rievoca la storia del brigantaggio (poco conosciuta) è catapulterà i visitatori in un viaggio all'interno di una Montemiletto in rivolta quella tra 1860 e il 1861. Una rievocazione storica per omaggiare una storia bandita , liquidata , rimossa, che però è stata un vero e proprio movimento di insurrezione di masse. L'insurrezione Montemilettese , pezzo di storia costato la vita di oltre 150 persone , delusi dalle promesse non mantenute dal nuovo Governo unitario.

Info sull'evento: Tel 3393440897 – mail : le4nottideibriganti@libero.it

Fonte:

https://www.facebook.com/le4nottideibriganti/

 

 

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NOTIZIE DAL REGNO – ATTUALITA’                                   

 

– COME IL GOVERNO DELLA SINISTRA MONDIALISTA UCCIDE L’ AGRICOLTURA AL SUD

da stopeuro.org

Altri “vantaggi” in Italia dalla globalizzazione del mercati fermamente voluta dal PD e dai suoi sodali.
‘Con la forzatura dell’accordo denominato “Ceta”, il governo e il Pd vogliono dare il colpo mortale alla nostra agricoltura. Con l’accordo commerciale tra Unione Europea e Canada, infatti, 40 mila posti di lavoro nel comparto rischiano di scomparire.

“Renzi e Gentiloni stanno svendendo gli ultimi lembi di sovranità alle multinazionali della finanza massonica mondiale. Per questo il Parlamento si deve opporre in tutti i modi. Il presidente Grasso rinvii e metta nel cassetto la ratifica di questo colpo di grazia per gli agricoltori, a partire dalla Sicilia di cui lo stesso Grasso si candida ad essere governatore.

Non credo voglia passare alla storia come colui che ha affossato definitivamente l’agricoltura nell’Isola”.

Così il deputato Alessandro Pagano della Lega-Noi con Salvini. ”Entrando nel merito, tutti sanno ad esempio come la concorrenza spietata del grano canadese, di cui l’Italia è il principale Paese di riferimento per l’export, rappresenterà il “de profundis” per la categoria in Italia. Senza considerare la beffa della qualità che è pessima, un rischio per la stessa salute dei consumatori visto che viene preparato con sostanze vietate in Europa, salvo essere poi spesso tagliato con il grano italiano, che ha zero tossine, per aggirare i vincoli europei. In tutto ciò, che fine ha fatto la legge sull’etichettatura obbligatoria del grano usato per fare la pasta? Renzi si riempie la bocca sul Sud, ma nei fatti la sta svendendo ai suoi amici delle multinazionali straniere”.

Manifestazioni di protesta a Bari contro le navi di grano adulterato provenienti dal Canada

Continua su:

http://www.stopeuro.org/come-il-governo-della-sinistra-mondialista-uccide-l-agricoltura-al-sud/

 

 

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– L’Italia, regina della pasta, importa il grano dal Canada. E per la Forestale potrebbe essere tossico

di Gianmichele Laino, da giornalettismo.com

 

I carabinieri hanno sequestrato un carico di 50 tonnellate arrivato in Puglia nella stagione della trebbiatura.

Ma noi abbiamo davvero bisogno del grano canadese? Eppure c’è chi continua a importarlo, tra proteste e polemiche. Un carico del cargo CMB Partner è fermo nel porto di Bari dall’8 giugno: da un lato gli uomini della Forestale sostengono che sia stato contaminato da sostanze tossiche, dall’altro i tecnici dell’Arpa negano tutto. Nel dubbio, la Procura ha sequestrato momentaneamente il prodotto per effettuare ulteriori verifiche.

La scena si è svolta sotto gli occhi di decine di agricoltori pugliesi, arrabbiati e amareggiati: l’imbarcazione proveniente da Vancouver, infatti, ha invaso la regione con 50 tonnellate di grano, un vero e proprio carico eccezionale che andrebbe a «drogare» il commercio della materia prima. Le indagini portate avanti dal Nucleo Forestale dei Carabinieri avrebbero dato esito positivo sulla presenza di deossinivalenolo o di micotossine derivate dall’utilizzo di diserbanti nelle coltivazioni.

L’Arpa, invece, nega qualsiasi irregolarità, sulla base delle certificazioni e degli altri documenti che sono stati presentati al momento dello sbarco dai responsabili della società che gestisce il carico. L’episodio, comunque, mette in luce il precario equilibrio che si viene a creare in situazioni del genere.

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http://www.giornalettismo.com/archives/2221644/grano-canadese-tossico/

 

 

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– Polizza Rc Auto, la Camera ci ripensa: il Sud ancora penalizzato

Anche senza fare incidenti l’automobilista meridionale continuerà a pagare di più per la maggiore rischiosità del territorio

di Mimmo Della Corte, da ilsudsiamonoi.it

 

Responsabilità civile auto, la storia si ripete. Si può essere virtuosi quanto si vuole; non fare o non avere mai fatto incidenti, ma se si abita al Sud si dovrà continuare a pagare di più anche il triplo di quanto si paga al Nord e sperare che la compagnia assicuratrice ti conceda uno sconto “aggiuntivo e significativo”, magari applicato su di un listino prezzi “appositamente maggiorato”. E’ la conseguenza dell’ennesima vigliaccata delle Commissioni riunite Attività produttive e Finanze della Camera  che hanno bocciato con 17 voti contrari e 13 favorevoli, l’emendamento di Leonardo Impegno che prevedeva la reintroduzione,  nella Riforma della Rc Auto, inserita nel disegno di legge sulla concorrenza, della “Tariffa Italia per gli automobilisti virtuosi”. Tariffa che, tra l’altro, era stata introdotta proprio dalla Camera, quasi all’unanimità, nel 2015 e  vanificata nel  2016 dal Senato, con una norma che individuava come soluzione al problema del caro-tariffe assicurative nell’Italia meridionale, quello della definizione da parte dell’Isvass (Istituto di vigilanza sulle assicurazioni) di parametri di sconto “aggiuntivi e significativi” nella provincia a maggiore rischiosità e con premio medio maggiorato.  Purtroppo, la bocciatura alla Camera dell’emendamento Impegno, nonostante il sostegno di Cinquestelle e Forza Italia, rende, quindi, operativa proprio quest’ultima norma. Il che, tra l’altro, – in mancanza di indicazione di parametri di riferimento per le tariffe – è più un “principio etico-morale” che un obbligo da rispettare da parte delle Compagnie.

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http://www.ilsudsiamonoi.it/polizza-rc-auto-sud/

 

 

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– Intelligence Usa, la Sicilia è la sua culla

di Salvo Ardizzone, da ilfarosulmondo.it

 

La Sicilia è il centro focale della Intelligence Usa non solo per il Muos, ma anche (e soprattutto) per quel mega hub di connessioni, cuore di Internet per vastissima parte del pianeta, chiamato Sicily Hub.

Che l’Isola sia da sempre considerata una base essenziale per gli interessi degli Stati Uniti e per il suo braccio operativo euro-atlantico, la Nato, è storia antica: le antenne del Muos completano uno scenario che comprende fra l’altro Sigonella, divenuta la più importante base dello Zio Sam nel Mediterraneo allargato, il porto di Augusta, l’aeroporto di Birgi, le assai poco conosciute stazioni radar a Lampedusa e nelle Eolie e molto altro ancora. La sterminata serie di installazioni disseminate ovunque fanno della Sicilia un territorio a sovranità ancor più limitata di quanto non lo sia già l’Italia nel suo complesso.

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http://www.ilfarosulmondo.it/intelligence-usa-sicilia/

 

 

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– Colonialisti alla riscossa: possiamo fermarli

da sicilianiliberi.org

(foto da sicilianetwork)

Possiamo tentare un bilancio di questi 5 anni di “dominazione” PD della Sicilia? È stata un saccheggio continuo.

La Sicilia, che ai primi del 2012 era scesa in piazza al grido di “Statuto! Statuto!”, inondando la nostra terra di bandiere siciliane e addirittura in un caso arrivando a bruciare quella italiana, è stata nei mesi successivi imbrigliata e confusa. Il Governo italiano concesse, per finta, un tavolo tecnico per l’attuazione dello Statuto, facendo intanto smobilitare i blocchi dalle strade. A tregua ottenuta, il tavolo è stato fatto saltare.

Lombardo, che non rimpiangiamo affatto, è stato fatto saltare perché la stessa idea di un partito autonomo doveva essere rimossa, con un’accusa poi rivelatasi naturalmente infondata. I giornali e le TV italiane scatenate contro lo “Statuto”, l’origine di tutti i mali della Sicilia. Poi le elezioni, confuse e divise, da cui esce, per una complicità neanche tanto nascosta tra Piddini e autonomisti/meridionalisti, Crocetta, senza alcun dubbio il Presidente della Regione più “prono” ai voleri dello Stato italiano.

Da allora la storia della Sicilia si biforca in due. Da un lato la Regione ufficiale di Crocetta è soltanto una farsa grottesca, una farsa fatta di approssimazione e retorica giustizialista, completamente vuota. Dall’altro la Regione “profonda”, direttamente commissariata da Roma, per mezzo dei “suoi” assessori all’economia, quasi sempre non siciliani, veri e propri viceré, a distruggere ciò che resta della pubblica amministrazione siciliana e della sua autonomia. La finanza siciliana subisce tagli dissennati.

Non c’è più alcun ricambio nel pubblico impiego, né valorizzazione delle risorse umane. Sanità, trasporti, rifiuti, energia, tutto, svuotato di pubblico e affidato a comitati d’affari privati. Le risorse finanziarie della Regione e dei Comuni regalate a Roma alla luce del sole, senza più alcun pudore. Proventi dei contenziosi più volte donati allo Stato, Crediti verso lo Stato azzerati con il pretesto di “fare pulizia” nei residui attivi per mezzo di provvedimenti senza causale, inasprimento, di anno in anno, del contributo della Sicilia al risanamento della finanza pubblica, il più alto d’Italia, mutui usurai imposti dalla CdP alla Regione per ripianare i deficit imposti dai furti dello Stato italiano.

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http://www.sicilianiliberi.org/index.php/news/317-colonialisti-alla-riscossa-possiamo-fermarli

 

 

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Tutto pronto per il Palermo Pride:

„Carri, musica e corpi: "Nasciamo nudi, sarà un Palermo Pride senza censure"“

di Federica Virga, da palermotoday.it

http://3.citynews-palermotoday.stgy.ovh/~media/horizontal-mid/6187485268131/palermo-pride-2017-2.jpg

Tutto pronto per il Palermo Pride:

Un pride di tutti e per tutti, che stravolge il suo naturale percorso per giungere al corpo della città, il suo cuore pulsante: l’itinerario Arabo-Normanno. Al corpo, appunto, che altro non è che il tema scelto per questa settima edizione del Palermo Pride 2017 che culminerà con la parata dell’1 luglio. Un’edizione “diffusa”, però, perché il ricco calendario di eventi in programma abbraccerà molti luoghi della città, come il Teatro Massimo, Palazzo Belmonte Riso e anche il Montevergini, teatro in cui è stata avviata una sperimentazione che porterà all’uso civico, nella sua accezione storica, degli spazi.

I corpi, tra politica, desideri, diritti e trasformazioni il tema scelto, dunque, che avrà il suo Village, quartier generale dei diritti LGBT, a piazza Bologni. Lì si alterneranno spettacoli, convegni, laboratori per bambini, mostre e momenti d’incontro per tutta la settimana, dal 28 giugno al 2 luglio. “Madrino” di questa edizione Ernesto Tomasini, attore e performer palermitano emigrato nel Regno Unito. “Ho partecipato ai Pride di tutto il mondo, da Los Angeles a New York, passando per Londra e Berlino, ma quello di Palermo è il pride di tutti, è una festa per rivendicare i diritti per cui lottiamo nelle nostre battaglie quotidiane”.

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http://www.palermotoday.it/cronaca/palermo-pride-2017-presentazione-info.html

 

 

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ARCHITETTURE DEL REGNO                                               

 

– Il Ponte dei Cappuccini a Ragusa, (1837 – 1844)

(tratto da Ponti in Sicilia (XVIII – XIX secolo) fra tradizione e innovazione, di Antonella Armetta, dottore di Ricerca in “Storia dell’Architettura e Conservazione dei Beni Architettonici”.

(foto da Uber BilderReisen)

 

In realtà, la prassi della costruzione dei plinti in pietra che, come si è già osservato, dominava la scena isolana da secoli, era destinata a perdurare ancora per decenni, appena intaccata da timide ricerche per l’applicazione di nuove tecnologie.

A un primo sguardo, in Sicilia non esistono vere e proprie cesure nette, la realizzazione di nuovi ponti continuò ininterrottamente per tutto l’Ottocento, anche dopo l’istituzione della Soprintendenza delle Strade e dei Ponti (istituita con Real decreto del 10 agosto 1824, n.d.r.), nel più ampio programma di ammodernamento della viabilità del Regno. Un approccio semplicemente funzionalistico non sembra adatto a decifrare il senso con cui talora la tradizione in pietra si perpetua e si rinnova. In taluni casi, quando soprattutto la costruzione ha un carattere urbano e l’opera possiede un pubblico cittadino, gli obiettivi si ampliano e anche i ponti non sono più semplici attraversamenti. Le suggestioni storiciste e i condizionamenti romantici guidano le scelte progettuali. Può rientrare in questo paradigma la vicenda dei ponti di Modica, che valicavano i due torrenti della città, mettendone in connessione i quartieri. Crollati dopo l’alluvione del 10 ottobre del 1833, questi erano stati ricostruiti con criteri omogenei per uniformare l’immagine urbana, cioè come elementi di decoro al pari dei fronti prospicienti la strada maestra, ma facendo insorgere contrasti fra gli ingegneri Innocenzo Alì e Ignazio Giarrusso, progettisti del piano di ricostruzione e rinnovamento dell’asse viario principale della città. Un “ponte dei sospiri” era addirittura chiamato a evocare Venezia, ma nonostante egli sforzi attuati per raggiungere e mantenere questa configurazione fluviale, dopo la terribile alluvione del 1902, si decise, piuttosto che ricostruire, di interrare gli alvei dei due torrenti.

Un esempio di ponte urbano di dimensioni assai maggiori è quello dei Cappuccini a Ragusa, ultimato nel 1844 dagli stessi Alì e Giarrusso che avevano precedentemente lavorato a Modica. Con il suo doppio ordine di archi a tutto sesto in pietra, richiamava con evidenza il fascino degli antichi acquedotti romani, offrendo al pubblico l’immagine evocativa e romantica delle grandi strutture del passato.

Nel 1844, cioè all’atto dell’inaugurazione, il pittore palermitano Tommaso Riolo lo rappresentò in due schizzi. Forse non è una casualità che proprio un pittore (di propria iniziativa o su incarico) fosse chiamato a rappresentare e in qualche modo “pubblicizzare” la nuova opera. I suoi disegni, suggestivi, colsero il valore simbolico del ponte, enfatizzandone la grandiosità, nel rapporto con il paesaggio e la città.

Nel segno della continuità con le tecniche e le tipologie tradizionali, fu costruita la maggior parte dei ponti progettati dagli ingegneri della Soprintendenza delle Strade e dei Ponti.

Per prendere visione delle altre “Architetture del Regno”, si veda la sezione “Architetture del Regno”, in alto, sulla sinistra del video.

 

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LUOGHI DEL REGNO                                                         

 

LE CASTELLA (ISOLA CAPO RIZZUTO)

di Olivadoti Antonio, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=5ddM9MmKJV4

VISITA IL NOSTRO CANALE YOUTUBE:

https://www.youtube.com/results?search_query=regnodelledue+sicilieeu

Per prendere visione degli altri “Luoghi del Regno”, si veda la sezione “Architetture del Regno”, in alto, sulla sinistra del video, pag 2.

 

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CULTURE DEL REGNO                                                         

 

– Il grido di dolore

Il Maestro Gipa Colanera dirige il Coro e la Love Orchestra

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=Cdr24EqJt2U

Per prendere visione delle altre “Culture del Regno”, si veda la sezione “Architetture del Regno”, in alto, sulla sinistra del video, pag 3.

 

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TESTI CONSIGLIATI                                                            

 

– Rinascita di una Nazione

di Giovanni Maduli

Presentazione di Vincenzo Gulì

Introduzione di Ignazio Coppola

Pitti Edizioni

 

 

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– Storia delle Due Sicilie

2 tomi – Grimaldi & C. Edizioni

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– I protocolli dei savi anziani di Sion (pdf)

http://antimassoneria.altervista.org/wp-content/uploads/2016/02/I-Protocolli-dei-Savi-Anziani-di-Sion.pdf

 

 

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– Come si rubava nel Regno d’Italia

1848 – 1872

Come si rubava nel Regno d'ItaliaBorri Felice, Libraio – Editore

Torino, 1872

 

 

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NOVITA' EDITORIALI                                                          

 

– Tracce per una storia delle arti duosiciliane
Lineamenti di contro-storiografia dell'arte italiana

di Gennaro Avano

L’ impegnativo studio di Gennaro Avano ha l’obiettivo di individuare le “tracce” della storia delle Arti Duosiciliane. Nel cercare queste “tracce” l’autore riesce a legare tra di loro i vari filoni culturali, lungo un percorso storico che va dal 1200 ai nostri giorni, sostanziando in tal modo una visione organica di tutto ciò che ha contraddistinto il Meridione. Il risultato è duplice : da un lato c’è la riscoperta dell’ immensa storia delle Arti Duosiciliane e dall’altro c’è la prospettiva di un vasto orizzontale culturale in cui potersi confrontare.

Giuseppe Vozza Editore, E 13,00

 

 

 

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– 1860: il tricolore trucidava i bambini

di Franco Cafararo

Prefazione di Vincenzo Gulì

Luciano Editore

 

 

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– Brigantaggio e rivolta di classe

di Enzo Di Brango e Valentino Romano

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Nova Delphi Edizioni

 

 

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– Briganti

Controstoria della guerra contadina nel Sud dei Gattopardi

di Gigi Di Fiore

Edizioni UTET

 

 

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– Sotto il segno dei Borbone

di Maria Lombardo

Bonfirraro Edizioni

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– La Battaglia di Mileto – 28 maggio 1807

di Francesco Pititto

Luigi Pellegrini Editore

 

 

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– Teleacras – Ecco "Girgenti e i Borbone", di D'Ottavio

di TeleacrasTube, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=-L5lXGahblg

 

 

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ECONOMIA – POLITICA                                                   

 

– IUS SOLI: I CALCOLI ELETTORALI DI BREVE PERIODO E LA PROSPETTIVA ELISYUM

da orizzonte48.blogspot.it

1. Mi perdonerete se nell'affrontare il problema dello ius soli svolgerò alcune premesse, traendole da argomenti già trattati.

Il problema, come vedremo, è complesso. 

Non di meno, se avrete la pazienza di seguire fino in fondo, si tratta di una questione che può essere assunta in una prospettiva diversa da quella che suscita oggi le più grandi (e peraltro legittime) resistenze. E questa prospettiva si può riassumere in un detto: "il diavolo fa le pentole ma non i coperchi".

Tutto, abbastanza naturalmente, parte dalla crisi demografica del nostro Bel Paese…

Ma prima di affrontare un "richiamo" su questo aspetto, mi piace rammentare le parole di Mortati, (per chi si fosse messo "in ascolto" da poche puntate, si tratta del maggior costituzionalista italiano del dopoguerra) il cui senso, vi parrà chiaro leggendo il seguito del post (dalle "Istituzioni di diritto pubblico, Tomo I, pagg.125-126):

"Il criterio per il conferimento della qualità di cittadino è diversamente determinato dai vari diritti positivi, ai quali pertanto è da fare riferimento. In generale può dirsi che criteri possibili sono quelli desunti:

a) dal rapporto di discendenza naturale (ius sanguinis) per cui è cittadino colui che è nato, anche all'estero, da un padre (ndr; oggi qualunque genitore) che sia cittadino;

b) dal fatto della nascita nel territorio dello Stato, all'infuori di ogni considerazione della cittadinanza dei genitori (ius soli). Criterio questo che, quando è applicato con carattere di assolutezza, (come avviene in Stati a basso livello di natalità e che quindi tendono ad aumentare artificiosamente il numero dei cittadini), conduce a conseguenze aberranti…"

Mi fermerei qui perchè tanto basta a trarre una prima conclusione: nell'odierno universo massmediatico, Costantino Mortati verrebbe considerato un fascista xenofobo! Costantino Mortati…

 

2. A proposito di crisi demografica, cioè del "perchè", prima (in nome del lovuolel'€uropa) gli italiani siano indotti a non fare figli e, poi, ciò gli venga imputato come colpa giustificatrice dell'obbligo (altamente "etico"?) di accettare l'immigrazione, ci pare giusto, preliminarmente, rammentare che tutto ciò:

Continua su:

http://orizzonte48.blogspot.it/2017/06/ius-soli-i-calcoli-elettorali-di-breve.html?spref=fb

 

 

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DOVETE TUTTI POTER CAPIRE COSA VI STA ARRIVANDO ADDOSSO. BLOCKCHAIN SPIEGATO ALLA ZIA.

di Paolo Barnard, da paolo barnard.info

 

Perdonate la premessa, ma è ESSENZIALE, poi la sostanza.

Ciò che vi spiego in questo articolo è lo stesso tipo di potenziale catastrofe come fu la nascita, creazione e applicazione dell’Unione Europea e dell’Eurozona, cioè un processo che il 100% dei cittadini non capì mentre si sviluppava, ma che poi anni e anni dopo si è rivelato un orrore/sterminio per centinaia di milioni di persone a favore di pochissime elite. Ma questa volta è anche peggio, perché ciò di cui io vi avviso oggi è un milione di volte più veloce, potente e inattaccabile dell’Economicidio UE.

Please, welcome The Blockchain.

Ma perché sprecare del tempo a leggere ste cose da Guerre Stellari quando noi cittadini veramente coi piedi per terra dobbiamo dedicarci a Stato-Mafia, scarcerazione di Riina, la legge elettorale, il rinnovo del contratto degli statali, o cosa succede al 5S? Sto Barnard coi suoi deliri sui Venusiani della Blockchain o di Google-Alphabet?

Nel 1992, mentre voi eternamente distratti non sapevate un cazzo di cosa stava nascendo a Maastricht, poi a Lisbona, poi a Francoforte, e in sta criminale Troika coi suoi spread, vi dicevano la stessa cosa:

Ma quale panfilo Britannia, spread, Maastricht? Noi cittadini veramente coi piedi per terra dobbiamo dedicarci a Tangentopoli, proteggere Di Pietro, fermare Craxi e la DC, fondare la Seconda Repubblica, proteggere Biagi ,Travaglio e Luttazzi! Sto Barnard coi suoi deliri sui Vesuviani della Globalizzazione WTO e le bolle finanziarie, o i poteri Sovranazionali di Bruxelles.

Poi è arrivata la Peste Euro-Nera, e l’Italia da quinta potenza industriale del mondo oggi è la burletta d’Europa, con un bell’accompagnamento di milioni di disoccupati, generazioni distrutte e zero futuro, buio, panico, governi non eletti per comando di Bruxelles, crescita 0, e la svendita a cinesi e tedeschi dei gioielli industriali italiani costruiti in decenni di fatiche. Delirava Barnard, eh?

Continua su:

http://paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=1784

 

 

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– L’euro ci protegge. O no?

di Giuseppe Palma, da eurocrazia.info

 

Ecco tre annunci di lavoro ai tempi dell’euro.

– Requisiti richiesti per fare il portalettere: laurea con 102/110 (o diploma con 70/100)

– Requisiti richiesti per raccogliere i pomodori: diploma di ragioniere e inglese fluente

– Requisiti richiesti per addetto alle pulizie: diploma di maturità

E niente… l’euro ci protegge…

Vero, “patrioti europei”? Vero, imbecilli che vi dipingete la faccia di blu stellato? Milioni di giovani idioti in giro per l’Europa a fare l’Erasmus, per poi laurearsi ed essere felici di vivere a tremila km da casa per fare i lavapiatti a 600 euro al mese per 12 ore di lavoro al giorno. Ma con la laurea in tasca e un inglese fluente.

L’euro e l’Unione Europea sono crimini contro l’umanità!

P.S. Ringrazio la signora che ha trovato gli annunci di cui sopra, postandoli sui social.

Fonte:

http://www.eurocrazia.info/leuro-ci-protegge-o-no-di-giuseppe-palma/

 

 

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– Jus, gli italiani d’Italia sempre più soli

di Mario Sommossa, da sputniknews.com

(foto da senato.it)

La verità dell’antico detto latino “Dio acceca chi vuole perdere” non è mai stata così evidente come nei confronti di coloro, PD e Governo in primis, che stanno per far approvare la sciagurata legge sullo jus soli.

Teoricamente, lo scopo è nobile: non siamo razzisti, non crediamo più alla purezza della stirpe, ci hanno riempito la testa col concetto che la diminuzione delle nascite (e quindi della densità della popolazione) è una disgrazia e bisogna, quindi, integrare immediatamente tutti gli stranieri che non smettono mai di arrivare. Basta allora con lo jus sanguinis e diamo subito la cittadinanza italiana a chiunque nasca sul territorio del nostro Paese!

Fino ad ora, avevano il diritto di definirsi italiani (cioè avere la cittadinanza) solo i discendenti di almeno un genitore italiano e quegli stranieri, sempre che ne facessero domanda, che avevano vissuto qui per almeno dieci anni. Se la legge in discussione in questi giorni al Senato passasse, potranno diventarlo tutti i neonati che vedranno la luce dentro i nostri confini, purché uno dei genitori risieda da noi da almeno cinque anni. Inoltre ne avranno diritto anche coloro che avranno completato almeno un ciclo di studi nelle nostre scuole, siano essi i cinque anni delle elementari o i tre delle scuole medie. Resta un dubbio sugli alunni delle scuole italiane all'estero.

Continua su:

https://it.sputniknews.com/opinioni/201706204657977-jus-soli/

 

 

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– L’ORRIBILE AVVENIRE CHE CI PROMETTE ATTALI

di Maurizio Blondet, da maurizioblondet.it

Emanuel Macron, le président,  ha un progetto:  uscire –  come aveva promesso – dallo ”stato  d’emergenza”  in vigore dalla strage terroristica di Charlie Hebdo, facendolo diventare lo stato normale  e permanente della Francia. Lo ha rivelato Le Monde, a proposito di un progetto di legge  riservato in formazione: “Si tratta di far entrare nella legge ordinaria gli strumenti dello stato l’urgenza per lottare contro il terrorismo: domicilio coatto, perquisizioni diurne e notturne, chiusura dei luoghi di culto, zone di protezione e di sicurezza, misure faro che il ministro dell’Interno e i prefetti hanno potuto usare nei 19 mesi del regime d’eccezione instaurato dopo gli attentati del 2015, diverranno misure a disposizione   delle autorità amministrative in tempi normali”.

Si tratta in  sostanza delle misure emblematiche prese durante la guerra d’Algeria del 1955, stato d’eccezione vero. Ora, diventano diritto comune e permanente. Naturalmente, “contro il terrorismo”.

Da dove ha preso l’idea, Macron? Ma da Jacques Attali, suo padrino, mentore e creatore! Attali ebreo a tempo pieno,  il consigliere   intimo di tutti i presidenti  socialisti, l’economista mondialista, il futurologo  principe. Qui, in un video composto   di spezzoni di varie interviste del potentissimo suggeritore dei presidenti, si sente Attali dire al minuto 3:14, come un dato di fatto:

”…Nessun governo oserà più oggi rinunciare allo stato d’eccezione. Non se ne uscirà mai più, perché ogni  governo che uscisse dallo stato d’emergenza darebbe un segnale di debolezza …Si creano involontariamente delle irreversibilità”.

Ma guardatelo tutto, il video.  Guardate la faccia con cui vi racconta il perché lo stato d’emergenza dovrà essere permanente; guardatelo mentre vi descrive l’orribile  futuro che ci stanno preparando.

Continua su:

http://www.maurizioblondet.it/lorribile-avvenire-ci-promette-attali/

 

 

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COSTUME – SOCIETA'                                                        

 

– 1717 / 2017- buon compleanno massoneria….

di Enzo Pennetta, da enzopennetta.it

In occasione del trecentesimo anniversario della fondazione della Gran Loggia d’Inghilterra una pagina pubblicitaria elogia la nota setta.

Omettendo però di dire qualcosa…

 I massoni sono bravi e buoni, questo dobbiamo sapere, tanto che i grandi dittatori li hanno perseguitati, dicono… mentre una sacco di belle persone erano tutte “fratelli”. Lo apprendiamo dal messaggio celebrativo dei Maestri Venerabili della Lombardia che hanno comprato un’intera pagina sul quotidiano “La Nazione” per dircelo.

La terribile lista di persecutori della nota setta vede presenti tutti grandi calibri della storia negativa del ‘900: Hitler, Mussolini, Stalin, Pinochet e Franco.

Un paio di cosette andavano però dette nell’ampio spazio acquistato sul quotidiano.

La prima è che quei personaggi che vengono additati come persecutori dalla massoneria sono stati messi al potere dalla massoneria stessa! E scusate se non è poco…

Il Nazismo fu ispirato dalla società segreta di tipo massonico Thule di cui fu membro Hitler e in cui la figura predominante fu il massone Rudolf von Sebottendorff.

Il Fascismo, e quindi Mussolini, fu fortemente appoggiato dalla massoneria italiana, rappresentata ad esempio da Italo Balbo, che vedeva in esso un’occasione per portare un neopaganesimo in piena contrapposizione con la Chiesa Cattolica, al riguardo ricordiamo il libro di Julius Evola “Imperialismo pagano. Il fascismo dinnanzi al pericolo euro-cristiano”.

Non esistono prove di un’affiliazione massonica di Stalin, ma la Rivoluzione russa fu favorita dalla massoneria rappresentata nell’importante figura di Alexander Kerensky.

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http://www.enzopennetta.it/2017/06/1717-2017-buon-compleanno-massoneria/

 

 

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– DALL’UCRAINA A BERLINO, AVANZA LO STATO TOTALITARIO DEL KULANDRO

di Maurizio Blondet, da maurizioblondet.it

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“Ucraina finalmente europea!”,mi scrive un lettore. E mi manda le foto della prima sfilata pederastica avvenuta a Kiev.

Il lettore ha creduto di fare una battuta sarcastica. Invece posso assicurare che non è uno scherzo. Riservatamente, fra le condizioni poste al regime di Kiev per “entrare in Europa”, è stato chiesto di far approvare al locale parlamento la legge sul matrimonio  dei  pervertiti, detto “unioni civili”.  Di fronte al primo agghiacciato rifiuto della sbalordita giunta di Kiev –  impossibile strappare in parlamento una maggioranza per questo – la risposta è stata:  allora l’entrata nell’UE ve  la sognate, perché questi sono i nostri valori.

Questa prima storica sfilata delle kulandre in Ucraina deve essere dunque parte del pacchetto concordato: da cui dipende tutto il resto, i viaggi senza visti, la protezione NATO, il fatto che Bruxelles sul Donbass  continui a dar  ragione a Kiev e torto a Putin… A vedere le quadrate legioni dei finocchi in fazzoletto rosa e le squadre dei sadico-anali in similcuoio e museruola, così palestrati, tutti uguali, provocatori e sicuri di sé (è vero che han dovuto esser protetti da cinquemila poliziotti, gli ucraini non sono ancora tanto maturi), viene persino da pensare che   siano attori  a noleggio, che esista una compagnia di giro che si produce in gay pride in giro per l’Europa a pagamento – un po’ come le Femen.

La protezione di 5 mila poliziotti mostra naturalmente il carattere totalitario delle operazioni europee: bisogna obbligare con la forza pubblica i popoli alla “libertà sessuale”.

Continua su:

http://www.maurizioblondet.it/dallucraina-berlino-avanza-lo-totalitario-del-kulandro/

 

 

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– Padre Livio Fanzaga e la frase sulla Cirinnà/ Sospeso dall'Ordine dei giornalisti: "Impossibile zittirmi"

di Emanuela Longo, da ilsussidiario.net

PADRE LIVIO FANZAGA E LA FRASE SULLA CIRINNÀ, SOSPESO DALL'ORDINE DEI GIORNALISTI: MONICA CIRINNA' LO INVITA IN SENATO – Sospeso dall'Ordine dei giornalisti per sei mesi, condanna scattata nel giugno 2016 di cui non sapeva niente nessuno e che lui con grande dignità ha tenuto nascosto. Padre Livio Fanzaga storico direttore di Radio Maria, ne parla solo adesso che la notizia è diventata di pubblica notorietà, ma intanto la condanna è già scaduta: "Per non farmi parlare dovrebbero usare la bomba atomica" dice ridendo in un messaggio audio su soundcloud. Una sospensione come si sa decretata per "razzismo, vilipendio" e altre amenità per aver detto una battuta sulla parlamentare Cirinnà dopo l'approvazione della legge a lei intestata sulle unioni civili ("festeggi che verrà pure il giorno del funerale") a cui lei aveva risposto pure con una battuta. Poi la punizione dell'Ordine e così finalmente ne ha parlato in una intervista a La Verità: "Mi hanno fatto un favore" dice, "è già acqua passata, come giornalista mi hanno zittito, mi sono limitato a prendere la parola come prete, è un mio diritto, anzi un mio dovere".

Continua su:

http://www.ilsussidiario.net/News/Cronaca/2017/6/21/PADRE-LIVIO-FANZAGA-E-LA-FRASE-SULLA-CIRINN-Sospeso-dall-Ordine-dei-giornalisti-critiche-di-Vittorio-Feltri/770226/

 

 

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– Requisire le chiese: tornano i fantasmi del passato

di Gabriel Ariza, da lanuovabq.it

“Grazie alla legge ipotecaria del Partido Popular i vescovi si sono comprati la moschea di Cordova per soli 30 euro!”, afferma una giornalista di estrema sinistra in un articolo di opinione.  

Andiamo a vedere che cosa c’è sotto. Nel 1946 la Legge ipotecaria spagnola permise che quando la Chiesa Cattolica avesse potuto dimostrare di aver goduto della proprietà di un immobile in tempo di pace e per un periodo di tempo lungo e ininterrotto, avrebbe ottenuto con esso il diritto per iscrivere nel registro pubblico della proprietà la titolarità su quel bene.

Non era nient’altro che uno sforzo del legislatore di offrire una maggiore flessibilità nel riconoscimento di un diritto di proprietà indiscusso da molti punti di vista. Nel diritto romano già esisteva la prescrizione acquisitiva, conosciuta come usucapione, in virtù della quale il permanere nel possesso di un bene, con carattere pacifico e continuato, garantiva la proprietà di ciò di cui si disponeva.

Continua su:

http://www.lanuovabq.it/it/articoli-requisire-le-chiese-tornano-i-fantasmi-del-passatoin-spagna-vogliono-l-esproprio-dei-beni-cattolici-20247.htm

 

 

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Il nostro commento  al video di ByoBlu (Claudio Messora) “Siamo entrati in un nuovo neolitico – Marco Guzzi” che riporta un’intervista al dott. Marco Guzzi.

19 giugno 2017 alle 18:21

Un primo ascolto del contenuto del video aveva generato in me qualche perplessità. Non volendo giungere a conclusioni affrettate, ho riascoltato per intero e per altre due volte quanto lì sostenuto, oltre ad una quarta per analizzarlo nel dettaglio, e le perplessità sono… rimaste.
Il Dott. Guzi nel suo intervento:
– non dice (min. 1,19 – 4,54), che “la crisi” è indotta e fomentata in ogni maniera possibile ed in tutti i campi; anzi, parla di uno “spirito positivo” con il quale si dovrebbe affrontare questa crisi e di un “momento di crescita”; sembra quasi di ascoltare Mario Monti;
– parla della “crisi del XX secolo” (min. 6,23 – 8,00) senza analizzare “chi e perché” volle veramente quelle catastrofiche guerre;
– confonde (anche se più avanti fa una distinzione) “classe politica” con “classe dominante” (min. 8,00 – 8,44 ) dove invece, quest’ultima, è ben altra cosa;
– per contro poi (min. 15,02 – 15,57), parla (e meno male…), di èlite;
– prende le difese di Bergoglio (min. 16,02 – 16,20), che definisce “persona che pensa…”, quando basta leggere con attenzione, soprattutto fra le righe, la sua enciclica “Laudato sì“; oppure i commenti al pensiero bergogliano di Maurizio Blondet o di Adriano Socci, solo per citarne alcuni, per comprenderlo appieno; ancora, parla di una visione “…transconfessionale (?) e politica insieme…”. In relazione all’ambito religioso, avrei preferito si fosse accennato più che alla visione “transconfessionale”, termine quest’ultimo a mio avviso parecchio ambiguo, al rispetto reciproco fra le varie Confessioni che è cosa parecchio diversa;
– premesso che condivido pienamente la necessità di individuare “minimi denominatori comuni” (min. 18,25 – 22,12), sui quali “convergere”, non comprendo come possano coniugarsi fra loro posizioni intrinsecamente inconciliabili, come ad esempio la “visione laicista con la visione buddista… o yoga… ”, cioè il materialismo con la spiritualità;
– parla (min. 23,28 – 24,50), dei ““grandi poeti che profetizzano “l’uomo nuovo” da 200 anni”” cioè, guarda caso, proprio dalla rivoluzione francese in poi…(!). Ancora prosegue, “L’idea della nuova umanità non nasce adesso, ha almeno 2000 anni in occidente”. Processo poi evolutosi dal “XV° e XVI° secolo” ( Descartes/Cartesio, Bacone e Hobbes, poi Locke e Berkley, chi erano costoro? Varrebbe la pena approfondire molto…).
– Fa propaganda al M5S (min. 34,20 – 35,50 e poi min. 42,50 – 43,54), quando sono ormai noti i motivi che hanno portato al progetto ed alla nascita di quel movimento (vedi Sasson, Cernobbio, il cambio di posizione nei confronti dell’euro e dell’Europa, etc.);
Forse mi sbaglio (e mi piacerebbe davvero…), ma ho l’impressione che tutto il dialogo sia finalizzato ad addolcire una pillola se non proprio azzurra, di un colore che le somiglia molto.
Ma molti, e sempre più molti altri, hanno scelto e scelgono la “pillola rossa”.
Chiedo scusa per la lunghezza.

Qui il link al video

http://www.byoblu.com/post/2017/06/16/siamo-entrati-in-un-nuovo-neolitico-marco-guzzi.aspx

 

 

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– The Red Pill: il film che le femministe non vogliono farti vedere

di Emanuela, da enzopennetta.it

ANCHE VIDEO

Al di là del frame femminista ecco la discriminazione sessuale che nessuno vuole vedere, quella a danno dei maschi.

Una realtà raccontata con i crudi argomenti delle cifre.

Cassie Jaye è una giovane regista americana, femminista da circa dieci anni. I suoi primi due documentari hanno trattato tematiche molto mainstream. Daddy I Do (2010)     parla dell’educazione sessuale delle donne (la tesi del film è che l’educazione sessuale delle donne ridurrebbe le gravidanze indesiderate), mentre The Right to Love (2012) parla del “diritto al matrimonio omosessuale”. Questi primi due film, com’era prevedibile, hanno riscosso un certo successo, non hanno avuto problemi di finanziamenti e è riuscita a terminarli e a distribuirli in tempi brevi.

Un bel giorno Cassie decide di girare un documentario su un’altra tematica molto mainstream, cioè la cosiddetta “cultura dello stupro” (sia negli USA che nel resto del mondo), cultura  che, a detta delle femministe, fa parte del bagaglio di ogni maschio. Inizia quindi a fare ricerche su internet e i primi link in cui s’imbatte rimandano al sito A Voice for Men (di cui esiste anche la versione in italiano ).  Questo sito è un po’ la bestia nera delle femministe, in quanto viene considerato uno dei maggiori propagatori di misoginia. Cassie, quindi, inizia a spulciarlo, decisa a mostrare, nel suo documentario, che gli attivisti dei diritti degli uomini (men’s rights activists: MRA) sono solo un gruppo d’odio, ed è con questo proposito che intervista Paul Elam, il creatore del sito, e altri collaboratori.

A mano a mano che le interviste procedono (come la stessa regista spiega in questo talk), Cassie decide di trascriverle, e così facendo si trova obbligata ad ascoltare con attenzione quello che gli intervistati le avevano riferito. Ed è proprio in questo momento che succede qualcosa. Per la prima volta, Cassie ascolta davvero quelle parole. Prima, quando gli attivisti le parlavano, lei non sentiva quello che dicevano, ma nella sua mente pensava già a cosa rispondere per dimostrare loro che avevano torto e che in realtà le loro presunte sofferenze non erano nulla in confronto alle sofferenze e alle discriminazioni contro le donne. Adesso, invece, ascoltando le loro parole, capisce che quegli uomini non sono dei misogini con la bava alla bocca, e che i disagi che le stavano illustrando erano reali. Per tutta la durata delle riprese tiene un videodiario, al quale racconta le impressioni, i dubbi e i sentimenti che quel suo viaggio in un mondo sconosciuto le provoca. Alcuni spezzoni del videodiario sono inseriti nel documentario, per cui lo spettatore può capire ciò a cui Cassie è andata incontro.

Continua su:

http://www.enzopennetta.it/2017/06/the-red-pill-il-film-che-le-femministe-non-vogliono-farti-vedere/

 

 

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– Nemis e i baby drag queen, strappati all'infanzia per combattere la guerra Lgbt

di Benedetta Frigerio, da lanuovabq.it

Il prossimo step delle legislazioni occidentali sarà la legalizzazione della pedofilia, perché se ognuno è libero di fare ciò che vuole cosa vieta di usare anche un bambino per il proprio piacere? Un’affermazione esagerata, catastrofista, da cassandre?

Don Fortunato Di Noto, il sacerdote che da vent'anni lotta conto la pedofilia, intervistato dalla nuovabq.it in merito ai corsi di educazione sessuale nelle scuole aveva risposto a chi obietta che tutto è lecito sì ma solo fra due volontà in accordo, che l’ipersessualizzazione della società contemporanea serve proprio a rendere i bambini consenzienti al sesso, come dichiarano le stesse lobby pedofile.

Ma se ancora non si accetta l’esistenza di uno stretto legame fra il sesso fuori dal matrimonio (negazione del suo fine procreativo), l’ideologia gender/omosessualista e, infine, la pedofilia basta guardare le immagini e i video del piccolo Nemis Quinn Mélançon-Golden. Il bimbo, un canadese di 8 anni, grazie ai suoi genitori sta diventando un personaggio dello spettacolo presentandosi al pubblico come una “drag queen” con il nome di Lactatia. Quello che più spaventa di questa vicenda sono tre cose: la mamma e il papà di Nemis dichiarano di averlo cresciuto con l’idea che non esiste il femminile e il maschile; le performance diaboliche del piccolo su un palco durante una festa Lgbt, dove si muove letteralmente come un ossesso in atteggiamenti da prostituta (tutto l’ambiente assomiglia a un inferno di fiere) e le dichiarazioni del bambino in un filmato caricato su YouTube, visionato in una settimana da quasi oltre 100 mila persone e che ha tutti i connotati per essere definito propagandistico: “Penso che ognuno sia libero di fare ciò che vuole – afferma Nemis – non importa quello che pensano gli altri. Se vuoi essere una “drag queen” e ai tuoi genitori non piaci, allora hai bisogno di nuovi genitori”.

Spaventa, perché la frase “ognuno sia libero di fare ciò che vuole, non importa quello che pensano gli altri” è una frase che sottoscriverebbe la grande maggioranza della popolazione occidentale, ignara delle sue conseguenze estreme ma ormai, quando è troppo tardi, sempre più evidenti. Spaventa, poi, l’appoggio legale di questa perversione estrema. Basti pensare che in Europa e in Canada cominciano ad essere approvate leggi, sponsorizzate da Ue e Onu, sul diritto dei bambini alla sessualità e alla religione, da proteggere nel caso la famiglia si ponga in contrasto ad esse, come rivendica Nemis: “Se vuoi essere una “drag queen” e ai tuoi genitori non piaci, allora hai bisogno di nuovi genitori”.

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http://www.lanuovabq.it/it/articoli-nemis-e-i-baby-drag-queen-i-nuovi-bambini-soldatostrappati-all-infanzia-per-combattere-la-guerra-lgbt-20137.htm

 

 

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– A CHE COSA SERVE LA PROPAGANDA GENDER?

di Francesco Mazzuoli, da comedonchisciotte.org

Alzi la mano chi avrebbe voluto due padri: a me, sinceramente, uno è bastato e avanzato…

Comincio celiando perché l’argomento è complesso. Accennerò soltanto ai contorni filosofici del tema, perché il mio scopo è quello di andare dritto alle funzioni della propaganda gender, all’interno del più generale sistema di propaganda a sostegno del progetto di ingegneria sociale mondialista e transumano.

La domanda filosofica di base è la seguente, premessa di qualunque speculazione sociologica e specialmente di quella in argomento: dove finisce l’aspetto biologico dell’uomo e dove comincia quello culturale?

È bene subito far presente che la risposta definitiva al quesito non è stata ancora data e probabilmente è impossibile da dare, vista l’enorme influenza dei fattori ambientali e culturali nel comportamento dell’uomo e lo stretto, spesso inestricabile, embricarsi di questi ultimi con i fattori genetici.

Certamente, la provenienza disciplinare degli studiosi (e, tristemente, ancor di più la difesa di steccati accademici) orientano la risposta. Per fare degli esempi abbastanza noti, si può citare la sociobiologia di Edward O. Wilson, dove l’accento cade sulla determinazione genetica del comportamento; ovvero all’opposto, l’ambientalismo radicale di Burrhus Skinner, secondo cui il comportamento umano è interamente manipolabile e determinato dai cosiddetti rinforzi ambientali: cioè i comportamenti si instaurano o estinguono in base ai premi o le punizioni comminate dall’ambiente sociale. Personalmente, sono d’accordo con  molte delle risultanze scientifiche dell’etologia umana, che vede l’uomo non come una tabula rasa, bensì un animale con un corredo istintuale molto vasto e limitante; tuttavia, avendo una formazione psicologica,  al contempo riconosco la manipolabilità dell’uomo, attestata da una ampia letteratura scientifica.

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https://comedonchisciotte.org/a-che-cosa-serve-la-propaganda-gender/

 

 

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– UE: test gender ai nostri ragazzi nei licei. E NON sono anonimi!

di Claudio Messora, da byoblu.com

L’Unione Europea avrebbe un progetto in corso per testare i nostri ragazzi su tematiche matematico-sessuali (quale attinenza abbiano le due branche del sapere, forse, si può spiegare argomentando che il Kamasutra in fondo è un testo di geometria). Questo progetto consta della somministrazione di test contenenti affermazioni come:

  • faccio facilmente amicizia con i maschi,

  • non vado molto d’accordo con le femmine,

  • l’omosessualità femminile è un peccato,

  • le lesbiche non vanno bene per la nostra società,

  • è giusto che la donna faccia carriera e l’uomo resti a casa,

  • l’aborto dovrebbe essere perseguito penalmente come una forma di omicidio,

  • …………………….. e tante altre.

Sì, è stato appena sottoposto a classi di quindicenni del liceo scientifico Nievo, ai quali è stato chiesto di valutare ogni affermazione con una scala di valutazione che va da uno a sei. Se pensate che fosse da consegnare in maniera anonima, resterete delusi. L’ultima domanda era: «Saresti disposto a essere contattato per un’intervista? Molti tuoi coetanei hanno risposto sì. Lascia la tua mail».

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http://www.byoblu.com/post/minipost/ue-test-sullorientamento-sessuale-dei-nostri-ragazzi-nei-licei-e-non-anonimi#more-44160

 

 

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– Mediocri di tutto il mondo vi siete uniti. E avete vinto

di Sara Ricotta Voza, da lastampa.it

Il mondo è dei mediocri. Sarà che è un assunto non difficile da sperimentare – e anche consolatorio per spiegarsi certi successi o insuccessi ugualmente distanti dalle vette del genio e dagli abissi dell’indegnità – ma il saggio La mediocrazia (Neri Pozza, pp. 239, € 18) del filosofo canadese Alain Deneault a un anno dall’uscita è ormai un longseller internazionale. E dire che in centinaia di pagine, dense di pensiero e di citazioni, ne ha davvero per tutti. In politica, da Trump a Tsipras, vede solo un «estremo centro», nell’impresa la «religione del brand», il «consumatore-credente», la «dittatura del buonumore». Nel lavoro «devitalizzato» individua la skill fondamentale nel «fare propria con naturalezza l’espressione: alti standard di qualità nella governance nel rispetto dei valori di eccellenza». E, in ogni ambito, rileva certi tic verbali come «stare al gioco», «sapersi vendere», «essere imprenditori di se stessi». Insomma, dice, «non c’è stata nessuna presa della Bastiglia ma l’assalto è avvenuto: i mediocri hanno preso il potere».  

Continua su:

http://www.lastampa.it/2017/05/29/cultura/mediocri-di-tutto-il-mondo-vi-siete-uniti-e-avete-vinto-xTCMdydTSMC4zL1moCDPtK/pagina.html

 

 

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MEDICINA                                                                         

GLI ARTICOLI DI SEGUITO RIPORTATI NON RAPPRESENTANO IN ALCUN MODO SUGGERIMENTI TERAPEUTICI IN QUANTO GLI AMMINISTRATORI DI QUESTO SITO NON SONO MEDICI. GLI ARTICOLI SONO TRATTI DAL WEB E NON POSSONO IN ALCUN MODO ESSERE ASSUNTI O INTESI QUALI SUGGERIMENTI O PRESE DI POSIZIONE. SI INVITA PERTANTO A RIVOLGERSI SEMPRE AL PROPRIO MEDICO CURANTE.

                                                                                              

 

– VACCINI: Importante SCONTRO tra 3 “PESI MASSIMI” della scienza: Premio Nobel per la Medicina VS. l’accoppiata Diplomata/Vaccinista!

da disquisendo.wordpress.com
 

ANCHE VIDEO

Importante scontro sulle vaccinazioni tra “TRE PESI MASSIMI” della scienza. Chiaramente lo diciamo in senso IRONICO. E’ solo per far notare quanto peso possono mai avere una diplomata al classico e un santone vaccinista dinnanzi ad PREMIO NOBEL PER LA MEDICINA. Dovremmo confrontarli pure con il ricercatore di fama internazionale Stefano Montanari, ma anche il dott. Roberto Gava, il dott. Miedico, il dott. Eugenio Serravalle ecc…

Ed invece questi elementi decidono la vita di milioni di persone…

Da una parte abbiamo il PREMIO NOBEL PER LA MEDICINA, Luc Montagnier, che sostiene…

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https://disquisendo.wordpress.com/2017/06/16/vaccini-importante-scontro-tra-3-pesi-massimi-della-scienza-premio-nobel-per-la-medicina-vs-laccoppiata-diplomatavaccinista/

 

 

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– Il sistema attuale di vaccinazione: l’analisi tecnica di un oncologo

da radical-bio.com

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Un po’ di VERA informazione scientifica da parte di una Persona che lavora in campo sanitario ed è anche Padre. Soprattutto, però, un professionista che AMA LE PERSONE. Tutte. E mai potrebbe vivere un solo secondo pensando di aver potuto nuocere alla loro salute.

Che cos’è una vaccinazione?

Una stimolazione ripetuta ed intensa degli organi linfoidi.

Cosa accade?

Si introduce un antigene (proteina virale purificata), che provoca l’attivazione del sistema complementare. Sono una ventina di proteine circolanti e di membrana, essenziali nel meccanismo di difesa umorale contro gli agenti infettivi. Questo comporta il reclutamento di varie cellule immunocompetenti, monociti, macrofagi, polinucleati, linfociti B e T. In seguito alla risposta immunitaria si formano anticorpi che si legano all’antigene relativo con formazione di immunocomplessi circolanti.

Nasce già la prima domanda: Dove vanno?

Continua su:

http://www.radical-bio.com/2017/06/21/il-sistema-attuale-di-vaccinazione-lanalisi-tecnica-di-un-oncologo/

 

 

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– [PTV Speciale] Intervista al dott Dario Miedico

di PandoraTv, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=_ssVU4t09io

 

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– Quelle piante curative osteggiate da chi ci governa

di Marco Cedolin da ilcorrosivo.blogspot.it

Potrebbe sembrare un paradosso o un cortocircuito logico, ma in realtà esistono un'infinità di piante in grado di curare le patologie che ci affliggono, come e spesso meglio di quanto non facciano i farmaci sintetici tradizionali, ma la loro coltivazione, commercializzazione e diffusione è in varia misura vietata o limitata dai governi nazionali e sovranazionali in quanto potrebbe nuocere ai profitti delle multinazionali farmaceutiche.

Le più note sono la canapa e la stevia, al cui riguardo esiste un'ampia letteratura scientifica che ne comprova le qualità, ma accanto ad esse se ne possono annoverare molte altre dalle proprietà non certo meno sorprendenti…..

L'Artemisia Annua, originaria della Cina e criminalizzata dall'industria farmaceutica fino al punto che l'OMS dal 1995 raccomanda ai governi del mondo di non diffonderla alla popolazione, è un potente antibiotico che può essere usato contro la malaria e funziona molto meglio di quelli costosi che vengono venduti dalle multinazionali, dal momento che a differenza dei farmaci non riduce le difese immunitarie dell'organismo e al contrario vanta anche interessanti proprietà antitumorali.

Continua su:

http://ilcorrosivo.blogspot.it/2017/06/quelle-piante-curative-osteggiate-da.html

 

 

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– La dr.ssa Humpries sgretola la immunità di gregge

di Radio Autismo, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=wM1jgrJXqXY

 

 

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– DIEGO FUSARO: Contro i vaccini obbligatori e l'interesse multinazionale

di Diego Fusaro, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=-Q6uwN6TpAc

 

 

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SCIENZA E TECNICA                                                         

 

– CONTROLLO GLOBALE – Chip nel cervello e trapianto di ricordi, esseri umani ‘super intelligenti’ entro il 2030

da stopeuro.org

(immagine da youfuture)

(ANSA) I primi esseri umani ‘super intelligenti’ potrebbero essere fra noi già nel 2030: questo grazie ai passi da gigante che la ricerca sta compiendo nel campo delle neuroscienze e dell’intelligenza artificiale, focalizzandosi su pratiche al limite del fantascientifico come l’impianto di chip nel cervello e il trapianto di ricordi. Lo dimostrano i 150 studi scientifici condotti sull’argomento da oltre 600 ricercatori di tutto il mondo e ai quali è andato il premio europeo ‘Frontiers Spotlight Award’, che mette in palio 100.000 dollari per l’organizzazione di un convegno internazionale che possa imprimere un’ulteriore accelerazione alla ricerca.

“Entro il 2030 il potenziamento dell’intelligenza con impianti nel cervello non sarà più soltanto oggetto di ricerca: le persone dovranno fare i conti con la realtà di questo nuovo paradigma”, afferma il neuroscienziato Mikhail Lebedev della Duke University.

Continua su:

http://www.stopeuro.org/controllo-globale-chip-nel-cervello-e-trapianto-di-ricordi-esseri-umani-super-intelligenti-entro-il-2030/

 

 

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– Studio smonta in un sol colpo gender e evoluzionismo

di Marco Respinti, da lanuovabq.it

Due ricercatori del Weizmann Institute of Science di Rehovot, in Israele, Shmuel Pietrokovski e Moran Gershoni, hanno reso pubblici i risultati di un importante studio genetico nato come indagine sulle cause della sterilità umana. Ne emerge che ben 6500 geni si attivano in modo diverso nei maschi e nelle femmine, anche in reazione ai farmaci, poiché, a seconda che appunto appartengano a un maschio o a una femmina, quei geni sintetizzano diversamente le proteine. Per la scienza si tratta di un’acquisizione tanto sorprendente quanto importante.

Ovvio, infatti, che il dimorfismo sessuale tra maschio e femmina umani, o certe caratteristiche tipiche dell’uno e dell’altra, siano dovute a un modo diverso di esprimersi di geni uguali, ma i risultati ottenuti dalla ricerca del Weizmann Institute si spingono più in là. Si parla infatti di differenze importanti, talora decisive, nel determinare il modo di essere fisico, e appunto persino l’insorgere di talune patologie con la conseguente responsività relativa ai farmaci atti a curarle, del maschio e della femmina, identici nel loro essere umani diversi l’uno dall’altra.

Tracciando dunque una mappa dettagliata di questi geni i due ricercatori israeliani hanno dovuto arrendersi ad alcune evidenze che non obbediscono affatto a certe presunzioni correnti. Per esempio quelle legate all’ipotesi evoluzionista, oggi data per scontata ma che evidentemente ? così si è scoperto al Weizmann Institute ? così scontata non è. Constata infatti Gershoni che «più un gene è specifico a un sesso e meno su quel gene è visibile la selezione». Tradotto, significa che l’azione della selezione naturale debitamente “spiegata” negli schemi intellettuali evoluzionistici come motore della speciazione per mutazione genetica non viene invece riscontrata dall’osservazione scientifica degli esseri viventi.

Continua su:

http://www.lanuovabq.it/it/articoli-studio-smonta-in-un-sol-colpo-gender-e-evoluzionismo-19977.htm

 

 

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– Non uccidete la Psicologia: sul caso del “processo” a Giancarlo Ricci

di Alessandro Benigni, da ontologismi.wordpress.com

 

Non esiste “una verità“, men che meno definitiva, che possa dirsi “Psicologica”, né “Psichiatrica”, né di “Scienze Psicologiche”, etc.

Contro chi oggi pretende di imporre una sola visione (debole e contraddittoria, oltretutto) sulle altre: basta un minimo di Storia della Psicologia e di Epistemologia per mostrare come la Psicologia vive e progredisce solo nella dialettica di posizioni e idee contrapposte e pretendere di zittire le voci diverse da quelle del pensiero dominante significa in realtà porre fine alla scienza stessa.

1.  Senza libertà, la scienza muore.

La Psicologia, come ogni scienza, si nutre della differenza e della dialettica.  Se è vero, come scrive Jules Verne, che “la scienza è fatta di errori utili, che a poco a poco ci portano alla verità” non dovrebbe stupirci che la strada degli scienziati, anche dei più grandi, sia lastricata di sbagli e cantonate. Questo vale anche per la Psicologia. Ma come possiamo scoprire gli errori, se non è concesso criticare? Com’è possibile propgredire se non è lecito dubitare dell posizioni che oggi si pretende di assumere per “vere”, senza discussioni? Anche se solo volessimo rifarci fedelmente al cuore del metodo galileiano – cosa che in Psicologia è difficilissima – ovvero alla “verifica sperimentale”, resteremmo comunque ben collocati nell’ambito di una straordinaria libertà: quella di formulare ipotesi, appunto. Anche le più azzardate, ma con la consapevolezza di poterle verificare, nella dialettica delle opposte teorie e delle reciproiche confutazioni. Nel nostro immaginario collettivo si è però cristallizzata l’idea di una scienza che non può – e non devesbagliare. E questo è pericoloso, perché così si finisce con il pretendere (ed infine col concedere) che ci sia una sola voce, a dettare la “verità” della scienza.

Continua su:

https://ontologismi.wordpress.com/2017/05/06/end/

 

 

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–  FUORI TESTO                                                                  

 

Le lacrime che dai nostri occhi vedrete sgorgare non crediatele mai segni di disperazione. Promesse sono solamente, promesse di lotta.

Alekos Panagulis

 

 

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– Fioravanti: il Regno dei Borbone scuola di eccellenza – 22 gennaio 2011

di Associazione Identitaria Alta Terra di lavoro, da youtube.com

Scuola d'eccellenza (FILEminimizer)

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=KDg1psxrEaM

 

 

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– Ex Magistrato Paolo Ferraro decide di parlare!

di InfoClub, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=QGHNSkmbH0E

 

 

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– "Inganno Globale", di Massimo Mazzucco

di il Portico Dipinto, da youtube.com

(immagine da shop.luogocomune.net)

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=jNiZD1FQevk

 

 

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– CANCRO LE CURE PROIBITE a cura di Massimo Mazzucco

di TheAntitanker, da youtube.com

(immagine da il sicomoro)

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=1RUrIO3Emws

 

 

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IL PRESENTE SITO NON E’ UNA TESTATA GIORNALISTICA IN QUANTO VIENE AGGIORNATO SENZA ALCUNA PERIODICITA’. PERTANTO NON PUO’ CONSIDERARSI UN PRODOTTO EDITORIALE AI SENSI DELLA L. N. 62 DEL 7.3.2001.

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