La verità è a disposizione di chiunque la voglia cercare…

Questo sito non è monarchico

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N.B.: Si partecipa ai Sig.ri fruitori di questo sito che alcuni articoli riportati sulla pagina iniziale possono rimanere in visione per molto tempo, mentre altri vengono aggiornati con maggiore frequenza. Si invita pertanto a prendere sempre visione  dell’intera pagina.

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Accessi luglio 2016: 7.880

Media accessi/giorno: 245,19

 

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Il nostro affetto e la nostra solidarietà alle vittime ed alle loro famiglie per la tragedia che ha colpito questa mattina alle 3,36 i Comuni di Accumoli, Amatrice e Arquata del Tronto.

RACCOLTA FONDI E GENERI DI PRIMA NECESSITA'

CHI, NON POTENDO CONTRIBUIRE DIRETTAMENTE CON GENERI DI PRIMA NECESSITA' PERCHE' RESIDENTE IN LUOGHI DISTANTI DA QUELLI DEL DISASTRO, PUO' CONTATTARE ANIELLO SICIGNANO CON MESSAGGIO PRIVATO VIA FACEBOOK E OFFRIRE UN DONATIVO.

 

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APPELLO

 

…alla luce di quanto sta avvenendo non è più pensabile continuare a dividersi in sicilianisti, napolitanisti, duosiciliani, borbonici, antiborbonici, meridionalisti, federalisti, autonomisti e via dicendo: ciò non farà altro che favorire il gioco di quelle oligarchie mondialiste che hanno causato ciò che stiamo subendo; la posta in gioco è troppo alta per non comprendere che solo una identità di intenti può porsi come elemento determinante per la riuscita di un qualunque progetto di riscatto. E’ indispensabile, anzi vitale, il superamento di quelle pur legittime diversità di vedute e propugnare, tutti insieme e nel rispetto delle specifiche idee, quanto meno un forte riavvicinamento delle varie componenti identitarie, nella convinzione e nella consapevolezza che se ciascuno farà un piccolo passo indietro, tutti insieme si farà un enorme passo avanti.

(Tratto da “Rinascita di una Nazione”, pag. 127)

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Si invitano i Sig.ri lettori a dare attenta e completa lettura del seguente articolo. Anche attraverso di esso è possibile avvicinarsi alla comprensione di una realtà che, indipendentemente dai differenti "credo" politici, ci sta coinvolgendo tutti portandoci verso un disastro sociale, economico, politico, culturale e filosofico senza precedenti.

Perché non si possa dire “Io non lo sapevo…” e la conseguente scelta indipendentista.

Di Giovanni Maduli.

IN AGGIORNAMENTO CONTINUO…

Ma che sta succedendo?

Si resta smarriti e disorientati di fronte all’accavallarsi di eventi che spesso non comprendiamo, o peggio, crediamo di comprendere condizionati e manipolati come siamo dai mass media e dalle informazioni di regime.

Stiamo vivendo un periodo di stravolgimenti epocali che investono tutti i settori della comunità umana: dall’economia alla società, dalla religione alla scuola, dai diritti sempre più negati – nonostante le apparenze – agli ideali e, perfino, alla nostra stessa filosofia. Quasi una seconda “rivoluzione francese” forse con ancora molte più vittime di quante allora se ne contarono.

Per prendere visione dell'intero articolo cliccare qui:

http://www.regnodelleduesicilie.eu/wordpress/page/2/

 

 

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Con invito alla massima e continua diffusione:

Marco Travaglio: la dittatura che la casta instaura con le modifiche alla Costituzione

di Luca Castaldi, da youtube.com

VIDEO:

https://www.youtube.com/watch?v=hl1FskkJLxQ

 

 

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EDITORIALI

 

La politica del disastro.

di Vincenzo Gulì, da parlamentoduesicilie.eu

Agosto 2016

Chi s’intende un po’ di finanza pubblica è portato a fare alcune considerazioni sul alcuni fenomeni attuali che sembrano altrimenti inspiegabili. Quello che andiamo dicendo riguarda l’intero pianeta poiché crisi e annessi sono effetti di quella élite che lo tiene celatamente in pugno. E’ risaputo che nei periodi di crisi c’è un’automatica stretta alle spese pubbliche (spending review) con più rigoroso e demagogico controllo delle stesse, minore circolazione di denaro e conseguente più bassa possibilità di lucrare su appalti e business plan. E’ risaputo pure che l’avidità dei politicanti non conosce freni ed escogita, proprio nei momenti più difficili, espedienti per rimpinzarsi maggiormente. L’unico problema risiede nel non allertare l’opinione pubblica che già è sotto alta tensione per la congiuntura sfavorevole. Da tempo la fondamentale attività di ricerca è stata orientata in un settore che nemmeno i più pessimisti avrebbero immaginato. Con una serie di pretesti idonei a tenere buona la massa, come la crisi energetica o i miglioramenti agricoli, si è stati purtroppo capaci di modificare il clima, creare sismi sulla terra ferma e nei mari, avvelenare in varie maniere intere popolazioni, come per la Terra dei Fuochi. Apparentemente i danni conseguenti dovrebbero essere una perdita secca per le amministrazioni pubbliche costrette ad intervenire. Ma non è così. Già l’assenza di seria prevenzione dovrebbe far riflettere gli scettici; non proteggere equivale ad elevare il rischio. Tornando a quanto detto sopra per la riduzione delle risorse e della maggiore severità nell’utilizzarle, tutto viene magicamente a cadere quando si verifica una calamità sociale. Per l’urgenza, i fondi sono immediatamente sbloccati e reperiti se insufficienti, magari con prestiti esteri; le ispezioni legislative e contabili sono posposte e quindi incapaci di intervenire tempestivamente; tangenti e pizzi si susseguono a meraviglia rimpinguando le tasche dei piccoli e grandi sciacalli.

La prima volta che la Scienza delle Finanze annovera qualcosa di simile è nei bilanci pubblici post-rivoluzionari, come quelli della Repubblica Partenopea di Napoli del 1799. Mentre prima si realizzavano le opere pubbliche essenziali praticamente solo con gli apporti dei sovrani e dell’aristocrazia e si mirava al pareggio del bilancio, in seguito si inventò il cronico disavanzo dello stesso da ripianare con l’aumento esponenziale dei tributi colpendo le altre classi sociali con balzelli crescenti soprattutto sui beni di consumo. Naturalmente la demagogia riempì i mass media della favola che più spese significavano più servizi e quindi più benessere sociale. Gli indici economici pre e post rivoluzionari forniscono l’adeguata e incontrovertibile risposta a queste utopie.

Allora la politica del disavanzo, contrabbandata per welfare, adesso la politica del disastro spacciato per evento naturale. Essa è adottata da tutti i paesi egemoni, USA in testa, e Italia in particolare. Le trivellazioni per fonti energetiche, l’irrorazione quotidiana di scie chimiche micidiali, l’esiziale traffico di rifiuti tossici sono dei mezzi tramite i quali si inferiscono alle popolazioni catastrofici danni. Quando i settentrionalisti lanciano lo slogan “Vesuvio lavali col fuoco” non proferiscono una mera espressione razzista bensì soprattutto un auspicio rivolto ai tiranni globalizzati o al caso di concedere loro uno dei più grossi business del secolo!

Per l’opinione pubblica ci sono tanti opinion maker che dai punti di informazione più autorevoli, (come televisione, giornali e università) deviano abilmente l’attenzione su falsi problemi e obiettivi (come lo sport o la politica di destra e sinistra) sminuendo ogni perplessità e facilitando in tal modo la marcia vittoriosa della Signora con la Falce. Agli stessi autori di questi orrendi crimini si rivolgono questi ingenui con il cervello modificato dall’informazione per chiedere aiuto (vedi marce per la pace e raccolta di firme). L’esito delle loro istanze è scontato perché in questa lurida politica del disastro è compresa l’attività formale di bonifica e ricostruzione, ramo fondamentale per eludere la compressione delle spese e quant’altro già detto.

Ribadendo che questa politica è una piaga mondiale e che la sovranità di quasi tutti gli stati, come quello italiano, è assolutamente limitata (basti pensare alla sudditanza monetaria) non esiste soluzione legale all’interno del sistema. Esiste però la legittima difesa dei Popoli. Solo nelle zone in cui ancora c’è un Popolo si intravede la luce in fondo al tunnel…

 

 

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NOTIZIE DAL REGNO – STORIA                                      –

 

– Quando Garibaldi rubò i soldi al Banco di Sicilia e al Banco di Napoli

di Ignazio Coppola, da timesicilia.it

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Sulla ‘gloriosa’ spedizione dei Mille in Sicilia ci hanno raccontato un sacco di menzogne. Non solo non ci fu nulla di ‘eroico’, ma Garibaldi svuotò le ‘casse’ del Banco di Sicilia (depredando 5 milioni di ducati corrispondente a 82 milioni di Euro dei nostri giorni) e poi le ‘casse del Banco di Napoli (depredando 6 milioni di ducati equivalenti a 90 milioni degli attuali Euro). Tutti soldi portati ai Savoia. E noi ancora oggi ricordiamo questo bandito di passo!  

11 Maggio 1860, esattamente 156 anni fa, con lo sbarco di Garibaldi a Marsala inizia la invasione del Sud e la sistematica colonizzazione della Sicilia. Uno sbarco che come tutto il resto della spedizione dei Mille, da Calatafimi alla presa di Palermo, sarà un’indegna sceneggiata caratterizzata da squallidi episodi che in termini militari si usano definire di “intelligenza con il nemico”.

E di intelligenza con il nemico, a differenza di quanto da sempre ci è stato propinato dalla storiografia ufficiale, è macchiato ed inficiato lo sbarco dei garibaldini a Marsala. Basta rivisitare obbiettivamente le cronache dello sbarco indisturbato della camice rosse di quel lontano giorno alle ore 13,00 del 11 maggio 1861 per rendersi conto dell’accordo sottobanco tra Garibaldini e gli ufficiali della marina borbonica che avrebbero dovuto ostacolare e non lo fecero, se non in ritardo ed a sbarco avvenuto, e tutto questo con la complicità degli inglesi che avevano un forte radicamento economico a Marsala con una notevole presenza di loro bastimenti ancorati in quel porto.

Continua su:

http://timesicilia.it/garibaldi-rubo-soldi-al-banco-sicilia-al-banco-napoli/

 

 

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Quando Garibaldi, i garibaldini e l’Unità d’Italia legittimarono mafia e camorra

di Ignazio Coppola, da timesicilia.it

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Ieri, nella quarta puntata della Controstoria dell’impresa dei Mille (che potete leggere qui), abbiamo sottolineato il ruolo di Garibaldi e dei garibaldini in quella che, alla fine, è stata la prima trattativa tra Stato italiano allora nascente e mafia. Oggi approfondiamo l’argomento avvalendoci della testimonianza di storici e valenti magistrati che si sono occupati di mafia e di rapporti tra la stessa mafia e lo Stato.

Quando oggi parliamo di trattativa “Stato-mafia”, non possiamo non andare indietro nel tempo e riferire questo vituperato ed aborrito binomio alle origini del nostro Paese inteso nella sua accezione unitaria. In parole povere, questo sodale rapporto tra la mafia e lo Stato nasce con l’Unità d’Italia o, peggio ancora, con la mala unità d’Italia e sin dai tempi dell’invasione garibaldina che si servì per le sue discusse e dubbie vittorie del contributo determinante della mafia in Sicilia e della camorra a Napoli.

In Sicilia in quel lontano maggio del 1860 infatti accorsero, con i loro “famosi picciotti” in soccorso di Garibaldi i più autorevoli capi-mafia dell’epoca come Giuseppe Coppola, di Erice; i fratelli Sant’Anna di Alcamo; i Miceli di Monreale; il famigerato Santo Mele così bene descritto da Cesare Abba, Giovanni Corrao, referente delle consorterie mafiose che operavano a Palermo nel quartiere del Borgo vecchio e che poi addirittura diverrà generale garibaldino e che verrà ucciso 3 anni dopo nell’agosto del 1863 nelle campagne di Brancaccio in un misterioso ed enigmatico agguato a fosche tinte mafiose.

Un apporto determinante degli “uomini d’onore” di allora che farà dire allo storico Giuseppe Carlo Marino, nel suo libro” Storia della mafia”, che Garibaldi senza l’aiuto determinante dei mafiosi in Sicilia non avrebbe potuto assolutamente fare molta strada.

Continua su:

http://timesicilia.it/garibaldi-garibaldini-lunita-ditalia-legittimarono-mafia-camorra/

 

 

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Radici storiche dell’Autonomia siciliana:

Dalla “Gran Contea” al Regno di Sicilia superpotenza internazionale

da noisicilianiliberi.it

Nei fatti il Duca di Puglia, Roberto, di Sicilia non si poté occupare troppo. Aiutò il fratello Ruggero sulle prime alla conquista dell’Isola, tenne per qualche tempo Palermo, poi solo mezza, e l’alta sovranità sull’Isola, ma non usò mai il titolo di “Duca di Sicilia”. La sua strategia di consolidamento dei possedimenti nell’Italia meridionale e i tentativi di espansione nei Balcani lo portavano lontano.

Fu Ruggero I invece il vero edificatore del nuovo Stato di Sicilia sulle ceneri dell’Emirato in frantumi. Dal 1060 (sbarco a Messina) al 1098 (presa di Malta) la sua vita fu un’epopea di conquiste dalle quali sarebbe uscita quella Sicilia che poi sarebbe arrivata sino alla contemporaneità. Al termine di questa epopea l’Apostolica Legazia (1098) riconosciuta da Urbano II garantiva ai sovrani siciliani un controllo auto nomo sulla Chiesa siciliana che li rendeva piú simili agli imperatori d’oriente che non a sovrani occidentali.

Ruggero si appoggiò quanto poté su ciò che restava a Palermo dell’amministrazione saracena, molto piú efficiente di quella feudale ancora prevalente in tutta Europa, Italia meridionale inclusa. Anzi potremmo dire che la miscela tra elementi arabi, greco-siciliani, monaci benedettini francesi e la spada dei normanni creò la base per una potenza politica ed economica senza precedenti.

Anche l’amministrazione interna – la divisione in Valli ad esempio – fu complessivamente lasciata, pur se i sovrani normanni su questa ritagliarono una mappa di diocesi vescovili che, con qualche innesto successivo, è tutto sommato ancor oggi riconoscibile.

Continua su:

http://www.noisicilianiliberi.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/10/Radici-storiche-autonomia-5.pdf

 

 

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– La scomoda verità del terremoto di Messina e Reggio del 1908 conservata negli archivi russi

di Antonio Petrone, da lalibreriaculturale.altervista.org

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Fin da ragazzo sono stato pervaso da un profondo desiderio di conoscenza , per la storia del passato e per le mancate verità, che spesso la “ragion di stato” o  il più bieco affarismo politico hanno teso occultare. Proprio in questi giorni ho terminato un libro di Pino AprileGiù al Sud” in un capitolo si fa menzione dei tragici fatti di Messina, seguiti  a vere e proprie ruberie territoriali effettuate da truppe governative nei confronti di inermi cittadini gia provati dal terribile sisma.  Ciò, che all’epoca fu accuratamente occultato per difendere una assurda ragione di stato riemerge dopo 100 anni, grazie alla caduta del segreto di stato voluta dal presidente Putin su documenti dell’ex Polizia segreta la NKVD. Contemporaneamente all’arrivo del monumento a loro dedicato, giungono nuovi documenti direttamente dall’Archivio governativo di Mosca tutti dedicati alle vicende dei soccorsi prestati dai marinai russi.

Continua su:

http://lalibreriaculturale.altervista.org/la-scomoda-verita-del-terremoto-messina-reggio-del-1908-conservata-negli-archivi-russi/

 

 

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IL RAGIONIER Vittorio Sacchi e le finanze del Regno delle Due Sicilie
di Antonio Ciano

 

NITTI ha ascritto che..

[… ]Dei Borbone si può dare qualunque giudizio: furono fiacchi, non sentirono i tempi nuovi, non ebbero altezza di vedute mai, molte volte mancarono di parola, molte volte peccarono; sempre per timidità, mai forse per ferocia. Non furono dissimili dalla gran parte dei principi della penisola, compreso il Pontefice. Ma qualunque giudizio che si dia di essi non bisogna negare che i loro ordinamenti amministrativi erano spesso ottimi; che la loro finanza era buona, e in generale, onesta…”12). A suffragare le affermazioni di Nitti ci viene in aiuto il signor Vittorio Sacchi, amico del Conte di Cavour, direttore delle contribuzioni e del catasto del Regno di Sardegna, mandato a Napoli dal Ministero piemontese per regolare e governare le finanze napoletane dal 1° aprile al 31 ottobre del 1861. La finanza napoletana, organizzata da un uomo di genio, il cavalier Medici, era forse la più adatta alla situazione economica del paese. Le entrate erano poche e grandi e di facile riscossione. Base di tutto l’ordinamento fiscale era una grande imposta fondiaria. Questa era così bene organizzata che rappresentava un vero contrasto col Piemonte, dov’era assai più gravosa e di difficile riscossione. Riferisce il Sacchi nella sua relazione al governo piemontese:” Il sistema di percezione della fondiaria era incontrastabilmente il più spedito, semplice e sicuro che si avesse forse in Italia. Lo Stato, senza avervi quella minuziosa ingerenza, che vi ha in Francia e nelle antiche Province, ( del Piemonte, ndr) ove si fece perfino intervenire il potere legislativo nella spedizione degli avvisi di pagamento, aveva assicurato a periodi fissi e ben determinati l’incasso del tributo, colle più solide garanzie contro ogni malversazione per parte di contabili.”(Francesco Saverio Nitti, Scritti sulla Questione Meridionale, Nord e Sud, Editori Laterza,1958, pag 473).

 

 

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PER NON DIMENTICARE…

(immagine tratta da madreluna.altervista.com)

 

– 16 agosto 1905: la strage di San Rocco

dagrammichele.eu

Grammichele (FILEminimizer)

«Compagni noi dobbiamo unirci contro i civili, contro i cappeddi. Abbasso le tasse , abbasso i cappeddi.»

La folla si diresse verso il Casino dei civili situato a piano terra del Palazzo Comunale, dove ha sede adesso l’ufficio turistico. Il Casino fu assaltato, tutto fu dato alle fiamme, ma il vero obiettivo del popolo erano le cartelle esattoriali, distrutte quelle, i grammichelesi avrebbero finalmente consumato un’antica e repressa vendetta.

Una volta che la situazione degenerò il sottotenente diede ordine ai soldati di mettersi in posizione sulle scali antistanti la Chiesa Madre e sotto evidente pressione di Basilicò fu dato fuoco.

Erano le 9 del mattino del 16 agosto 1905. Morirono sul colpo 7 persone fra di loro un bambino di 10 anni, altre 6 morirono in seguito alle ferite; 41 persone nei giorni seguenti furono incarcerate.

Fonte:

http://www.grammichele.eu/16-agosto-1905-strage-di-san-rocco/

 

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– 14 agosto1861, le stragi di Pontelandolfo, Casalduni e Campolattaro

da comune.casalduni.bn.it

“Che non rimanga pietra su pietra…” (ordine del gen. cialdini al col. negri)

Un gruppo di donne e bambini si rifugiarono nella chiesa di Pontelandolfo nella speranza di trovare lì la salvezza: furono ivi rinchiuse ed arse vive.

Non si conosce con esattezza il numero delle vittime, stimate fra cento e mille a Pontelandolfo; forse un po’ meno, ma sempre numerosissime, a Casalduni e Campolattaro. Fu la più grande strage della cosiddetta unità.

 

Dopo una marcia di 13 ore i militari circondarono il paese, in modo da uccidere chiunque cercasse la fuga. Uccidevano e saccheggiavano al grido di soldi, soldi; strappavano gli orecchini dalle orecchie delle donne. Uccidevano gli uomini, violentavano le donne più belle, prima di uccidere anche loro. Saccheggiarono la chiesa, poi raccolsero fieno e legna secca, stipati nella stalle e li accatastarono sugli usci delle case dove avevano rinchiuso i contadini che poterono solo scegliere di morire con una pallottola alle spalle o arsi vivi. Le fiamme dei mobili di legno ammucchiati nella stanze a piano terra distrussero tutto ed arsero vivi gli abitanti, mentre i soldati banchettavano con polli, pane, vino.

A Casalduni i militari entrarono sparando all’aria; uno del posto precedeva i soldati, indicando le case da ardere, prima quella del sindaco. I vecchi, e quanti rimasti furono   uccisi a colpi di baionetta. Le donne furono stuprate prima di esser assassinate. Il paese fu completamente incendiato.

Fonte:

http://www.comune.casalduni.bn.it/joomla/index.php?option=com_content&view=article&id=50:unita-ditalia-il-racconto-della-strage-e-delleccidio-di-casalduni-e-pontelandolfo-nel-sannio-beneventano

Per approfondire:

http://www.parlamentoduesicilie.eu/wordpress/?s=giustizia+tarta

 

 

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SCHEGGE DI STORIA                                                     –

 

SCHEGGE DI STORIA 9/2016

 

          Lo stesso avveniva sotto la rivoluzione francese. Dai più tristi uffiziali del regime del Terrore nacquero bande d’assassini che tribolarono la Francia, ed erano detti chauffeurs e garritteurs dai mezzi adoperati per rubare, ch’erano la garrotta ed il fuoco. Gli uni stringevano un ferro al collo del proprietario che volevano spogliare, gli altri del fuoco usavano così: entrati in una casa, impadroniovansi del capo della famiglia, e preso uno de’ suoi piedi lo mettevano sulle bragie facendolo soffrire finchè non rivelasse dove avea mascosto il tesoro (2).

          E questi ladroni erano logici, perché, dopo aver rubato in nome dello Stato sotto gli ordini di Robespierre, stimavano di poter rubare ancora in nome proprio. Giacché lo Stato essendo lo insieme dei cittadini, se il furto è lecito ad alcuni milioni di persone riunite fra loro in società, non può venire proibito ai membri che compongono questa società medesima.

          Finalmente la repubblica Romana regalò agli Stati pontificii un numero senza numero di latrocinii. Carlo Luigi Farini ne parla a lungo nel suo Stato Romano e ci racconta una parte de’ latrocinii commessi sotto quel tristissimo governo. “Fra gli inni di libertà e gli augurii di fratellanza (così il Farini) erano violati i domicilii, violate le proprietà; qual cittadino nella persona, qual era nella roba offeso, e le requisizioni dei metalli preziosi divenivano esca a ladroneggi e pretesto a rapinerie”.

          Ed erano logici anche questi furfanti, applicando ai Romani le dottrine della rivoluzione, e poiché era stato lecito ai così detti uomini del Governo togliere il regno al Papa, faceano ragione i malfattori che non potesse loro vietarsi di levare le sostanze e la vita ai privati, ché una sola è la morale, e tutti i diritti, tutte le proprietà poggiano sulla medesima base.

2) La rivoluzione francese del 1848 ci ha dato i voraces, che si rovesciarono sulla Savoia. Erano i voraces una Società segreta che nacque sotto il Governo di Luigi Filippo, ed imperversò principalmente a Lione. Quanti partiti politici potrebbero a ragione chiamarsi LES VORACES!

Borri Felice – Libraio Editore (torinese…), Come si rubava nel Regno d’Italia dal 1848 – 1872.

 

         

          L’attività repressiva dei bersaglieri vide il susseguirsi incessante di rastrellamenti, saccheggi, arresti, torture e fucilazioni arbitrarie che seminarono il terrore nelle campagne del circondario di Rossano, portando all’arresto e alla morte di centinaia di persone tra sospetti briganti e sospetti conniventi. I metodi del Milon erano, certo, efficaci e assai esemplari; ma, per la loro brutalità, suscitarono una serie di reazioni, anche in sede parlamentare, com’è testimoniato dalla interpellanza svolta alla Camera dei deputati il 10 giugno 1869, dall’on. G. Ricciardi: “Io non leggerò per intero ciò che mi è stato scritto dai vari punti delle Calabrie, non darò che un cenno dei fatti ond’è accusata l’autorità militare. (…). Bisogna assolutamente che la luce si faccia, bisogna che cessi uno stato di cose mostruosamente anormale. Dai fogli che ho fra le mani risulta che i conventi furono mutati in carceri, che i carcerati furono sottoposti ai più barbari trattamenti, che talune volte alcuni furono liberati e poi fatti fucilare alle spalle siccome fuggitivi. (…) Taccio di soprusi minori. Taccio degli arsi casolari e delle taglie imposte e dei piantoni mandati a coloro che non si presentano a mandare i loro guardiani o mandriani a cooperare alla repressione del brigantaggio, il quale sia detto in parentesi, non è stato ancora represso, ma solo diminuito. Potrei sino ad un certo punto chiudere gli occhi, se questa orribile piaga delle provincie meridionali fosse almeno estirpata, ma ciò non è”.

          In meno di un anno le bande furono liquidate: Romanello; Catalano catturato, torturato e fucilato; Turchio e Faccione, si consegnarono promettendo di collaborare cosa che non fecero. Restava libero l’inafferrabile Palma, in cui ormai s’identificava il brigantaggio calabrese.

Eugenio De SimoneAtterrite queste popolazioni, Magenes Edizioni, pag. 24, 26.

 

 

          Il principale bersaglio di Cadorna (Palermo 1866, n.d.r.) furono gli ecclesiastici. Ritenne i frati di Sant’Antonio complici della rivolta e accusò le suore di Santa Maria la Nova di essersi fatte scortare dai ribelli. Anche stavolta, francesi e inglesi rimasero in attesa degli eventi, ma il console di Parigi, con gran parte della stampa del suo paese, invitò il governo italiano a non infierire sui rivoltosi che si erano arresi. Ma gli appelli non trovarono ascolto. furono soppresse ben 1027 corporazioni religiose, fino ad allora scampate agli espropri disposti dopo l’unificazione. La mano della repressione si allungò sui religiosi: 47 in carcere a Palermo, 46 a Siracusa, 40 a Girgenti,26 a Caltanissetta, 18 a Messina. Tra loro anche il vescovo novantenne di Monreale, Benedetto D’Acquisto. Ma se il generale addossava molte colpe ai religiosi, a Firenze si preferiva accusare soprattutto delinquenti e facinorosi, che non avevano seguito alcuna strategia politica.

          Come in Abruzzo, il generale piemontese si comportò da conquistatore in una città ostile. Ordinò molte esecuzioni: solo il capitano Antonio Cattaneo del 10° granatieri fece fucilare ottanta prigionieri. Poco prima furono costretti a scavare una fossa comune, che doveva raccogliere i loro corpi. Un testimone di quei giorni, Gian Luigi Bozzoni, dichiarò al “Giornale di Sicilia” che “nella caserma di San Giacomo erano state trucidate 300 persone” e che “300 furono anche le fucilazioni nei cimiteri di Sant’Orsola, dei Rotoli e dei Cappuccini”.

          Fucilazioni e anche domicilio coatto. Decine di uomini in catene furono trasportati sulle isole di Ustica e Lipari. La repressione, senza andare tanto per il sottile, andò avanti per tre mesi. Poi si annunciò un’amnistia: concedeva l’impunità a chi era stato sorpreso senza armi. Era il 31 gennaio 1867. In quel momento, solo tre persone si trovavano nelle condizioni di poterne beneficiare.

          E i morti della rivolta? Il calcolo non risultò semplice. Secondo stime ufficiose, tra i militari le vittime erano state 3-400 con un migliaio di feriti. Tra i rivoltosi, invece, i morti furono non meno di un migliaio, ma molti corpi vennero sepolti in fosse comuni e così non furono mai ritrovati. A confondere i calcoli contribuì il colera, diffuso in Sicilia dai soldati sbarcati dalla Tancredi. Una fonte parlò di 65.000 vittime dell’epidemia, altri stimarono 61.380 decessi. Fu comunque una strage.

Gigi Di FioreControstoria dell’Unità d’Italia, Focus Storia Edizioni, pag. 330, 331.

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Per prendere visione delle altre “Schegge di Storia”, si veda la sezione omonima del menù verticale, alla sinistra del video.

 

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EVENTI                                                                             

 

Da Alessandro D'Esposito riceviamo e volentieri pubblichiamo:

– Torre del Greco, martedì 30 agosto 2016, ore 21,00

Convegno sulla Vera Storia tra Passato e giorni nostri

organizzato dal movimento culturale

“Parlamento Due Sicilie ® Parlamento del Sud”

Relatori:

prof. Vincenzo GULI’ e Giovanni PRECENZANO, con la partecipazione ed interventi di altri eminenti personaggi identitari.

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Lido La Conchiglia, via Litoranea, Torre del Greco.

 

 

 

 

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– Brindisi di Montagna (Pz)

Rievocazione storica del cosiddetto “Brigantaggio”

grancia_brindisi (FILEminimizer)(foto da oliopace.it)

Parco della Grancia, dal 12 agosto,ore 21,30, ogni venerdì e sabato fino al 15 settembre. Dall’8 agosto anche ogni mercoledì, con la partecipazione di Lina Sastri, Michele Placido e Orso Maria Guerrini.

Info e prenotazioni:

– Proloco Brindisi di Montagna: 391 3923582

– Rocco Marco Allegretti: 329 5811844

 

 

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Presentazione del volume "Chi vive? Uomini diventati briganti"

di Fabrizio Fanciulli – SIGRES Edizioni

Immagine non disponibile

 

Storie di “briganti” della Majella fra i Comuni di Pretoro (Ch), Guardiagrele (Ch), Semivicoli (Ch), Casoli (Ch), Fara Filiorum Petri (Ch), Caramanico (Pe), Abbateggio (Pe), Roccamorice (Pe), Serramonacesca (Pe), Campo di Giove (Aq), Rossano Calabro (Cs).

 

Il volume sarà presentato il:

5 agosto 2016 , ore 21,00 – Serramonacesca (Pe), Abbazia S. Liberatore a Majella;

13 agosto 2016, ore 20,30 – Pretoro (Ch), Piazza Roma;

25 Agosto 2016, ore 21,00 – Francavilla a Mare (Ch), Biblioteca C.le presso Museo Michetti;

2 settembre 2016, ore 21,00 – Chieti, Piazza Malta.

 

 

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– Roma, 15 settembre 2016

Assemblea di lancio del Comitato per l’Annullamento del Debito Illegittimo (Cadtm Italia)

di Rocco Artifoni, da pressenza.com

Annullamento debito (FILEminimizer)

15 settembre 2016 – ore 15.00
Università La Sapienza – Aula 6 – Facoltà di Lettere – ROMA
ANNULLARE IL DEBITO ILLEGITTIMO
assemblea di lancio di Cadtm Italia
con Eric Toussaint (Portavoce Cadtm internazionale)
parteciperanno:
Marco Bersani – Marco Bertorello – Alberto Bevilacqua – Matteo Bortolon – Francesca Coin – Danilo Corradi – Antonio De Lellis – Chiara Filoni – Francesco Gesualdi – Vittorio Lovera – Deborah Lucchetti – Piero Maestri – Antonio Manti – Cristina Quintavalla

Fonte:

http://www.pressenza.com/it/2016/08/assemblea-di-lancio-del-comitato-per-lannullamento-del-debito-illegittimo-cadtm-italia/

 

 

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NOTIZIE DAL REGNO – ATTUALITA’                               –

 

– E se il Sud cominciasse a pensare alla propria Indipendenza? Proprio come la Sicilia

da inuovivespri.it

Non si tratterebbe di una novità. Lo pensava già, nel 1911, il grande meridionalista Gaetano Salvemini. Proprio quando il sistema di potere di Giolitti derubava il Sud per foraggiare il ‘Triangolo industriale’ Milano-Torino-Genova, condannando le Regioni del Mezzogiorno al sottosviluppo economico e sociale tra Prefetti, mafie e ascari, Salvemini pensava a “a due Stati italiani distinti”. Oggi il Governo Renzi è per molti versi peggiore dei Governi Giolitti: oltre che derubare il Mezzogiorno, Renzi e i suoi sono anche razzisti. Non a caso si parla di Indipendenza siciliana. E ora anche di Indipendenza di tutto il Sud

Un post su facebook di Andrea Pingio riposta una foto e una lettera che Gaetano Salvemini, eminente meridionalista, scrisse nel 1911 a Salvatore Lucchese, riportata da quest’ultimo nello scritto: “Federalismo, socialismo e questione meridionale in Gaetano Salvemini”, ed. Lacaita. Sono considerazioni importanti e molto attuali:

“Ogni giorno che passa – scrive Salvemini – diventa sempre più vivo in me il dubbio, se non sia il caso di solennizzare il cinquantennio [dell’Unità] lanciando nel Mezzogiorno la formula della separazione politica. A che scopo continuare con questa unità in cui siamo destinati a funzionare da colonia d’America per le industrie del Nord, e a fornire collegi elettorali ai Chiaroviglio del Nord[…] Perché non facciamo due Stati distinti? Una buona barriera doganale al Tronto e al Garigliano.
Voi vi consumate le vostre cotonate sul luogo. Noi vendiamo i nostri prodotti agricoli agli inglesi, e comperiamo i loro prodotti industriali a metà prezzo. In cinquant’anni, abbandonati a noi diventiamo un altro popolo. E se non siamo capaci di governarci da noi, ci daremo in colonia agli inglesi, i quali è sperabile ci amministrino almeno come amministrano l’Egitto, e certo ci tratteranno meglio che non ci abbiano trattato nei cinquant’anni passati i partiti conservatori, che non si dispongano a trattarci nei prossimi cinquant’anni i cosiddetti democratici”.

Continua su:

http://www.inuovivespri.it/2016/08/21/e-se-il-sud-cominciasse-a-pensare-alla-propria-indipendenza-proprio-come-la-sicilia/#_

 

 

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– L’abruzzo da difendere e sempre a ……terra nosta!!!!

di Serena Giannico, da altaterradilavoro.com

Da quando hanno bucato le montagne l’abruzzo e sempre piu invasa dai romani, quelli figli del cinepanettone non quelli eredi della grandezza del regno papalino,  e nonostante gli abruzzesi fanno soldi con la civiltà lasciata dai napoletani non gli danno la giusta riconoscenza ma noi siamo sempre legati all’abruzzo e gli abruzzesi sono sempre nostri fratelli e anche questa volta gli diamo una mano denunciando quello che vogliono fare e come vogliono distruggere il loro territorio. Di seguito un articolo che mi ha inviato tonino fallena che ci spiega bene le cose. Colgo l’occasione per dire che non abbiamo nessun indirizzo politico e le notizie le prendiamo da tutte le parti senza pregiudizio e senza favorire qualcuno rispetto ad altri a noi interessa solo la divulgazione, la difesa dell’ex regno delle due Sicilie.

Il piano per sventrare l’Abruzzo Comuni in rivolta contro il progetto del gruppo Toto di rimodulare il percorso delle autostrade A24 e A25 sventrando Parchi e siti di interesse naturistico. Dieci anni di lavori, 6 miliardi di fondi privati. In cambio, la gestione dell’autostrada più costosa d’Italia per altri 45 anni.

Continua a leggere su:

http://www.altaterradilavoro.com/labruzzo-da-difendere-e-sempre-a-terra-nosta/

 

 

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Scorie petrolifere della Basilicata sono finite in Calabria

di P.P., daFacebook.com

VIDEO

https://www.facebook.com/M5S.PaoloParentela/videos/540745222753755/

 

 

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– Bisogna che i monumenti cantino. Un appello per ridare dignità a un tratto delle mura bizantine di Crotone

di Margherita Corrado, da famedisud.it

Crotone (FILEminimizer)

…Lo storico di quello scontro epocale, Procopio, attesta espressamente che nel 547 la flotta giustinianea non si trattenne nel porto perché la città era priva di fortificazioni – dismesse le mura di Kroton fin dal III sec. a.C., non si era più reso necessario costruirne di nuove fino ad allora –, mentre appena cinque anni più tardi le milizie imperiali e la popolazione resistettero per mesi all’assedio dei Goti asserragliandosi nella cittadella, in attesa dell’arrivo degli aiuti partiti dalla Grecia.

Ha del miracoloso la sopravvivenza fuori terra di un lembo non irrisorio di quel circuito murario che, in coerenza con le pratiche edilizie del VI secolo, reimpiega esternamente spolia sottratte all’edilizia monumentale anteriore, nel caso specifico magno-greca, per realizzare un possente muro a sacco entro doppio paramento di blocchi in calcarenite locale messi in opera su assise regolari, disposte alternativamente di testa e di taglio.

Continua su:

http://www.famedisud.it/bisogna-che-i-monumenti-cantino-un-appello-per-ridare-dignita-a-un-tratto-delle-mura-bizantine-di-crotone/

 

 

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– “Vittorio Emanuele assassino”: a Sassari il Fiu cambia nome alla strada

da sardiniapost.it

Blitz notturno del Fronte Indipendentista Unidu (Fiu) sulla toponomastica stradale sassarese: nella notte tra il 14 e 15 agosto gli attivisti hanno cambiato il nome sulle targhe di una delle strade più importanti di Sassari, oggi dedicata a Vittorio Emanuele II. Le targhe della strada sono state cambiate con l’aggiunta della scritta ‘assassino di sardi’ in sostituzione di ‘re d’Italia’: “Quella che un tempo era la via ‘Farendi in Piazza’ – si legge nella nota inviata dal Fronte Indipendentista Unidu – oggi purtroppo risulta ancora dedicata al tiranno della dinastia savoiarda Vittorio Emanuele II”.

Continua su:

http://www.sardiniapost.it/cronaca/vittorio-emanuele-assassino-sassari-blitz-degli-indipendentisti-sul-nome-della-strada/

 

 

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ARCHITETTURE DEL REGNO                                          –

– Il Castello Normanno Svevo di Bari

a cura di Silvia Bove, da gocasteldelmonte.it

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(foto da abaporu.org)

 

Il Castello di Bari, il cosiddetto Castello Svevo, è l'esempio più evidente della grandezza della città, che da sempre ha visto ricchezza e prosperità come due parole centrali e costanti nella propria definizione. Luogo testimone del dominio longobardo, del quale territorio era capitale, ma anche erede della storia normanna e di quella trasportata dalle reliquie di San Nicola, che qui si conservano, sotto il dominio bizantino visse un periodo di massimo splendore, nel quale fu estesa e fortificata, come testimoniano le mura urbane.

E' proprio all'interno di queste mura, che si aprono in corrispondenza della Porta Vecchia e della Porta Nuova (dove attualmente sorge Piazza del Ferrarese), che si erge il castello, una rocca in cui l'ingegno fa da padrone, presentandosi come un castello nel castello. Le mura esterne, sovrastate dall'imponenza del castrum, sono esse stesse contenitore delle torri difensive del periodo medievale e della reggia rinascimentale, rafforzando il potere difensivo della struttura.

La storia del Castello di Bari

I Normanni invasero e parzialmente distrussero la città nel 1156, guidati da Guglielmo il Malo, incontrando, in ogni caso, una forte resistenza da parte dei cittadini baresi che lottarono fieramente per difendere il proprio territorio. Fu grazie a Federico II che il castello fu ristrutturato e reso più similare ad una residenza.

Continua la lettura a pag. 41 della sez. "Architetture del Regno" (in alto, sulla sinistra del video)

Fonte:

https://www.gocasteldelmonte.it/castelli-e-cattedrali-puglia/castello-di-bari/

Per prendere visione delle altre “Architetture del Regno”, si veda la sezione “Architetture del Regno”, in alto, sulla sinistra del video.

 

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LUOGHI DEL REGNO                                                     –

 

Casaluci Il Castello e la Cappella Palatina

di Domenico Napolitano, da youtube.com

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(foto da wikipedia.org)

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=03j2Y3_SQjg

VISITA IL NOSTRO CANALE YOUTUBE:

https://www.youtube.com/results?search_query=regnodelledue+sicilieeu

Per prendere visione degli altri “Luoghi del Regno”, si veda la sezione “Architetture del Regno”, in alto, sulla sinistra del video, pag 2.

 

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CULTURE DEL REGNO                                                   –

– Mario Incudine | Italia Talìa

di Mario Incudine, da youtube.com

(foto da youtube.com)

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=QGih85EecAc

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Per prendere visione delle altri “Culture del Regno”, si veda la sezione “Architetture del Regno”, in alto, sulla sinistra del video, pag 3.

 

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TESTI CONSIGLIATI                                                        –

 

– Come si rubava nel Regno d’Italia dal 1848 – 1872

 

Borri Felice, Libraio – Editore (Torinese…)

Torino, 1872

 

 

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– Da Bocca di falco a Gaeta

di Giuseppe Buttà, cappellano militare del 9° Battaglione Cacciatori, sotto il comando dell’allora (1859) Maggiore Ferdinando Beneventano del Bosco – Monreale (Pa)

Napoli 1875

PDF

http://www.theseuslibri.it/open2b/var/catalog/product/files/38.pdf

 

 

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– Rinascita di una Nazione

di Giovanni Maduli, Pitti Edizioni

Qui il video di presentazione a Palermo:

http://www.tvmpalermo.it/video/1294/rinascita-di-una-nazione

Qui il video di presentazione a Capo D’Orlando

https://www.facebook.com/matasso/videos/vb.1582254086/10205764920553878/?type=2&theater&notif_t=video_tag

(Vedi gli altri "Testi consogliati" nella sezione apposita, in alto, alla sinistra del video)

 

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NOVITA' EDITORIALI                                                      –

 

– Chi vive? Uomini deventati briganti

di Fabrizio Fanciulli

Immagine non disponibile

 

Storie di “briganti” della Majella fra i Comuni di Pretoro (Ch), Guardiagrele (Ch), Semivicoli (Ch), Casoli (Ch), Fara Filiorum Petri (Ch), Caramanico (Pe), Abbateggio (Pe), Roccamorice (Pe), Serramonacesca (Pe), Campo di Giove (Aq), Rossano Calabro (Cs).

 

Nella sezione “EVENTI” (più in alto, in questa stessa pagina) le date e i luoghi di prossima presentazione.

 

SIGRAF Edizioni

 

 

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– IL REGNO DELLE DUE SICILIE (1734-1860). Le relazioni internazionali.

Volume I –

di Francesco Barra

Edizioni Il Trebinto, Avellino

 

 

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– Cuore a Sud

Articoli sulla storia del Regno delle Due Sicilie

di Ubaldo Sterlicchio

(immagine da altaterradilavoro.com)

Pro Loco Solopaca

 

 

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– La poltrona di Maria Carolina e il gelo di mellone

di Licia Cardillo Di Prima ed Elvira Romeo

Dario Flaccovio Edizioni – Palermo

"La poltrona di Maria Carolina e il gelo di mellone", edito da Dario Flaccovio (144 pagine, 12 euro), racconta prima di tutto un incontro: quello di un'insegnante di lettere appassionata di vini e di un'avvocato con la passione della cucina. Due mondi apparentemente distanti ma dalle radici comuni, che hanno trovato modo di avvicinarsi e mescolarsi, anche grazie a un'avventura letteraria.
E poi racconta la Sicilia, quella dei gloriosi fasti e  quella della terra brulla, quella dei baroni e quella dei servi, quella di una regina dal mitico fondoschiena e di una poltrona capace di attraversare i secoli e i giorni e diventare leggenda. Ma anche la Sicilia delle cucine, le cucine delle madri e delle figlie, dei nobili e dei poveracci, di ieri e di sempre.  

Testo tratto da :

http://www.balarm.it/articoli/la-poltrona-di-maria-carolina-e-il-gelo-di-mellone.asp

(Vedi le altre "Novità editoriali" all'interno della sezione "Testi consigliati", in alto, alla sinistra del video)

 

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NOTIZIE DAL MONDO                                                   –

 

– TERREMOTO. BASTA MENDICARE: SOVRANITÀ MONETARIA SUBITO!

di byoblu, da youtube.com

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https://www.youtube.com/watch?v=MxSQM_gPlrU

 

 

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– Lo Stato non risarcirà il terremoto

di Sara Nicoli, da ilfattoquotidiano.it

Il danno e la beffa. Non c’è luogo comune più abusato, ma stamattina, quando il terremoto ha scosso il Nord, non poteva non venire in mente che solo un paio di settimane fa, con un decreto, il governo ha chiuso con i risarcimenti ai cittadini colpiti dalle calamità naturali, aprendo la strada alle assicurazioni private. L’iper liberista Monti, dopo aver ripristinato la possibilità di rispolverare la “tassa sulle disgrazie”, attraverso l’aumento dell’accise della benzina, con beffarda lungimiranza ha polverizzato la speranza di chi rimane vittima di alluvioni, terremoti e altri disastri naturali: niente soldi, non ce ne sono. Il Tesoro ha le casse vuote, è stato spiegato al momento, quindi che gli italiani si arrangino. Anche nei momenti più difficili – questo il messaggio, inutile dare letture diverse – non contate più sullo Stato.

Già, lo Stato. Questa entità che si sente il bisogno di evocare quando una bomba uccide una ragazzina a Brindisi – e chissà poi se è veramente la criminalità organizzata oppure il gesto di un folle – o quando la retorica inonda la celebrazione dei morti ammazzati dalla mafia o da un destino carogna, come gli operai del turno di notte della fabbrica di Sant’Agostino, caduti sul lavoro sotto le macerie come tanti, sempre troppi ogni giorno. E’ uno Stato che latita, la cui immagine plastica di queste ore è quella di Mario Monti, in pulloverino azzuro polvere (ovviamente di cachemire), che da oltre Oceano parla come un automa di “rigore e vicinanza alle famiglie delle vittime”, ma non sembra sfiorato dal pensiero di fare dietrofront, invece di restare a far passerella (anche personale) ad un G8 inutile come tutti quelli di sempre.

Continua su:

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/20/stato-risarcira-terremoto/235752/

 

 

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– E ora? Come vogliamo fare?

di Simone Articolouno Boemio, da scenarieconomici.it

Come le ricostruiamo Amatrice, Accumoli, Arquata del Tronto, Pescara del Tronto? Come alleviamo le sofferenze dei loro cittadini colpiti?

Con le chiacchiere europee o con denaro di Stato?

Con la competizione tutti contro tutti imposta dai trattati europei o con la solidarità costituzionale?

CON L’ESEMPIO DI L’AQUILA L’EUROPA HA GIA’ AMPIAMANTE DIMOSTRATO LA SUA INDIFFERENZA VERSO LE POPOLAZIONI COLPITE DA CALAMITA’ ARRIVANDO A METTERCI SOTTO ACCUSA PER AVER DATO AIUTI DI STATO VIETATI NELL’UNIONE EUROPEA.

VOGLIAMO CONTINUARE COSI’, NEL SEGNO TRACCIATO DAI GRANDI SPECULATORI INTERNAZIONALI, O VOGLIAMO PRENDERE LE REDINI DEL NOSTRO TERRITORIO, DEL NOSTRO LAVORO E DELLE NOSTRE VITE?

VOGLIAMO PERSEGUIRE L’ASSURDA REGOLA DEL “PAREGGIO DI BILANCIO” IMPOSTACI DALL’UNIONE EUROPEA PER DISTRUGGERE IL NOSTRO PAESE, O TUTELARE I NOSTRI INTERESSI E LE NOSTRE ESISTENZE?

Continua su:

http://scenarieconomici.it/e-ora-come-vogliamo-fare/

 

 

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– La Russia offre aiuto all'Italia

di Elena Barlozzari, da ilgiornale.it

La Federazione Russa pronta a inviare gli uomini dell’unità “Tsentrospas” e il complesso diagnostico mobile “Struna”.

Continua su:

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/russia-offre-aiuto-allitalia-1298898.html

 

 

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– 50 SFUMATURE NO EURO – Paolo Becchi ( i 50 motivi per lasciare l'euro – Libero)

di ByoBlu, da youtube.com

(immagine da byolu.com)

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?list=PLimc7jftHxGUvogqIId0UnxmdssuPSItv&v=08zB22FmAHU

 

 

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– Zitto zitto Di Maio incontra Utopia, la società dei Dell’Utri boys sguinzagliata dalla lobby del Tabacco

di Stefano Sansonetti, da lanotiziagiornale.it

 

Dura la vita del “candidato” presidente del consiglio. Ma è dura anche la vita delle aziende intenzionate ad agganciare colui che in futuro potrebbe diventare premier. Da tempo il pentastellato Luigi Di Maio è particolarmente ambito sulla piazza dei lobbisti. Il fatto è che l’uomo forte del M5S sta avendo molti più incontri di quelli che riescono ad arrivare in “superficie”. Nel recente passato, infatti, non c’è stato soltanto l’appuntamento con la FB & Associati, la società di lobbying guidata da Fabio Bistoncini (anticipato da La Notizia del 19 luglio scorso). Qualche giorno prima, secondo quanto risulta a questo giornale, il leader a 5 Stelle ha partecipato a un riservatissimo meeting organizzato da Utopia Lab, una delle società di lobbying più “effervescenti” del panorama italiano.

Continua su:

http://www.lanotiziagiornale.it/zitto-zitto-di-maio-incontra-utopia-la-societa-dei-dellutri-boys-sguinzagliata-dalla-lobby-del-tabacco/

 

 

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– Era coinvolta anche lei

di A.T., da Facebook.com

VIDEO

https://www.facebook.com/tosaz.it/videos/1113864625342138/

 

 

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– UNGHERIA: ORBAN ABBATTE L’IVA AL 5% E TAGLIA LE TASSE ALLE FAMIGLIE CON 2 FIGLI

da sapereeundovere.com

Senza la mannaia della Bce e avendo la completa gestione della propria valuta, oltre ad un accorto governo che fa davvero gli interessi della popolazione, l’Ungheria annuncia il taglio secco dell’IVA su generi alimentari di prima necessità, raccogliendo così i frutti dell’ottima gestione dei conti pubblici.

Il Parlamento ungherese ha approvato il pacchetto fiscale 2017 che include l’abbassamento al 5% dell’IVA su latte, uova e pollame. In più è stato approvato l’abbattimento delle tariffe per i servizi Internet e di catering dal 27% al 18%. Il nuovo sistema entrerà in vigore del 1° gennaio 2017 e porterà diversi altri cambiamenti. Le famiglie con almeno due figli a carico riceveranno un trattamento fiscale agevolato, con forti sconti sulle tasse proprio per famiglie con almeno due figli.

Secondo il governo Orban, le modifiche alla tassazione permetteranno a 350mila famiglie ungheresi il risparmio aggregato di 15 miliardi di fiorini. Sarà anche rimosso il limite di 30 milioni di fiorini sui beni a tassazione ridotta per gli investimenti delle PMI, e le aziende che non possono usufruire a pieno delle deduzioni fiscali per ricerca e sviluppo, saranno autorizzate ad applicare la deduzione dalle donazioni in beneficenza.

Fonte:

http://sapereeundovere.com/ungheria-orban-abbatte-liva-al-5-e-taglia-le-tasse-alle-famiglie-con-2-figli/

 

 

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– Putin warns of nuclear war

di Inessa S, da youtbe.com

(foto da youtube.com)

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=09GBjzxYymQ

 

 

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COSTUME – SOCIETA'                                                    –

 

– SOROS E “FRANCESCO” UNITI NELLA LOTTA…

di Maurizio Blondet, da maurizioblondet.it

Ormai da settimane ignoti hackers hanno messo in linea 2500 e-mail riservate fra Georges Soros, i dipendenti delle sue fondazioni  –  capeggiate dalla casa-madre,  la Open Society Foundation  e i  riceventi dei suoi  doni. I media ne tacciono, perché sono ovviamente imbarazzanti. Si vede per esempio che lui ha dato direttive ad Hillary Clinton quando era segretaria di stato, su una crisi in Albania (sic) e su come risolverla: direttive che Hillary ha seguito alla lettera. Si vede anche che alla campagna di Hillary ha versato 30 milioni di dollari, il che ne fa’ il maggior donatore singolo.

Ma non basta. Se una cosa risalta in queste mail, è la megalomania di questo gran burattinaio. Non c’è area del mondo dove non finanzi attività (sovversive, o ‘filantropiche’); non una politica pubblica che non si proponga di ‘riformare’ in ogni parte del pianeta, sganciando soldi ai locali ‘riformatori’, che hanno sempre un carattere sinistroide e libertario. Megalomane e insieme, micro-gestore di tutta la realtà.  Come abbiamo visto, Soros finanzia Arcigay in Italia, e Planned Parenthood (in Usa (l’ente  pro-aborto che l’hanno scorso s’è scoperto faceva commercio di organi di feti);  ha pagato rivoluzioni colorate e l’opposizione ad Orban in Ungheria; istiga la giunta di Kiev a fare la guerra alla Russia; gestisce (attraverso apposite ONG) l’inondazione di immigrati in Europa, e  nello stesso tempo  eccita organizzazioni di minoranze etniche latinos in Usa, allo scopo di far cambiare  la demografia dei collegi elettorali  in modo da favorire Hillary contro Trump.  Per lo stesso scopo, paga organizzazioni razziali come Black Lives Matter (650 mila dollari) perché interrompano i comizi di Donald. Ha finanziato ripetuti  tentativi di manifestazioni LGBT a Mosca, pagando le trasferte di celebri   travestiti e sodomiti; in Europa, ha ‘gestito’ certe elezioni, facendo eleggere candidati favorevoli all’immigrazione senza limiti, e finanzia gruppuscoli che in Usa si battono non solo  per il “diritto delle donne” e LGBT di entrare nelle unità combattenti, ma il dovere di allogarle in caserme unisex; o gruppi che stanno conducendo la meritevole battaglia per toilettes pubbliche per trans.  Tutto in nome di un evidente scopo finale: la dissoluzione di ogni ordine, gerarchia e stabilità nelle società umane.

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http://www.maurizioblondet.it/soros-francesco-uniti-nella-lotta/

 

 

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– L’imbarbarimento dei costumi: da popolo a plebaglia in giro per l’Europa ( l’eredità di Marx )

di Sergio Basile e Roberto Pecchioli, da quieuropa.it

Premessa/Introduzione – di Sergio Basile – La nostra società va sempre più verso l'imbarbarimento programmato, seguendo il velenoso orientamento filosofico (e "religioso") che Hegel, Engels e Marx "donarono" all'umanità, sotto dettatura delle sette occulte che ne animarono le "gesta". Tutto è materia, tutto è materialismo, l'anima non esiste! Tutto è da provare e da sperimentare sosteneva Marx. Il marxismo è – storicamente – l'assist ideale più prezioso che l'élite mondialista potesse fornire ai seguaci del liberal-capitalismo e del turbo-capitalismo. Disorientando gli uomini dal vero credo e dalla sana spiritualità cristiana, tipica della società organica medievale, essi (i membri del gregge umano) hanno finito per volgere la loro adorazione a se stessi e verso il biblico vitello d'oro. Fa sorridere il (falso) tentativo di molti autori marxisti, neo-marxisti e comunitaristi di contrapporre il socialismo e il marxismo ai mali del capitalismo. Quasi come se dal grembo del social-comunismo potesse nascere un germe-panacea ai mali moderni dello shopping complulsivo e del dio quat-trino, quale surrogato ideale al Dio Trino.

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http://www.quieuropa.it/limbarbarimento-dei-costumi-da-popolo-a-plebaglia-in-giro-per-leuropa-leredita-di-marx/

 

 

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– Ecco Cosa ci Nascondono i Media di Monia Benini

di Valentino Rosu, da youtube.com

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=NwBH3ZYiu6I

 

 

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– Una storia falsificata sta cancellando l’Occidente

di Agostino Nobile, da radiospada.org

Di Facebook possiamo dire tutto il bene e il male che si vuole, ma certamente ci può insegnare qualcosa in più sull’ignoranza dilagante, nonché sulla psicologia umana. Si possono individuare all’istante gli individui che con nozioni di storia risibili postano luoghi comuni come verità assolute. Dopo un breve battibecco si viene a sapere che sull’argomento in discussione l’autore del post ha letto sì e no tre o quattro libri, ignorando che prima di leggere un libro di storia è necessario conoscere la tendenza politico-sociale dell’autore e la casa editrice. Così capita spesso che ci troviamo davanti a un muro di gomma. Avete mai sentito dire a un comunista convinto che il nazismo aveva i suoi lati positivi? Come può un ateo-marxista-laicista scrivere in maniera oggettiva sulla storia del cristianesimo? Personalmente, studio perlomeno da trentacinque anni le ricerche storiche scritte sia da agnostici e atei che da credenti cattolici e non, vivendone oltre dieci nei paesi non cristiani, prevalentemente musulmani. Dunque, non sono stato folgorato sulla strada per Damasco, ma dai fatti e dall’evidenze tangibili. E quando ti trovi a discutere nei post con tipi presuntuosi, forti – si fa per dire – di aver letto due o tre libri senza mai vivere nelle altre culture, capisci che le menzogne storiche hanno fatto più danni all’occidente di una guerra atomica.  Nessuno voterebbe certi governi se conoscesse la storia, ed è questa ignoranza che ha reso milioni di cittadini allergici alle elezioni. Oltre alla confusione, da queste menzogne nascono le società liquide, il relativismo, il buonismo e il senso di colpa infondato dell’occidente. I giapponesi l’atomica l’hanno avuta, ma grazie al loro senso di appartenenza sono diventati una potenza tecnologica mondiale. Un’Europa che ignora il suo passato baloccandosi sulla sessualità umana variabile, non avrà nemmeno le lacrime per piangere, perché non sa più piangere.

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http://www.radiospada.org/2016/08/una-storia-falsificata-sta-cancellando-loccidente/?utm_campaign=shareaholic&utm_medium=facebook&utm_source=socialnetwork

 

 

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In relazione al seguente avvenimento, molti si chiedono se si tratti di un rito reale o di una messa in scena. Il nostro pensiero va oltre: ammesso che sia stata una messa in scena, uno scherzo, che motivo ha un istituto scientifico di fama mondiale di “dilettarsi” con questo genere di cose? Se poi si pensa alla recente cerimonia inaugurale (satanica) del traforo del San Gottardo…

– Rito satanico al CERN: e chi lo dice che sia ‘finto’ ? Il giornalista? Da cosa lo deduce?

da veritanwo.altervista.org

Giovedì 18 Agosto è uscito su diverse testate giornalistiche un video girato all’interno del Cern, dove si vede un gruppo di persone incappucciate compiere degli strani rituali intorno alla statua della divinità indiana Shiva Nataraja, alta un paio di metri, donata al Cern dal governo indiano.
Prima di proseguire la lettura, guardate il video e leggete il breve servizio associato ad esso, per esempio su Repubblica. Sembra trattarsi evidentemente di un rituale satanico, tuttavia i quotidiani hanno relegato tutto a FINTO RITUALE… ma chi ha stabilito che si tratti di una messinscena??? Forse i giornalisti?E’ ancora mistero inoltre sull’autore del video, che sembra realizzato da una finestra. Pare che il Cern abbia avviato una indagine interna, probabilmente un atto dovuto, dopo che la questione è finita sulla stampa. Mass media che hanno immediatamente minimizzato, relegato tutto a “falso”, in questo modo hanno prevenuto lo scalpore che avrebbe creato se a dare la notizia fossero stati i blog.

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http://veritanwo.altervista.org/rito-satanico-al-cern-lo-dice-sia-falso/

 

 

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– VIVISEZIONE DI MINORI IN EUROPA: A RUBA I BAMBINI IN ITALIA!

di Gianni Lannes, da sulatestagiannilannes.blogspot.it

Ecco l'orrore sotto i nostri occhi dormienti. E' ormai l'eldorado alla luce del sole della tratta di bambini, specialmente quelli migranti non accompagnati da anima viva, e che nessuno reclama. Il baricentro criminale si è spostato dalla Turchia allo Stivale tricolore. Attualmente la rotta mediterranea del traffico d' organi umani porta nel belpaese per rifornire il vecchio continente, Israele inclusa. Non è una leggenda metropolitana, questo commercio criminale esiste, anzi è tollerato da governi e istituzioni, alimentato dalle multinazionali del crimine impunito, grazie all'assordante omertà dei medici e delle loro associazioni di categoria. Non a caso nessun Paese aderente all’Unione europea ha ancora ratificato la Convenzione del Consiglio d'Europa contro la tratta degli organi umani. Per legge occorrono almeno 5 ratifiche inclusi almeno 3 Stati membri del Consiglio d'Europa, non basta una firma, ma a tutt’oggi, l’atto è stato sottoscritto – soltanto per salvare le apparenze e senza alcun impegno giuridico – dalle seguenti nazioni: Austria, Belgio, Gran Bretagna, Grecia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Moldavia, Norvegia, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Spagna e Turchia. Non hanno firmato la Convenzione: Bosnia e Erzegovina, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Georgia, Germania, Islanda, Lettonia, Liechtenstein, Lituania, Malta, Monaco, Montenegro, Paesi Bassi, Repubblica Slovacca, Romania, San Marino, Serbia, Slovenia, Svezia, Svizzera, Ucraina e Ungheria. La Russia ha firmato il 24 settembre 2015, mentre non hanno aderito USA, Vaticano, Canada, Messico (Stati non membri che godono dello status di osservatore presso il Consiglio d'Europa, e da altri Stati non membri).

Continua su:

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2016/08/vivisezione-di-minori-in-europa-ruba-i.html?spref=fb&m=1

 

 

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MEDICINA                                                                     –

GLI ARTICOLI DI SEGUITO RIPORTATI NON RAPPRESENTANO IN ALCUN MODO INDICAZIONI TERAPEUTICHE, IN QUANTO GLI AMMINISTRATORI DI QUESTO SITO NON SONO MEDICI. GLI ARTICOLI SOTTO RIPORTATI RAPPRESENTANO SOLAMENTE UN PANORAMA DI PARERI E NOTIZIE  TRATTE DAL WEB, CHE IN NESSUN MODO POSSONO ASSUMERSI COME COMPROVATE O CONSIGLIATE TERAPIE. PERTANTO SI CONSIGLIA E SI INVITA AD AVVALERSI COMUNQUE DEL PARERE DEL PROPRIO MEDICO CURANTE.

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Vaccini e medici: la dittatura è al lavoro

di Marcello Pamio, da disinformazione.it

 

L’attuale Sistema sta finalmente gettando la maschera, mostrando la propria faccia, la sua vera natura.

La dittatura sinarchica continua a fare passi da gigante verso la fine di ogni libertà.

“La libertà è partecipazione” cantava al mondo il grande Giorgio (Gaberscik) Gaber.

Oggi dal cantautore toscano siamo passati ad un altro Giorgio, il romanziere-futurologo George Orwell, il quale nel suo fantaromanzo “1984” descrive magistralmente quello che sarebbe accaduto al mondo in un lontano futuro, cioè l’attuale presente.

Nel suo libro infatti uno dei mantra più utilizzati dal Governo dittatoriale era “La libertà è schiavitù”!

Guai ad essere individui liberi, troppo pericoloso, perché la libertà fa malissimo ed è schiavitù.

Oggi è esattamente così: per il Sistema la libertà degli individui è peggio di un cancro da estirpare con ogni mezzo.

Miliardi di persone che rappresentano la struttura portante della società, la base della piramide del potere, non sono viste dal vertice come esseri umani aventi diritti, ma piuttosto come semplici automi privi di anima, da usare per far andare avanti la struttura societaria, per mantenere quindi viva l’illusione ottica nella quale ci hanno fatto nascere e crescere.

Macchine ovviamente senza alcun diritto e senza alcun valore.

L’ultimo esempio, in questo caso da parte della dittatura medica, arriva con il documento della Federazione degli Ordini dei Medici (Fnomceo) sulle vaccinazioni pediatriche.

Come mai si è scomodata addirittura la Casta delle Caste?

Forse perché sta dilagando qualcosa di molto rischioso e assai contagioso e non mi riferisco al virus del morbillo o al batterio alla pertosse ma alla LIBERTA’.

Sempre più genitori consapevoli infatti si stanno destando dal letargo e decidono di prendersi LORO la responsabilità della salute del PROPRIO figlio e non il medico vaccinatore delle ASL (che in caso di danni non risponde di nulla).

Continua su:

http://www.disinformazione.it/dittatura_medica.htm

 

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– Ddl Lo Giudice, Crepet: "C'è segreto professionale: sfido senatore a un confronto". E su surrogata…

di Adriano Scianca, da intelligonews.it

"Il ddl sull'identità sessuale di Lo Giudice? Illiberale, lo sfido a una tenzone dialettica". Lo psichiatra Paolo Crepet, intervistato da IntelligoNews, chiama a confronto il senatore del Pd. E sui suoi colleghi che, stando a un'inchiesta del Corriere della Sera, convincerebbero le madri surrogate che il figlio che portano in grembo non è il loro, dichiara: "Falsità scientifiche".

Un'inchiesta del Corriere della Sera mostra una riunione al fine di promuovere la maternità surrogata (cosa peraltro illegale), in cui si parla di psicologi che hanno il compito di ripetere alle donne che prestano l'utero che il figlio non è il loro. Cosa ne pensa? 

«Per i soldi la gente dice qualsiasi cosa. Si chiama business. Se si tratta di psicologi in questa maniera produrrebbero falsità scientifiche, non ci credo. Purtroppo viviamo in un mondo pedofobico, chi partecipa a queste riunioni carbonare si assume le proprie responsabilità. Ricordate Mengele e il nazismo?. Sono cose inimmaginabili. La cosa tragica è che queste cose vengono da ambienti liberal. Se le dicesse un nazista sarebbe coerente… Se non c'è a monte un problema di demenza direi che questa roba è a rischio malafede».

Continua su:

http://www.intelligonews.it/articoli/21-luglio-2016/46644/lo-giudice-maternita-surrogata-crepet-utero-in-affitto-psicologi-identita-sessuale

 

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– «Chi propone di legalizzare la cannabis eviti di appellarsi alla scienza: non sa di cosa parla»

di Benedetta Frigerio, da tempi.it

(foto da radioondadurto.org)

 

L’oncologo Umberto Tirelli illustra i gravi rischi per la salute connessi all’uso marijuana. E critica il collega Veronesi che elogia l’antiproibizionismo come moltiplicatore di introiti fiscali: «Non si possono dire cose simili a cuor leggero»

Il 17 luglio scorso, per la prima volta in Italia, la legalizzazione della cannabis è passata dall’essere un tema solo dibattuto a rappresentare una possibilità concreto: è stata presentata alla Camera una proposta di legge sottoscritta da 218 parlamentari del Pd, M5S, Sel, Forza Italia e Scelta civica. «Il proibizionismo è fallito» è il refrain scelto dal promotore del ddl Benedetto Della Vedova per sponsorizzare l’iniziativa. Ma secondo Umberto Tirelli, direttore del dipartimento di Oncologia medica e primario della divisione di Oncologia medica A al Centro di riferimento oncologico (Cro), Istituto nazionale tumori di Aviano (Pn), le argomentazioni usate per portare avanti quella che lui definisce «una follia indifendibile», non reggono. «Ad esempio – dice a tempi.it – come si fa a sostenere che la soluzione alla diffusione della droga sia legalizzarla? Stiamo contraddicendo perfino la logica più semplice».

Continua su:

http://www.tempi.it/chi-propone-di-legalizzare-la-cannabis-eviti-di-appellarsi-alla-scienza-non-sa-di-cosa-parla#.V5hSNqLl1OW

 

 

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SCIENZA E TECNICA                                                      –

 

Con la pubblicazione dei due seguenti articoli non intendiamo avallare ma nemmeno respingere l’ipotesi formulata. Può però essere utile prendere in considerazione anche queste ipotesi.

 

– Quelle onde H.A.A.R.P prima del terremoto…

da ilnuovomondodanielereale.blogspot.it

HAARP-Resmi (FILEminimizer)

(foto da Kisaltmalar.net)

Le immagine che vedete sono riprese dal satellite e si riferiscono a come si presentava il cielo il 23 agosto (il giorno precedente al terremoto di Amatrice – Roma), che ha causato la morte di 73 persone fino ad ora (268 morti e 387 feriti alla data del 26.8.16 – Fonte Corriere.it).

Diversi utenti su facebook hanno subito espresso i propri sospetti sui militari che modificano il clima attraverso scie chimiche e onde elettromagnetiche. 

L'ex giornalista Rai, Gianni Lannes già diversi anni fa aveva affrontato il tema "terremoti artificiali e modifiche climatiche", sostenendo che anche il precedente terremoto che colpì l'Aquila fosse di origine artificiale:

"Lo Stato italiano era, ed è, ben a conoscenza delle sperimentazioni segrete messe in atto, oggi come allora, dalle Forze Armate degli Stati Uniti d’America."

"A L’Aquila e dintorni è stato riscontrato un autentico bombardamento di segnali ELF, VLF, ULF."

Scrisse inoltre che: 

"Un indizio non fa una prova, ma decine di riscontri probanti si. Non va dimenticato che mentre la Commissione Grandi Rischi sollecitata dal capo dipartimento della Protezione Civile, tale Bertolaso Guido, aveva tranquillizzato la popolazione, si procedeva a sgomberare la sede della prefettura locale, vale a dire, il centro fondamentale di coordinamento di allerta e soccorsi, senza però avvertire la gente locale."

Segue il testo di Dottor Domenico Biscardi:

Continua su:

http://ilnuovomondodanielereale.blogspot.it/2016/08/quelle-onde-haarp-prima-del-terremoto.html

 

 

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Da Alessandro D’Esposito riceviamo e volentieri pubblichiamo:

– Terremoto in Italia Centrale: chiaro episodio di “guerra tellurica”

di Alessandro D’Esposito, da alexfocus.blogspot.it

Terremoto (FILEminimizer)

Napoli, 24/08/2016

Sono indignato, perciò entro a “gamba tesa” in questo tragico frangente.

Accuso esplicitamente i governi “carogna” (ovviamente non i popoli) dei cosiddetti “rogue states” cioè i capi anglo-assassini di USA-UK-Israele-Canada-Australia-Nuova Zelanda più i loro complici dell’UE, di aver provocato un intenso terremoto con ipocentro “superficiale” (quindi più devastante) come minaccia implicita ai popoli che si stanno rivelando sempre più contrari alla riforma costituzionale “ispirata” (io direi “ordinata”) a maggio 2013 dalla più schifosa banca di mal-affari, la J.P. Morgan, con un documento di 28 pagine, il cui sunto è: dovete cambiare le Costituzioni europee che sono troppo socialiste.

Cioè difendono egregiamente i diritti dei popoli, le società europee (anzi, troppo, secondo i biechi speculatori finanziari, i cosiddetti “squali” di Wall Street), contro le incursioni di delinquenti in doppio petto grigio, i quali decidono, a volte, anche solo con una firma dai loro super-yacht, chi deve vivere (o solo sopravvivere, se non morire)  in una qualunque parte del mondo dove ci sia qualcosa da sgraffignare (a loro esclusivo tornaconto: ricordate la terribile faccia del terrorista USA, Baraq bin-Obama, quando disse ad inizio del primo mandato, “difenderemo i nostri interessi” ?).

Lo strumento utilizzato (i cui primi studi risalgono agli anni ’60 del secolo scorso) è il combinato disposto di scie chimiche (deposizione di nano-particolato di alluminio ed altre schifezze tossiche) e di HAARP (High Altitude Auroral Reseach Programme)  e/o MUOS (Mobile User Objective System).

In breve vien sfruttato l’effetto piezoelettrico inverso: quando premiamo il tasto degli accendini elettrici da cucina, il dielettrico (compresso e poi dilatato) produce un accumulo di carica agli elettrodi che si trovano sulla punta dell’accendino, tra i quali scocca la scintilla. Se, invece, potessimo immettere energia elettrica dagli elettrodi, vedremmo il tasto muoversi. Se, ora immaginiamo che la terra sia uno delle piastre di un condensatore, lo strato metallizzato in cielo un'altra piastra e l’aria tra di essi il dielettrico, ecco realizzato il meccanismo perverso.

HAARP / MUOS irradiano il sistema e lo strato di aria (che non pesa nulla, anzi) si muove dando dei colpi al terreno.

Così si provocano dei terremoti artificiali (cioè quelli che hanno IPOCENTRO a profondità inferiore ai 70 km), ad esempio recentemente si è verificato un sisma in Sicilia con ipocentro 0 km (cioè ZERO chilometri) evento IMPOSSIBILE!.

Fonte:

http://alexfocus.blogspot.it/2016/08/terremoto-in-italia-centrale-chiaro.html

 

 

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– La grande truffa del riscaldamento globale

di Aureliano Ferri, da youtube.com

(immagine da youtube.com)

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=1YxmOpRAT4g&feature=youtu.be

 

 

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FUORI TESTO                                                                  –

Le lacrime che dai nostri occhi vedrete sgorgare,

non crediatele mai segni di disperazione.

Promessa sono solamente.

Promessa di lotta.

Alekos Panagulis

 

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– Il Regno dei Borbone, scuola d'eccellenza.

 

 

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– Il segreto di “Oz” – 2010

di Bill Still, da youtube.com

https://www.youtube.com/watch?v=Tz4SdQRLbmQ#t=38

 

 

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– "STATO – MAFIA" – Intervista di TgCafè24 a PaoloFerraro

 

 

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– Intervista ad Antonio Pimpini – Auriti e la sovranità monetaria

 

 

 

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– Rubbia sui cambiamenti climatici al Senato

di Carlo Martelli, da yotube.com e da una segnalazione di N. Z.

(foto tratta da giornalettismo.com)

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=2G-7xykTO14

 

 

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– "Inganno globale", di Massimo Mazzucco

 

 

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– Cancro, le cure proibite, di Massimo Mazzucco

di Antitanker, da youtube.com

https://www.youtube.com/watch?v=1RUrIO3Emws

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QUESTO SITO NON E’ UNA TESTATA GIORNALISTICA IN QUANTO VIENE AGGIORNATO SENZA ALCUNA PERIODICITA’.  NON PUO’ PERTANTO ESSERE CONSIDERATO UN PRODOTTO EDITORIALE AI SENSI DELLA L. N.  62 DEL 2001.
 

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